Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 196 del 12 luglio 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 196/74 - Disegno di legge concernente: "Interventi a favore dello sport".

Dolchi (Presidente) - Vi ricordo che erano stati presentati, da alcuni Consiglieri e dalla Commissione del Turismo, degli emendamenti che, nel corso di queste ore di intervallo, sono stati esaminati dall'Assessore al fine di trovare un eventuale loro coordinamento; emendamenti che, vi ricordo, erano stati presentati dai Consiglieri Chincheré, Ramera, Fosson e dalla Commissione.

Prima di procedere all'esame del testo del disegno di legge a partire dall'articolo 3, do la parola all'Assessore Milanesio per una precisazione sugli emendamenti presentati nel corso della seduta di ieri.

La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (PSI) - Ieri sono stati presentati degli emendamenti a vari articoli del disegno di legge in esame che abbiamo attentamente valutato e vagliato. Ora io avrei delle proposte da fare al Consiglio. Mi sembra, comunque, che anche queste proposte, che non ho ancora annunciato, non siano state comprese nel loro giusto significato. Si era chiesto, da parte di più Consiglieri, di garantire il concetto della sovranità consiliare nella definizione annua dei criteri per l'assegnazione dei contributi ed erano stati a tal scopo proposti degli emendamenti a vari articoli che, a mio avviso, tecnicamente non sono molto adatti a recepirli.

Ho dunque una proposta da fare, sulla quale, spero, il Consiglio possa convenire, l'art. 3 resta invariato; all'articolo 7, come è stato proposto dai Consiglieri Bordon e Ramera, se non vado errato, si aggiunga, alla fine dell'ultimo comma, il seguente periodo: "Detta relazione dovrà contenere i criteri di assegnazione dei contributi previsti dalla presente legge e formerà oggetto di apposita deliberazione del Consiglio regionale". In questo modo il Consiglio regionale, almeno una volta all'anno, interviene a stabilire i criteri di assegnazione dei contributi, che poi la Giunta regionale concederà sulla base di tali criteri.

Io credo questa sia la dizione corretta; in caso contrario, demandando cioè al Consiglio la competenza della concessione dei contributi, noi annulliamo, vanifichiamo il significato di questa legge, che è anche quello di creare un sistema nuovo di procedere, secondo il quale, pur mantenendo il Consiglio le sue prerogative, si attribuiscono alcuni compiti e alcune responsabilità alla Giunta e alle Commissioni di consultazione.

Diversamente, Signori, basta non fare la legge, non dire niente; è chiaro che allo stato attuale delle norme regolamentari sulle attribuzioni e competenze degli organi regionali tutte le concessioni di contributi di imposta superiore al milione e mezzo di lire sono di competenza del Consiglio; non c'è bisogno di inserire una simile norma in una legge.

Quindi, secondo me, determinate proposte di emendamento hanno un solo scopo: quello di vanificare la legge, la quale, oltre a creare una consulta sportiva delega determinate incombenze alla Giunta regionale, così come è previsto nelle leggi che disciplinano qualunque altra attività, qualunque altro settore. Cito ad esempio la legge regionale sul piano carne in campo agricolo, con la quale si delega alla Giunta l'adozione di certi provvedimenti.

Ciò detto, io ritengo onestamente che la mia proposta recepisca le richieste avanzate da alcuni Consiglieri.

Dolchi (Presidente) - Non vorrei, che si riaprisse la discussione generale. La discussione in corso verte sull'articolo 3, perché mi sembra che i punti di dissenso siano strettamente collegati e all'articolo 3 e alla nuova proposta di emendamento fatta dall'Assessore Milanesio, emendamento che, d'altra parte, potrebbe trovare posto anche all'articolo 7.

Quindi è aperta la discussione sull'articolo 3.

Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - A me sembra che la discussione in atto sia un dialogo fra sordi, anche perché si attribuiscono delle affermazioni che non abbiamo fatto e si vogliono nascondere certi altri intenti. E proprio su questo punto che noi dissentiamo: noi, quando parliamo degli emendamenti proposti all'articolo 3, non intendiamo che si porti all'approvazione del Consiglio, volta per volta, la concessione dei contributi alle singole società. Però riteniamo che il Consiglio, per la ripartizione della spesa di 300 milioni di lire autorizzata dalla legge, non debba solo essere chiamato a decidere i criteri di massima, ma debba anche essere messo a conoscenza attraverso un programma annuale, del contributo che sarà assegnato ad ogni singola società.

La legge prevede due organi consultivi composti dai rappresentanti di tutti gli enti sportivi, nei quali la rappresentanza del Consiglio regionale è minima. Spetta a detti organi consultivi elaborare i criteri di massima e predisporre la suddivisione dei fondi tra le singole società. Perciò il Consiglio non solo deve essere chiamato ad approvare detti criteri, ma deve essere anche messo a conoscenza, con precisione, del programma attraverso cui vengono spesi i 300 milioni. Quindi, a me sembra che non sia una richiesta fuori luogo questa, perché una volta approvato il programma annuale la concessione del singolo contributo viene fatta dalla Giunta. Però siccome la procedura prevista nel testo proposto dalla Giunta è stata elaborata dichiamocelo chiaramente per evitare di investire il Consiglio di determinate questioni - molte volte sui contributi straordinari alle società sportive si sono fatte qui lunghe discussioni e noi possiamo anche capire come l'Assessore Milanesio non abbia piacere di sentire simili discussioni, di sentire sindacare il suo operato, debbo sottolineare che è proprio il contrario che desideriamo nella nostra qualità di Consiglieri regionali.

Per quanto riguarda i contributi ordinari, riteniamo che debba essere presentato in Consiglio un programma annuale, in quanto è chiaro che è attraverso il meccanismo della Consulta e dell'Assemblea sportiva che si decidono i criteri di massima e la ripartizione dei fondi. Ora, se è giusto riservare all'Assemblea e alla Consulta sportiva queste prerogative, a me pare incongruente che il Consiglio regionale debba solo prendere atto di quelli che sono i criteri generali, senza conoscere la ripartizione dei fondi secondo il programma annuale.

Nell'emendamento al comma primo dell'articolo 3 chiediamo dunque che dopo le parole "la concessione dei contributi previsti dalla presente legge è di competenza della Giunta regionale" si aggiungano le seguenti "previa approvazione del programma annuale di intervento da parte del Consiglio regionale". Al comma 3, che dice: "i contributi ordinari hanno carattere di regolarità e vengono concessi annualmente sulla base di appositi criteri di concessione da approvarsi, anno per anno, in via preliminare, dalla Giunta regionale sulla base dei pareri previsti al 1° comma dell'articolo 7 e al 1° comma dell'art. 8", noi proponiamo di sostituire le parole "dalla Giunta regionale", con le parole "dal Consiglio regionale".

Per quanto concerne i contributi straordinari, al comma 8, il cui testo recita: "I contributi straordinari sono concessi unicamente per l'organizzazione di manifestazioni particolari, al di fuori della normale attività agonistica e debbono essere richiesti dall'ente, federazione o associazione competente per settore", noi proponiamo dopo le parole: "I contributi straordinari" il seguente emendamento aggiuntivo: "sono approvati dal Consiglio regionale ...".

In sintesi proponiamo che, per i contributi ordinari, il Consiglio sia chiamato ad approvare il programma annuale elaborato dall'Assemblea e dalla Consulta sportiva; per i contributi straordinari, che sia il Consiglio ad approvarli eventualmente di volta in volta, perché, siccome questi ultimi non vengono assolutamente discussi in sede di programma annuale, è logico che il Consiglio possa decidere su di essi anche nel merito.

Questi sono gli emendamenti che io propongo per l'articolo 3; sono semplicissimi e tengono conto del principio che ho puntualizzato: affidare al Consiglio queste decisioni.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - L'emendamento che volevo introdurre all'articolo 7 potrebbe anche essere introdotto, volendo, all'articolo 3. Credo che si possa trovare un accordo valido per tutti. Qui non c'è nessuno che ha delle posizioni preconcette: siamo qui per discutere ed io non mi fossilizzo sulle mie posizioni, voglio solo dire che si può anche introdurre l'emendamento all'articolo 3, volendo. In questo modo però i contributi ordinari, terzo comma dell'articolo 3, hanno carattere di regolarità e vengono concessi annualmente dalla Giunta regionale sulla base di appositi criteri da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio regionale.

Dolchi (Presidente) - Scusate. Vorrei la precisazione, l'Assessore non l'ha ancora fatta? I contributi ordinari hanno carattere di regolarità e vengono concessi annualmente dalla Giunta...

Milanesio (PSI) - ...Da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio regionale.

Dolchi (Presidente) - Scusi, Consigliere Fosson, solo per attirare la vostra attenzione sul comma 3 che è il comma principale ed escluderebbe l'emendamento aggiuntivo dell'articolo 7, io lo rileggerei lentamente perché abbiate ben presente e possiate valutare l'importanza della proposta dell'Assessore Milanesio. Allora il comma 3 dice esattamente questo: no, la concessione è sempre da parte della Giunta, anche la concessione dell'indennità per i balconi, ecc., è fatta dalla Giunta, la liquidazione se preferite. Chiariamo adesso il concetto del comma 3, poi vediamo gli altri particolari perché mi sembra che il concetto di fondo sia questo: "i contributi ordinari hanno carattere di periodicità annuale". Fa presente il Segretario generale che regolarità non è la parola più adatta, è la periodicità annuale che si vuole stabilire; "e vengono concessi annualmente dalla Giunta sulla base di appositi criteri di concessione da approvarsi, anno per anno, in via preliminare dal Consiglio regionale, sulla base dei pareri previsti al primo comma dell'articolo 7, al primo comma dell'articolo 8 della presente legge". Dunque il concetto, si potrà eventualmente formularlo ancora in seguito, è questo: le Commissioni e l'Assemblea si orientano, fanno le loro relazioni, il Consiglio regionale stabilisce i criteri, in base a questi criteri la Giunta regionale provvede alla concessione dei contributi. Dunque il concetto è questo anche se poi si dovrebbe formularlo più dettagliatamente.

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Io vorrei che l'Assessore Milanesio spiegasse chiaramente perché vuole questa dizione: io non ho nessuna difficoltà ad accettare la dizione che ha detto lei al punto 3, ma con questa formulazione si evita la presentazione di un programma perché si stabiliscono solo dei criteri. Ora io credo di avere parlato chiaramente; siccome nella concessione dei contributi ordinari si suddivide la spesa direttamente per le varie società e via dicendo, noi desideriamo che il Consiglio, una volta all'anno, non sia investito solo per approvare i criteri di distribuzione ma sappia quello che è stato elaborato dall'Assemblea e dalla Consulta e sappia e approvi la suddivisione che viene fatta da queste Assemblee. Altrimenti questi organi sono investiti di questo potere. Investita di questo potere è la Giunta e non ne è investito il Consiglio e il Consiglio prende solo atto di quello che è stato interamente elaborato da altri.

Potrà prenderne atto se tutto va bene e accettarne a occhi chiusi le proposte, ma se c'è qualche cosa che non funziona, se c'è qualche irregolarità, noi dobbiamo avere come Consiglio la possibilità di decidere al momento dell'approvazione di questi contributi.

Quindi questo è il concetto: non si vuole accettare l'intromissione del Consiglio. Ma perché non lo si vuole accettare? Lo si dica chiaramente e non si venga qui a trovare la scusa che non si vuole investire il Consiglio per la dignità del Consiglio stesso come è stato dichiarato ieri perché questa è una presa in giro del Consiglio. Si è detto che per la dignità del Consiglio non si vuole portare qui questo programma! Perché per tutte le altre leggi si possono portare i programmi ma per queste no! Perché questa deve essere tabù, deve essere riservata esclusivamente a un dato settore dove il Consiglio non deve poter dire niente? Questo noi non lo possiamo accettare.

Perché si è tardato moltissimo a portare questa legge? Si è tardato forse anche perché, se si stabiliscono dei criteri troppo rigidi non si possono evadere facilmente. C'è comunque la questione dei criteri e c'è il programma annuale e penso che il Consiglio abbia diritto di vedere questo programma e di esprimere la sua opinione. L'Assemblea e la Consulta decidono la ripartizione dei contributi. Ne sia investito anche il Consiglio.

