Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3350 del 22 dicembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3350/VIII - POLITICA AZIENDALE DELLO STABILIMENTO DELTACOGNE DI VERRES. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Sandri:

INTERPELLANZA

VENUTO A CONOSCENZA che la divisione DELTACOGNE che gestisce lo stabilimento di Verrès ha perso una commessa per monetazione di oltre 5.000 tonnellate diretta all'India, che avrebbe assicurato lavoro per un anno, su tre turni, con l'impiego di almeno 40 lavoratori in più degli attuali livelli occupazionali;

APPRESO che la politica aziendale ha diretto il settore dei prodotti a cera persa verso la produzione di materiale artistico tralasciando quelle applicazioni industriali, particolarmente nel settore biomedicale, che aveva dato significativi risultati soprattutto nell'esportazione verso i paesi CEE;

PREOCCUPATO per le notizie di abbandono di alcuni dirigenti tecnici e commerciali in disaccordo profondo verso strategie aziendali incomprensibili ai fini di un potenziamento industriale e di un incremento occupazionale e decisamente succubi delle più generali strategie Finsider;

CONTRARIO a qualsiasi cessione, sia dell'azienda che di sue lavorazioni, a gruppi privati che ritmicamente presentano significative offerte;

RITENUTO che lo stabilimento di Verrès abbia ricevuto una scarsa attenzione da tutte le forze politiche regionali e che debba essere oggetto di una attiva politica da parte dell'Amministrazione regionale;

INTERPELLA

la Giunta per conoscere:

- i motivi che hanno portato a perdere la commessa citata in premessa ed ad abbandonare il settore dei prodotti a cera persa biomedicali;

- le sue intenzioni e le sue iniziative per evitare che lo stabilimento di Verrès sia ceduto a privati o sia vittima di lotte intestine alla dirigenza Finsider.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Negli ultimi tempi, anche sui giornali si sono sparse delle voci sulla DELTACOGNE, stabilimento di Verrès, che non lasciano tranquillo chi come me e Nuova Sinistra vuole avere una conoscenza precisa del futuro della DELTACOGNE e in generale della siderurgia in Valle d'Aosta.

In particolare, i problemi sollevati da queste voci, di cui si chiede alla Giunta di avere delle delucidazioni, sono legati alla notizia che almeno due o tre dirigenti, o comunque personale direttivo gestionale dello stabilimento DELTACOGNE di Verrès si sarebbero licenziati nel corso degli ultimi dieci mesi o avrebbero manifestato intenzione di dimettersi, nel senso che si sarebbero posti in congedo per malattia e sarebbero disponibili al trasferimento presso altre ditte. Considerando che i dirigenti in questo stabilimento piuttosto piccolo non sono molti, significherebbe un ricambio totale della dirigenza fra il 1987 e i primi mesi del 1988.

Volevamo sapere se la Giunta è a conoscenza di questo e che intenzioni ha, soprattutto in rapporto al fatto che questi dirigenti - sembra - se ne siano andati dalla DELTACOGNE di Verrès per questioni legate a scelte produttive, nel senso che una serie di interventi nel settore della monetazione non sarebbe stata preventivata e questo avrebbe portato alla perdita di una commessa di 5000 tonnellate di tondelli per monetazione per l'India, un appalto che vedeva la DELTACOGNE di Verrès in competizione con industrie tedesche e coreane (pare che questo appalto sia finito alle industrie tedesche).

È emerso, sempre da queste fonti, che è stata abbandonata una produzione che poteva essere apparentemente interessante ed è quella dei prodotti a cera persa di tipo biomedicale. Questa ditta aveva fatto per qualche tempo delle protesi che avevano riscosso un certo successo soprattutto sui mercati francesi e spagnoli, e che, pur non avendo ancora dei risultati positivi in termini di utile, erano certamente delle produzioni abbastanza raffinate. Sembra invece che la produzione dei prodotti a cera persa sia stata distratta da questo settore e diretta verso un settore artistico, non si sa bene con quali risultati dal punto di vista economico.

