Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3469 del 3 febbraio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3469/VIII - ESITO DELL'INDAGINE SVOLTA DAL GRUPPO TECNICO PERMANENTE DI LAVORO PER GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE, CURA E RIABILITAZIONE DELLE TOSSICO-DIPENDENZE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Millet.

INTERPELLANZA

L'indagine svolta dal gruppo tecnico permanente di lavoro per gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze, con la consulenza del prof. MARIANI, ha messo in evidenza un dato drammatico: circa il 9% degli studenti della scuola secondaria superiore dichiara di aver fatto uso di sostanze stupefacenti, numero che riporta la Valle d'Aosta nella media italiana e che smentisce chi aveva sostenuto una sorta di estraneità della nostra Regione al fenomeno droga.

Ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERPELLANO l'Assessore competente per conoscere:

1) - il giudizio della Giunta sui risultati del rapporto MARIANI;

2) - le intenzioni dell'Esecutivo in merito agli interventi per la prevenzione dei fenomeni di tossicodipendenza;

3) - i tempi di apertura, le caratteristiche del servizio e le forme di gestione previsti per il cosiddetto centro di prima accoglienza e per la Comunità assistenziale denominata casa Champlan.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): L'indagine che è stata svolta dal gruppo tecnico permanente di lavoro per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle tossicodipendenze ha messo in evidenza un dato drammatico: circa il 9% degli studenti della scuola secondaria superiore dichiara di aver fatto uso di sostanze illecite quali marijuana, hashish, cocaina ed eroina.

Sempre dallo stesso studio, nella parte esposta a voce e non riportata nel documento che è stato pubblicato, è emerso che sono circa 700 le persone, tra i 14 ed i 39 anni, coinvolte nell'uso di sostanze stupefacenti; è emerso, altresì, che, a fronte di una domanda di servizio che riguarda circa la metà di queste persone, sono disponibili oggi dei servizi per meno di un decimo delle persone interessate.

Si tratta di uno dei più drammatici problemi per la popolazione valdostana e credo che di esso ci si debba occupare sempre più a fondo, anche perché i recenti fatti di violenza dimostrano che la realtà valdostana non è così tranquilla e felice come, forse, si poteva supporre.

Noi riteniamo opportuno conoscere, in merito, le intenzioni della Giunta ed essere informati su ciò che essa intende fare, specie in riferimento alle varie forme di prevenzione. Vogliamo anche avere notizie precise sui tempi di apertura, sulle caratteristiche del servizio e sulle forme di gestione, sia del centro di prima accoglienza e sia per la comunità assistenziale di Champlan. In questa occasione ritorniamo sull'argomento, perché ci sembra che i tempi siano più lunghi di quelli preannunciati e che, via via, si aggiungano nuove complicazioni ad impedire che le cose procedano come si sarebbe voluto.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): L'indagine svolta dal gruppo tecnico permanente di lavoro per gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze ci ha fatto conoscere dei dati molto interessanti e, così come già detto al momento della presentazione dei risultati dell'indagine, ribadisco che non ci si può limitare solo a quei dati, ma un'analoga indagine, a nostro avviso, dovrà essere ripetuta ed approfondita anche in futuro. È stata fatta anche un'altra indagine, i cui atti saranno presto messi a disposizione del Consiglio e della popolazione da parte del gruppo di lavoro, relativa al consumo degli psicofarmaci in Valle d'Aosta.

Senza volermi addentrare nelle citazioni di numeri allarmanti o meno, credo che si debba fare molta attenzione a non confondere le cifre dei presunti tossicodipendenti con quelle dei tossicodipendenti realmente accertati.

L'indagine, alla quale ha fatto riferimento il Consigliere Mafrica, con i suoi dati presunti, ci è utile per aiutarci ad istituire servizi con una idonea capienza massima. Noi conoscevamo in via di ipotesi il numero delle persone che possono o che potrebbero usufruire di tali servizi. Questa indagine conferma quanto avevamo già previsto con la deliberazione del mese di settembre, che istituiva un apposito servizio per le tossicodipendenze, all'interno dell'U.S.L., e ci consente di coordinare meglio gli interventi preventivi, quelli da esercitare sul posto di lavoro e quelli che si riferiscono alle terapie successive da prescrivere ai tossicodipendenti.