Milanesio (PSI) - Con la formulazione proposta del sottoscritto per l'art. 3, dove si dice che i contributi ordinari hanno carattere di regolarità e vengono concessi annualmente dalla Giunta sulla base di appositi criteri da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio regionale, mi sembra che facciamo un discorso corretto: siamo nel campo della potestà regolamentare del Consiglio e detta formulazione regolamenta l'organo esecutivo per l'attuazione. Parlare di programma, mi scusi Consigliere Fosson, è improprio in questo caso. Il programma è un programma di opere pubbliche, è un programma di attrezzature sportive, non c'è programma di concessione di contributi: c'è una richiesta di contributi che vengono esaminati in base a quelli che hanno diritto o no, in base ai regolamenti, alle norme che abbiamo stabilito ai sensi della presente legge. Parlare di programma è usare una parola magniloquente che non ha nessun significato in questo caso. Dei criteri non sono un programma! Il fatto che uno mi presenta delle richieste e io le esamino ai sensi di legge non determina un programma. Posso parlare di programma quando presento un programma di opere pubbliche, una serie di interventi che sono coordinati da una volontà politica: questo è un programma. Rispondere a delle sollecitazioni e a delle richieste seguendo dei criteri stabiliti dalla legge, non implica un programma.

Signori, ribadisco che non è un programma: un programma implica una volontà di intervento che non presuppone delle sollecitazioni e che non è prestabilito quasi matematicamente da una serie di regolamenti. Vorrei solo far presente questo: non credo che ci sia da parte della Giunta l'intenzione di fare delle proposte che potremmo definire strane. Penso che se l'italiano ha ancora un significato parlare di criteri sia corretto in questo caso, sia corretto ai sensi anche dell'ordinamento del Consiglio regionale: il Consiglio stabilisce i criteri e la Giunta li applica. Parlare di programma è improprio per la concessione di contributi, ritengo che sia improprio sotto questo aspetto.

Viglino (RV) - L'Assessore Milanesio ha accennato a quanto avviene all'Agricoltura e Foreste, però io vorrei ricordare all'Assessore Milanesio che le leggi che noi abbiamo votato per l'Agricoltura e Foreste portano esplicitamente l'importo che in un secondo tempo la Giunta deve erogare, ed anch'io non riesco a capire perché l'Assessore Milanesio non voglia assolutamente presentare al Consiglio regionale un elenco dei contributi assegnati, dopo aver sentito la Consulta, ad ogni società sportiva. D'accordo, il numero delle società sportive è piuttosto elevato e ricordo che mi è stato trasmesso un elenco di circa 80-85 società sportive, ma non mi sembra ci siano difficoltà per fare una suddivisione, in base alla consulta, dei contributi e portare questo elenco, in visione al Consiglio, affinché il Consiglio possa dare la sua approvazione. In questo modo io ritengo che si possa fare una giusta ripartizione dei fondi fra le società sportive. Altrimenti noi ci ritroveremo come per il passato, di fronte ad una distribuzione dei fondi variabile a seconda delle simpatie più o meno spiccate per un quadro o per l'altro. Penso che il Consigliere Chincheré non può che darmi ragione perché alcune società sono completamente dimenticate in questa distribuzione.

Bordon (DC) - Ieri ho sprecato almeno 20 minuti su questo argomento, dopo aver criticato giustamente determinate impostazioni della legge, abbiamo detto che anche se è incompleta è un passo avanti. Il mio intervento è basato su questo problema: io voglio evitare la malafede. Non voglio che Milanesio affermi: ma io non credo che la Giunta presenti una proposta di legge per alterare le funzioni del Consiglio: quando chiediamo degli emendamenti non vogliamo che si pensi che si voglia alterare le funzioni della Giunta, perché Giunta e Consiglio non sono altro che i due organi che devono amministrare la Regione, ma non dimentichiamo mai che la Giunta è l'organo esecutivo del Consiglio.

Ieri ho protestato perché avevamo appurato che con questo sistema il Consiglio viene esautorato del tutto. Non viene esautorato naturalmente da quello da cui non si può fare a meno di consultarlo: cioè il voto per lo stanziamento dei fondi. Noi dobbiamo stanziare 180.000.000 ed il voto ci vuole, è stato stabilito con il bilancio e adesso si tratta di portare avanti questo discorso.

Sulla proposta di legge, art. 3, che dice i contributi ordinari ecc. ecc. verranno dati dalla Giunta, noi non siamo d'accordo. Noi riteniamo che sia il Consiglio che li deve deliberare e sarei veramente stupito di veder un certo gruppo di Consiglieri che non approvi questa richiesta perché noi qui stiamo venendo meno alle nostre prerogative. Ieri con una battuta forse non molto simpatica, vi ho detto che se andiamo avanti così noi dovremo solo venire a votare cose come gli stanziamenti di fondi mentre per il resto ce ne potremo stare a casa. Ho anche detto ieri a Milanesio amichevolmente, come lo dico adesso, che l'abilità forse consiste in questo: ai Consiglieri si dice: dov'è la vostra dignità? Voi siete dei Consiglieri regionali, Voi non siete dei Consiglieri comunali. A me la dignità interessa molto però non mi è sufficiente: io voglio amministrare in Consiglio. La dignità se la tenga qualcun altro se crede di essere diminuito di importanza. Noi non vogliamo che vengano distribuiti 150-200 milioni che noi abbiamo contribuito a mettere in bilancio senza sapere a chi vengono dati. Stabilito questo punto, adesso dobbiamo aggiungere con pertinenza questo emendamento. Però il punto fermo su cui dobbiamo essere intransigenti è che certe attribuzioni non vengano delegate alla Giunta: io credo che il Consiglio abbia diritto di sapere che cosa succede. La Giunta è d'accordo con noi: l'Assessore Milanesio lo ha detto ed io ho creduto alla sua parola perché egli stesso ha dichiarato che la Giunta non è qui per ingannare il Consiglio ma deve portare avanti nel migliore dei modi quelle che sono le decisioni dell'Ente deliberante. Cioè è il Consiglio che comanda, non la Giunta. Giunti a questo punto le cose devono andare avanti per forza bene, perché se siamo d'accordo nel voler sostituire alla Giunta il Consiglio io non credo che ci sia altro per discutere. Non ricordo precisamente il testo che ha letto l'Assessore Milanesio, ma è da prendersi in considerazione perché i contributi ordinari hanno carattere di periodicità se non di regolarità e vengono concessi annualmente sulla base di appositi criteri da approvarsi anno per anno in via preliminare, non più dalla Giunta, ma dal Consiglio regionale. Mi sembra che uno degli emendamenti che chiedevamo è stato ottenuto. Ora se contrasta con il punto dove si dice: "la concessione dei contributi previsti della presente legge è di competenza della Giunta regionale" questo lo vedremo in seguito, tanto più che mi si dice che lo si potrebbe eliminare o modificare. Una cosa è certa, ed è l'ultima che vi dico, qualche volta quando il Consiglio chiede di mantenere determinate prerogative che sono sue e che può delegare, ma non è detto che lo debba fare, quando si insiste su questo punto allora viene spontaneo, ha ragione il Consigliere Fosson, di chiedersi se la Giunta ci vuole togliere queste prerogative con un gioco di parole. Visto che siamo tutti d'accordo sulla competenza del Consiglio e poi gentilmente la Giunta dice al Consiglio: tu non occupartene, dammi la delega; noi vi diciamo no ed il problema è chiuso.

Caveri (UV) - Se si seguissero i principi enunciati dall'Assessore Milanesio un bel giorno ci verrebbe presentata una proposta di legge per i Lavori Pubblici, del genere di quella presentata dall'Assessore Milanesio, che direbbe; il programma dei Lavori Pubblici è di competenza della Giunta regionale, salvo i criteri stabiliti dal Consiglio regionale. Chiunque capisce la gravità e le conseguenze di una tale impostazione. Io penso che l'Assessore Milanesio prevedeva questa obiezione tanto è vero che abilmente ha detto: questo non è un programma, questo è un elenco. Ho chiesto di potere consultare un dizionario della lingua italiana per vedere che cosa vuol dire la parola programma e leggo che programma vuol dire "enunciazione particolareggiata di ciò che si vuole fare di una linea di condotta da seguire degli obiettivi cui si mira e dei mezzi con i quali si ritiene di poterli raggiungere". Dato che Milanesio dice non è un programma è un elenco, lo stesso dizionario fa una equiparazione perfetta, perfettamente collimante tra la parola programma e la parola elenco perché al n. 2 si dice che programma vuole anche dire elenco.

Quindi la distinzione di Milanesio in base al dizionario della lingua italiana che ho in mano non ha ragione d'essere, per quanto sia sottile e abile come ho detto.

In realtà non si tratta di un semplice elenco, il dizionario fa l'equiparazione della parola programma con la parola elenco, ma non è un semplice elenco, è un piano, un programma; non è una semplice distribuzione meccanica di noccioline americane, è un piano e un programma che prevede una distribuzione di mezzi finanziari tra le varie società e gli enti sportivi. Distribuzione che non può non ispirarsi a principi generali di politica sportiva. Detto questo è evidente che ci troviamo davanti a un vero e proprio programma di erogazione di mezzi finanziari per le varie attività sportive e pertanto c'è da dire che in realtà l'Assessore Milanesio, con la sua proposta che si riferisce soltanto a criteri, vuole amministrare questi abbondantissimi mezzi finanziari senza controllo del Consiglio, cioè vuole estromettere il Consiglio dalla preparazione e dall'enunciazione particolareggiata, come dice il dizionario, di ciò che si vuole fare in materia sportiva. Quindi questa non è una questione che riguardi soltanto lo sport, questa è una questione politica, gravemente politica, che implica un'estromissione del Consiglio da questa materia. Noi, se non sarà accettato l'emendamento presentato dal Consigliere Fosson, voteremo contro questa proposta di legge perché mortifica il Consiglio e ne annienta i poteri. Si dice sempre che il Consiglio è sovrano: il Consiglio non è sovrano se si approvano leggi di questo genere.

Chincheré (PCI) - Le ultime parole dell'Avvocato Caveri ci preoccupano abbastanza nel senso che il dibattito sulla legge è stato interessante. Il contributo dell'UV è estremamente positivo e pensavamo di arrivare a una soluzione più unitaria di quella prospettata dall'Avvocato. In realtà il mio intervento è un altro. Prima la discrezionalità della Giunta e dell'Assessore era evidente: il Consiglio regionale non aveva la possibilità di discutere le scelte di politica sportiva, non c'erano le assemblee sportive generali che potevano indirizzare le scelte dell'Assessorato e l'unico compito del Consiglio era quello di approvare o di non approvare delle deliberazioni di Giunta progettate dalla Giunta stessa. Ora la situazione è capovolta: ecco perché alcune affermazioni del Consigliere Fosson non ci trovano d'accordo. Non dimentichiamo che il Consiglio stabilisce i criteri per distribuire i fondi. Faccio un esempio estremo: se il Consiglio decide che il 1974 sarà l'anno del ciclismo l'Assessore e la Giunta saranno costretti a tenere in particolare conto non solo l'anno del ciclismo ma direi che sono vincolati fermamente a questa scelta. Non è vero che il potere discrezionale rimane nelle mani della Giunta: non dimentichiamoci che le proposte che la Giunta sottoporrà al Consiglio sono frutto sia dei criteri stabiliti dal Consiglio, criteri che dovranno essere approvati in via preliminare, sia delle decisioni dell'assemblea sportiva. Allora tutto questo potere discrezionale della Giunta che paventano i Consiglieri dell'UV mi sembra che in realtà non ci sia perché l'Assessore sarà condizionato dalle due Assemblee. Pertanto noi accettiamo l'emendamento dell'Assessore all'art. 3 e respingiamo le proposte fatte dall'UV.

