Oggetto del Consiglio n. 3303 del 2 dicembre 1987 - Resoconto
OGGETTO N. 3303/VIII - INIZIATIVE PER RECUPERARE UN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE CON L'INTERA COMUNITÀ DI VALSAVARENCHE. (Interpellanza)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Torrione:
INTERPELLANZA
Il problema del Parco Nazionale del Gran Paradiso, specie alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale, non appare di facile e sollecita soluzione. Anzi le determinazioni che dovrà assumere lo Stato per la definizione delle norme di attuazione concernenti il trasferimento alla Regione delle competenze amministrative in materia di Parco, presuppongono probabilmente una lunga trattativa dall'esito peraltro incerto.
Se è pur vero che il Presidente della Giunta ha assunto sull'argomento una posizione chiara e condivisibile, per cui si può auspicare che su una impostazione del genere possano concordare la maggioranza delle forze politiche presenti in Consiglio regionale, è peraltro prevedibile che la situazione difficile in cui versa ormai da troppo tempo la popolazione di Valsavarenche sia destinata a perpetuarsi con ulteriori risvolti negativi per un periodo di tempo piuttosto lungo.
Per questo motivo è indispensabile che la Regione si faccia promotrice di una serie di iniziative anche di tipo legislativo che costituiscano la tangibile dimostrazione di una precisa volontà politica volta a recuperare un rapporto di collaborazione con l'intera collettività di Valsavarenche.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore competente per conoscere:
a) se è intendimento della Giunta regionale, in attesa della conclusione delle trattative con lo Stato, adottare una serie di iniziative, concordate con la popolazione di Valsavarenche, volte a venire incontro alle esigenze della popolazione stessa (acquisto di terreni, contributi speciali per gli agricoltori ecc. ecc.);
b) se in un quadro così delineato la Giunta abbia ipotizzato la possibilità di incentivare, specie in funzione di un certo tipo di turismo ecologico, l'offerta turistica della località mediante la concessione di provvidenze superagevolate per la realizzazione - anche mediante la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente - di strutture ricettive nell'ambito del territorio comunale di Valsavarenche;
c) se non sia intenzione della Giunta provvedere alla localizzazione nello stesso Comune di un vero e proprio Museo del Parco tale da costituire un elemento di attrazione turistica a livello internazionale oppure di altre iniziative capaci di incentivare la potenzialità turistica della zona con riflessi ovviamente positivi per l'aspetto occupazionale in particolare modo dei giovani del posto.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): Ho ritenuto opportuno presentare questa interpellanza, alla luce dei recenti avvenimenti che hanno caratterizzato la vicenda del Parco. Mi riferisco in particolar modo alla sentenza della Corte Costituzionale e all'opportunità, per la Regione, di rinegoziare con lo Stato le norme di attuazione, al fine di definire le rispettive competenze.
Io credo, però, che da troppo tempo la comunità di Valsavarenche - anche se è chiaro che il discorso potrebbe essere esteso ad altri comuni che hanno il loro territorio inglobato nel Parco - vive in uno stato di incertezza che, obiettivamente, non solo ne limita le possibilità di espressione, ma ne limita addirittura la possibilità di vivere alla stregua delle popolazioni degli altri comuni.
Io ritengo che questa circostanza non possa più essere ignorata, perché, in seguito alla conflittualità che si è stabilita, dapprima nei confronti del Parco e poi nei confronti di alcuni atteggiamenti da esso assunti verso il Comune di Valsavarenche, si è verificata una situazione che rende difficile la vita quotidiana della popolazione. Questa è una grave forma di limitazione che noi abbiamo sempre tenuto presente, pur avendo le nostre idee sul "problema Parco", e che riteniamo opportuno rilanciare a livello di Consiglio regionale e, soprattutto, a livello di esecutivo.
