Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3396 del 13 gennaio 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 3396/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "INTERVENTI FINANZIARI PER L'INSEDIAMENTO DI ATTIVITÀ INDUSTRIALI NEL COMUNE DI GRESSAN PER PRODOTTI LATTIERO-CASEARI".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.) - Credo che mai una legge abbia suscitato tante polemiche come questa presentata dalla Giunta regionale. La legge ha suscitato queste polemiche perché credo che si debba governare con il consenso e non con il dissenso; qui abbiamo creato una specie di scontro frontale fra l'esecutivo regionale e gli operatori del settore.

Per quella che è l'ideologia del mio partito, siamo propensi a favorire le iniziative private e non verremo meno a questo ruolo, però non possiamo non preoccuparci delle polemiche che sono sorte intorno a questa vicenda e che lasciano l'amaro in bocca. C'è la preoccupazione (e lo dico assumendomi a responsabilità di quanto affermo) che ci si nasconda dietro interessi particolari. Non sono in grado di dire quali siano questi interessi particolari, però ho ricevuto telefonate, sono stato avvicinato da persone che incontravo per la prima volta, ho ascoltato discorsi che non posso riferire perché non ho la certezza di quello che mi è stato riferito, ma che mi hanno lasciato il dubbio che ho appena espresso, e cioè che dietro questa operazione si nascondano degli interessi privati che contrastano con quelli della comunità valdostana.

È necessario sapere quale affidabilità hanno questi nuovi imprenditori. Non diciamo questo perché l'ho accertato io o perché lo dicono gli altri: se leggiamo "La Stampa" dell'8 gennaio 1988, sono gli stessi imprenditori a fare delle dichiarazioni che lasciano enormi perplessità. Fra l'altro riconoscono di non aver mai commercializzato latte, pur essendo da tempo sul mercato dello yogurt. Ma in che maniera sono in questo mercato? Come costruttori di macchine per la loro produzione. Addirittura fra queste società c'è un'agenzia immobiliare. Oggi questi imprenditori si trasformano in industriali del latte usufruendo di un contributo di 13 miliardi, fra costruzione di capannone e finanziamento.

Ma questi imprenditori dicono anche qualcosa che è ancora più grave: dicono che in Valle d'Aosta il mercato assorbe circa 8 milioni di yogurt all'anno, mentre l'attuale Centrale del Latte ne ha venduto 1 milione 620 mila. Quale indagine - vorrei chiedere all'Assessore competente - questi imprenditori hanno effettuato per affermare che in Valle d'Aosta è possibile vendere un quantitativo di questo genere?

Sappiamo che la Parmalat, che è una grossa ditta a livello nazionale, è in forte crisi; qui invece si inventano imprenditori al momento, che in proprio rischiano pochissimo. Non vorremmo trovarci di fronte a degli imprenditori che, come precedenti esperienze (tipo Multibox, Alluver) ci hanno insegnato, sono arrivati in Valle solo per mungere a mucca della Regione, per non parlare della COINCA di cui parleremo nella mozione....

TORRIONE (P.S.I.) (fuori microfono) - È proprio il caso di dirlo!

BALDASSARRE (P.S.D.I.) - .... È proprio il caso di dirlo, mi suggerisce il collega Torrione, perché si parla di latte e qui si munge, si munge....

Non voglio portare via altro tempo al dibattito, perché altri colleghi vorranno intervenire. Non esprimo un giudizio sul comportamento che andrò ad assumere al momento del voto, sarà l'Assessore a togliermi dei dubbi, in modo particolare quello che ho enunciato poco fa della affidabilità degli imprenditori, dell'assenza di interessi attorno e dietro questa nuova società, e dell'assenso da parte degli operatori valdostani su questo progetto di legge. Spero che l'Assessore possa soddisfare le mie richieste, in caso contrario non potrò che dare voto negativo a questo provvedimento di legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Vorrei fare una premessa di carattere generale, che riguarda la scelta di fondo che la Giunta ha fatto con questo provvedimento, che è quella di una gestione di tipo privatistico della Centrale del Latte per effetto del capitale che in questa futura società sarà per il 51% di un privato.

Questo ci impone alcune riflessioni sulla cosiddetta gestione pubblica della Centrale del Latte, che ha ormai una lunga e travagliata storia, non sempre costellata di successi, ma anzi caratterizzata da elementi negativi.

La Centrale del Latte ha un suo significato su due piani: quello che concerne i produttori e quello che concerne i consumatori. Credo che i termini del problema vadano visti essenzialmente guardando a queste due categorie di operatori.

È chiaro che è interesse di tutti avere una Centrale del Latte che funzioni, che offra determinate garanzie per un prodotto come il latte, di così largo consumo e di grande importanza per l'alimentazione di tutti noi. Sotto questo profilo devo dire che la Centrale del Latte ha recitato un ruolo di primaria importanza, in quanto il latte prodotto risponde a determinati requisiti, ed ha soddisfatto e soddisfa tuttora quelle che sono le esigenze dei consumatori.

È chiaro come, per offrire un prodotto a così alto livello, la Centrale del Latte debba aver affrontato delle spese e come ad un certo punto si sia venuta a trovare in situazioni di difficoltà economica, tanto che in questi ultimi anni è stato costante l'intervento della Regione, un intervento cospicuo, per ripianare un certo tipo di bilancio. Questo per quanto riguarda la gestione della Centrale del Latte e la sua proiezione nei confronti dei consumatori.

L'altro aspetto riguarda i produttori di latte, ed anche qui la Centrale ha svolto una sua funzione, consentendo ad una categoria abbastanza consistente di allevatori e contadini di conferire il latte alla Centrale, quindi di costituire una fonte di reddito per questi produttori, reddito che ha favorito in generale il permanere di queste persone in una attività che spesso è negletta, quale quella dell'agricoltore e dell'allevatore.

Non sempre queste due esigenze sono riuscite a conciliarsi, e devo fare una riflessione sulla gestione pubblica, che non ha rispettato alcuni canoni che dovevano essere pur sempre rispettati. Bisognava garantire per quanto possibile un certo tipo di pareggio economico che doveva essere perseguito con tutte le forze, non perché non svolgesse una funzione di indubbio interesse, ma perché nella gestione di una Centrale del Latte si deve anche cercare quello che è perlomeno il pareggio economico. Questo - per una serie di vicende che non stiamo qui ad esplicitare - non è stato conseguito; qualcuno ha detto recentemente che la Centrale era ormai uno stabilimento obsoleto per cui bisognava reinvestire dei grossi capitali per renderla competitiva sul piano delle attrezzature, dei macchinari. Può essere vero, però c'è un altro dato di fatto sintomatico: la Centrale del Latte nella sua lunga e travagliata storia non ha mai conseguito questo obiettivo del pareggio del suo bilancio e l'ente pubblico ha sempre dovuto intervenire massicciamente per colmare un deficit che ha raggiunto milioni di lire l'anno. È chiaro che così non si poteva andare avanti.

Qui faccio una prima critica che non è rivolta tanto ad una gestione pubblica, quanto al modo di considerarsi operatore e imprenditore in Valle d'Aosta. Ho ascoltato con estrema attenzione il discorso che hanno fatto i produttori di latte in sede di Commissione, ma devo anche con rammarico sottolineare un fatto: in Valle d'Aosta, in certi casi e in certe occasioni, i nostri operatori, in campo industriale o agricolo, non sanno mai cogliere il momento opportuno. Se c'era una struttura che poteva essere gestita in via cooperativistica, dando anche dei buoni risultati, era questa. Purtroppo - e qui l'Assessore può esserne buon testimone - questo risultato non siamo riusciti a conseguirlo, ed è una sconfitta che dobbiamo registrare, sconfitta che rientra anche in una determinata mentalità che non è certo di una imprenditoria illuminata. Di tasca propria in Valle d'Aosta nessuno è disposto a rischiare; se rischia l'ente pubblico va tutto bene, come se i soldi fossero di tutti e di nessuno, se rischia in prima persona allora non va bene; dietro ci deve essere sempre questo paravento della Regione che fa da garanzia, e questo può anche essere giusto in certe situazioni, ma in altre ci si può aspettare che il privato intervenga fino là dove può intervenire.

È sciocco venire a recriminare in questo momento che la Regione debba avere il 51%, perché credo che la Regione di questo problema, se esisteva una struttura consorziale di un certo tipo, poteva anche disinteressarsi; si sarebbe potuto gestire in maniera adeguata ed efficiente, cercando anche di risparmiare su quelle spese di gestione che sono state uno dei limiti al fatto che il bilancio della Centrale del Latte non chiudesse mai in pareggio.

Trovo che questo argomento vada debitamente sottolineato, perché è un dato negativo che non solo in questo settore, ma anche in altri riscontriamo. Nessuno impedisce a nessuno di fare l'imprenditore in questa nostra Regione; sovente ci sono delle remore e questo è un elemento su cui dobbiamo anche noi riflettere, nonostante ci siano ampie provvidenze regionali nel settore della cooperazione.

Sono nati in questi ultimi mesi dei progetti alternativi al modo di gestire questa Centrale, e noi dobbiamo dare atto agli amministratori attuali della Centrale del Latte di avere fatto uno sforzo. Cosa rimproveriamo invece? Rimproveriamo di avere fatto uno sforzo in ritardo, perché questo discorso poteva essere fatto negli anni scorsi. L'iniziativa regionale è servita ovviamente da pungolo perché si facesse in ritardo ciò che doveva essere fatto prima; non ho mai sentito parlare se non dai diretti interessati e in questi ultimi giorni di un progetto che prevedesse un diverso assetto della Centrale del Latte e un diverso tipo di conduzione.

Quanto al discorso della costruzione del nuovo stabilimento, non credo che la Regione, se ci fosse stata una proposta concreta e seria, si sarebbe tirata indietro nel costruire una struttura del genere, perché non è mai successo che la Regione non abbia di sua iniziativa incentivato a costruzione anche di un nuovo stabilimento. A me certe giustificazioni a posteriori: "io c'ero, o non c'ero, o se c'ero dormivo", mi convincono poco. Tanto per essere chiari ho assistito con un po' di fastidio ala riunione consiliare dove sembrava che qualcuno attuasse il gioco di nascondersi, un gioco che non serve mai a nessuno soprattutto quando si tratta di operazioni di tipo finanziario, dove ognuno deve rischiare qualcosa di suo se vuole ottenere dei risultati.

Queste considerazioni mi fanno dire che la scelta in definitiva è giusta da parte del privato; se la gestione di questa società deve essere di un certo tipo, è chiara ed evidente la richiesta di essere il socio di maggioranza allo interno. Se la scelta era pubblica il discorso era diverso, ma arrivati a questo punto come si poteva pretendere che il partner che viene qui a rischiare del suo accettasse di trovarsi in minoranza all'interno della società? La logica del privato è infatti quella di rientrare non solo in possesso di ciò che ha rischiato ma anche di guadagnarci, e su questo non possiamo avere nulla da dire; se l'operatore fossi io, avrei proposto esattamente quello che ha fatto questo signore. Si può discutere se la scelta sia giusta o non giusta, ma dato questo tipo di indirizzo, era chiaro che l'orientamento non poteva essere che questo. Si tratta d'altronde di un orientamento consolidato, perché c'è un altro precedente storico che è quello del metano, dove la stessa logica ha presieduto alla formazione della società: il privato vuole gestire il discorso in prima persona, il privato dovrà assumersi il 51% delle azioni, mentre il 49% rimarrà al pubblico.

In merito però devo fare una riserva (e l'ho già detto in Commissione), perché creato questo precedente, avrei preferito che questo disegno di legge fosse l'esatta fotocopia dell'altro, dove la scelta del partner privato non fosse aprioristica, come è in questo caso in cui il disegno di legge è venuto in Consiglio e ci è stato detto che il socio era il tale o il talaltro. Quindi una scelta del tipo di quella fatta per il metano: una indicazione di larga massima contenuta nel disposto legislativo che consentisse all'interno di questo contenitore di fare quelle che erano le scelte più opportune. Mi sono permesso in Commissione di fare presente all'Assessore che c'era una contraddizione di atteggiamento fra i due disegni di legge, anche da parte della Giunta regionale. Credo che i comportamenti difformi non rispondono mai ad una logica, se c'è, ma debbono essere sempre giustificati, e mi è sembrato che l'Assessore su questo argomento si sia trovato leggermente in imbarazzo, e non poteva essere diversamente.

