Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 268 del 29 ottobre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 268/74 - Dichiarazioni sul voto del disegno di legge n. 63.

Andrione (UV) - Mais, si le Président le permet je voudrais faire une déclaration de nature politique. Comme avant on a fait des déclarations de ce genre, je voudrais remarquer que les résultats de la votation qui viennent de se passer prouvent que la majorité actuelle n'est plus à même d'exprimer une volonté commune et partant n'est plus à même d'administrer la Région. Trop souvent dans ces derniers temps elle s'est présentée divisée, partagée, à la discussion au Conseil et trop souvent il n'y a pas eu des lignes directrices et de volonté d'administrer la Région. Cet état de choses se traduit sur le plan administratif par un désastre: l'immobilisme le plus total, et l'on se paye de verbiage: il est donc temps de revitaliser l'Administration.

L'Union Valdotaine pose le problème de la nécessité "improrogable" de donner un vrai Gouvernement à la Vallée d'Aoste. Il n'est pas ici question pour nous de proposer des formules, on ne fait pas de miracles avec les étiquettes, mais encore une fois nous tenons à répéter que nous n'avons pas de "préclusions" idéologiques envers aucun parti, que nous voulons seulement, à travers la formation d'une Junte représentée par des hommes sérieux et avec un programme réalisable, œuvrer pour le bien de la Vallée d'Aoste.

Nous demandons à toutes les forces présentes en ce Conseil de prendre position d'une façon claire, les petites astuces ne servent à rien, il faut que le vrai problème, celui d'un gouvernement cohérent et efficace soit posé et résolu par les Conseillers régionaux.

Par conséquent nous sommes disponibles, avec toutes les forces représentées en ce Conseil, les possibilités de sortir de l'impasse actuelle et nous demandons aux Conseillers régionaux, aux forces politiques, ici représentées, de décider en cette matière.

Dujany (DP) - Mi pare che non sia saggio per questo Consiglio di considerare e di dare una valutazione politica a un tipo di votazione avvenuta in questo, nel segreto dell'urna, dopo una votazione palese ripetutasi più volte con delle maggioranze ben chiare, ed è chiaro che questo è da attribuirsi ad un problema puramente tecnico.

Se è vero che si vuole costituire un'altra maggioranza, queste altre maggioranze si pronuncino apertamente in questo Consiglio, noi siamo pronti a confrontarci poiché non è nostro desiderio di stare incollati su queste sedie contro naturalmente, la maggioranza del Consiglio.

Bordon (DC) - Io non vi nascondo e l'ho detto prima, apertamente, che ero profondamente amareggiato di quanto si è verificato, proprio perché mi sono permesso di dire all'amico Pedrini che non è una cosa seria. Non è una cosa seria, e lo ha fatto rilevare il Presidente della Giunta, mi consentirà, ma lo stesso Presidente della Giunta mi consentirà che io ricordi, qui dentro, che quando lui ebbe a dire, disse di questa sera, quanto ha detto stasera, ebbi a dirlo diversi e svariati anni or sono, allorquando in questa aula si votò il bilancio di previsione 35 articoli, me li ricordo perché furono gradite a me queste votazioni, si votò per alzata di mano 35 volte questi articoli e la legge ebbe la sua maggioranza e quando si votò, invece nell'urna segreta, come ha ricordato l'amico Cesare in questo momento, si ebbe il risultato che abbiamo ottenuto stasera.

Come io ebbi a far rilevare allora, che non era una cosa seria, perché della gente che viene qui in una sala consiliare che non ha il coraggio delle sue azioni, ma lo fa soltanto nel segreto dell'urna, indubbiamente non fa bella figura, anche di fronte all'elettorato valdostano, però io vi dico che oggi non si è fatta brutta figura, come lo si fece allora, perché allora si insegnò a votare, si insegnò come si doveva votare palesemente e come e si doveva votare con le palline nere.

Bene, io vi dico, Signori, che mi associo a quello che ha detto il gruppo Democristiano, naturalmente, è d'accordo - a quanto ha detto Andrione in questo momento, e io dicevo giorni or sono, così, parlando con degli amici, su una certa situazione nazionale che mi interessa fino a un certo punto, per determinati riflessi politici, di sicurezza nazionale, ecc. ma mi interessavano di più, come problema locale, io ebbi a dire a questi amici che il problema si presentava per noi era duplice; se mi consentite, come uomo politico, io che ho fatto un lungo viaggio con l'amico Mao Tze Tung che mi ebbe a insegnare, "sta seduto in riva al fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico": e qui nemici non ne abbiamo nessuno, ma trasportato in altro modo di dire - voleva dire: vedrete che quello che è accaduto allora un giorno accadrà - perché indubbiamente il sistema di allora non poteva che avere delle cattive ripercussioni, come uomo politico, quindi in fondo in fondo io ebbi a dire allora che il Dio non paga il sabato e a quanto sembra non ha pagato neanche il martedì, però come amministratore regionale valdostano, ripeto che siamo amareggiati, perché è inutile voler andare avanti con un'impostazione che non è chiara.

