Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3326 del 2 dicembre 1987 - Resoconto

OGGETTO N. 3326/VIII - LEGGI DI BILANCIO PER IL 1988, INIZIO DEL DIBATTITO.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Martin; ne ha facoltà.

MARTIN (A.D.P.): Signor Presidente e signori Consiglieri, il dibattito che si sviluppa in Consiglio regionale all'atto della presentazione - da parte della Giunta - del bilancio di previsione, è senza dubbio di grande importanza e rappresenta un momento significativo per tutte le forze politiche, in quanto permette - più che in ogni altra occasione - un confronto sull'intera politica regionale da parte delle diverse componenti presenti nella assise valdostana.

Se questo è lo spirito con il quale generalmente viene affrontato l'esame del bilancio di previsione, sono certo che il dibattito che si svilupperà quest'anno sarà ancora più interessante, in quanto questo è l'ultimo bilancio presentato da questa Giunta e da questa maggioranza in questa legislatura. Da parte nostra, tenendo conto di questo fatto e non volendo impegnare il futuro governo regionale in scelte che saranno proprie della prossima Giunta, si è volutamente dato maggior spazio al completamento delle attività già previste in precedenti esercizi finanziari, inserendo nei nuovi programmi solamente quelle opere che si ritiene possano essere affrontate da questo esecutivo e per le quali esistono progetti, richieste e modalità di intervento in fase avanzata.

È quindi un bilancio improntato alla massima concretezza, non certamente condizionato dal periodo in cui viene presentato - vale a dire verso la fine della legislatura - e proprio per questo ritengo indice di serietà amministrativa.

Siamo pienamente consapevoli che se da un lato questo bilancio può apparire meno politico e più tecnico dei precedenti, dall'altro il documento che stiamo esaminando è indubbiamente uno strumento importantissimo proprio sotto l'aspetto più propriamente politico in quanto costituisce l'ultimo anello per la valutazione complessiva di una legislatura, della Giunta che l'ha governata e della maggioranza politica che l'ha sostenuta.

Ci sembra quindi doveroso, per consentire questa valutazione politica, prendere come punto di riferimento i primi anni '80, segnalare alcuni indici, talune situazioni economico-sociali, per verificare e comprendere appieno come gli stessi indicatori siano mutati nel corso degli anni e per capire quindi come e dove è cambiata la nostra Valle e per valutare il ruolo svolto dall'Ente Regione in questo cambiamento, in questa trasformazione. Siamo d'altronde perfettamente consapevoli che l'Amministrazione regionale è l'attore principale dello scenario economico-sociale della Valle d'Aosta e costituisce quindi il riferimento obbligato per ogni iniziativa importante.

La Valle d'Aosta dei primi anni '80 era profondamente diversa dall'attuale. Il periodo interessato da questa legislatura rappresenta per la nostra Regione una fase di grande cambiamento sotto il profilo economico e sociale. La crisi del settore industriale, la stagnazione dell'agricoltura, l'intenso sviluppo del turismo e più in generale del terziario, hanno alterato l'equilibrio interno della Regione, mantenendo però condizioni di benessere e di qualità della vita che ci pongono ai vertici delle medie nazionali.

Per raggiungere questi obiettivi è risultata fondamentale l'impostazione politica seguita dalla Regione nel corso di questi anni, che non ha trascurato alcun settore, perché è fondamentale nella nostra Valle la perfetta integrazione tra i diversi settori produttivi. È stato quindi importante investire nella formazione professionale, nella qualità della vita, nella difesa ambientale e nei settori economici più specifici per salvaguardare anche i livelli occupazionali.

Tutto questo è stato possibile riducendo le spese correnti non direttamente produttive, aumentando le spese di investimento e soprattutto pilotando questi investimenti verso tutti quanti i settori economici, perseguendo l'intento di renderli autonomi e capaci di produrre reddito, produttività, occupazione e quindi benessere complessivo.

In realtà, come si può osservare dai dati a consuntivo, l'impegno di destinare ingenti somme del bilancio regionale negli investimenti è stato una costante che si è manifestata per tutta la legislatura e che ha toccato il suo apice nel 1986 con oltre il 64% di risorse destinate agli investimenti.

La tabella n. 1 della relazione che vi è stata distribuita, pone in evidenza come sia cambiata la ripartizione tra spese correnti e spese di investimento, a partire dall'anno 1980 sino agli ultimi consuntivi dell'anno 1986. Si può vedere l'evoluzione che ha subito questa diversa ripartizione, perché negli anni 1980 e 1981 le spese correnti erano maggiori delle spese di investimento, mentre una trasformazione iniziata nell'anno 1982, invertendo i ruoli e destinando più risorse alle spese di investimento, ha fatto toccare, nel 1986, la percentuale del 35,9% alle spese correnti e quella del 64,1% alle spese di investimento.

Un'analisi più approfondita, condotta per settori specifici, così come vengono individuati nella predisposizione del bilancio regionale, consente di effettuare importanti considerazioni per i diversi settori economici. A fronte di un incremento del bilancio dell'85%, tra il 1983 ed il 1986, tutti i settori hanno beneficiato di questa crescita, sebbene alcuni di essi siano stati privilegiati in modo particolare, in quanto necessitavano dell'intervento regionale più degli altri.

Come si può notare il bilancio regionale è cresciuto nel 1986, rispetto al 1983, dell'85%. Nello stesso periodo le risorse di bilancio sono state indirizzate principalmente in 4 direzioni:

- nell'assetto del territorio e nella tutela ambientale con un aumento del 219%;

- nella finanza locale con un aumento del 91%;

- nello sviluppo economico e nella formazione professionale con un aumento, per ognuno, del 59%.

Le considerazioni che ritengo si possano fare a questo proposito sono:

1) sono stati privilegiati gli investimenti in quei settori che più di altri hanno sofferto di violente crisi di trasformazione (vedi industria), oppure necessitavano di un deciso potenziamento infrastrutturale (vedi turismo), oppure ancora, ed è il caso dell'agricoltura, dovevano frenare una continua caduta di occupazione e di reddito per stabilizzarsi sulle posizioni attuali e quindi continuare a svolgere l'indispensabile ruolo di mantenimento dell'ambiente, di cura del territorio e di popolamento delle valli laterali;

2) è stato riconosciuto con opportuni stanziamenti il ruolo fondamentale svolto dalla formazione professionale, soprattutto in un momento di profonda trasformazione tecnologica come l'attuale;

3) si è proseguito nella importante politica di decentramento finanziario ai Comuni per supplire alle croniche carenze centrali che oltre a ridurre di continuo l'autonomia finanziaria dei Comuni, provocano sempre maggiori difficoltà e ritardi nella predisposizione dei bilanci degli enti locali.

In questo settore è forse il caso di ricordare tra i più significativi nuovi interventi a favore degli enti locali:

- l'acquisto del quartiere COGNE ed il successivo trasferimento al Comune di Aosta;

- la legge riguardante l'acquisizione da parte dei Comuni di un patrimonio immobiliare;

- la legge sulle Comunità Montane;

- la legge F.R.I.O.

Nel settore della finanza locale vale ancora la pena di evidenziare l'impegno assunto dall'amministrazione regionale verso il Comune di Aosta, che si è tradotto in vari interventi finanziari straordinari, dal 1983 al 1987, per un ammontare di circa 11 miliardi, per opere di pubblico interesse, che hanno certamente consentito alla città di migliorare il proprio aspetto (vedi Piazza Chanoux) e la propria funzionalità (Liceo Classico, bitumature stradali, sgombero neve, ecc.). Certamente è stato l'inizio di un nuovo rapporto che si dovrebbe consolidare con il progetto "AOSTA CAPITALE" da tutti auspicato.