Fosson (UV) - Vorrei rispondere all'intervento del Consigliere Chincheré. Abbiamo capito che l'emendamento proposto stabilisce che il Consiglio decida i criteri di massima, tuttavia l'esempio che lei ha portato ci rende ancora più intransigenti nella nostra richiesta. Lei dice: se il Consiglio deciderà che quest'anno sarà l'anno del ciclismo l'Assessore dovrà seguire queste direttive del Consiglio regionale. Se nel campo del ciclismo operano dieci società il Consiglio stesso non saprà niente di ciò che è stato fatto nei confronti di ogni singola società, ma definirà solo i criteri di massima. Non voglio prolungare questa discussione perché abbiamo capito perfettamente che non si vuole accettare questa procedura per una questione di principio dell'Assessore Milanesio che vuole avere libertà d'azione in questo campo. Si vuole avere solo dei criteri di massima per poi fare quello che si desidera, perché questo rende politicamente. Questa è una questione non solo sportiva ma anche politica. Noi siamo intransigenti su questo punto e mi dispiace che il Consigliere Chincheré e il suo partito accettino questa procedura. Spesso si parla della sovranità e delle funzioni del Consiglio auspicandone un maggiore interesse per determinare questioni ed ora che si tratta di stabilire una procedura che non contrasta con i poteri della Giunta perché gli emendamenti proposti chiedono soltanto che il Consiglio una volta all'anno, oltre ai criteri di massima che sono stabiliti da tutti quegli organi che sono numerosi ma democratici, perché c'è la partecipazione di tutti, oltre a questo possa decidere in merito al programma. Se non lo si vuole bisogna dirlo chiaramente: quando qualcuno parlerà della sovranità del Consiglio sapremo come regolarci e come rispondere, perché la sovranità del Consiglio vale solo in certi momenti cioè quando conviene. Questa è la situazione e dobbiamo prenderne atto.

Ramera (DC) - Io mi stupisco che si discuta per ore su una questione che non mi sembra molto drammatica. Il Consiglio approva qualsiasi deliberazione proponga la Giunta; infatti essa essendo Giunta ha la maggioranza in Consiglio. Ora in questo articolo il primo ed il terzo comma non concordano: noi ripetiamo due volte le stesse cose. Io proporrei questa dizione del terzo comma: i contributi ordinari hanno carattere di periodicità annuale e vengono fissati, non concessi, sulla base di appositi criteri dal Consiglio regionale. Inoltre: la concessione dei contributi previsti dalla presente legge è di competenza della Giunta previa deliberazione del Consiglio regionale del piano delle sovvenzioni alle singole attività sportive. Inoltre proporrei di assegnare i fondi alle varie federazioni che poi le distribuiranno alle società da loro dipendenti. Così come fa l'ASIVA per gli sci club faccia la Federcalcio per le squadre di calcio, facciano le federazioni di atletica e del ciclismo per le singole società. Ritengo sia evidente che la procedura da seguire sia questa: l'Assemblea discute l'assegnazione dei fondi per attività sportive, la Giunta esamina questo piano elaborato dall'Assemblea generale, ne fa oggetto di una deliberazione globale e la presenta in Consiglio. In questo modo le nostre prerogative rimangono integre. Quando il mio partito faceva parte della maggioranza venni sollecitato dal gruppo comunista, in sede di riunione di capigruppo, spero che il Presidente del Consiglio se ne ricordi, perché lo stesso gruppo comunista si sentiva esonerato dalle sue funzioni; per cui volle le due riunioni mensili per dare possibilità ai Consiglieri di essere maggiormente presenti nell'amministrazione regionale. Io come capo gruppo della Democrazia Cristiana aderii alla proposta comunista perché era logico che il Consigliere regionale non fosse semplicemente un elemento passivo nell'istituto dell'autonomia ma un elemento attivo. Ora tutto questo viene meno perché si è capovolta la situazione politica e noi scopriremo senz'altro che sono state date troppe deleghe alla Giunta e bisognerebbe fare almeno sei riunioni al mese per essere maggiormente presenti nelle attività della Regione. Non mi sembra che si debba discutere di piani strategici come fanno Nixon e Breznev in una dacia sul Mar Nero senza osservatori. E solo in piano di contributi: è tanto misterioso questo piano che il Consiglio non debba vederlo ed approvarlo? La Giunta con il voto della maggioranza avrà questa legge e se noi non saremo d'accordo sulla suddivisione voteremo contro. Se non altro almeno avremo salvato la dignità del Consiglio regionale. Altrimenti dovrei venire qui solo per alzare una mano e dare ogni volta una delega in bianco alla Giunta: ne abbiamo già date troppe.

Caveri (UV) - I criteri cui la legge accenna non sono ben definiti; in effetti ciò che conta è il sistema di distribuzione dei mezzi finanziari tra le varie società. Come dicevo quella di cui discutiamo oggi è una questione politica di grande importanza ed ancora una volta la coalizione di maggioranza manifesta le sue preoccupanti tendenze autoritarie e dittatoriali. Qui si vogliono limitare di molto le competenze del Consiglio regionale. Le tendenze autoritarie e dittatoriali della Giunta si sono manifestate nell'elaborazione del piano regolatore della città di Aosta dove si affida un potere discrezionale enorme alla Giunta comunale in materia di opere di urbanizzazione. Giunta che può permettere o non permettere di costruire in determinate zone. Di conseguenza si affida alla Giunta stessa la facoltà di creare nuove fortune patrimoniali, per impresari speculatori, e di annientare la proprietà privata ignorando il principio della proprietà e dell'iniziativa privata. Annientamento che è anticostituzionale, poiché la Costituzione della Repubblica riconosce e tutela sia la proprietà sia l'iniziativa privata. Come ben sappiamo ci si appella alla Costituzione solo quando fa comodo. Chiedo scusa per questa disgressione che comunque è pertinente perché tutto ciò dimostra ancora una volta, com'è d'altra parte provato dalle singolari teorie dell'Assessore Milanesio in materia di competenze, che dopo tanto stamburamento della parola democrazia, la politica di questa maggioranza presenta delle tendenze autoritarie e dittatoriali. Il Consiglio con questo testo di legge non potrebbe nemmeno più interloquire nell'assegnazione dei contributi all'ASIVA, per esempio, perché il programma di distribuzione dei mezzi finanziari alle varie società sarebbe di competenza della Giunta. Questo esempio portato dal Consigliere Ramera dimostra quali sarebbero le gravissime conseguenze derivanti dall'accettazione delle proposte dell'Assessore Milanesio. Proposte che equivalgono ad un annullamento in questa materia della competenza del Consiglio. Tutto ciò naturalmente verrebbe fatto in nome della Democrazia e possibilmente della Democrazia Popolare di cui si va cianciando mentre in realtà le realizzazioni pratiche sono esattamente il contrario delle dottrine che vengono enunciate.

Milanesio (PSI) - Ritengo che la discussione stia assumendo un carattere decisamente politico che a mio avviso supera e fraintende la volontà che ha provveduto alla formulazione di questo disegno di legge; evidentemente qui non si fa mai il dono della buona fede a nessuno: si ama fare il processo alle intenzioni e lo si fa cercando di evitare di capire qual è il contenuto innovatore di questa legge. Voglio fare solo una domanda al Consigliere Fosson: crede forse che prima di questa legge il Consiglio regionale abbia partecipato in modo cosciente all'elaborazione di una linea di concessione di contributi? Il 90% dei contributi erano concessi dalla Giunta senza nessun controllo perché rientravano nelle sue competenze; l'altro 10% dei contributi veniva concesso su proposta della Giunta e il Consiglio piantava sempre una grande cagnara, mi si consenta l'espressione, poi votava regolarmente a favore di tutti i contributi proposti. Signori, a me questa procedura andava benissimo. Credete forse che con questo disegno di legge io voglia sottrarre al Consiglio delle competenze e delle responsabilità? Sono stati creati degli organi consultivi che istituzionalizzati aumentano il controllo democratico. Controllo fatto da coloro che sono maggiormente esperti nel campo dello sport. I Consiglieri regionali sono molto occupati e pochi di essi seguono lo sport o hanno interessi sportivi. Non voglio dire che il Consiglio regionale abbia trascurato il problema, tuttavia sino ad oggi il Consiglio dei suoi poteri ha fatto un uso ben strano perché ha finito per approvare tutti i progetti all'unanimità o con pochi voti contrari. Devo ammettere che i voti contrari, quando ci sono stati, sono venuti dall'Union Valdôtaine e questo può anche essere considerato un comportamento coerente. Evidentemente fino ad oggi le proposte della Giunta in materia di sport non hanno scioccato il Consiglio visto che sono state approvate con una grandissima maggioranza. Il solo difetto che avevano quelle proposte era quello di non nascere da quella consultazione più ampia e da quella comparazione delle necessità che si realizzeranno quando verranno istituiti gli organi previsti dalla presente legge. Non ci sarà quindi un aumento del potere discrezionale della Giunta o dell'Assessore. Se si vuole polemizzare con l'Assessore si polemizzi, però a ragion veduta: non si facciano delle affermazioni gratuite. Con questa legge non si esautora il Consiglio: si crea una nuova struttura che discuterà e proporrà in materia di contributi. Non approvo il tentativo dell'Avvocato Caveri di censurare una mia affermazione che ribadisco attribuendole lo stesso significato. La parola proposta implica una volontà politica fattiva che esiste quando ai sensi di questa legge il Consiglio stabilisce dei criteri che vengono automaticamente applicati. Un elenco invece è una parte di programma. Un programma si compone anche di un elenco di cose da fare, però implica una volontà attiva quindi con questo termine mettevo in risalto le scelte nei confronti del modulo di esecuzione. Non mi sembra che con questa legge la Giunta si arroghi dei poteri che non ha a danno del Consiglio. Ho detto prima che basta dichiarare al Consiglio che le competenze sono sempre solo sue e lo stesso vota tutto. Questo tipo di proposta non sminuisce assolutamente il Consiglio: lo ho detto prima e credo in questa mia affermazione. Potete anche non credermi, questo fa parte del ruolo delle opposizioni, però non si faccia dire a questa legge delle cose che questa legge non dice. Nelle proposte di emendamento che sono state fatte per venire incontro alle preoccupazioni espresse da alcuni Consiglieri abbiamo ribadito un concetto preciso. Lo scopo di questa legge è di allargare la consultazione sui problemi per eliminare quelle parzialità che non si traducono in fortune elettorali, Consigliere Fosson. Posso dimostrare che non ci sono state parzialità nelle precedenti distribuzioni di fondi e che se ci fossero state si sarebbero tradotte in una diminuzione di consensi perché gli interessati sono molto attenti e inevitabilmente se ne favorisce uno si hanno contro tutti gli altri. L'intenzione della Giunta nel proporre questa legge è quella di evitare errori aumentando la consultazione democratica e facendo partecipare gli interessati all'elaborazione delle proposte. Non mi sembra che questa proposta di legge sia liberticida e sono certo nel modo più assoluto di questa mia affermazione. Non mi si può, adducendo il pretesto pesante ed emotivo della violazione delle prerogative del Consiglio, convincere a ritirare una proposta di legge che è stata esaminata ed accettata sia dalle commissioni di Consiglio sia dalle assemblee sportive. Signori ribadisco che il Consiglio regionale quando stabilisce i criteri non vuole stabilire un programma. Un programma ci potrà essere su gli interventi straordinari, ma non mi si chiamino programma le concessioni di contributi ordinari. Io rifiuto questo termine e ritengo che la definizione dell'Avvocato Caveri non si adatti alla proposta che ho fatto e all'interpretazione che ne ho definito sin dall'inizio. Un programma, secondo me, è una manifestazione di volontà, libera da schemi e da impedimenti. Noi in questa legge ci creiamo degli schemi e degli impedimenti. Inoltre non siamo noi a prendere l'iniziativa ma sono le società a chiedere dei contributi ai sensi di una legge. Quindi non c'è un programma di interventi ma un elenco di richieste che noi evadiamo ai sensi di legge. La proposta che ho fatto a nome della maggioranza, non a titolo personale, l'ho fatta per venire incontro alle sollecitazioni del Consigliere Fosson e del Consigliere Ramera. Mi pare che siano pertinenti. Non credo di aver voluto elaborare l'ennesimo espediente per beffarmi del Consiglio, non mi sembra di aver fatto questo. Se si toglie il credito della buona fede alle discussioni che facciamo evidentemente ognuno si arroca sulle sue posizioni perché il dialogo non è più possibile.

