Oggetto del Consiglio n. 3304 del 2 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3304/VIII - POSSIBILI COLLEGAMENTI FRA I "PRESTASOLDI" PRESENTI NELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT ED ALCUNI DIPENDENTI TECNICI DELLA CASA DA GIOCO. (Interpellanza)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Tonino:
INTERPELLANZA
RIBADITO che la presenza dei cosiddetti "prestasoldi" all'interno del Casinò di Saint-Vincent ha rappresentato e rappresenta una indubbia turbativa al normale svolgimento dei giochi e talvolta una fonte di veri e propri traffici illeciti;
RICORDATO che già più volte in passato gruppi di impiegati tecnici avevano segnalato alla Direzione aziendale e alla Giunta regionale la possibile esistenza di collegamenti tra alcuni loro colleghi ed i predetti prestasoldi;
RAMMENTATO che l'art. 43 del contratto collettivo di lavoro per gli impiegati SITAV prevede tra i motivi di licenziamento disciplinare senza preavviso l'infrazione di chi "conceda direttamente, o per tramite di altri, prestiti a clienti con o senza pegni";
CONSTATATO che da un recente comunicato della CISL Valle d'Aosta si apprende che esisterebbero documenti, trasmessi alla Presidenza della Giunta regionale, i quali comproverebbero il finanziamento di uno o più prestasoldi da parte di alcuni dipendenti SITAV;
i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo comunista
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) quali siano le notizie in possesso dell'esecutivo in merito all'esistenza di rapporti finanziari tra impiegati SITAV e "prestasoldi";
2) quali siano le intenzioni della Giunta rispetto alle determinazioni da prendere qualora risulti fondata la notizia di collegamenti tra impiegati SITAV e prestasoldi;
3) in che modo la Giunta intenda affrontare il più volte criticato fenomeno della presenza dei "prestasoldi" all'interno del Casinò di Saint-Vincent.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I): Il problema che affrontiamo in questa interpellanza è delicato, ma anche importante, perché l'attività di gioco presso il Casinò di Saint-Vincent, oltre agli ovvi riflessi economici ed occupazionali, in questi anni ha avuto anche una notevole importanza sulle vicende politiche della nostra Regione. Tra i problemi che sono sorti e che ripetutamente hanno turbato lo svolgimento dell'attività della Casa da Gioco, vi è quello dei "prestasoldi".
Come Gruppo abbiamo sempre sostenuto e continuiamo a sostenere che la presenza dei "prestasoldi", all'interno della Casa da Gioco, non è un fatto che possa essere tollerato dall'Amministrazione regionale. La loro presenza, da una parte, turba il normale svolgimento dei giochi, nel senso che i giocatori si recano a giocare con determinate somme di denaro, ma possono ricorrere ai cambisti presenti in sala per assumere impegni che vanno al di là delle loro possibilità e possono poi essere coinvolti in traffici di recupero crediti che, indubbiamente, non sono favorevoli all'immagine della Casa da Gioco.
D'altra parte, la questione dei "prestasoldi", nella vicenda del Casinò, ha avuto anche riferimento, per questioni che verranno discusse nel processo, a loro protezioni a pagamento. La questione che trattiamo oggi riguarda un aspetto particolare, che, però, riveste una sua peculiare importanza e riguarda la possibilità che alcuni impiegati della Casa da Gioco abbiano finanziato l'attività dei "prestasoldi".
Se questi fatti corrispondono al vero, indubbiamente il rapporto che si viene a creare tra l'impiegato ed il "prestasoldi" genera delle turbative al regolare svolgimento dei giochi. Più volte gli impiegati si sono preoccupati di queste vicende - ricordo che se n'è parlato nell'anno 1984 - ed hanno scritto anche al Presidente della Giunta ed alla Direzione della Casa da Gioco, per chiedere un loro intervento. Queste lettere erano state portate a conoscenza della Commissione che indagava sulle vicende del Casinò, però, in quel momento, non si avevano a disposizione elementi utili alle indagini.