Andando ad esaminare i singoli settori economici si possono trarre alcune utili indicazioni circa gli investimenti attuati (Tabelle da 3 a 9).

ASSETTO DEL TERRITORIO E TUTELA DELL'AMBIENTE

A fronte di un incremento del 219%, registrato nel 1986 rispetto al 1983, in questo settore si è insistito parecchio nell'ambito dell'attività edilizia e della viabilità, nella difesa del suolo, nella realizzazione di acquedotti, fognature e opere pubbliche di vario genere.

Sono inseriti in questo settore tutti gli interventi riguardanti l'urbanistica, l'edilizia abitativa, la viabilità, la difesa del suolo, la forestazione, gli acquedotti, le fognature e altre opere pubbliche diverse.

È questo un settore fondamentale per la nostra Regione in quanto agisce direttamente sul territorio, provvedendo a dotare la nostra Valle delle infrastrutture primarie come strade, fognature, acquedotti ed intervenendo nella difesa del suolo con le regimazioni idrauliche, le opere per gli interventi antivalanghe, e altri interventi che necessitano per la preservazione del territorio.

Sono in generale interventi molto costosi, in quanto si tratta di agire su un territorio di montagna che come tale presenta difficoltà tecniche naturali per superare le quali sono necessarie talvolta soluzioni del tutto particolari.

Analizzando i dati riportati nella tabella n. 3 si può comunque constatare come l'Amministrazione regionale, in quanto ente pubblico, abbia assolto egregiamente ad un suo dovere istituzionale, che è quello di dotare la Valle d'Aosta dei servizi diretti ad esclusivo beneficio della collettività, come ad esempio le strade, gli acquedotti, le fognature, vale a dire le infrastrutture principali, che ormai sono in avanzata fase di completamento per buona parte del territorio valdostano. Lo stanziamento dal 1983 al 1986, nel settore della viabilità, è stato di 318.948 milioni che hanno consentito la costruzione o il rifacimento di oltre 86 Km tra strade, ponti, viadotti e gallerie per facilitare e rendere più sicuri i collegamenti tra le varie località della Valle. Non vanno poi dimenticati la partecipazione della Regione nella R.A.V. ed il suo impegno per la tangenziale di Aosta. Tra gli interventi più importanti compiuti in questi anni va ancora evidenziato l'acquisto del pacchetto azionario di maggioranza del Traforo del Gran San Bernardo.

Nel campo dell'edilizia abitativa, ci si è preoccupati di favorire l'acquisizione della proprietà della prima casa a tutti i cittadini valdostani. Per concretizzare questa giusta aspirazione del cittadino valdostano, con una apposita legge conosciuta come "legge per la prima casa" la Regione ha investito, nel quadriennio 1984-85-86-87, 95 miliardi che hanno permesso di soddisfare 1.700 domande di mutui a tasso agevolato sino a 70 milioni.

Altri 3,5 miliardi hanno consentito di finanziare 5 cooperative edilizie. Ciò significa che circa 1.760 famiglie hanno potuto costruirsi, ristrutturarsi o comprarsi la prima casa.

Per quanto riguarda la difesa del suolo, particolare attenzione è stata rivolta alle opere di difesa da valanghe. Oltre 106 miliardi di lire, sono stati impegnati nel periodo 1983-86, per consentire un elevato indice di sicurezza - in rapporto evidentemente con il territorio che ci circonda - a tutti coloro che vivono e che frequentano la nostra Regione poiché la Valle d'Aosta è un importante luogo turistico.

Ritengo che oltre alle bellezze naturali, allo stupendo paesaggio, ai servizi che offriamo, l'elemento che qualifica il nostro turismo sia rappresentato anche dalla sicurezza del soggiorno.

SVILUPPO ECONOMICO

A fronte di un aumento complessivo delle risorse, registrato nel 60% nel 1986 rispetto al 1983, possiamo constatare che, in questo settore, le maggiori attenzioni sono state riservate ai comparti agricolo, cooperativo, industriale ed a quello del turismo.

In questo settore, come ho appena detto, uno sforzo considerevole è stato indirizzato verso l'attività agricola. Tutti sappiamo quanto sia importante l'investimento nella nostra agricoltura, sebbene rappresenti solamente il 3% del valore aggiunto al costo dei fattori. È noto che l'aiuto che la Regione dà al mondo agricolo non è strettamente legato al ritorno economico di questo settore, ma è legato al ritorno economico di altri settori (vedi turismo) ed è legato alla difesa del territorio, alla difesa dell'ambiente, alla difesa di una cultura, quella contadina, che è la cultura valdostana; alla difesa quindi dell'esistenza della Valle, delle sue caratteristiche e delle sue tradizioni.

A nulla servirebbero gli interventi artificiali dell'uomo nella difesa del suolo, se non fossero seguiti dagli interventi tradizionali dell'agricoltura nel mantenimento del territorio. Al di là di questa importante funzione, il settore agricolo rappresenta comunque una fonte di reddito, in alcune zone di tipo integrativo, e in altre, a maggiore vocazione agricola di tipo principale, per importanti fasce di popolazione.

L'Amministrazione regionale è quindi intervenuta per migliorare le strutture agricole, per aumentare la produttività del settore, per migliorare la qualità del prodotto; questo è stato possibile agendo contemporaneamente sulle strutture (fabbricati, viabilità agricola, alpeggi, impianti di irrigazione, attrezzature, ecc.), sulle opere di miglioramento fondiario, sull'assistenza tecnica e sullo sviluppo della cooperazione. Ed i risultati economici ed anche sociali ottenuti a fronte di questo impegno sono certamente positivi, se si guardano le tabelle ed i grafici che vengono presentati.

Gli occupati in agricoltura, infatti, negli ultimi anni si sono praticamente stabilizzati intorno alle 5.000 unità, dopo una discesa abbastanza consistente verificatasi negli anni 1981 e 1982.

Il valore aggiunto al costo dei fattori ha registrato in Valle d'Aosta una crescita del 97,50% nel 1985 sul corrispondente valore del 1981, contro una crescita del 31,60% registrata in campo nazionale, sempre nello stesso periodo. Il nostro aumento, quindi, è stato tre volte superiore a quello accertato in campo nazionale.

È da registrare anche l'altro dato importante relativo al fatto che, in campo agricolo, il valore aggiunto al costo dei fattori negli anni 1985 e 1986 si è ripreso e si è stabilizzato intorno al 3%, rispetto alla continua anche se lenta discesa registrata tra il 1981 ed il 1984. In campo nazionale, invece, l'importanza o l'incidenza dell'agricoltura è in continua diminuzione e, dal 6,41% del 1981, è scesa al 5,55% del 1985.

Un altro aspetto abbastanza importante, che ci permette di valutare l'importanza degli interventi dell'Amministrazione regionale in campo agricolo, concerne l'arresto dell'esodo della popolazione dalle zone agricole, dove invece si assiste ad aumento della popolazione. A fronte, infatti, della presenza di 14.326 abitanti in queste zone nel 1975, che successivamente sono scesi addirittura a 12.855 nel 1981, si assiste ad una lenta ma costante risalita del fenomeno del ripopolamento, che ha fatto registrare addirittura 13.143 abitanti nel 1986.

Un altro settore economico che ha attirato l'attenzione della Regione è quello industriale, dove si è dovuto far fronte alla pesante crisi industriale che aveva colpito, agli inizi degli anni '80, i tre principali settori produttivi della Valle d'Aosta, vale a dire il settore siderurgico, quello chimico e quello tessile.