Dolchi (Presidente) - Non voglio ricorrere al regolamento per sveltire la discussione ma faccio presente che dovremo in seguito discutere vari emendamenti che riassumono le posizioni enunciate e dovremo quindi manifestare con l'approvazione o meno di questi emendamenti gli orientamenti che si delineano in Consiglio.

Ha chiesto la parola l'Avvocato Caveri. Ne ha facoltà.

Caveri (UV) - L'Assessore Milanesio ha fatto un complimento al Consiglio regionale: ha detto che finora avrebbe approvato il programma delle attività sportive in stato di incoscienza. Se vogliamo usare un linguaggio più deferente verso il Consiglio possiamo dire che secondo le teorie dell'Assessore Milanesio il Consiglio regionale non sarebbe stato sufficientemente critico nei confronti dei precedenti programmi sulle attività sportive. Se anche fosse così, se il Consiglio regionale non fosse stato finora critico nell'analisi di questi programmi questa non è una ragione valida per sopprimere le sue competenze. Lasciamogli queste competenze, può darsi che in futuro il Consiglio regionale dimostri di essere maggiormente attento; quindi definisco la dichiarazione dell'Assessore Milanesio un sofisma. D'altra parte egli sa usare i sofismi con abilità.

L'Assessore Milanesio dichiara che con questa legge ci sarà una maggiore consultazione democratica per il fatto che saranno costituite un'Assemblea ed una Consulta. Noi non abbiamo niente in contrario: ci siano un'Assemblea ed una Consulta, si sentano i pareri di organi e di persone che sappiamo essere maggiormente competenti in questa materia, però non c'è una maggiore consultazione democratica per il semplice motivo che si estromette il Consiglio regionale dalle sue funzioni. Dice l'Assessore Milanesio che si giudica la legge in base a pregiudizi: non si tratta di pregiudizi. La violazione dei principi democratici è insita nella legge stessa per il semplice fatto che la volontà e la competenza del Consiglio vengono accantonate. Non si tratta quindi di pregiudizi o di processo alle intenzioni perché le intenzioni emergono chiare da questa proposta di legge. L'Assessore Milanesio divaga anche sulla definizione dei termini programma ed elenco: anche questo è un argomento fasullo e privo di fondamento. Resta un fatto fondamentale: al Consiglio regionale deve essere assolutamente assicurata la competenza in questa materia. Negarne la competenza è una violazione dello Statuto. Lo Statuto speciale della Valle d'Aosta stabilisce un sistema di competenze. In questa legge si annulla addirittura la competenza del Consiglio in materia sportiva. Noi non intendiamo assolutamente tollerare una violazione di questo genere.

Monami (PCI) - Non sono mai intervenuto nel dibattito su questo argomento perché il nostro gruppo ha dei tecnici che curano il problema. Abbiamo piena fiducia nelle scelte fatte dai compagni che discutono per conto del partito e che portano avanti determinati problemi. La funzione di Consigliere non è quella di sapere tutto e quindi sulle cose che non so a volte ho il buon gusto di tacere. Quando però la discussione verte su argomenti generali e si parla di democrazia, di prestigio del Consiglio, delle prerogative dei Consiglieri e quando in questo contesto si fanno delle allusioni sul nostro conto devo intervenire. Posso dire con serenità che quando noi parliamo di democrazia, non di democrazia popolare, quando parliamo di prestigio del Consiglio, delle sue prerogative e delle Assemblee elettive lo facciamo con serietà e coerenza perché ne siamo convinti. Lo abbiamo detto in questa sala, facendo parte della maggioranza e rimproverando alla maggioranza stessa, quindi a noi stessi, alcuni atteggiamenti che non tenevano pienamente conto delle prerogative e del prestigio del Consiglio. Quindi se un rimprovero di questo tipo va fatto ritengo che vada fatto a tutte quelle forze politiche che di volta in volta hanno fatto parte delle maggioranze e come tali non hanno mai avuto il coraggio di dire quello che noi abbiamo detto. Come parte integrante della maggioranza che amministra attualmente la Regione, chiedo scusa se allargo il discorso, riferendomi alle dichiarazioni dell'Avvocato Caveri che ci accusa di tendenze autoritarie e riferendomi all'esempio del dibattito sul piano regolatore della Città di Aosta in corso il Comune prendo un volume piccolo e modesto, ma molto importante e significativo, la Costituzione Italiana. Citandola dico all'Avvocato Caveri, al quale io riconosco molte nobili battaglie per la difesa della proprietà privata, che quando afferma che la Costituzione difende e promuove la proprietà privata non è chiaro e completo infatti ha saltato una frase: la Costituzione dice: "la proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato ed a enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge che determina i modi di acquisto di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti." La Costituzione quindi attribuisce alla proprietà privata una funzione sociale.

È costituzionale battersi contro quella proprietà privata che non esplica funzioni sociali ed è legittima la posizione del partito comunista che in questa particolare e difficile congiuntura dell'economia italiana denuncia al paese che i provvedimenti del Governo mirano a difendere i redditi più elevati e si limitano a proteggere il superprofitto, il parassitismo, la speculazione, l'evasione fiscale dei redditi più alti e la fuga dei capitali all'estero. Questa è la vera difesa della proprietà privata e noi siamo, l'ho dichiarato spesso, per la difesa della piccola proprietà privata quando questa esercita una funzione sociale. Ogni altra interpretazione della nostra linea è arbitraria e, per rigore intellettuale, dovrebbe essere verificata nella realtà. Questa è la sostanza del mio discorso e per quanto riguarda la legge che stiamo discutendo penso che sia assurdo pretendere che il Consiglio debba deliberare sulle cifre competenti ad ogni associazione sportiva e ad ogni organismo sportivo. Il Consiglio, l'esperienza e tutte le altre leggi che abbiamo approvato ce lo dimostrano, deve stabilire dei criteri. La Giunta regionale liquiderà i contributi sulla base dei criteri approvati dal Consiglio. Questa procedura è usata per tutte le leggi, Avvocato Caveri, che noi abbiamo approvato. Quindici giorni fa con il piano carne il Consiglio ha stabilito dei criteri generali secondo i quali vengono assegnati contributi a tutti gli allevatori che allevano bestiame da macellazione. Non discuteremo mai, amico Borbey, in Consiglio l'elenco in cui si dice che all'agricoltore a) si assegna un milione, all'agricoltore b) un milione e mezzo, all'agricoltore c) tre milioni. Il Consiglio decide, restano così intatti il prestigio e la funzione dell'Assemblea elettiva, i criteri fondamentali su cui l'esecutivo opera. Noi non riteniamo liberticida questa legge e ne condividiamo la responsabilità anche perché è la prima volta che si mette ordine in un campo dove le Giunte precedenti hanno fatto quello che hanno voluto. Abbiamo voluto noi comunisti questa legge sullo sport e la Consigliera Viglino che con interrogazioni e mozioni ne ha sollecitata l'applicazione sa anche i motivi per cui questa legge è stata portata in Consiglio con qualche mese di ritardo. Noi abbiamo voluto mettere ordine in una materia dove c'era molta confusione e come tutte le leggi anche questa è perfettibile. Con l'esperienza saremo noi stessi a consigliar le modificazioni che si renderanno necessarie.

Dolchi (Presidente) - Colleghi Consiglieri, spetta me far rispettare il regolamento ma spetta anche a voi, nei vostri interventi, fare in modo che la discussione proceda su argomenti che portino a delle conclusioni. Ieri abbiamo fatto la discussione generale. Chiusa questa siamo passati alla discussione dei singoli articoli e sono stati presentati gli emendamenti. L'invito che vi rivolgo prima di far rispettare la regola dei due interventi su ogni articolo è che si discutano gli emendamenti i quali saranno poi messi ai voti in modo da giungere all'esame della legge e alla votazione del Consiglio.

La parola al Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.

Caveri (UV) - Ringrazio il Presidente per avermi accordato la parola. Avrei avuto comunque diritto di parlare per rispondere alle insinuazioni del Consigliere Monami, mi spiace che non sia in aula, che dichiara che noi saremmo i difensori della proprietà privata facendo delle allusioni poco chiare. Noi siamo i difensori della proprietà privata dei contadini della Valle d'Aosta. Non crediamo di essere i soli, comunque noi difendiamo la proprietà privata dei contadini valdostani che stanno per essere completamente schiacciati dall'espansione urbanistica. Altri difendono le speculazioni dei grossi impresari permettendo loro di accumulare grandi patrimoni. Altri difendono grossi patrimoni e grossi interessi mentre noi tuteliamo gli interessi e le proprietà dei contadini della nostra regione. Io credo che sia estremamente grave il fatto che vengono ignorati sia lo Statuto della Valle d'Aosta sia la competenza del Consiglio estromesso completamente da questa materia. Per quanto riguarda l'articolo 42 della Costituzione della Repubblica ritengo che lo conosciamo sufficientemente e non abbiamo bisogno che altri ci vengano ad insegnare come deve essere interpretato.

Dolchi (Presidente) - Articolo 3. Ci sono al comma 1 due emendamenti. Un emendamento del Consigliere Fosson che propone di aggiungere la frase "previa approvazione del programma annuale di intervento da parte del Consiglio regionale". Allo stesso comma 1 abbiamo l'emendamento del Consigliere Ramera che propone "dopo deliberazione del Consiglio regionale della globalità delle sovvenzioni". Anche se differiscono nella dizione il contenuto dei due emendamenti è analogo. Io chiedo al Consiglio di pronunciarsi, cominciando dalle precisazioni del comma 3, su questi due emendamenti.

La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - A nome della maggioranza ho proposto l'emendamento al comma 3 dell'articolo 3 che è stato proposto per eliminare i dubbi che sono sorti. Noi riteniamo più pertinente questo emendamento che non gli altri. Se i Consiglieri proponenti gli altri emendamenti li manterranno noi respingeremo gli emendamenti stessi e manterremo l'emendamento da noi presentato al terzo comma dell'articolo 3.

Dolchi (Presidente) - Metterei ai voti per ordine di presentazione l'emendamento aggiuntivo del Consigliere Fosson.

Pregherei il Consigliere Segretario di venire al suo posto.

La parola al Consigliere Pedrini. Sull'emendamento del Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Voglio porre all'Assessore Milanesio e all'Assemblea una precisa domanda: voglio sapere se mantenendo il Consigliere Fosson e il Consigliere Ramera i loro emendamenti l'Assessore Milanesio manterrà l'emendamento iniziale o l'ultimo da lui proposto. Lo chiedo soltanto per chiarezza perché a me sembra che si ritorni al testo iniziale.

Milanesio (PSI) - L'emendamento proposto a nome della maggioranza è il seguente: "i contributi ordinari hanno carattere di periodicità e vengono concessi annualmente dalla Giunta regionale sulla base di appositi criteri di concessione da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio regionale".

Dolchi (Presidente) - Metto ai voti l'emendamento del Consigliere Fosson, emendamento aggiuntivo al primo comma. Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano.

Siete pregati di alzare la mano in modo che si possa fare il conteggio. Chi è contrario? Chi si astiene?

Esito della votazione.

30 presenti, 30 votanti, 12 voti favorevoli, 18 voti contrari.

Il Consiglio non approva.

L'emendamento aggiuntivo al comma 1 presentato dal Consigliere Ramera è stato ritirato.

Al terzo comma c'è un emendamento del Consigliere Fosson che prevede la sostituzione delle parole dalla Giunta con le parole dal Consiglio. Questo emendamento è stato inglobato al terzo comma nella nuova edizione presentata dall'Assessore Milanesio quindi il Consigliere Fosson lo ritira poiché la formulazione proposta dall'Assessore accoglie l'emendamento del Consigliere Fosson.

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Non so se il Consigliere Ramera presenti un emendamento a questo comma. Posso senz'altro ritirare il mio ma vorrei conoscere prima quello che eventualmente presenta il Consigliere Ramera.

