Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 241 del 7 ottobre 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 241/74 - Criteri per la formazione delle graduatorie per l'assegnazione degli alloggi previsti dalla legge regionale 27 aprile 1973 n. 20.

Dolchi (Presidente) - Darei la parola al Presidente della Giunta regionale perché possa informare il Consiglio dei lavori che sono stati fatti per trovare una soluzione concordata.

La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (DP) - Stamane, a seguito di parecchi emendamenti proposti da parecchi Consiglieri è stata fatta la riunione per cui è stata chiesta un'interruzione di cinque minuti, che è stata molto, che è durata molto di più di cinque minuti e si è raggiunto l'accordo su quasi tutti gli emendamenti, ad eccezione del primo, che riguarda il numero degli anni di iscrizione ... per diritto di partecipare all'assegnazione di alloggi.

Allora, lascerò per ultimo questo punto e dirò brevemente quali sono i punti cui si è concordato.

Al punto n. 1 a pag. 2, nell'ultima parte, dopo "per ragioni urbanistiche e per la realizzazione di opere di carattere di pubblica utilità" si aggiunge "o siamo stati provvisoriamente collocati in alloggi privati a totale o parziale carico della Regione".

Al punto n. 3 della nota c'era stata un'omissione di dattilografia in cui bisogna aggiungere "i punteggi previsti dai numeri 1-2-3 non sono cumulabili", c'è da aggiungere questo "sono", al punto 4 che riguarda il punteggio aggiuntivo per le residenze; si è proposto un meccanismo di aggiunta di punteggi in rapporto al numero degli anni di anzianità di residenza che preciserò dopo, perché questo è collegato con il primo punto.

Al punto 7 si sostituisce, si stabilisce un punto 7 nuovo dopo il punto 6 che recita così: "lavoratori autonomi e dipendenti e pensionati originari della Valle d'Aosta già emigrati all'estero, i quali all'atto della presentazione della domanda risultino avere l'effettiva residenza e l'abituale dimora in un Comune della Regione con punti 3".

È stato accolto l'emendamento proposto da alcuni Consiglieri per quanto riguarda il punto 8, in quanti si è tolto oltre agli eventuali collaterali fino al 4° grado con l'aggiunta del domicilio e della residenza del nucleo familiare, e inoltre, è stata variato il penultimo comma circa la Commissione stabilita per l'assegnazione degli alloggi, all'assegnazione degli alloggi sarà provveduto dalla Commissione di cui all'art. n. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica, integrata da tre Consiglieri regionali dei quali uno della minoranza e sarebbe la Commissione apposita che è già stabilita da e presso l'Istituto Autonomo Case Popolari per l'assegnazione degli alloggi.

Allora, per quanto riguarda il punto 1, c'era un emendamento proposto dal Consigliere Fosson e da altri Consiglieri che prevedeva un'anzianità di 10 anni di iscrizione anagrafica per accedere all'assegnazione dell'alloggio.

La Giunta sarebbe dell'idea di mantenere gli anni 5 quale era nella proposta originaria, in quanto questo fa parte di una prassi di una serie di deliberazioni consiliari edilizia popolare, prevista 5 anni, per le borse di studio sono previsti anni 5, per i libri gratuiti di testo sono previsti anni 1, per l'assistenza degli anziani anni 5, per gli invalidi, ciechi 5 anni, per gli invalidi civili, chiedo scusa anni 5, per i ciechi civili anni 5.

Inoltre lo Statuto prevede un minimo, un massimo di 3 anni di residenza per l'elettorato passivo, di un anno di residenza per l'elettorato attivo, quindi ci pareva opportuno mantenere questo tipo di comportamento che è stato un comportamento costante dell'Amministrazione regionale attraverso i suoi vari anni di amministrazione, e per favorire maggiormente coloro che hanno parecchi anni di residenza nella Regione, si propone di aumentare i punteggi di assegnazione in rapporto agli anni di residenza, per cui il punto 4 precederebbe così "nuclei residenti stabilmente in un Comune della Valle d'Aosta per un periodo superiore ad anni 5 prescritte per la presentazione della domanda, assegnazione alloggi. Inoltre per i primi 3 anni, punti 1, per i 6 anni punti 3, per 9 anni punti 5, per 12 anni punti 7, oltre 12 anni punti 9. Per cui chi avesse oltre 12 anni di residenza avrebbe diritto a 9 punti".

Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - Moi, je voudrais seulement dire que pour le point 1, sur la question des 10 ans, nous, nous sommes de l'avis de maintenir la question des 10 ans. La proposition faite ce matin et alors au point 1 et aussi dans la partie du point 4, avec les points qu'on avait établis en plus des 10 ans, et puis je voudrais demander parce qu'on n'a pas entendu bien au point, actuellement, au point 8 il y a des modifications. Si on enlève totalement la partie que nous avons demandée dans le ... qu'on avait dit aussi a un certain moment de modifier qui n'a pas été dit "l'inciso oltre agli eventuali collaterali od affini fino a 4° grado". Ce matin nous avions dit, on avait discuté à un certain moment, s'il fallait l'enlever totalement comme ça, mais on avait vu qu'il y avait des avantages et on avait dit alors que "oltre agli eventuali collaterali fino al secondo grado incluso, od affini in primo grado". Je voulais seulement savoir si ceci est disparu, ou on a battu les variations. On ne fait pas référence à ce point que tout de même nous avions discuté longuement ce matin.

Dolchi (Presidente) - La parola al Vice Presidente Chanu.

Chanu (DP) - Si tratta di una dimenticanza, una dimenticanza da parte di chi ha steso la bozza. Effettivamente in sede di riunione si era concordato di, non di abrogare completamente l'inciso, ma di modificarlo proprio nel senso ad esso, e propostoci dal Vice Presidente Fosson, cioè limitando per quel che riguarda i membri da considerarsi facenti parte del nucleo familiare, per quel che riguarda la parentela collaterale, il secondo grado incluso, per quello che riguarda il rapporto di affinità, limitarlo al primo grado.

Dolchi (Presidente) - Altri che chiedono la parola?

La parola alla Consigliera Viglino.

Viglino (RV) - Sempre a proposito dell'attuale n. 8, avevamo anche stabilito nell'ultima frase che riguarda i collaterali ed affini, i quali da almeno 5 anni alla data del bando, era l'inserzione che avevamo chiesto, convivano stabilmente con il convivente.

Dolchi (Presidente) - Questo è stato ripreso.

Altri che chiedono la parola? La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Prendo la parola per esprimere l'opinione del nostro Gruppo circa la questione dei 5 e dei 10 anni e l'emendamento aggiuntivo che noi avevamo fatto in riunione, in sede di riunione di emendamenti dei proponenti che chiariva la questione dell'anzianità e quindi per fare prevalere su ogni altro criterio quello dell'anzianità di residenza in Valle d'Aosta.