Sarebbe inutile ricordare in questo contesto - perché tutti quanti conosciamo molto bene quei drammatici momenti - i travagli a cui sono andate incontro grandi fabbriche come l'ILSSA-VIOLA, la COGNE e la MONTEFIBRE. Vale però la pena di ricordare che sono state crisi ed avvenimenti che si sono consumati per condizioni avvenute al di fuori della volontà politica ed amministrativa della Regione, la quale - va peraltro detto - ha fatto tutto quello che ha potuto per contenere, evitare o rimandare il ridimensionamento o la chiusura di quelle aziende.

Sono stati eventi internazionali che hanno giocato su queste situazioni, ed alla Regione non è rimasto che il gravoso compito di cercare soluzioni alternative al problema occupazionale ed al problema sociale che questa crisi industriale aveva creato.

E certamente la soluzione di questi problemi ha comportato uno sforzo non indifferente, considerato che ci si è trovati di fronte ad una trasformazione produttiva senza precedenti. L'avvento dell'informatica e della robotica ha certamente cambiato il modo di produrre ed il modo di intendere il concetto di "fabbrica" costringendo tutti, dagli imprenditori, alle forze politiche e sociali alle stesse forze produttive, a ragionare in termini diversi. Vocaboli un po' in disuso come produttività e professionalità, tecnologia e razionalità hanno nuovamente acquistato una grande importanza, mentre si è affievolito il mito della piena occupazione e sono comparsi termini come riconversione industriale e riqualificazione professionale.

Non è stato certamente facile agire in un tale contesto anche perché la Regione ha dovuto in pratica sostituirsi all'iniziativa privata e locale.

La mancanza di imprenditorialità locale è purtroppo un dato che viene evidenziato ogni qualvolta viene attuato un nuovo insediamento industriale.

Potrebbe sembrare una incapacità ed una inferiorità locale congenita. A mio avviso le cose non stanno in questo modo: non si tratta di incapacità locale. Questa carenza va piuttosto ricercata nella presenza da oltre 60 anni di una grande fabbrica come la COGNE che se è vero che per tutto questo tempo ha assicurato lavoro e sicurezza economica a tre generazioni, è altrettanto vero che ha impoverito i locali sotto l'aspetto imprenditoriale in quanto ha assicurato per tutto questo tempo una monocultura industriale di tipo esecutivo.

La nostra regione, ha saputo comunque reagire ad una tale situazione riuscendo a coinvolgere con grande senso di responsabilità le forze economiche e sociali in un impegno, che sotto la guida e con l'aiuto economico dell'Amministrazione regionale, ha dato i suoi frutti, superando senza grossi traumi i momenti più difficili, gettando le basi per un'industria moderna, tecnologicamente avanzata e soprattutto dimensionata alla nostra realtà territoriale.

I risultati ottenuti dall'intervento regionale in termini di occupazione e di valore aggiunto (o di produttività) dei settore industriale sono evidenziati nelle tabelle n. 6/A e 6/B, dove si può notare che gli occupati, dopo la notevole diminuzione tra gli anni 1981 e 1984, quando passarono dalle 16.000 alle 14.000 unità, si sono ormai stabilizzati sulle 13.000 unità nel 1985 ed anche nel 1986. È vero, quindi, che si è registrato un decremento del 23,50%, tra il 1983 ed il 1986, ma si può affermare che si è ora in presenza di una certa stabilizzazione.

È importante, tuttavia, considerare che il valore aggiunto al costo dei fattori, e cioè la produttività che si è registrata in questo settore, è aumentata del 60,90%, tra il 1981 ed il 1986, a fronte di un aumento del 58,50% registrato nello stesso periodo in campo nazionale. Nella nostra Regione, inoltre, il settore industriale si è stabilizzato intorno ad una percentuale del 33%.

Nel settore del commercio e dell'artigianato si assiste ad un minor impegno finanziario, soprattutto nel corso del 1986, poiché da un lato (vedi artigianato) la Regione ha deciso di intervenire come supporto finanziario integrativo all'Artigiancassa, e dall'altro (vedi commercio) i fondi di rotazione, di cui alla legge 101 entrata in funzione nel 1983, cominciano ad assicurare una ricostituzione parziale del fondo stesso.

A supporto di quanto affermato per l'artigianato è interessante osservare alcuni dati forniti dall'Artigiancassa di Aosta, dai quali si rileva da un lato la vitalità del settore e dall'altro l'utilità - ai fini finanziari - delle scelte operate dalla Regione, di intervenire solamente in maniera integrativa all'Artigiancassa stessa.

A fronte, infatti, di 1190 operazioni, concluse dal 1983 alla fine di settembre del 1987, per un investimento globale di più di 30 miliardi, dei quali 24 ammessi a finanziamento, il contributo erogato dall'Artigiancassa, che ha sostituito praticamente quello erogato dalla Regione, è stato pari a 5 miliardi e 334 milioni.

Per quanto concerne le operazioni di "leasing" svolte dall'Artigiancassa, fra il 1985 ed il settembre del 1987 ve ne sono state 135, che, a fronte di un investimento di 5 miliardi e 915 milioni, hanno provocato un finanziamento di 5 miliardi e 514 milioni, con un contributo a carico dell'Artigiancassa di 768 milioni.

Per il commercio bisogna prendere atto della complessa trasformazione che ha subito il settore in questi anni, dovuta principalmente, a mio avviso, a due cause:

1) si è definitivamente affermato l'esercizio commerciale tipo "grande magazzino" dove è possibile effettuare anche l'acquisto al dettaglio. È questo un tipo di esercizio che con il potenziamento della motorizzazione e con la necessità di svolgere un lavoro da parte di entrambi i coniugi di una stessa famiglia ha avuto in Valle come altrove uno sviluppo molto grande e di cui, pur senza abusare nelle concessioni, bisogna prendere atto.

2) Si è ulteriormente aggravata la situazione dei piccoli esercizi a conduzione familiare localizzati nei centri di media montagna, anche in conseguenza di disposizioni ministeriali di carattere fiscale.

Tali disposizioni, di fatto, hanno peggiorato una situazione già molto precaria e favorito la chiusura di diversi esercizi, che erano indispensabili alla comunità locale.

Il ruolo di questi esercizi non era soltanto quello di esercitare un'attività commerciale, bensì quello di rendere un servizio in quei Comuni e a quelle popolazioni che più di altre sono già soggette a disagi di ogni sorta.

Sarà quindi indispensabile che l'Ente pubblico intervenga nei modi che potrà per ripristinare un servizio essenziale come quello svolto da parecchi esercizi commerciali di montagna.

Nell'ambito del cosiddetto terziario, il turismo rappresenta la parte più importante del reddito regionale. La nostra regione ha d'altronde per natura una vocazione turistica e quindi è logico l'interesse prestato dall'Amministrazione regionale a questo settore. Fare del turismo al momento attuale non è comunque facile. Non sono sufficienti le attrazioni naturali; sono invece indispensabili moderne strutture e infrastrutture alberghiere. Non è più consentito affidarsi all'improvvisazione; bisogna al contrario possedere una spiccata professionalità turistica. Tutto ciò è necessario per offrire qualità e competitività, fattori indispensabili per il successo del prodotto turistico.

La Regione si è impegnata su più fronti per soddisfare queste esigenze. Da un lato è intervenuta direttamente sulle strutture con lo scopo di migliorare la ricettività alberghiera, concedendo mutui a tassi agevolati per la costruzione o la ricostruzione di esercizi alberghieri; dall'altro è intervenuta sulle infrastrutture primarie, completando i servizi ancora mancanti e ancora potenziando le infrastrutture turistico-sportive necessarie a soddisfare le esigenze del tempo libero; dall'altro ancora è intervenuta sulla formazione degli operatori con la Scuola Alberghiera (che nel 1988 tra l'altro cambierà sede per l'entrata in funzione della nuova scuola a Châtillon). Lo sforzo più grande, negli ultimi tempi, è stato comunque indirizzato verso gli impianti a fune, che sono il vero motore del turismo invernale valdostano.