Io ritengo che determinati partiti che larvatamente fanno parte della maggioranza e non figurano devono entrare in questa maggioranza, devono dare il loro apporto, mi sembra che per la chiarezza politica che dobbiamo avere in Valle, a un certo momento è giusto che, sia giusto che determinati partiti che formano la maggioranza debbano rendere una posizione netta, che non possa sempre sentire in Consiglio regionale per esempio criticare determinate disposizioni o leggi della Giunta e poi votare a favore. Naturalmente io questo non lo dico con nessuna cattiveria, siamo qui, abbiamo fatto le nostre elezioni, le maggioranze possono cambiare o non cambiare, la democrazia cristiana è sempre qui disposta a dare tutta la sua collaborazione come la diede per tanti anni, portandone naturalmente le conseguenze, perché il potere logora, perché chi lavora, naturalmente può anche sbagliare, perché ho sempre sostenuto con un po' di tipo birichino che fare la minoranza è molto più facile che fare maggioranza. Naturalmente noi questo lo possiamo dire perché ci abbiamo rimesso il sudore di tanti e tanti anni, però io adesso con la massima tranquillità e senza nessuna polemica, non do nessun carattere politico, è stata una cosa tecnica, però riflettete Signori Consiglieri, che quello che è accaduto tanti anni fa, potrà ancora accadere; è l'insegnamento di allora, che, secondo me, è criticabile, non quello di oggi.

Quindi, io mi auguro che queste maggioranze abbiano appunto a subire quelle dovute modifiche, quelle dovute impostazioni, per cui si vada effettivamente avanti, non si venga qui in Consiglio regionale portando delle leggi, sei, sette leggi, poi a un certo momento si devono di nuovo portare in Commissione, perché a un certo momento non si venga qui in Consiglio regionale come abbiamo fatto l'ultima volta, per fare scivolare gli argomenti, abbiamo fatto scivolare tre o quattro argomenti su quattro o cinque che avevamo portato, quindi signori le maggioranze che hanno da costituirsi vengano fuori tranquille, si prenda posizione e senza nessun rancore si porti avanti questa bella battaglia democratica che però a un certo momento sia dei frutti e dei risultati positivi, perché io credo che avanti così non si possa andare.

Viglino (RV) - Le RV est tout à fait d'accord avec les déclarations que l'UV a faites par l'entremise de son Conseiller M. Andrione. Ce n'est pas seulement un accident technique que je veux rappeler à M. le Président, parce que si nous pensons que depuis la question "Creux-Porté", en passant à travers les criteriums pour l'allocation des logements que la Région doit faire et jusqu'à la discussion d'aujourd'hui, nous avons vu, nous avons assisté aux faits indéniables que la majorité actuelle n'est plus une majorité et alors, dans ces conditions, les déclarations de M. Andrione sont tout à fait exactes, parce que la Vallée d'Aoste attend, les valdôtains ont besoin d'une majorité qui fonctionne réellement, et qui ne passe pas des heures de temps à essayer de coller des morceaux les uns avec les autres; il faut que la Vallée d'Aoste aille de l'avant et malheureusement nous avons assisté à un immobilisme qui est entré dans presque toutes les branches de l'Administration régionale.

Marcoz (UVP) - Penso che sia inutile ripetere in questo Consiglio, come uno degli obbiettivi fondamentali dell'azione dell'Union Valdôtaine Progressiste e direi anche dei punti di riferimento della sua attività politica sia stato e sia solamente la creazione delle condizioni affinché si realizzi una collaborazione fra i movimenti regionalisti.

Le dichiarazioni fatte ora in Consiglio regionale dall'Union Valdôtaine e dal Rassemblement Valdôtain sembrano porre quelle premesse indispensabili perché tale collaborazione possa finalmente realizzarsi e concretizzarsi.

Ci è comune inoltre col Rassemblement Valdôtain e con l'Union Valdôtaine la preoccupazione di avere una Amministrazione regionale capace di affrontare, con un esecutivo efficiente che veda correttamente rappresentate le forze politiche e sociali che sostengono l'attuale maggioranza di governo, i nostri problemi valdostani, i veri problemi, quelle delle nostre classi operaie, dei nostri contadini, di quelli meno abbienti che in questo momento hanno più bisogno degli altri.

L'UVP pertanto non può non giudicare favorevolmente l'indicazione che le forze regionaliste escluse attualmente dalla maggioranza prospettano oggi e si dichiara completamente disponibile per una valutazione congiunta della proposta che ci vedrebbe ulteriormente rafforzate le speranze di realizzazione del disegno autonomista e regionalista.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Parisi.

Parisi (MSI-DN) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, già all'inizio di questa legislatura e nel pieno rispetto delle istituzioni della Regione Autonoma della Valle d'Aosta io ebbi a dire che le forze regionaliste dovevano governare la sua Valle. Ebbene mi associo con profonda simpatia alle parole dette dall'Assessore Marcoz non senza far rilevare che nel solo mese di ottobre per il funzionamento di questo Consiglio sono stati spesi oltre due milioni e mezzo per giungere a queste cose.