Io credo che questa sorta di limitazione o di sovranità limitata - se mi si passa l'espressione - nella quale è vissuta la collettività di Valsavarenche, debba essere presa in considerazione e seriamente valutata per rendere possibile l'adozione di provvidenze che concorrano a ridimensionare i danni che tale situazione ha provocato. Come? Adottando interventi mirati che testimonino non solo la particolare attenzione della Regione nei confronti della collettività di Valsavarenche, ma che diano anche, attraverso una serie di realizzazioni, il segno concreto di volerla fare uscire dalla situazione nella quale è venuta a trovarsi e che costituisce, senz'altro, una remora ad un suo ulteriore sviluppo.
La situazione, alla quale mi riferisco, è una specie di limbo, a metà strada fra una Regione che vuole intervenire, un Parco che è intervenuto con atteggiamenti che hanno limitato la sua possibilità di realizzazione ed uno Stato, infine, che si è dimostrato molto disattento.
Io credo che il particolare momento vissuto dalla Valsavarenche debba essere considerato con particolare attenzione e suggerisco alla Giunta di aprire, con quella comunità, un confronto molto serrato, dal quale possa emergere l'intento essenziale della stessa popolazione di volersi riappropriare della gestione del proprio territorio, in modo che la Regione possa attuare alcuni provvedimenti, magari anche di carattere legislativo, che pongano rimedio a quella sorta di limitazione in cui si è venuta a trovare la gente della Valsavarenche.
Non penso che il tutto possa essere esaminato in modo disarticolato. Credo, invece, che debba essere inquadrato in un "progetto Valsavarenche" che valga anche a dare la misura dello sviluppo che tale vallata potrebbe avere negli anni futuri. Mi riferisco, ovviamente, ad una forma di sviluppo compatibile con la presenza del Parco e che serva, ad esempio, ad incentivare una certa vocazione per il turismo ecologico che in quella vallata può trovare una sua valida espressione, ma che, nello stesso tempo, offra possibilità occupazionali e, per altri versi, ponga rimedio alle limitazioni che gli stessi agricoltori della Valsavarenche incontrano a causa della presenza del Parco anche sui loro alti pascoli.
Questo discorso dovrebbe essere affrontato ora, e non dopo che lo Stato avrà risolto il problema più generale dell'ente Parco, altrimenti non faremmo che perdere altro tempo. Ciò varrebbe, inoltre, a testimoniare l'effettiva solidarietà della Regione verso la popolazione della Valsavarenche e potrebbe anche essere un mezzo per sviluppare delle iniziative che richiedono dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi.
Al di là dell'aspetto legato più propriamente all'attività agricola, vorrei ricordare la possibilità di mettere in piedi delle norme che, per esempio, con cedano mutui a tasso "superagevolato" per la costruzione di strutture ricettive nell'ambito del Comune di Valsavarenche. In questo senso, la Regione potrebbe, addirittura, esaminare la possibilità di costruire a proprie spese o di contribuire alla totale ristrutturazione di edifici già esistenti e da destinare ad uso alberghiero. Del resto, mi sembra di aver già sentito dire che un intervento analogo sia già in corso di attuazione, da parte della Regione, per il Comune di Valgrisenche, dove si sta ristrutturando un immobile, che poi sarà dato in gestione agli abitanti del luogo che si potranno anche consorziare in forma cooperativa.
Credo che questa potrebbe essere una delle provvidenze da porre in essere in favore del Comune di Valsavarenche, ma ce ne potrebbero essere anche delle altre, come quella suggerita dalla mia interpellanza, nella quale si propone di istituire, proprio nel territorio del Comune di Valsavarenche, un vero e proprio "Museo del Parco", che potrebbe costituire un'attrazione turistica di notevole portata, tale, comunque, da attirare in quella vallata, non solo turisti, ma anche studiosi di valore internazionale.
Questo "pacchetto" per la Valsavarenche, a mio avviso, dovrebbe essere preventivamente discusso con la popolazione locale, proprio in considerazione del fatto che, finalmente, sembra intravedersi una definitiva soluzione del problema.