L'indagine conferma l'importanza della prevenzione - cosa, del resto, già nota a tutti - da attuare, come è stato fatto in questi ultimi due anni, innanzitutto, all'interno delle scuole, con l'attivazione di tutti i servizi scolastici, e poi nell'ambito della famiglia, con l'attivazione dei servizi sociali sul territorio.

La delibera del 18 settembre 1987, che istituiva questo servizio all'interno dell'U.S.L., sta trovando pratica attuazione, perché i termini degli avvisi interni per le persone che intendono chiedere di essere trasferite in questo nuovo servizio, sono già scaduti alla fine dello scorso mese di gennaio. Al più presto verranno emanati gli avvisi pubblici e quindi si darà attuazione ai concorsi per il reperimento del personale che, in questo momento, non può essere messo a disposizione dall'U.S.L., e che sarà chiamato a collaborare con il gruppo di lavoro incaricato di gestire il centro per la prevenzione, cura e riabilitazione delle tossicodipendenze, per almeno uno o due anni. Verrà stipulata, infatti, una convenzione con un gruppo specializzato, che ha maturato notevole esperienza in materia presso altre UU.SS. LL. italiane. Tale gruppo gestirà questo centro e provvederà alla formazione del personale che, a sua volta, dovrà essere in grado di gestire autonomamente il servizio. Questo centro viene istituito ad Aosta, in stretto contatto con l'unità operativa di psichiatria, ed avrà un punto di riferimento o di appoggio, per la Bassa Valle, a Donnas o a Verrès.

L'Assessorato sta definendo i termini della convenzione da stipulare con il gruppo di lavoro e si prevede di aprire questa unità operativa agli inizi del mese di aprile. Una U.S.L. di Cremona ci ha posti di fronte ad un ulteriore contrattempo perché, solo di recente, ci ha comunicato di non poterci garantire la disponibilità di una persona che è già impegnata in quella U.S.L. Ci auguriamo, ovviamente, di poterla sostituire al più presto. Si provvederà, quindi, all'apertura della comunità per la cura dei tossicodipendenti a Champlan. La struttura è già stata consegnata ed a giorni si apriranno le buste per la gara d'appalto indetta per l'arredo relativo.

Il gruppo di lavoro sta ora predisponendo il documento che ci darà la possibilità di reperire la cooperativa, o il privato, che vorrà gestire il centro. Non riteniamo opportuno, infatti, che tale comunità sia gestita, fin dall'inizio, da un ente pubblico. Solo in un secondo tempo, al limite, l'ente pubblico dovrebbe provvedere alla gestione diretta di tale comunità.

Per confermare le date già indicate nello scorso mese di ottobre, in occasione di una analoga interpellanza presentata dal Gruppo comunista, ricordo che anche la comunità di Champlan-Talapé inizierà ad operare alla fine di aprile o ai primi di maggio.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Non ho ben capito la prima parte della risposta dell'Assessore, quando ha detto che si tratta di dati stimati che dovrebbero essere verificati nella realtà. In questo tipo di discorso io vedo una certa ricorrente sottovalutazione del fenomeno.

Poiché l'indagine è stata fatta in modo analogo a quanto avviene nel resto dell'Italia e dell'Europa, non capisco perché i relativi dati non possano essere assunti come punti di riferimento degni della massima attenzione.

Che da questa stima sia emerso, innanzitutto, che la Valle d'Aosta si trovi nella media italiana e che il consumo di marijuana sia un decimo di quello americano, ma che il consumo di eroina sia addirittura la metà, sempre di quello americano, ciò dimostra che la situazione sia particolarmente grave e che stiano prendendo piede, anche nella nostra regione, determinati modelli di vita. Io credo, quindi, che si debba prestare attenzione anche a questi aspetti.

Certo è importante rispettare le date previste, e mi auguro che sia così; è importante intervenire in aiuto delle persone che si rivolgono al servizio pubblico per disintossicarsi; ma è importante anche lavorare sugli aspetti precedenti la richiesta di disintossicazione, sugli aspetti che precedono l'uso degli stupefacenti. Occorre, quindi, lavorare sugli elementi che, in questa regione, portano all'esistenza di un disagio giovanile. Io credo che, in questo campo, la Regione possa disporre di strumenti utili e che gli Assessorati alla Sanità e Assistenza Sociale e alla Pubblica Istruzione abbiano ancora molte cose da fare. Mi auguro, pertanto, che siano presi in considerazione anche questi aspetti del problema.