Dolchi (Presidente) - Non c'è, in quelli presentati dal Consigliere Ramera, un emendamento al terzo comma. L'emendamento del Consigliere Ramera dice: "i contributi ordinari hanno carattere di periodicità annuale e vengono fissati sulla base di appositi criteri di concessione da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio regionale sulla base dei pareri prescritti al primo comma dell'articolo 7 e al primo comma dell'articolo 8 della presente legge." Direi che la formulazione è analoga a quella proposta dall'Assessore Milanesio. La concessione dei contributi è di competenza della Giunta previa precedente deliberazione del Consiglio Regionale del piano delle sovvenzioni alle singole attività sportive.

Possiamo quindi considerare sostitutiva del terzo comma la proposta del Consigliere Ramera.

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Ritiro il mio emendamento al comma 3 perché sia nell'uno che nell'altro è contenuto quello che chiedevo. Ho sentito la formulazione dell'emendamento del Consigliere Ramera, e desidererei sentire quella dell'Assessore Milanesio.

Dolchi (Presidente) - La leggo io mentre l'Assessore Milanesio esamina la proposta del Consigliere Ramera. Leggo per il Consigliere Fosson e per gli altri Consiglieri la proposta dell'Assessore Milanesio; seguendo sul testo si possono seguire le variazioni. "I contributi ordinari hanno carattere di periodicità e vengono concessi annualmente dalla Giunta sulla base di appositi criteri di concessione da approvarsi anno per anno in via preliminare dal Consiglio Regionale sulla base dei pareri previsti al primo comma dell'articolo 7, primo comma dell'articolo 8 della presente legge". È stata sostituita la parola "regolarità" con "periodicità", si precisa che la concessione è della Giunta ed è stata sostituita la parola Giunta con la parola Consiglio.

La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Approvo l'emendamento del Consigliere Ramera ma bisogna perfezionarlo. L'emendamento dice: "la concessione di contributi è di competenza della Giunta". Questa frase è una ripetizione, potremmo toglierla. Propongo, non so se il Consigliere Ramera è d'accordo, che mantenendo la formulazione da me proposta all'articolo 7 dove si dice "la proposta aggiuntiva detta relazione dovrà contenere i criteri dell'assegnazione di contributi previsti dalla presente legge e dovrà formare oggetto di apposita deliberazione del Consiglio", possiamo specificare i criteri e il piano di assegnazione alle singole attività. Rileggo l'emendamento proposto come lo formulerei tenendo conto della proposta del Consigliere Ramera: all'articolo 7 ultimo comma aggiuntivo: "detta relazione dovrà contenere i criteri di assegnazione dei contributi previsti dalla presente legge". Possiamo aggiungere "il piano delle sovvenzioni alle singole attività sportive e dovrà formare oggetto di apposita deliberazione del Consiglio Regionale". Mi sembra che vada bene.

Ramera (DC) - Sono d'accordo perché praticamente il Consiglio decide i criteri e le concessioni sono affidate alla Giunta.

Milanesio (PSI) - Mi suggerisce il Segretario del Consiglio che il termine "fissati" è un termine amministrativo poco chiaro. Si può sostituirlo con "si concede" il Consiglio fissa i criteri e c'è una deliberazione apposita su questi criteri come propongo all'articolo 7. Penso che il nostro emendamento all'articolo 3 si colleghi all'emendamento all'articolo 7; cioè uno non può prescindere dall'altro.

Dolchi (Presidente) - Il Consigliere Ramera ritira l'emendamento vista l'ultima proposta di emendamento all'articolo 7.

Milanesio (PSI) - Il Consigliere Ramera ritira questa proposta di emendamento ed io proporrò quella che ho enunciato all'articolo 7 a nome della maggioranza. Naturalmente non posso proporla adesso.

Dolchi (Presidente) - La parola alla Consigliera Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - Sono intervenuta raramente in questa discussione perché aspettavo questo articolo. Più di una volta ho accennato alla Signora Chanoux che bisognava modificare l'ultimo comma dell'articolo 7. In commissione avevo desistito dal voler sostituire il termine Giunta con Consiglio perché in Assemblea intendevo proporre questa variazione. Approvo la proposta dell'Assessore Milanesio. C'è un solo termine che non mi convince: attività. Penso che attività sportiva definisca il settore: ciclismo, calcio, atletica leggera; sostituirei attività con società.

Milanesio (PSI) - Questo termine non è vago: non ci sono solo società, ci sono anche federazioni ed enti. Quando parliamo di attività individuiamo un settore abbastanza preciso. Mi pare che questo testo sia preciso. Ritengo che non sia sottratta alcuna competenza al Consiglio. Insisto su questo fatto. Siamo venuti incontro a preoccupazioni che riteniamo non debbano sussistere ma che molti Consiglieri ritengono fondate. Siamo venuti incontro a queste preoccupazioni proprio per evitare che si parli di colpo di mano. Però oltre certi limiti ritengo che restino alla Giunta meno competenze di quelle che ha adesso.

Dolchi (Presidente) - Possiamo ritenere ritirato l'emendamento. La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei conoscere il testo finale del terzo comma.

Dolchi (Presidente) - Rispondo io. Il Consigliere Ramera ritira l'emendamento globale perché la precisazione viene inserita con proposta di emendamento dell'Assessore alla fine dell'articolo 7. Metto ai voti l'emendamento con il quale si sostituisce l'attuale comma 3 con il comma che ho letto prima e che è stato proposto all'inizio della discussione dall'Assessore Milanesio. L'emendamento che sostituisce la parola regolarità con periodicità e assegna la concessione alla Giunta ma con parere preliminare, con i criteri preliminari stabiliti dal Consiglio. L'emendamento che ho letto integralmente, comprensivo dell'emendamento proposto dal Consigliere Fosson che sostituisce la parola Giunta con Consiglio.

Fosson (UV) - Rinvia però la questione all'articolo 7.

Dolchi (Presidente) - Metto ai voti l'emendamento sostitutivo del comma 3 proposto dall'Assessore che ha tenuto conto dei vari suggerimenti.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 31 voti favorevoli su 31 presenti votanti.

Al quarto comma c'è un emendamento proposto dal Consigliere Ramera che alla quarta riga propone di aggiungere dopo la parola attività le parole sportiva-dilettantistica.

La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Il Consigliere Ramera dopo che abbiamo accertato che al comma 7: "in sede di definizione dei criteri deve essere perseguito il fine primario di garanzia dell'esercizio dilettantistico dello sport" è contenuto il concetto da lui proposto, ritiene questa formulazione soddisfacente e ritirerebbe l'emendamento.

Dolchi (Presidente) - Si considera ritirato l'emendamento del Consigliere Ramera relativo al quarto comma. Vi è in questo articolo un emendamento del Consigliere Fosson che alla prima riga dell'ottavo comma propone che venga aggiunta dopo "contributi straordinari" la frase "sono approvati dal Consiglio Regionale"; cioè per esteso: "i contributi straordinari sono concessi dal Consiglio Regionale". Consigliere Fosson il testo dice concessi quindi proporrei, interpretando il suo pensiero, di aggiungere solo le parole "Consiglio Regionale".

La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Aggiungendo al comma settimo la parola piano delle sovvenzioni notifico che per piano intendo, possiamo anche precisarlo nel comma 7, anche quello a carattere straordinario. La proposta che intendo fare è che anche i contributi di carattere straordinario vengano discussi una volta sola, in via preliminare, in Consiglio. Solo se si verificheranno durante l'anno situazioni veramente straordinarie sarà investito nuovamente il Consiglio.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Se si trova una formulazione che esponga questo concetto nell'articolo 7 io non mi formalizzo. Ho già dichiarato che mentre è possibile discutere all'inizio dell'anno l'assegnazione dei contributi ordinari non è possibile farlo per quelli straordinari. La stessa procedura dell'assegnazione dei contributi straordinari implica una graduale evasione delle pratiche. Quindi per non appesantire l'articolo 7 credo che la soluzione migliore sia quella di enunciare questo concetto nell'articolo 3. Altrimenti sarà difficilissimo formulare l'articolo 7 mentre nell'articolo 3 è pertinente.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - In base alla formulazione proposta dal Consigliere Fosson il Consiglio dovrebbe riunirsi ogni qualvolta si debba assegnare un contributo straordinario anche di lire 10.000; il che non è possibile perché i contributi sono concessi fino a un certo ammontare dalla Giunta; oltre una certa cifra dal Consiglio. Non vorrei che il Consiglio si debba riunire per discutere dei contributi di 100.000 o 200.000 lire. Questa legge vuole obbligare le società e le federazioni a presentare un piano annuale di interventi anche delle manifestazioni straordinarie.

Le manifestazioni straordinarie sono quelle che non rientrano nella normale attività sociale; ad esempio un incontro dell'Unione Boccistica Italiana o un incontro triangolare Svizzera Italia Francia. Le società possono programmare in anticipo queste manifestazioni nel 95% dei casi e noi con questa legge vogliamo proprio questo: costringere le società a muoversi con ordine.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Se i contributi sono programmabili possiamo inserirli nell'approvazione annuale: non ho niente in contrario. Però bisognerebbe salvaguardare i contributi straordinari non inclusi nel piano annuale. Si può formulare l'articolo 7 in modo che i contributi straordinari di entità inferiore a una data cifra siano di competenza della Giunta. Siccome in genere i contributi straordinari sono sempre stati consistenti, quelli che sono programmabili vengano discussi in Consiglio una volta all'anno, quelli che non lo sono di volta in volta.

Dolchi (Presidente) - Ho preso nota delle proposte fatte per la formulazione del comma conclusivo all'articolo 7. Il testo, che elimina le preoccupazioni espresse sull'articolo 3, dovrebbe essere questo e sarà proposto dall'Assessore all'articolo 7: "detta relazione dovrà contenere i criteri di assegnazione dei contributi previsti dalla presente legge e il piano di sovvenzioni ordinarie e straordinarie alle singole attività, i quali criteri formeranno oggetto di apposita deliberazione del Consiglio regionale."

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Approviamo questa formulazione. Rimane il problema dei contributi straordinari. Il comma che riguarda questi potremmo collocarlo nell'articolo 7. In questo articolo dovremmo aggiungere che i contributi straordinari non programmati superiori ad una certa cifra debbano essere discussi in Consiglio.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - I contributi definiti straordinari sono in gran parte programmabili. Quelli che non lo sono se rientreranno nella competenza della Giunta per l'importo della spesa verranno erogati dalla Giunta, altrimenti dal Consiglio. Per tutto ciò che non è previsto dalla presente legge restano invariate le rispettive competenze. Il comma 8 dell'articolo 3 afferma il principio che i contributi straordinari non devono essere richiesti dalle singole squadre ma dalle federazioni cui esse appartengono. Altrimenti ogni squadra senza l'approvazione della federazione da cui dipende chiede contributi per le manifestazioni più strane. Le competenze della Giunta e del Consiglio sono integre e si costringono le federazioni a presentare le richieste di contributi in modo che non ci siano sprechi e disguidi.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Approvo ciò che ha detto l'Assessore Milanesio. Penso comunque che bisognerebbe specificare chiaramente quali sono i contributi straordinari di competenza del Consiglio. Possiamo specificarlo nell'articolo 3 o nell'articolo 7, è indifferente, ma dobbiamo dirlo chiaramente. La legge com'è formulata ora assegna tale competenza alla Giunta. L'essenziale è che il principio sia salvaguardato.

Milanesio (PSI) - Siamo disposti a formulare più chiaramente la tesi esposta dal Consigliere Fosson nell'articolo 7.

Dolchi (Presidente) - Abbiamo esaurito gli emendamenti all'articolo 3 essendo stato ritirato l'emendamento del Consigliere Fosson concernente l'ottavo comma.

Se nessun altro chiede la parola metto ai voti l'articolo 3 con gli emendamenti votati dal Consiglio.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 29 voti favorevoli su 29 Consiglieri presenti e votanti.

All'articolo 4 c'è un emendamento del Consigliere Chincheré che riprende gli emendamenti presentati ieri.

Ramera (DC) - È un articolo in cui il primo comma è in contradizione con quello che segue.

Dolchi (Presidente) - No, Consigliere Ramera, è una ripetizione non una contradizione.

Chincheré (PCI) - E una conseguenza dell'emendamento approvato dal Consiglio ieri pomeriggio all'articolo 2. È un esplicito richiamo ai compiti delle federazioni che devono approvare i bilanci e le iniziative. Noi sosteniamo, il Consiglio l'ha accettato, che molte società sono affiliate agli enti di promozione sportiva e di conseguenza ne proponiamo il riconoscimento come enti in grado di vistare le richieste presentate dalle società.

