Oggetto del Consiglio n. 3329 del 4 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3329/VIII - LEGGI DI BILANCIO 1988 - CHIUSURA DEL DIBATTITO GENERALE ED ESAME DEGLI ALLEGATI.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): Vorrei ringraziare, innanzitutto, i Colleghi che sono intervenuti nel dibattito sul bilancio del 1988, che ci ha impegnati, praticamente, per due giorni, nel corso dei quali ho contato 15 interventi, tutti molto interessanti, che sono usciti dal solito schema del tutto giusto e del tutto sbagliato, dalla solita opposizione dei rispettivi ruoli di maggioranza e di opposizione, ma hanno cercato di portare nuove idee e contributi sui quali si dovrà certamente riflettere.
Abbiamo detto di aver presentato un bilancio concreto e prudente, che tiene conto di alcune scadenze e che, quindi, non vuole impegnare il futuro governo regionale in scelte che saranno di sua precipua competenza. Nel contempo, però, non abbiamo neanche presentato delle relazioni trionfalistiche, o, perlomeno, non era questa la nostra intenzione, quand'anche ne avessimo dato l'impressione. Abbiamo voluto fornire solo delle indicazioni.
Naturalmente, come tutte le indagini e come tutte le statistiche, anche la nostra, probabilmente, ha dei limiti, ma ci interessava, soprattutto, fornire delle indicazioni ed indicare delle tendenze. Mi pare che, da questo punto di vista, i dati che abbiamo presentato siano molto significativi. L'anno scorso, infatti, il Consigliere Millet aveva chiesto giustamente, a mio avviso, una valutazione sugli interventi attuati dal governo regionale e, per quanto ci è stato possibile, quest'anno abbiamo cercato di rispondere a tale richiesta.
La presentazione del bilancio non è stata trionfalistica, come qualcuno ha detto. Abbiamo detto chiaramente che esistono ancora dei problemi e, del resto, sarebbe sciocco non riconoscerlo. Tali problemi riguardano l'occupazione, le categorie più deboli, la droga... Questo, però, non significa che non ci siamo mossi e che non abbiamo cercato di modificare in meglio la qualità della vita della nostra Regione.
Direi che è sufficiente soffermarsi sugli indicatori economici e sociali che abbiamo presentato per trovarci concordi. Nessuno, infatti, ha messo in discussione questi dati e queste cifre: non sarebbe stato possibile.
Qualcuno, invece, a mio avviso, ha fatto dei paragoni che non sono omogenei e che non stanno in piedi, perché si sono volute paragonare due condizioni profondamente diverse tra loro. Mi riferisco, in particolare, al paragone fatto dal Consigliere Mafrica tra la nostra Regione Valle d'Aosta e la Regione Emilia-Romagna.
A mio avviso, non è possibile confrontare il bilancio della Valle d'Aosta con quello dell'Emilia-Romagna, perché la nostra Regione ha un territorio profondamente diverso, con dei costi profondamente diversi e molto più elevati di quelli dell'Emilia-Romagna. La Valle d'Aosta, essendo una regione a statuto speciale, ha delle competenze diverse da quelle di una regione a statuto ordinario. La Valle d'Aosta non ha province, mentre l'Emilia-Romagna ne ha sette.
Se proprio si vuol fare qualche confronto, occorre mettere nel sacco anche questi fondi, ma sono convinto che, se sommiamo le risorse delle province dell'Emilia-Romagna, forse superiamo lo stesso bilancio della Regione Valle d'Aosta. È evidente, pertanto, che questo paragone non può stare in piedi.
Gli interventi che ho ascoltato sono stati incentrati, per un certo verso, sui tre settori economici fondamentali della nostra Regione, vale a dire l'agricoltura, l'industria ed il terziario, dei quali hanno cercato di evidenziare le rispettive e precipue condizioni.
Nel merito della nostra agricoltura, qualcuno ha detto che essa è assistita. Evidentemente, nella nostra agricoltura è investito molto denaro, che corrisponde ad una grossa parte del bilancio regionale, ma direi che è necessario ed indispensabile continuare in questo investimento, se si vuole aumentare la produttività, se si vuole arrestare l'esodo dai paesi di montagna e favorire il ripopolamento delle vallate laterali.
I risultati che abbiamo ottenuto, infatti, dimostrano che il valore aggiunto, nel settore agricolo, si è addirittura triplicato rispetto al valore nazionale. Mi sembra di poter dire che si è registrato un grosso salto di qualità.
Siamo obbligati ad insistere con questo metodo, perché la nostra agricoltura è di montagna e quindi molto povera. Siamo obbligati ad insistere anche sulle diverse forme di cooperazione, se vogliamo che l'agricoltura si riprenda e divenga un fattore veramente importante anche per gli altri settori, come ad esempio per la valida funzione che essa esplica nella tutela e nella conservazione del territorio e, quindi, nello sviluppo turistico.
È stato riconosciuto che gli avvenimenti che hanno mandato in crisi la nostra industria non sono imputabili alla Regione; si tratta di avvenimenti esterni, che hanno coinvolto altre regioni ed altri Paesi europei e, quindi, anche la Valle d'Aosta. È stata riconosciuta, in questo caso, l'assoluta latitanza dello Stato, che è stato surrogato dalla Regione nel gravoso compito di ristrutturare tutta la nostra industria.
Anche dai dati che ci sono stati forniti la scorsa settimana dall'Assessore Lanivi, abbiamo potuto osservare la miriade di piccole aziende che stanno andando avanti, che lavorano, creano occupazione e compensano largamente quei pochi casi di fallimenti di aziende.
Possiamo dire di essere sulla buona strada, perché, come giustamente faceva notare il Consigliere Pascale, non offriamo soltanto un intervento finanziario, che non sarebbe sufficiente, ma offriamo, ad esempio, delle aree attrezzate. A queste industrie, tuttavia, dovremmo offrire sempre maggiore assistenza e ricerca.
Parlando di industria, quasi tutti hanno accennato alla DELTACOGNE, per ricordare la mancanza di finanziamenti regionali. Eppure, almeno una parte dei finanziamenti per la DELTACOGNE, pur non essendo esplicitamente registrata, è già presente nel bilancio, perché, quando nel 1985 abbiamo approvato la legge regionale 30 dicembre n. 88, abbiamo istituito un fondo speciale per aree attrezzate e per attività industriali, nel quale può essere compresa anche la DELTACOGNE.
In questo fondo ci sono 60 miliardi e, quindi, è già possibile dare una prima risposta a questa soluzione. È ovvio che il governo regionale, in assenza di altri provvedimenti, non ha ritenuto opportuno aumentare questo fondo che già esiste, presso la FINAOSTA, e che è già utilizzabile, senza alcuna difficoltà.
Veniamo ora alla Finanziaria. È stato detto che, presso la FINAOSTA, giacciono inutilizzati molti soldi, che sono stati investiti in vari titoli.
Parlando di FINAOSTA, non dobbiamo fare confusione: la maggior parte dei fondi depositati presso la FINAOSTA ed investiti in titoli, è sempre esistita, anche quando non c'era la FINAOSTA. Mi riferisco ai famosi fondi di rotazione, che sono sempre stati in una gestione fuori bilancio, ma che hanno sempre accompagnato il bilancio di previsione. Non è cambiato assolutamente nulla.
Questi soldi c'erano prima ed erano gestiti dalle banche; ci sono anche oggi e sono gestiti dalla FINAOSTA. È cambiata soltanto la quantità, ma perché sono state approvate nuove leggi: quella sugli impianti a fune, quella sull'edilizia e la n. 101, sui fondi di rotazione per il commercio e l'artigianato, che è in vigore soltanto dal 1983.
La FINAOSTA dispone oggi di questi fondi, perché la Regione è stata costretta a farli gestire dalla FINAOSTA, in virtù della legge sulla tesoreria unica, che impone alla Regione di tenere nella propria tesoreria solo il 4% del proprio bilancio, ossia 30 miliardi.
Questi fondi, che superano largamente i 30 miliardi, quando erano gestiti dalle banche, venivano considerati come facenti parte del bilancio e quindi la Regione si sarebbe potuta trovare senza una lira in tesoreria, con la conseguenza di paralizzare l'attività amministrativa.
Per ovviare a questo inconveniente, anche perché la FINAOSTA non è considerata un istituto di credito, abbiamo dovuto farle gestire questi fondi, al posto delle banche, ma il problema non è cambiato assolutamente: questi soldi c'erano prima e ci sono adesso; non entravano prima nel bilancio e non vi entrano neanche adesso.
Non bisogna, pertanto, fare questi paragoni, perché non avrebbero alcun senso.
Per quanto concerne la FINAOSTA, bisogna anche riconoscere che molte iniziative di questi anni hanno potuto trovare attuazione grazie, appunto, alla Finanziaria, altrimenti la Regione non le avrebbe potute attuare.
Naturalmente, non tutto è filato liscio, altrimenti non saremmo venuti in Consiglio a discutere della ristrutturazione della FINAOSTA. Mi sembra che gli ultimi provvedimenti stiano consentendo alla Finanziaria di invertire la tendenza e penso che l'istituzione di una direzione generale, la stipula di nuovi patti para-sociali e la creazione di un ufficio ispettivo, le consentiranno di tornare più speditamente al suo ruolo originale di ricerca dell'imprenditoria e di assistenza alle imprese e di partecipazione al loro capitale societario.
Mi sembra di aver capito che, per quanto concerne il settore terziario, il Consiglio concordi sui programmi fatti nel commercio e nell'artigianato e, soprattutto, sull'utilità di intervenire a supporto dell'Artigiancassa, evitando, così, di spendere dei soldi regionali, per utilizzare, invece, quelli statali.
Anche noi sappiamo che nell'attività turistica non è sufficiente puntare solo sul turismo tradizionale estivo o invernale. Non dimentichiamo, però, che l'incremento registrato in bilancio, tra il 1983 ed il 1986, in tema di turismo culturale, è stato dell'82%. Questo significa che la Regione ha prestato un'attenzione tutta particolare a questo tipo di turismo ed alla valorizzazione dei beni culturali. Non bisogna dimenticare inoltre il progetto VALBENI, che non entra nel bilancio, ma che è un altro grosso intervento che va in questa direzione.
Non abbiamo parlato del turismo termale, per il quale è previsto un fondo di 1 miliardo per continuare la ristrutturazione, tuttora in corso, delle terme di Pré-Saint-Didier.
Non sono state avanzate grosse perplessità in tema di turismo tradizionale. Mi pare che, tutto sommato, si concordi sulla necessità di continuare nella ristrutturazione della struttura alberghiera e nella ristrutturazione degli impianti a fune.
Qualcuno si è chiesto come fare a non dipendere eccessivamente da entrate che potrebbero essere aleatorie. Con gli interventi che noi facciamo in ogni settore economico noi intendiamo rendere autonomi i singoli settori produttivi, in modo che siano essi stessi a creare benessere e ricchezza, cosicché la Regione non sia più vincolata da quelle entrate, che domani potrebbero essere meno sicure di oggi.
Molti interventi, infatti, hanno per obiettivo il 1992. Concordo con il Consigliere Pascale quando dice che investire nella struttura autoportuale, oggi, è importante per mantenere o, comunque, per non far decrescere le Entrate che abbiamo come Regione, perché le iniziative che vengono approvate, non solo a livello europeo, ma anche nel nostro territorio, come ad esempio l'apertura di diverse dogane interne, come quella di Susa, ci impongono di investire, per non veder decrescere l'entrata dell'IVA all'importazione.
Concordo con lui anche quando dice che il 1992 non cancellerà, sicuramente, con un colpo di spugna, tutto ciò che esiste. A me pare abbastanza improbabile che, di punto in bianco, lo Stato possa rinunciare all'IVA, che, a livello nazionale, tra le entrate indirette, è quella che più concorre a coprire il debito pubblico. Se non ci sarà l'IVA, ci sarà qualcosa d'altro, ma una soluzione sarà trovata sicuramente.
È chiaro, però, che il 1992 è una data alla quale dobbiamo pensare e alla quale tutti dobbiamo prestare molta attenzione. Come ho già detto nel corso della mia relazione, io sono dell'avviso che il 1992 non debba essere considerato come l'anno zero per la Valle d'Aosta, perché sono convinto che ci saranno le condizioni per trarre addirittura un vantaggio da certe direttive europee, proprio sfruttando la posizione geografica e la funzione strategica della nostra Regione.
Altri interventi, infine, sono stati più pertinenti al bilancio. Si è parlato molto del rapporto spese correnti spese di investimento. Vorrei ancora ricordare che non sempre le spese correnti sono spese improduttive. Ci sono delle spese correnti, infatti, che danno del lavoro, ci sono delle spese correnti che vanno a favore delle persone bisognose e di una migliore qualità della vita. Mi pare che, qui, tutti abbiano concordato sulla necessità di insistere nel prestare attenzione agli anziani, agli handicappati ed ai minori.
Se si fa questo, però, non si può dire, poi, che le spese correnti sono troppo elevate. È evidente che, se si fanno questi investimenti, si devono mantenere i conseguenti costi di gestione. Per essere un po' coerenti, dobbiamo ammettere che, così facendo, aumentiamo, necessariamente, anche le spese correnti.
Il Consigliere Pedrini ha fatto tutta una serie di osservazioni, rivolte soprattutto alla parte "entrate" del bilancio. Probabilmente, non essendo stato presente nel momento in cui abbiamo presentato la relazione, non ha avuto modo di ascoltare alcune risposte, che, comunque, ripeterò adesso, anche se le avevo già anticipate, almeno in parte.
Nel bilancio è registrata la diminuzione dell'IVA, perché, come è giustamente scritto nella relazione, nel primo semestre dell'anno si è verificata una certa flessione. Mi sembra di aver capito che la preoccupazione del Consigliere Pedrini fosse dovuta al fatto che, pur in presenza di una diminuzione dell'IVA, si registrava un aumento del riparto fiscale. La diminuzione dell'IVA, infatti, è compensata da un forte aumento sia dell'IRPEF, sia dell'IRPEG, che si verificherà, sempre in proporzione ai dati che abbiamo a consuntivo, nel 1988. C'è una diminuzione dell'IVA, quindi, ma nel riparto fiscale c'è anche un recupero, dovuto proprio alle due voci che ho citato.
Trasferimenti statali. Da sempre, nel bilancio non sono registrati quei trasferimenti per i quali non abbiamo la certezza dell'assegnazione.
Certamente arriveranno nel corso dell'anno, ma non c'è un decreto o una legge che ce li trasferisca fin d'ora. Per non incorrere nelle obiezioni che ogni anno ci vengono opposte dalla Commissione di Coordinamento, siamo costretti, pertanto, ad iscrivere questi trasferimenti, con un atto amministrativo, successivamente all'entrata in vigore del bilancio, non appena si verificano.
Nel bilancio, quindi, vengono iscritti solo quei trasferimenti statali per i quali c'è, adesso, la certezza dell'entrata.
Il Consigliere Pedrini sostiene che la cifra in bilancio, riferita alle entrate che ci provengono dal Casinò, è troppo prudente. Tale entrata per quest'anno è stata valutata, presuntivamente, in 88 miliardi. L'abbiamo mantenuta uguale allo scorso anno, perché è difficile presupporre un suo ulteriore aumento, specie dopo il vistoso aumento che s'è già verificato. La nostra stima può anche essere prudente, consentiteci, però, di registrarla così, proprio per l'estrema difficoltà che comporta una stima del genere.
Rispondendo al Consigliere Torrione, ho già avuto modo di chiarire qualche concetto sulle spese correnti e su quelle di investimento.
Veniamo ora al bilancio pluriennale. Le entrate previste da questo bilancio sono inferiori a quelle del 1988, per due motivi essenziali: non c'è il mutuo, che non si sa se si farà o meno, e non si prevede alcun avanzo di amministrazione, che può essere accertato solo alla chiusura di ogni esercizio. È ovvio, quindi, che, mancando queste due voci, il bilancio pluriennale risulti inferiore a quello relativo al solo 1988.