Non appena il piano regionale di ristrutturazione degli impianti a fune sarà terminato, la nostra Regione potrà a giusto titolo porsi alla pari delle migliori stazioni sciistiche europee. I risultati degli investimenti effettuati in questo settore sono comunque soddisfacenti, come dimostrano i dati delle tabelle successive (Tabelle 7/A 7/B). Gli occupati nel terziario, infatti, dalle 26.000 unità del 1981 sono passati alle 29.000 unità del 1986, con un incremento del 16% e, di fatto, hanno assorbito tutta la mano d'opera espulsa dal settore industriale. Per quanto concerne il valore aggiunto al costo dei fattori, dai 1981 al 1985 in questo settore si è assistito ad un incremento dell'81, 80%, contro una media nazionale del 78,90%, e si è assistito anche ad una stabilizzazione di questo importante settore intorno al 65% del valore aggiunto in campo regionale.

Nel settore dei trasporti la grande differenza che si riscontra tra gli impegni del 1983 e quelli degli anni successivi è da addebitare quasi esclusivamente alla realizzazione del collegamento funiviario Aosta-Pila e Pila-Cogne. Si tratta evidentemente di due interventi che non mancheranno di valorizzare ancora di più l'offerta turistica della nostra Regione.

SICUREZZA SOCIALE

In questo ambito, a fronte di un maggior investimento globale del 29%, riferito al 1986 rispetto al 1983, si assiste ad un significativo incremento nel funzionamento delle strutture sanitarie e nei servizi sociali e nell'assistenza sociale.

Trovano spazio in questo settore il funzionamento delle strutture sanitarie regionali, l'erogazione dell'assistenza sociale e della beneficenza pubblica e la realizzazione e la gestione dei servizi sociali.

È un settore verso il quale si è prestata molta attenzione, in quanto interessa una fascia di popolazione notoriamente più bisognosa, più indifesa, più debole.

I temi della qualità della vita e della solidarietà sociale sono due temi che questa Giunta e questa maggioranza hanno voluto affrontare con grande sensibilità e concretezza, in quanto si è inteso garantire una crescita sociale a tutta la popolazione valdostana, riducendo le distanze che inevitabilmente si creano tra la classe produttiva e le categorie più deboli (infermi, anziani, handicappati).

Nello stesso tempo ci si è adoperati per portare i servizi sociali sul territorio, onde garantire condizioni di vita dignitose anche alle popolazioni delle valli laterali.

I risultati ottenuti possono senza dubbio ritenersi soddisfacenti se si pensa che attualmente sono operanti sul territorio, 20 micro-comunità con la disponibilità di 290 posti utente, che assicurano un lavoro a circa 150 operatori a tempo pieno e a circa 15 operatori a tempo parziale.

PROMOZIONE SOCIALE

In questo settore, a fronte di un incremento del 31% tra il 1983 ed il 1986, si assiste ad un incremento del 24% nel comparto dell'istruzione e della cultura e ad un incremento dell'82% nel comparto delle attività culturali.

Sono compresi in questo settore gli interventi riguardanti la scuola (personale docente e non docente) il suo funzionamento, le manifestazioni culturali di vario genere, nonché gli interventi riguardanti i beni di interesse storico ed artistico.

Verso il patrimonio storico ed artistico vi è stata, in questi ultimi anni, un'attenzione particolare da parte del governo regionale, in quanto tale patrimonio rappresenta una ricchezza che va salvaguardata e che se gestita correttamente può essere fonte di indubbio richiamo turistico.

Nel settore della scuola gli interventi principali sono stati indirizzati nella costruzione o nella ristrutturazione di edifici scolastici che hanno ulteriormente qualificato la nostra Regione in questo ambito, assicurando la regolarità delle lezioni scolastiche senza sovraffollamenti o peggio ancora costringendo gli allievi a doppi turni come purtroppo succede in altre regioni.

Completata questa breve panoramica sugli interventi attuati durante la legislatura che sta per concludersi, ed analizzati gli indicatori economici più evidenti per ogni singolo settore, ritengo che si possano ora osservare gli aggregati economici principali che consentono una visione più generale e più completa della situazione economica e sociale della Valle. Alla luce di questi indicatori, ritengo che il ruolo svolto dall'Amministrazione regionale possa essere considerato positivo. Infatti si può osservare che il tasso di disoccupazione è circa la metà di quello nazionale (Tabella 10/A). Nel 1986 il tasso di disoccupazione è stato del 6,22% in Valle d'Aosta, contro un 11,10% a livello nazionale. In Valle d'Aosta, inoltre, dal 1983 al 1986 si è assistito ad un aumento dello 0,50% dei disoccupati, contro un aumento del tasso di disoccupazione dell'1,20% registrato in campo nazionale nello stesso periodo.

Il prodotto interno lordo, nel periodo 1981/85, è aumentato in Valle d'Aosta dell'88,70%, contro un aumento del 70,60% registrato a livello nazionale. Il prodotto interno lordo pro-capite nel 1985 raggiunge in Valle d'Aosta la cifra di 20 milioni e 613 mila lire, contro una cifra di 11 milioni e 972 mila lire accertata a livello nazionale.

Anche se è del tutto superfluo, vorrei ricordare ai signori Consiglieri di non fare confusione con i dati riportati in questi giorni da alcuni giornali. Quei dati, infatti, non si riferiscono al prodotto interno lordo, ma sono il risultato di calcoli completamente diversi, effettuati dal Banco di Santo Spirito, che però non hanno nulla a che vedere con questo rilievo, anche se danno la stessa indicazione e cioè pongono la Regione in certe fasce.

Per quanto riguarda il credito, che io considero un altro grande aggregato economico da non sottovalutare, c'è da notare che i depositi nelle banche e negli uffici postali della nostra Regione nel 1985 ammontano a 12 milioni e 742 mila lire pro capite, contro una media nazionale di 9 milioni e 386 mila lire. È importante notare che, nel periodo 1983-85, essi sono cresciuti di quasi il 35% in Valle d'Aosta, contro solo il 25% circa in campo nazionale.

Gli indicatori economici e sociali che abbiamo avuto modo di vedere, - dapprima per ogni singola attività economica e poi riferita all'intera situazione regionale - fanno valutare, a mio avviso, positivamente il lavoro svolto da questa maggioranza, che, non dimentichiamo, non ha mai potuto lavorare con serenità, ma è stata troppe volte disturbata da eventi diversi dai canoni politici tradizionali e comunque estranei al programma amministrativo che questa maggioranza si era impegnata ad affrontare nel 1983.

L'aver saputo superare quei momenti e portare a compimento il programma amministrativo, cogliendo questi risultati, è certamente un merito che va riconosciuto a questa maggioranza ed al suo esecutivo, a chi l'ha guidata, a chi ne ha fatto parte e a chi l'ha sostenuta.

I problemi da risolvere sono certamente ancora molti. Nessuno di noi si nasconde le difficoltà che ancora incontrano i giovani a trovare una occupazione, gli anziani a condurre una vita meno solitaria, gli handicappati ad inserirsi con meno difficoltà nella vita sociale, i tossico-dipendenti ad abbandonare un mondo che li porta inesorabilmente alla distruzione fisica e psichica. Sono tutti problemi, insieme a tanti altri già affrontati, non ancora completamente risolti, per risolvere i quali sarà necessaria la buona volontà dell'intero Consiglio, così come è avvenuto tante volte per problemi che andavano oltre gli interessi politici di ogni partito e movimento, ma investivano l'intera Valle d'Aosta.