In questi ultimi tempi si sono verificate delle novità: c'è stato un comunicato della CISL valdostana, nel quale, dopo aver espresso un giudizio sull'attività dei cambisti, il sindacato afferma di aver raccolto una documentazione, trasmessa al Presidente della Giunta ed all'amministratore delegato della SITAV, che, in sostanza, dimostra l'esistenza di questi fatti. La lettera dice testualmente:
"Dalla lettura di questi atti, sembra che, effettivamente, alcuni dipendenti SITAV hanno finanziato un noto prestasoldi".
Il comunicato della CISL valdostana richiede l'intervento del Presidente della Giunta per impedire il ripetersi di fatti del genere.
Esiste poi una lettera del nuovo amministratore delegato della SITAV, Pier Cesare Baretti, che è stata esposta anche nella bacheca del personale, nella quale egli afferma che l'iniziativa della CISL e dei delegati è doverosa, in quanto tende a salvaguardare l'immagine dei dipendenti che hanno agito correttamente.
Ora, io voglio ricordare un altro elemento: il contratto di lavoro degli impiegati SITAV, all'articolo 43, tra i motivi di licenziamento disciplinare senza preavviso, prevede l'infrazione di chi "conceda direttamente, o per tramite di altri, prestiti a clienti, con o senza pegni". L'intervento finanziario, quindi, di alcuni impiegati della SITAV, nei confronti dei "prestasoldi", è riconosciuto dallo stesso contratto di lavoro degli impiegati come un fattore negativo e tale comunque da giustificare il licenziamento.
A noi sembra che ci si debba occupare della cosa e che non si possa fingere di ignorarla; perciò vorremmo chiedere al Presidente della Giunta quali notizie abbia in merito all'esistenza di rapporti finanziari tra impiegati della SITAV e "prestasoldi", in che modo la Giunta intenda affrontare il problema degli eventuali provvedimenti da prendere nei confronti degli impiegati coinvolti in questa vicenda e, infine, come la Giunta voglia affrontare nel suo complesso il fenomeno dei cambisti, affinché questo problema trovi, finalmente, una soluzione definitiva, tale, comunque, da non turbare più la normale attività di gioco presso il Casinò di Saint-Vincent.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.
ROLLANDIN (U.V.): Pour ce qui est de l'activité présumée de "prêteur d'argent" de quelques employés de la société SITAV, un communiqué de presse a été rédigé par la Présidence du Gouvernement le 20 février 1985.
De plus, je signale qu'après maintes suppositions verbales, un groupe d'employés techniques de la SITAV et le secrétaire régional de la UIL-Spectacle, nous ont fait parvenir un document écrit concernant l'activité présumée de "prêteur d'argent" de quelques employés de la société SITAV.
J'ai demandé alors des éclaircissements en la matière et j'ai rappelé que ceux qui étaient éventuellement en possession d'accusations précises devaient assumer la responsabilité de les faire connaître aux autorités judiciaires compétentes et le 5 janvier 1985 j'ai transmis la documentation au Parquet général. L'affaire n'a plus été soulevée jusqu'au moment où M. Barmaverain, contrôleur régional, nous a fourni toute la documentation qu'il a trouvée dans sa boite aux lettres.
Le commissaire régional a immédiatement transmis cette documentation à la Présidence du Gouvernement, qui l'a à son tour faite parvenir au Parquet général d'Aoste.
De ces documents, qui sont d'ailleurs réservés à cause des enquêtes de la Garde des finances et des interrogatoires du juge d'instruction, il résulte que les poursuites pénales contre l'activité présumée des employés de la SITAV comme "prêteurs d'argent" ne doivent pas être engagées.
Voilà donc les informations que la Présidence possède.
Les informations de l'Administration de la SITAV, dont M. Baretti est l'administrateur délégué, indiquent qu'aucune mesure n'a été prise contre les employés techniques concernés par l'affaire des "prêteurs d'argent", mesure qui de toute façon devrait être subordonnée à l'identification de ces employés et au fait qu'ils aient effectivement exercé l'activité en question.