Diversi Consiglieri hanno sollecitato una particolare attenzione alle entrate del riparto non ancora incassate. Non abbiamo rinunciato a nulla, anche se potremo essere più precisi in sede di Commissione, perché il Consigliere Sandri ha presentato una mozione in merito. Nel frattempo, continuiamo a partecipare a vari incontri presso i competenti uffici ministeriali, anche se ci rendiamo conto che non si tratta di una battaglia facile.
Probabilmente, la situazione non è così grave come l'ha dipinta il Consigliere Sandri, in quanto anche la Regione deve restituire dei soldi allo Stato e non li ha ancora restituiti, proprio perché sussiste questo contenzioso.
Non si tratta di uno scompenso molto grave, anche se il discorso merita di essere approfondito e noi ci impegniamo a risolverlo.
Sempre in tema di entrate - e poi termino - prendiamo atto con soddisfazione di quanto ha detto ieri il Consigliere Mafrica e cioè che, se ci sarà il tentativo di ridurre le entrate della Regione, il Gruppo comunista si batterà, a Roma, con la stessa energia con la quale si batte in Consiglio regionale. Sperando che ciò sia vero, consiglierei al Consigliere Mafrica di farlo sin da domani, nei confronti dell'On. Bassanini, perché sembra che, anche quest'anno, voglia...
(...INTERRUZIONE...)
MARTIN (A.D.P.): Pare di no? Meglio ancora. Comunque prendiamo atto che...
(...INTERRUZIONE...)
MARTIN (A.D.P.): E Bassanini che cos'è?
(...INTERRUZIONE...)
MARTIN (A.D.P.): Siamo lì, siamo lì. Comunque prendiamo atto che esiste questa volontà, anche perché è opportuno che tutto il Consiglio, e non solo la maggioranza, si adoperi affinché il riparto della Regione rimanga così com'è.
Si dà atto che alle ore 9,53 assume la Presidenza il Vicepresidente DE GRANDIS.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Je veux avant tout remercier les Conseillers qui ont pris la parole car la discussion du budget 88 a sans aucun doute été remarquable, surtout pour l'attitude que les différents Conseillers ont eue à propos du budget.
Il n'y a pas eu de requête pour augmenter un chapitre des recettes plutôt qu'un autre, d'augmenter la dépense d'un chapitre plutôt que d'un autre, mais en revanche il y a eu une discussion sur la philosophie du budget et sur le système de travail découlant d'une certaine organisation du budget. C'est là un système de travail qui donnera ses fruits car il est logique que le débat des différentes forces politiques soit axé sur ces thèmes.
Nous avons choisi de présenter cette année un budget selon un certain système; un budget qui concerne 88, je tiens à le rappeler; un budget qui va engager les forces politiques pour une période très courte et qui ne soit pas un bilan. Comme l'a rappelé quelqu'un, si l'on présentait au moment du budget 88 ce qui s'est passé pendant cette législature, on pourrait nous reprocher de faire un débat qui n'est pas à l'ordre du jour. Il est normal que l'on fasse allusion à ce qui s'est passé, mais on discute surtout de ce que l'on veut réaliser avant la fin de cette législature.
En tant que force de la majorité, nous avons opté pour cette méthode de présentation du budget, Je voudrais par ailleurs faire remarquer que nous n'avons pas repris l'ensemble du programme qui avait été discuté au début de la législature et qui est le fruit d'un accord entre les forces politiques; un accord qui était ouvert à la discussion et surtout à l'apport des différentes forces politiques.
En effet, en 86, on avait fait une réflexion sur l'ensemble des engagements que les forces politiques avaient pris à un moment donné et l'on s'était penché plus particulièrement sur certains engagements que l'on croyait pouvoir réaliser pendant cette période. Au moment où l'on avait présenté cette réflexion, on avait fait une analyse assez sérieuse des changements qui étaient intervenus dans notre société et donc de la réponse que l'on pouvait donner aux exigences. Il me semble que c'était un système d'action correct.
Je voudrais également rassurer le Conseil sur le fait que nous avons essayé, dans la mesure du possible, d'avoir toujours le maximum de collégialité, même si c'est difficile. Le plus souvent, plus pour une question de système de travail de l'Administration régionale que de choix politique, on arrive à certains systèmes et il y a des difficultés, voire une incompatibilité entre certains secteurs dell' Administration publique, ce qui va influencer négativement les choix des politiques.
Il y a des secteurs qui n'acceptent pas le travail d'équipe et cela conditionne le travail, non seulement des Assesseurs, mais aussi du Conseil.
Nous acceptons la critique que souvent nous pourrions présenter certaines délibérations, certaines lois, d'une façon plus remarquable, mais il y a des difficultés à trouver un raccord entre ce qui se passe dans les différents secteurs.
Nous avons choisi de nous rattacher à une certaine philosophie: à l'homme en tant qu'harmonie et équilibre. C'est ce que nous voudrions voir se réaliser avec les différentes forces politiques et avec les différents apparats de l'Administration régionale et surtout à travers une compréhension des différents secteurs productifs.
Je crois que ce serait une erreur de considérer qu'il n'y a pas de possibilité d'échange entre les différents secteurs de travail: on ne peut pas prévoir de barème entre le travail d'un ouvrier de la Cogne et l'ouvrier du tertiaire. C'est uniquement par cette compréhension que l'on parviendra à l'esprit de société, à un rééquilibre des interventions conséquentes. Nous avons présenté un budget avec des recettes, avec des dépenses.
A propos des recettes, les Conseillers ont surtout formulé trois remarques importantes: les recettes nous viennent avant tout du Casino et de la répartition fiscale.
En ce qui concerne le Casino, pendant toutes ces années, nous avons examiné le problème d'une façon un peu particulière: chaque fois on craignait d'en parler sous le profil productif et M. Pascale l'a fait remarquer. En effet, on a toujours parlé de la maison de jeu en soulevant les problèmes liés à son existence. Or, les forces de la majorité ont toujours soutenu son existence, avant tout sous le profil de l'emploi. C'est normal que l'Administration régionale porte son attention sur les investissements qu'il faudra faire à l'intérieur de la maison de jeu; il faudra prévoir les réalisations que les forces de la majorité avaient examinées et qui seront successivement présentées à l'attention du Conseil. On ne peut pas arrêter certaines exigences de la maison de jeu, tant au niveau hôtelier qu'au niveau des différentes salles de jeu.
Quant au problème de la répartition fiscale, les Conseillers ont dit - très correctement - qu'il fallait se rappeler de la date de 92 et partant prévoir une analyse du fameux acte unique européen.
Plusieurs d'entre vous auront déjà lu ce document, mais je voudrais souligner que ce dernier ne donne aucune indication sur ce qui se passera en 92; or, l'attention de l'Administration régionale est justement d'être insérée dans les organismes qui décideront des autorisations, des compétences régionales et nationales face aux interventions fiscales.
L'art. 13 justement dit:
"La Communauté arrête les mesures destinées à établir progressivement le marché intérieur à cause d'une période expirant le 31 décembre 92...".
Le marché intérieur comprend un espace sans frontières intérieures dans lequel la libre circulation des marchandises, des personnes, des services et des capitaux est assurée selon les dispositions du présent traité qui doit encore être écrit.
Je voudrais rappeler aux forces politiques que, lorsqu'on examinera l'acte unique, on examinera une boite vide: c'est une série d'indications qu'il faut analyser en suivant les passages et les engagements que les différents Etats donneront à ce sujet. Pour le moment on ne peut prévoir les engagements sans connaître les mesures à prendre face à ces engagements.
L'autre problème qui a été souligné a trait à "la lotta contro l'evasione fiscale". Cet engagement peut être lié à ce que M. Ricco disait à propos de la loi sur la répartition financière. C'est un rappel que nous apprécions et c'est tout à fait normal qu'il y ait cet engagement des forces politiques. Si l'on veut un rééquilibre des exigences et de ce qui est dû, il faut mener une bataille correcte, jusqu'au bout.
Pour ce qui est des dépenses, l'Assesseur a déjà donné une indication très précise par son travail remarquable de présentation des données, de l'engagement de l'Administration régionale que nous avons voulu finalisé aux buts que nous nous étions fixés il y a cinq ans. Nous avons essayé dans les limites du possible, tout en sachant qu'il y aura encore à travailler, de prévoir d'un côté les lois, les engagements au niveau législatif que le Conseil a décidés, de l'autre côté les actes administratifs et, par conséquent, l'engagement financier. Nous avons sans doute à réaliser encore plusieurs interventions dans les différents secteurs, mais je crois que l'on est en train de travailler pour primer les différents secteurs sans oublier qui que ce soit.
Les investissements ne sont pas uniquement d'ordre économique: c'est un rappel que j'ai beaucoup apprécié. Ce n'est pas uniquement un niveau de vie satisfaisant que se fixe pour but l'Administration, mais surtout la possibilité de se gérer et d'avoir un investissement culturel susceptible de primer à long terme.
C'est un engagement que nous avions pris, que nous avons en partie commencé et qui n'est pas encore achevé. Il y a toute une série de possibilités, surtout du point de vue de la formation, de l'école, des cours, dont nous avons parlé et que nous n'avons pas encore pu réaliser, qui sont indispensables.
La formation comme le recyclage permanent sont dans l'intérêt de l'Administration régionale pour former es jeunes et les moins jeunes. Il faut accorder une attention particulière à ce problème.
A ce propos, s'il y a des critiques à faire sur ce qui s'est passé jusqu'à présent, je voudrais vous rappeler l'analyse qui a été faite au début de l'année, analyse traitant, pour la période de 87 à 92, de l'évolution de la population et des différents secteurs et qui montre l'orientation des systèmes de travail et des couches de population.
Ce travail nous donne une idée de l'évolution de notre société. Nous avons par exemple indiqué que, pour ce qui est des personnes âgées, le problème va encore empirer: chose connue, c'est vrai. Il faudra donc prévoir des interventions.
Pour les jeunes, nous voyons quelle sera l'exigence de l'école, l'exigence de la formation.
Nous disions, dans le cadre de la formation professionnelle, qu'il ne faut pas uniquement se rattacher aux projets qui sont l'objet de l'indication donnée des 13 milliards pour l'année prochaine; il faut se rappeler de tous les cours qui sont prévus par des lois spéciales et qui sont financés chaque année d'une façon différente.
On pourrait donner ici une liste:
...che non rientrano nei programmi: corsi di formazione e aggiornamento del personale dell'amministrazione regionale, corsi di formazione e aggiornamento del personale direttivo e docente della scuola, dei servizi sanitari regionali, per i portatori di handicap, delle guide, di preparazione dei maestri, di formazione e aggiornamento per quadri dirigenti delle cooperative, interventi a sostegno dell'occupazione con contributo del fondo sociale europeo, azioni finalizzate a qualificare l'apprendistato, corsi per commercianti, corsi formativi mediante unità di formazione e lavoro, antieri di lavoro per opere stradali, attività formative Svolte dalla fondazione regionale "l'Institut agricole", spese formazione e aggiornamento del Corpo forestale...".
Il y a là toute une série d'engagements importants du point de vue de la formation. Parallèlement je voudrais dire - quelqu'un a remarqué: "Mais, pour les années prochaines il y a une baisse de 89" - que l'on a prévu des cours répétitifs.
Pour l'année 89 on a signalé les fonds qui sont déjà prévus en 88 puisqu'il s'agit de cours de deux ans ou plus. Puisque chaque année un projet est présenté, il faut prévoir que chaque année on puisse à nouveau financer ce projet que l'on ne connaît pas encore.
Par ailleurs, il faut signaler l'activité de l'agence de l'emploi qui est prévue avec la formation de formateurs, qui font défaut aujourd'hui en Vallée d'Aoste (nous sommes obligés de nous adresser à l'extérieur).
De plus, nous apprêtons le projet de réalisation du siège de la formation professionnelle, dans le bâtiment ache té par l'Administration régionale.
J'ai voulu souligner la question de la formation professionnelle car tous les Conseillers, pratiquement, ont estimé nécessaire d'insister sur ce point. Il était donc normal qu'il y ait une réponse au moins à l'engagement de l'Administration régionale dans ce sens.
Quelqu'un a fait remarquer l'absence d'un "osservatorio del mercato del lavoro": grâce aux analyses qui ont été faites, nous avons toutes les données dans le but d'un observatoire.
D'après la modification de la loi sur les assessorats, il y a déjà des gens qui y travaillent et nous détenons toutes les données nécessaires à un travail sérieux dans ce sens. Il est certain qu'il reste encore beaucoup à faire pour informatiser l'ensemble, mais un premier pas a été fait.
Pour ce qui est de la remarque très importante qu'au niveau de l'Administration régionale l'exigence d'un changement dans le travail se fait sentir, je voudrais dire qu'une réunion a eu lieu l'autre jour pour renseigner la commission compétente du Conseil chargée de suivre l'informatisation progressive de l'Administration régionale; nous pourrions fournir aux Conseillers une liste des différents projets que nous sommes en train de réaliser dans tous les secteurs de l'Administration.
Pour les interventions dans les détails, je partage un certain nombre d'observations qui ont été faites, tant par les Conseillers des forces de la majorité que par les autres.
M. Torrione a dit qu'il n'était pas nécessaire de "guardare al passato con senso contemplativo": nous l'acceptons. Il faut savoir lire, se retrouver dans le passé, mais il faut surtout savoir voir le futur. C'est sans doute le plus difficile, compte tenu de la rapidité des choses; par exemple, au niveau des entreprises: on choisit une technique qu'il faut changer après quelques années. Dans l'organisation du travail, c'est la même chose.
Les différentes observations qui ont été faites seront retenues: tant de ceux qui ont voulu - et je les en remercie - faire des analyses comparatives en se rapprochant de cette petite analogie que j'avais essayé de faire, que de ceux qui ont présenté des interventions visant à faire réfléchir d'une façon programmatique.
M. Mafrica nous a rappelé les projets objectifs et nous acceptons ce système de travail. C'est dans ce sens que nous avions fait des tentatives dans certains secteurs: par exemple, lorsqu'on avait choisi de présenter la loi sur les fonds régionaux d'investissement et occupation, avec tous ses défauts. Nous voulions prévoir une possibilité de faire travailler d'une façon différente les communes, en accord avec l'Administration régionale et parallèlement des programmes en ligne avec les plans d'aménagement, ce qui très souvent ne se passait pas. Il faut, je crois, apprécier pour ce qu'elles sont les modifications au niveau de notre société.
Je pense donc avoir essayé de donner une réponse aux suggestions remarquables que nous avons entendues pendant ce débat et je répète que le niveau de la discussion a été vraiment remarquable.
Les critiques ont toujours été constructives, il faut le reconnaître. Un effort a été fait pour lire le budget d'une façon différente.. Les requêtes de sortir, comme disait Tonino, "dalla logica del tutto giusto e tutto sbagliato", ne peuvent qu'être partagées.
Nous voulons reconnaître ce qui doit être changé et nous voulons le faire ensemble. On ne veut pas oublier que nous avons toujours soutenu l'exigence d'avoir des suggestions sur les différents problèmes; c'est normal, c'est dans la logique politique.
Ce serait une bêtise d'avoir une attitude différente, ce qui n'empêche pas qu'à un moment donné il y ait des choix. On a dit "governare dall'opposizione": je crois que là c'est un système de reconnaître que l'on a donné la possibilité de participer à toutes les forces politiques et l'on apprécie cette attention par rapport à tout ce qui s'est passé.
Si l'on a pu arriver ensemble à toute une série de décisions c'est un fait positif et non un défaut des uns ou un mérite des autres.
Quelqu'un avait conclu en disant: "Chiudiamo con un patrimonio di idee", la législature, notamment. Et bien, nous, en tant que force de la majorité, permettez-nous de "chiudere con un patrimonio di fatti".
