Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 195 del 11 luglio 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 195/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Interventi a favore dello sport". Discussione generale.

Dolchi (Presidente) - Prima di dare la parola all'Assessore Milanesio, vorrei ricordare che questo è il terzo argomento iscritto all'ordine del giorno con clausola cautelativa; il Consiglio cioè avrebbe potuto discuterlo soltanto se nel frattempo la Commissione Turismo e la Commissione Affari Generali avessero espresso il loro parere.

Come i Consiglieri sanno perché hanno ricevuto come parere questo allegato aggiuntivo in data 5 luglio, è stato dato il parere favorevole alla discussione in Aula, inoltre nella Commissione Affari Generali e Finanze, il Consigliere Caveri ha avanzato la proposta di soppressione dell'istituzione del nuovo capitolo numero 818 e, in data 4 luglio, la Commissione per il Turismo ha espresso parere favorevole, salvo restando la riserva di approfondire la discussione in Aula, con due proposte di emendamento all'articolo primo e all'articolo 7 delle quali il Consiglio eventualmente terrà conto quando discuterà la legge articolo per articolo.

Detto questo, essendo i due pareri a mano dei Consiglieri, do la parola per la relazione introduttiva all'Assessore Milanesio.

Milanesio (PSI) - Signori Consiglieri, cercherò di illustrare la legge riservandomi in seguito di rispondere alle eventuali domande che verranno formulate; ritengo che non sia opportuno ripetersi e annoiare il Consiglio.

La relazione allegata è molto esauriente, completa e spiega tutte le finalità che noi intendiamo perseguire con l'approvazione di questo disegno di legge. Ricordo che la Commissione Turismo esaminò alcuni mesi or sono un disegno di legge di iniziativa della Giunta; si provvide a incontri con i responsabili del settore dello sport, delle federazioni sportive, dell'associazione del tempo libero e successivamente si tennero discussioni approfondite, tanto da arrivare alla formazione del disegno di legge attuale che ha riscosso l'assenso pressoché unanime della Commissione Turismo. Riteniamo che questo disegno di legge sia abbastanza importante poiché sottrae a una gestione discrezionale il settore dello sport e cerca di codificare invece gli interventi, crea organi consultivi di carattere democratico, in sintesi, responsabilizza i protagonisti delle attività sportive della nostra Regione, gli Enti di propaganda, gli Enti di promozione, le Società, le Federazioni, le Organizzazioni sindacali e le Comunità montane.

Personalmente ritengo che l'aspetto più interessante di questa legge sia da ricercarsi nella creazione dell'Albo regionale delle Federazioni, Società, Associazioni sportive, Enti di promozione, il quale darà riconoscimento giuridico alle società che operano nella nostra Regione e le giudicherà o meno ammissibili ai contributi nella misura in cui funzionano e svolgono un'attività non solo saltuaria ma anche continuativa nel campo dello sport. In questo disegno di legge i contributi vengono distinti in ordinari e straordinari, imponendo una specie di pianificazione anche delle manifestazioni, in modo da evitare che all'ultimo momento vengano presentate richieste strane e impensate.

Viene poi introdotto il criterio secondo il quale prima di concedere qualunque contributo, sia ordinario che straordinario, deve essere sentito il parere dell'Assemblea Generale Sportiva, detta anche Consulta, che dovrà collaborare con il Consiglio e la Giunta regionale nel definire gli indirizzi della politica sportiva. Riconosciamo infine l'opportunità di una pubblicazione, a carattere regionale, che illustri le attività sportive e sia un organo di dibattito sulle medesime e sulle finalità che con queste si vogliono perseguire.

Non vorrei illustrare ulteriormente il disegno di legge per non rubare al Consiglio tempo prezioso per discutere altri punti, dirò semplicemente che, a mio parere, questo disegno di legge è molto importante, perché regolamenta un settore assai delicato sul quale tutti gli anni e in tutte le circostanze abbiamo fatto interminabili discussioni, affermando sempre l'urgente necessità di adottare una regolamentazione.

Dopo mille vicissitudini, questa regolamentazione viene presentata al Consiglio, può essere perfezionata, forse non è del tutto perfetta, anzi, non lo sarà certamente, siamo qui per recepire i contributi costruttivi del Consiglio regionale, precisando però che già è stato fatto molto a livello di Commissione consiliare, la quale ha veramente funzionato come organo intermedio tra la Giunta e il Consiglio, per approfondire e precisare meglio gli orientamenti e le indicazioni e quindi sgravare il Consiglio regionale di una parte del lavoro che è chiamato a fare.

Dolchi (Presidente) - È aperta la discussione generale sul disegno di legge n. 53.

Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha facoltà.

Bordon (DC) - Chiederei solo che l'Assessore spiegasse meglio cosa si intende per "Interventi promozionali" e secondo quali criteri vengono determinati gli aventi diritto a questi contributi.

Milanesio (PSI) - Fornirò volentieri delle spiegazioni che forse serviranno a evitare inutili discussioni. Per gli "Enti di promozione sportiva" di intendono gli Enti riconosciuti a livello nazionale che possono avere delle ramificazioni a livello locale, ad esempio l'UISP e l'ICE, la Libertas, il Centro sportivo, Energie Nuove e altri Enti ancora, oppure altri organismi che, con analoghe finalità, potrebbero sorgere nella nostra Regione.

Evidentemente lo scopo di questi Enti e organismi è quello di favorire la politica e la pratica dello sport a tutti i livelli; in genere si tratta di sport dilettantistico e di attività sportive.

Forse vale la pena di aggiungere che quasi ogni partito o movimento politico ha come affiliato uno di questi Enti, ad esempio l'UISP è molto vicino alle sinistre, al Libertas è certamente della Democrazia Cristiana, l'ICE è molto vicino al Partito Socialista, credo che Energie Nuove sia affiliato al Partito Liberale.

Il criterio cui noi ci ispiriamo è quello dell'effettiva attività svolta da questi Enti, cioè il fatto di esistere sulla carta non da meccanicamente diritto di accedere ai contributi. La legge è strutturata in modo tale da evitare elargizioni senza alcuna discriminazione.