Noi avevamo detto in quella sede, e riconfermiamo la nostra opinione, che vada tenuto il limite di 5 anni per dare diritto a presentare la domanda e aver diritto agli alloggi, e non vi ridico le cose che già ha detto il Presidente. Intanto, perché è una decisione assunta dalla Giunta presente, dell'attuale Giunta vi sono tutte, non tutte tranne la nostra comunque le forze componenti la maggioranza, è una proposta della Giunta che noi abbiamo accettato perché riteniamo giusta - e non vi dico per i vari motivi -, la legge elettorale che stabilisce sia l'elettorato attivo e passivo, entro i limiti più ristretti dei 5 anni, e tutti quei provvedimenti che ha già detto il Presidente, che si orientano come linea discriminante sulla base dei 5 anni di residenza e non oltre. Per questi motivi vorremmo anche noi che fosse mantenuto questo.

Ma avevamo fatto però un emendamento aggiuntivo noi alla classificazione del punteggio relativo all'anzianità, mentre è noto, mi pare, perché è già stato sottoposto al Consiglio, le proposte e i proponitori dei 10 anni con un punteggio limitato, lasciando un punteggio molto limitato, per cui la nota discriminante non è sulla lunga anzianità di residenza nella Valle d'Aosta, ma è soltanto un aumento dai 5 ai 10 anni, e si dà invece un limitato punteggio a tutti coloro che hanno una lunga residenza in Valle d'Aosta.

Noi siccome volevamo mantenere la discriminante ai 5 anni, per quei motivi che abbiamo detto e letti dal Presidente, e potremmo anche aggiungere che per fare un atto di giustizia non è sempre vero e necessario fare un altro atto di ingiustizia. Semmai bisogna fare un atto di giustizia senza commettere, nei confronti almeno per quanto possibile, dei più atti di ingiustizia.

Ma lavoravamo e abbiamo fatto la nostra proposta. Io vi illustrerò con un specchio che solo i ciechi possono non vedere come è più vantaggiosa la nostra proposta ai fini delle lunghe residenze in Valle.

Perché, vi dicevo, mentre la proposta dei proponenti dei 10 anni dice che si dà 1 punto ad ogni 2 anni superiori ai 10 di residenza, vorrei essere corretto se così non fosse, 2 punti di 4 anni oltre i 10; 3 punti a 6 anni oltre i 10; 4 punti agli 8 anni oltre i 10; 5 punti oltre gli 8 anni di residenza. Noi proponevamo invece, lasciando i 5 anni, di fare questa proposta di punteggio: 3 anni oltre i 5 - 1 punto; 6 anni oltre i 5 - 3 punti; 9 anni oltre i 5 - 5 punti; 12 anni oltre i 5 - 7 punti; oltre i 12 anni - 9 punti.

Con quale risultato Signori Consiglieri, coloro i quali credono, ma credo che probabilmente pensino di aver valutato bene l'effetto di questa mia proposta, non per altri motivi, evidentemente l'hanno sottovalutata, con l'effetto stranissimo che secondo la loro proposta, un residente ad Aosta che abbia 12 anni di anzianità, prende 1 punto; colui che ha 14 anni di anzianità prende 2 punti. Secondo la proposta del Gruppo Comunista, chi ha 8 anni di anzianità prende 1 punto e chi ha 11 anni, quindi non 14 per averne 2, ma chi ha 11 anni prende 3 punti, chi ha 16 di anzianità, con la proposta dei proponenti dei 10 anni prende 3 punti, chi ha 16 anni di anzianità 3 punti. Con la nostra proposta di anzianità 5 punti, con la proposta dei 10 anni, 18 anni di anzianità e basta fare i calcoli, sono semplicissimi. Sono riuscito a farli io, figuriamoci se non riescono gli altri! 18 anni di anzianità - 4 punti, con la nostra proposta 17 anni non 18, non 4 punti ma 7 punti.

Oltre 18 anni di anzianità con la proposta di 10 - 5 punti; oltre il dodicesimo anno di anzianità, superiore ai 5 anni, evidentemente 9 punti di anzianità.

Ecco il criterio più giusto, cioè la ricerca della giustizia, senza creare ulteriori ingiustizie, si qualificano le lunghe residenze a chiunque queste corrispondono, nel modo che veramente la residenza abbia un valore e un'efficacia determinanti ai fini dell'assegnazione della casa.

Dico, se posso essere incorso in errori matematici, ma i colleghi del Consiglio possono rivederli, è a disposizione di chi li vuol cedere.

D'altra parte, e concludo dicendo mi pare di avere già detto tutto, che il problema, amici Consiglieri di tutti i Gruppi consiliari, il problema non è sbranarci su dare il punto più, o il punto meno per favorire un determinato tipo di residenza, un determinato tipo di componente familiare, o un altro determinato tipo di argomento, che vogliamo prendere in oggetto.

Il problema è costruire, fare delle case, perché se Aosta avesse a disposizione centinaia e centinaia di alloggi di case popolari, contro le quali costruzioni tutti i Gruppi consiliari di questo Consiglio si sono pronunciati in una legge presentata dai Comunisti, tre anni fa, probabilmente non ci si scannava sul punteggio. Probabilmente invece di spendere tanti miliardi per tante altre spese improduttive, avremmo costruito tante case da poter soddisfare le esigenze di tutti coloro che vivono ad Aosta; dei valdostani di origine, e dei non valdostani di origine; di tutti coloro che in Valle d'Aosta lavorano, che dopo aver lavorato cinque anni, riteniamo noi, abbiano il diritto di essere considerati ai fini della partecipazione di un diritto come tutti gli altri cittadini valdostani.

È proprio perché noi ci sentiamo profondamente pronti a difendere questi interessi, gli interessi di tutti coloro che risiedono da più anni in Valle, siano essi valdostani o no, con criteri di giustizia, ci fa dire: costruiamo più case subito e sollecitamente, e adoperiamo un metodo di classificazione che è questo, che risponde a criteri di giustizia, al di fuori di questo metodo, e può darsi che noi abbiamo sbagliato nelle nostre valutazioni, ma ci deve essere dimostrato al di fuori di questo, facciamo sì delle giustizie creando altri episodi e altri elementi di giustizia.

Dolchi (Presidente) - La parola alla Consigliera Viglino.

Viglino (RV) - Io mi sono stupita di sentire il Consigliere Monami usare dei versi come "sbranare" e "scannare", perché, no, no, no, perché nella riunione che abbiamo fatto questa mattina, non ci siamo né sbranati, né scannati. Forse sarà della riunione che ha fatto la maggioranza, lasciandoci qua dalle 4 fino alle 5 e oltre. Non so. Io sono generalmente un pochino più mite e poi non ho l'eloquenza toscana del Consigliere Monami, e allora non adopero tante volte, anzi, chiedo scusa se tante volte uso dei termini molto semplici e forse anche un po' impropri. Comunque ho voluto veramente fare il punto su questo fatto, perché veramente stamattina, come ripeto, non ci siamo sbranati.

Allora penso, naturalmente, che sarà stata la maggioranza. Affare suo.