Les possibilités de faire un compte-rendu de l'activité des forces de majorité, avec l'appui qui a été donné par les autres forces, nous les avons réalisées dans un but commun, je crois. Lorsque l'on soutient l'exigence de la mise en application du statut et d'un examen du statut, il faut qu'elle soit en ligne avec la législation européenne, même plus que celle de l'Etat car celui-ci est engagé tant pour l'acte unique que pour les autres législations; ce n'est plus un choix uniquement au niveau des différents états: c'est un choix européen. L'acte unique en est la preuve. Notre but est justement de nous raccorder à une législation qui dépasse les barrières, mais qui puisse être une indication du futur économique, social et culturel.
Voilà donc l'esprit dans lequel nous remercions les Conseillers qui ont pris la parole pour leurs suggestions et sur tout pour le système de travail. C'est un engagement que nous avons voulu jusqu'au mois de mai, car c'est normal qu'à chaque instant où l'exigence de recommencer une législature se fait sentir il y ait un débat sur les accords qui doivent être pris. Le débat doit être le plus franc possible et être fait selon un programme. Nous l'avons fait en 83 et il est normal qu'il soit repris par les élus lorsqu'il y aura cette possibilité.
Il serait présomptueux de faire aujourd'hui une certaine profession de foi et dire certaines choses; il est beaucoup plus réaliste d'examiner, comme nous l'avons fait, les programmes que nous voulons, entre forces politiques, porter de l'avant, sérieusement, comme nous l'avons fait jusqu'à présent.
Si dà atto che alle ore 10,30 riassume la Presidenza il Vicepresidente DOLCHI.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, la discussione generale è chiusa.
Questa mattina, al Consiglio competono le seguenti alternative: l'esame degli articolati delle due leggi, l'esame degli allegati e le dichiarazioni di voto.
La Presidenza, nell'intento di raggruppane e coordinare meglio il lavoro, propone di affrontare, prima, la lettura e l'esame degli allegati, cioè del libro verde, poi, l'esame degli articolati, che non avrebbe più soluzione di continuità, essendo già stati esaminati gli allegati, ed infine, prima o dopo l'esame degli articolati, le dichiarazioni di voto.
Se siete d'accordo su questo programma di attività e se ci sono dei Consiglieri che, come mi sembra, hanno espresso il desiderio di fare la loro dichiarazione di voto, perché devono allontanarsi, la Presidenza, in via eccezionale, può anche dare la parola in qualsiasi momento. Non riesco però a capire come si possa esprimere una dichiarazione di voto quando non si vota; ma questa rimane una questione a discrezione del singolo Consigliere.
Colleghi Consiglieri, cerco di riassumere. Se siete d'accordo, si potrebbe passare all'esame degli allegati (libro verde), alle dichiarazioni di voto e alla votazione degli articolati, che non avrebbero più sospensioni, perché a quel punto gli allegati sarebbero già stati esaminati.
Mi spiace per il Consigliere Berti, al quale non posso dare la parola per dichiarazione di voto, se non al momento in cui si passerà alle dichiarazioni di voto.
Se il Consiglio è d'accordo e non ci sono obiezioni, come è avvenuto nei precedenti bilanci, passiamo alla lettura delle varie pagine.
Cominciamo con l'esame dell'allegato A - parte prima e, se qualche Consigliere intende intervenire, è pregato di alzare la mano.
Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 2, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): In questa pagina vorrei sollevare due problemi relativi ai capitoli 0200 e 0300.
Il primo capitolo incamera le tasse di concessione per l'esercizio della pesca. È una circostanza molto buffa, probabilmente unica per l'intero territorio nazionale e, forse, anche per una gran parte del mondo conosciuto che in questa pagina manchi un tributo che pure spetta alla Regione. Mi riferisco, in particolare, al tributo sulle tasse di concessione per l'esercizio della caccia, che attualmente viene incamerato dal Comitato per la caccia.
Si tratta, a mio parere, di una grave carenza e, perciò, vorrei conoscere gli intendimenti relativi all'eventuale modifica di questa situazione.
Vorrei far presente che nella parte "uscite", visto che si tratta di una competenza della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, le voci "caccia" e "pesca" vengono messe insieme in un unico capitolo, dove esistono solo capitoli di spesa per la "pesca".
È un'altra testimonianza, a mio parere, di un'ennesima rinuncia all'autonomia regionale ed alle sue competenze, perché una delle lettere dell'articolo 2 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, prevede esattamente che la competenza sulla caccia spetti alla Regione.
Non si capisce, quindi, come mai questi tributi non possano essere incamerati dalla Regione e vadano, invece, ai cacciatori.
A mio parere, questa situazione presenta anche dei dubbi di legittimità, in quanto il patrimonio faunistico regionale è un patrimonio indisponibile. Si vorrebbe capire, pertanto, come sia possibile che altri incamerino dei soldi che spettano alla Regione, in quanto provengono da un bene che è suo e che non è disponibile, nel senso che essa non lo può cedere ad altri.
Vorrei fare una osservazione di tipo diverso sul capitolo 0300, relativo alla Casa da Gioco di Saint-Vincent. Non ho avuto una risposta su questo punto da parte del Presidente della Giunta, ma ho paura che tale risposta sia stata dimenticata, non certo in malafede, ma perché si dà per scontato che la posizione di Nuova Sinistra sia sempre e soltanto favorevole ad improponibili - ovviamente, secondo la maggioranza - chiusure dell'esercizio del gioco d'azzardo al Casinò di Saint-Vincent.
Nel corso della mia relazione introduttiva alla discussione sul bilancio, io avevo fatto una proposta che, a mio parere, è certamente orientata verso gli obiettivi della nostra politica, e cioè verso l'eliminazione del gioco d'azzardo presso il Casinò di Saint-Vincent, ma tende, sempre a mio parere, all'attuazione di una corretta politica regionale anche in tema di entrate. Noi chiediamo, infatti, che ci sia un certo "lavoro" da parte dell'Amministrazione regionale, per far aumentare la voce relativa a queste entrate, ma solo perché tutti i guadagni di tale attività entrino nelle casse della Regione. Credo, infatti, che sia ormai indifferibile la questione della gestione pubblica della Casa da Gioco, per due ragioni fondamentali: la prima, per gestire direttamente i rischi che abbiamo vissuto in questi anni e, quindi, per evitare che in quella Casa da Gioco avvengano fatti connessi ad associazioni di malaffare; la seconda ragione è dovuta al fatto che solo con una gestione diretta è possibile indirizzare quel grande complesso turistico verso un altro tipo di sviluppo economico, consentendo, effettivamente, di ridurre l'importanza del gioco d'azzardo, sino a farlo scomparire del tutto, senza minimamente intaccare l'occupazione.
Il non voler affrontare questo problema, a nostro parere, è una circostanza che inficia il discorso del 1992. Vorrei sottolineare, infatti, che nel 1992, oltre all'atto unico, ci sarà soprattutto il rinnovo - che speriamo non avvenga - della convenzione con la SITAV.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 2, il Consigliere Cout; ne ha facoltà.
COUT (P.C.I.): Mi stupisco che il Consigliere Sandri sia così poco informato su alcune questioni e, con una interpretazione del tutto personale, strumentalizzi continuamente certi fatti, per mettere in cattiva luce l'attività venatoria in Valle d'Aosta.
Io penso, invece, che la Valle d'Aosta, a differenza di quanto avviene in tutto il resto dell'Italia, sia l'unica regione nella quale questi soldi non vanno ai cacciatori. Con i soldi pagati dai cacciatori con i loro "carnet", così come avviene in tante altre regioni d'Italia, si fanno dei ripopolamenti. Anche la Regione Valle d'Aosta ha un proprio allevamento di lepri, che viene pagato - caso unico in Italia - esclusivamente dai cacciatori. È l'unica regione d'Italia, infatti, nella quale questo tipo di ripopolamento di selvaggina non è pagato dalla Regione, ma direttamente dai cacciatori.
I soldi, poi, che dovrebbero entrare nelle casse regionali, sono quelli relativi alle licenze di caccia, una parte dei quali, in tutta Italia, va alle associazioni venatorie. Mi stupisce, invece, a differenza di quanto sostiene il Consigliere Sandri, che in Valle d'Aosta non si sappia neppure come questi soldi entrino nelle casse regionali.
Mi sembra di aver capito, ma è una supposizione del tutto personale, che entrino attraverso il gran calderone dei nove decimi del riparto fiscale.
Mi preme sottolineare, però, che questi fondi non sono assolutamente utilizzati a favore dei cacciatori; vorrei, anzi, sapere anch'io dove vanno a finire, perché sicuramente non vanno né al Comitato per la caccia, né all'Associazione venatoria. Non capisco, pertanto, come si possa sostenere che questi soldi vadano a finire ai cacciatori.
Potrei invitare il Consigliere Sandri ad informarsi in modo più preciso prima di fare certe affermazioni. Penso, in ogni caso, che sia più opportuna una risposta sull'utilizzo di questi fondi, perché non ho ancora capito, pur avendolo chiesto da diversi anni, dove vadano a finire. So, peraltro, che nel resto dell'Italia vanno a finire ai cacciatori.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, perché il fatto non si ripeta, ricordo che, nell'esame degli allegati, i Consiglieri chiedono chiarimenti all'Assessore competente e non devono aprire una discussione sulla validità o sull'esistenza di certi articoli. Per la caccia, passi; per il resto, invece, risponde l'Assessore competente.
Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): Ai Consiglieri Sandri e Cout, che chiedono dove siano registrate queste tasse, rispondo dicendo che esse sono iscritte nel capitolo 1300, dove, tra le varie voci, ce n'è una che recita "Tasse per concessioni governative". Questo capitolo, per l'anno 1988, ha una dotazione di 1,5 miliardi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 17, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei sapere come mai le entrate del Capitolo 7050 registrano un aumento così notevole, sia nella previsione assestata del 1987, sia nella previsione relativa al 1988.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): Tale aumento è dovuto al semplice fatto che sono entrate in funzione delle nuove micro-comunità, per le quali si prevede di dover pagare le relative rette.
PRESIDENTE: Si passa, ora, all'esame dell'allegato B - parte seconda.
Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 2, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Sul tema che interessa i capitoli 20000 e 20020 ho già fatto qualche cenno ieri, ma ci ritorno anche oggi, perché l'argomento è di fondamentale importanza.
Mi consenta il Presidente del Consiglio di premettere una piccola lamentela, anche dopo la replica del Presidente della Giunta, il quale più volte ha auspicato l'adozione di un metodo di lavoro che veda tutte le forze politiche operare, consapevoli del proprio ruolo, in modo propositivo per il bene della Regione.
Mi sembra giusto ribadire che io lamento che i lavori delle Commissioni e dei gruppi politici non sempre possono essere svolti con sufficiente disponibilità, proprio perché mancano strutture e manca la possibilità di reperire informazioni con agevole tempestività.
È certamente un problema di informatizzazione, come ha detto il Presidente della Giunta, ma credo che sia, soprattutto, un problema di stanziamento di fondi per disporre del personale che ci consenta di lavorare in modo più dignitoso. Credo, quindi, che si debbano fare due discorsi differenti.
La spesa per l'indennità di carica, che si riferisce al capitolo 20000, è sufficientemente alta, anche perché, tra le indennità del Consigliere, rientra anche un certo "quid", per spese inerenti alla sua, o meglio alla nostra, attività e che, a mio parere, dovrebbe essere ascritto al capitolo 20020 che presiede alle spese per il funzionamento dei gruppi. Questo "quid", così, non sarebbe più dato in soldi, come avviene oggi, ma verrebbe dato in personale, strutture, terminali, informatizzazione, cultura...
ROLLANDIN (fuori microfono): In natura...
SANDRI (N.S.): Non credo. Ritengo di fondamentale importanza, d'altra parte, una netta revisione delle spese di indennità di carica per i componenti del Consiglio regionale e, visto che non mi è stata data alcuna risposta in sede di replica, vorrei sapere dall'Assessore Martin quali siano gli intendimenti della maggioranza, ed eventualmente della Giunta, in funzione di una revisione delle spese per indennità di carica, che, facendo fede sulle dichiarazioni dei redditi dei Consiglieri regionali, non alteri il reddito-base delle persone che accedono alla carica di Consiglieri e che, secondo il caso, potrebbero ricavarne dei danni oppure dei vantaggi. Come ho già detto, del resto, fare il Consigliere regionale è diventato, oggi, una specie di "business".
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 2, il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): In questa occasione non farò domande specifiche sul bilancio, perché ho avuto modo di partecipare a tutte le sette riunioni della Commissione, con tutti e sette gli Assessori, e devo dire, anzi, che in alcuni casi mi sono trovato da solo, con l'Assessore ed i funzionari. Per quello che mi riguarda, credo di aver avuto le informazioni necessarie.
Non credo, comunque, che si possa impedire di fare osservazioni sui singoli capitoli, perché il dibattito, finora, si è svolto solo sugli aspetti più generali. Siccome, però, il Consigliere Sandri ha posto un nuovo quesito, mi permetto di fare alcune considerazioni e di chiedere anch'io l'orientamento della Giunta sulla questione delle indennità dei Consiglieri.
Se per qualcuno è un "business" fare il Consigliere regionale, a noi piace ribadire che non lo è sicuramente per i Consiglieri Comunisti, che, come tutti i Colleghi sanno, prendono lo stesso stipendio che prendevano quando lavoravano alla COGNE, nella scuola e, nel caso di funzionari, percepiscono lo stesso stipendio degli altri funzionari, che, d'altronde, è legato allo stipendio dei metalmeccanici della COGNE.
Mi sembra, però, che l'idea esposta dal Consigliere Sandri, cioè di pagare i Consiglieri regionali in funzione del loro reddito, sia proprio il contrario di quanto le forze popolari hanno sostenuto da un secolo e mezzo a questa parte. Nei primi anni di vita dello Stato italiano, infatti, potevano fare i parlamentari soltanto gli avvocati, i notai ed i medici, proprio perché al pubblico amministratore non era riconosciuta alcuna indennità. Mi sembra che sia molto pericoloso voler tornare indietro su questo punto. Si stabilisca, invece, un'indennità equa e poi si verifichi se i Consiglieri eseguono o meno i loro compiti.
Condivido pienamente, invece, la richiesta alla Giunta di far muovere qualche passo in avanti alla sostituzione dei finanziamenti dei gruppi consiliari con dei servizi, anche perché la coabitazione di gruppi consiliari diversi crea fastidiosi problemi, al punto che, ad esempio, il personale a volte non sa a quale gruppo dare la priorità, perché spesso, infatti, si affollano diversi interventi. Io credo che in futuro le contribuzioni ai gruppi dovrebbero essere sostituite da servizi erogati in rapporto proporzionale alla consistenza di ogni singolo gruppo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 2, il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Neanch'io formulo una specifica domanda, ma voglio portare il contributo di due mie considerazioni su questo argomento.
Posso dire a voce alta che i Consiglieri regionali sono ben retribuiti e che le loro indennità potrebbero fungere da parametro per altre rivendicazioni salariali. Credo, però, di poter interpretare come una provocazione il riferimento all'avv. Agnelli, fatto ieri dal Consigliere Sandri. Quest'ultimo ci ha detto, infatti, che, se l'avv. Agnelli, che guadagna 400 milioni al mese, dovesse fare il Consigliere regionale, come tale dovrebbe percepire 400 milioni al mese, perché quella sarebbe la retribuzione alla quale avrebbe diritto.
Se il Consigliere Sandri voleva tirarci un po' le orecchie, per ricordarci che la retribuzione dei Consiglieri è piuttosto congrua, io sono perfettamente d'accordo con lui. Sono meno d'accordo, invece, sull'ipotesi di chiamare il professionista di grido a fare il Consigliere, consentendogli, magari, di continuare ad esercitare contemporaneamente anche la sua professione. Potrebbe percepire, così, 400 milioni al mese ed avrebbe la botte piena e la moglie ubriaca.