La prossima sarà una legislatura, a mio avviso, di grande interesse, in quanto questo Consiglio sarà chiamato ad assumere importanti decisioni, soprattutto in previsione della attuazione di talune direttive europee. Non è certamente il caso di drammatizzare la situazione finanziaria che potrebbe verificarsi nella nostra Regione, come invece fanno alcune forze politiche, in quanto il 1992 potrebbe rivelarsi tutt'altro che penalizzante nei nostri confronti.

Sarà piuttosto indispensabile, per quella data, aver completato il collegamento autostradale con il Monte Bianco, in modo da sfruttare appieno la posizione geografica della nostra Regione, nei confronti del Mercato Comune Europeo e poter quindi diventare quell'importante centro di scambi e di servizi che la posizione geografica e la normativa prevista nel 1992 certamente favoriranno.

Passerei ora ad analizzare il bilancio di previsione per il 1988 nelle sue parti essenziali.

Il bilancio di previsione 1988 pareggia sulla cifra globale di 1.325,5 miliardi di cui 373 sono partite di giro, per cui la somma a disposizione dell'Amministrazione regionale, per i vari interventi, si riduce a 952 miliardi che derivano dai seguenti titoli:

1) tributi propri della Regione per complessivi 91,616 miliardi. La voce principale di tale titolo è costituita dalla tassa di concessione della Casa da Gioco, stimata 88 miliardi;

2) compartecipazione di tributi erariali per complessivi 553,066 miliardi. Sono, queste, le entrate derivanti dal riparto fiscale che, si valuta, possano aumentare, rispetto alle previsioni 1987, di circa il 5%, sebbene sia prevista una diminuzione dell'I.V.A. di importazione;

3) trasferimenti statali per funzioni proprie e per ulteriori programmi di sviluppo per complessivi 130,376 miliardi.

Le voci principali riguardano i fondi statali con destinazione vincolata per 7,980 miliardi; la quota regionale del Fondo Sanitario Nazionale per 93,590 miliardi; il fondo trasporti per 14,464 miliardi, ed il fondo F.I.O. per le sistemazioni idrauliche per 8 miliardi.

Come per i precedenti bilanci, sono stati iscritti in questo titolo - anche a fronte di specifiche richieste dell'organo di controllo - solamente quelle entrate per cui esiste la certezza dell'assegnazione da parte dello Stato. Eventuali maggiori o nuove entrate verranno iscritte all'atto dell'assegnazione con apposito atto amministrativo;

4) entrate diverse derivanti da rendite patrimoniali, da utili di enti e da alienazione di beni per circa 11,6 miliardi;

5) è previsto un avanzo di amministrazione di 15 miliardi e per permettere la chiusura a pareggio del bilancio, la contrazione di un mutuo di 151 miliardi.

Le entrate di competenza fanno registrare un aumento rispetto alle previsioni 1987 del 7,44%, mentre le partite di giro fanno registrare un decremento del 12,35%, da imputarsi prevalentemente alla velocizzazione dei processi di spesa, in conseguenza dell'entrata a regime del nuovo elaboratore elettronico e delle relative procedure.

Per quanto riguarda il settore della spesa vi è da rilevare innanzitutto l'aumento verificatosi nella spesa obbligatoria e di funzionamento in conseguenza di alcune scadenze che si verificheranno nel prossimo anno, come il rinnovo del Consiglio regionale, il rinnovo contrattuale del personale regionale e il pagamento dell'indennità di bilinguismo.

Questi fatti, oltre alle maggiori spese previste nel 1988 rispetto al 1987 per il personale scolastico, in conseguenza dell'applicazione del nuovo contratto, hanno determinato un aumento della spesa obbligatoria e di funzionamento del 19% rispetto alle previsioni del 1987. In conseguenza di questa maggiore spesa e dell'aumento verificatosi nei costi di gestione dei servizi sociali, per l'entrata in funzione di nuove strutture, il rapporto spese correnti/spese di investimento, pur rimanendo su livelli soddisfacenti, è passato dal 44,25% al 48,70% per le spese correnti e dal 55,75% al 51,30% per le spese di investimento.

Una ulteriore precisazione riguardante il fronte della spesa mi pare necessaria. Oltre 230 miliardi (il 25% delle risorse) sono previsti per interventi in settori che in altre Regioni sono di competenza statale o provinciale. Basti citare gli interventi nel settore della scuola (solo in Valle d'Aosta il personale scolastico è a carico della Regione), della viabilità, della forestazione. Questi dati dovrebbero far riflettere chi, troppo semplicisticamente, ritiene che la Valle d'Aosta sia una Regione privilegiata e quindi tenuta ad essere penalizzata nei trasferimenti statali in discussione in questi giorni con la legge finanziaria.

Gli interventi sono stati indirizzati avendo riguardo, come per il passato, a privilegiare i settori produttivi, in modo da renderli autosufficienti, e le iniziative tendenti a favorire l'intera comunità. Così nel settore della finanza locale è stato previsto il rifinanziamento delle leggi a favore del decentramento comunale per le spese correnti (17 miliardi) e per le spese di investimento (42 miliardi). Altri interventi significativi in questo settore sono:

- rifinanziamento (3 miliardi) della Legge n. 4 concernente gli interventi a sostegno dell'occupazione, visti i buoni risultati ottenuti da questa iniziativa;

- contributi agli enti locali (5 miliardi) per la realizzazione di impianti di depurazione;

- contributi ai comuni per le spese di gestione dei servizi sociali (12 miliardi);

- contributi ai comuni per l'acquisto delle attrezzature necessarie alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti solidi urbani (3 miliardi);

- finanziamento del programma F.R.I.O. per complessivi 52 miliardi;

- rifinanziamento della legge regionale sulle Comunità Montane (3, 560 miliardi).

Nel settore riguardante gli altri interventi a carattere generale, oltre alle spese per l'acquisto e la gestione del patrimonio regionale, vanno segnalati gli impegni per la costruzione della sede degli uffici finanziari dello Stato e per la valorizzazione di vecchie miniere abbandonate.

Il settore "Assetto del territorio e tutela dell'ambiente" assorbe il 19,95% del totale delle risorse iscritte a bilancio, pari a 189,5 miliardi. Gli impegni principali riguardano:

- rifinanziamento Legge "prima casa" per 7 miliardi per consentire di soddisfare le domande di mutuo finora presentate;

- spese per opere stradali di interesse regionale (18 miliardi) per completare il programma di interventi predisposto dal competente Assessorato;

- sottoscrizione di titoli azionari del la R.A.V. per 55,4 miliardi;

- applicazione della Convenzione con l'A.N.A.S. per l'adeguamento della grande viabilità in Valle d'Aosta per un ammontare previsto nel 1988 a carico della Regione di 6 miliardi;

- opere per la difesa del suolo e cioè interventi di regimazione idraulica, sistemazione idraulico-forestale e interventi antivalanghe, per complessivi 34 miliardi;

- costruzione acquedotti, fognature e opere igieniche non comprese nel piano F.R.I.O., per 13 miliardi.