Il conteggio, io potrei anche condividere pienamente l'impostazione del Consigliere Monami, se l'assegnazione delle case avvenisse esclusivamente in base alla residenza, ma noi dobbiamo ricordare che oltre il punteggio che si è detto qui sopra, che si assegna per la residenza, noi abbiamo anche tutta un'altra serie di punteggi che riguardano i nuclei familiari, e per esempio, in particolare i nuclei familiari con eventuali collaterali che addirittura gli affini andavano fino al 4° grado e qualcuno mi ha detto oggi che per stabilire queste ascendenze, discendenze collaterali, sarebbero venute fuori delle formule tipo quelle diciamo certe costruzioni chimiche, della chimica organica da far girare il capo. Evidentemente tutto questo ha un'importanza fondamentale e noi sappiamo benissimo che la maggior parte dei valdostani non ha l'abitudine di rimanere in casa appena sposato, cioè se può, costituisce la sua famiglia semplicemente padre e madre e figli. Qualche volta prende anche un genitore, specialmente quando l'altro viene a mancare, ma in genere purtroppo siamo e rimaniamo degli individualisti. Ogni famiglia cerca di tirare avanti semplicemente con il suo nucleo, venendo incontro attraverso altri mezzi ai genitori anziani che hanno forse qualche difficoltà, ma è molto difficile trovare dei conviventi.

Allora, io dicevo, se l'assegnazione, se fatta esclusivamente in base al conteggio, evidentemente la proposta del Consigliere Monami è senz'altro vantaggiosa rispetto a quella che facevamo noi, ma siccome a questo si aggiungono tanti altri punteggi per tanti altri causa tra cui, per esempio, anche l'entità del nucleo familiare. E allora cosa capita? Capita che tante volte il valdostano non riesce ad avere l'assegnazione perché si vede scavalcato senz'altro a causa di un nucleo familiare più grande, e allora noi pensavamo che stabilendo 10 anni di residenza, questo forse avrebbe permesso di sanare dei casi che sono addirittura scandalosi, e che con questo bando non riusciremo mai ad essere sanati proprio perché vengono superati da tante altre domande che si aggiungono se noi mettiamo solo 5 anni di residenza. Questa è la ragione per cui abbiamo chiesto e manteniamo la base dei 20 anni, però io so benissimo che il Consigliere Monami è una persona molto cortese e gentile, e allora io penso che su questo argomento ci rimane un'unica cosa, che è quella di passare alla solita votazione.

Avete la maggioranza e quindi pazienza, saremo di nuovo vinti per un'altra volta, ma almeno la nostra battaglia l'avremo fatta. Ecco.

Dolchi (Presidente) - Aveva chiesto la parola il Consigliere Mappelli.

(Voci)

Mappelli (DC) - Guarda, sono più vecchio di te, delle fesserie ne ho dette tante.

Dolchi (Presidente) - No, no, un momento. Monami parla al microfono per la cortese rinuncia del Consigliere Mappelli.

La parola al Consigliere Monami.

Monami (PCI) - Mi sia consentito e ringrazio il Consigliere Mappelli.

Vede, Signorina, ci troviamo di fronte ad alcuni elementi di valutazione. Sono alcuni gli elementi di valutazione; abbiamo la residenza, abbiamo detto la composizione del nucleo familiare, la distanza dell'abitazione dal capoluogo e dal posto di lavoro. Tanti elementi che se Lei li somma, danno la maggioranza del punteggio attribuito. Li somma, fa un massimo di 27-38. Esamini con serenità e con coscienza tranquilla e sgombra da ogni pregiudizio di cui Lei è capace. Ecco perché la invito. Lei vedrà come in quel punteggio di 30 punti incida la mia proposta sull'anzianità di residenza in modo determinante. Ecco è questo che non vi dovete fare sfuggire; se i punteggi fossero 300 punti e su 300 punti, 3 punti contano poco; contano per l'1%, 3 punti in 30 punti contano per il 10% Signorina Viglino, ecco l'osservazione di fondo che non vi dovreste fare sfuggire con un tranquillo esame sereno della situazione.

Grazie a Lei e a Mappelli.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Mappelli.

Mappelli (DC) - Cari amici, il problema della casa, e qui non voglio polemizzare ma precisare con l'amico Monami: non è questione di problema di diritto e allora questo tipo di intervento per la casa al cittadino e dunque tutti coloro che hanno lavorato, a tutti coloro che contribuiscono per lo sviluppo economico della nostra Regione, questo tipo di intervento va inquadrato nell'intervento del diritto alla casa e mi spiego meglio.

Noi abbiamo una legge che fin dal 1964 è una legge che prevede determinati tipi di intervento, nuove costruzioni, acquisti di alloggi, rifacimento di vecchie abitazioni, ecc. e questa invece è la costruzione di case, di alloggi di tipo economico popolare. Ora, bene, essendo noi un'Amministrazione regionale autonoma, non dovremo, anzi, dovremmo avere la sensibilità e la volontà politica da parte di tutti, di affrontare il problema della casa, non un settore economico e popolare, non solo questo settore perché noi dobbiamo fare un'analisi logica di quello che è il tipo di intervento. Amico Lustrissy, gentilmente vorrei continuare il mio discorso, e vorrei proprio che l'amico Presidente mi seguisse in questo tipo così presuntuosamente valido delle mie tesi, di valutare e di esaminare tutto il sistema nostro di finanziamento della casa. Noi vediamo i Sindacati e con i Sindacati, tutte le forze politiche o comunque, le forze che sono responsabilmente alla testa di ogni Gruppo economico di Italia e in questo quadro generale, come diceva bene l'amico Dujany quando eravamo in Giunta assieme, anche la Valle d'Aosta.

E allora noi vediamo che si susseguono e si scavalcano e si moltiplicano i tipi di interventi.

Noi vediamo la nostra legge del 1964 che era valida, non dico che sia ancora valida perché è discutibile, andrebbe modificata, per cui noi vedevamo che esempio, 5 milioni nel 1964 era uguale, faccio un esempio, dunque gli esempi evidentemente non rispecchiano la realtà e non facciamo i farmacisti di 50 mq. o di 100 mq, di acquisto di casa; mq di appartamento, i 50 mq. e dunque i 5 milioni non hanno più questo potere di acquisto, saranno nel tempo modificati. La realtà è che questi 5 milioni non hanno più una funzione sociale, secondo il mio punto di vista che è discutibile e allora se è vera questa tesi, come io ne sono convinto, occorre portare su un altro binario il tipo di intervento dell'Amministrazione regionale, quale: e sono due, quello delle Cooperative e quello delle vecchie abitazioni.

Come vecchie abitazioni, intanto toglieremo dai piedi quel tipo di sfruttamento di vecchie case, per cui servono semplicemente per i punteggi e la realtà di fatto, nei centri urbani come Aosta, padre di famiglia come il sottoscritto di 5 figlioli, arriva con la bicicletta, va lì e il punteggio automaticamente è già fatto, è chiaro.