Tengo a precisare tutto questo perché potrebbe essere un punto oscuro, non si intendono fare delle elargizioni di carattere caritativo a scopi elettorali nei confronti di nessuno. Gli organismi che esistono, funzionano e dimostrano la loro attività svolta, è giusto che ricevano un aiuto da parte della Regione che fino a oggi è stato attuato in misura molto, molto modesta. In genere si tratta proprio degli Enti di propaganda che fanno l'attività sportiva più disinteressata e anche la meno discutibile.

Abbiamo molte volte discusso sullo sport spettacolo, quest'ultimo è un impegno assunto dalle Società e dalle Federazioni mentre lo sport inteso come attività psicofisica, in genere, viene lasciato agli Enti di propaganda che cercano di farlo nel modo migliore possibile.

Devo dire che in questo momento in Valle d'Aosta mi risulta funzioni in modo direi buono, un solo Ente di propaganda; tutti gli altri esistono più che altro sulla carta. Noi ci auguriamo che possano in futuro funzionare più concretamente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Caveri. Ne ha facoltà.

Caveri (UV) - Nella seduta della Commissione Affari Generali avevo detto che non capivo, o meglio che capivo troppo bene i motivi della distinzione tra interventi per attività sportive, al capitolo 813 e interventi promozionali delle attività fisico-sportive, al capitolo 818.

Dicevo, in sostanza, che un qualunque Ente o Società sportiva per il semplice fatto di esistere e di svolgere attività sportiva, è una Società promozionale, ma aggiungevo una considerazione che trova conferma in quanto è stato confessato oggi dall'Assessore al Turismo, mi preoccupavo cioè che dietro l'espressione "Attività promozionali" vi fossero Società sportive collegate condeterminati interessi politici.

Ora i nomi indicati oggi in questo Consiglio dall'Assessore al Turismo confermano i miei sospetti: dietro l'espressione, leggermente ipocrita, "interventi promozionali" si nascondono in realtà gruppi politici. Tutto ciò mi ricorda il fatto che qualche anno fa, non so se questo avvenga ancora ora, alcuni parroci della Valle fondavano le squadre di calcio per attirare i giovani, cosa abbastanza ridicola; con questo infatti dimostravano di avere ben poca fiducia nel sentimento religioso, se ritenevano necessario ricorrere alla costituzione di squadre di calcio per attirare i giovani. Immaginiamoci dunque dove andavano a finire certe istanze.

Trattandosi dunque di Società collegate condeterminati partiti politici, molto probabilmente prevedo che vi sarà un commuovente accordo su questo punto da parte di vari gruppi del Consiglio.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Mappelli. Ne ha facoltà.

Mappelli (DC) - Chiedo scusa al Consiglio ma devo puntualizzare che stamane sono rimasto mortificato, ma non per questo avrò del risentimento verso il Presidente del Consiglio e amico Dolchi. Infatti non mi è stata concessa la parola. Era dal 1963 che questo non si era più verificato in questa Aula. D'altra parte non era mia intenzione polemizzare, egli, come Presidente del Consiglio, avrebbe dovuto richiamare il Capogruppo del suo partito, Monami.

Ma torniamo a esaminare il progetto di legge n. 53.

In sede di Commissione si è trovato un accordo di massima su questo tipo di intervento, anche se può sembrare numerosa la partecipazione alla Commissione che esaminerà e deciderà la distribuzione dei sovvenzionamenti.

L'articolo n. 10 ha fatto suscitare una discussione sull'iniziativa di stampare un giornale e mi spiace che non sia presente il Consigliere Pedrini con il quale abbiamo ancora discusso a lungo.

Ora ci sembra ovvio che vi sia un giornale sportivo regionale e tutti i Consiglieri si sono detti favorevoli a portare avanti questa iniziativa. Da parte del Consigliere Pedrini fu sottolineato che alcune Società che fanno questo tipo di lavoro, sarebbero disponibili eventualmente per stampare questo tipo di giornale.

Vi sono gli Enti di promozione che collaboreranno con coloro che si sono assunti già in passato l'onere di diffondere questo tipo di informazione e potranno controllare e scegliere le condizioni migliori. Fin d'ora però vorrei sottolineare il fatto, e desidero rimanga agli atti, che non vi è solo una tipografia in grado di svolgere questo tipo di lavoro. Queste cose le ho già dette e le ripeto qui. Per il resto bisognerebbe, se non altro, penso che gli Enti di promozione lo faranno, informarsi per quanto riguarda il giornale, sulle tipografie o gli editori che possono fare le condizioni più favorevoli.

Infatti per alcuni sembra che una spesa di dieci milioni sia eccessiva, mentre ad altri pare una cifra troppo piccola. Ebbi modo di sottolineare in Commissione che uno strumento valido per la formazione sportiva potrebbe essere la scuola, altri potrebbero essere le Organizzazioni e gli Enti di promozione e soprattutto anche il giornale stesso.

Potremmo così in prima persona entrare nei particolari di questo tipo di formazione. Ogni tanto nei nostri villaggi sperduti vi sono esempi di sportività bellissimi, pensiamo a Trèves che percorre cinquanta chilometri, ecc.; tutto questo significa che vi è un gran numero di persone con una sensibilità sportiva, ma vi è carenza di impianti sportivi, di istruttori che si dedichino a queste discipline sportive.

Farò un esempio nel campo delle discipline musicali: abbiamo visto dei fisarmonicisti dilettanti, come quelli del Cral Cogne, che si sono sacrificati, hanno comprato gli strumenti dal costo di centomila lire circa ognuno, hanno fatto dei concorsi nazionali e sono arrivati primi. Vi sono cinquanta-sessanta ragazzi che partono da Avise, da Brusson, da Chambave e che si dedicano a questo tipo di cultura musicale; io penso che la stessa cosa potrebbe avvenire per quanto riguarda lo sport.

Noi avevamo in passato dei gruppi sportivi che, ad esempio in montagna, si occupavano dello sci di fondo; vi è ancora attualmente da parte dell'Amministrazione regionale interessamento per quanto riguarda, mi sembra, alcuni atleti che prestano servizio nelle Guardie Forestali.

Tutti dovremmo fare un po' di sport; è possibile farlo e non sempre ci vogliono grandi infrastrutture come piscine e patinoires, ad esempio l'atletica leggera si può fare con costi minimi.