Non trovo neanche sbagliato, e mi rifaccio ad un argomento che è all'ordine del giorno di oggi, che la società si appalti il suo stabilimento, perché se così fosse avvenuto in altri tempi e per altre società che non agiscono qui nei dintorni di Aosta ma in quel di Verrès, probabilmente oggi non sarebbe iscritta all'ordine del giorno una mozione che riguarda la COINCA. Qui si è recuperato un certo tipo di discorso, e ben venga se fa risparmiare dei soldi all'ente pubblico, perché da quello che abbiamo appreso in sede di Commissione la COINCA doveva costruirsi il suo stabilimento. In questo la Giunta ha una sua logica, perché ha recuperato un discorso che era valido allora, e che, se fosse stato mantenuto su quella linea, oggi non assisteremmo a quella poco edificante vicenda che si chiama COINCA di Verrès.

Se, fatta questa scelta da parte della Regione, scelto quindi anche il partner, si devono fare delle considerazioni, credo che meglio sarebbe stato che le conclusioni sulla scelta del partner venissero trattate da una apposita Commissione consiliare, come abbiamo fatto per il metano. Sarebbe stata una scelta più oculata, più meditata, meno affrettata, sarebbe stata una scelta che forse lasciava un po' meno l'amaro in bocca, ma a questo punto non vorrei essere nei panni dell'Assessore, perché se do ragione ad alcune affermazioni che sono state fatte in quest'aula, dovrei dire: "amici Consiglieri, faccio una ulteriore meditazione e questo discorso ve lo ripropongo in un'altra seduta dopo aver fatto gli opportuni accertamenti, se sono vere certe cose; se non sono vere certe cose che abbiamo sentito in seduta segreta rimango ugualmente perplesso sulla scelta, anzi, più che sulla scelta, sul luogo di scegliere". Vorrei che l'Assessore fosse così convincente da dirci le ragioni che hanno portato a scegliere questo partner rispetto ad un altro: se ci convincerà il nostro sarà un certo tipo di atteggiamento, in caso contrario in sede di votazione assumeremo un atteggiamento diverso.

Queste erano le cose che volevo dire. Si tratta di un provvedimento difficile che sana una situazione che si protraeva da anni, e se dovrà passare così come è concepito, facciamo alla futura Centrale del Latte i nostri migliori auguri: che non ripeta gli errori che si sono fatti nel passato quando la gestione è stata elusivamente pubblica.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.) - Sono convinto che tutte le forze politiche di questo Consiglio concordino sulla necessità di trovare una soluzione all'annoso problema della Centrale del Latte, e fino qui penso che senza alcun dubbio concordiamo tutti.

Il problema è nella presentazione di questo disegno di legge, che ci lascia alquanto perplessi: non riusciamo infatti a capire questa gran fretta da parte dell'Assessore a far approvare questo disegno di legge e fare questo accordo con la società PROTECAL. Questa mattina abbiamo avuto modo di ascoltare da parte di alcuni colleghi certe affermazioni su certi personaggi che dirigono questa società.

Quello che non riesco a comprendere è come mai, di fronte ai pareri negativi della I e III Commissione, si insiste a voler a tutti i costi far approvare un disegno di legge su cui le forze di opposizione hanno già espresso i loro timori per il tipo di gestione che qui viene previsto.

Concordiamo anche noi che è necessario trovare una soluzione; ma era proprio necessario accordarsi con questa società quando sappiamo che la PROTECAL - che dovrebbe avere il 51% nella futura Centrale del Latte - è una società che produce macchinari per la produzione del latte, che a sua volta vi è la GENEFIN che è una società finanziaria collegata ala PROTECAL, e poi abbiamo visto che il sig. Polchi è anche proprietario di una società immobiliare?

Allora basta riflettere attentamente per comprendere il disegno strategico di tutta questa operazione. La PROTECAL prende in mano il 51% della società, con la Finanziaria GENEFIN vende alla società i macchinari, e sappiamo benissimo che se un macchinario viene venduto per un miliardo, significa che il suo costo per la società venditrice è inferiore del 50%, quindi su una spesa globale di 8-9 miliardi di attrezzature e macchinari, sappiamo bene che c'è un utile della ditta venditrice del 50%.

Se poi insieme alla GENEFIN consideriamo che c'è anche la società immobiliare - citava prima il Consigliere Torrione che questa società metterà in appalto a sua volta a costruzione della Centrale - è logico pensare che la società darà l'appalto a quella stessa società immobiliare cui fa capo il solito personaggio.

Ci troviamo di fronte ad un "business", dove si fanno affari di miliardi.

Considerato che in Valle d'Aosta abbiamo avuto brutte esperienze in materia, credo si debba riflettere attentamente su questa operazione. Da parte nostra non riusciamo a comprendere perché si ha fretta di approvare questo disegno di legge, mentre non si tiene in considerazione quello che potrebbe essere l'apporto costruttivo, utile, necessario da parte dei nostri produttori regionali, da parte della imprenditoria locale che se fosse stata contattata e le fossero state date determinate garanzie - quelle che vengono date a questa società - sarebbe comunque stata in grado di gestire la Centrale del Latte.

Abbiamo avuto modo di ascoltare in una riunione della III Commissione i produttori, i quali avevano detto che non ne sapevano niente di questi accordi, che se fossero stati contattati prima avrebbero potuto arrivare ad una decisione di gestire in proprio, costituendosi in cooperativa, la futura Centrale del Latte. L'Assessore è intervenuto per smentire questo discorso, quindi ci troviamo davanti ad una situazione che non riusciamo a comprendere, dove i produttori dicono una cosa, l'Assessore dichiara esattamente il contrario, però sta di fatto che c'è una gran fretta di voler concludere questa operazione.

Il Movimento Sociale Italiano, di fronte ad una situazione di questo tipo, dice chiaramente che è contrario, perché è una operazione lesiva degli interessi regionali, anche se concordiamo sulla necessità di dare, se non c'è altra possibilità, la gestione a dei privati. C'era anche la possibilità di trovare degli imprenditori locali in grado di gestire, perché i valdostani non sono tutti uguali: c'è fra loro gente preparata, capace, gente che è all'altezza di certe situazioni, e non mi risulta che siano stati consultati o contattati.

Considerare le indicazioni che sono state rilasciate stamattina da un nostro collega, che ci ha messo al corrente della posizione di questo personaggio, alquanto ambiguo, chiedo all'Assessore di ritirare questo provvedimento e di riportarlo in Commissione, perché le due Commissioni competenti hanno dato parere contrario, forse intravedendo che qualcosa non funziona. Non è solo il Movimento Sociale Italiano che fa queste dichiarazioni, è tutta l'opposizione compatta che ha delle perplessità, quindi ritengo che una amministrazione seria debba tenere in considerazione questa situazione e che sia dovere dell'Assessore intervenire, sospendere il provvedimento, riportarlo in Commissione per chiarire tutti quegli aspetti che sono stati evidenziati, per favorire una buona amministrazione dove si abbia conoscenza di tutte le problematiche che interessano un provvedimento di questa importanza.

Mi riterrò soddisfatto se la richiesta di ritirare il provvedimento in oggetto e di riportarlo in Commissione verrà accettata, altrimenti a nome del MSI dichiaro voto contrario al disegno di legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Devo innanzitutto protestare con il Vicepresidente del Consiglio De Grandis, per aver interrotto la discussione generale sulla Centrale del Latte per dare spazio alle comunicazioni del Presidente della Giunta. È una prassi inusitata di questo Consiglio se pensiamo che anche semplicemente per iscrivere un oggetto all'ordine del giorno è richiesto il consenso della maggioranza qualificata; ci pare una forzatura ingiustificata quella di interrompere una discussione che era iniziata, interrompere quindi l'esame di un oggetto per fare spazio ad altri punti. Facciamo questo richiamo perché ci pare che si debba sempre tener conto del consenso di tutti: il Consiglio può anche stabilire delle cose non previste dal Regolamento interno, però occorre il consenso di tutti e non si possono prendere decisioni semplicemente per il fatto di svolgere in un certo momento una certa funzione.

Tornando all'argomento in discussione il Consigliere Millet ha già fatto una serie di osservazioni questa mattina. Debbo ribadire che a nostro giudizio si sta compiendo un errore politico molto importante che peserà sul futuro di questa Regione. Per numerosi anni, giustamente, le forze autonomiste hanno sottolineato l'importanza dell'agricoltura, ed hanno detto ancora giustamente che è necessario intervenire con finanziamenti straordinari, perché l'agricoltura in Valle d'Aosta ha sue ragioni che vanno al di là del puro parametro economico. Il discorso viene perseguito con una certa coerenza, si interviene per il vino, si interviene per la Fontina, si interviene nelle spese di gestione delle cooperative: l'unico caso in cui si vuol fare valere la logica puramente economica è quello del latte. Ci sembra una cosa piuttosto discutibile se pensiamo al ruolo che ha la produzione del latte in questa Regione.

Non abbiamo avuto modo di cercare i giornali di trenta anni fa per vedere come a situazione della Centrale del Latte veniva valorizzata dall'allora Giunta regionale, ma comprendiamo che la Centrale del Latte ha avuto in questi anni un proprio ruolo importante e trainante, per il mantenimento di determinati livelli di organizzazione aziendale dei produttori della Valle d'Aosta. Comprendiamo che la Centrale del Latte ha esercitato un ruolo positivo nella immagine stessa della Regione: garantire ai turisti che arrivano un latte della Valle d'Aosta è una cosa di una certa importanza. Se confrontiamo questi due elementi - il fatto di aiutare i produttori ad impegnarsi per produrre determinate quantità con una certa qualità e l'immagine che il latte della Valle d'Aosta ha comunque mantenuto in tutti questi anni - non possiamo ragionare soltanto in termini di deficit. Se facessimo lo stesso ragionamento per la Cooperativa Latte e Fontina arriveremmo a delle conclusioni molto strane. Perché proprio per il latte dobbiamo andare a contare con il misurino i deficit annuali, quando sappiamo che questo deficit è giustificato dal fatto che vogliamo giustamente pagare un certo prezzo ai produttori e che non facciamo un prezzo ai consumatori troppo elevato?

Quindi insistiamo su questo punto, e cioè che la Centrale del Latte è stata una leva importante per l'agricoltura valdostana; far entrare in questo elemento il calcolo puramente finanziario significa rinunciare ad una leva importante per fare qualcos'altro. A noi sembra che la decisione di oggi sia un errore. Supponiamo che fra qualche anno il socio maggioritario privato verifichi che gli yogurt purtroppo non riescono a sfondare sul mercato e che quindi a lui conviene abbandonare questa attività: cosa facciamo? Torniamo a ricomprarci domani le azioni che cediamo oggi? Che senso avrebbe?

Abbiamo una serie di dubbi, il primo dei quali è di carattere politico: perché lasciare un settore così importante nelle mani di un privato?

Il secondo dubbio è quello relativo alla presenza della Regione in quota minoritaria, trascurando la possibilità che in qualche modo i produttori hanno espresso di avere una loro quota di azioni.

Il terzo dubbio è sulla capacità di questo privato, che non si è occupato di questo settore nel passato, di affrontare un mercato che è già molto affollato.

Allora, a nostro giudizio, non ha senso escludere il Comune di Aosta che aveva una quota azionaria molto bassa, che però aveva una sua presenza nella direzione aziendale; non ha senso lasciare tutto nelle mani del caso, affidarsi a qualcuno che non ha mai affrontato il mercato di quel tipo e che quindi non dà sufficienti garanzie, e riservare a se stessi un ruolo subalterno.