Però è altrettanto vero che noi dobbiamo dare una politica del suolo, cioè le aree noi continuiamo a gonfiare, noi continuiamo a costruire, noi continuiamo ad espanderci, ma la Valle d'Aosta sono ristrette le zone, amici, le zone per cui riusciamo a mantenere quello che è il suolo della Valle di Aosta, e le condizioni sono due. O noi facciamo un tipo di politica, di rivalutazione delle vecchie case, dunque dei vecchi villaggi, tutto quello che comporta questo tipo di discorso e allora rimangono nostre, rimane di proprietà dei valdostani, cioè di chi lavoro nella Valle d'Aosta, di chi crede, di chi ha fiducia, di chi ha l'amore della Valle d'Aosta, oppure sono destinate alla speculazione. Noi sappiamo che certi villaggi, e non faccio dei nomi perché tutti lo sappiamo, in alta Valle sono stati acquistati da Gruppi professionisti; professionisti a speculare, hanno acquistato dei villaggi e ritengono di poterli sfruttare sul piano turistico per loro economico, dello sfruttamento della speculazione, però noi non abbiamo fatto niente per salvaguardare questi villaggi. Noi continuiamo a dare quei 5 milioni per l'acquisto di alloggi, acquisti che con il potere d'acquisto e con il nuovo andazzo dell'edilizia in Italia e dunque in Valle d'Aosta, hanno fatto l'interesse non politico-sociale e tanto meno popolare e allora, io non vorrei dire una "betise" nel dire: rivediamo questa legge o inquadriamo questo tipo di intervento, però ho veramente un po' così di iniziativa e di volontà nel dire, non sarebbe il caso di esaminare tutto il sistema, creando una Commissione che rappresenta tutti i Gruppi e di rivedere tutto il sistema di intervento per la casa, perché il problema della casa a parole tutti vogliono essere i primi. Vediamo i Sindacati, le forze politiche, però ci perdiamo nel tipo di intervento che non rispecchia quella che è la realtà e quello che è il fine che noi vorremmo che fosse.

Io fina dal giugno scorso e spero che l'amico Albaney gentilmente voglia poi convocare quella Commissione che nel mese di settembre, in base ad una mozione che era stata accettata dalla Giunta per vedere questo problema, spero che quanto prima, gentilmente la convochi, perché ritengo superato quel sistema dei 5 milioni. O si sa la possibilità di altri sistemi di intervento, oppure quei 5 milioni servono semplicemente nelle tasche di chi costruisce, che poi in definitiva anziché rivalutare le vecchie abitazioni, non fa altro che sfruttare nuove aree, per cui noi in Valle d'Aosta dovremmo salvaguardarle.

Noi come Ente pubblico, tutti dal Presidente Dolchi a Dujany, a tutti noi, dovremmo salvaguardare le aree e ristrutturare le vecchie abitazioni che se non fo faremo noi, lo faranno altri, e sarebbe ancora peggio. Dunque, sull'intervento della legge delle case, del finanziamento delle case per lavoratori, così era stata definita quella legge, noi dovremmo portarlo sul binario della revisione, sul binario di intervento forte ad un costo di danaro molto corrente e molto possibilistico per i lavoratori, o comunque per la Comunità valdostana per il rifacimento delle vecchie abitazioni, per il recupero delle vecchie case e li risparmieremmo sia la speculazione edilizia e sia il terreno. Secondo, per le Cooperative, sapete che dal 1964 ad oggi che abbiamo speso dei miliardi, io non so quanti, vi è in Valle d'Aosta una sola Cooperativa perché i massimali da noi messi per le condizioni da noi create, abbiano fino ad oggi una sola Cooperativa e abbiamo speso dei miliardi.

Dunque è segno che il fallimento d'intervento è sbagliato. È completamente sbagliato su tutta la linea, dunque dobbiamo rivederlo.

Per questo tipo di intervento, sì, noi avevamo accennato fra amici della DC, non sapendo quale era la decisione o comunque le decisioni di altri Gruppi presenti in questo Consiglio, noi eravamo, e io l'avevo anche scritto qui: 10 anni, perché? Perché cosa volete, sì sì ... chi viene, non 1 anno, 10 anni, chi viene a lavorare in Valle d'Aosta, il giorno dopo dovrebbe avere gli stessi diritti, di chi invece per tanti anni forse non ha fatto il proprio dovere. Qui siamo d'accordo, ma purtroppo, cosa volete, ad un certo momento, abbiamo avuto un po' tutti quanti dei ripensamenti, visto come sono andati a finire certi tipi di case popolari. Io non ho nessuna vergogna, nessun timore, di richiamare la vostra attenzione, a volte cosa sta succedendo in Viale Europa. In Viale Europa, io non vorrei dire delle eresie, ma ho visto cose che non vanno bene, hanno rotto cose che, non voglio entrare nel merito, perché non è compito mio, ma veramente io che ho lavorato per tanti anni in miniera, e che mi sono dato da fare in tutta la mia esistenza per cercare di sistemare la mia famiglia, certe cose mi hanno fatto dispiacere. Comunque, cosa volete che vi dica. Ci sono degli Organi preposti, c'è chi dice che non si paga sempre l'affitto, ecc. ecc. Comunque sono altre cose che non mi interessano. E allora anche noi eravamo orientati sulla questione dei 10 anni, però badate bene, amici Consiglieri, questo è un problema della casa, dovremmo metterci in giro al tavolo, ed esaminare tutti i tipi di intervento che dal 1974 ad oggi l'Amministrazione regionale, le Case popolari, l'INA Casa e le Case Fanfani che erano le INCIS, tutti questi tipi di intervento, su tutto sto arco di sistema di intervento, in Valle d'Aosta hanno partecipato per la casa, per i cittadini, dunque per i lavoratori. Però alcuni di questi tipi di interventi, oggi ci cadano sulle nostre spalle, ed è questo uno di quei casi, cioè anziché la casa popolare, per cui ad un determinato momento, otto o dieci di noi, partiva, faceva la sua bella informativa, tutta la parte normativa, e aveva l'intervento da Roma. Oggi piano piano il decentramento ci dà la possibilità di amministrare con una normativa diversa questi finanziamenti.

Ora ci sono determinati tipi di investimento per la casa, per i lavoratori, o case popolari, chiamateli come vi pare, comunque per la casa ai cittadini, diversi tipi di intervento.

Io chiedo, ripeto, non sarebbe il caso di vedere una normativa per tutti questi tipi, al fine di valutare se questo sistema è valido, tenendo conto di quell'altro sistema che noi portiamo avanti, che però per me non è valido, perché non si può continuare a dare cinque milioni per l'acquisto di case quando questo significa, con cinque milioni, di comprare un corridoio, un'entrata e sì o no i servizi.