Precedentemente abbiamo approvato degli stanziamenti per la costruzione di infrastrutture sportive, bisognerà senz'altro che l'Assessore, anche se alcune iniziative sono già state prese, sensibilizzi i nostri rappresentanti nelle Comunità Montane per fare un programma concreto di interventi che permettano a tutti i nostri bambini, ai nostri ragazzi, di praticare lo sport.

Per quanto riguarda gli Enti di promozione, è senz'altro vero quando si dice che sulla carta ce ne sono tanti ma poi quelli che svolgono realmente delle attività sono pochi. Può darsi che questo nuovo tipo di impegno adottato dall'Amministrazione regionale porti nuovo entusiasmo.

Perso che tutti siamo d'accordo di raccomandare, e saremo vigili su questo problema, che il giornale, inteso come strumento di diffusione dello sport valdostano, venga effettivamente fatto con serietà e non sia aggiudicato semplicemente al miglior offerente.

Su questo problema è necessario aprire un dibattito, vagliare attentamente condizioni ed esigenze e, soltanto dopo aver preso in esame questi problemi, decidere da chi verrà gestito questo tipo di attività.

Se agiremo in questo modo, porteremo un contributo ben accetto agli Enti sportivi e alla comunità valdostana, diversamente creeremmo soltanto malcontenti e critiche. Anche se da parte nostra vi è stata buona volontà, saremo coinvolti nelle piccole questioni e non raggiungeremo lo scopo che ci siamo prefissi.

Dunque è necessaria molta chiarezza, molta sincerità e soprattutto attenzione, come già è stato sottolineato in Commissione.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Jorrioz. Ne ha facoltà.

Jorrioz (PSDI) - A pagina 4 la relazione che accompagna il disegno di legge recita: "L'ultima innovazione è costituita infine da una pubblicazione periodica regionale". Io ritengo che una pubblicazione che contenga solo notizie sportive non possa dare i risultati che sarebbe lecito sperare. Ritengo che darebbe opportuno unire questa pubblicazione con altre a carattere regionale. A un certo momento saremo costretti a fare un giornale sulla scuola, un altro sull'agricoltura, un altro per le altre forme di attività svolte nella Regione.

Penso dunque che si dovrebbe fare un giornale che recepisca un po' tutte queste cose. Grazie.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Io vorrei fare diverse osservazioni su questo disegno di legge.

Prima di tutto vorrei un chiarimento, infatti nella relazione si afferma che la previsione di spesa derivante dall'entrata in vigore del disegno di legge in questione potrà ammontare a circa trecento milioni all'anno e poi nel disegno di legge all'articolo n. 12, capitolo 812 riguardante "Parte spesa del bilancio di previsione, interventi per attività sportive", l'ammontare della spesa è ridotto a centoquaranta milioni, limitatamente all'anno in corso e comprende tutte le spese impegnate sullo stesso capitolo fino all'entrata in vigore di detta legge.

Sommando poi i trenta milioni previsti dal capitolo 818 e i dieci milioni del capitolo 819, si arriva a centottanta milioni. Vorrei sapere se interpreto giustamente pensando che per il 1974 si prevede una spesa di centottanta milioni oppure ammonta a trecento milioni?

Pregherei l'Assessore Milanesio di rispondermi subito e poi proseguirò, infatti è necessario chiarire questo punto prima di fare altre osservazioni.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (PSI) - Risponderò subito alla domanda del Consigliere Fosson, il quale esamina sempre molto attentamente le deliberazioni e ha fatto una domanda estremamente pertinente. Quest'anno abbiamo stanziato come finanziamento di questa legge i denari che erano stati previsti dal bilancio regionale, cioè non abbiamo modificato l'ammontare della spesa del bilancio di previsione.

In realtà nell'allegato a pagina 4 noi ricordiamo che l'altro anno complessivamente tra bilancio di previsione e assestamenti di bilancio successivi avevamo speso in questo settore duecentosettanta milioni e quindi riteniamo opportuno, come indicazione al Consiglio e stimolo alla discussione, che questa legge dovrebbe avere una previsione di spesa di trecento milioni circa. In realtà il Consiglio ha deciso di bloccare le spese ordinarie e quindi io non potevo per il momento proporre la spesa prevista dal bilancio. Potrà essere modificato al limite solamente l'articolo finale di questa legge che autorizza una spesa superiore.

Dolchi (Presidente) - La parola al Consigliere Fosson.

Fosson (UV) - La previsione di spesa con assestamento è una cosa, mentre in futuro questa spesa ammonterà a trecento milioni.

Dolchi (Presidente) - La parola all'Assessore al Turismo, Milanesio.

Milanesio (PSI) - Tutti i Consiglieri sanno, e soprattutto coloro che hanno chiesto di intervenire in certi settori, che l'anno passato abbiamo speso duecentosettanta milioni in contributi alle attività sportive. Quest'anno la spesa prevista dal bilancio ammonta solo a centottanta milioni; evidentemente dunque dovremo scontentare molte società e comprimere l'ammontare dei contributi.

Ho voluto evidenziare questo fatto perché personalmente sono favorevole ad aumentare a trecento milioni questo capitolo di spesa, può darsi però che il Consiglio sia di diverso parere.

Dolchi (Presidente) - Ha nuovamente chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha la facoltà.

Fosson (UV) - Non voglio prolungare la discussione ma mi permetto di dire al Consigliere Ramera che, se non ho letto male, nella relazione si dice testualmente: "La previsione di spesa, derivante dall'entrata in vigore del disegno di legge in questione potrà aumentare a circa trecento milioni all'anno". Per fare queste affermazioni ci si è riferiti alle spese sostenute l'anno scorso che, con assestamento di bilancio o con richieste di aumento da parte dei singoli Consiglieri, hanno sfiorato i trecento milioni.

La legge però deve rispettare le previsioni di bilancio, altrimenti si sarebbe dovuta fare una variazione al bilancio stesso. Pensando al modo con cui si è operato sempre in questo campo, se si sono spesi duecentosettanta milioni l'anno scorso, non si spenderà meno quest'anno.

Sono convinto che quanto è stato affermato corrisponde a realtà, ho posto questa domanda non tanto per discutere lungamente sull'ammontare della spesa, ma perché mi voglio ricollegare a un problema molto più generale.