Devo dire, per altro, che i professionisti di grido non sono molto stimolati a fare i Consiglieri regionali, perché hanno capito alcuni particolari meccanismi, sui quali potremmo aprire una parentesi, che però non apro, anche se ritengo opportuno che si dia corso a qualche riflessione su questo argomento. La politica, infatti, non si è depauperata perché i Consiglieri sono pagati di meno o di più, ma perché si sono operate certe scelte.
In passato era titolo di particolare merito, per alcune categorie professionali, essere rappresentate nel Consiglio regionale; oggi, invece, si è capito che, pur stando al di fuori, se ne possono trarre gli stessi benefici - lo voglio dire, perché era da un po' di tempo che l'avevo sul gozzo - senza rischiare assolutamente nulla.
Questa mia osservazione vuole essere come uno squarcio sulla nostra società, che, purtroppo, presenta anche limiti di questo genere.
Io, però, voglio difendere l'operato del Consigliere regionale, non fosse altro perché non è neanche troppo facile attendere a tale funzione a tempo pieno; non è facile destreggiarsi in una materia sempre più difficile e complessa e non è facile riuscire ad esprimere pienamente se stessi in questo consesso.
Ritengo pertanto - ed in questo senso condivido la considerazione fatta dal Consigliere Mafrica - che il voler tornare all'esercizio del far politica collegandolo al censo debba essere interpretato come una regressione e come una sconfitta nella battaglia delle forze della sinistra, per evitare, appunto, questo drammatico pericolo. Obiettivamente, infatti, 10, 20 o 50 anni fa poteva intraprendere l'attività politica solo chi era in condizioni di allontanarsi dalla sua professione e cioè chi era benestante.
Come ex Assessore del Comune di Aosta, posso testimoniare di aver guadagnato per anni 60.000 lire lorde al mese, che si riducevano a 45.000 lire nette. Prima che entrasse in vigore la nuova normativa, se "mamma Regione" non avesse considerato la mia condizione con particolare benevolenza, io sarei stato costretto a vivere con 58.000 lire al mese. È un dato di fatto che va contro ogni logica.
Per essere credibili, però, occorre dire che, specie in questi ultimi anni, si sono registrati notevolissimi passi in avanti nel funzionamento dei gruppi consiliari. Chi era prima di me in questo Consiglio racconta, infatti, che i gruppi, un tempo, non avevano una sede, non avevano il benché minimo servizio di segreteria e mancavano di altre opportunità che ci sono state offerte solo in questi ultimi tempi.
Se c'è, quindi, da migliorare questo aspetto, anche in termini di rinuncia al finanziamento dei gruppi, in favore di una diversa considerazione dell'intero problema, il nostro gruppo si dichiara d'accordo. L'amico Sandri mi deve consentire di dirgli che il voler prendere in considerazione solo la questione dell'indennità, senza il relativo contesto, mi sembra una visione un pochino riduttiva, che ridimensiona sia il ruolo, sia le funzioni del Consigliere regionale. Grazie.
PRESIDENTE: Ribadisco la raccomandazione che ho già fatto per il problema della caccia, anche se mi rendo conto che anche il tema dei gruppi possa essere interpretato come un'eccezione.
Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Sur le fonctionnement des groupes et sur le budget de la Présidence du Conseil, je crois que nous aurons la possibilité d'en discuter. S'il y a des suggestions à faire, les chefs de groupe peuvent se rencontrer et examiner les différents problèmes.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per chiarimenti, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Ringrazio il Presidente della Giunta per aver captato - o almeno così a me sembra - l'obiettivo fondamentale della mia proposta, che tendeva, appunto, ad iscrivere il problema nell'ordine del giorno di una prossima riunione della Conferenza dei Capigruppo. È già un primo risultato positivo.
Visto e considerato, però, che i vecchi partiti della Sinistra hanno ricordato che il collegare l'impegno politico al censo è come un ritornare a circa 150 anni fa, mi si consenta di osservare, per fatto quasi personale, che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Io ho chiesto solo - e lo ripeto, brevemente, per chi vuole capire - che l'indennità del Consigliere sia rapportata al danno, documentato dalla dichiarazione dei redditi, che una certa persona subisce nel venire a fare il Consigliere regionale.
Nessuno può essere risarcito dei redditi da azioni, da BOT o da altre fonti, ma dovrebbe, invece, essere risarcito dei redditi che gli provengono dai lavori che non può più esercitare, perché impegnato nell'attività di Consigliere regionale. Il tutto, ovviamente, dovrebbe essere documentato dalla dichiarazione dei redditi.
Faccio un esempio personale, perché la mia proposta ha preso le mosse proprio da un'esperienza di Nuova Sinistra, la quale ha sempre pagato i Consiglieri regionali in funzione di quanto gli stessi non potevano più guadagnare essendo impegnati nell'attività di Consiglieri regionali. L'ex Consigliere Riccarand ha sempre continuato a prendere gli stessi soldi che percepiva come insegnante; l'ex Consigliere Viberti ha continuato a prendere quello che aveva denunciato nella dichiarazione dei redditi in qualità di artigiano; il sottoscritto, infine, percepisce sempre e solo quanto gli spetta nella sua funzione di medico ospedaliero. Tutti gli altri redditi, del sottoscritto o dei Consiglieri che l'hanno preceduto, non sono indennizzati e sono conservati integralmente.
Chiedo, pertanto, che si abbia il coraggio di affrontare questo aspetto. Non voler collegare la giustizia fiscale, e quindi la dichiarazione dei redditi, a questa indennità, consente che il mandato di Consigliere regionale possa essere interpretato come una specie di investimento, perché la campagna elettorale rende, di fatto, la bellezza di 250 milioni.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 11, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei che il Presidente della Giunta, oltre a schiarirmi le idee, mi indicasse anche dei fatti precisi relativi al capitolo 22160, dove si è stanziato 1 miliardo e 600 milioni per l'acquisto di apparecchiature e programmi per l'elaborazione dei dati e, soprattutto, per l'informatizzazione delle deliberazioni di Giunta, che io considero prioritaria rispetto alle altre.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Pour ce qui est des délibérations de la Junte, un programme spécifique est déjà prévu; une rencontre a eu lieu avec les Conseillers nommés par le Conseil sur les différents programmes et je peux donner une liste des propositions que l'on mettra sur pied d'ici l'année prochaine à M. le Conseiller Sandri.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per informazioni sulla pagina n. 14, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei sapere se, nel 1988, si prevede di intervenire, attraverso il fondo globale, nel capitolo 22707, nel quale peraltro ci sono molti residui, anche se di importo inferiore alla metà della spesa prevista nel 1987, oppure se sono ritenuti sufficienti i residui del 1987.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.
MARTIN (A.D.P.): No, non ci saranno ulteriori stanziamenti, perché si ritiene sufficiente quello già fatto e anche perché con quest'ultimo intervento termina il programma previsto.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per informazioni sulle pagine 25 e 26, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Tra la pagina n. 25 e la pagina n. 26 c'è un piccolo giallo, che, in parte, mi è già stato spiegato a voce dall'Assessore Martin, ma sul quale vorrei avere dei ragguagli anche dal Presidente della Giunta.
Mi riferisco, in particolare, ai capitoli 23500 e 23650, dove si accenna alla sottoscrizione di titoli azionari di due nuove società. Il Presidente della Giunta mi dovrebbe spiegare perché le previsioni assestate dell'INVA ammontano a 480 milioni, senza alcun residuo per il 1988, mentre l'Istituto di credito valdostano ha un residuo di 17,5 miliardi. Vorrei sapere se ciò sia in rapporto alla circostanza che l'INVA è entrata nella fase della realizzazione, mentre l'Istituto di credito valdostano abbisogna ancora di qualche mese in più.
Mi interessa sapere, in particolare, se sia già stato costituito, ed eventualmente in che modo, il consorzio di ditte partecipanti all'azionariato dell'INVA.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): La raison qui est à la base de ce choix a déjà été dite par M. Sandri, car l'INVA, en tant que constitution, est prévue pour la fin de cette année et le consortium des différentes entreprises est presque achevé. Il y a là une requête d'intéresser presque toutes les petites entreprises de la Vallée d'Aoste, afin qu'il y ait possibilité de collaborer, d'avoir un pourcentage en rapport avec les dispositions de loi; parallèlement on essaie de trouver la société qui sera la partenaire de l'INVA. Pour ce qui est du crédit, la question sera pour l'année prochaine.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per intervenire sulla pagina n. 42, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Non mi è molto chiara la gestione dei capitoli 28770 e 28900.
Nel primo capitolo, ad esempio, che si occupa di "spese per l'attuazione del piano straordinario di interventi nel settore selvicolturale" e nel quale erano stanziati 4,9 miliardi, c'è un residuo di 3 miliardi e 957 milioni.
Ciò significa che non si è stati capaci di spendere neppure 1 miliardo dei quasi 5 che erano stati stanziati; eppure, per il 1988 si stanziano addirittura 6,8 miliardi, con una previsione di spesa che, a dir poco, è molto ottimistica.
Vorrei sapere se si tratti di difficoltà congiunturali, imputabili alla fase di avvio della nuova legge, oppure se si tratti di difficoltà strutturali del Servizio selvicoltura, dovute, per esempio, al fatto che il personale non è assunto a tempo indeterminato e che i concorsi si stanno avviando tra grandi difficoltà.
Analoghe sono le osservazioni che possono essere mosse al capitolo 28900, che si occupa di "spese per la prevenzione e lotta agli incendi dei boschi e per la ricostruzione dei boschi percorsi dal fuoco" e nel quale si registrano 2 miliardi di residui, ma nel quale viene stanziato 1 miliardo e 800 milioni per il 1988.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.
PERRIN (U.V.): Je veux signaler avant tout qu'en ce qui concerne les résidus il s'agit de prévisions et donc, à la fin de l'année, on sera vraiment au-dessous de ce qui est prévu en ce moment. Les résidus sont, je crois, calculés au mois de septembre, donc il y a toute une série de paiements, surtout dans notre secteur, qui sont effectués en novembre-décembre puisque les travaux, par exemple pour les pistes forestières, etc..., sont payés à ce moment-là.
Il n'y a pas d'incapacité pour ce qui concerne le 28770 de la part du Service, mais un retard dans l'application de la loi: celle-ci est du mois de juillet; son perfectionnement, de la fin du mois d'août.
Pour ce qui est du personnel, un retard s'est produit à l'encontre des personnes mises au chômage technique (cassintegrati o in disoccupazione speciale) car, contrairement aux 150 places prévues, une trentaine seulement ont accepté ce travail. La dépense de 6 milliards 700 millions est prévue par la loi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per informazioni sulla pagina n. 46, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei richiamare all'attenzione di tutti i Consiglieri il capitolo 29300, nel quale c'è uno stanziamento di 48 milioni che è rimasto inalterato dal 1967. Chiedo la loro collaborazione affinché sia approvata la legge, ch'io ho presentato quest'anno, perché venga concesso un aumento concreto, anche se non eccezionale, all'Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, in modo che il contributo regionale sia elevato a circa mezzo miliardo, cifra che sarebbe comunque ancora molto inadeguata rispetto alle necessità del Parco.
Vorrei sapere qualche cosa in merito, da parte del Presidente della Giunta o dell'Assessore competente.
L'altra questione è più grave, perché non è accompagnata neanche da una motivazione politica, e riguarda la scelta dell'Assessore, tendente praticamente a svuotare il capitolo 29320, dove rimangono a residuo 1,5 miliardi stanziati l'anno scorso.
Eppure, in questo stesso Consiglio, l'Assessore aveva detto che c'erano troppe cose da fare e che non c'erano soldi sufficienti per comprare aree protette, mentre la Giunta e questa maggioranza vanno sbandierando che l'anno prossimo si faranno decisivi interventi per la costituzione di oasi naturali a Mont D'Avic ed in altre zone. Vorrei proprio sapere dove saranno presi i soldi per realizzare tutto ciò, perché nel capitolo in questione per il 1988 non è stanziata neanche una lira.
Come ho già detto ieri (anche se il Consigliere Torrione era girato e, quindi, non ha avuto modo di sentire), per noi, membri di minoranza della Commissione per l'Anno dell'Ambiente, è ben poca cosa dichiararci delusi del capitolo 29350, nel quale dai 250 milioni dello scorso anno si è passati ad una competenza, per il 1988, di soli 30 milioni. Nello stesso capitolo ci sono residui passivi di trascurabile entità, ma, per gli interventi futuri, si rinvia ad un fondo globale di 270 milioni. Credo che tutto ciò dimostri inconfutabilmente che questa Giunta non intende fare assolutamente niente per l'anno dell'ambiente.
Vorrei anche sapere che fine abbiano fatto quelle due o tre sciocchezze, delle quali abbiamo parlato nel corso dell'ultima riunione della Commissione per l'Anno dell'Ambiente e che potevano essere interpretate come il contentino dell'ultim'ora, perché mi pare che siano state comunque dimenticate.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.
PERRIN (U.V.): J'ai déjà eu l'occasion de répondre à M. Sandri que, comme pour se marier il faut être deux, pour acheter et vendre il faut être deux.
Il y a eu impossibilité, cette année, de trouver les accords avec les propriétaires pour l'achat, sauf une toute petite partie de terrain dans la zone de l'oasis de Saint-Marcel. Il y aura donc la possibilité, l'année prochaine, si l'accord est trouvé, soit pour la zone humide de Saint-Marcel, soit dans la Clavalité ou ailleurs, entre l'Administration régionale et les propriétaires, d'utiliser le chapitre des biens patrimoniaux qui a une disponibilité suffisante.
En ce qui concerne le 29350, je voudrais faire remarquer à M. Sandri qu'il s'agit d'une procédure habituelle: toutes les années on a mis une partie de ce chapitre dans les fonds globaux et on les récupère à travers la loi. Je voudrais faire remarquer que les prévisions de l'année dernière étaient justement de 250 millions, cette année, avec les fonds globaux, de 300 millions. Donc il y a eu une augmentation, à ne pas confondre avec l'Année dell'Environnement, pour lequel nous avons un résidu, à travers la variation du budget de cette année de 250 millions au chapitre concernant le bureau de presse, qui sera justement utilisé pour les trois initiatives prévues par la Commission elle-même.
Je voudrais faire remarquer qu'en ce qui concerne la protection de la nature il n'y a pas les 300 millions, dont on parle dans ce chapitre, mais 6 milliards 300 millions, car la protection de la nature est beaucoup plus complexe que veut bien le laisser croire M. Sandri.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per chiarimenti sulla pagina n. 60, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale vorrei avere alcune informazioni sul capitolo 33700 e più in particolare sull'andamento dell'attuale campagna di bonifica e risanamento del bestiame.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Alla data del 30 novembre la situazione era la seguente: su 33.540 capi, 4.052, pari al 12%, erano affetti da brucellosi e 986, pari al 2,90%, da tubercolosi.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per chiarimenti sulla pagina n. 64, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Poiché l'applicazione del Regolamento CEE, al quale fa riferimento il capitolo 34910, ha avuto un discreto successo in altre regioni d'Italia, vorrei sapere perché, nella nostra Regione, la stessa applicazione incontra difficoltà, visto e considerato che esistono così ampi residui rispetto alla dotazione annuale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.
PERRIN (U.V.): Il y avait possibilité de présenter les demandes jusqu'au 30 septembre de cette année; or, les demandes sont arrivées en retard: voilà pourquoi il y a des résidus.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per chiarimenti sulla pagina n. 84, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Come avevo già detto nel mio precedente intervento in fase di discussione generale, nel capitolo 28025 ("Spese per i benefici riconosciuti ai portatori di handicap, nonché alle persone anziane, sui servizi di trasporto pubblico") c'è un residuo della bellezza di 1 miliardo e 860 milioni, mentre sono impegnati solo 100 milioni per il 1988.