Non si può continuare a lasciare che delle vecchie case servano da trampolino di lancio per delle graduatorie, e che queste case stanno andando a carte 48, quando noi potremmo benissimo intervenire e modificare, anche perché nel centro urbano e in tutti i centri urbani della Valle d'Aosta, io parlo di Aosta, ma potremmo parlare di Nus, come di Quart, di Chambave o di Châtillon, e fino a Pont-St-Martin ecc., nel centro urbano dei paesi di fondo Valle, o nelle Valli laterali potremmo benissimo rivalutare delle bellissime case dove per generazioni hanno vissuto molto bene i nostri vecchi e che oggi sono all'abbandono e che un domani, come certi bellissimi villaggi di media e alta montagna, come un domani potrebbero essere oggetto di speculazione, solo per mancanza di capacità da parte nostra, di spendere una parola e di incentivare la buona volontà della nostra gente di montagna di impegnarsi e di ricostruire, di risistemare e di affittare. Potrebbe essere per loro, come agricoltori, come lavoratori del turismo, queste case, ma noi invece continuiamo a dare cinque milioni; non servono a niente, anzi, diventa una speculazione edilizia, scusate il termine, perché se si continua a costruire a dei prezzi esorbitanti, quando un lavoratore pieno di silicosi, malato o già in pensione, deve sacrificare tutta una vita per trovarsi 50-80 metri quadrati, in fine di una esistenza che poi potrebbero essere altrettanto bene questi soldi investiti, invece, in qualche vecchia casa che sta per cadere, e che un domani, gente più intelligente o più furba, - dipende dal punto di vista -, se la prende, la modifica e la mette a disposizione dei turisti a prezzi esorbitanti, perché si parla di mezzo milione al mq.

Ecco, dunque, rimane, non era una risposta a nessuna, era una risposta, un quesito alla mia coscienza di lavoratore valdostano, così di responsabile della comunità valdostana, nel dire: non sarebbe ora che il problema della casa, visto che noi abbiamo la possibilità di riesaminarlo, tutti assieme, non maggioranza o minoranza, ma tutti assieme riesaminiamo il problema della casa, perché non si può andare avanti così.

È inutile che noi diamo cinque milioni a quello che di Aosta va a lavorare alla miniera di Cogne, quello compra con l'impresario Lustrissy e quei soldi vanno nelle tasche di Lustrissy e io, povero minatore, devo continuare ad andare alla miniera di Cogne per pagare quasi cinque milioni per 10-20 anni.

Ecco, dunque, vedete che il problema è veramente molto più grande di quanto può sembrare, così sulla questione dei punteggi, e dobbiamo effettivamente con questo, potremmo avere alcuni risultati. Primo, togliere la speculazione; secondo, rivalutare le vecchie case, le vecchie abitazioni, i nostri villaggi; terzo, faremo un buon servizio, non quello che arriva dopo un giorno, perché come me ha cinque figli, ha diritto di andare in viale Europa ecc.; quarto, toglieremmo di mezzo, oltre che salvaguardare il suolo, dunque quei bei siti che noi abbiamo. Toglieremmo dalle mani di coloro che hanno già intravisto questo nuovo tipo di speculazione, perché con i piani regolatori, con le leggi urbanistiche, con tutto quello che voi volete mettere sul banco, hanno già trovato il sistema di deviare tutto; comprano i vecchi villaggi, risistemano le vecchie case, e le rivendono ai prezzi che a loro fa comodo.

E noi sappiamo quali sono i prezzi, le nuove case, si parla di tre/quattrocentomila lire al mq. Benissimo, le vecchie case in questi siti urbanistici, loro non è che le vendano a duecento, le vendono a quattro/cinquecentomila lire al metro. Tranquilli, tanto ... il piano regolatore che non lascia più costruire in giro, tanto c'è la legge urbanistica che con i vincoli ecc., non lascia più costruire, sistemano quelle quattro case, trovano già tutte le infrastrutture perché l'acqua dai secoli nei secoli, vi è l'acqua potabile; ci sono quel tipo di fognature che ormai sono tradizionali, hanno ha luce, ci sono le strade, e più belle di così, cosa vuole, quello arriva lì, mette a posto tre case e le vende come prima, voglia evitare questo? Siamo in tempo, perché in Valle d'Aosta ci sono due o tre esempi per il momento, ma se non siamo intelligenti ad intuire questo nuovo tipo di speculazione, bene, ancora una volta noi siamo qui a discutere su delle cose che sono valide sì, ma non abbiamo amico Monami, senza polemica, risolto il problema dei criteri di giustizia e di politica sociale, perché non è quella lì la strada. La strada è di prendere in mano tutto il tipo di intervento per questo settore e di esaminarlo veramente come i farmacisti, e di intervenire in base a dei criteri che riteniamo validi.

Fosson (UV) - Io volevo aggiungere un argomento a quello che è stato già sviluppato dallo Sig.na Viglino per chiarire bene al Consigliere Monami i motivi per cui noi eravamo per i dieci anni invece dei cinque.

Non si tratta qui di dare un maggior punteggio, perché noi accettavamo il punteggio che c'era, che era stabilito già sull'allegato, per gli anni superiori ai dieci. Ma la questione, avevamo già detto stamattina, nell'assegnazione delle case dell'Istituto Case Popolari, l'assegnazione avviene in modo diverso e abbiamo più volte dovuto lamentare che proprio gente che aveva diversa anzianità, ma che non aveva tutti quegli altri requisiti, eventualmente aspettava e ha aspettato per lungo tempo. La Sig.na Viglino, questa mattina, ha anche citato un esempio pratico, ma chi ha dovuto interessarsi di questo problema anche nel passato, sa benissimo, l'ho detto stamattina e lo ripeto adesso, che molti dei nostri valdostani o anche gente non nata qui, ma che è residente qui da parecchio tempo e che si è installata in alcune case della periferia, in campagna o in una casa o l'altra, è sempre passata in coda rispetto ad altri che avevano una residenza molto inferiore, ma che si infilavano in certe case malsane della città di Aosta, che hanno servito più volte per il passaggio di diverse famiglie, che attraverso questo passaggio hanno avuto accesso alle case popolari.

Ora, non abbiamo nessuna possibilità di modificare il sistema di assegnazione delle case popolari, dove praticamente, l'ho detto stamattina in separata sede, noi contiamo, come Consiglio regionale, molto poco, perché abbiamo dei rappresentanti, due rappresentanti, - se non erro -, su un numero di dieci o quindici persone, che costituiscono nella Commissione di assegnazione degli alloggi, non abbiamo nessun rappresentante del Consiglio regionale, abbiamo due rappresentanti nel Consiglio di Amministrazione, se non sbaglio.