Se a queste voci si assommano dei dati più certi, ovvero che sono state stipulate delle "joints ventures" con due piccoli imprenditori torinesi che dovrebbero installarsi all'interno dello stabilimento DELTACOGNE di Verrès con delle loro produzioni, emerge un quadro generalizzato per cui in questo stabilimento avvengono dei fatti importanti, in merito ai quali chiediamo alla Giunta regionale di relazionare al Consiglio, sia in vista dei rischi della privatizzazione - e cioè che queste "joints ventures" non siano in realtà un "cavallo di Troia" per entrare nella compagine azionaria e quindi acquisire lo stabilimento -, sia per quanto riguarda l'aspetto occupazionale, perchè dai dati che ci sono stati forniti sembra che la perdita della commessa di 5000 tonnellate di tondello per l'India abbia comportato un non aumento di 40 posti di lavoro nel lo stabilimento SADEA di Verrès.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): A quanto mi risulta, la gran parte delle affermazioni fatte non corrisponderebbe al vero; si tratterebbe di voci non so interessanti chi, non so con quale obiettivo - soprattutto la presentazione di certi problemi a livello di stampa -.

Una delle prime affermazioni che pare non corrispondere al vero è la perdita della commessa. Mi riferisco a questa sorta di appalto internazionale che il Governo indiano ha aperto nel 1985 e che non è ancora chiuso; quindi non si tratta di perdita di commessa, ma di una lunghissima trattativa avviata nel 1985, che non aveva condotto all'assegnazione dell'appalto. Nel settembre del 1987 il Governo indiano aveva riaperto i termini per questa commessa, ma a tutt'oggi il Ministero del tesoro indiano non ha ancora preso una decisione e si sa comunque che il numero dei concorrenti è ridotto a tre: Corea, Germania e Italia. Quindi, questo tipo di discorso non è ancora concluso; è legato ad un appalto a livello internazionale su cui ancora non è stata presa una decisione.

L'affermazione, oggi, che si è persa la commessa, non mi sentirei di confermarla, anche perchè a livello internazionale possono pesare delle decisioni che non sono strettamente legate al livello tecnologico del prodotto e molte volte neppure al presso.

Per quanto riguarda la linea di produzione della fusione a cera persa, l'azienda, interpellata su questo punto, dice che nel 1983 questa linea fatturava 240 milioni di lire; nel 1987, modificando, l'utilizzazione di questa linea, anche a seguito di una specifica ricerca di mercato condotta dall'azienda nel 1986, il fatturato è stato di oltre 2 miliardi di lire, per cui la linea strategica dell'azienda, di modificare l'utilizzazione della linea di fusione a cera persa, è dettata prevalentemente da motivi di tipo economico.

La linea sul biomedicale - per quanto riguarda le protesi non si trattava di prodotti altamente qualificati, per cui trovavano concorrenti abbastanza forti e comunque tali da ridurre di molto i margini di guadagno su questa linea - fatturava, nel 1983, 240 milioni; oggi fattura oltre 2 miliardi di lire.

Dal punto di vista economico-gestionale cito i dati che mi sono stati forniti dall'azienda e possono essere confrontati; si può chiedere un incontro con l'azienda in sede di Commissione competente - l'azienda dimostra di essere in buono stato di salute, anche se l'azienda stessa non è società per conto suo, ma è unità distaccata della S.p.A. DELTACOGNE. I margini operativi lordi dal 1984 al 1987 sono i seguenti: + 881 milioni nel 1984; + 4.985 milioni nel 1985; + 4.886 milioni nel 1986; + 2.600 milioni nel 1987; è previsto per il 1988 un margine operativo lordo che si avvicina ad un risultato positivo di tre miliardi.

Sto parlando di margine operativo lordo, riferendomi al 1987, considerando e volendo considerare come società per conto suo, autonoma, la SADEA di Verrès; l'utile netto di esercizio dovrebbe essere superiore al miliardo.