Quando si discute di problemi che comportano una spesa di cinque-dieci milioni e sono forse, per qualche motivo, un po' scabrosi, allora il Consiglio viene investito direttamente, mentre vorrei ricordare a tutti i Consiglieri che se noi approviamo questo progetto di legge così formulato, tutta la competenza viene delegata alla Giunta e noi avremo firmato un'altra cambiale in bianco di trecento milioni e non sapremo più come verranno spesi questi denari.

Quindi per prima cosa sono contrario a questo punto fondamentale, non per sfiducia verso la Giunta ma perché desideriamo poter dire e sentire l'opinione di tutti i rappresentanti di tutti i Gruppi consiliari, quando, come è previsto dalla legge, si dovrà fare un programma all'inizio dell'anno, in base alle richieste delle singole società.

Mi sembra infatti logico che, una volta preparato questo programma di spesa, non sia la Giunta ma il Consiglio ad approvarlo. All'articolo 3 si dice: "La concessione dei contributi previsti dalla presente legge è di competenza della Giunta regionale".

Ora, la competenza di concedere i singoli attributi, una volta che questi sono stati approvati dal Consiglio, naturalmente è della Giunta regionale, però noi riteniamo che debba essere il Consiglio a decidere, infatti i contributi ordinari hanno carattere irregolare e vengono concessi annualmente sulla base di appositi criteri di concessione e da approvarsi anno per anno in via preliminare dalla Giunta regionale, sulla base dei pareri previsti al primo comma dell'articolo 7 e al primo comma dell'articolo 8 della presente legge.

Secondo questi comma, la competenza è dell'Assemblea generale sportiva che formula proposte e pareri in materia di politica sportiva; inoltre la Consulta ha il compito di favorire lo sviluppo e la promozione di attività sportive. Quando però analizziamo la formazione della Consulta, vediamo che vi sono rappresentati in tutto tre Consiglieri che spariscono nell'alto numero degli altri componenti della Consulta e cioè rappresentanti di tutte le Associazioni sportive, il Sindaco di Aosta, il delegato regionale del Coni, Presidenti delle Comunità Montane e loro delegati permanenti, un medico sportivo, il direttore dell'Ufficio regionale per il Turismo, l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione.

Ora, questi tre Consiglieri, in questo mare enorme, non so che cosa possano dire, d'altra parte ritengo rappresentino il Consiglio e quindi i tre Consiglieri che fanno parte di questa Assemblea possono, a un certo momento, portare solamente in Consiglio quello che è frutto della discussione.

Quindi propongo che sia data la competenza al Consiglio di approvare il programma preventivo stipulato all'inizio dell'anno dall'Assemblea generale. Nei riguardi dell'Assemblea, voglio fare rilevare la macchinosità eccessiva del suo funzionamento.

Infatti mi sembra che si sia creato un doppione; non riesco a capire quali siano le differenze tra Consulta ed Assemblea, perché praticamente sono in gran parte formate dai rappresentanti degli stessi Enti.

Non conosco il numero delle società sportive, tuttavia contiamo semplicemente i rappresentanti delle sette Comunità Montane, delle trenta o quaranta società sportive, avremo due organismi con più di cinquanta persone che dovrebbero esprimere pareri concordi sulla stessa materia.

Ora se si vuole semplificare un po' le cose si dovrebbe, credo, scegliere di istituire un solo organismo: Assemblea o Consulta, chiamiamola come vogliamo. Infatti ambedue possono svolgere lo stesso compito.

Inoltre il decreto per la nomina di questi due organismi viene demandato all'Assessore al Turismo; non per mancanza di fiducia verso questo Assessore, ma mi sembra, anche per una considerazione generale, sarebbe opportuno che a istituire questi organismi fosse eventualmente un decreto del Presidente della Giunta.

Vorrei fare altre osservazioni seguendo l'ordine degli articoli di questa legge. A un certo punto si pone una differenza tra contributi ordinari e contributi straordinari.

I contributi ordinari sono quelli facenti parte del piano generale presentato all'inizio dell'anno, che io ritengo debba essere approvato dal Consiglio. Vi sono poi dei contributi straordinari che praticamente vengono richiesti con apposita documentazione. Direi che nell'esaminare questi contributi straordinari bisognerebbe usare una certa precauzione e tutta la materia dovrebbe essere competenza del Consiglio perché proprio per le piccole "nuances" dette in precedenza nell'assegnazione di questi fondi, vogliamo venga diminuita la discrezionalità da parte dell'Assessore al Turismo o da parte della Giunta.

Fino ad ora abbiamo visto che per questi contributi straordinari si sono sempre accese delle discussioni abbastanza animate in Consiglio anche se sono stati poi approvati.

Io capisco che l'Assessore non abbai ritenuto opportuno portare tutte le volte in Consiglio le deliberazioni per le varie manifestazioni, ad esempio per la gara del bob, per il Giro ciclistico della Valle d'Aosta, che sempre sollevano lunghe discussioni in Consiglio. Tuttavia sono proprio queste decisioni che devono essere discusse in Consiglio perché comportano spese molto facoltative, sulle quali è bene che il Consiglio a un certo momento si impegni direttamente e il problema non sia lasciato da risolvere solo alla Giunta.

Quindi si propone un programma generale dei contributi ordinari e che naturalmente i contributi straordinari, decisi volta per volta, vengano discussi in Consiglio.

Vorrei chiedere un altro chiarimento, al quale l'Assessore potrà rispondere in seguito, relativo all'aggiornamento tecnico dei dirigenti degli organismi sopra elencati. Si tratta infatti di una dizione molto generica. È molto comprensibile che vi siano degli aggiornamenti tecnici, per esempio per il Soccorso Alpino e possiamo anche essere d'accordo, infatti spesso si tratta, a un certo momento, di salvare una vita; non vorremmo però che sotto questa voce si nascondessero altri corsi che con l'aggiornamento tecnico non hanno nulla a che vedere.

Non so se si intenda per aggiornamento tecnico fare seguire ad alcuni maestri di sci certi corsi, penso non sia il caso.

Vorrei chiedere un altro chiarimento circa l'articolo 8: il punto c recita: "I rappresentanti delle Associazioni democratiche del tempo libero, indicati dai rispettivi Comitati regionali", chiedo scusa della mia ignoranza ma desidererei avere dei chiarimenti su questo punto.