M. Mafrica a rappelé la lettre de la CISL, mais celle-ci souligne: "Sembra che effettivamente...". Je ne peux donc que confirmer que le phénomène des "prêteurs d'argent" a été suivi avec attention par le Gouvernement régional; de plus, une rencontre a eu lieu tout dernièrement pour examiner la présence des soi-disant "prêteurs d'argent" officiels qui siégeaient dans le hall du Casino. Ces derniers ont été renvoyés de l'établissement de jeu le 20 novembre 1987 et, après une journée de grève, ils ont repris leur activité qui ne peut d'ailleurs être poursuivie par la Magistrature, puisque elle se déroule à l'extérieur.
Pour ce qui est des fuites de nouvelles que l'on pourrait même considérer comme voulues en cette période, nous avons suivi le système adopté depuis le début: transmettre aux organes compétents en la matière.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.): Siamo del tutto insoddisfatti delle risposte del Presidente della Giunta, perché riteniamo che la questione sia stata sottovalutata.
Che la Giunta ritrasmetta all'Amministrazione della giustizia dei documenti che provengono da una certa fonte, non ci sembra essere, in sostanza, un comportamento utile a far muovere qualche passo in avanti all'intera questione...
ROLLANDIN (fuori microfono): Non li abbiamo mica raccolti....
MAFRICA (P.C.I.): Sono stati raccolti degli interrogatori e poi sono stati trasmessi al Presidente della Giunta che li ha ritrasmessi al Procuratore Generale. Non vediamo quali passi in avanti si possano fare...
(...INTERRUZIONE del Presidente Rollandin...)
MAFRICA (P.C.I.): Ricordo al Presidente della Giunta che l'articolo 10 della Convenzione, nel suo ultimo comma, recita testualmente:
"Qualora lo ritenga necessario e per motivate ragioni, la Regione può esigere, da parte della Società concessionaria, l'immediato licenziamento o la sostituzione di personale addetto alla Casa da Gioco, nei limiti previsti dalla legislazione vigente".
(...INTERRUZIONE del Presidente Rollandin...)
MAFRICA (P.C.I.): Ora, voglio dire... No, no, no! Lasciami parlare! Voglio dire che l'articolo 43 del contratto di lavoro - e il contratto di lavoro, in qualche modo, fa parte della legislazione vigente - ...
(...INTERRUZIONE del Presidente Rollandin...)
MAFRICA (P.C.I.): Ah no? Non fa parte della legislazione vigente?
(...INTERRUZIONE del Presidente Rollandin...)
MAFRICA (P.C.I.): No! Sempre lo stesso articolo 10 ci attribuisce il dovere di controllare che tutto si svolga nella legalità. Se il contratto di lavoro prevede questo caso, è evidente che tale interferenza, rappresentata dal fatto che alcuni impiegati prestino soldi ad alcuni clienti o a dei prestasoldi, turba l'attività di gioco.
Occorre che ciò sia esaminato con attenzione. Se, come dice il comunicato della CISL, anche noi entreremo, quanto prima, in possesso della documentazione che il Presidente della Giunta ha già potuto esaminare e che ha già ritrasmesso alla Magistratura, a nostro giudizio l'Amministrazione ha il dovere di avvalersi delle sue potestà di controllo.
Noi, quindi, ritorneremo sull'argomento con una mozione, con la quale chiederemo che anche l'Amministrazione regionale effettui una indagine amministrativa, perché, a nostro giudizio, non può essere tollerata una situazione nella quale ci sono degli impiegati che svolgono il proprio dovere ed altri che, per dichiarazione di persone coinvolte, non lo fanno. Una simile situazione genera sfiducia e non può proseguire oltre.
Riteniamo che anche la questione dei "prestasoldi", come specificheremo nella mozione, debba essere regolamentata da un provvedimento del Consiglio regionale, perché l'affidarsi, anche in questo caso, alla buona volontà dell'Amministrazione della Casa da Gioco, ci sembra essere ben poca cosa. Si possono certamente avere opinioni diverse, però la necessità di chiarire questo punto, a nostro giudizio, non può essere considerata come una trovata qualunque.