Nel settore dello sviluppo economico sono stati destinati 194 miliardi, pari al 20,46% delle risorse disponibili, che permetteranno:

- interventi nel settore dell'agricoltura per complessivi 59,2 miliardi, con un impegno non indifferente (22,5 miliardi) nelle opere di miglioramento fondiario (alpeggi, fabbricati rurali, viabilità rurale, irrigazione, ecc.) e nella bonifica sanitaria del bestiame;

- interventi nel settore della cooperazione, specie in quella agricola, per complessivi 10,1 miliardi;

- interventi promozionali per l'industria, l'artigianato, il commercio, nei trasporti e per la valorizzazione delle risorse energetiche, per complessivi 78,2 miliardi. In particolare sono previsti questi impegni principali:

a) acquisto e costruzione di beni patrimoniali per insediamenti industriali - 18 miliardi (l'intervento principale riguarderà la costruzione dello stabilimento TECDIS);

b) aumento del fondo di dotazione della FINAOSTA S.p.A. per gli interventi della gestione speciale - 10 miliardi;

c) istituzione di un centro espositivo e fieristico permanente - 1° intervento 500 milioni;

d) contributi sui fondi assegnati dallo Stato per il trasporto pubblico di interesse regionale - 13,9 miliardi;

e) completamento del collegamento funiviario Aosta-Pila - 7 miliardi;

f) continuazione lavori per costruzione tramvia Cogne-Charemoz - 2 miliardi;

g) finanziamento piano regionale per interramento linee telefoniche e, dove possibile, linee elettriche - 500 milioni;

h) costruzione rete di distribuzione gas metano - 2 miliardi;

i) realizzazione piccoli impianti idroelettrici - 500 milioni;

- interventi nel settore del turismo per complessivi 46,8 miliardi che per metteranno, tra l'altro, di:

a) rifinanziare (5 miliardi) la Legge 83 per l'erogazione dei contributi per la manutenzione delle piste di sci da discesa;

b) erogare contributi (2 miliardi) per la realizzazione di impianti di innevamento artificiale;

c) permettere, con una modifica della Legge 46, di concedere contributi alle società di impianti a fune per l'abbattimento dei tassi di interesse a fronte di prestiti per la costruzione o la sostituzione di impianti di risalita. È previsto un intervento di 4 miliardi che permetterà di soddisfare il piano presentato al competente Assessorato dalle società esercenti impianti a fune;

d) potenziare - con un intervento di 7 miliardi - le infrastrutture ricreativo-sportive;

e) rifinanziare (5 miliardi) i fondi di rotazione per la costruzione e la ristrutturazione degli alberghi.

Nell'ambito della sicurezza sociale si rileva che la maggior parte delle risorse sono impegnate per spese di funzionamento delle strutture sanitarie. Complessivamente il settore assorbe 115 miliardi pari al 12,04% delle risorse.

Oltre al trasferimento all'U.S.L. dei fondi dello Stato per il funzionamento del settore sanitario regionale (circa 93 miliardi), si evidenziano, in questo settore, il finanziamento per 2 miliardi delle prestazioni di assistenza sanitaria aggiuntiva, le spese per la realizzazione dei presidi socio-sanitari distrettuali (1 miliardo), le spese per gli interventi assistenziali a favore delle categorie protette (2 miliardi) e le varie forme di intervento a favore dei minori (3,3 miliardi).

Nel settore dei servizi sociali, particolare attenzione è stata rivolta ai consultori familiari (1,5 miliardi) ed alla costruzione dei presidi residenziali socio-assistenziali (3,5 miliardi).

Il settore della Promozione sociale assorbe il 12,80% delle risorse globali per un importo di 121,5 miliardi. Gran parte dell'impegno (96,5 miliardi) è necessario per l'attività scolastica (personale scolastico, funzionamento delle scuole, libri di testo, aggiornamento professionale, costruzione, arredamento e manutenzione degli edifici scolastici). Tra le attività culturali, l'attenzione maggiore è stata rivolta al restauro e manutenzione dei beni di interesse storico ed artistico (8 miliardi) e agli scavi e ricerche di interesse archeologico, nonché alla manutenzione ed al restauro del patrimonio archeologico (2,9 miliardi).

Nel settore della formazione professionale sono stati impegnati 15,7 miliardi, con un aumento, rispetto all'anno precedente, di circa il 13%, a conferma dell'importanza che si attribuisce a questo settore nel contesto del problema occupazionale.

Les bonis de budget positifs prévus pour le 1er janvier 1988 révèlent une diminution de 7,9% par rapport à ceux enregistrés au 1er janvier 1987.

La partie la plus substantielle découle:

- des parts d'apport dérivant de la répartition des impôts et qu'on ne peut pas recouvrer dans la conclusion de l'exercice;

- des vérifications relatives aux articles 12010 et 12350 des comptes d'ordre, des sommes excédant la limite de caisse, que le trésorier aura à verser au compte courant établi avec la Trésorerie Centrale de l'État, par suite de la création de la Trésorerie unique.

La prévision des bonis de budget en déficit, par contre, ne s'éloigne pas excessivement des données avérées, car l'augmentation prévue est limitée à 2%

Avant de conclure, permettez que je m'attarde sur le budget pluriannuel 1988/1990 qui est uni au budget de prévision pour l'année 1988.

L'estimation des recettes repose sur les prévisions de 1988 et sur les taux d'inflation programmés.

Pour 1989, l'ensemble des ressources accuse une décroissance d'environ 17% par rapport à 1988, due essentiellement à la non inscription de l'excédent d'administration et des recettes provenant de la contraction d'emprunts.

Les ressources prévues pour 1990 enfin, enregistrent, au contraire, une lé gère augmentation de 1,56% par rapport à l'année 1989.

Je conclus mon intervention en exprimant la satisfaction de la junte régionale pour la réussite de ce débat en ce Conseil, au début du mois de décembre. Ce fait permettra d'utiliser les ressources régionales dès l'année prochaine.

Selon les informations que je possède, trois régions seulement se trouvent dans cette situation: la Vénétie, le Trentin-Haut-Adige et, évidemment, la Vallée d'Aoste. Il s'agit-là sans aucun doute d'un fait positif et c'est pour cela que je tiens à remercier tous ceux qui ont collaboré pour rédiger avec nous le budget '88.

Si dà atto che alle ore 18,28 assume la Presidenza il Vice Presidente DOLCHI.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, in questo momento vi viene distribuito il testo dell'intervento del Presidente della Giunta, Rollandin, che ha chiesto la parola; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): Nous affrontons aujourd'hui un budget tout à fait particulier, puisqu'il s'agit d'un budget de fin de législature qui, selon les cas, peut être considéré d'une manière simple ou plus articulée, mais non en fonction des prochaines élections. D'une manière simple, si l'on tient compte que cette législature a encore quelques mois seulement d'existence, puisque c'est au mois de mai que la véritable activité s'achèvera, articulée, si l'on souhaite faire une analyse ponctuelle sur la concordance d'un état préventif de dépense avec un programme précis et détaillé qui a conduit toute l'activité administrative et politique.

Pour mettre en oeuvre ce programme, nous avons situé l'homme au centre du système, l'homme comme être complexe, avec toutes ses nécessités, ses spécificités. Et c'est précisément à l'homme que nous nous référons pour en exalter les expressions laborieuses, artistiques, sociales et culturelles. Nous nous sommes efforcés d'en souligner la dignité et de lui rendre cette volonté d'autonomie de gestion, cette volonté de participation qui nous paraissait souvent insuffisante.

Donc, c'est en pensant à l'homme que je voudrais me livrer à une analyse de ce budget, ainsi que l'on ferait un check-up à une personne.

Je soumettrais donc au scanner, à une radiographie un peu spéciale, notre budget en m'efforçant d'humaniser ce document comptable pour mettre en évidence ses nouveautés, ses contenus et ses finalités. Lorsqu'une personne subit des analyses médicales, on doit forcément prendre en considération toute une série d'éléments - l'épiderme, le squelette, les muscles, le sang, le système nerveux, le cerveau et le coeur.