Diciamo che se è necessario rinnovare la Centrale del Latte, la cosa si può fare; se si vogliono produrre anche yogurt, la cosa è possibile; non si capisce perché soltanto il privato debba essere capace di fare queste cose e perché soltanto nel caso del latte si debbano fare questi ragionamenti sui deficit. Se la Giunta regionale con questa scelta vuole in qualche modo introdurre anche nel settore agricolo dei ragionamenti che finora non ha fatto, ci sembra che abbia scelto il campo più sbagliato.

La nostra, quindi, è una riflessione che richiede alla Giunta la possibilità di affrontare con più calma e con ponderatezza tutta la questione, che prevedeva a possibilità di utilizzare il contributo che i produttori vogliono dare anche partecipando con loro denaro a questa nuova Centrale, che preveda la possibilità che tra Regione e produttori comunque rimanga nelle mani della Valle d'Aosta la possibilità di fare una politica in questo campo.

PRESIDENTE: Vorrei ricordare al Consigliere Mafrica che quando ho fatto la proposta di discutere le interpellanze, che non è stata accettata dal Partito Comunista e dal Movimento Sociale, ho poi accettato il loro rifiuto ed ho dato la parola al Presidente della Giunta per le comunicazioni. A questo proposito ricordo che il Presidente della Giunta può chiedere di fare delle comunicazioni al Consiglio in qualsiasi momento, trattandosi di comunicazioni di carattere particolare; per cui la richiesta avanzata dall'opposizione di riprendere la discussione interrotta stamane sul disegno di legge la Presidenza l'aveva accettata. Per queste ragioni mi pare che così come il Consiglio, non prevedendolo il regolamento, aveva interrotto la discussione alle ore 13, niente vietava che questa potesse essere ripresa dopo la discussione delle interpellanze. Detto questo, mi pare che la reprimenda rivoltami dal Consigliere Mafrica fosse quando meno un tantino esagerata.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI (A.D.P.) - Vorrei fare due semplici considerazioni: la prima per ricordare che il problema della Centrale del Latte è molto vecchio e che presto o tardi andava affrontato. Mi pare che lo abbiamo affrontato tardi, ma comunque in tempo per dargli una soluzione che ci pare possa dimostrarsi valida.

D'altra parte, la scelta della maggioranza privata in seno al capitale di questa nuova società di per sè stessa non è sbagliata, anche perché mira a raggiungere due obiettivi: quello della efficienza, su cui certamente c'era anche l'attuale Centrale del Latte, e quello della economicità, su cui indubbiamente quest'ultima non c'era. Tuttavia questo era un problema che andava affrontato senza demagogia, con concretezza.

Va sottolineato poi un altro aspetto che mi pare anche questo importante, e cioè che per quanto riguarda la maggioranza data ad un partner privato, in Commissione abbiamo appreso che i conferitori non hanno trovato fra loro un comune accordo per assumere questo ruolo. Mi pare che le due Commissioni erano presenti ed hanno assunto questa informazione precisa, per cui non esisteva una soluzione di ricambio ad una maggioranza privata esterna, anche se avremmo preferito una maggioranza privata della nostra Regione.

Detto questo sul giudizio del partner ci rimettiamo alle valutazioni dell'Assessore. Sono valutazioni ponderate, non affrettate, perché sono mesi che questo discorso è sul tappeto, per cui dobbiamo valutare quelle che sono concretamente le garanzie che si otterranno da questo partner; ci pare che in fondo noi dobbiamo dare un giudizio sulla convenzione che questo Consiglio sarà chiamato a votare. Anche noi, come Democratici Progressisti, scioglieremo le nostre eventuali riserve attraverso la richiesta di tre precise garanzie riguardanti l'acquisto del latte prodotto dai conferitori valdostani, il prezzo alla stalla - un prezzo che sia remunerativo, così come oggi lo è -, infine i posti di lavoro. Mi pare che quando la convenzione metta con precisi obblighi le responsabilità della maggioranza privata su questi tre punti, ci siano le garanzie sufficienti per dire che la scelta è a garanzia del prodotto, è a garanzia del conferitore, è a garanzia dell'occupazione nel settore lattiero-caseario della nostra Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.) - Il y a des arguments en Vallée d'Aoste qui font parler, évidemment celui de la Centrale Laitière d'Aoste en est un. On pourrait en discuter à l'infini puisque sur certains arguments on peut se mette d'une position ou de l'autre, et maintenir les positions même pour l'éternité.

Ici nous avons voulu faire un choix et nous l'avons fait; nous l'avons fait en toute honnêteté, en examinant à fond le problème, en croyant de sortir d'une impasse qui en Vallée d'Aoste pour ce qui concerne la Centrale Laitière existe depuis très longtemps. Impasse qui n'a rien de scandaleux, mais de laquelle il faut quand même essayer d'en sortir, parce que s'il est vrai que ce n'est pas scandaleux qu'une Centrale Laitière, à capital entièrement public, ait des dettes, ce n'est pas normal qu'on veuille continuer à avoir des dettes. La solution que nous avons proposée, essaie de sortir de cette impasse.

Nous avons donc fait un choix qui est politique, d'arriver à travers une conduction à majorité privée à donner la possibilité à une nouvelle société Centrale Laitière Vallée d'Aoste de bien gérer, en continuant à sauvegarder ceux qui ont été les buts que jusqu'à maintenant la Centrale Laitière d'Aoste a poursuivi en Vallée d'Aoste envers les producteurs et envers les consommateurs.

On parle ici d'envie d'aller de l'avant en vitesse: il n'y a pas eu de la hâte dans la présentation de ce projet, parce que depuis des années on parle de restructuration du bâtiment de la Centrale Laitière, de la société elle-même et des productions que cette société devrait faire à l'intérieur du bâtiment.

Nous avons essayé pendant longtemps, le soussigné mais avant moi MM. Rollandin et Marcoz, lorsqu'ils étaient Assesseurs à l'Agriculture, d'englober dans ce projet les producteurs, avec des formulations de type différent qui se sont modifiées dans le temps: d'abord en les poussant à créer des coopératives pour gérer entièrement la Centrale Laitière d'Aoste et donc avec une participation actionnaire à 100%. Nous avons vu qu'il n'y avait pas la possibilité d'arriver à cela, parce qu'il n'y avait pas la volonté des producteurs dans cette direction.

Nous avons modifié donc le long du chemin notre position en disant: s'il n'y a pas la possibilité de constituer en coopérative, de gérer entièrement la Centrale Laitière d'Aoste, les producteurs entreraient au moins dans la société avec un certain nombre d'actions pour lesquelles on n'a jamais fixé des limites. Là aussi il y a eu des réponses négatives, et ceux qui sont honnêtes et qui étaient présents à la réunion de la Ière et IIIème Commission, peuvent affirmer qu'il n'y a pas eu là non plus de réponses claires, positives, nettes de la part des producteurs. Ils ont présenté mille facettes différentes, mais n'ont pas présenté des solutions. Hier j'ai rencontré l'Assemblée des producteurs, là j'ai voulu les mettres à l'épreuve; il n'y aura jamais de la part des producteurs la volonté, je peux l'affirmer même si le chemin est encore ouvert, d'arriver à 51% du capital social, qui cependant devra être à côté aussi d'une autre tranche de capital pour la construction de l'établissement.

Nous sauvegardons à travers cette action les buts qui étaient de la Centrale Laitière d'Aoste, envers les producteurs et envers les consommateurs. Envers les premiers parce qu'à travers la convention nous garantissons que tout le lait produit par les producteurs pourra etre conféré à la Centrale Laitière Vallée d'Aoste; nous leurs garantissons que le prix futur du lait aura cette courbe qu'il a eu jusqu'à maintenant, parce qu'en effet le prix du lait par convention sera établi par une Commission mixte, dans laquelle Région et producteurs auront la majorité, et le sociétaire privé est pleinement conscient de ceci. Il est pleinement conscient que sur la partie lait, au moins dans les premières années, il y aura des pertes qui sont cependant compensées par la production de la crème et du yoghourt, sur le gain duquel sera prise une tranche pour payer le déficit du lait.

Nous assurons cependant aussi les consommateurs parce que justement la fonction de la Centrale Laitière était de donner aux consommateurs non d'Aoste mais je dirais de toute la Vallée, même si une grande partie des Communes de la Vallée ne pouvaient pas utiliser ces produits...

SANDRI (N.S.) (fuori microfono) - ... ci sono problemi di distribuzione ...

PERRIN (U.V.) - ... nous assurons qu'ils pourront de nuoveau utiliser ces produits, parce que justement parmi les productions de la nouvelle Centrale il y a le lait entier, qui sera donné au prix établi non par la volonté du partenaire majoritaire de cette société, mais par le Comité Prix, puisque le prix là est fixe; donc ils auront la possibilité d'avoir comme aujourd'hui un lait de qualité au prix qui est établi par les lois de l'état italien, et non par la volonté d'un privé.

Pour ce qui est de la qualité du lait, il y a à côté du lait produit par les valdôtains, du lait aussi produit par d'autres producteurs d'ailleurs, parce qu'on va augmenter la quantité du lait nécessaire.

Nous avons demandé - et cela est inclus dans la convention - que ce lait ait les même qualités du lait valdôtain et qu'on puisse s'orienter vers l'achat de ait de la Savoie et du Piémont, où il y a des producteurs valdôtains qui ont des fermes et un bétail similaire au nôtre, etc....

Moi je ne voudrais pas faire d'autre considérations sur certains laits valdôtains, parce qu'il faudrait parler de races de bétail, d'alimentation etc., et on risquerait d'aller vers des surprises.

Nous assurons un avenir à cette société puisqu'à côté de la production du lait il y aura aussi la production de crème et de yoghourt, produit qui en ce moment a une courbe de croissance énorme, puisque je ne dis pas qu'il faudrait rejoindre la consommation par tête qu'il y a dans les pays di nord, mais il y a quand même une tendance à une consommation qui pour 1988 est fixé à 20%. Donc il y a un avenir pour ce produit.

Pour ce qui est du choix du partners, j'ai parlé de l'impossibilité d'englober préalablement les producteurs dans une partie majoritaire des actions, il y a eu des requêtes de la part des privés. Nous avons analysé ces requêtes et nous sommes allés dans une direction que nous croyons la meilleure, parce que certaines de ces requêtes (Parmalat par exemple) ne faisait que l'intérêt de la société et non celui des producteurs ou des consommateurs valdôtains ou de l'image de la Vallée d'Aoste. Le Verbano, autre requête, nous a présenté une lettre "di intenti", sans en formuler aucun, et nous a donné comme référence deux budgets (1984 et 1985) qui sont en négatif; je ne crois pas que cela puisse être une grosse référence.

Non seulement, nous, nous disons contrairement à ce qui a été affirmé ici: un partenaire qui n'est pas encore directement dans le secteur du lait, probablement fera beaucoup plus les intérêts de la Vallée d'Aoste, de l'image de la Vallée d'Aoste, que quelqu'un qui est déjà dans le secteur laitier et qui n'a pas d'intérêt à faire l'image de la vallée d'Aoste, mais seul propre intérêt en profitant du nom de la Vallée d'Aoste.

Pour ce qui est de certaines accusations lancées par M. Sandri, j'ai déjà eu l'occasion ce matin de démentir le tout en séance secrète. Je ne crois pas qu'un partenaire qui a des problèmes avec le tribunal pour une fenêtre de dimensions 40x40 sur la terrasse d'une propriété puisse être mal jugé dans ses capacités et dans son honnêteté, et donc nous confions que l'opération aille de l'avant et qu'elle puisse donner les résultats que nous espérons.

Nous repoussons donc les amendements qui on été présentés par le Parti communiste, qui évidemment renversent celle qui a été la philosophie adoptée par la majorité.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, per il secondo intervento, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.) Speravo nella replica dell'Assessore di avere almeno alcune aperture, mentre è - come ben diceva l'Assessore - una discussione fra i sordi. Resta da vedere chi è più sordo ...

ROLLANDIN (U.V.) (fuori microfono) - ...non un dibattito fra sordi, ma fra persone convinte di posizioni diverse...