Dolchi (Presidente) - Il Consiglio ha già approvato ieri all'unanimità l'emendamento che all'articolo 2 aggiungeva le stesse tre parole.

Ci sono altre richieste di intervento sull'articolo 4 prima che metta ai voti l'emendamento aggiuntivo?

Allora metto ai voti per alzata di mano l'emendamento aggiuntivo; alla fine del primo comma, le parole "O Enti di promozione sportiva".

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo.

L'emendamento è approvato con 28 voti favorevoli su 28 presenti e votanti; metto quindi ai voti l'articolo 4 nel suo complesso con l'emendamento approvato.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità di voti con 28 presenti e votanti.

Articolo 5

Non ci sono emendamenti?

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Non ho presentato nessun emendamento ma vorrei discutere una questione.

Nel secondo comma si dice: "le Società di nuova costituzione possono ottenere il contributo relativo al primo anno di funzionamento anche in corso di attività previo parere favorevole dell'Assemblea generale sportiva". Queste società non possono comparire nel piano che viene presentato all'inizio dell'anno. Quando c'è già un'attività sportiva si sa come regolarsi, quindi c'è pericolo che sorgano durante l'anno, quando il piano della distribuzione è già fatto, diverse altre Società Sportive. Questa procedura potrebbe vanificare le misure preventive adottate. C'è il parere dell'Assemblea generale sportiva, ma secondo me, dovremmo salvaguardare la possibilità di accesso a questi finanziamenti durante l'anno sportivo.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Nel primo comma dell'articolo 5 è espresso un principio che ispira la legge, i contributi ordinari di cui all'articolo 3 possono essere concessi alle Società solo dopo che queste abbiano svolto almeno per un anno regolare attività. La necessità del parere favorevole dell'Assemblea Sportiva è un limite notevole all'assegnazione di questi contributi. Noi abbiamo sempre evitato di dare dei contributi alle società se non avevano svolto un anno di regolare attività proprio per evitare che le società che non duravano nemmeno un anno usufruissero dei contributi.

Questo principio viene ribadito nella legge, ma abbiamo proposto questa possibilità di deroga perché era stata chiesta da alcuni membri della Commissione. Personalmente sono contrario e nel testo iniziale non era prevista nessuna eccezione.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Capisco la posizione dell'Assessore Milanesio e confortato dal suo stesso parere proporrei che il testo dica: "in caso eccezionale le Società di nuova costituzione" sottolineando l'eccezionalità del caso.

Milanesio (PSI) - Possiamo dire: "in via eccezionale le Società di nuova costituzione ecc..." e puntualizzare esplicitamente l'eccezionalità del caso.

Fosson (UV) - All'inizio del secondo comma.

Milanesio (PSI) - Propongo, dopo aver sentito la proposta del Consigliere Fosson, l'emendamento aggiuntivo al secondo comma dell'articolo 5 che prevede l'aggiunta delle parole "in via eccezionale".

Dolchi (Presidente) - Penso che approviamo tutti l'emendamento aggiuntivo concordato Fosson Milanesio, comunque devo metterlo ai voti.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano; si tratta di tre parole "in via eccezionale". Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

27 voti favorevoli su 27 presenti e votanti.

Metto quindi ai voti l'articolo 5 così emendato.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

Ancora 27 voti favorevoli su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Articolo 6

Non ci sono emendamenti, metto ai voti l'articolo 6 per alzata di mano. Grazie.

Chi è d'accordo? Chi si astiene?

Anche l'articolo 6 è approvato con 27 voti favorevoli, all'unanimità, su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Articolo 7

All'articolo 7 ci sono degli emendamenti. L'emendamento Ramera che proponeva la soppressione dei commi C e L è stato ritirato.

Nell'ultimo comma, c'è un altro emendamento Ramera che propone l'aggiunta di "E questo delibererà in merito ai contributi". L'emendamento è da ritirarsi perché compreso dall'emendamento complessivo dell'articolo 7.

Il Consigliere Ramera ritira i suoi due emendamenti.

C'è un emendamento della Commissione Turismo che alla lettera D propone di sostituire alla parola: "o un Assessore da esso delegato" le parole "dallo stesso delegato". Vi è inoltre in seguito il ritiro dell'emendamento Ramera una mia proposta di chiarificazione, dettata anche dall'esigenza di attenersi alle norme sulle designazioni dei Consiglieri regionali.

Allora c'è l'emendamento del Presidente che vorrebbe precisare meglio il comma C.

Il comma dice "3 Consiglieri regionali di cui uno designato dalla minoranza indicati dal Consiglio regionale", tra l'altro la parola indicati non è chiara. La mia proposta è questa formulazione tipica di ogni designazione di Consiglieri regionali.

Tre Consiglieri regionali di cui uno della minoranza, designati dal Consiglio regionale.

La parola al Consigliere Pedrini, Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Penso che tre Consiglieri, mi associo a quanto ha detto il Consigliere Ramera, siano pochi per aver voce in capitolo nella Consulta. Perciò propongo che: in prima istanza 7, in seconda almeno 5 Consiglieri, di cui tre appartenenti alla maggioranza e due alla minoranza, facciano parte della Consulta affinché sia maggiore la rappresentanza del Consiglio nella Consulta stessa.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Propongo di accogliere la seconda proposta del Consigliere Pedrini: la Giunta è d'accordo per 3 a 2.

Dolchi (Presidente) - La modificazione sarebbe questa: 5 Consiglieri regionali, di cui 2 della minoranza, designati dal Consiglio regionale.

Metto la proposta ai voti: c'è qualcuno che chiede la parola sull'articolo? Nessuno.

Si vota sulla sostituzione di 3 con 5 e sulla formulazione diversa del comma che rileggo.

"5 Consiglieri regionali, di cui 2 della minoranza, designati dal Consiglio regionale".

Chi approva è pregato di alzare la mano.

Il Consiglio approva all'unanimità con 27 voti favorevoli su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Al comma D c'è l'emendamento che propone di sostituire le parole "da esso" con "dallo stesso".

Chi approva è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non approva? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità di voti con 26 voti favorevoli su 26 Consiglieri presenti e votanti.

Siamo giunti all'emendamento aggiuntivo proposto dall'Assessore Milanesio che vi rileggo nella formulazione completa delle varie proposte.

"Detta relazione dovrà contenere i criteri di assegnazione dei contributi previsti dalla presente legge e il piano di sovvenzione ordinaria e straordinaria delle singole attività".

La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Ho già precisato prima alla Consigliera Viglino che con attività definiamo i settori. Il Consiglio deve stabilire quali somme assegnare al settore del calcio, quali al settore del ciclismo; le distribuzioni particolari dei contributi verranno decise dalla Giunta e dalla Consulta.

Dolchi (Presidente) - Proseguo nella lettura dell'emendamento: "i quali formeranno oggetto di apposita deliberazione del Consiglio regionale". Ci sono precisazioni da fare? Metto ai voti l'emendamento così come è stato letto.

Fosson (UV) - Dobbiamo puntualizzare la posizione della Giunta per quel che riguarda i contributi straordinari non previsti nel programma affinché restino integre le prerogative del Consiglio e della Giunta stessa.

Milanesio (PSI) - Secondo me è implicito. Se vogliamo puntualizzarlo personalmente sono favorevole. Non voglio che sussista nessuna ombra di dubbio. Si può aggiungere al testo che per i contributi straordinari non previsti dal programma annuale rimangono ferme le competenze della Giunta e del Consiglio.

Dolchi (Presidente) - L'ultimo comma dice: "per gli interventi straordinari non previsti nel programma annuale rimangono ferme le competenze della Giunta e del Consiglio". Il Segretario Generale precisa che la dizione corretta è questa: "limitatamente agli interventi straordinari non previsti dal programma annuale rimangono ferme le competenze della Giunta e del Consiglio". Un'altra correzione. Prima abbiamo parlato di piano ed adesso parliamo di programma: è preferibile usare ancora il termine piano affinché non sorga nessun dubbio. Metto ai voti l'intero emendamento composta da queste due frasi.

Fosson (UV) - Rilevo che in questo emendamento è stato formulato in altri termini ciò che avevo proposto al primo comma dell'articolo 3. Non voglio rivendicarne la paternità ma rilevo appunto che ne è stato accettato il concetto.

Dolchi (Presidente) - Esito della votazione: non ci sono voti contrari e Consiglieri astenuti.

Esito della votazione sugli emendamenti: unanimità di 29 voti favorevoli su 29 Consiglieri presenti e votanti.

Metto quindi ai voti l'articolo 7 comprensivo degli emendamenti approvati dal Consiglio. Chi approva è pregato di alzare la mano. Grazie.

Astenuti? Contrari?

Il Consiglio approva all'unanimità con 29 Consiglieri presenti e votanti.

Articolo 8. La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (PSI) - Nell'articolo 8 al comma i) ripeto la proposta fatta al comma c) dell'articolo 7.

Dolchi (Presidente) - Il comma i) dell'articolo 8 deve essere così modificato: 5 Consiglieri regionali, di cui 2 della minoranza, designati dal Consiglio regionale. Metto ai voti questo emendamento.

Chi è d'accordo è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

29 voti favorevoli su 29 Consiglieri presenti e votanti.

C'è all'articolo 8 un emendamento del Consigliere Chincheré che si richiama sempre agli enti di promozione sportiva.

La proposta è di aggiungere al primo comma quarta linea: "ed avvalendosi degli enti di promozione sportiva".

Il regolamento autorizza la Presidenza a fare delle correzioni formali: le rendo note al Consiglio. Interessano gli articoli 7 e 8 dove si dichiara che le mansioni di Segretario sono svolte da una dipendente dell'Assessorato al Turismo designato dall'Assessore: sia all'articolo 7 che all'articolo 8 si sostituisce al termine designato il termine nominato.

È una correzione formale.

L'emendamento del Consigliere Chincheré al primo comma dopo "organizzando le iniziative più opportune" propone di aggiungere "avvalendosi a tale fine in via prioritaria degli enti di promozione sportiva".

Rileggo il primo comma dell'articolo 8: "la Consulta per la promozione sportiva ha il compito di favorire lo sviluppo promuovendo e organizzando le iniziative più opportune". A questo punto si aggiunge "avvalendosi a tale fine ed in via prioritaria degli enti di promozione sportiva" oppure "avvalendosi in via prioritaria a tale fine degli enti di promozione sportiva".

Se ci sono delle iniziative promozionali è ovvio che in via prioritaria vengano assegnate a quegli enti che hanno il compito di sviluppare iniziative e attività promozionali.

Metto ai voti l'emendamento.

Chi approva è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non approva? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 27 voti favorevoli su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Sull'articolo 8 ci sono ancora 2 emendamenti del Consigliere Ramera che dovrebbe dirmi se sono ritirati o meno.

L'emendamento ai commi c) e i) è approvato.

Ramera (DC) - Del resto ho già detto ieri che lo sport no è tempo libero e....

Comunque non mi interessa.

Dolchi (Presidente) - C'è un altro emendamento del Consigliere Ramera che propone alla fine dell'ultimo comma l'aggiunta della frase "che delibererà in merito"; penso che la sua richiesta sia stata esaudita nell'emendamento approvato alla fine dell'articolo 7.

Metto ai voti l'articolo 8 comprensivo degli emendamenti.

Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è favorevole? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 26 voti favorevoli su 26 Consiglieri presenti e votanti.

All'articolo 9 non ci sono proposte di emendamento.

Metto ai voti l'articolo 9.

Il Consiglio approva con 26 voti favorevoli su 26 Consiglieri presenti e votanti.

All'articolo 10 c'è una sola proposta di emendamento soppressivo presentata dal Consigliere Ramera.