Continuare ad attendere che sia prima lo Stato a risolvere il "problema Parco", potrebbe essere pericoloso, perché accentuerebbe il clima conflittuale che già esiste e che, per alcuni versi, può anche essere giustificabile, e darebbe, alla popolazione della Valsavarenche, l'impressione che la Regione non è un organismo troppo distante, proprio perché è capace di risolvere il problema, affrontandolo dal verso giusto.
Noi socialisti attendiamo le risposte dell'Assessore, ma certo è che, se non ci riterremo soddisfatti, assumeremo una nostra iniziativa legislativa, prima della fine dell'attuale legislatura. Grazie.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale, Perrin; ne ha facoltà.
PERRIN (U.V.): L'interpellation que M. Torrione a présentée contient évidemment certaines suggestions qui ne sont pas à repousser; certaines sont déjà mises sur pied, telles les possibilités offertes aux agriculteurs sur des plans de développement particuliers, facilités, qui se présentent sous forme d'interventions financières (capital donné directement ou emprunt à taux bonifié etc...).
L'offre touristique: la modification de la loi n° 30 a permis, à côté des bâtiments spécifiquement ruraux, de reconstruire, restructurer les anciennes maisons pour récupérer un patrimoine extrêmement intéressant et du point de vue économique et du point de vue culturel. Il en est de même de la suggestion du musée communal qui pourrait être développée. Il ne foudrait pas cristalliser les musées, mais apporter des modifications au fil des ans, en vue d'attirer les touristes, etc.
Toujours en matière d'attrait touristique, il y a la possibilité d'utiliser la loi sur l'agrotourisme qui permet justement de lier la double activité agricole touristique dans un développement harmonieux.
Il est néanmoins un problème de fond; quel que soit le plan de développement que l'Administration étudie en ce moment, quel que soit le projet de loi que ce Conseil pourrait voter, un écueil se présente ensuite: celui des rapports avec l'État. Nous pouvons donner toutes les facilités aux agriculteurs, aux professionnels du tourisme, aux artisans, etc..., mais ceux-ci se trouveraient ensuite dans l'impossibilité d'utiliser ces formes d'aide régionale en raison de l'écueil du Parc qui continue à dire non.
Il y a donc ce problème de fond à résoudre, mais auparavant, il faut parvenir à un plan de développement global du territoire et c'est dans ce sens que le Gouvernement régional a chargé le prof. Bernard Janin et son équipe d'étudier, en étroite liaison avec les populations locales, la situation actuelle et le développement futur. Pour le printemps prochain, lorsque l'étude nous sera remise, nous aurons les indications nécessaire, au Conseil et au Gouvernement pour aller de l'avant.
Ce qu'a fait le Gouvernement épouse la suggestion de M. Torrione: connaître les exigences de la population, connaître les lignes indicatrices d'un développement agricole, touristique, artisanal des populations locales et, comme arme de la solution du problème Parc, rapports Région-État.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE (P.S.I.): L'Assessore ha detto delle cose giuste ed io mi rendo conto che la questione è di difficile soluzione, anche perché, sovente, gli atteggiamenti tenuti dall'ente Parco sono stati di sostanziale chiusura e in alcuni casi sono stati anche molto discutibili. Ripeto anche che in Consiglio, in proposito, io ho usato il termine "becero".
Questo argomento, tuttavia, non può essere semplicemente delegato, da parte dell'Amministrazione regionale, ad uno studio apposito, che avrebbe pur sempre il carattere della "asetticità", perché, rifacendomi ad un discorso già affrontato in altre occasioni, devo riconoscere che il primo piano, pur avendoci fornito alcune indicazioni, successivamente, però, ci ha fatto trovare di fronte alla negazione della sua validità da parte della popolazione che vive all'interno del Parco.