MILLET (P.C.I.) - Non si mette in dubbio che ognuno debba fare le sue scelte, però c'è modo e modo di arrivare alle scelte. Sulla Centrale del Latte abbiamo assistito per anni a delle discussioni o a delle non discussioni, a delle non prese di posizione - sul fatto che si doveva andare a costruire un nuovo stabilimento della Centrale del Latte: si discuteva se era opportuno ristrutturare oppure no. Anche noi per un certo periodo eravamo favorevoli a ristrutturare, poi ci siamo convinti che era necessario costruire un nuovo stabilimento (a differenza di quanto pensa invece il Consigliere Sandri)...

SANDRI (N.S.) (fuori microfono) - chi ha detto questo?

MILLET (P.C.I.) - .... è inutile andare a ristrutturare, tanto più che l'area si può prestare ad altre iniziative, quindi l'interesse regionale può essere salvaguardato.

Riteniamo che si è perso tanto tempo prima di arrivare a questa decisione da parte della Giunta regionale, non so per quali motivi; noi abbiamo sollecitato questa decisione con interrogazioni e interpellanze, però poi c'è stata una improvvisa accelerazione, quando a livello di Giunta (almeno a nostro avviso) si è scelto il partner, e da quel momento si doveva fare in fretta.

Il disegno di legge che è oggi in discussione, è stato presentato il 20 novembre e la Giunta voleva farlo discutere prima di Natale: non c'erano nemmeno i tempi minimi per una discussione normale su un problema del genere. Noi critichiamo questa fretta.

L'altra critica che vogliamo ribadire è che la Giunta non ha messo sullo stesso piano varie proposte. Il 15 aprile 1987 c'è stata da parte di una cooperativa la disponibilità di avere contatti; sollecitata a novembre, da parte della Giunta regionale non ci si è nemmeno degnati di alzare il telefono; questo vuol dire che non si è voluto verificare se la cooperativa era disponibile. Questa cooperativa ha un capitale sociale di mezzo miliardo, cioè è riuscita a far versare ai propri soci mezzo miliardo di capitale a rischio. Pertanto quello che oggi critichiamo non è tanto la scelta quanto il metodo, cioè il non aver voluto sentire cosa questa cooperativa proponeva e l'avere invece preferito trattare con dei finanzieri.

Al nostro Gruppo questo comportamento fa nascere dei sospetti: vuol dire che c'entra forse la corretta gestione, c'entrano altre cose. E anzi vorrei fare una proposta, non formale: quando il disegno di legge sarà vistato, mi farò promotore di una mozione in cui chiederò di istituire una Commissione molto ristretta che valuti come saranno spesi i 10 miliardi di mutuo e i 3 miliardi di capitale sociale, perché ho il dubbio che questi 10 più 3 miliardi andranno forse a certe società che, caso strano saranno di un certo tipo....

(interventi dai banchi della Giunta)

....verificheremo, perché non si capisce l'ottusità della scelta. Come già il Consigliere Torrione ha detto, si poteva fare come con il metano, perché un privato, soprattutto un finanziere, non va ad investire in un società in cui ci sono già delle perdite preventivate. Diceva l'Assessore che questa convenzione di fatto farà sopportare a questa società un deficit, ed è chiaro che un privato lo sopporterà solo a certe condizioni; quali saranno queste condizioni lo vedremo.

Voglio ribadire che con questa scelta si sancisce la morte della Centrale del Latte. Come ho detto stamattina, non era necessario costituire una nuova società per azioni, perché si poteva benissimo utilizzare l'attuale: la Regione poteva vendere le quote, poteva modificare lo statuto. Si è invece voluto fare una scelta di un certo tipo, si è voluto marcare che si inizia a fare un'altra attività e cioè un'industria alimentare.

L'altra cosa che vorrei ribadire riguarda i produttori. Capisco che i produttori presenti alla riunione, all'Assessore che proponeva loro di sottoscrivere un miliardo e mezzo, abbiano risposto di no. L'Assessore vive forse sulla luna? Crede forse che quei produttori dispongano di quindici milioni a testa da investire in una società per azioni? Questo è un modo per far dire di no. Se veramente volevamo farli diventare imprenditori, dovevamo creare le condizioni, dare la possibilità perché cominciassero ad investire un certo capitale e far accumulare negli anni un certo capitale di rischio. È questa la strada, che voi non avete voluto percorrere, perché in Commissione i rappresentanti dei produttori; hanno dato la loro disponibilità; qui si vede che in Valle d'Aosta in un certo posto si dicono delle cose, e davanti all'Assessore, forse in omaggio al potere, si ha più titubanza; non lo so, però da quello che noi abbiamo capito, da parte di quei rappresentanti c'era un minimo di disponibilità.

Chiaramente non si poteva proporgli il 51%; gli si doveva proporre di sottoscrivere un impiego, di iniziare ad investire dei soldi tenendo conto delle possibilità dei singoli produttori. D'altra parte per le Latterie turnarie quando sono nate, chi conferiva sottoscriveva una quota in base al latte che conferiva, perché le azioni si fanno anche da mille lire, e si cominciava ogni anno a fargli investire sempre di più...

(INTERRUZIONE del Presidente della Giunta)

....ma comunque si pagavano le spese.

Avete fatto la scelta di non voler creare degli imprenditori, non avete voluto cogliere una occasione che si presentava: a nostro avviso questa è una scelta sbagliata.

Il nostro Gruppo ha presentato due emendamenti: spero che almeno si accetti il primo, che lascia aperta la possibilità di continuare il discorso; se c'è la volontà di verificare l'esistenza di queste condizioni il primo emendamento può essere accettato. Certamente proponiamo anche il secondo emendamento in cui si dice che la maggioranza sia non interamente pubblica ma che sia un 51% fra pubblico e imprenditori che operano nel settore in Valle d'Aosta. Non si può continuare a venir qua e dire che quello che è pubblico è tutto negativo e tutto quello che è privato è positivo, perché dipende dalle scelte che si fanno; il deficit della Centrale del Latte gestita interamente dal pubblico è derivato anche da alcune scelte politiche volute da questo Consiglio regionale.

Se da parte della maggioranza non saranno accertati gli emendamenti che abbiamo presentato; voteremo contro questo disegno di legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) - Il Presidente della Giunta questa mattina non ha seguito la discussione e mi si consenta di fare qualche breve ripetizione rispetto allo intervento di stamattina.

L'Assessore Perrin dice che questa è una scelta che è stata fatta dall'Amministrazione regionale, la quale si vanta di questa scelta; mi ricorda un po' il piglio di amministratori di uno stato esagonale che ci è vicino, i quali hanno la mania ultimamente, soprattutto da quando c'è Chirac al governo, di parlare del "choix" come fosse una caratteristica di pregio politico essere capaci di fare delle scelte. Forse hanno ragione, ma bisogna capire se questa scelta della Centrale del Latte è effettivamente una scelta. Penso che quando si fa una scelta si debba essere posti nelle condizioni di valutare due alternative; qui, come è emerso da questo dibattito, non siamo stati posti di fronte ad una alternativa, a due scelte possibili, ma siamo stati posti davanti al solito "piatto di minestra con le ceci" che ci viene spacciato per essere un piatto prelibato e dalle grandi virtù terapeutiche.

Perché non ci è stata posta una alternativa? Perché ci è sempre e soltanto stato detto che questa società farà il bene della Valle d'Aosta, farà il bene della immagine della Valle d'Aosta, farà il bene dei valdostani, dei produttori, degli attuali amministratori della Centrale del Latte, farà bene praticamente a tutti, mentre non ci è stato detto cosa sarebbe successo di tanto peggiore rispetto a questa alternativa se questa Centrale del Latte fosse stata potenziata con i piani che sono stati elaborati dal Consiglio di Amministrazione, dando ad essa gli stessi strumenti economici che adesso si vogliono dare a dei privati. Questo è il nodo: si è rifiutato di dare all'attuale Centrale del Latte le capacità finanziarie per potersi risollevare, mentre vengono offerte a dei privati. E notate bene, non è stato smentito dall'Assessore, questo tipo di iniziativa ci costerà molti e molti anni del presunto deficit dell'attuale Centrale del Latte. L'attuale Centrale del Latte, senza iniziare produzioni altamente remunerative come quella dello yogurt, ha un deficit di 300 milioni allo anno, che sono circa 2500 lire per ogni valdostano. Credo che soltanto aggiungendo la produzione dello yogurt a quelle attualmente presentate, ma non nelle dimensioni previste dalla nuova Centrale Laitière Vallée d'Aoste, ma in quella dell'attuale Centrale del Latte di Aosta, che erano molto più basse, si poteva raggiungere un pareggio di gestione.

Allora ci chiediamo: perché dobbiamo tirare fuori 3 o 4 miliardi, di cui 1 miliardo e 400 subito e il resto per pagare gli interessi sui 10 miliardi di finanziamento, per fare qualche cosa che poi non migliorerebbe rispetto all'attuale situazione? Evidentemente le motivazioni sono altre, sono quelle - come è stato giustamente detto dal Consigliere Millet - che si vuole fare la scelta di uccidere la Centrale del Latte come motore dell'agricoltura valdostana, dello allevamento valdostano, e costruire una industria alimentare, come ce ne possono essere tante, che occasionalmente tratta il latte. Il problema, quindi, è questo: si vuole fare una cosa diversa. Allora, la scelta vera non era su come gestire la Centrale del Latte, ma sul tipo di stabilimento che si voleva fare.

Credo che si debba dire intanto che in questo affare sicuramente si è voluto colpire pesantemente i produttori, i conferitori della Valle d'Aosta, perché l'incentivazione che proveniva dal prezzo non ci potrà più essere e non ci sarà più.

Abbiamo sentito dalle parole dello. Assessore che già si pensa all'estero per acquisire del latte e per mantenere queste produzioni - la Savoia, Signor Presidente, è estero, lo ha detto prima l'Assessore -; il problema sono le quantità: una cosa è importante dieci, altra cosa è importare mille o duemila, ma chi ci garantisce quando non avremo più il 51% che il latte non venga dalla Cecoslovacchia, dalla Jugoslavia, dal Belgio o da altri luoghi? Chi ci garantisce sulla qualità di questo prodotto? Nessuno. Di fatto andremo a disincentivare la produzione di latte in Valle d'Aosta per diventare degli importatori di latte, per farne che cosa? Dei prodotti che andranno in giro per l'Italia con il marchio Valle d'Aosta, ma che della Valle d'Aosta avranno soltanto l'aria, perché tutto il resto, capitali, persone, materiale, industria, sarà di proprietà di altri. Questa è una scelta che condanniamo e che troviamo pericolosa per la struttura agronomica della Valle d'Aosta.

Accanto a questi grossi dubbi sul tipo di scelta che si è voluta fare, che non è quella di un tipo di gestione o di un altro (cioè fra pubblico e privato), ma sul tipo di industria che si va a fare, abbiamo degli altri grossi dubbi sui nuovi soci. Penso che l'Assessore debba venire molto ben documentato quando presenterà la convenzione, perché se esistono dei dubbi e non soltanto sulle finestre 40x40, ma su altri danni per cui è previsto dal Tribunale di Aosta un accertamento tecnico-preventivo sull'attività di una società di questo presunto socio, abbiamo anche dei dubbi sulla solidità industriale ed economica della Protecal Trading. Chiediamo che quando la proporrete come socio, si dimostri quali sono stati i bilanci ed i risultati di bilancio negli anni passati di questa ditta, se ci sono stati degli anni negativi e per quale motivo, per capire bene la storia di queste industrie, se sono cinquantennali o se sono di sette o otto anni fa, capire bene se non ci sono stati dei grossi avvicendamenti a livello di dirigenza di queste aziende, perché magari c'è gente che ha abbandonato l'azienda per non condividere le scelte imprenditoriali della stessa azienda.

Ci dovete spiegare anche perché avete scelto dei finanziatori puri fuori Valle: la GENEFIN, una azienda specializzata esclusivamente in attività di borsa o nella gestione dei patrimoni. Questa fonte di finanziamento significa nemmeno considerare che in Valle d'Aosta ci sia la possibilità di dare un finanziamento ad una industria.