È veramente vergognoso.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Penso che il Consiglio regionale non possa non prendere atto di un certo stato di difficoltà e di disagio della maggioranza, stato di difficoltà e di disagio a cui noi abbiamo qualche altra volta fatto cenno e penso che tutte le forze politiche responsabili debbono da questo fatto prenderne atto.

Concordiamo noi comunisti con il Presidente che sarebbe imprudente, anche ai fini degli interessi della totale cittadinanza valdostana, prendere così sul momento delle decisioni affrettate; è necessario, secondo noi, un confronto sulle cose concrete che stanno alla base della nostra vita politica, è necessario un confronto sui programmi e sulle idee delle forze politiche qui presenti.

Noi siamo disponibili a questo confronto, i nostri programmi e le nostre idee sono conosciuti perché molte volte, e con molti mezzi, li abbiamo diffusi, chiediamo pertanto, come primo atto concreto di questa seduta, al Presidente del Consiglio il rinvio di questa seduta con la convocazione a domicilio per un confronto in aula, perché è in aula, se mai devono sorgere le crisi e non all'ombra delle Segreterie dei partiti così come è giusto che in aula questo confronto avvenga.

Chiediamo pertanto la sospensione di questa seduta.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Jorrioz.

Jorrioz (PSDI) - ...il disagio di questo momento non è penso nemmeno sufficiente, da qualche tempo si è visto situazioni particolari che hanno messo in difficoltà l'attuale maggioranza, però a partire così dopo soltanto una votazione e pensare ad una nuova maggioranza penso che questo non possa avvenire, ma ci deve essere appunto quel confronto che giustamente propone il compagno Monami e io mi associo a lui per il rinvio del Consiglio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Di Stasi.

Di Stasi (PSI) - Devo dire che il partito Socialista è abituato a dire le cose alla luce del giorno e non nel segreto dell'urna.

Noi prendiamo atto di questa situazione e ci associamo alla richiesta di sospensione per chiarire nell'ambito della maggioranza quanto è successo questa sera.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Manganone.

Manganone (Ind.) - Io mi unisco alla richiesta fatta dal Consigliere Monami e dal Consigliere Jorrioz per un rinvio di questa seduta.

Pedrini (PLI) - ...partiti come qualcuno qua dentro ha accennato bensì nell'interesse della nostra regione del Consigliere Bordon, si è riallacciato con le sue parole a delle votazioni precedenti quando in quest'aula successero i fatti che sono successi poc'anzi.

Io ebbi allora ad avvertire l'allora Presidente Bordon che si trovava in una situazione difficile e che nell'urna avrebbe trovato il risultato che evidentemente questa sera il Presidente Dujany non si aspettava.

Purtroppo come in tutte le cose anche in politica ci si ripete e questa sera dobbiamo prendere atto di un avvenimento che evidentemente, se non a caldo, io a caldo lo avrei fatto perché sono un istintivo, un impulsivo, non mi controllo qualche volta, avrei fatto un altro gesto, ma più meditatamente qualcuno ha detto a bocce ferme, vediamo il da farsi, la crisi se non è scoppiata in tutta la sua virulenza comunque esiste, vediamo di risolverla, e per questi motivi Signori che io qua rifaccio mia, rifaccio liberale, la proposta di rinviare tutti gli altri ordini del giorno.

Presidente Dujany avrà così tutto il tempo di meditare e di sentire le altre parti, così come il Consigliere Andrione ha chiesto pubblicamente una dichiarazione dei vari partiti; io mi auguro sia fatta con quella coerenza che qualche volta, mi sia concesso dirlo, noi valdostani ne abbiamo la prerogativa.

Io mi auguro soltanto che in questa occasione, in cui veramente c'è la necessità di chiarire le nostre posizioni, si sappia dire con chiarezza che cosa si vuole per il futuro dei nostri figli, per il benessere della nostra Valle.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola?

La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Naturalmente l'esito della votazione di testé seppure non può e non deve portare come giustamente ha detto il Consigliere Pedrini, a delle valutazioni e delle decisioni a caldo, è un serio indice di quella che è una situazione di disagio che effettivamente è sentita parecchio.

Ritengo quindi che, proprio nell'interesse di una chiarificazione nell'interno delle varie forze componenti l'arco rappresentato a livello di Consiglio regionale, la proposta di rinvio avanzata dal Consigliere Monami ed accolta dagli altri Consiglieri che lo hanno seguito, debba trovare seguito.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola?

Nessuno più chiede la parola mi sembra che il Consiglio si sia espresso, o per lo meno nessuno abbia sollevato obiezioni alle richieste che sono state fatte di una sospensione della seduta e di un rinvio della trattazione degli altri oggetti all'ordine del giorno per una prossima seduta, pertanto il Consiglio sarà convocato a domicilio, la seduta è tolta.

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La seduta termina alle ore 19,33.