Ora, qui si tratta di case economiche che facciamo con dei fondi regionali. Il numero di queste case è, di questi alloggi, è relativamente basso, quindi ci sarà una richiesta molto forte. Noi diciamo almeno per questo, quando avremo un numero maggiore di case a disposizione, potremo anche ridiscendere ai cinque anni ma, per intanto, noi diciamo: abbiamo un numero di alloggi limitati, dobbiamo fare in modo che, pur tenendo conto di tutti quegli altri fattori che sono tenuti presenti per questione dell'assegnazione reddito basso, reddito limitato, questione di numero di famiglia, di abitazione malsana in cui questa gente abita; precedenza a quelle case che debbono essere demolite. Tutto quello che abbiamo detto qui sopra, e che abbiamo ancora accentuato con le altre modifiche che abbiamo concordato attraverso la riunione di stamane, diciamo, ad un certo momento, noi chiediamo di portare a 10 anni perché almeno per questa prima tranche di case economiche fatte dall'Amministrazione regionale, ci sia la possibilità sia per gente valdostana sia per coloro che hanno un maggior tempo di residenza in Valle d'Aosta. Quindi mi sembra che non c'è da creare ingiustizie in questo senso, perché ingiustizie ne abbiamo sempre osservate e rilevate nell'assegnazione delle case popolari, dell'Istituto Case Popolari. Come ho detto prima, in questo caso è l'Amministrazione regionale che mette i fondi a disposizione e quindi chiederemmo, almeno per questa prima tranche di case economiche, di addivenire a questo, che è l'unica questione che è stata divisa stamattina, perché praticamente tutte le altre modificazioni che sono state portate, qualcuna proposta da noi, la gran parte proposte dal Consigliere Monami, sono state perfettamente accettate perché tutte erano un dato indirizzo che ci trovava concordi e anche quelle che avevamo fatto noi ci trovava concordi. Quindi, se vogliamo fare una votazione la facciamo, ma io dico: chiederei ancora in un problema di questo genere, una volta illustrate le ragioni per cui noi insistiamo su questo, tengo ancora a precisare che non è un'ingiustizia, è eventualmente un riequilibrio di situazioni che in altri casi sono state una palese ingiustizia verso certi, quelli che avevano questo numero di residenza. Quindi, non so, sia il Presidente sia la Giunta, sia il Consigliere Monami, non per dire, abbiamo partita vinta su questo, ma se c'è un ripensamento, sarebbe auspicabile e permetterebbe a tutti di votare questo provvedimento in piena, all'unanimità da parte del Consiglio.

Dolchi (Presidente) - Ci sono altri? Giunti a questo punto, mi sembra che quelli concordati o quelli non concordati, gli emendamenti vanno messi in votazione e poi pronunciarsi sul complesso del provvedimento. Semmai le dichiarazioni di voto possono essere fatte, se il Consiglio è d'accordo, prima della votazione finale. Siamo d'accordo di procedere in questo senso? Nessuno più chiede la parola.

Allora, primo emendamento. Io pregherei anche i collaboratori della Segreteria della Presidenza e della Segreteria Generale di seguirmi perché sono numerosi. Primo emendamento sostitutivo riguarda la parola "cinque anni" nella quinta riga del dispositivo di deliberazione, c'è una proposta di emendamento di togliere la parola "cinque" e sostituirla con la parola "dieci".

La parola al Consigliere Andrione su questo emendamento.

Andrione (UV) - Sull'emendamento sostitutivo in questione, chiediamo una votazione a scrutinio segreto a nome dei Consiglieri Fosson, Blanc, Viglino, Manganone e Andrione.

Dolchi (Presidente) - Qualcun altro chiede la parola sempre sull'emendamento sostitutivo? "cinque" con "dieci"?

Allora si procede alla votazione segreta dell'emendamento sostitutivo. Preciso il significato della votazione. Chi è d'accordo per la sostituzione della parola "cinque" con la parola "dieci" vota pallina bianca, chi non è d'accordo sulla sostituzione vota pallina nera.

Sono ammesse le astensioni.

Si passa alla votazione segreta.

Esito della votazione segreta sull'emendamento sostitutivo:

Presenti e votanti: 30;

Maggioranza: 16;

Voti favorevoli all'emendamento: 14;

Voti contrari: 16.

Il Consiglio non approva.

Secondo emendamento aggiuntivo: alla seconda riga della seconda pagina del deliberato, dopo la parola "dimora effettiva nella Valle", invece del punto virgola, con scritto "salvo quanto previsto al n. 7", e ricordo che al numero 7 riguarda quell'emendamento aggiuntivo concordato, che si riferisce al diritto di partecipare all'assegnazione alla graduatoria a quei lavoratori originari della Valle d'Aosta già emigrati all'estero, i quali siano residenti e dimoranti in un Comune della Regione.

Metto quindi in votazione l'emendamento aggiuntivo "salvo quanto previsto al n. 7". Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. "salvo quanto previsto al n. 7" è un emendamento concordato che riguarda gli emigrati.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 26 voti favorevoli su 26 Consiglieri presenti e votanti.

Altro emendamento aggiuntivo riguarda il punto... (Voce) ...No, gli emendamenti sono presentati... (voce) ...Ma sono tutti frutto di una discussione - no, no, sono stati presentati questa mattina... (voce di Ramera in lontananza) ...il testo, Consigliere Borbey.

Borbey (DC) - A conferma di quanto dice il Consigliere Ramera, si dovrebbe avere un testo perché, nella riunione in cui io facevo parte a nome della DC, mi sembra che l'esempio sui dieci anni erano tutti d'accordo. Anche il Presidente della Giunta, salvo il Capogruppo del PCI, il quale ha detto: io sentirò il mio Gruppo. Quindi il Presidente della Giunta ha espresso diversamente da quello che c'era stato ...

Dolchi (Presidente) - Il Presidente della Giunta ha fatto una relazione all'inizio della seduta del pomeriggio in cui ... no, no, faccio presente, quelli che mi sono stati dati come concordato, e quindi nello spiegare il riferimento al comma sette che possiamo fotocopiare per il Consigliere Ramera.

Ramera (DC) - Chiedo di presentarne uno allora ...

Dolchi (Presidente) - Gli emendamenti vanno presentati prima della chiusura della discussione generale.

(Voce di Ramera in lontananza)

Ramera (DC) - ...la votazione segreta, sono sicuro che va per aria questa legge, allora, dato che si vuole cavillare sui termini del Regolamento.

Io avverto presentare un emendamento, me lo bocciate subito, chiuso, non volete, che io presenti la mozione con un emendamento chiarissimo. Voglio vedere in seduta segreta, in votazione segreta chi lo boccerà, e allora va per aria tutto questo lavoro e abbiamo perso un giorno di lavoro per niente.

Ad ogni modo adesso, basta, non lo presento più e presento la mozione.

Io faccio presente al Consiglio che esiste un Regolamento che vale per il Presidente, come vale per tutti i Consiglieri, e gli emendamenti, in una materia che si è dimostrata così difficile, complessa e delicata che sono stati presentati questa mattina e che sono stati ridiscussi; che sono stati ripresentati, se ne aggiungiamo altri, io penso che questo vada a scapito della chiarezza e della conclusione del lavoro e non a vantaggio.

La maggioranza dei Consiglieri voterà questa mozione, quindi avremo perso una giornata per niente, perché vengono tutelati certi diritti che qui vengono calpestati. Queste cose le dicevo al Consiglio Comunale di Aosta, e oggi non sono ancora accolte, benissimo, andiamo avanti così.