L'articolo 10 autorizza la Giunta regionale a concedere contributi per la pubblicazione di un giornale regionale avente carattere esclusivamente sportivo. Noi siamo nettamente contrari a questa impostazione prima di tutto perché la spesa di dieci milioni per una pubblicazione di questo genere non ci sembra appropriata; infatti notizie sportive si possono trovare anche su tutti gli altri giornali ed essere benissimo divulgate attraverso tutti gli altri giornali a cui l'Amministrazione regionale affiderà la pagina in base a quanto è stato già stabilito in Consiglio regionale.

Per ora credo di aver posto un numero di problemi abbastanza elevato, ora aspetto una risposta da parte dell'Assessore, in seguito mi riservo di prendere ancora la parola.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Chincherè. Ne ha la facoltà.

Chincheré (PCI) - Indubbiamente parlare di sport è una cosa estremamente complicata, infatti lo sport non può essere concepito semplicemente come il gioco del calcio o essere visto attraverso la problematica di una sola società sportiva, come qualche volta accade. Per la comprensione e l'articolazione dello sport nel suo complesso questo sarebbe un fatto estremamente limitativo.

Infatti lo sport potrebbe essere definito come la necessità di avere un complesso di interventi articolati, atti a garantire una corretta pratica sportiva di massa.

Credo che se noi partiamo da questa affermazione di fondo, che chiamerei introduzione ideologica al mio intervento, riusciamo a capire meglio, al di là dei difetti e dei limiti che ci possono essere, la legge oggi in approvazione.

In tal modo inoltre riusciamo a capire all'interno di quale problema dobbiamo collocarla e ad esaminare anche, accanto a questa iniziativa legislativa estremamente interessante che la Giunta oggi ci presenta, che cosa fare in seguito per ottenere un'articolazione più completa dello sport della nostra Regione e per avere un uso corretto, ottimale della legge che oggi noi approviamo.

Infatti al giorno d'oggi è estremamente debole parlare di sport dimenticando il problema delle infrastrutture sportive e gli organismi incaricati di portare avanti la politica dello sport.

La Giunta e la maggioranza, possiamo dirlo senza togliere nessun merito né all'una né all'altra, si è trovata di fronte a questo problema e ha ritenuto opportuno e serio presentare la proposta di legge che oggi discutiamo. Quali gli scopi di questa proposta di legge?

Innanzitutto mettere ordine in quello che tutti unitamente, al di là della distinzione tra maggioranza e minoranza o del tipo di politica che andiamo a scegliere, abbiamo definito il caos dei contributi che, non dimentichiamolo mai, significa molte volte un uso non corretto del denaro pubblico, del denaro della Regione e significa quasi sempre, e non è una accusa specifica, un uso discrezionale da parte della Giunta, dell'Assessore, dei fondi a disposizione per incentivare la pratica sportiva.

La domanda che successivamente ci siamo posti è questa: è sufficiente, in situazione come questa, con il tipo di dimensione che ha assunto oggi nel mondo e conseguentemente nel nostro Paese, nella nostra Regione, varare una legge che si limitasse a mettere ordine senza approfondire i temi principali della pratica sportiva nella nostra Regione e senza cercare di dare un contributo "filosofico" al modo di fare lo sport in Valle d'Aosta?

Attraverso discussioni, direi molto impegnate, in Commissione e, aiutati su questo argomento dal parere, non sempre omogeneo, di tutte le società sportive operati nella nostra Regione, scaturito durante una interessante e vivace Assemblea, ci siamo posti il problema di andare oltre il semplice fatto di mettere ordine nella pratica sportiva e nei criteri di assegnazione dei relativi contributi.

Per questo siamo partiti dall'esame di quello che oggi è lo sport nel nostro Paese e nella nostra Regione.

Se prima lo sport era un avvenimento eminentemente agonistico che interessava una percentuale molto ristretta di cittadini, oggi sta diventando sempre più un fatto di massa, nel senso che, al di là del perseguimento di un risultato agonistico, sempre maggiore è il numero di giovani, anche in tenera età, che si dedicano a questo tipo di attività sociale, a questo modo di impegnare il tempo libero.

Tutto questo è dovuto a un'infinità di fattori, non ultimo il congestionamento delle città, la mancanza di spazi verdi che costringono un uso dell'energia differente da una civiltà tipicamente contadina.

Oggi la Valle d'Aosta non è più una società di tipo contadino, quindi ci siamo posti il problema di salvaguardare tutte le attività sportive agonistiche, tant'è vero che, secondo questa legge, le federazioni, le società, svolgono un ruolo importante che nessuno vuole negare, sottovalutare o disconoscere; viene però affrontato anche il problema delle modalità secondo le quali la Regione può intervenire e indirizzare la pratica sportiva genericamente e non eminentemente agonistica che già oggi viene svolta. Per esempio, esistono degli Enti di promozione sportiva, e su questa definizione dirò il mio pensiero dissentendo da quanto è stato detto dall'Assessore Milanesio, che portano ogni inverno centinaia di bambini a sciare non per scopi agonistici ma per avviali semplicemente a questo tipo di sport, per far passare loro delle domeniche, del tempo libero in una certa maniera. La Regione non può assolutamente dimenticare questo fatto altamente positivo e deve dare un suo contributo e un suo indirizzo.

Gli enti di promozione sportiva non sono assolutamente emanazione di partiti, infatti sfido chiunque a dimostrare con i fatti una cosa di questo genere, ma sono semplicemente delle associazioni che si preoccupano di avvicinare i giovani allo sport.

La migliore dimostrazione dell'autonomia degli enti di promozione sportiva dai partiti è che oggi questi Enti, tutti a esclusione dell'Associazione Fiamma, per fortuna, giustamente svolgono una politica unitaria sul piano dello sport promozionale.

Noi sappiamo che quando abbiamo discusso questa legge, e i Consiglieri facenti parte della Commissione possono confermalo, è stato presentato un documento firmato unitariamente da tutti gli Enti di promozione sportiva, nel quale vi erano richieste e proposte estremamente interessanti che sono state in buona misura recepite da questa legge.