Voi avete pianto più di una volta in questa aula dicendo che in Valle d'Aosta non si sa mai come impiegare il denaro, che le banche hanno denaro ma lo impiegano fuori Valle; bene, se avete bisogno di una Finanziaria per far decollare questo tipo di industria alimentare, perché non cercate un partner finanziario in Valle d'Aosta? Perché in effetti la situazione forse è più complessa di quanto si possa pensare. Pertanto, quando arriverete con i dati della convenzione occorrerà essere estremamente chiari su questo tipo di discorso.

Penso che abbia fatto molto bene il Consigliere Torrione a segnalare questo aspetto negativo del provvedimento in rapporto alla costituzione di società per azioni in Valle d'Aosta; questa volta si usa un meccanismo che potrebbe essere estremamente perverso e costituire un precedente pericoloso per il futuro. Ci facciamo il problema delle licitazioni private per appalti di 100-200 milioni, ci facciamo il problema di andare a verificare fino alle pulci contributi da 2-5-7 milioni, si vanno a chiedere informazioni, dopo di che su un affare che costa miliardi all'Amministrazione regionale sostanzialmente si avvia una trattativa che si potrebbe considerare di tipo privato.

Non credo che in Valle d'Aosta si debba prendere questa abitudine; penso che bene sia stato fatto da alcune forze politiche per quanto riguarda il metano, di richiedere con forza che sia il potere pubblico eletto dal popolo valdostano a poter verificare le scelte e le società disponibili a far parte del metanodotto. La stessa cosa dobbiamo fare anche in questa occasione, altrimenti troppo facile e troppo semplice sarà fare delle osservazioni al proposito, quando non è dato ai rappresentanti eletti dalla popolazione di verificare come siano state condotte le trattative.

Non so se è possibile fare un appalto, però faccio questa considerazione: le società per azioni, proprio perché sono azionarie, hanno un valore, molte di queste sono quotate in borsa e il loro prezzo varia di giorno in giorno; penso che se qualcuno è interessato a costituire in Valle d'Aosta una maggioranza di un pacchetto azionario del 51% debba fare delle offerte anche dal punto di vista remunerativo. Quanto vale l'occasione che diamo a questa gente di fare l'imprenditore in Valle d'Aosta? Non lo so, ma chiedo che sia il mercato a farlo con delle offerte.

Allora noi dobbiamo fare le scelte che vogliamo: noi siamo perché si rimanga in Valle d'Aosta e a maggioranza pubblica, ma se voi decidete di fare in questo senso, ricordatevi che dovete mantenere una libertà di mercato in questa offerta; se ci sono altre persone che alle stesse condizioni offrono qualcosa di più di questi signori, siete obbligati a dare a loro questo tipo di occasione.

Da parte di più persone in questo Consiglio sono state sottolineate le difficoltà nei confronti dei produttori, dovute a questa scelta: la spropositatezza delle dimensioni di questa industria alimentare, la scarsa garanzia che si ottiene per quanto riguarda la qualità dei prodotti, la disattenzione verso le comunità locali. Infatti il Comune di Aosta, azionista di questa Centrale del Latte, non credo che sia stato nemmeno interpellato per scherzo dalla Giunta regionale. Oggi il Consiglio comunale ha fatto una deliberazione con cui si dichiara interessato a partecipare a questa Centrale del Latte; se avessimo voluto essere attenti a queste cose bisognava avere un rapporto diverso con il Comune.

Ma credo che se c'è una categoria particolarmente penalizzata da questo atteggiamento, è quella degli imprenditori locali. Alcuni di questi imprenditori locali hanno fatto domanda, si sono dichiarati disponibili ad intervenire in questo tipo di azienda, credo che sia stato un grave errore da parte....

PERRIN (U.V.) (fuori microfono) -....chi sono codesti imprenditori?

SANDRI (N.S.) - .... lo abbiamo detto in Commissione; su un nome che ho fatto, l'Assessore non sapeva neanche rispondere....

PERRIN (U.V.) (fuori microfono) - ....non c'entra, non ha fatto domanda!

SANDRI (N.S.) - ....ha comunque dato la sua disponibilità che almeno doveva essere verificata. Abbiamo sempre avuto le stesse risposte: le domande non erano sufficientemente documentate, la disponibilità non era chiara, i progetti erano fumosi, non corrispondevano, fra virgolette, alle nostre idee ....ognuno evidentemente aveva il suo imprenditore.

Quello che non capisco è perché ancora oggi si voglia spacciare come positiva per l'Amministrazione regionale una scelta che magari per cause di forza maggiore di fatto non migliora la capacità imprenditoriale locale, non si pone come obiettivo quella di migliorare l'imprenditorialità locale. Credo che questa sia una osservazione sbagliata; meglio sarebbe stato se il Presidente della Giunta e l'Assessore ci avessero detto: "Noi abbiamo fatto di tutto, lasciamo aperta la strada a ohi è ancora disponibile", dimostrandoci così di avere una attenzione per gli imprenditori locali.

Noi abbiamo avuto in Commissione e in Consiglio un atteggiamento duro, rigido, chiuso nei confronti della imprenditoria locale, e non siamo certo noi che vogliamo difendere l'imprenditoria locale dal punto di vista dei loro guadagni. Credo tuttavia che sia una parte economica fondamentale della nostra Regione, che abbia il diritto di svolgere il suo ruolo in questa Regione con le sue capacità, che penso siano sufficienti. Soprattutto, se si vuole essere onesti fino in fondo, bisognava dire qualcosa sugli imprenditori che fino ad oggi hanno condotto la Centrale del Latte. Non abbiamo sentito una parola da parte della Giunta regionale di difesa dell'operato di questa gente, che per anni, in acque difficili, ha mantenuto una gestione dignitosa, anche se purtroppo debitoria di questa azienda. Non esiste da parte della Giunta una motivazione positiva, né una motivazione negativa: questa gente è scomparsa nel nulla, mentre invece credo che, con il fatto che avessero prodotto un progetto di ristrutturazione che portava al pareggio questa azienda, avendo dimostrato con viaggi a varie Centrali del Latte di impegnarsi in questo settore, avendo fatto delle proposte concrete, dovevano essere tenuti in considerazione, perché hanno espresso una imprenditorialità locale che invece, dopo una breve costruzione, verrà buttata alle critiche. E questo per chi? Per chi è esperto in arredamenti navali, in imprenditoria edilizia e nella costruzione di macchine alimentari di vario genere, ma non ha nessuna capacità o esperienza in campo lattiero.

In sintesi, penso che questa sia una legge che ponga dei grossi dubbi sulle capacità di riconoscere il bisogno autonomistico anche in campo economico; penso che sia una rinuncia da parte dell'Amministrazione regionale, di questa Giunta, di fare dell'autonomia economica delle aziende di proprietà regionale uno dei capisaldi della propria politica. Non trovo motivazioni per questo atteggiamento della Giunta, se non riferendomi alla incapacità dal punto di vista progettuale di questa Giunta; non esiste nessun'altra motivazione e io voglio che ne esistano.

Credo che ci sia sotto questa scelta un po' la voglia di vedere i giochi dal punto di vista delle società per azioni, la voglia di vedere imprenditorialità in base a dei numeri. Sono discorsi che possono anche affascinare, ma che hanno un grosso difetto e cioè che possono essere fatti dovunque; ma dato che la Valle d'Aosta non è un "dovunque", è invece una Regione con le sue specificità e con una sua storia, da parte della Giunta regionale si vuole fare delle scelte tranciando completamente con la propria realtà. È grave che venga fatto questo tipo di scelta da parte di movimenti regionalisti o che comunque si dicono legati all'idea di autonomia, perché sembrerebbe proprio che in questo settore si voglia cambiare pagina.

Il voto di Nuova Sinistra, vista l'intenzione della Giunta regionale, non potrà che essere negativo sulla proposta di legge e positivo sugli emendamenti del PCI. Sarà anche un voto un po' triste, perché questa volta si è aperta una strada quella degli appalti privati dei partner, che porterà la Valle d'Aosta ad avere dei grossi problemi, non tanto dal punto di vista giudizionario o industriale (può anche darsi che questa ditta alimentare abbia un discreto successo, i margini operativi ci sono), ma in quanto distrugge un tessuto sociale, economico, che ha una sua grossa validità. La dimostrazione - non lo dico nè con rivalsa nè con acrimonia - è proprio l'attenzione dei produttori: la testimonianza dei produttori in Commissione è descrittiva molto più di quanto non potrebbero esserlo le mie parole, per cui spero che di qua alla convenzione vi rendiate conto di aver fatto un grave errore e vogliate tornare sui vostri passi.

Si dà atto che alle ore 17,37 assume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vicepresidente Dolchi, ne ha facoltà.

DOLCHI (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, si è parlato del Provvedimento di oggi che sancisce la morte della Centrale del Latte; permettete quindi ad uno che ha partecipato alla sua nascita non dico di fare l'orazione funebre della Centrale Latière d'Aoste....

ROLLANDIN (U.V.) - (fuori microfono) dettare l'epitaffio...

DOLCHI (P.C.I.) - ....più che dettare l'epitaffio, mi permetterei di formulare alcune considerazioni che riguardano la futura Centrale Laitière e l'art. 1 della legge 476.

Il Consigliere Torrione ha parlato di vita travagliata della Centrale Laitière d'Aoste, ed io parlo di nascita travagliata. Ricordo - si trova in tutte le deliberazioni al Consiglio comunale di Aosta e alla Regione - che l'idea iniziale del Presidente della Giunta di allora, avv. Vittorino Bondaz, era che la composizione della Centrale Laitière fosse, dal punto di vista del capitale, assicurata per un quarto dalla Regione, per un quarto dal Comune di Aosta, per un quarto dai consumatori, per un quarto dai produttori. Questo tentativo non andò a buon fine e la Regione, necessitando la costituzione della Centrale Laitière, prese in un primo tempo i 3/4 delle azioni, lasciandone 1/4 al Comune di Aosta, per assicurare la costituzione della Centrale.

Già allora si sapeva che la Centrale Laitière, voleva assicurare un prezzo, fra virgolette, "politico" al consumo e un prezzo altrettanto "politico" per i produttori, prezzo che qui si è chiamato "prezzo remunerativo", ma altro non è che un prezzo maggiorato di quello che è il prezzo corrente del mercato, come nei confronti del consumatore è un prezzo minore di quello che potrebbe essere il prezzo della concorrenza. In quel momento, eravamo alla fine degli anni '50, non esisteva ancora il latte a lunga conservazione, il latte metà intero e metà non intero, e quindi la Centrale Laitière aveva la possibilità di assicurare questo servizio e come tale è stato considerato: un servizio che si faceva nei confronti dei produttori, e al riguardo si possono considerare le lunghe discussioni circa la fascia bianca, cioè a zona che delimita l'obbligo del conferimento. Quindi credo che in fondo sia ingiusto attribuire alla gestione della Centrale del Latte tutta la colpa dei suoi annuali deficit, perché è esistita sempre la volontà politica, sempre più a livello di Consiglio regionale perché sempre più presente come azionista di stragrande maggioranza fino a diventare azionista per il 99%, con 1% al Comune di Aosta, di mantenere questa caratteristica di prezzo "politico" al consumatore e di prezzo altrettanto politico e di buona remunerazione per il produttore. Non dimentichiamo che il latte è già stato preso negli anni passati, in anni di carenza, in Olanda o nel Canavese.

Non voglio dilungarmi su queste cose, ho fatto alcune considerazioni per concludere che, costituendo una nuova società per azioni, da insediarsi nel Comune di Gressan, metto in dubbio che possa chiamarsi Centrale Latière Vallée d'Aoste, perché per la funzione delle Centrali del Latte esiste la legge del 16.6.1938, n. 851, avente per titolo "Norme per l'impianto ed il funzionamento delle Centrali del Latte", non so quindi se quelle norme saranno osservate

(INTERRUZIONE del Presidente della Giunta)

....Tutto superato? ....ma poi dobbiamo fare, signor Prefetto, il conferimento obbligatorio in quella determinata fascia .... faccio l'obiezione che finisce la Centrale del Latte e non si vede perché la si debba chiamare Centrale del Latte quando non è più tale: la si chiami industria per la trasformazione dello yogurt Fiorellino o cos'altro si vuole. Non capisco perché la si debba chiamare Centrale del Latte, quando quelle particolari norme che sono previste dalla legge e che valevano per a Centrale Latière d'Aoste, non potranno più valere, dato il tipo di società, per la Centrale Laitière de la Vallée d'Aoste a Gressan.