Considerato ciò, vorrei sapere quali ostacoli si frappongano alla distribuzione, anche in Valle d'Aosta, di una specie di "carta d'argento" per incentivare gli anziani ad utilizzare l'uso dei trasporti pubblici.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): La legge che viene finanziata con il capitolo 38025 favorisce il trasporto gratuito, in Valle d'Aosta, sia sulle reti urbane di Aosta, sia su quelle regionali, delle persone riconosciute invalide al di sopra dell'80%.
Le forti differenze nelle previsioni sono dovute al fatto che gli utenti effettivi sono molti di meno di quelli potenziali, nonostante il grande spazio dato ad ogni forma di pubblicità e nonostante la più vasta informazione fornita alle categorie interessate.
Ricordo, inoltre, al Consigliere Sandri che queste categorie, non solo possono utilizzare gratuitamente i trasporti urbani, ma possono anche utilizzare le linee regionali ed il trasporto pubblico sino a Torino. Le possibilità, quindi, esistono; il fatto che non vengano utilizzate probabilmente discende dalla scarsa appetibilità del servizio. Tutte le associazioni di categoria sono, comunque, informate dell'iniziativa prevista dalla legge n. 64 ed hanno già provveduto ad informarne i loro aderenti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 93; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei avere informazioni su due problemi diversi, ma sempre inerenti al capitolo 40305 e seguenti.
Era stato predisposto un piano per ottenere dallo Stato il finanziamento di 6 miliardi da inserire nel bilancio del 1985, per l'aggiornamento tecnologico di alcune strutture e di alcuni reparti e unità operative dell'U.S.L. della Valle d'Aosta: vorrei sapere che fine ha fatto quel piano e se sono arrivati i soldi dello Stato.
In secondo luogo, vorrei sapere perché ci sono 2,3 miliardi di residui e se esistono altri piani per procedere nell'aggiornamento tecnologico, che, come si sa, ha bisogno di molto più del miliardo previsto nel bilancio del 1988.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Il piano, al quale si è riferito il Consigliere Sandri, era triennale. Noi abbiamo avuto garanzie di finanziamento, ma i fondi non sono ancora arrivati. Il piano, tuttavia, ha già iniziato a muovere i suoi primi passi, tant'è che sono già stati fatti degli acquisti, in parte con fondi anticipati dall'Amministrazione regionale ed in parte dall'U.S.L., ma con dei fondi che le stanno per essere anticipati dalla Regione.
Il residuo di 2 miliardi e 300 milioni si riferisce al mese di settembre. Oggi la cifra è molto inferiore, perché una parte di essa è stata spesa dalla Amministrazione regionale, sulla base di un piano di riparto degli acquisti predisposto dall'U.S.L., che si è impegnata a cambiare le apparecchiature che non funzionano o ad acquistarne di nuove, se di modesto importo, in collaborazione con l'Amministrazione regionale, la quale, a sua volta, si è impegnata ad acquistare quelle di nuova tecnologia o di notevole importo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 101; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei sapere dall'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat, che fine abbia fatto la sezione di Aosta dell'Istituto Nazionale della Nutrizione, perché da qualche mese la sua attività è quasi cessata del tutto ed i suoi locali sono praticamente in stato di abbandono.
Vorrei sapere, inoltre, se vi siano stati dei rapporti tra la Regione ed il Ministero dell'Agricoltura e Foreste, sempreché, ovviamente, tale Istituto dipenda ancora da questo Ministero, per ottenere l'utilizzo dei locali della sezione aostana dell'Istituto della Nutrizione, visto e considerato che l'attività da esso svolta dovrebbe essere, ora, di competenza dell'Assessorato regionale alla Sanità ed Assistenza sociale.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): In seguito al dibattito svoltosi in Consiglio regionale, l'Amministrazione regionale ha inviato alcune lettere al Ministero dell'Agricoltura e Foreste, per chiedere che l'attività, precedentemente svolta dall'Istituto della Nutrizione, possa essere associata all'attività regionale, ma non abbiamo ottenuto alcuna risposta.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Poiché si tratta di un problema piccolo e banale, ma allo stesso tempo importante, perché i locali dell'Istituto della Nutrizione potrebbero essere utilizzati per la formazione professionale, chiederei di incaricare i nostri parlamentari di interessarsi fattivamente, a Roma, di questo nostro piccolo problema.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 109; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Innanzitutto chiedo, se possibile, che l'allegato sia letto più lentamente.
In secondo luogo, vorrei conoscere le ragioni di un residuo di 243 milioni nel capitolo 43600, anche perché gli organi collegiali della scuola di solito si lamentano per la notevole scarsità dei finanziamenti regionali.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Il ne sont pas utilisés. Le 21 décembre prochain nous aurons la réunion du Conseil scolaire régional et je pourrai vous montrer les résidus que malheureusement l'on accumule.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 111; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Dall'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval, vorrei conoscere l'attuale situazione dei trasporti tra Aosta e Verrès per gli allievi che frequentano le scuole sperimentali e l'I.P.R. nella cittadina della bassa Valle. Mi interesserebbe conoscere, in particolare, la procedura seguita per pagare la società che gestisce in appalto tale autolinea e cioè se il servizio sia anticipato dalla Regione oppure se sia pagato dagli allievi e quindi rimborsato dalla Regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): Je crois que vous connaissez parfaitement la situation: il y a un nombre plus élevé d'élèves allant à Verrès qui ont choisi le car pour la simple raison qu'entre Villeneuve et la banlieue d'Aoste ils préfèrent ce service car, sinon ils devraient se rendre des villages avoisinants directement à Aoste pour prendre le train. Ainsi 80-85% ont-ils choisi le car.
Je peux même vous dire qu'après la discussion qui s'est déroulée au Conseil régional, par rapport à une éventuelle modification de ce service, des gens sont venus à l'Assessorat demander qu'on le maintienne.
Pour ce qui est du mode de paiement, je dois préciser qu'il s'agit d'un car de ligne normal; il n'était donc pas possible de choisir une société plutôt qu'une autre et, normalement, 40% du montant du billet est payé directement par la Région.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Vorrei ricordare all'Assessore che non c'è nessun contrasto tra l'autolinea e la ferrovia; bisogna solo cercare di offrire tutti i possibili servizi agli allievi che si spostano quotidianamente.
Bisognerebbe ricordarsi, tuttavia, che questo Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione (e mi spiace che, in questo momento, non sia presente l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, che ci avrebbe potuto illuminare sulla fine di quella mozione) per prolungare il servizio ferroviario sino a Villeneuve, proprio per le ragioni sottolineate or ora dall'Assessore Faval.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 113; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): In assenza di una risposta da parte del Presidente della Giunta e dell'Assessore alle Finanze, nel corso delle loro repliche, colgo un'opportunità che mi viene offerta dal capitolo 45050.
Visto che non ci sono più soldi per la realizzazione di un istituto di livello post-universitario a Courmayeur e considerato che diverse forze politiche hanno chiesto l'istituzione di una università in Valle d'Aosta, vorrei chiedere all'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval, se, con i 10 miliardi stanziati nel capitolo citato, si prevede di costruire il nuovo edificio universitario o se, comunque, la Giunta pensa di avviare uno studio di fattibilità di tale proposta.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Faval; ne ha facoltà.
FAVAL (U.V.): En ce qui concerne l'institut de Courmayeur, la Junte régionale a proposé une loi concernant l'institution de cette possibilité de faire des études post-universitaires.
En ce qui concerne l'université, les réponses ont été assez claires: il n'est pas prévu de créer une université en Vallée d'Aoste.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri, per informazioni sulla pagina n. 127; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): Nel campo della formazione professionale non ho ottenuto risposte, ma solo una osservazione generale del Presidente della Giunta, che magnificava i grandi sforzi dell'Esecutivo in quel campo.
Vorrei solo far notare che gli stanziamenti previsti nei capitoli 49020 e 49025 sono molto scarsi rispetto alle esigenze della formazione professionale in campo sanitario e socio-assistenziale. Chiedo se, in proposito, sia intenzione della Giunta intervenire con successivi stanziamenti straordinari, perché i fondi stanziati non sono assolutamente sufficienti a dare, non dico una formazione professionale, ma nemmeno una semplice infarinatura di informazione.
Osservo che noi di Nuova Sinistra, insieme ad altri partiti di Sinistra, abbiamo fatto molta fatica a convincere l'Assessore che la modifica dell'indennità assegnata agli studenti della scuola per infermieri professionali era una necessità assolutamente indilazionabile. Vorrei sapere, inoltre, se la Giunta sia intenzionata o meno ad intervenire per integrare i fondi dello Stato, che, evidentemente, risultano insufficienti.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Voyat; ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.): Potrei dire al Consigliere Sandri che non ha dovuto fare alcuno sforzo per farmi capire alcunché, perché, in sede di Commissione, sono stato io stesso a riconoscere la necessità di incentivare la frequenza alla scuola per infermieri professionali.
SANDRI (fuori microfono): Ho presentato due interrogazioni: una a marzo e l'altra a maggio.
VOYAT (U.V.): Tu hai presentato le interrogazioni, ma nel frattempo noi avevamo già offerto un incentivo di 100 mila lire al mese a quelli che erano fuori.
In sede di Commissione avevo detto che tutta la normativa avrebbe dovuto essere rivista; poi ho risposto anche ad una mozione che, nel frattempo, era stata presentata in Consiglio regionale.
Posso dire che questi fondi sono sufficienti per soddisfare le previsioni del 1988, relative al numero degli studenti che frequentano la scuola quest'anno ed all'importo delle indennità che diamo. Lo stanziamento sarà rivisto per l'anno scolastico 1988-1989, quando si procederà ad una modifica delle relative indennità.
Nel caso si rendesse necessario stanziare ulteriori fondi per particolari indennità relative ad una formazione professionale di carattere straordinario, la Regione, così come ha già fatto in passato, provvederà di conseguenza.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): A titolo di esempio, posso citare l'ultimo caso particolare, che è venuto a mia conoscenza, ma ce ne sono tanti altri, con i quali potrei intrattenere l'Assessore per un intero pomeriggio.
È bastato che una infermiera professionale fosse comandata per una sola settimana a Milano, per dare fondo a tutti i soldi destinati alla preparazione e all'aggiornamento del personale paramedico di una unità operativa e ad una gran parte dei fondi stanziati per il personale paramedico. Quest'ultimo, poi, ha scarsissime possibilità di aggiornamento professionale, perché c'è una incomprensibile chiusura da parte dell'U.S.L., ma, soprattutto, credo che, a monte, ci sia una altrettanto netta chiusura da parte dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, si dà ora lettura degli allegati, che sono sempre nel libro verde, e che costituiscono l'articolo 14 della legge:
ALLEGATI (Art. 14)
Allegato n. 1: Quadro di classificazione della spesa regionale.
Allegato n. 2: Quadro generale riassuntivo del bilancio per l'anno finanziario 1988.
Allegato n. 3/a: Entrate derivanti da assegnazioni dello Stato effettuate in base all'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281.
Allegato n. 3/b: Spese finanziate con i fondi provenienti da assegnazioni dello Stato in base all'art. 9 della legge 16 maggio 1970, n. 281.
Allegato n. 3/c: Entrate derivanti da assegnazioni dello Stato in corrispondenza di deleghe di funzioni amministrative a norma dell'art. 4 comma 2 dello Statuto Speciale.
Allegato n. 3/d: Spese finanziate con i fondi provenienti da assegnazioni dello Stato in corrispondenza di deleghe di funzioni amministrative a norma dell'art. 4 comma 2 dello Statuto Speciale.
Allegato n. 4/a: Stanziamenti di competenza, relativi a spese per l'adempimento di funzioni normali. Allegato n. 4/b: Stanziamenti di competenza, relativi a spese per ulteriori programmi di sviluppo. Allegato n. 5: Classificazione funzionale (sezioni) ed economia (categorie) delle spese regionali. Allegato n. 6: Elenco delle spese obbligatorie.
Allegato n. 7: Elenco delle spese per le quali è concessa la facoltà di prelevamento dal fondo di riserva per le spese impreviste.
Allegato n. 8: Elenco dei provvedimenti legislativi che si intendono finanziare con i fondi globali. Allegato n. 9: Garanzie fidejussorie concessa a norma della legge regionale 1° aprile 1975, n. 7.
Allegato n. 10: Dimostrazione del saldo finanziario presunto, applicato al bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1988.
PRESIDENTE: Si procede, ora, alla lettura delle pagine dell'Allegato C, che è inserito nell'articolo 15 della legge.
ALLEGATO C
PROGETTO DI BILANCIO
PLURIENNALE 1988-1990
ENTRATA:
Pagg. 1, 2, 3, 4, 5 e 6.
SPESA:
Pag. 1: Disavanzo di amministrazione.
Pag. 2 e 3: Spese di funzionamento istituzionale.
Pag. 4: Spese di intervento a carattere generale.
Pagg. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16: Interventi di programma.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, se nessuno chiede la parola, siete chiamati, come convenuto, alle dichiarazioni di voto su entrambe le leggi, a meno che i Consiglieri intendano scindere le due dichiarazioni; dopodiché procederemo alle votazioni delle due leggi, articolo per articolo.
Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): A nome del mio Gruppo, voglio rivolgere i miei complimenti a tutti i Colleghi, al Presidente della Giunta, all'Assessore alle Finanze ed a tutti gli altri Assessori che sono intervenuti nella discussione del presente bilancio.
Vale la pena, ogni tanto, di sottolineare un aspetto positivo della vita consiliare, anche perché, sovente, siamo soggetti a critiche per la nostra superficialità.
Credo che tale luogo comune sia stato smentito da questa seduta consiliare, che non si è svolta soltanto sulla aridità delle cifre: 2 più 2, purtroppo, fanno sempre 4. La seduta, invece, si è svolta sulle idee, sul modo diverso di concepire l'Amministrazione e di incidere sulla collettività valdostana.
Con profonda amarezza mi rammarico che certi mezzi di informazione non abbiano colto questo aspetto ed abbiano liquidato, invece, gli interventi dei tre Consiglieri del Partito Socialista, i quali, se non altro, avevano dato prova di buona volontà e di impegno, con un giudizio di eccessiva morbidezza nei confronti della Giunta regionale. In questo giudizio si configura, quasi, una sorta di "accattonaggio politico" che il Partito Socialista starebbe, ormai, a fare da quasi cinque anni e che io, invece, ho sempre rifiutato.
Noi vogliamo essere giudicati per quello che siamo, per quello che abbiamo rappresentato e per quello che cerchiamo di rappresentare, non per altro. Non possiamo sopportare che ci vengano attribuite intenzioni che non abbiamo mai avuto e che, assolutamente, non abbiamo.
Dovevo fare questa osservazione, perché certi giudizi e certi atteggiamenti mi hanno mortificato, sia come uomo, sia come Consigliere regionale.
Io credo che se il dibattito ha avuto la possibilità (passatemi l'espressione) di volare alto, il merito va anche alle due relazioni introduttive del Presidente della Giunta e dell'Assessore alle Finanze, le quali, peraltro, erano (come dovevano essere) profondamente diverse nella loro impostazione.
Quella del Presidente della Giunta ha stupito parecchia gente per una certa novità ed io credo che, tutto sommato, egli abbia fatto bene a dare un calcio alla sacralità del bilancio, sempre enfatizzato anche dalla stampa. È certamente un documento importante nella vita di qualsiasi ente, ma, come ho già detto e torno a ripetere, esso ci presenta delle previsioni, che nel corso dell'anno vengono completamente sconvolte e quasi stravolte, perché la società cammina in fretta e bisogna starle dietro.
Il bilancio, quindi, non deve essere considerato come una specie di sacro tomo, intoccabile, una sorta di vangelo o di sacre tavole cui far sempre riferimento; esso, a mio avviso, ci offre solo delle indicazioni, alle quali dobbiamo cercare di attenerci.