Evidentemente quella oggi in approvazione non è la legge varata dal Partito Comunista, noi l'avremmo fatta in un modo leggermente diverso, forse premiando di più l'opera degli Enti di promozione sportiva.

Infatti, da alcune osservazioni fatte dal Consigliere Fosson, è stata messa in evidenza la doppia anima esistente all'interno della legge però crediamo che, malgrado queste carenze, questa legge sia indubbiamente un passo in avanti da difendere. Anche perché vediamo che in questa legge finalmente ci si rende conto che la politica sportiva non è patrimonio esclusivo né della Giunta né dell'Assessore, ma deve coinvolgere e stimolare la partecipazione degli Enti locali che ora saranno rappresentati in un organismo decisionale.

Un'ultima osservazione sull'articolo 10, che ha già sollevato molte perplessità in Commissione. Non voglio entrare nel merito della somma di dieci milioni che possono, come diceva giustamente il Consigliere Pedrini, essere troppi o anche troppo pochi, dipende dall'uso che se ne vuole fare, mi limiterò a dire qual era lo scopo che questo articolo intendeva raggiungere.

Noi pensiamo sia necessaria una pubblicazione sportiva che, accanto al resoconto dei risultati delle singole partite di calcio, di tennis o di pallavolo, diventi uno strumento di educazione sportiva.

Come dovrà essere composto, chi lo gestirà e altri problemi di questo genere, in questo momento non ci interessano, anche se è nostra intenzione affrontarli in seguito. Fatta salva, dunque, questa nostra volontà, questo nostro intento, tutte le modificazioni, le integrazioni a questo famigerato articolo 10 siamo disposti ad accettarle e ad approvarle.

Evidentemente questa nostra disponibilità a recepire tutti gli emendamenti migliorativi della legge vale anche per gli altri articoli, per conto nostro, quando arriveremo alla discussione articolo per articolo presenteremo alcuni emendamenti ma che possono, a nostro avviso, migliorare la legge presentata.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola la Consigliera Viglino. Ne ha la facoltà.

Viglino (RV) - Naturalmente Sono molto soddisfatta di aver visto finalmente arrivare all'esame del Consiglio questa legge, infatti fin dal mese di febbraio richiedevo che venisse posta in discussione affinché mettesse fine a quello che il Consigliere Chincherè ha definito il caos dei sussidi sportivi.

Ho già esposto diverse mie obiezioni alla legge in seno alla Commissione; sarò molto breve perché la discussione si è già prolungata molto. Ritornerò un momento sull'articolo 10. Se ben ricordo, quando ci siamo separati, l'Assessore ci informò che avrebbe presentato una nuova stesura di questo articolo, che ha subito le maggiori critiche e perplessità.

D'altra parte direi al Consigliere Chincheré che l'articolo 10 non rappresenta un impegno generico, ma di fondo e di sostanza perché una volta nominato il Comitato di redazione della pubblicazione da parte dell'Assemblea generale sportiva, a noi non resta che poco da fare, infatti chi dirige come meglio crede un giornale, è proprio il Comitato di redazione. Per questi motivi avevo posto molte riserve sulla formulazione di questo articolo, riconosco inoltre che l'ammontare della somma iscritta, dieci milioni, costituiscono una sperequazione rispetto a quanto l'altra stampa locale riceverà quando la legge che abbiamo votato sarà resa operante.

Lasciando da parte ora questo problema, mi preme sottolineare nuovamente il fatto che il giornale funzionerà secondo le direttive che darà il suo Comitato di redazione.

Pure io avevo fatto presente che la parte del leone, "la part du lion", era stata attribuita alla Giunta in questa legge e ricordo che l'Assessore mi aveva fatto osservare giustamente che una certa garanzia era fornita dall'articolo 7 che recita: "L'Assessore legge e illustra detta relazione al Consiglio regionale entro il successivo messe di ottobre" cioè una volta all'anno l'Assessore dovrebbe fare una relazione al Consiglio regionale sull'andamento dell'applicazione di questa legge.

In Commissione mi ero dichiarata abbastanza tranquillizzata da questo comma perché, evidentemente, durante questa relazione penso che ciascun Consigliere farà presente le proprie obiezioni.

Ripeto, quello che mi preoccupa di più è l'articolo 10 nella sua stesura attuale.

Dolchi (Presidente) - Continua la discussione generale sul disegno di legge. Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha la facoltà.

Borbey (DC) - Non ho approfondito molto il problema, ne chiedo scusa soprattutto ai componenti della Commissione, i quali senz'altro hanno dato tutto il loro entusiasmo per definire il testo di questo progetto di legge. Tuttavia a titolo personale, in qualità oltre che di Consigliere regionale, anche di sportivo, devo affermare che ne sono profondamente deluso.

Senz'altro posso dare regione al Consigliere Chincheré, il quale dichiara che questa legge finalmente mette maggiore ordine nel campo dell'assegnazione dei vari contributi e può essere incentivo oltre che per lo sport agonistico, soprattutto per lo sviluppo di uno sport di massa. Però io sono convinto che questo disegno di legge lasci ancora troppo disordine.

Porto un esempio legato a una attività sportiva: la pratica del calcio. Secondo questa legge, tutte le società regolarmente costituite, affiliate alle corrispondenti società federali e nazionali e tutte le società di calcio che nascono in Valle d'Aosta, possono beneficiare di un contributo. Quindi, se un domani l'Assemblea generale sportiva definirà che per lo sport del calcio venga fissata una cifra pari a ottanta milioni all'anno per i contributi, questi ottanta milioni dovranno necessariamente essere distribuiti tra tutte le società di calcio presenti e operanti in Valle d'Aosta. In tal modo tutti i Comuni avranno una loro squadra di calcio, tutti i Comuni continueranno ad assillare la Giunta per poter costruire un loro campo sportivo senza, in definitiva, che questa legge dia al Consiglio regionale una traccia da seguire; ora ho parlato del calcio, ugualmente avrei potuto parlare di altri sport.

Seguendo questa legge si continuerà a dare dei contributi e saremo costretti a stanziare per l'Unione Sportiva Guido Saba, Gressan, Aymavilles, Rhêmes, Champdepraz che militano in terza categoria, solo un milione e mezzo, altrimenti si farebbe soltanto della discriminazione.