Ognuno faccia i comodi suoi!

Dolchi (Presidente) - Consigliere Ramera e colleghi del Consiglio. Io non ho partecipato a quelle riunioni e oggi ho ascoltato dal Presidente della Giunta e dai vari partecipanti a quella riunione di questa mattina, il pensiero delle varie forze politiche e della Giunta per quanto riguarda il Presidente della Giunta.

Il mio compito è di mettere in votazione seguendo il dispositivo primitivo presentato dalla Giunta, quelli che sono stati gli emendamenti e per una facilitazione nei confronti del Consiglio, io stesso ho richiamato quelli che erano gli emendamenti su cui sembrava che non ci fossero discussioni per facilitare i lavori del Consiglio.

Se il Consiglio ritiene che gli emendamenti, così come prescrive il Regolamento, siano presentati per iscritto e siano distribuiti ai 35 Consiglieri, l'Ufficio di Presidenza non ha niente in contrario, sappia il Consiglio che ci vuole il tempo per batterli a macchina, per fotocopiarli, e se, come dice il Consigliere Ramera, le cose sono fatte in famiglia, adesso non lo sono più. La Presidenza richiederà ai singoli Consiglieri che gli emendamenti siano presentati per iscritto alla Presidenza, prima della chiusura della discussione generale.

Ramera (DC) - Da questo momento non partecipo alla discussione di questo punto, e mi ritiro in buon ordine e presenterò in proposito quello che devo presentare.

Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, al primo punto c'è un emendamento presentato questa mattina e che riguarda il primo punto. È un emendamento aggiuntivo che dice esattamente "o siano stati provvisoriamente collocati in alloggi privati a totale o parziale carico della Regione"; un emendamento che è stato illustrato questa mattina, presentato al Consiglio, presentato nella riunione della Commissione, e mi sembra anche accolto da tutti i presenti a quella riunione. Perché è chiaro che se uno è presente alla riunione poi sa quello che succede; se uno non è presente, ovviamente non sa quello che succede.

Chi è d'accordo allora su questo emendamento che non rileggo più, mi sembra chiarissimo, è pregato di alzare la mano.

Chi è d'accordo? Chi si astiene?

Allora, il Consiglio approva all'unanimità con 24 voti favorevoli su 24 Consiglieri presenti e votanti.

Altro emendamento illustrato e presentato dal Presidente della Giunta che riguarda una omissione puramente dattilografica. Riguarda la nota del punto 3, dove va aggiunta la parola "sono", in modo che la frase risulti "n. 1-2 e 3, non sono cumulabili".

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano, per l'aggiunta della parola "non".

Chi è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 24 voti favorevoli su 24 presenti e votanti.

Comma 4 - cioè punto 4.

Scusate un attimo.

C'è un emendamento sostitutivo presentato dal Consigliere Monami, che dice esattamente "ferme restando le righe 1-2-3-4 sino agli anni 3, punti 1; sino agli anni 6 oltre i 5, punti 3; sino ad anni 9 oltre 5, punti 5; sino ad anni 12 oltre i 5, punti 7; oltre anni 12 oltre i 5, - qui bisognerà che la Segreteria semmai metta poi il concetto che oltre i 12 anni oltre i 5, oltre i 7, punti 9.

L'emendamento è stato illustrato nell'intervento del Consigliere Monami.

Allora, ripeto: "sino ad anni 3 oltre i 5, punti 1; sino ad anni 6 oltre i 5, punti 3; sino ad anni 9 oltre i 5, punti 5; sino ad anni 12 oltre i 5, punti 7; oltre i 12 anni, oltre e sempre i 5, punti 9".

La parola al Consigliere Viglino.

Viglino (RV) - Io chiedo proprio scusa ma ero, mi sono assentata un momento e non ho sentito le prime righe, e siccome qui sul mio foglio avevo due proposte, adesso non riesco più a veder bene qual è.

Dolchi (Presidente) - Allora, ripeto l'emendamento di Monami e non mi risulta che ce ne siano altri, quindi per il momento è quello che sarà messo in votazione sino ad anni, oltre i cinque, punti 1, cioè le quattro righe esistenti nella proposta della Giunta rimangono, vengono variati solo i punti relativi e viene precisato che si tratta degli anni in più dei 5 e poi viene modificato il numero dei punti; punti 1 sino a anni 6, punti 3 anni 9, oltre 5, punti 5 - fino a 12 oltre i 5 punti 7, e oltre i 12, punti 9.

Altri che chiedono la parola.

Se nessuno chiede la parola metto in votazione per alzata di mano, l'emendamento sostituito testé letto.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

L'emendamento è approvato all'unanimità con 25 voti favorevoli su 25 presenti e votanti.

Siamo così giunti all'emendamento aggiuntivo che riguarda l'inserimento di un nuovo punto dopo il 6, e che è il 7, che recita testualmente: "lavoratori autonomi e dipendenti e pensionati originari della Valle d'Aosta già emigrati all'estero, i quali all'atto della presentazione della domanda, risultino avere l'effettiva residenza e l'abituale dimora in un Comune della Regione, punti 3".

Vi ricordo che questa è l'eccezione già votata dal Consiglio all'inizio del testo deliberativo quando il Consiglio ha detto: viene derogata i 5 anni di residenza salvo quanto previsto al n. 7.

Glielo facciamo fotocopiare, Signora "lavoratori autonomi e dipendenti e pensionati" originari della Valle d'Aosta già emigrati all'estero, i quali all'atto della presentazione della domanda, e quindi l'eccezione è che possono presentare la domanda, entro i 5 anni, risultino avere l'effettiva residenza e l'abituale dimora in un Comune della Regione e oltre al diritto di presentazione della domanda in deroga ai 5 anni, hanno anche punti 3.

La parola al Consigliere Andrione.

Andrione (UV) - Posti la residenza, e se ho capito bene, se ho capito bene "e la dimora" perché i termini in diritto sono tre: residenza, domicilio e dimora.

Ora, la dimora normalmente, e qui probabilmente c'è qualcuno che può dare delle lezioni in materia, ma la dimora normalmente è semplicemente il recapito.

Adesso io non so, vorrei capire esattamente quale era la portata dell'emendamento e che cosa si vuole significare con "dimora", perché la dimora non è che implichi d'abitare in un dato luogo.

Monami (PCI) - Siccome ho presentato io l'emendamento a cosa, la sostanza dell'emendamento, è che l'emigrato ritornando in patria possa concorrere al di là della residenza dei cinque anni, e gli sono attribuiti i tre punti, proprio per la sua qualifica e caratteristica di emigrato, a condizione che in quel momento abbia la residenza e dimori stabilmente in Valle per evitare che uno ritorna, prende l'alloggio e poi se ne ritorna in Francia o in Svizzera per ritornarci d'estate, quindi penso che allora valga la pena prendere in considerazione l'osservazione del collega Andrione, dicendo residenza e dimora non domicilio, probabilmente e dimora, ecco.