Io credo che abbia fatto bene il Presidente a proporci quella similitudine o metafora, che colloca l'uomo al centro della nostra vicenda regionale. Perché? Perché, obiettivamente, in una società del benessere come la nostra si tende inevitabilmente e per un dato quasi storico a perdere certi valori e certi elementi.
Ieri, io ho parlato di spiritualità: so che anche altri Colleghi hanno messo l'accento su questo aspetto. Preso atto della nostra migliorata condizione di vita, io credo che tutti noi dobbiamo riscoprire certi valori di tipo culturale, etico e morale. È un dato di fatto, ma è anche un compito che spetta alla pubblica amministrazione, visto e considerato che è riuscita ad erogare dei servizi che sul piano materiale hanno quasi esaurito ogni ulteriore possibilità di crescita della nostra società.
Ora, invece, dobbiamo occuparci di quest'altro aspetto molto importante, attraverso il recupero dei valori più essenziali della nostra valdostanità, osservando il passato (e sono lieto che il Presidente abbia ripreso questo concetto) cercando di coglierne gli aspetti positivi, non limitandoci solo alla sua semplice contemplazione, che ci farebbe adagiare nell'ammirazione di ciò che siamo stati, mentre noi abbiamo l'esigenza di proiettarci nel futuro, che, tra l'altro, cammina sempre più in fretta.
Noi abbiamo apprezzato questo dato di fatto, perché, nelle quattro righe introduttive della relazione del Presidente, si esprimeva, sull'uomo, un concetto profondamente socialista e forse anche per questa ragione la relazione ci è piaciuta di più.
Credo che debba essere apprezzata anche la relazione dell'Assessore Martin, perché egli, non sottraendosi all'obbligo di abbracciare l'intera legislatura, ci ha permesso di guardare all'indietro, per considerare e confrontare gli aspetti positivi e negativi del cammino quinquennale.
Nel corso del dibattito nessuno ha detto che non si è fatto niente. Questa volta non c'è stato il gioco delle parti ed io credo di poter smentire il contrario, che, del resto, è già stato smentito dai fatti. Nel corso degli interventi, infatti, nessuno si è posto di fronte al bilancio con lo stato d'animo di chi dice: "Signori miei, qui avete fallito tutto!".
Nel corso del dibattito, invece, è stato riconosciuto, in modo onesto e leale, ciò che è stato fatto e ciò che non è stato fatto, anche - se vogliamo - in una situazione di emergenza.
Noi Socialisti abbiamo osservato che la legislatura è stata estremamente travagliata e ciò, come ho già detto ieri mattina e sottolineo ora in sede di replica, ha condizionato l'operato del governo regionale.
La vicenda Casinò, infatti, ha sicuramente influito sul modo di essere della nostra collettività, la quale vive una paurosa e quasi pazzesca crisi d'identità, così come è dimostrato dalle forze politiche nel loro complesso e da noi politici più in particolare, perché non sempre sappiamo cogliere gli aspetti della nuova diversità. Le strutture dei partiti e dei movimenti, infatti, sono vecchie rispetto a ciò che la società esige e pretende.
Dobbiamo riflettere su noi stessi, per cercare di capire la trasformazione in atto, che rende i giovani sostanzialmente diversi anche tra loro. Io, ad esempio, ho tre figli di diversa età, ma credo che ci sia una profonda e sostanziale differenza tra il primo e l'ultimogenito, che, pure, si differenziano per soli sette anni. Ciò testimonia, ovviamente, che anche nell'ambito di una stessa famiglia, dove circolano più o meno le stesse idee e dove vi è quasi un'omogenea connotazione culturale, anche le persone più giovani possano differenziarsi in modo evidente, proprio perché il progresso è talmente veloce che sembra sfuggirci di mano.
Noi dobbiamo saper cogliere questo dato di fatto e credo anzi che l'abbiamo effettivamente colto. Occorre dare atto al Consigliere Tamone di aver posto l'accento, ieri, nel corso del suo intervento, su questo aspetto e bisogna dargliene atto anche sul piano strettamente politico, specie perché altre volte è stato meno attento, mentre in questa occasione ha reso omaggio anche alle forze della Sinistra, al ruolo che esse hanno svolto in passato in questo Consiglio ed a quello che hanno svolto nella corrente legislatura.
Noi abbiamo sinceramente apprezzato questo omaggio rivolto a chi cerca di rappresentare le istanze della Sinistra, che, peraltro, deve essere considerata nel suo insieme, tant'è ch'io parlerei, piuttosto, della vasta area di Sinistra che è presente in Valle d'Aosta. Le differenze ideologiche, infatti, si sono attenuate; è cambiata la gente e dobbiamo cambiare anche noi, perché ciò che era vero per Carlo Marx non lo è più, né per Craxi, né per Occhetto, né per Natta. Obiettivamente c'è da riconoscere che il substrato ideologico sul quale fondavamo i nostri presupposti è caduto e sono crollate certe barriere.
Credo che questa area di Sinistra, che in Valle d'Aosta ha avuto un suo merito peculiare, che voglio sottolineare nel corso di questa dichiarazione di voto dal taglio essenzialmente politico, debba ricuperare quei valori. La Valle d'Aosta ha bisogno di una nuova connotazione della Sinistra, perché non possiamo abbandonare il patrimonio di idee e di proposte politiche, che non abbiamo saputo concretizzare in una vera e propria proposta di governo, ed in questo senso facciamo anche una certa autocritica.
Se il Presidente me lo consente, vorrei fare ancora due considerazioni. La prima si riferisce all'omaggio che il Presidente della Giunta, riallacciandosi ad una sua relazione di due anni fa, ha voluto fare al tema della centralità del Consiglio regionale.
Credo che le parole che oggi ho sentito provenire dai banchi della Giunta siano il riconoscimento della riappropriazione, da parte del Consiglio, delle sue specifiche competenze.
Il presente confronto, infatti, ha esaltato la centralità del Consiglio nel delicato sistema adombrato dallo statuto. Una prevalenza della Giunta non servirebbe più a nessuno, perché la società valdostana esige uno sforzo collettivo, sempreché, ovviamente, si voglia andare avanti e procedere di pari passo.
Il discorso fondamentale, quindi, è quello di restituire al Consiglio la sua competenza essenziale, quella cioè del confronto politico, di dare degli indirizzi attraverso una sempre più qualificata opera legislativa.
I discorsi che noi facciamo si proiettano, ormai, in un contesto di tipo elettorale, però, nell'accingerci ad affrontare questa campagna elettorale, non ci dobbiamo dimenticare che, se questa legislatura ormai in scadenza ha rappresentato, per gli elementi che tutti conosciamo, un travaglio per tutti noi, la prossima avrà bisogno di tutta la nostra creatività e di tutta la nostra capacità progettuale, perché, come ha detto il Presidente della Giunta e come è stato sottolineato da tutti, il 1992 sarà un appuntamento importante che ci costringerà a dimostrarci degni della nostra autonomia. Allora, infatti, ci servirà tutto il nostro ingegno politico anche per ridisegnare, almeno un poco, la mappa del potere regionale.
Probabilmente, dovremo contrattare con lo Stato nuove indicazioni e soluzioni, dovremo avere la capacità e la possibilità di rilanciare l'autonomia regionale con dei grandi progetti, che interessino tutti i settori della nostra economia, per garantirci uno sviluppo sempre più autocentrato e sempre meno dipendente dall'esterno, così da non essere più costretti a rincorrere quelle risorse finanziarie, che, invece, abbiamo il dovere di produrre in loco. Non è un'operazione facile, ma noi dobbiamo avere il coraggio di affrontarla in questi termini.
Concludo dicendo che abbiamo mantenuto un atteggiamento "non crudele" ed abbiamo rispettato la promessa fatta all'inizio della legislatura, quando avevo detto che noi entravamo in Consiglio senza intenti bellicosi o di scontro. Credo che il nostro atteggiamento sia stato anche pagante, perché abbiamo approvato quei provvedimenti che ritenevamo opportuno approvare, abbiamo sollecitato la Giunta a modificare quanto non ci sembrava giusto e credo, infine, che abbiamo fatto onestamente il nostro dovere di Consiglieri di opposizione.
Come il Presidente della Giunta non intende fare alcuna professione di fede, allo stesso modo neanche noi intendiamo farne. Il futuro è ormai nelle mani degli elettori.
Noi Socialisti dobbiamo dare un giudizio politico sulla presente legislatura, caratterizzata dal fatto che la nostra forza di opposizione non ha potuto partecipare alle scelte che si sono fatte, pur avendo svolto, come torno a ripetere e a risottolineare, un suo particolare ruolo in questo consesso.
Ebbene, proprio con lo spirito che ci ha spinti a cercare di cambiare ed a recitare un ruolo onesto di oppositori, noi, pur essendoci augurati tutt'altro, dobbiamo purtroppo esprimere un giudizio negativo su questo bilancio di transizione, che conclude la legislatura.
Il nostro voto sarà contrario, però il nostro impegno, in questo Consesso, a favore dell'autonomia valdostana, rimarrà tale e quale, fino alla fine della legislatura. Grazie.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, credo di dovervi una spiegazione, perché alcuni Colleghi forse si chiedono come mai la Presidenza non sia intervenuta non appena trascorsi i 10 minuti a disposizione dei Consiglieri per le dichiarazioni di voto.
Poiché si tratta di un argomento importante e sono in votazione due disegni di legge, pur raccomandando di rimanere nei termini previsti, la Presidenza ritiene che possa essere raddoppiato il tempo di 10 minuti per chi voglia utilizzare il tempo massimo per entrambe le leggi. Fermo restando, ovviamente, che chi parla meno non viene assolutamente penalizzato.
Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Berti; ne ha facoltà.
BERTI (Art. e Comm. Vald.): Signor Presidente e Colleghi Consiglieri, io intervengo sul bilancio con questa dichiarazione di voto.
Dopo aver sentito, nel corso della giornata di ieri, l'esposizione delle varie forze politiche e la presentazione, da parte dell'Assessore alle Finanze, Martin, e del Presidente della Giunta, Rollandin, del documento di bilancio in cui questa Giunta si identifica, ho attentamente esaminato il bilancio di previsione e, con tutta sincerità, devo riconoscere che il documento, da un punto di vista amministrativo, è perfetto, così come lo sono tante altre contabilità di carattere aziendale che chiudono in pareggio sia le entrate, sia le uscite.
Sono però perplesso sui suoi contenuti politici. Ho tratto l'impressione che sul più importante atto della Regione spiri, con troppa insistenza, aria elettorale e sussista il timore che, nella pratica, si giunga alla consueta dimestichezza degli impegni unidirezionali, perdendo di vista i veri obiettivi che vanno identificati nelle esigenze di tutela di tutta la nostra gente. È proprio per queste mie perplessità che non sono intervenuto nella discussione generale.
Dal bilancio emergono due dati importanti: l'aumento del 4,45% delle spese correnti e la corrispondente diminuzione del 5% degli investimenti.
Negli interventi settoriali è possibile notare che, ancora una volta, si è penalizzato l'artigianato, che, da uno stanziamento di 4.580 milioni nel 1987, è passato ad uno stanziamento previsionale, per il 1988, di 4.280 milioni.
Vedo penalizzato anche il settore terziario, con una diminuzione degli stanziamenti in favore della legge sul commercio.
Alla difesa del suolo, il cui stato di degrado è ormai noto a tutti, sono stati destinati appena 34 miliardi, contro i circa 53 miliardi dello scorso anno.
L'unico dato positivo è rappresentato dalla volontà politica di incentivare la qualificazione professionale (argomento sostenuto anche dal sottoscritto in più occasioni), in funzione dell'evolversi delle tecnologie e della nuova impronta che deve caratterizzare la nostra società.
Da quanto esposto, resta comunque la mia perplessità, che giustifica la mia astensione su questo bilancio.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): A mio giudizio, il dibattito ha dimostrato che è azzardato fare oggi un'analisi ottimistica sulle condizioni dell'economia e della società valdostana, perché, come è emerso dal dibattito, siamo in una fase di transizione e non si è ancora consolidato il livello di assestamento dei diversi settori economici.
Proprio perché ci troviamo in una fase politica di questo tipo, noi avremmo voluto un bilancio più aperto, che guardasse al futuro. Abbiamo anche considerato che, essendoci, in questi anni, delle risorse straordinarie, probabilmente si sarebbe potuto fare qualcosa di più di quanto è stato fatto, per dare solidità all'economia, per ché noi vediamo che ci sono molti settori ancora non consolidati, e per migliorare in modo significativo la qualità della vita nella nostra Regione.
Si è molto discusso intorno alla fatidica data del 1992: il Presidente della Giunta, nel corso della sua replica, peraltro equilibrata, ha affermato che, non essendo possibile prevedere nulla, non è neppure possibile prevedere degli svantaggi per la Regione.
Ora, questo atto unico è già stato, in parte, seguito da alcune direttive, alle quali ne seguiranno altre, sino alla piena applicazione finale di questa volontà di liberalizzare gli scambi.
Noi non sosteniamo che l'IVA sparirà, sosteniamo, invece, che probabilmente vi saranno dei meccanismi di compensazione tra gli stati, che potrebbero portare ad un prelievo dell'IVA direttamente alla fonte e ad una compensazione finale complessiva. In questo caso, verrebbe a mancare il prelievo dell'IVA all'autoporto. Questo è il rischio che vediamo, quando parliamo dei rischi del 1992.
Certamente, non vogliamo dire che la liberalizzazione degli scambi comporti solo dei rischi, perché in un mercato più ampio essa permette alle parti più avanzate della Comunità di giocare meglio le loro carte, sempreché ne abbiano. Questo è il punto, ma noi continuiamo a dire che la nostra preoccupazione, per ciò che riguarda le entrate regionali, esiste e, tenendo conto della presenza dell'On. Caveri, vorremmo che si precisasse meglio (il Presidente della Giunta ha detto che si sta studiando) anche come si inserisce, in tutto questo discorso, la possibile utilizzazione della zona franca.
Pensiamo, cioè, che dal semplice enunciato della necessità dell'applicazione dell'articolo 14, si debba passare, oggi, ad una fase di ricerca delle concrete possibilità di attuazione di questa norma.
Perché il nostro giudizio sul bilancio rimane comunque negativo? Per due questioni. La prima, perché abbiamo rilevato una rinuncia alla programmazione degli interventi. Qualcuno, forse il Consigliere Pedrini, aveva fatto delle osservazioni sul programma triennale, ma noi dobbiamo dire che, purtroppo, questo programma triennale è diventato un allegato formale, al punto che non gli diamo più l'importanza che, teoricamente, potrebbe anche avere.
Noi riteniamo che, anche se in forme diverse e senza più costruire modelli irraggiungibili, ma avendo una visione dinamica degli interventi, si debba lavorare su progetti-obiettivo da sottoporre a verifica.
Riteniamo che in questo senso debba essere ripresa la programmazione, anche se riteniamo che non siano ancora sufficienti gli strumenti principali, l'organizzazione della Regione, la FINAOSTA ed i servizi alle imprese, che, a nostro giudizio, non hanno ancora raggiunto i livelli di efficienza necessari e auspicabili per realizzare gli indirizzi che si scelgono.
Ancora due osservazioni. È stato fatto molto? È stato fatto poco? Indubbiamente, con le risorse a disposizione, è stata messa in cantiere tutta una serie di interventi; potrei dire, anzi, che c'è stato un ampliamento del campo degli interventi regionali. Però, ampliando i campi di intervento e andando incontro alle molteplici esigenze che si diversificano all'interno della società, si è corso il rischio (qui sta il nostro giudizio negativo) di perdere, da una parte, l'incisività di alcuni interventi e, dall'altra, a capacità di far rientrare tutti gli interventi in un disegno finalizzato al perseguimento di determinati e chiari obiettivi, capaci anche di permettere l'aggregazione più manifesta delle forze politiche su di essi.