ÉPIDERME

C'est ce que nous allons faire avec une série d'analogies. En ce qui concerne l'épiderme, nous devons en premier lieu le protéger, le rendre plus vigoureux et sans failles. Par analogie, donc, en revenant à l'examen de notre budget, nous avons essayé de mettre au point un réseau de protection civile valable, correctement relié à chaque organisme, sans cesse en expansion et susceptible de répondre à n'importe quelle alerte par les moyens les plus adéquats. Nous avons notamment prévu, pour l'an prochain, un réseau de protection et de détection de la radioactivité, répondant ainsi à un besoin que tout le monde ressentait avec force.

Toujours en ce qui concerne l'"enveloppe extérieure", nous avons prévu une série de mesures de prévention contre la pollution:

1) du sol, par la réalisation d'un système rationnel d'évacuation et d'élimination des déchets urbains. Citons, à cet égard, la mise en service, dès l'an prochain, de l'usine de compactage des ordures ménagères dans la commune de Brissogne;

2) des eaux, par l'utilisation des fonds F.I.O. et des fonds régionaux pour le financement: de l'usine de traitement de l'eau destinée à la distribution publique d'Aoste et des communes limitrophes, ce qui devrait résoudre 70% du problème;

a) de stations de traitement de l'eau, seules ou en coopératives prévues dans toute la Vallée.

Pour protéger les 8.000 hectares de forêts, il me parait important de mettre en oeuvre un système efficace de lutte contre les incendies, de prévention contre l'érosion du sol (éboulements, glissements de terrain) et contre les événements atmosphériques contrôlables (construction de paravalanches et travaux d'endiguement des cours d'eau).

Toujours en ce qui concerne l'action de protection concernant directement le bien-être de l'homme dans sa qualité de consommateur, nous nous efforçons de continuer la lutte contre les produits frelatés, afin de sauvegarder l'originalité et le naturel des produits locaux, leur qualité à tous les niveaux, qu'il s'agisse de productions agricoles, artisanales ou industrielles, produits qui devront être reconnus par un label spécial.

Enfin, il ne faut pas négliger la prévention sanitaire: à cet égard, des moyens et une politique efficaces seront activés sur le territoire qui sera pourvu d'équipements adéquats et de personnel préparé.

Le plan socio-sanitaire dont la présentation aura lieu prochainement sera d'ailleurs axé sur la participation des professionnels du secteur dans les différentes circonscriptions, afin qu'un travail d'équipe soit réalisé.

LA CHARPENTE OSSEUSE

Passons maintenant à l'examen de la "charpente osseuse" de notre Région, une structure que nous devons, sans aucun doute, renforcer, et cet examen, à mon avis, offre un aspect politique et un aspect physique à proprement parler.

Sous son aspect politique, le squelette de la Région est formé de deux éléments essentiels: les communes et les communautés de montagne; c'est-à-dire des agrégations de collectivités locales qui doivent pouvoir s'exprimer et s'administrer d'une manière aussi autonome que possible, par le biais de l'activité administrative régionale. La politique de décentralisation amorcée au cours de ces années s'est développée au fur et à mesure en vue d'offrir - tant au niveau de la gestion qu'au niveau de la réalisation d'équipements - une large possibilité d'action conformément à un programme sérieux fondé sur une étude analytique des besoins des populations locales. La nouvelle loi sur les communautés de montagne offre un vaste éventail de possibilités; reste à voir dans quels termes se formeront les agrégations qui pourront mettre en oeuvre ce mécanisme entre les communes associées par loi, sans toutefois que soient négligées les autres formes de coopération volontaire.

Quant à l'aspect physique, il se rapporte naturellement aux infrastructures:

- routières: de l'autoroute Aoste/Mont-Blanc à la convention avec l'ANAS pour la grande viabilité;

- ferroviaires: possibilité de liaison Aoste/Martigny, dont l'étude de faisabilité a été confiée à l'ISTIES, un institut de Trieste, avec lequel nous avons récemment conclu un accord;

- la DELTACOGNE, avec la mise en oeuvre d'une stratégie sérieuse et réaliste;

- les établissements industriels de moyennes dimensions;

- les grandes centrales hydro-électriques;

- les équipements touristiques et sportifs;

- les biens culturels: musées, églises, châteaux, tous les biens culturels de notre territoire qui méritent d'être soigneusement mis en valeur;

- la valorisation d'un point de vue touristique et culturel des anciennes minières abandonnées (Cogne, Ollomont, etc.).

Je citerais encore les réseaux d'adduction d'eau potable, les égouts avec les dépurateurs et tous les ouvrages destinés à servir et à desservir les communautés locales, véritables piliers de notre Région.

MUSCLES ET TENDONS

Cette charpente osseuse est raccordée à l'appareil musculaire au moyen de robustes tendons. Ces derniers, nous pouvons les assimiler aux petites infrastructures, telles que les ateliers artisanaux, les petites entreprises, les petites industries, les petits fonds de commerce; les consortiums et petites coopératives dont la création doit être encouragée par des avantages substantiels.

L'appareil musculaire, quant à lui, doit être tonifié et revivifié. Les fibres musculaires nous pouvons les associer aux professionnels qui exercent dans tous les domaines:

- l'exploitant agricole, qui puise dans la Région les moyens susceptibles d'améliorer et de rationaliser son activité: mécanisation agricole, équipements d'arrosage, de fertilisation, liaisons routières avec les alpages et les mayens, formes coopératives permettant d'optimiser le produit et de réduire les efforts;

- l'industriel et le professionnel du tourisme auxquels nous octroyons les moyens financiers nécessaires;

- l'artisan et les préposés aux services sanitaires et sociaux qui ont droit à une formation professionnelle et à un recyclage permanent;

- le commerçant pour lequel nous essayons d'organiser et de mettre en place une meilleure assistance en matière fiscale. Une tache délicate dans le domaine de l'emploi sera confiée à l'Agence du travail qui devra notamment prendre soin de l'apprentissage et de l'assistance à chaque "opérateur", afin qu'il introduise dans son activité de nouvelles technologies - tout en conservant l'esprit traditionnel - et de nouvelles techniques de commercialisation des produits. Un nouveau centre destiné à abriter foires et expositions est prévu à cet effet.

LE TISSU CONNECTIF

Il est d'une importance vitale que les différents organismes soient assemblés par ce que nous pourrions définir un tissu connectif toujours plus étendu qui les renforce. Or, que représente ce tissu connectif? C'est, je n'en doute pas, cet esprit de solidarité et de collaboration entre les différentes catégories sociales qui fait en sorte qu'aucune barrière, aucun diaphragme artificiel puisse freiner cette légitime participation et intégration, fondement de la cohabitation sociale.

C'est pourquoi nous souhaitons encourager et développer toutes les associations de volontariat qui représentent la connexion entre les mécanismes les plus forts et les plus faibles de l'organisme social, entre l'activité institutionnelle codifiée et l'activité spontanée découlant des exigences de base, qui s'est exprimée dans tous les secteurs et s'est traduite par la création de diverses associations telles que l'AVIS, l'AIDO, Les Amis du Coeur, qui exercent dans notre Région avec d'excellents résultats.

L'ÉLÉMENT SANGUIN

Pour alimenter correctement ces appareils, un élément particulièrement nourrissant est nécessaire. Que pouvons-nous comparer à l'élément sanguin dans notre Région? Je pense, en tout premier lieu, aux sources d'énergie.

Tout d'abord, l'énergie hydro-électrique, qui exige la mise en route d'un plan régional de financement des petites et moyennes centrales hydro-électriques, dans le sillage du plan existant et des études effectuées par les communes avec lesquelles nous devons collaborer pour éviter toutes erreurs de projet.