Io non so attraverso quali strumenti procederà il prof. Janin; forse, visto l'insuccesso del primo piano, il suo approccio al problema sarà diverso, ma certo è che non possiamo dimenticare che il problema, pur avendo una valenza tecnica e dovendo essere strutturato sulla base di criteri razionali, ne ha anche una politica. A questo punto, a mio avviso, è molto importante che la Giunta regionale riesca a recuperare un rapporto diretto con la popolazione locale, anche per favorire l'esplicitazione del problema, sotto l'aspetto tecnico, nello studio del prof. Janin.
Credo che, sovente, sia piuttosto difficile da accettare questa sorta di delega esclusiva ai tecnici, anche se, per la verità, in questo caso si tratta di un tecnico più che qualificato; credo, però, che lo stesso possa dirsi anche per gli altri tecnici. Mi permetto, tuttavia, di invitare la Giunta ad intervenire direttamente nei confronti della popolazione locale per offrirle alcune garanzie - che penso sia in grado di fornire - dando così modo, alla discussione sul piano del Parco, di assumere un taglio sostanzialmente diverso, proprio perché abbiamo già avuto modo di assistere al precedente rifiuto, da parte dell'intera collettività di Valsavarenche - ma potrei dire da parte di tutte le popolazioni che vivono all'interno del Parco -, di un problema da essa giudicato estraneo al suo modo di essere e di gestire il proprio futuro.
Mi permetto di sollecitare l'Assessore a considerare che un'iniziativa autonoma, che non è assolutamente in contrasto con quella del prof. Janin, sta solo a significare che la Regione non intende delegare ad altri la gestione del problema, ma lo assume come impegno prioritario. Questo è il senso della mia interpellanza, al di là, ovviamente, della proposta di alcune soluzioni che possono anche essere discutibili, tant'è che alcune sono ormai superate. Per quanto concerne, ad esempio, il problema delle provvidenze all'agricoltura all'interno del Parco, io pensavo ad una legge "ad hoc", che potesse testimoniare tangibilmente la diversa considerazione della Regione per quella popolazione.
Finora, l'ente Parco si è opposto all'istituzione di un "Museo del Parco" e alla creazione di alcune infrastrutture turistiche, ma credo che dobbiamo mettere alla prova, una volta per tutte, questo ente, anche perché il Presidente del Parco, in tutte le sue dichiarazioni pubbliche, si è sempre detto disponibile ad un diverso rapporto con la Regione. Io credo che sia proprio arrivato il momento di metterlo alla prova. Del resto non costa nulla mettersi intorno ad un tavolo, per verificare se l'interlocutore dice alcune cose, ma di fatto ne fa delle altre, oppure se realizza quanto promette.
Questo è importante, specie alla luce della considerazione che la soluzione del problema sarà costretta, inevitabilmente, a subire un certo ritardo a causa delle elezioni regionali del prossimo giugno. Lo studio del prof. Janin terminerà nella prossima primavera, quando il Consiglio regionale sarà impegnato nella costituzione del governo e nell'attuazione di tutti gli adempimenti conseguenti. Pertanto, prima che il nuovo governo possa affrontare questo problema, passerà sicuramente un altro anno.
Di fronte a questa prospettiva, io chiedo all'Assessore di farsi promotore di un incontro con la popolazione di Valsavarenche, nel corso del quale sia possibile esaminare questo specifico problema, che troverà una soluzione tecnica nello studio predisposto dal prof. Janin, ma che costituirà un'importante e concreta testimonianza di un impegno della Regione nei confronti della popolazione della Valsavarenche. Le soluzioni tecniche, ovviamente, potranno trovare degli aggiustamenti alla luce dello studio più complessivo già citato.
Con la mia interpellanza, quindi, volevo sollecitare il governo regionale a considerare in maniera diversa il problema del Parco, in funzione di quella che sarà, come io mi auguro, una soluzione definitiva. Grazie.