Non è un discorso semplice, perché cambia la società e cambiano anche i partiti. Noi riteniamo che abbia fatto bene il Segretario dell'Union Valdôtaine a precisare che nel giugno del 1988 si conclude una esperienza di una maggioranza e che, per il momento, non si possano fare previsioni che vadano oltre quella data.
Crediamo che questo discorso sia interessante, perché, effettivamente, quando nel corso dei mesi che verranno si farà, in modo più preciso, il bilancio di ciò che è stato fatto ed il bilancio dei vari rapporti che si sono intrecciati, emergerà un elemento che ha caratterizzato il lavoro della maggioranza attuale e cioè la vicenda Casinò. Emergeranno, allora, differenti visioni delle cose da fare e degli obiettivi da raggiungere.
Noi ci apprestiamo a guardare a quello che si dovrà fare nei prossimi anni e vogliamo credere a quanti affermano che in questa Regione le maggioranze si fanno sulla base dei programmi e delle affinità politiche, ma di quelle vere e non di quelle di schieramento, perché riteniamo che questo sia il metodo più giusto perché i partiti sappiano rispondere all'odierna concezione, specie nelle giovani generazioni, della politica.
Probabilmente, tutta una parte del dibattito che noi facciamo in questo Consiglio, molto legata agli schieramenti, risulta incomprensibile ai giovani che ci ascoltano, specie quando le nostre diatribe non sono incentrate sull'uomo, ma sulla difesa del partito o, comunque, del ruolo che esso ha nella società.
Noi, quindi, vogliamo apprestarci a fare le nostre proposte per il futuro e votiamo contro questo bilancio, perché riteniamo che non sia stato fatto tutto il possibile per programmare gli interventi e per dare solidità all'economia valdostana. Ci auguriamo, ovviamente, che questo si possa fare e realizzare, in futuro, lavorando in tale direzione su precisi progetti-obiettivo.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.
STEVENIN (U.V.): Le budget que nous allons voter va conclure une législature qui sera rappelée pour l'affaire du Casino, mais qui sera aussi rappelée pour les nombreuses réalisations qui ont été effectuées.
Jamais un programme du gouvernement n'a eu de réponses aussi ponctuelles que dans cette législature.
Je veux rappeler que quelqu'un de la opposition, il y a 4 ans et demi, avait étiqueté ce programme comme une liste démagogique de bonnes intentions. Or, nous avons transformé ces bonnes intentions en des réalisations concrètes, de la protection du territoire à l'utilisation rationnelle et judicieuse du sol, qui sont à la base de tout développement agricole, touristique, je dirais même culturel et social.
Pour revenir au budget que nous allons voter, il s'agit d'un budget qui suit la même ligne que les précédents et qui répond aux exigences de la communauté valdôtaine, que le Président Rollandin a su si bien esquisser par un "check-up" précis et exhaustif.
L'objectif est celui de gérer les transformations et les innovations en cours à la suite de la crise générale et ce dans l'optique de faire augmenter économiquement, socialement, professionnellement, culturellement la société valdôtaine et, partant, d'en améliorer la qualité de la vie.
Les résultats obtenus jusqu'ici ne peuvent que démontrer que nous sommes sur la bonne voie, et sur le plan du produit intérieur lourd et sur le plan du crédit, tous deux bien supérieurs à la moyenne italienne, et sur le plan du chômage, qui est inférieur à la moyenne italienne, comme l'a rappelé l'Assesseur Martin.
Le phénomène du déclin industriel, qui a sévi tout d'abord dans l'industrie textile, puis dans l'industrie chimique et enfin dans la sidérurgie, est un phénomène qui nous fait réfléchir sous deux profils bien distincts: le premier est que pour survivre l'industrie sidérurgique des aciers spéciaux devra sans doute prendre une dimension européenne, d'ailleurs c'est ce qu'a envisagé l'administrateur de la FINSIDER lorsqu'il a pensé à un partenaire privé, probablement non italien; le second est que le déclin industriel comporte une série de problèmes de choix substitutifs et de rapidité d'adaptation, qui constituent le cadre des années 1990 et qui voient engagé le gouvernement régional.
Tirer parti de la position géographique de la Vallée en tant que zone de carrefour, aux confins de la France et de la Suisse, est un programme qu'on est en train de mettre en oeuvre pour le développement du secteur industriel, et dans cette optique l'implantation d'industries étrangères ayant des intérêts en Italie ou d'industries italiennes vendant à l'étranger devrait être facilitée, un peu comme cela se fait dans la Province de Bolzano où les Industries allemandes et italiennes estiment avantageuse leur position frontalière. C'est en ce sens qu'a été lancé le concours d'idées pour l'aire industrielle de l'ex ILSSA de Pont--Saint-Martin.
Mais ce rôle de carrefour est également important pour le secteur du tourisme qui tend de plus en plus à devenir un secteur clé dans notre économie: tourisme d'hiver, d'été, social, écologique.
La Vallée d'Aoste n'a pas encore une solide tradition touristique; ses structures, ses infrastructures et même sa "professionnalité" sont encore limitées. Un grand effort est en train de se faire pour récupérer le temps perdu et nous maintenir à un niveau compétitif avec les régions touristiques.
Toujours en ce qui concerne le tourisme, j'aurais bien aimé voir réalisés deux engagements qui avaient été pris en ce Conseil: la vérification des conditions et des caractéristiques nécessaires en vue d'une éventuelle candidature pour les jeux d'hiver dans notre Région et l'étude de faisabilité pour la création d'un parc touristique récréatif sportif lacustre aux portes d'Aoste.
J'espère qu'on n'a pas voulu laisser de côté ces projets, comme malheureusement je viens de lire sur le journal d'un parti local, parce que sûrement nous reviendrons sur ce problème.
La communication demeure encore l'un des points faibles: une liaison ferroviaire et aéroportuelle efficace, ainsi que la liaison autoroutière Quart l'Eglise-Tunnel du Mont Blanc peuvent représenter un atout formidable pour l'avenir de la Vallée d'Aoste, mais nous aurons le temps de discuter la semaine prochaine à l'occasion du congrès qui se tiendra sur ce sujet.
Mais si les aspects économiques sont importants, les secteurs sociaux et culturels ne le sont pas moins. La mise à jour du nouveau plan sanitaire va être bientôt soumise à l'attention du Conseil régional et sa réalisation va répondre non seulement aux nécessités médicales de notre population - et lui offrir, en complétant la réforme sanitaire, l'assistance la plus qualifiée - mais encore comme phase d'une série d'interventions visant à créer des possibilités nouvelles, susceptibles de promouvoir l'emploi et surtout des revenus nouveaux.
La nouvelle bibliothèque régionale, que nous souhaitons voir réalisée le plus tôt possible, le musée de la place Roncas, la restructuration du collège de St. Bénin, la saison culturelle qui a vu plus d'un millier d'abonnés sont autant de preuves que dans le secteur culturel on est sur le bon chemin.
Pour terminer, il m'est agréable de mettre en relief l'importance que le gouvernement, et tout spécialement le Président Rollandin, ont accordée à la formation et à la qualification professionnelle. On a voulu canaliser les ressources humaines dans tous les secteurs de l'agriculture et de l'artisanat, du tourisme et de l'industrie, du commerce et des services.
L'esprit avec lequel on a voulu intervenir est que toutes les mesures visant à la culture professionnelle, à la formation technique ou à l'emploi temporaire avec horaires réduits et flexibles doivent être mises en oeuvre afin d'aboutir à un plein emploi global projeté dans un avenir où le recyclage technologique permanent et la culture de base occuperont une place toujours plus capitale.
C'est bien pour ces raisons que le groupe de l'Union Valdôtaine votera pour le budget 1988, d'autant plus que nous sommes convaincus qu'il peut représenter un moyen de réalisation des expectatives de la communauté valdôtaine.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.
PEDRINI (P.L.I.): Signor Presidente, avevo detto che non sarei più intervenuto, perché, in fase di discussione generale, avevo già illustrato il pensiero del Partito Liberale.
Mi corre l'obbligo, tuttavia, di dichiararmi estremamente soddisfatto di come, sia il Presidente della Giunta, sia l'Assessore alle Finanze, hanno risposto. Aggiungo che mi ero dimenticato di precisare che da una nostra indagine è risultato che l'88% di coloro che hanno frequentato i corsi di formazione professionale sono riusciti a diventare dipendenti fissi. È un notevole risultato che, se risponde al vero, solo noi, in Valle d'Aosta, abbiamo la fortuna di poter vantare.
Per quanto concerne la battuta del Consigliere Mafrica sul programma triennale 1988-89-90, potrei dire che tale programma è stato predisposto a scopo prettamente politico, perché, oggi come oggi, non vediamo altre possibilità al di fuori dell'ipotesi di una continuità d'azione. Pensavo che qualcuno, tra le righe, avesse già fatto analoga riflessione. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Sandri; ne ha facoltà.
SANDRI (N.S.): A mio parere, un dibattito può essere definito positivo quando è chiaro. Penso che Nuova Sinistra possa rivendicare il merito di aver suscitato, oltre al dibattito sul bilancio, anche un chiaro dibattito sul ruolo dell'opposizione. Questo dibattito si è svolto nel corso dell'esame del bilancio, che era il tema più centrale, ma ha avuto importanti contributi, dichiarazioni e fatti, che, sicuramente, ci daranno modo di meditare e ci indicheranno parecchio di quel che ci sarà da costruire nei prossimi anni.
Mi si consenta di fare alcune osservazioni sulle dichiarazioni del Consigliere Baldassarre - mi spiace che in questo momento non sia presente - il quale sosteneva di non aver mai ceduto verso la maggioranza. Vorrei solo ricordargli che le parole dovrebbero essere sempre debitamente ponderate e non bisognerebbe mai essere troppo sicuri di sé, specie quando si ricorda la posizione da lui assunta sulla scuola privata.
Parlando dei grandi partiti della Sinistra e cioè dei maggiori componenti dell'opposizione, io penso che si debba tener conto delle dichiarazioni fatte dai Consiglieri Pascale e Tonino. Il primo ha interpretato la sua funzione di Presidente di Commissione nel senso di accelerare i lavori della Commissione, per un certo senso di rispetto nei confronti dell'Esecutivo, mentre il secondo ha interpretato l'analoga funzione nel senso di contrastare solo le scelte sbagliate della Regione.
Sono due modi diversi di interpretare la funzione di Presidente di Commissione, ma ambedue meritano ugualmente rispetto.
Noi abbiamo un altro modo di lavorare in sede di Commissione e ne rivendichiamo un maggiore sviluppo all'interno di tutte le Commissioni consiliari.
Vorrei, intanto, dissipare una certa nomea, che qualcuno ha voluto attribuire a Nuova Sinistra, quella cioè di essere ostruzionista, nel senso che il rappresentante di Nuova Sinistra fa dell'ostruzionismo più o meno gratuito: questo non è vero ed io penso di aver testimoniato, nel corso del mio intervento in sede di discussione generale sul bilancio, che noi vogliamo contribuire al benessere di questa Regione con le nostre idee e con la nostra identità politica.
Noi, però, rivendichiamo l'orgoglio, il diritto e la necessità di contribuire anche alla costruzione delle leggi, in sede di Commissione. Sappiamo perfettamente che spetta alla Giunta indicare i progetti di legge, predisporli e presentarli, così come la stessa iniziativa può competere ai Consiglieri regionali; ma sappiamo anche che i Consiglieri regionali hanno il diritto di intervenire, con il loro contributo, alla predisposizione delle suddette leggi e che sarà poi il gioco dei numeri a fare piazza pulita delle eventuali differenze residue. Ma, in ogni caso, deve essere garantito a tutti i Consiglieri di poter dare il proprio contributo.
La Sinistra dovrebbe chiedersi se abbia agito sempre così, nel corso degli anni passati. Io credo, invece, che essa abbia lasciato passare troppe leggi e che non abbia contrastato con decisione le scelte sbagliate della Giunta.
Vorrei ricordare un solo caso, in cui si è vista la Sinistra unita da questo punto di vista, e, guarda caso, il Consigliere Pascale operava in funzione di ostruzionista. Mi riferisco, ovviamente, al caso dell'autostrada ed al momento in cui la Giunta regionale intendeva finanziare tutta l'autostrada, cosa che fu impedita dall'atteggiamento ostruzionista, ma certamente non parolaio, della Sinistra.
È di fondamentale importanza esigere chiarezza in questa impostazione e rivendicare chiarezza nel comportamento dell'opposizione.
Se possibile, vorrei suggerire una chiave di interpretazione nei rapporti di questa Nuova Sinistra, un po' "fricchettona", un po' strana e, comunque, mutevole nei suoi rappresentanti, ma con una decisa continuità, come spero che abbiate capito, nel mantenere e perseguire i propri obiettivi.
Vorrei suggerire, infatti, alle forze di opposizione di stare bene attente a non trattare Nuova Sinistra come un partito chiuso nell'angolo e con le spalle al muro, perché ciò sarebbe segno di miopia e di scarsa intelligenza.
Ho l'impressione, inoltre, che qualche volta, certi atteggiamenti denigratori derivino più da una scarsa comprensione o da una scarsa volontà di analizzare, di capire e di ascoltare piuttosto che da scelte politiche coscienti.
Termino qui il tema "opposizione", senza dimenticare un fatto positivo, che, però, è arrivato un po' tardi e cioè alla fine del dibattito sul bilancio ed alla fine di una legislatura. Mi riferisco all'appello del Consigliere Torrione, Capogruppo socialista, che in un'area di Sinistra progressista vede un elemento determinante per lo sviluppo e per un nuovo progetto di Valle d'Aosta. Gliene sono grato, ma mi pare che altri gruppi politici guardino in tutt'altre direzioni.
Per quanto riguarda la maggioranza, credo di dover ringraziare il Presidente della Giunta, nonché l'Assessore alle Finanze ed altri rappresentanti della maggioranza, per aver captato l'intento costruttivo che ha ispirato l'intervento di Nuova Sinistra e che noi crediamo abbia ispirato tutta l'attività di Nuova Sinistra in questi ultimi anni.
Innanzitutto, io credo che si debba consentire a Nuova Sinistra di rivendicare, come accettazione di un suo patrimonio storico di programma, un'osservazione che tutti hanno fatto, più o meno apertamente: mi riferisco al riconoscimento del sostanziale fallimento della politica dell'IVA da importazione. Non ho sentito nessuno, infatti, difendere questo tipo di politica, se non con qualche intervento a termine, come qualcuno ha suggerito, in modo piuttosto concreto dicendo: "Facciamo ancora qualcosa, per ottenere il massimo possibile da questo animale".
Nessuno, quindi, ha difeso questo tipo di politica, credo, anzi, che in quasi tutti gli interventi sia emersa la volontà di costruire la Valle d'Aosta del futuro con delle risorse auto-centrate, autoctone, frutto delle nostre scelte politiche e del nostro lavoro. Questo è estremamente positivo e penso che sia un buon modo per iniziare a lavorare insieme.
Non posso però dimenticare che il settore industriale è stato trattato in maniera insufficiente e che, se è vero che la risoluzione del problema DELTACOGNE non dipende solo da noi, è però altrettanto vero che è insufficiente la mobilitazione culturale, prima che politica, delle forze presenti in Consiglio regionale.
Nel corso del mio intervento in sede di discussione generale, ho già ricordato la mancanza delle parole "operaio" o "lavoratore industriale" nella relazione del Presidente della Giunta ed ora posso aggiungere che quasi tutti hanno dato quasi per spacciata l'industria.
Certamente può essere considerata come spacciata l'industria mastodontica, grandiosa e rappresentativa delle dimensioni necessarie allo sviluppo post-bellico; oggi però l'industria ha una sua particolare funzione, così come ce l'ha, ed a maggior ragione, la DELTACOGNE.
Chiederei, pertanto, a tutte le forze che sono presenti con Nuova Sinistra nel Comitato, a dare una spallata decisiva per concorrere alla soluzione del problema della DELTACOGNE.