Vi ringrazio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.) - Resta poco da dire dopo un dibattito così appassionato, anche così argomentato. È chiaro che ritorniamo al discorso originario: un giorno, ricordo, il Presidente della Giunta disse "c'est un choix", è una scelta e la Giunta se ne assume tutta la responsabilità.

C'erano due strade, ovviamente, nella costituzione di questa società: una società a maggioranza privata, o una società a maggioranza pubblica, e la Giunta ha scelto la seconda strada. Potrà essere criticabile, però risponde ad una sua logica e continuo a ripetere che se la logica è questa, bisogna che anche noi ci sforziamo di dire che l'imprenditore privato non poteva altro che rispondere a questo tipo di logica. Non poteva pretendere di avere un privato che facesse questo tipo di società avendo il 49% delle azioni. Continuo a dire che avrei avuto poca fiducia in un privato di questo tipo (capovolgo il discorso) perché se questi vuol far rendere, fra virgolette, la Centrale del Latte, deve avere la maggioranza per gestire questa Centrale, perché se la maggioranza era nostra, non potevamo pretendere che lui rispettasse determinate regole di mercato e soprattutto la gestione della società rispondesse a criteri di efficienza, di economicità, di bilancio e soprattutto di lancio del prodotto.

A questo punto però dove nasce la nostra perplessità? Questa nasce dal modo in cui si è trovato il privato. È qui la debolezza del disegno di legge, perché noi riteniamo che non si possa essere contraddittori: scegliere una strada per risolvere un problema e sceglierne un'altra completamente opposto per un altro, che ha caratteristiche diverse ma che ha finalità analoghe.

Perché non accettiamo questo disegno di legge? Su questo aspetto abbiamo sollecitato l'attenzione dell'Assessore in sede di Commissione, obiettando che la Giunta non poteva licenziare due provvedimenti di legge con obiettivi da conseguire simili, che riguardano la collettività, l'interesse dei privati, ecc. che riguardano uno il settore della metanizzazione e l'altro il settore lattiero-caseario, dando il taglio di scegliere una società per azioni a maggioranza privata, ma, nel caso del metano, stabilendo di scegliere il partner sulla base di determinati requisiti che abbiamo stabilito nella legge, e in questo caso capovolgendo questo discorso. È una responsabilità che si assume a Giunta, perché nel primo caso il Consiglio può ancora esprimere un suo parere sulla scelta del partner, qui non lo può più fare perché la Giunta ha già scelto.

La perplessità nasce su questo tipo di scelta. È stata data sufficiente pubblicità a che tipo di scelta si voleva fare? Sono stati posti dei quesiti precisi rispetto al tipo di Centrale del Latte che vogliamo? Ecco il limite a questo disegno di legge, ecco là dove troviamo che non si sono date quelle garanzie di pubblicità alla scelta del partner, che era necessario dare..

Qui sono state sollevata da un collega delle obiezioni, che possono avere una validità o un'altra; l'unica cosa che balza evidentemente è che la società che gestisce questa Centrale Laitière, che avrà pure le carte in regola, non ha però esperienze per gestire una Centrale del Latte. Questo è il limite che può destare nei confronti del produttore quelle perplessità che in fondo ci sono state manifestate. Se il partner era la Parmalat, tanto per essere chiari, probabilmente il discorso veniva accettato in maniera diversa; il fatto che questo partner che diventa anche il padrone delle società, abbia un'esperienza relativa in un settore come questo, ha fatto nascere alcune perplessità ed ha fatto nascere anche alcuni spunti polemici che si sono sentiti in quest'aula.

Ho detto prima che la gestione pubblica della Centrale del Latte ha avuto un suo significato storico in Valle d'Aosta che non possiamo disconoscere: ha cercato di venire incontro alle esigenze dei consumatori ed anche alle esigenze dei produttori. Questo è un riconoscimento che in "articulo mortis" le dobbiamo fare, perché forse le cose sarebbero andate diversamente se avessimo lasciato questo settore in balia di sè stesso. Ormai però la Centrale ha fatto il suo tempo e credo che tutte le forze politiche su questo non possono altro che essere d'accordo. Così com'era non poteva più andare avanti: non era giusto né giustificato che l'ente pubblico annualmente dovesse dare dei soldi in un settore che invece, gestito diversamente, poteva avere delle prospettive. Qui faccio l'altra critica: queste prospettive (e non condivido il discorso del Consigliere Sandri) sono state rilevate dagli imprenditori locali solo nel momento in cui a Regione ha dichiarato di voler fare questo tipo di scelta. E qui non ci siamo più, perché l'imprenditoria illuminata deve vedere le cose da lontano, e questa è una critica che facciamo, perché non si può arrivare all'ultimo momento e dire: "ci sono anch'io".

Noi non entreremo nel merito di questo disegno di legge, il nostro sarà un atteggiamento di astensione, se vogliamo anche benevola, se vogliamo anche benevola, perché vogliamo vedere come andranno a finire le cose, perché questa è una parte di quel progetto, che dovrà essere completato dalla convenzione, sulla quale anche noi dovremo riflettere. In questo disegno di legge si delinea quella che è la società, mentre i patti fra i partner vengono stabiliti nella convenzione, ed è lì che dovremo stare attenti. Se è vero, perché l'elemento centrale su cui si è incentrata tutta la discussione è stato il discorso del cosiddetto "prezzo politico" del latte, che questa garanzia esiste nella convenzione, di una Commissione paritetica all'interno della quale la maggioranza poi è tra i produttori e la Regione, posso dire che questa può essere una garanzia. È chiaro che sarà difficile gestire una Commissione di questo tipo (e lo voglio dire fin da ora) perché ci saranno spinte contrastanti, e la Regione qui dovrà darsi un assetto ben preciso per gestire questo discorso; ci sarà inevitabilmente il capitale privato che spingerà in un senso e il produttore che spingerà in un altro e trovare un giusto elemento di equilibrio non sarà sempre facile.

Comunque è inutile fare il processo alle intenzioni; la convenzione dovrà sottolineare questo aspetto in termini precisi e puntuali.

Non abbiamo altro da dire, tranne fare una ultima notazione: non scandalizziamoci se il latte non verrà tutto dalla Savoia o da altra parte; qui è proprio nascondersi dietro un dito! Nella Comunità europea l'unica circolazione libera è quella del latte, perché anche la Centrale di Aosta acquistava del Latte che non era di produzione locale; in momenti di punta arrivavano dei giusti supporti là dove si produceva questo latte. Poi non mitizziamo anche qui il discorso della produzione del latte locale, perché vorrei portarvi degli esperti che potrebbero dirvi che con l'alimentazione odierna delle mucche il latte non è sovente il latte dei duemila metri. Anche questo bisogna che ce lo diciamo un'altra volta, altrimenti rischiamo di fare un discorso a metà.

Questo discorso lo volevamo fare, lo abbiamo fatto in termini molto espliciti perché non volevamo che rimanessero dei fraintendimenti sul nostro tipo di atteggiamento. Non avevamo nessun partner che si è rivolto a noi per chiedere delle benevole attenzioni, lo diciamo chiaramente, quindi il nostro è un atteggiamento libero. In virtù di questo diciamo che la nostra non è una posizione preconcetta, ma è una posizione di attesa: staremo a vedere cosa farà questa nuova società, anche perché a dare dei giudizi aprioristici si rischia spesso di essere smentiti, in senso positivo o in senso negativo.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE (P.S.D.I.) - L'Assessore nella sua replica non poteva soddisfare tutte le richieste venute da parte dei colleghi della minoranza e da parte del sottoscritto. L'ho detto già prima, a nome del mio partito e personale, siamo favorevoli agli imprenditori privati, quindi questo provvedimento, inteso in questo senso ci può trovare favorevoli.

Siamo convinti che era necessario "fare i funerali" alla Centrale del Latte, perché nel modo in cui procedeva richiedeva una netta sterzata. Con questo provvedimento penso che si vada in questo senso, tuttavia dobbiamo rilevare che il provvedimento ha dei limiti insiti nella scelta del privato, scelta che ci lascia delle enormi perplessità. Ho detto nel mio precedente intervento che avevo dei forti dubbi che dietro si nascondessero degli interessi da parte di qualcuno, quindi in contrasto con gli interessi della comunità. Rimango fermo in questo mio pensiero e ritengo che la scelta del privato sia un tantino da riflettere, perché mi sembra che sia stata orchestrata, Assessore me lo deve permettere, come un gioco perfetto, oleato: il gioco delle tre carte.

Spiego brevemente: una società, una finanziaria, un socio della società, socio di una immobiliare. Cosa avverrà in questo ingranaggio di tredici miliardi? La Finanziaria interverrà nei confronti della società per l'acquisto di macchinari, ci sarà poi una società che costruirà gli immobili per la Centrale; quindi si gira, il gioco è sempre quello, il direttore di orchestra rimane quello che qualche Consigliere ha definito un personaggio preoccupante.

Le nostre perplessità sono queste: la scelta del privato per la sua poca affidabilità per quanto riguarda a competenza; la scelta del privato per questo tipo di collegamento fra Finanziaria, società immobiliare e società che dovrebbe gestire la Centrale del Latte.

Queste perplessità non ci permettono di esprimere un voto favorevole e pertanto ci asterremo al momento della votazione di questo disegno di legge, aspettando la convenzione per vedere cosa dovremmo andare a sottoscrivere come Consiglio regionale; in quella occasione potremo dare un giudizio definitivo su questa nuova iniziativa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.) - On a mis l'accent encore sur plusieurs points qui avaient déjà été affrontés dans a discussion de ce matin et de cet après-midi; je crois qu'on ne peut que répéter ce qui a déjà été affirmé.

Le choix a été fait, a été voulu pour essayer de donner un avenir dans l'assurance de pouvoir répondre aux besoins des producteurs et des consommateurs.

Quant au choix du privé, même si nous avons déjà eu des pourparlers et donc nous savons quel est notre partenaire, il faut distinguer les deux moments: celui de la votation de ce projet de loi et celui de la convention et du choix du partenaire. Mais ce partenaire devra quand même débourser de l'argent, garantir cette opération à travers l'argent qu'il débourse; un capital social de 1 milliard et demi, non seulement mais une intervention financière dans la construction du bâtiment avec de l'argent qui devra sortir de sa poche, parce que par convention les emprunts donnés par la FINAOSTA ne pourront couvrir que 75% pour la partie privée des capitaux nécessaires pour construire l'établissement. A côté du capital social il y aura aussi de la part du privé un déboursement d'argent pour la construction de l'établissement même, et donc un engagement personnel garanti à travers les banques par des garanties fidéjussoires bancaires, ce qui démontre la volonté du privé d'affronter sérieusement cette opération.

Pour ce qui est de la garantie successive pour la construction de l'établissement de la part de l'Administration régionale, ce qui était demandé par l'opposition, elle est déjà prévue dans le projet de convention. En effet au point 1.5. nous avons dit: "Affidare ad una Commissione di cinque membri, di cui tre nominati dalla Regione, l'incarico di definire la progettazione dal complesso immobiliare e la determinazione dei criteri per la scelta degli impianti di produzione ed i nominativi dei relativi fornitori da interpellare". Donc le choix de ceux qui iront construire et fournir le matériel sera fait là encore une fois par l'Administration régionale que dans cette Commission aura la majorité et qui donc évaluera qui devra être interpellé, évaluera les réponses, et donc ce sera au meilleur offrant qu'on donnera charge de fournir les installations, de construire l'établissement.