Allora io mi chiedo a che cosa serve istituire una Assemblea o questo Comitato, infatti i soldi andranno tutti persi seguendo questo sistema.

Mi chiedo allora se si voglia incentivare lo sport o continuare a distribuire dei contributi, affinché alcuni dirigenti possano, a titolo personale, affermare: "Io sono il Presidente della squadra di calcio Giudo Saba" o "Sono il dirigente della squadra Guido Saba".

È necessario che l'Amministrazione regionale inizi ad assegnare contributi a squadre di calcio che siano costituite da consorzi tra Comuni.

Veniamo al punto fondamentale. Il Consigliere Chincheré ha detto giustamente che sarebbe un obiettivo positivo quello di incentivare non lo sport agonistico ma esclusivamente quello di massa.

Dobbiamo sapere che tutte le società sportive, almeno quelle di calcio, sono in crisi perché devono pagare i giocatori; io propongo che la legge preveda che, qualora una Commissione avrà prove tangibili che i giocatori militanti in terza, seconda e prima categoria e quindi escludiamo le squadre che giocano nel campionato di promozione quali l'Anpi-Elter in serie D e l'Aosta, vengano pagati dalle loro società, queste ultime non potranno ottenere dei contributi dall'Amministrazione regionale.

In questo caso infatti non si pratica sport, Signori Consiglieri, ma si lucra soltanto.

Con questo progetto di legge quali problemi risolviamo? Nessuno.

Io ritengo che noi istituiamo degli organismi nei quali i tre Consiglieri regionali si perderanno in una massa, ho fatto un conto così, approssimativo, di trentaquattro persone: dodici circa i rappresentanti delle Federazioni nazionali, sette i rappresentanti degli Enti di promozione sportiva, tre Consiglieri regionali, il Sindaco di Aosta, un Delegato regionale Coni, sette Presidente delle Comunità Montane.

Ora, i non voglio dire che non siano utili queste persone in un'Assemblea generale, ma penso che, tra i vari rappresentanti delle Federazioni, coloro che si interessano di calcio parteggeranno per quell'attività sportiva, infatti seguono in particolare un settore ben specifico. I Presidenti delle Comunità Montane si batteranno ognuno per la propria Comunità e così via.

Quindi, secondo il mio punto di vista, si dovrebbe costituire una Commissione dello sport del Consiglio regionale, la quale dovrebbe interpellare i vari Presidenti delle società di calcio, gli organismi dello sci, di tutte le associazioni sportive, il delegato Coni, i vari Presidenti delle Comunità Montane, si costituirebbe in tal modo una Commissione del Consiglio regionale con rappresentanti di tutte le forze politiche che può avere una visione chiara dell'impostazione sportiva da dare a tutta la Valle d'Aosta.

Quindi io mi scuso soprattutto con i rappresentanti che facevano parte di questa Commissione ma debbo dichiarare che tutto il Gruppo della Democrazia Cristiana voterà a favore di questa legge ma ritendo indispensabile che al più presto questa legge debba essere riesaminata più approfonditamente e forse con un po' più di coraggio.

Infatti, Signori Consiglieri, se continuiamo ad assegnare contributi non aiuteremo a sviluppare la pratica dello sport e inutilmente spenderemo molti denari del bilancio pubblico. In tal modo lo sport si ridurrà sempre più a essere praticato da pochi privilegiati e non, come auspichiamo indistintamente tutti noi Consiglieri regionali, a divenire un'attività praticata da larghe masse di giovani.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Bordon. Ne ha la facoltà.

Bordon (DC) - Essendo stati sollevati problemi molto importanti mi aspettavo ora un ulteriore intervento dell'Assessore Milanesio che rispondesse a tutte le osservazioni fatte sia alle negative che a quelle positive, queste ultime sono state le più numerose e sono state fatte a fine di bene per portare avanti questo problema nel migliore dei modi.

Avendo iniziato a parlare, farò ora il mio intervento cercando di stringere i tempi, con la riserva eventualmente di riprendere la parola dopo l'intervento dell'Assessore Milanesio.

Desidererei avere subito un chiarimento, infatti esaminando questo allegato, già lo notai in Commissione quando ne parlammo, a un certo momento si può notare che questo progetto di legge cambia l'impostazione del bilancio. Infatti all'articolo 11 si parla del capitolo 813 del bilancio, che ha come dicitura: "Contributi, sussidi ad enti, società sportive private per attività sportiva". Quindi non vi è bisogni di una grande intelligenza per capire che si voleva modificare questo capitolo forse per elevare il numero di questi contributi o per destinarli a un uso migliore, infatti in questo grande calderone, forse, non si poteva fare distinzione. Quindi io ho guardato questi problemi sotto questo aspetto, cercando di comprenderli e ho pensato sempre che si tratti di centottanta milioni.

Centoquaranta milioni rimangono sempre all'articolo 813: "Interventi per attività sportive" inoltre vi è il capitolo 818, di nuova formazione, riguardante: "Interventi promozionali dell'attività fisico-sportiva"; inoltre all'articolo 819 sono stati stanziati i dieci milioni che ci hanno fatto discutere sino a ora.

Innanzitutto viene spontanea la necessità di chiarire che cosa siano queste attività sportive promozionali.

Possiamo, l'amico Borbey e io, presentarci all'Assessorato del Turismo, fra qualche tempo, dicendo di volere creare un'attività promozionale per far fare dello sport a un certo numero di ragazzi?

La legge prevede che per ottenere dei contributi è necessario essere già un ente riconosciuto o affiliato, cioè più o meno legato ombelicalmente, come ha detto il Consigliere Chincheré, a un partito.

Tuttavia possono sorgere anche delle iniziative a livello locale, infatti io seguivo con compiacimento quanto diceva il Consigliere Chincheré perché mi sembra che la discussione importante che noi dobbiamo fare debba incentrarsi sull'attività promozionale, dilettantistica di massa; credo infatti nel vecchio proverbio: "Mens sana in corpore sano" e presumo che chi pratica dello sport in generale di sappia poi tenere lontano da certi vizi. Per esempio chi fa del ciclismo o dello sport in generale, molte volte non fuma.

Naturalmente non prenderò in considerazione determinate altre piaghe che colpiscono la nostra gioventù e che lo sport aiuterebbe a eliminare.