Indubbiamente una dilatazione consistente, un potenziamento di questa società può derivare da una decisione che il Ministero del tesoro, il Governo nazionale può assumere, ed è quello della monetazione pesante, cioè la famosa lira pesante, le mille lire metalliche: questo assicurerebbe all'azienda un sicuro consolidamento e potenziamento. È una scelta politica prevista già anni fa dal Governo nazionale, che poi non si è realizzata, non si sa bene perchè.

Per quanto riguarda i paventati rischi di cessione di quote o comunque tendenze alla privatizzazione, anche se questo dato "privatizzazione" non è da considerarsi in termini "diabolici", allo stato attuale non esistono. Esistono allo stato attuale due proposte che sono state presentate all'Assessorato e che sono state inviate alla FINAOSTA per un parere tecnico: una è del Gruppo BEDINI, l'altra dell'UGIVI; proposte che non prospettano l'acquisizione di quote di capitale della SADEA, quanto piuttosto la realizzazione di unità produttive a fianco, quindi una sorta di "joint venture" con questi due gruppi, in alcuni settori particolari.

Per esempio, l'UGIVI utilizza acciaio della DELTACOGNE di Aosta, trasforma questo prodotto ad Annecy, poi invia in parte e utilizza prodotti della SADEA; metterebbe in piedi una produzione che impiega il filo di acciaio della COGNE, la rondella prodotta a Verrès, per fare il bullone a Verrès. Quindi sarebbe una unità produttiva che si affianca per utilizzare la produzione dell'acciaio DELTACOGNE e di alcune produzioni SADEA e Verrès.

Anche il progetto presentato dal Gruppo BEDINI sarebbe per una unità produttiva aggiuntiva e sinergetica rispetto alla produzione SADEA; quindi attività di potenziamento e consolidamento della attività SADEA.

Per quanto riguarda i dirigenti, questa è una novità che ho sentito stamattina, per cui, visti i risvolti delicati che possono avere certi argomenti, potremo invitare la dirigenza in una riunione della Commissione apposita, per avere ulteriori chiarimenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Sandri, ne ha facoltà.

SANDRI (N.S.): Credo che ci siano una serie di conferme da parte dell'Assessorato su quanto, purtroppo, queste voci hanno sollevato. Intanto esiste una grossa diminuzione del margine operativo lordo dal 1986 al 1987 e dal 1985-86 al 1987; in pratica si è arrivati ad un dimezzamento nell'ultimo anno del margine operativo lordo, e questo è un segno che mi pare meritevole di andare ad arricchire questo incontro - ringrazio l'Assessore per averlo proposto - a livello di Commissione, per discutere sia del problema dirigenza che del problema delle strategie, per capire dove vuole andare la DELTACOGNE, stabilimento di Verrès.

Si conferma l'attenzione da parte di alcuni privati per - dice l'Assessore - delle sinergie: in questo caso sarebbe estremamente positivo poter razionalizzare determinati processi produttivi, anche se non è scontato che debbano essere fatti solo da privati, in quanto ci sono infinite forme di collaborazione fra il pubblico e il privato, soprattutto quando nel pubblico vi sono due enti diversi: Stato e Regione. Nulla vieta che la Regione possa entrare in queste nuove sinergie con un suo ruolo preciso; da questo punto di vista c'è una maggiore sottolineatura di alcuni dati.

Vorrei invece porre un punto interrogativo sulla risposta dell'Assessore sulla commessa dell'India: evidentemente le fonti di informazione riportano dei dati diversi, perchè a quanto mi risulta ci sono forti dubbi che anche la riapertura del 1987 abbia portato dei risultati positivi. Pertanto, credo che al di là di queste informazioni sia importante che la Giunta regionale si senta impegnata a seguire strettamente questo stabilimento, anche se il problema DELTACOGNE di Aosta è infinitamente più grande e quindi spesso lo si dimentica, e a riferire al Consiglio regionale se ci fossero delle novità in senso negativo soprattutto, ma anche in senso positivo.

Ben venga che queste voci che mi sono state riferite si rivelino infondate, perché questo significherebbe che per l'occupazione in Bassa Valle ci sarebbero circa 40 posti in più.