Garantie envers les producteurs: je crois nous l'avons affirmé, et ce n'est ici que nous passons une éponge sur l'agriculture valdôtaine. Bien au contraire, cette opération ne va certainement pas à "disincentivare", comme dit M. Sandri, la production de lait, puisque tout le lait produit par les actuels sociétaires de a Centrale Laitière d'Aoste fourniront ce lait et donc s'il y aura une production supérieure à l'actuelle, ce ait sera fourni à a nouvelle société au prix établi par la Commission.

Non seulement, mais il y a toute une action de la part de l'Administration régionale qui va dans ce sens; nous, nous croyons que la vraie "incentivazione" à a production laitière passe à travers le système coopératif, qui sert à faire prendre conscience aux producteurs de leurs capacités et de leurs responsabilités en même temps.

D'ailleurs ce projet permet aux producteurs d'entrer progressivement dans a société et donc justement d'avoir cette capacité d'œuvrer de façon différente: non seulement de vendre le lait mais de savoir aussi le transformer et en avoir là aussi une rémunération. Le projet de loi permet aux agriculteurs déjà dans la première année d'avoir jusqu'à un montant de 19%; rien n'empêchera à l'Administration régionale de céder d'autres parties de ces quote-part de capital s'il y aura cette "imprenditorialità" de la part des producteurs ainsi que des entrepreneurs locaux.

M. Sandri a fait un rapport entre déficit et intervention financière de la part de l'Administration régionale, en disant que nous dépensons beaucoup plus à travers cette formule. M. Sandri oublie peut-être qu'à côté du déficit annuel il y a toute une somme d'argent qui est due aux travaux de maintien de cet établissement, il oublie que cet établissement, tel qu'il est, est invivable, et que nous devrions quand même construire un autre établissement, pour lequel nous aurions dépensé des sommes. M. Sandri oublie une chose fondamentale: le capital social ne peut pas être mis en compte, parce qu'il y a maintenant déjà un capital social de 600 millions; si on veut une structure dans ce genre là, l'Administration régionale sera quand même obligée à augmenter son capital social. Pour ce qui est, au contraire, des emprunts de la FINAOSTA, on ne peut pas faire le compte et dire dix milliards, répartissons-les et donc ça fait trente ans, comme a été dit ce matin, d'actuel déficit, parce que ces emprunts devront être rendus.

Pour ce qui est du prix, les perplexités de M. Torrione, rien change à ce qui est maintenant. Le Conseiller dit que cette Commission aura une vie difficile, mais la vie difficile existe déjà maintenant pour la fixation du prix: il y a les producteurs d'un côté, il y a la société de l'autre, et il y a l'Assessorat au milieu, qui en cas des désaccords entre les producteurs et la Centrale doit intervenir. C'est ce que fera toujours la Région, parce que maintenant l'Assessorat essaie d'arriver à. juste compromis pour sauvegarder les intérêts des uns et des autres; et je crois que nous n'avons jamais manqué à l'intérêt des producteurs.

Dans cette nouvelle formulation encore une fois la Région sera au milieu et justement essaiera de faire une fois encore les intérêts des producteurs s'il y aura divergences entre les privés et les producteurs.

Moi, je conviens avec M. Torrione lorsqu'il fait le rapport avec la loi sur le méthane: là on a procédé d'une façon similaire pour ce qui est 51%, différente pour ce qui est le choix du partenaire. Mais j'ai déjà eu l'occasion de dire en Commission que choisir un partenaire pour ce qui est la gestion de a distribution du méthane, où les partenaires sont peu nombreux, est différent par rapport à ce cas, où il y a une infinité de partenaires. On aurait là aussi pu faire un avis de concours, mais il y avait un autre problème, celui de a grande hâte d'arriver à définir, a construire cet établissement à cause de cette épée de Damoclès qui nous succombe sur la tête d'une possible fermeture de a Centrale même, vu sont état très mauvais.

Pour ce qui est du choix des partenaires, j'ai un peu l'impression en écoutant certains Conseillers de l'opposition que peu importe 51%, on pouvait même proposer 99% du capital privé, a condition que ce soient certains partenaires. Nous ne l'avons pas fait....

MILLET (P.C.I.) (fuori microfono) -....come no!

PERRIN (U.V.) - ....nous avons examiné des demandes et sur la base d'un programme nous avons essayé d'approfondir en discutant. Ce n'est pas question de partenaire tel ou tel autre.

Encore une fois M. Dolchi, avec ces cheveux blancs, a bien fait de nous rappeler un peu l'histoire et il nous a dit ce qui était les rapports avec la Commune d'Aoste, que quelqu'un maintenant récrimine d'avoir abandonnée. Moi, je ne voudrais pas dire quand et par qui on est passé de 25% de capital social à 5% et après 1%, mais il faudrait le rappeler quand même. Il y a eu là une volonté de la part de la Commune d'Aoste soit pour ce qui est le Syndic, soit pour ce qui est le Président du même parti politique, de renoncer et de descendre à cela.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.) - Je regrette de n'avoir pu écouter ce matin les interventions des Conseillers, mais je crois que d'après les interventions de cet après-midi, surtout des réponses de l'Assesseur, on a tout dit à propos des buts de a Junte régionale.

Je trouve étonnant qu'aujourd'hui M. Sandri ait fait l'affirmation pathétique de "voto triste"; j'aurais accepté volontiers cette définition si M. Sandri était présent au moment où on avait annoncé la mort de l'Agraria. Aujourd'hui, il ne s'agit pas d'une mort, il s'agit de prendre acte qu'un élément a été maintenu en vie à travers des transfusions jusqu'à présent, et que toutes les diagnostics avaient conseillé de découper le personnel, ce que jamais on a voulu faire; on est arrivé aujourd'hui à une solution qui, comme a dit l'Assesseur, est honnête, sérieuse et cohérente. Honnête: on a dit très clairement où on veut aller et avec qui. Sérieuse: l'Administration régionale n'accepte plus d'intégrer à chaque instant les fonds de la Centrale et a le courage de faire un choix en disant qui va se poser dans ces conditions.

Finalement on arrive ici avec des conclusions, et tout le monde s'agite avec des affirmations qui sont absurdes. On a accusé l'Administration régionale d'être contre les entrepreneurs locaux; il y a là des délibérations de 1979 où on avait pris acte que tout le monde était contraire, ne voulait pas participer, jamais il y a eu cette volonté, et puis au moment où on est obligé de faire un choix, tout le monde veut en faire partie!

A propos du lait, j'ai écouté volontiers certaines prises de positions sur le lait et le prix du ait, mais ici il ne s'agit pas d'augmenter la production du lait pour la Centrale, car le but de la production du lait en Vallée d'Aoste c'est la production de la Fontine, autrement on risque de ne plus rien comprendre. Comme on n'a jamais appliqué la loi existante en disant quelle a été la zone blanche dont nous rappelait justement M. Dolchi, car on n'a jamais eu la possibilité de faire ce choix, aujourd'hui on est là pour dire qu'on va choisir une méthode différente. On a vu qu'on ne peut pas accepter la pasteurisation massive, autrement on trouvait d'autres partenaires qui était disponibles à venir en Vallée d'Aoste! Mais là la proposition et le choix autonomiste étaient au contraire de sauvegarder la Fontine! Et alors je n'accepte pas qu'on vient nous dire que o'est une renonce au choix autonomiste, quand le même représentant de ce parti dans une salle ici a répété publiquement que la Vallée d'Aoste a trop d'argent! Moi, je dis que finalement l'Assesseur a proposé une solution qui donne une voie claire à ce qu'il s'agira d'ici quelque temps pour ce qui est la production du lait pour la consommation, et non la production du ait en général, autrement on risque de sauvegarder un prix qui n'est pas correct, un prix qui n'est pas réel, et tout le monde le sait. C'est inutile de faire un débat sur la question du lait, car le lait qui est recueilli par la Centrale Laitière a certaines caractéristiques qui ne sont pas celles du lait pour la Fontine.

Alors il faut avoir le courage de dire ce qui s'est passé, et on n'est pas ici à parler de la mort de la Centrale Laitière, mais à dire qu'on est pour le renouveau de la Centrale Laitière, pour faire naître une Centrale Laitière qui ait une attitude différente par rapport à ce qui est la commercialisation, la production et la rente. Je ne comprends pas la difficulté à accepter un projet qui a la possibilité d'etre évalué pour ce qui s'est passé finalement!

L'Assesseur a dit que la gestion a eu des difficultés concernant surtout la possibilité d'avoir des choix, car les personnes qui étaient nommées à administrer la Centrale Laitière, avaient toujours demandé de savoir clairement quels étaient les choix régionaux. Ils avaient examiné toutes les possibilités, et nous ont proposé des solutions, la solution suivante est la solution qui peut finalement donner un essor au problème d'avoir une Centrale.

Sur le problème que justement nous rappelait M. Dolchi, je crois que même s'il y a la production laitière et du yoghourt, des nouvelles réglementations au niveau sanitaire on été introduites d'après 1978, donc il n'y a pas de difficulté pour ce qui est la localisation.

On est convaincu de la proposition qui a été faite, pas seulement, mais on est convaincu d'y être arrivé, car malheureusement pour trop de temps on a eu des difficultés à trouver une solution et on n'a pas eu la possibilité de se présenter au Conseil pour ce débat, car il y avait des difficultés à trouver un choix. Pendant ces années les différents Administrateurs ont eu toute une série de rencontres avec certaines sociétés qui ont été nommées à présent ....

MILLET (P.C.I.) - (fuori microfono) ....dieci anni fa ....

ROLLANDIN (U.V.) - ....il y cinq années on les a écoutées à nouveau, mais les propositions étaient toujours les mêmes, et nous, nous n'avons pas accepté leurs propositions. Je crois qu'il a la possibilité de dire que pas seulement o'est un choix juste, mais o'est un choix autonomiste.

PRESIDENTE: Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

Art. 1

1. La Regione Autonoma Valle d'Aosta è autorizzata a partecipare fino al limite del 49% del capitale di una Società per Azioni da insediarsi in Comune di Gressan e avente per scopo la produzione e la commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari ed in particolare la lavorazione del latte e yogurt, sotto la ragione sociale "Centrale Laitière Vallée d'Aoste ".

2. La Giunta regionale e il suo Presidente sono autorizzati a compiere, per quanto di competenza, tutti gli atti necessari a promuovere la costituzione della società o, se già costituita, per acquisirne la partecipazione, nei limiti di cui al precedente 1° comma, anche mediante il conferimento del terreno regionale in Gressan censito al F. 4 nn. 36-37-179-327-328.

3. Ai sensi dell'art. 2458 del Codice alla Regione deve essere garantita una rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio Sindacale della società, proporzionale alla quota di capitale posseduta.

4. La nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione e del Presidente del Collegio Sindacale è comunque riservata alla Regione Autonoma della Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: All'articolo 1 vi è l'emendamento presentato dal Consigliere Millet, di cui do lettura:

EMENDAMENTO

Sostituire il 1° comma dell'articolo 1 con il seguente:

"1. La Regione Autonoma Valle d'Aosta è autorizzata a partecipare ad una Società per Azioni da insediarsi in Comune di Gressan e avente per scopo la produzione e la commercializzazione dei prodotti lattiero-caseari ed in particolare la lavorazione del latte e yogurt, sotto la ragione sociale "Centrale Laitière Vallée d'Aoste".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.) - Vorrei prendere la parola sull'art. 1 per fare un ultimo tentativo, se me lo permettono l'Assessore e il Presidente, nel senso di sollecitare l'accoglimento almeno del primo emendamento, che non fa rinunciare alla posizione della Giunta, ma permette di verificare la volontà, se realmente esiste, di questi produttori, di affrontare finalmente e seriamente la loro partecipazione a questa società. Ritengo che sia una questione di non secondaria importanza, perché il fatto che negli anni passati i produttori abbiano voluto diventare soci dell'attuale società nelle condizioni in cui si trovava, essi lo hanno motivato in Commissione e si può anche capirli. Il fatto di prospettare loro una possibilità di andare in minoranza, senz'altro vorrà dire che nessuno acquisterà nessuna azione, perché evidentemente non ci sarà nessun imprenditore locale che metterà una lira quando sa che non conterà niente.