La parola al Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Non soltanto appoggio l'emendamento proposto dal Consigliere Ramera ma proporrei una modificazione: il Consiglio regionale è autorizzato a concedere contributi per il sostegno non di una pubblicazione ma di qualsiasi pubblicazione a diffusione regionale avente anche carattere sportivo, il cui compito sia quello di garantire un'informazione obiettiva e completa sulla materia. Inoltre la frase "di costituire altresì uno strumento di dibattito sulle attività sportive degli enti di promozione operanti nella regione" mi sembra inutile perché evidentemente qualsiasi giornale di qualsivoglia tendenza, non soltanto sportivo, può essere strumento di dibattito. Per quel che concerne l'ultimo capoverso: "il Comitato di redazione di tale pubblicazione è nominato dall'Assemblea generale sportiva", non vedo come lo si possa applicare; infatti l'Assemblea generale per nominare il comitato di redazione di un giornale deve esserne la proprietaria, altrimenti il comitato di redazione non ha alcun potere e chiunque può contestarne la nomina. Propongo di togliere questa frase e di lasciare all'Assemblea o alla Giunta stessa il compito di trovare un'altra soluzione. Ho consultato dei legali su questa frase e questa non è solo la mia opinione ma anche la loro, quindi la frase stessa deve essere cancellata.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Avevo proposto inizialmente ed in commissione di conservare l'articolo 10 con l'impegno di portarlo di nuovo in Consiglio per prendere le decisioni del caso dopo aver sentito il parere dell'Assemblea generale quando sarà costituita. C'era l'intenzione di definire un'eventuale pubblicazione come espressione dell'Assemblea generale sportiva. Riguardo alla proposta del Consigliere Pedrini di dare dei contributi a tutte le pubblicazioni rispondo che in realtà ciò avviene per la stampa della pagina della Valle, che contiene anche notizie sportive, e per la stampa di informazioni dei partiti e dei movimenti che contiene anche notizie sportive. Ripeto che si voleva con questa legge creare una pubblicazione che fosse espressione dell'Assemblea generale sportiva. Voglio ripetere chiaramente quanto ebbi modo di dire in altre sedi: non pensiamo a nessun giornale in particolare; l'Assemblea generale sportiva farà delle proposte che verranno discusse in Consiglio. Il progetto verrà attuato dopo aver sentito il parere del Consiglio: questo è l'impegno della Giunta.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Pedrini. Ne ha facoltà.

Pedrini (PLI) - Accetto fino ad un certo punto il testo proposto dall'Assessore: la Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi per il sostegno di una pubblicazione a diffusione regionale avente carattere esclusivamente sportivo. Fin qui siamo d'accordo. Penso però che si debba definire quale sia la pubblicazione. Non possiamo lasciare completa autonomia all'Assemblea generale che deciderà come sarà il giornale, chi lo dirigerà e come lo dirigerà. Deve essere ben chiaro di chi sarà la proprietà del giornale; se sarà della Regione, dell'Assemblea o di un privato. Praticamente il Consiglio regionale stanzia molti milioni senza sapere con esattezza come saranno spesi. L'Assessore al Turismo dice: noi sentiamo l'Assemblea su questo problema, in seguito lo discuteremo di nuovo in Consiglio. Credo l'Assessore in buona fede però questa procedura non può essere applicata. Ammettiamo che l'Assemblea prenda decisioni che il Consiglio non ritiene idoneo: portiamo nuovamente la legge in Consiglio e togliamo l'articolo 10. Quali garanzie abbiamo che ci assicurino che questa procedura sarà seguita? Nessuna tranne la parola dell'Assessore che oggi ricopre questa carica ma domani può anche non esserci più. Sono questioni molto gravi trattate con leggerezza. Chi dirigerà questo giornale farà quello che vorrà eludendo facilmente le direttive dell'Assemblea. E una questione molto delicata, personalmente preferirei che ci fossero più pubblicazioni. Sono anche il portavoce di quattro editori che sono disposti a pubblicare un giornale sportivo. Si farà un concorso per l'appalto di questa pubblicazione che per me resta un problema grave. Ritengo che la soluzione migliore sia quella di eliminare l'articolo e rielaborarlo.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Consigliere Pedrini, credo di aver trovato una formulazione che soddisfi le sue richieste. Mi riferisco ad una pubblicazione sola perché è da costituire. La formulazione dell'ultimo comma dell'articolo 10 potrebbe essere questa: "il comitato di redazione di tale pubblicazione sarà proposto dall'Assemblea generale sportiva e deliberato dal Consiglio regionale". Il Consiglio regionale potrà decidere la linea e gli uomini che guideranno la nuova pubblicazione.

Pedrini (PLI) - Mi dicono giustamente che la maggioranza fa quello che vuole. Oggi siete voi la maggioranza, ma domani potrebbero essere altri.

Milanesio (PSI) - È evidente che una maggioranza può fare quello che vuole, ma può anche decidere di non fare quello che vuole.

Pedrini (PLI) - Vorrei che non ci limitassimo ad una sola pubblicazione: una o dieci il Consiglio lo deciderà.

Milanesio (PSI) - Le intenzioni della Giunta e della maggioranza nel proporre questo articolo sono di creare una pubblicazione esclusivamente regionale. Possiamo crearne una non dieci. Parlavamo di contributi perché questo giornale sarà venduto, non distribuito gratuitamente. Dobbiamo altrimenti dire che la Regione sosterrà gli oneri della pubblicazione del giornale. Vogliamo che questa pubblicazione non solo sia di carattere regionale ma sia anche venduta ed i suoi costi non gravino interamente sull'Amministrazione regionale.

Pedrini (PLI) - Nominiamo un direttore che possa fare il direttore responsabile o possa nominare una persona di sua fiducia responsabile di questo giornale.

Milanesio (PSI) - Noi vogliamo con questo articolo proporre una pubblicazione sostenuta dalla Regione che pubblichi dibattiti ed informazioni. Questo giornale dovrebbe essere esclusivamente sportivo e naturalmente non dovrebbe fare concorrenza ad altri giornali che pubblicano notizie di ogni genere. Noi vogliamo fare una pubblicazione regionale, non solo come diffusione ma anche come proprietà, gestita dalla Consulta con l'approvazione del Consiglio regionale. Il testo dell'articolo 10 potrebbe essere: "la Giunta regionale è autorizzata a promuovere una pubblicazione a diffusione regionale avente carattere esclusivamente sportivo". Inoltre "il comitato di redazione della medesima pubblicazione è proposto dall'Assemblea generale sportiva ed è nominato dal Consiglio regionale". Penso che sia meglio definire ora ogni particolare della legge, altrimenti dovremo ridiscuterne e non finiremo mai. Propongo: "la Giunta regionale è autorizzata a promuovere una pubblicazione a diffusione regionale di sua proprietà avente carattere esclusivamente sportivo". In fondo all'articolo si può aggiungere: "il Comitato di redazione di tale pubblicazione su proposta dell'Assemblea generale sportiva è nominato dal Consiglio regionale". È evidente che la proprietà non è né della Giunta né del Consiglio, ma dell'Amministrazione.

Dolchi (Presidente) - Rileggo per vedere se il testo soddisfa le varie proposte. Articolo 10: "la Giunta regionale è autorizzata a realizzare una pubblicazione a diffusione regionale di proprietà dell'Amministrazione regionale avente....".

Secondo comma: "il Comitato di redazione di tale pubblicazione è nominato dal Consiglio regionale su proposta dell'Assemblea generale sportiva".

Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (Ind.) - Penso che non siano sufficienti i 10.000.000 preventivati. Per la realizzazione di una pubblicazione regionale occorrono 40 o 50 milioni.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Ramera. Ne ha facoltà.

Ramera (DC) - Ribadisco la mia proposta di accantonare temporaneamente questo articolo e di inserirlo nella legge dopo che l'Assemblea generale avrà discusso il problema. Se il giornale sarà di proprietà dell'Amministrazione regionale i collaboratori fissi nominati dal Consiglio o diventeranno degli impiegati regionali o faranno valere i contratti giornalistici per cui questa pubblicazione anziché 10 milioni ci costerà 50 milioni o poco meno come ha rilevato il Consigliere Jorrioz. Proporrei quindi all'Assessore di elaborare con l'Assemblea generale la formulazione migliore. In seguito, dopo essere stato discusso nuovamente in Consiglio, l'articolo 10 sarà inserito in questa legge.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Mi scusi se non l'ho data prima, saltando il turno. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Non volevo intervenire nella discussione di questo articolo ma effettivamente nutrivo delle perplessità che sono state validamente enunciate da chi mi ha preceduto.

Appoggio la proposta del Consigliere Ramera. Manteniamo lo stanziamento dei 10 milioni: può essere inglobato nei fondi a disposizione. Possiamo esprimere genericamente il concetto contenuto nell'articolo 10 sopprimendo l'articolo stesso. In seguito esaminato il problema con l'Assemblea generale e la Consulta non ci sarà bisogno di inserire nella legge l'articolo: conglobiamo in un altro capitolo le spese di finanziamento. Si potrà attuare questa procedura con una deliberazione del Consiglio regionale facente riferimento al capitolo in causa o con una legge ad articolo unico. In questo modo evitiamo di ostacolare la realizzazione di questa pubblicazione che è un problema che deve essere maggiormente approfondito. Non possiamo con una discussione di emendamenti in aula esaminare completamente il problema e soddisfare tutte le esigenze che gravitano attorno a questa pubblicazione. Concediamoci quindi la possibilità di approfondire il problema.

Milanesio (PSI) - Per soddisfare queste richieste ho un emendamento da proporre: mantenere l'articolo 10 così formulato "la Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi per il sostegno della stampa a diffusione regionale avente carattere esclusivamente sportivo il cui compito sia quello di garantire ecc.", sopprimere inoltre il secondo comma di modo che seguendo le indicazioni dell'Assemblea sportiva il Consiglio regionale decida successivamente. Quindi questa legge non è completa: propongo di richiamarci ad un regolamento che il Consiglio redigerà in seguito.

Pedrini (PLI) - Quindi per quanto riguarda la stampa si rinvia?

Milanesio (PSI) - Si potrebbe appunto formulare l'articolo: "la Giunta regionale è autorizzata a concedere i contributi per il sostegno della stampa a diffusione regionale ecc."; poi si aggiunge: "le modalità di applicazione della presente legge sono rinviate a regolamento da approvarsi dal Consiglio regionale". Così è chiaro il concetto e si affida al Consiglio la decisione finale.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Sono propenso ad approvare questa formulazione. In questo caso dobbiamo includere nell'articolo lo stanziamento stabilito nell'articolo 12. Lo conglobiamo nel capitolo senza specificare la somma.

Milanesio (PSI) - Se il Consiglio regionale in seguito redige un regolamento quei fondi si possono usare, altrimenti dobbiamo fare una variazione di bilancio e modificare la legge. È bene che sia previsto il finanziamento, in seguito con il regolamento stabiliremo come usare i fondi.

Fosson (UV) - Mi permetto di precisare che conglobando quei 10 milioni in un capitolo generico non dovremo in seguito fare una variazione di bilancio. Quando il Consiglio approverà il regolamento specificherà che si attinge a quel dato capitolo, quindi dal punto di vista formale non cambia niente.

Milanesio (PSI) - Noi facciamo una legge dove si prevede una possibilità di dare un sostegno alla stampa di carattere sportivo e prevediamo che con regolamento il Consiglio disporrà in merito. Se però non mettiamo un capitolo relativo, anche solo per memoria, noi dovremo di nuovo modificare la legge e istituire un capitolo apposito. Tanto vale che lo istituiamo ora. Insisto perché è una questione di carattere tecnico. Redigendo il regolamento il Consiglio esprimerà tutta la sua sovranità però se noi non prevediamo un capitolo apposito dovremo modificare la legge.

Pedrini (PLI) - Ritengo la frase "favore dell'informazione sportiva" troppo generica.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Non vorrei che la discussione sembri una disputa personale fra l'Assessore Milanesio e il sottoscritto, ma quando noi mettiamo nel capitolo generico, che si riferisce a questa legge la quale istituisce tre capitoli, 10 milioni, quando faremo il regolamento, li includeremo e preciseremo la cifra da spendere per la stampa.