Andrione (UV) - Come sempre i toscani parlano bene l'italiano e devono semplicemente fidarsi di sé stessi, detto come ha detto adesso Monami, residenza e dimora effettivamente in Valle d'Aosta, allora mi sembra in questo senso di, sia esatto, mentre invece il termine residenza e dimora si sarebbe prestato ai trucchi.

Dolchi (Presidente) - Allora vogliamo correggere in questo senso, avere l'effettiva residenza e dimora in un Comune della Regione.

Allora "dimorino abitualmente in un Comune della Regione".

Allora chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Io vorrei sapere l'opinione del Consigliere Mappelli.

Favorevole? Allora 25 Consiglieri presenti, 25 Consiglieri votanti; 25 Consiglieri favorevoli.

Il Consiglio approva.

Siamo arrivati al punto 7 che diventa 8, al punto 8 che diventa 9.

E qui vorrei avere la precisa indicazione dell'emendamento concordato quando si parla delle affinità. Ecco la parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - Allora, nell'inciso qui, oltre agli eventuali, alla quarta riga, oltre agli eventuali collaterali, fino al 2° grado incluso od affini in primo grado, i quali da almeno 5 anni, c'è da modificare anche l'altra parte, alla data del bando, convivano stabilmente... (risate) ...non so se questo "convivano" vada bene.

Dolchi (Presidente) - Si può dire "convivano stabilmente, continuativamente", perché "convivano" vuol dire stabilmente.

Allora...

Fosson (UV) - Allora, ma non so chi ha messo quest'ultima parte...

(si sente Monami in lontananza)

Dolchi (Presidente) - Allora possiamo dare questa lettura definitiva, punto 8 che diventa 9 "oltre agli eventuali collaterali sino al 2° grado incluso, ed affini il primo grado i quali da almeno cinque anni dalla data del bando, convivano stabilmente..."

Fosson (UV) - Con il richiedente, bisogna mettere, perché altrimenti...

Dolchi (Presidente) - Va bene, mi sembra che sia chiaro però il significato ...

Chi è d'accordo con questo emendamento è pregato di alzare la mano.

Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Allora 30 presenti; 29 votanti; 1 astenuto: il Consigliere Andrione; 29 voti favorevoli.

Il Consiglio approva.

(...voci...)

Allora è astenuto il gruppo della DC e il Consigliere Andrione.

30 presenti; 23 votanti; 7 astenuti: il gruppo della DC e il Consigliere Andrione; 23 voti favorevoli.

Il Consiglio approva.

Poi c'è un altro emendamento che è stato presentato questa mattina, al comma c), cioè no, al comma b), un primo emendamento che è stato dettato questa mattina, dopo la parola "alloggio", ed adeguato alle esigenze del nucleo familiare entro il raggio di dieci chilometri, è stato ritirato questo emendamento.

Io ce l'ho presentato.

Viglino (RV) - Proprio perché si è lasciato, in riferimento al n. 1- 2 e 5 quindi non c'è più bisogno.

Dolchi (Presidente) - Allora è stato ritirato questo emendamento?

Altro emendamento al comma c); che dice: i cui componenti ed uno di essi risultino assegnatari di altro alloggio popolare, emendamento aggiuntivo, od uno di essi risulti in qualsiasi parte del territorio della Repubblica, o abbiano attuato o beneficiato di alloggio a riscatto, è stato ritirato questo emendamento?

Fosson (UV) - C'è ma non è stato riportato qui.

Dolchi (Presidente) - Io li avevo scritti questa mattina quando sono stati presentati, allora ... i cui componenti od uno di essi risultino assegnatari di altro alloggio popolare, in qualsiasi parte del territorio della Repubblica, dopo popolare, aggiungere le parole che metterò in votazione "in qualsiasi parte del territorio della Repubblica, o abbiano ottenuto o beneficiato di alloggio a riscatto, salvo che non rinuncino allo stesso alloggio".

Fosson (UV) - Bisogna vedere un po' una formulazione, perché così non va, così come è stato letto; stamattina avevamo trovato un po' una cosa diversa, non so; perché c'era in più la questione della locazione, allora, non so se posso leggere, controllate se va così.

Monami (PCI) - "i cui componenti o uno di essi risultino in qualche località del territorio della Repubblica italiana, assegnatari di altro alloggio popolare in locazione, salvo che non rinuncino allo stesso alloggio o abbiano ottenuto o beneficiato di alloggio a riscatto", questa è la dizione precisa.

Dolchi (Presidente) - Va bene, allora l'avete sentito questo emendamento; mi rifaccio alla discussione di questa mattina, quando era stato illustrato anche.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene è pregato di alzare la mano.

Allora 30 sono i Consiglieri presenti; 25 i Consiglieri votanti; sono astenuti i Consiglieri Mappelli, Chabod, Borbey, Bordon, Ramera; 25 voti favorevoli.

Il Consiglio approva.

L'ultimo emendamento dovrebbe riguardare il penultimo comma della lettera d), che viene sostituito dal seguente che vi rileggo: alla segnalazione degli alloggi sarà provveduto dalla Commissione di cui all'art. 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972 n. 1035, integrata da tre Consiglieri regionali dei quali uno della minoranza.

È un comma sostitutivo del penultimo comma della lettera d), cioè della lettera d). questa è un'altra, niente, la lettera d) finisce, questa è il penultimo capoverso del dispositivo.

Mi sembra che sia stato uno di quelli concordati, il Consiglio è quindi invitato a votare per alzata di mano, la sostituzione di questo... la parola al Consigliere Ramera.

Ramera (DC) - ... è una votazione segreta, per conto della Democrazia Cristiana.

Dolchi (Presidente) - Votazione segreta a nome dei Consiglieri Ramera, Bordon, Borbey, Chabod, Mappelli, sull'emendamento, a no, no dobbiamo ancora votare l'emendamento.

Allora votazione palese dell'emendamento sostitutivo, chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Grazie. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

31 sono i Consiglieri presenti; 6 gli astenuti; esattamente i Consiglieri Mappelli, Chabod, Bondaz, Borbey, Bordon e Ramera; 25 i votanti; 25 voti favorevoli.

Il Consiglio approva.

Se non ci sono dichiarazioni di voto, passiamo alla votazione del provvedimento nel suo complesso.

Ci sono dichiarazioni di voto.

È stata richiesta la votazione segreta dai Consiglieri che ho già enunciato prima, chiarisco il significato del voto; ovviamente, pallina bianca significa approvazione del provvedimento emendato come dalle votazioni eseguite, e chi è contrario, pallina nera.

Si passa alla votazione segreta.

Risultato della votazione per l'oggetto iscritto al n. 7 all'ordine del giorno: presenti 33; votanti 33; maggioranza 17; voti favorevoli 18; voti contrari 15.

Il Consiglio approva.

Si passa alla trattazione del n. 9 all'ordine del giorno.