L'andare a prospettare di comprare il 51% non ha senso, come ho spiegato precedentemente, quindi l'accettare questo emendamento potrebbe aprire una discussione. Se a questo rapporto poi non si dovesse andare, ci sarà sempre la possibilità per la Giunta di scegliere questo partner al 51%.

Il secondo emendamento è più caratterizzante; voglio ribadire che non si chiede una maggioranza pubblica, bensì una maggioranza che fra il pubblico valdostano e i privati in Valle d'Aosta detenga almeno il 51%. Quindi, al limite, i privati possono essere in maggioranza.

Non volgiamo mettere in dubbio le scelte della Giunta, però la convenzione che cita l'Assessore io non l'ho mai vista e non sono in condizione di poter dire che mi sento garantito.

A me dispiace, se non viene accettato l'emendamento, di questa presa di posizione, anche perché noi non siamo stati fermi sulle nostre posizioni, ma abbiamo cercato di trovare una soluzione che tenesse conto sia di una cosa sia dell'altra, non ci siamo irrigiditi nella posizione di far scrivere nella legge che la maggioranza deve essere pubblica, ma abbiamo proposto un emendamento che permette le due soluzioni. Questo disegno di legge non permetterà un'altra soluzione, salvo andare a modificare di nuovo questa legge.

Vorrei chiedere sul 2° comma, dal momento che prevede anche il conferimento del terreno regionale, che valore è stato dato a questo terreno e se permette di conferire il terreno come valore; quindi nella parte finanziaria l'importo di 1 miliardo e 470 milioni si prevede come massimo (cioè questa cifra meno il valore dei terreni), oppure si prevede un capitale oltre i 3 miliardi?

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN (U.V.) - M. Millet a esseyé de me faire succomber à la tentation avec ses invitations répétées....

Nous avons suffisamment expliqué les raisons pour lesquelles nous repoussons l'amendement et donc je n'y ajoute rien de plus; je réponds uniquement à la demande qu'il m'a posée sur la deuxième partie de l'art. 1.

On dit dans le deuxième alinéa: "....anche mediante il conferimento del terreno regionale", donc évidemment 1 milliard et 470 millions est le maximum; si on confère le terrain on déduit cette somme, mais le capital social reste celui-là. L'évaluation du terrain est faite par un expert, nommé par le tribunal, qui nous donnera là cette expertise jurée, qui fera foi sur la valeur.

PRESIDENTE: Pongo in votazione il ° emendamento proposto dal Consigliere Millet:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 23

Favorevoli: 6

Contrari: 17

Astenuti: 5 (Aloisi, Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione il 2° emendamento aggiuntivo proposto dal Consigliere Millet, di cui do lettura:

EMENDAMENTO

Aggiungere dopo il 1° comma dell'articolo 1 la seguente frase:

"La maggioranza azionaria deve, comunque, essere sottoscritta da Enti pubblici valdostani o da privati già operanti nel settore in Valle d'Aosta".

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 23

Favorevoli: 6

Contrari: 17

Astenuti: 5 (Aloisi, Baldassarre, Breuvé, Pascale Torrione)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 1 nel suo testo originario:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

Art. 2

1. Apposita convenzione da approvare con deliberazione del Consiglio regionale regolerà i rapporti con la società di cui al 10 comma dell'articolo 1 della presente legge in relazione anche alle necessità di:

a) pervenire alla tutela degli interessi dei produttori valdostani di latte;

b) fissare i limiti e i tempi per la liquidazione della S.p.A. Centrale Laitière di Aosta;

c) garantire la precedenza nelle assunzioni della manodopera già dipendente della S.p.A. Centrale Latière di Aosta;

d) fissare un intervento finanziario regionale sotto forma di mutui o prestiti obbligazionari da attuarsi tramite la Società Finanziaria Valle d'Aosta - FINAOSTA S.p.A. ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16, recante la costituzione della Società Finanziaria.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 2 nel suo testo originario:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

Art. 3

1. Per l'applicazione della presente legge sono approvate, per l'anno 1987, le spese di lire 1.470.000.000 per gli interventi di cui all'articolo 1, e di lire 10.000.000.000 per gli interventi di cui all'art. 2. Dette spese graveranno rispettivamente sui capitoli 32160, di nuova istituzione, e 36400 della parte spesa del bilancio di previsione per l'anno 1987.

2. Il fondo speciale di cui all'articolo 5 della legge regionale 28.6.1982, n. 16 e successive modificazioni e integrazioni è pertanto rifinanziato della somma di lire 10.000.000.000

PRESIDENTE: all'art. 3 vi è l'emendamento sostitutivo presentato dall'Assessore, di cui do lettura:

EMENDAMENTO

l'Art. 3 è così sostituito:

"Art. 3

1. Per l'applicazione della presente legge sono approvate, per l'anno 1988, le spese di £. 1.470.000.000 per gli interventi di cui all'articolo 1, e di lire 10.000.000.000 per gli interventi di cui all'articolo 1, e di lire 10.000.000.000 per gli interventi di cui all'articolo 2. Dette spese graveranno rispettivamente sui capitoli 32160, di nuova istituzione, e 36400 della Parte Spesa del bilancio di previsione per l'anno 1988.

2. Il fondo speciale di cui all'articolo 5 della legge regionale 28.6.1982, n. 16 e successive modificazioni e integrazioni è pertanto rifinanziato della somma di Lire 10.000.000.000".

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 4:

Art. 4

1. Alla copertura degli oneri indicati nel precedente articolo 3 si provvede nel modo seguente:

- quanto a lire 1.427.600.000 mediante accertamento di maggiore entrata nel cap. 00300 del bilancio di previsione per l'anno 1987 per tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent;

- quanto a lire 10.042.400.000 mediante utilizzo degli stanziamenti di lire 2.000.000.000, 6.460.000.000 e 1.582.400.000 rispettivamente iscritti nei capitoli 50360, 50650 e 50700 della parte spesa del bilancio di previsione per l'anno 1987, che presentano la necessaria disponibilità.

PRESIDENTE: All'art. 4 vi è un emendamento presentato dall'Assessore di cui do lettura:

EMENDAMENTO

L'art. 4 e così sostituito:

"Art. 4

1. Alla copertura degli oneri indicati nel precedente art. 3 si provvede mediante riduzione per L. 11.470.000.000 dello stanziamento iscritto al cap. 26750 del bilancio di previsione per l'esercizio 1988, con parziale utilizzo dell'autorizzazione di spesa recata dalla LR 28.12.1984, n. 73".

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 5:

Art. 5

1. Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1987 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE ENTRATA

Variazione in aumento

Cap. 00300

Tassa di concessione della Casa da Gioco di Saint-Vincent

£. 1.427.600.000

PARTE SPESA

Variazione in diminuzione

Cap. 50360

Rimborso allo Stato di proventi derivanti da maggiorazioni di aliquote delle quote dei tributi devoluti alla Regione LR. 26.11.1981, n. 690, art. 8

£. 2.000.000.000

Cap. 50650

Quota interessi per ammortamento di mutui da contrarre

£. 6.460.000.000

Cap. 50700

Quota capitale per ammortamento di mutui da contrarre

£. 1.582.460.000

Variazione in aumento

Settore 2: Sviluppo economico Programma 2.2.2.02.: Infrastrutture nell'agricoltura.

codificazione: 2.1.2.5.4.3.10.10.04

Cap. 32160 (di nuova istituzione)

Spese per la sottoscrizione di titoli azionari della S.p.A. "Centrale Laitière Vallée d'Aoste" con sede in Comune di Gressan.

L.R. n. art. 1

£. 1.470.000.000

Cap. 36400

Spese per la costituzione del fondo di dotazione della Finaosta S.p.A. per gli interventi della gestione speciale.

L.R. 28.6.1982, n. 16 artt. 5 e 9.

L.R. 19.6.1984, n. 24

£. 10.000.000.000

PRESIDENTE: All'art. 5 vi è un emendamento dell'Assessore di cui do lettura:

EMENDAMENTO

L'art. 5 è così sostituito:

"Art. 5

1. Al bilancio di previsione della Regione per l'anno 1988 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

Variazione in diminuzione:

Cap. 26750 "Spese per la sottoscrizione di titoli azionari della "RACCORDI AUTOSTRADALI S.p.A."

L.R. 28.12.1984, n. 73"

£. 11.4 70.000.000

Variazione in aumento:

Settore 2: Sviluppo economico

Programma 2.2.2.02.: Infrastrutture nell'agricoltura

Codificazione: 2.1.2.5.4.3.10.10.04

Cap. 32160 (di nuova istituzione)

"Spese per la sottoscrizione di titoli azionari della S.p.A. Centrale Laitière Vallée d'Aoste" con sede in Comune di Gressan

L.R. n. art. 1"

£. 1.470.000.000

Cap. 36400 "Spese per la costituzione del fondo di dotazione della FINAOSTA S.p.A. per gli interventi della gestione speciale

L.R. 28.6.1982, n. 16 artt. 5 e 9

L.R. 19.06.1984, n. 24"

£. 10.000.000.000

TOTALE IN AUMENTO £. 11.470.000.000

Lo pongo in votazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4(Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 6:

Art. 6

I. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'art. 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

PRESIDENTE: Pongo in votazione l'art. 6:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 28

Favorevoli: 21

Contrari: 7

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.) - Soltanto per ribadire che le risposte date dall'Assessore non sono state convincenti, pertanto confermo il voto contrario del MSI su questo disegno di legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.) Mi si consentano due osservazioni che mi convincono ulteriormente del voto contrario. La prima è inerente ad un larvato ricatto sul problema del personale e dell'occupazione che è stato fatto dal Presidente della Giunta all'inizio della sua illustrazione, che se non fosse passata questa legge avrebbe dovuto tagliare metà dell'organico; credo che questo non sia vero e non era da dire in questo Consiglio.

La seconda osservazione è che è brutto usare questa immagine della flebo che viene data alla Centrale del Latte attuale, quando si predispongono lauti pranzi per altri. Penso che il discorso che è stato fatto in questo Consiglio era molto serio e non era il problema dell'assistenzialismo o il problema di mantenere una situazione negativa, ma era il problema di scelte molto più serie per il futuro. Il metodo che viene seguito spesso dal Presidente della Giunta di fare delle battute di questo genere, credo che sia limitativo soprattutto verso un dibattito che è stato particolarmente approfondito e interessante.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.

MAQUIGNAZ (A.D.P.) - Esprimo il voto favorevole degli A.D.P. al disegno di legge presentato dalla Giunta regionale sulla Centrale del Latte. Voglio anche dire che condividiamo la scelta, se così a vogliamo definire, di tipo privatistico della Giunta regionale, che dovrebbe garantire (almeno ce lo auguriamo!) maggiore efficienza ed economicità.

È vero, sono emerse alcune legittime preoccupazioni da parte dei produttori, ma come hanno già ampiamente ricordato il mio collega Pollicini e l'Assessore Perrin, i produttori possono stare tranquilli, in quanto tutti noi faremo il possibile affinché alcune esigenze fondamentali vengano garantite. Le voglio brevemente ricordare: il mantenimento del prezzo del latte alla stalla a livello remunerativo, la precedenza nell'utilizzo e nella lavorazione del latte locale, il mantenimento degli attuali livelli di occupazione.

Ci sarà inoltre la possibilità di coinvolgere gli stessi produttori, se lo vorranno, nella gestione della Centrale.

Altro non ho da aggiungere se non il fatto che se queste esigenze verranno rispettate, crediamo che la gestione risponderà a criteri di efficienza ed economicità e sicuramente verranno salvaguardati gli interessi dei consumatori, dei produttori ed anche della comunità valdostana.

PRESIDENTE: Pongo in votazione la legge nel suo complesso per scrutinio segreto:

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 24

Favorevoli: 17

Contrari: 7

Astenuti: 4 (Baldassarre, Breuvé, Pascale e Torrione)

Il Consiglio approva