Milanesio (PSI) - Non so se dobbiamo modificare la legge e istituire un capitolo nuovo. Anche con questa legge facciamo in questa sede una modificazione del bilancio perché istituiamo il capitolo 818 e il capitolo 819 e modifichiamo anche il capitolo 813. Ora noi dovremmo poi di nuovo farlo con un'altra legge. Si può fare certamente, però visto che c'è la volontà di fare la legge mancherebbe solo il regolamento. Mi permetto di insistere su questo punto perché così si eviterà del lavoro, e si eviterà di dover apportare in seguito delle modificazioni a questa legge.

Dolchi (Presidente) - Il testo di un emendamento che potrebbe soddisfare le posizioni emerse è il seguente: "la Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi ecc. ecc."; fino al punto così come ora. Soppressione dell'attuale secondo comma e sostituzione con "con successivo provvedimento Consigliare saranno stabilite le modalità di applicazione del presente articolo". In questo modo, pur avendo fissato alcuni concetti fondamentali si lascia alla specifica competenza del Consiglio il compito di stabilire le modalità di attuazione. Inoltre è giustificato il mantenimento della variazione di bilancio e rimane al Consiglio tutta la responsabilità e la competenza di stabilire quello che intenderà fare in questo settore. Mi sembra che questo ci permetta di concludere la discussione.

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Potremmo essere d'accordo su questa formulazione dell'articolo. Però con esso si stabilisce che per i contributi a favore della stampa sono disponibili 10 milioni mentre noi non siamo d'accordo sul fatto di stabilire in questo momento la cifra da stanziare. Vorremmo che il tutto fosse rimandato ad un successivo provvedimento. Mi permetto di sottolineare che quando noi avremo stabilito una procedura precisa potremmo mettere una cifra a bilancio. In questo momento possiamo benissimo formulare l'articolo completo senza stabilire la cifra e metterla poi nell'altro fascicolo. Il capitolo che noi usiamo è collegato a questa legge che comprende anche l'articolo 10. Si potrà quindi agevolmente stanziare la somma necessaria. Non vorrei polemizzare con l'Assessore Milanesio ma tecnicamente questa procedura è corretta.

Dolchi (Presidente) - Procediamo con ordine. Metto ai voti il primo emendamento che prevede la sostituzione delle parole "di una pubblicazione" con "della stampa" al primo comma. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Grazie.

Chi non è favorevole? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 27 voti favorevoli su 27 Consiglieri presenti e votanti.

Per quanto riguarda il secondo comma c'è una proposta di sostituzione dell'intero comma con: "con il successivo provvedimento consigliare saranno stabilite le modalità di attuazione del presente articolo". Penso che su questa proposta siamo d'accordo. Arriveremo poi all'articolo 12 e all'inserimento o meno della somma prevista in capitolo.

Fosson (UV) - Penso che i due articoli siano strettamente connessi. Quando abbiamo discusso l'articolo 3 abbiamo ritirato degli emendamenti perché il problema veniva rinviato all'articolo 7.

Così ora l'articolo 10 è strettamente connesso all'articolo 12. Possiamo votare l'articolo 10 così come è formulato, quando arriveremo all'articolo 12 non ci dichiareremo favorevoli e preciseremo che avevamo votato l'articolo 10 pensando ad una formulazione diversa dell'articolo 12. La situazione è analoga a quella di questa mattina.

Milanesio (PSI) - Lo stanziamento dei 10 milioni è per memoria. Non si può, secondo me, fare una legge e non prevedere un capitolo che ne contempli la spesa. Non credo che questa sia una questione di fondo, Consigliere Fosson. Non credo che per questo l'Union Valdôtaine voti contro o a favore della legge. Abbiamo trovato l'accordo su altri punti. Mi sembra che si voglia modificare il testo solo per il piacere di farlo.

Fosson (UV) - Se questa legge fosse stata presentata in Consiglio con una formulazione diversa probabilmente non avremmo dovuto fare tutte queste considerazioni. In seno alla Commissione ci sono stati dei punti di vista diversi: noi non facciamo parte di questa Commissione, siamo obbligati a prendere in esame la proposta di legge in questa sede. Erano in discussione dei principi fondamentali. Noi volevamo la soppressione dell'intero articolo 10. Accettiamo l'ultima formulazione proposta dell'articolo 10 perché in essa c'è la garanzia che si può approfondire questo problema e decidere diversamente. Se la formulazione fosse rimasta quella iniziale noi saremmo stati nettamente contrari all'articolo 10 e non ne elenco ora le motivazioni. Noi ci auguriamo che le decisioni future in questo campo rispettino la volontà generale del Consiglio. Scusate se mi ripeto, ma tecnicamente la legge è valida anche se questi 10 milioni sono inglobati nel capitolo 813. Inserendo un capitolo per memoria, una volta che i 10 milioni sono inglobati nel capitolo 813, ci resta un largo margine di manovra.

Milanesio (PSI) - Se vogliamo citare un capitolo per memoria, definiamo 5 milioni, meno di 5 milioni non stanzieremo certamente. Non comunque nel capitolo 813 né nel capitolo 818. Sono altri stanziamenti che interessano "incrementi attività delle società e delle federazioni". Questo è un altro tipo di intervento. Accetto di ridurre la cifra da 10 a 5 milioni ma bisogna specificarne la funzione e la provenienza.

Dolchi (Presidente) - Detto questo possiamo mettere ai voti il secondo comma proposto in sostituzione di quello iniziale. Il testo dice: "con successivo provvedimento Consigliare saranno stabilite le modalità di attuazione del presente articolo".

Chi approva è pregato di alzare la mano. Chi non approva? Chi si astiene?

Il Consiglio approva all'unanimità con 28 voti favorevoli su 28 Consiglieri presenti e votanti.

Metto ai voti l'articolo 10 così emendato.

Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Grazie. Chi non è favorevole? Chi si astiene?

Il Consiglio approva con 29 voti favorevoli su 29 Consiglieri presenti e votanti.

Articolo 11 - Stesso risultato.

Articolo 12 - In seguito all'emendamento dell'Assessore Milanesio la spesa relativa al capitolo 813 è ridotta a £. 145 milioni. Nell'ultima pagina al capitolo 819 10 milioni sono sostituiti con 5 milioni.

La parola al Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Ho ancora un'osservazione da fare. Se fossi stato in Commissione certamente avrei fatto in quella sede tutte le osservazioni che dovevo. Noi non siamo sfortunatamente in Commissione e questo testo di legge è stato portato in Consiglio con una formulazione controversa. Non ho fatto certe affermazioni gratuitamente: desideriamo che l'Assessore Milanesio non abbia troppa libertà di manovra e desideriamo che il Consiglio possa controllare questa materia. L'ultima osservazione che vorrei fare è questa: penso che sia prematuro suddividere le somme ai capitoli 813 e 818 in un dato senso prima di aver approfondito il problema con l'Assemblea e la Consulta. Abbiamo detto molte volte questa mattina che è necessario essere democratici e favorire la partecipazione dell'Assemblea alla discussione dei problemi dello sport. Può darsi che per la promozione delle attività fisico-sportive siano necessari 40 milioni invece di 30, come può darsi che 20 siano sufficienti. Noi non dobbiamo stabilire in questa sede la suddivisione dei fondi prima di aver approfondito il problema consultando proprio quegli organi democratici che noi abbiamo creato con questa legge. Quindi proporrei di includere tutti i fondi nel capitolo 813 che potremmo definire "interventi per attività sportive, per attività promozionali, per attività fisico-sportive".

La ripartizione dei fondi sarà fatta quando le Assemblee avranno approfondito il problema. Questa mia proposta non implica sfiducia per nessun intervento, infatti in questo momento non sono in grado di stabilire le somme necessarie alle singole attività. Penso che pochi specialisti i quali hanno approfondito il problema siano in grado di farlo, per questo rinnovo la mia proposta.

Milanesio (PSI) - Vorrei poter dare ragione al Consigliere Fosson così potremmo chiudere la discussione e giungere alla votazione. C'è stata però una richiesta precisa, accolta sia dalla maggioranza che dalla Commissione, da parte degli enti di propaganda sportiva che vogliono veder fissata una somma precisa, sia pure percentuale della somma totale, da assegnare loro. La somma non li soddisfa, ma è stata fissata: in seguito potremo aggiornarla perché ogni qualvolta approveremo il bilancio stabiliremo la somma esatta. Gli enti di propaganda e gli enti di promozione volevano 50 milioni; gliene abbiamo assegnati 30. Manteniamoli, sono una somma indicativa. Se non fissiamo niente la legge è poco chiara e alla fine faremo dei bei discorsi ma sul piano pratico non realizzeremo nulla.

Dolchi (Presidente) - Il Consigliere Fosson mantiene la sua proposta di fusione, tale mi è sembrata la sua proposta di emendamento, dei vari capitoli.

Metto ai voti la proposta di emendamento del Consigliere Fosson che chiede l'unificazione nel capitolo 813 delle varie somme suddivise, nella proposta di legge, all'articolo 12. È esatta la formulazione?

Fosson (UV) - Ho acceduto quando i milioni sono stati ridotti da 10 a 5.

Dolchi (Presidente) - Chi approva la fusione dei capitoli 813 e 818, come propone il Consigliere Fosson, è pregato di alzare la mano.

Chi non approva? Chi si astiene?

Esito della votazione: 28 presenti; 24 votanti; astenuti i Consiglieri Pedrini, Manganoni, Jorrioz e Viglino.

Voti favorevoli 2; Voti contrari 22;

Il Consiglio non approva.

Fosson (UV) - Bisogna fare più attenzione nelle votazioni perché la procedura è elastica. Mi dispiace fare questo appunto al Presidente del Consiglio perché non è colpa sua. Noi però procediamo ad una votazione che ha un esito incerto; ripetiamo la votazione ed il risultato è completamente diverso. Non mi interessa il risultato, ma la procedura: coloro che si sono astenuti della prima votazione hanno votato contro nella seconda. Questa etica va fermamente disapprovata.

Dolchi (Presidente) - Non è possibile aprire una discussione su questo argomento, Consigliere Borbey.

Borbey (DC) - Il gruppo della Democrazia Cristiana aveva votato contro anche nella prima votazione.

Dolchi (Presidente) - C'è stato un malinteso nel conteggio. Accolgo comunque parzialmente l'osservazione del Consigliere Fosson: è molto difficile per il Presidente e per i suoi collaboratori dell'ufficio di Presidenza conteggiare i voti quando le mani si alzano per i motivi più vari e non vengono mantenute alzate durante tutta la votazione. Quando ci saranno votazioni di particolare interesse, il regolamento me ne offre la facoltà, richiederò la votazione per alzata e seduta.

Metto ai voti l'emendamento proposto dall'Assessore Milanesio e concordato precedentemente: la variazione da 140 a 145 del capitolo 813 e la variazione da 10 a 5 dal capitolo 819. Chi approva è pregato di alzarsi in piedi. Grazie.

Chi non approva? Nessuno.

Chi si astiene? Astenuto il Consigliere Manganone.

Ricordo ai Consiglieri che intendono astenersi che devono dichiarare la loro astensione perché i loro nominativi devono risultare a verbale. E una cortesia che fa il Presidente ai Consiglieri quando questi non dichiarano la loro astensione e il Presidente fa appello a tutta la sua memoria per dettare nei verbali i nomi dei Consiglieri che non avendo dichiarato l'astensione si sono comunque astenuti dalla votazione. Scusi Consigliere Manganone, non deve risultare a verbale la ragione dell'astensione, deve essere dichiarata prima della votazione l'intenzione di astenersi. Riprendiamo: 28 Consiglieri presenti; 27 votanti; 27 voti favorevoli, astenuto il Consigliere Manganone.

Metto ai voti l'articolo 12 con gli emendamenti approvati e non approvati, cioè nella formulazione finale. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.

Chi non è favorevole? Chi si astiene?

Esito della votazione dell'articolo 12: 28 Consiglieri presenti, 27 votanti, astenuta la Consigliera Viglino, 2 voti contrari, 25 voti favorevoli.

Il Consiglio approva.

Procediamo alla votazione segreta.

Risultato della votazione:

Presenti: 28

Votanti: 28

Maggioranza: 15

Voti favorevoli: 19

Voti contrari: 9.

Il Consiglio approva.

La seduta è tolta. I lavori del Consiglio riprenderà oggi pomeriggio alle ore 16,00.

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La seduta termina alle ore 13,31.