Dans le respect de la Vallée d'Aoste, nous devrons veiller à ce que ces structures s'intègrent harmonieusement à l'environnement. D'ores et déjà, nous avons prévu le remplacement graduel des câbles électriques aériens par des câbles enterrés. Par ailleurs, nous devrons aboutir à une exploitation optimale de l'énergie produite.

En effet, notre devoir est non seulement de produire des kilowattheures, mais de faire en sorte que cette énergie soit utilisée dans l'intérêt des collectivités locales qui doivent se grouper en coopératives afin de l'exploiter au maximum et d'en tirer tous les avantages possibles. De cette manière, en plus de la méthanisation de l'axe central de la Vallée, on pourra également compter sur une réduction sensible des dépenses de chauffage dans les vallées latérales.

Rappelons, d'autre part, les mesures législatives votées pour la restructuration des thermes de Pré-Saint-Didier et l'exploitation des eaux minérales de Courmayeur. Le projet d'exploitation des eaux minérales de la source "Vittoria" qui sera mis en train à partir de l'année prochaine, à Morgex, en remplacement de la Morgex-Carbo, pourra nous offrir un exemple qualifiant d'exploitation harmonieuse de nos ressources naturelles, et ceci dans le respect du milieu.

Le territoire lui-même est une source de richesse que nous devons administrer parcimonieusement: pour protéger d'une part et accroître d'autre part nos beautés naturelles, de nombreuses lois régionales ont été mises en application qui prévoient l'achat de terrains pour la réalisation de zones protégées, l'extension des espaces verts et des sentiers équipés, l'augmentation des refuges et des bivouacs, la sauvegarde de la flore et de la faune alpine, l'accroissement de la faune aquatique. Toutes ces lois ont été refinancées de manière adéquate.

Ces éléments vivifiants qui composent l'élément sanguin doivent être oxygénés en permanence. L'oxygène, à mon avis, correspond à une gestion équilibrée de l'épargne. Voilà un programme qui peut être poursuivi par la création de l'établissement bancaire, le "Crédit Valdôtain", par des mesures de développement des caisses rurales, par la coordination des quatre "Confidi" et une exploitation sérieuse et rentable de cet important moyen qu'est la FINAOSTA. Cette dernière sera notamment pourvue d'importants fonds ordinaires et spéciaux avec possibilité d'exercer dans les secteurs du factoring et du leasing.

LE SYSTÈME NERVEUX

Pour que le "corps" régional puisse se développer harmonieusement, la présence d'un système nerveux est indispensable. Il est représenté par un système d'information efficace et ponctuel propre à sensibiliser et à faire participer la population et en mesure de se servir des outils à sa disposition.

Ceci permet, d'ailleurs, à l'Administration de repérer en temps et lieu les éléments susceptibles de corriger ou d'intégrer l'action administrative pour mieux répondre aux exigences de la réalité locale. Je me réfère en particulier:

1) à la convention avec la RAI pour le respect du droit à l'information bilingue;

2) au projet "Vallée d'Aoste câblée", afin d'aboutir à une télédistribution de données en fibre optique, plus sûre et plus rapide et à une téléphonie mieux adaptée aux nouvelles applications technologiquement avancées et pouvant répondre aux besoins des présences touristiques en été et en hiver.

Toujours dans le domaine de l'information, une tâche importante est confiée aux bibliothèques communales et de circonscription, qui contribuent ainsi à une croissance sociale adaptée à notre potentiel.

LE CERVEAU

Comme il est naturel, tout ce système complexe doit avoir à sa tête un cerveau, un centre opérationnel qui soit à la fois au service de tous le organes et sache les coordonner. L'Administration régionale, en tant que dispositif institutionnel, avec ses organisations de secteur et ses multiples articulations, représente bien cet organe.

Il reçoit les signaux en provenance de la périphérie et doit être à même de donner les réponses exigées. Aussi doit-il avoir des qualités dont il faut tenir compte: vitesse, préparation et motivation.

Pour accélérer la procédure, il est prévu que le processus d'informatisation amorcé avec succès soit complété. La formation permanente, graduellement introduite dans certains secteurs, sera intégralement appliquée dans des délais rapprochés. En ce qui concerne la motivation de chacun, il est nécessaire de privilégier au maximum la "professionnalité" et d'encourager l'épanouissement des attitudes personnelles.

L'introduction dans la fonction publique du travail à mi-temps permettra une amélioration de la qualité de la vie, avec une meilleure organisation du travail de la femme et un partage équilibré du temps à consacrer à la famille.

Ce cerveau devra être doté de systèmes de "détection" sophistiqués, lui permettant de capter les impulsions venant de l'extérieur. Pour ce faire, il faudra perfectionner les instruments propres à détecter tous les phénomènes qui peuvent avoir une influence sur les réalités régionales, qu'elles soient économiques ou sociales, comme les observateurs du marché du travail et les observateurs épidémiologiques.

LE COEUR

Voyons maintenant le coeur du système: il doit posséder une autonomie propre, doit être bien protégé et son alimentation particulièrement efficiente, doit pouvoir assurer une activité permanente. Le Statut régional peut rationnellement représenter le coeur du système. Ce document, qui est l'âme de notre autonomie, célèbre ses quarante ans l'année prochaine. Il représente le fondement de notre manière de légiférer, il définit nos compétences et inspire les actes administratifs, assises de toute notre activité politique.

Et bien, ce Statut doit désormais faire l'objet d'un nouvel examen, d'un renouveau;

1) pour mettre en évidence les parties inappliquées jusqu'à ce jour ou mal développées;

2) pour envisager la possibilité de mettre en oeuvre de nouveaux moyens susceptibles de mieux l'adapter à l'époque actuelle.

D'autre part, une confrontation entre les différentes forces politiques et sociales permettra de prendre en considération l'opportunité de repenser le Statut d'une manière plus ou moins substantielle en harmonie avec une législation européenne respectueuse des minorités ethniques et linguistiques.

Cet exposé a voulu être une tentative de rendre le budget moins aride, de donner une lecture originale de cet acte comptable qui, chaque année, est proposé à l'attention des forces politiques. Le présent budget se propose comme objectif fondamental de rendre l'activité politique et administrative plus dynamique et plus conforme aux changements de la réalité. Le budget représente, sans nul doute, un sujet de réflexion (les chiffres seront analysés et illustrés en détail par l'Assesseur compétent). Les observations que je vous ai proposées doivent faire réfléchir sur ce que nous concevons comme développement harmonieux de chaque "appareil", où on ne peut privilégier certains secteurs au détriment des autres, si l'on veut obtenir un fonctionnement correct et équilibré.

La philosophie inspiratrice, le fil conducteur qui assemble les différents appareils, qui raccorde les chapitres de ce budget, c'est la production de travail, donc d'emplois, en conformité avec le programme adopté par les forces de la majorité et répondant aux besoins et aux souhaits de la population valdôtaine. Nous estimons que ce bilan soit un moyen et une réponse valable, appropriés à nos possibilités.

Nous voulons être les acteurs en ce moment d'évolution et de changement extrêmement important. Cependant, cette phase délicate exige la collaboration de toutes les forces sociales et syndicales et la cohésion de toutes les forces politiques, conditions qui nous ont permis, ces dernières années, de soutenir avec vigueur les raisons de notre autonomie, les leviers de notre développement. Dans cet esprit, nous nous attacherons, en administrant ce budget, à oeuvrer pour que cette attitude soit exaltée.

Si dà atto che alle ore 19,31 riassume la Presidenza il Presidente BONDAZ.

PRESIDENTE: Signori Consiglieri, i lavori sono sospesi e riprenderanno domani mattina alle ore 9,30.

La seduta è tolta

La seduta termina alle ore 19,36