A questa osservazione negativa nei confronti della maggioranza ne dovrei aggiungere alcune altre.
La prima, che ho già fatto in parte, è relativa al Casinò. Mi sembra che non si voglia capire che tutto il "benedetto o maledetto vivere malamente" in questo Consiglio, nel corso di questi ultimi quattro anni, è dovuto anche al fatto che non siamo stati propositivi sul problema Casinò: non abbiamo voluto indicare una via d'uscita per questo problema, che da trent'anni si impone all'attenzione della vita politica valdostana.
Mi sembra che neppure oggi, in questo Consiglio, ci sia la piena coscienza della necessità di trovare una strada nuova, perché non è più percorribile quella di una convenzione tra la Regione e la SITAV.
Se non cominciamo a discutere adesso, di questo problema, credo che arriveremo al 1992 in braghe di tela.
Nel corso del dibattito sul bilancio, non sono emerse proposte che riprendessero i temi tanto cari alla Sinistra e che, come Partito Comunista, Partito Socialista e Nuova Sinistra, abbiamo presentato quasi univocamente, in rapporto al minimo vitale per le persone a basso reddito, ai problemi della DELTACOGNE, all'università, al nuovo ospedale, che, a quanto ci è stato detto, viene sostanzialmente rifiutato, e, soprattutto, in rapporto all'ambiente.
Si può tranquillamente concludere che esiste una discreta disponibilità al confronto, esiste la convinzione di aver fatto degli errori sul tipo di sviluppo, come ho dimostrato in tema di IVA, ma esistono ancora grandi difficoltà ad assumere valide iniziative per il futuro.
Io non sono d'accordo con il Consigliere Pollicini, e con quanti hanno ripreso analoga argomentazione, quando sostiene che con questo programma un po' troppo vago si è voluto preservare il futuro.
Laurent Fabius, che è stato Presidente del Consiglio e Capo del Governo francese negli ultimi anni della gestione socialista del parlamento francese, molto giustamente ha detto:
"Un governo ha il diritto ma, soprattutto, ha il dovere di governare, ed è normale, è un fatto di democrazia che un governo erediti le scelte di quello precedente e sappia ereditarle con capacità, convinzione e rispetto dell'istituzione".
Pertanto, anche se noi oggi possiamo apprezzare, come io apprezzo e come ho detto anche nel corso della discussione generale, questo atteggiamento di attesa, che pure costituisce sicuramente una evoluzione rispetto al passato, nei confronti delle altre forze politiche, in prossimità della scadenza elettorale, ci tengo tuttavia a ricordare che si tratta di un fatto abbastanza unico nella nostra storia e ribadisco che in ogni caso la prima responsabilità di un governo è quella di governare.
Voglio terminare il mio intervento sul bilancio ricordando il 1992. Consigliere De Grandis, probabilmente sarà solo nel primo giorno di quell'anno che sapremo dove andrà la nostra nave e dove vorremo far andare la nave della Regione autonoma della Valle d'Aosta. Ho l'impressione, però, che si stiano già presentando alcune nubi all'orizzonte di quel viaggio. Intanto, c'è da dire che, a mio parere, il Presidente della Giunta sbaglia quando sostiene che l'atto unico è una sorta di direttiva vuota, perché, purtroppo per noi, sono già state approntate ed approvate tante direttive, già attive. Ne ricordo solo una, quella sull'abbattimento delle barriere di pedaggio autostradali, che ci interessa più da vicino e che risale al settembre di quest'anno, ma ce ne sono moltissime altre in preparazione.
Ha ragione, invece, il Presidente della Giunta quando dice che è nostro compito intervenire nella predisposizione di queste deliberazioni. Non voglio sottacere, a questo punto, il problema, sollevato dal Consigliere Tamone, della rappresentanza della Regione autonoma della Valle d'Aosta in seno alla Comunità Economica Europea, che condivido appieno.
Nel 1992 dovremo puntare soprattutto sull'originalità e sulla specificità della nostra Regione, che non è circoscritta solo al francese o all'etnia, ma è soprattutto quel qualcosa che deve essere ancora costruito, da oggi al 1992, con le nostre capacità e con le nostre scelte politiche.
Nuova Sinistra ci tiene a riaffermare che nel 1992 non sarà affatto d'accordo se a quella data vorrete ripercorrere l'autostrada, il settarismo sul Parco Nazionale del Gran Paradiso e vorrete insistere nella mania di costruire sempre e dovunque.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Ricco; ne ha facoltà.
RICCO (D.C.): A mio giudizio, la discussione di quest'anno sul bilancio di previsione, è stata di un tono più elevato. Gli interventi sono stati pacati, impregnati anche di apporti positivi, pur contenendo le critiche, consuete e necessarie, delle forze politiche di opposizione.
La Democrazia Cristiana ha attentamente vagliato questo documento di vitale importanza per la nostra Valle e lo approva, anche perché esso contiene la dimostrazione del conseguimento del programma politico ed amministrativo di questa maggioranza ed esprime, inoltre, la ferma volontà della Giunta regionale nel continuare a soddisfare le esigenze sociali e culturali della popolazione valdostana.
Il Gruppo della D.C., pertanto, voterà a favore del bilancio 1988, ultimo, in ordine di tempo, di questa legislatura che ha vissuto momenti di tensione, ma anche di grande impegno politico.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.
ALOISI (M.S.I.): Le risposte generiche dell'Assessore Martin e le stesse precisazioni del Presidente della Giunta paiono offuscate dalla stessa confusione che serpeggia nelle linee del bilancio.
Ripeto che, dall'analisi del documento finanziario ed anche dall'esame delle risposte alquanto superficiali, non emergono dati concreti sui gravi problemi che sono quotidianamente all'ordine del giorno. La replica del Presidente della Giunta non è riuscita a diradare i gravi dubbi sui sistemi di gestione della spesa regionale; mancano soprattutto i risultati.
Ho notato che, ormai, per calcolare e comprendere l'espressione tecnica "partite di giro" e per calcolare la portata di certe transazioni, non basta più l'algebra, dove, -7 sommato a -29, fa -36, ma bisogna ricorrere alla trigonometria, con le sue tangenti, cotangenti, secanti e cosecanti.
Il giudizio negativo sul bilancio nasce anche, in primo luogo, dalla consapevolezza della mancanza di correttezza amministrativa. La situazione industria le ed occupazionale, inoltre, non è più a livello di guardia, ma ha già sfondato i parametri di una crisi che poteva e doveva essere prevista e tamponata per tempo, ovviamente, se ci fosse stata una politica regionale seria, verso la rianimazione della piccola e media industria valdostana.
Torno a ripetere che il caso della MORGEX-CARBO è la prova più lampante dell'incapacità e del fallimento della vostra politica occupazionale.
Sovente le denunce dell'opposizione vengono guardate con sospetto, quasi che per noi fosse un divertimento seguirvi nelle varie peripezie di tipo elettorale ed in quella specie di contrabbando delle idee e dei programmi, nella quale siete diventati degli specialisti, vivendo alla giornata, con la politica del rubinetto verso gli enti locali.
Questo metodo, forse, porterà a voi qualche voto in più, ma la vera sentenza sarà emanata dal popolo valdostano, che potrebbe vivere in un clima di sereno progresso e che, invece, giorno dopo giorno è costretto ad apprendere che la disoccupazione avanza sempre di più e che i posti di lavoro sono sempre più minacciati. Basta guardare l'elenco delle liste di disoccupazione, depositato presso l'Ufficio del lavoro e della massima occupazione, per capire fino in fondo ciò che non avete fatto e, soprattutto, quanto costa alla Valle d'Aosta questo tipo di febbre elettorale.
Rispondo ora, brevemente, ad alcuni Colleghi, che ieri sono intervenuti nel dibattito generale, per dimostrare che, a volte, sono in malafede, mentre, altre volte, sono incerti e si contraddicono. Mi riferisco, per l'esattezza, al Consigliere Beneforti che ieri ha detto testualmente che bisogna procedere, soprattutto alla DELTACOGNE, con una politica di verticalizzazione della produzione. Non si è ricordato, però, che, quando era sindacalista alla Nazionale COGNE, portava avanti una politica di livellamento, di massima produzione e non di verticalizzazione. Questa contraddizione è enorme: prima, quando era sindacalista, faceva una certa politica; oggi, come politico, viene qui a dirci esattamente l'opposto.
È una enorme contraddizione, che noi non possiamo accettare, proprio perché ci ricordiamo di quello che ci è stato detto in passato.
Mi riferisco anche all'ex Assessore Pollicini, che ci ha detto che i dati non sono stati contestati. È ovvio che quei dati non possono essere contestati, perché noi non possiamo prenderci la briga o l'impegno di analizzarli ad uno ad uno, anche perché non siamo ragionieri. Noi prendiamo semplicemente atto dei dati che ci vengono presentati e su di essi formuliamo un'analisi prettamente politica, cosa che, del resto, è stata fatta in modo molto dettagliato.
Fatte queste premesse, credo che il bilancio presentato da questa Amministrazione sia alquanto negativo, non tanto per le idee che vi sono contenute, quanto, soprattutto, per i suoi drammatici risultati.
Dichiaro, pertanto, che il voto del Movimento Sociale Italiano sarà contrario.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Vice-presidente, Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.
DE GRANDIS (P.R.I.): Il Consigliere Torrione, nel corso della sua dichiarazione di voto, ha fatto notare che non si è proceduto al gioco delle parti. Mi sembra importante aggiungere che non si è neppure svolto un dialogo tra sordi, perché le critiche, le osservazioni ed i suggerimenti che sono venuti dall'opposizione, anche se non hanno comportato immediate modificazioni al progetto di bilancio ed alle due leggi che lo sostengono, verranno sicuramente analizzati e saranno oggetto di attenta riflessione da parte della maggioranza. Sono anche convinto che non mancheranno di avere un loro preciso significato, nel corso dell'anno, perché il progetto di bilancio è, fatalmente, destinato a subire tutta una serie di aggiustamenti, modificazioni e cambiamenti di rotta, determinati essenzialmente dallo sviluppo e dalla trasformazione della società, così rapida da imporre al potere politico ed a chi governa una regione un tempestivo adeguamento.
Sappiamo tutti che la programmazione, questo Dio dell'amministrazione, fa sì che un programma rischi di dimostrarsi vecchio fin dal momento della sua presentazione, proprio perché i tempi di elaborazione sono sovente molto lunghi, mentre i tempi di trasformazione della società sono eccessivamente rapidi.
Ecco perché io credo che il bilancio di previsione del 1988 presenti, attorno ad alcune linee fondamentali di indirizzo e ad alcune iniziative di notevole peso, tutta una serie di proposte che sono mutabili e modificabili e che si propongono di affrontare la realtà così come essa quotidianamente si presenta, e tale, comunque, da richiedere, giorno per giorno, l'intervento del pubblico amministratore.
In quest'aula è stata fatta anche un'altra osservazione, che mi interessa in maniera tutta particolare, sul modo di lavorare delle Commissioni. In effetti, nonostante siano migliorate, specie negli ultimi tempi, esse hanno bisogno di un rafforzamento della loro attività, perché possono rappresentare il vero momento di confronto approfondito, a differenza di quanto avviene in aula, dove c'è la tendenza ad essere ascoltati dai giornalisti e dal pubblico e, quindi, a fare un po' il gioco delle parti. Il lavoro in Commissione, invece, che è segreto, consente, grazie ad un impegno intelligente e responsabile, di evitare, com'è auspicabile, quella seconda lettura dei testi di legge alla quale si riferiva il Consigliere Sandri.
È un lavoro nel quale noi ci dobbiamo impegnare, perché consente di raggiungere risultati realmente positivi, nell'interesse di tutta la collettività e consente di sgombrare il campo da tutte le incomprensioni del lavoro in aula, dove si affronta un dibattito pubblico, con tempi più ristretti e senza la possibilità di ascoltare le parti od i settori interessati ai provvedimenti, cosa che, invece, è possibile fare solo in sede di Commissione.
Non starò a ripetere le motivazioni che mi sollecitano ad approvare questo bilancio, come del resto è ovvio, visto e considerato che, facendo parte della maggioranza, ho concorso, sia pur con la piccola parte che mi compete, alla formazione di questo documento.
Ribadisco, in ogni caso, che il voto del Gruppo repubblicano sarà favorevole e riconfermo che il mio Partito sarà, comunque, molto attento alle risultanze di questo dibattito, alle osservazioni, alle critiche ed ai suggerimenti della opposizione.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Maquignaz; ne ha facoltà.
MAQUIGNAZ (A.D.P.): Dopo le repliche del Presidente della Giunta, Rollandin, dell'Assessore alle Finanze, Martin, e dei Colleghi della maggioranza credo che non vi sia molto da aggiungere.
Desidero soltanto cogliere l'occasione per sottolineare ancora una volta che la relazione dell'Assessore Martin è stata ampia, articolata e concreta e che, nella sostanza, i dati contabili non sono stati contestati.
Desidero, nel contempo, riconoscere la validità di alcune osservazioni dell'opposizione e, in particolare, di quelle del Consigliere Pascale, che ci ha ricordato che questa legislatura è stata caratterizzata dal cambiamento e dalla transizione, ed ha posto l'accento, inoltre, sull'importanza della gestione del cambiamento.
Anche il Consigliere Tonino ha sottolineato l'importanza dell'innovazione e del cambiamento e, nel contempo, ci ha spiegato che la nostra Regione si sta avvicinando ad una nuova fase di autonomia.
Desidero anche sottolineare gli interventi del Gruppo socialista ed in modo particolare quello del Consigliere Torrione, che ha dimostrato un grande spirito di tolleranza e di disponibilità.
Credo che il nostro bilancio corrisponda alle esigenze di sviluppo della nostra economia, che si sta avviando verso un processo di modernizzazione, i cui tangibili risultati sono ormai davanti ai nostri occhi. Ricordo che questa legislatura è stata caratterizzata dalla stabilità politica, dall'efficienza amministrativa e dall'articolazione degli interventi sul territorio della nostra Regione.
I comuni e le comunità montane hanno avuto nuovo impulso; la partecipazione ed il coinvolgimento, attraverso la consultazione delle organizzazioni di categoria e dei sindacati, sono stati soddisfacenti.
Anche noi, come hanno già fatto altri, desideriamo evidenziare che l'esigenza di spiritualità, di riflessione e di meditazione è un aspetto del mondo moderno che non deve essere sottovalutato.
Anche noi, però, vogliamo ricordare che il mondo cattolico ha dato sempre molta importanza a questo argomento, non sol tanto con riflessioni teoriche o con dichiarazioni astratte, ma con analisi su fatti concreti.
Sono convinto che il mondo laico saprà dare la giusta importanza a questo particolare tema e mi auguro che in esso sappia anche trovare ampie convergenze ed intese.
Permettetemi ancora una sola considerazione di carattere politico. Ho avuto l'impressione che alcuni Colleghi volessero interpretare il mio intervento in un certo modo. Personalmente non ho voluto assolutamente privilegiare particolari formule e, come Gruppo politico, non abbiamo voluto anticipare delle maggioranze, ma abbiamo voluto ribadire la fedeltà e la lealtà politica del Gruppo consiliare degli A.D.P.. Abbiamo voluto ribadire che il lavoro del Gruppo consiliare degli A.D.P. e la sua compattezza hanno contribuito in misura determinante a garantire la stabilità politica ed amministrativa della nostra Regione, che è stata guidata (e lo vogliamo dire a viso aperto) da una persona che, come altri hanno ricordato, ha dimostrato grande efficienza amministrativa ed anche una grande sensibilità nei confronti dei problemi dello spirito, della vita sociale e della persona umana.
Consigliere Mafrica, con la convinzione di essere guidati da una "anima", noi ci accingiamo a votare a favore del bilancio regionale.
PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, passiamo ora all'esame dell'oggetto n. 11 ed all'approvazione del disegno di legge n. 472.