Si tratta quindi, in linea di massima, di un grande vantaggio che portiamo in campo sociale.

Dalla discussione, però, risultavano evidenti una certa restrizione dei contributi e una rinnovata serietà ella loro assegnazione. Non penso, come giustamente è stato detto, che si voglia fare del paternalismo. Infatti dobbiamo sempre partire dal presupposto che ogni Consigliere parli in buona fede, però vorrei che in seguito l'Assessore e la Giunta ci tranquillizzassero su alcuni problemi.

Hanno ragione il Consigliere Fosson e molti altri quando si chiedono cosa ci stia a fare il Consiglio, infatti quest'ultimo è soltanto chiamato a votare lo stanziamento di centinaia di milioni e null'altro.

L'Assessore Milanesio non è d'accordo con questa mia affermazione, allora gli auguro il più presto possibile di diventare Consigliere di opposizione e allora capirà se abbiamo torto o se abbiamo ragione.

Non ho capito bene qual era la paura di proporre al Consiglio uno stanziamento di trecento milioni, infatti gli altri centoventi milioni che si dovranno stanziare, perché i centottanta milioni attuali non sono sufficienti, è indubbio che dovranno essere portati in Consiglio perché, grazie a Dio, in questo caso è la legge che parla a favore dei Consiglieri; anche tenendo conto di questo però mi sembra che non sia tutta infondata la paura che a un certo momento il Consiglio venga messo in disparte.

Se infatti verrà approvata questa legge, noi come Consiglieri non avremo più nessun mezzo per controllare quello che accadrà.

Nell'Assemblea generale sportiva composta da circa trentaquattro persone, come ha detto il Consigliere Fosson, vi saranno tre Consiglieri, due di maggioranza e uno di minoranza.

Quindi i quattordici Consiglieri di minoranza avranno un solo rappresentante e ciò mi pare veramente poco. Se non si vuole cancellare tutto quanto è stato fatto, e ritengo che quello che si fa rappresenti sempre un passo avanti, e non si vuole accettare la proposta avanzata dal Consigliere Borbey di istituire una Commissione consiliare sportiva, potrei anche essere favorevole a questa grande Assemblea prevista dalla legge, infatti a volte quando si allarga troppo la democrazia, si può arrivare a degli eccessi, a condizione però che gli studi fatti da questa Assemblea e recepiti magari dall'Assessore, vengano riportati in discussione in Consiglio, in modo da essere sempre informati.

In caso contrario noi verremo tenuti all'oscuro di tutto. Ad esempio: i dieci milioni stanziati per l'attività di stampa sportiva, come verranno spesi? Verrà pubblicato un giornale o una rivista?

Noi abbiamo dato mandato alla Giunta che può spendere questi milioni come meglio crede. Quando gli elettori ci diranno: tu sei Consigliere regionale, state facendo una cosa mal fatta, con vari difetti, noi non sapremo che cosa rispondere.

Io sono contrario a questo modo di governare.

È necessario difendere le nostre prerogative ai Consiglieri, e su questo punto credo siano d'accordo non solo i Consiglieri della minoranza ma anche quelli di maggioranza, quindi chiedo al Consiglio intero di recepire le osservazioni da me fatte.

Con questo non voglio dire che non si debba aver fiducia nell'operato dell'Assessore, tutt'altro, infatti io o la massima fiducia in tutti, però mi sembra abbastanza evidente che colui che ha una certa responsabilità essendo stato eletto in un Consiglio, abbia il diritto di discutere e controllare non solo certe decisioni finanziarie ma tutta quanta l'attività dell'Amministrazione regionale.

Io penso che questa legge debba essere emendata anche se solo lievemente, in modo da stabilire che i pareri dell'Assemblea, organismo al quale auspico ottimi risultati, ritornino in discussione in Consiglio.

Inoltre chiedo che la Giunta riferisca al Consiglio come intende spendere i centottanta milioni oggi stanziati.

Se queste richieste non verranno soddisfatte, non sarà più il Consiglio a decidere ma l'Assemblea prevista da questo progetto di legge.

Signori Consiglieri, se continuiamo a dare tutte le deleghe ad altri organismi, saremo costretti soltanto più a leggere ordini del giorno, a decidere su argomenti di piccola importanza, per cui il nostro compito di Consiglieri regionali verrà completamente falsato e svuotato di ogni significato. La Giunta potrà decidere cosa gli pare e noi saremo solo chiamati a votare il bilancio preventivo, perché in quel caso il nostro voto è indispensabile per legge.

Pregherei quindi l'Assessore, nel suo intervento, di voler esaminare, oltre queste piccole considerazioni, se le decisioni dell'Assemblea sportiva possano essere portate in Consiglio.

Dolchi (Presidente) - Il Consigliere Chincheré ha chiesto la parola. Ne ha facoltà.

Chincheré (PCI) - Il mio intervento vuole essere una risposta gentile al Consigliere Borbey perché il suo intervento è stato indubbiamente molto stimolante, anche se ancora una volta ha fatto il difetto, o almeno a me è parso che avesse avuto il difetto, di non arrivare a determinare concrete proposte, cosa che probabilmente verrà fatta in sede di discussione articolo per articolo.

Vorrei cominciare con una battuta di spirito, dicendo che l'Italia, oltre a essere un bel Paese, è un Paese strano: abbiamo le più belle autostrade d'Europa e le zone più depresse, abbiamo quarantacinque mila enti mutualistici assistenziali e contemporaneamente abbiamo gli ospedali sull'orlo del collasso economico e usufruiamo della peggiore assistenza sociale, abbiamo un Paese dove le donne valgono poco, mentre alcuni calciatori sono valutati due miliardi e, malgrado questo, contro la squadra della Polonia siamo stati così sonoramente sconfitti da non crederci neppure ora.

Tutto questo vuol significare che molte volte, per non dire sempre, soldi e sport non vanno d'accordo.

Abbiamo la squadra Nazionale meglio pagata d'Europa e, malgrado sia stata sconfitta, abbiamo regalato una barca di soldi a ciascun giocatore. Malgrado questo, lo sport nazionale è ancora il calcio che ora è in crisi e probabilmente ci vorranno parecchi anni, ammesso che si inizi subito, per riprenderci.

Il Consigliere Borbey ha detto una cosa interessantissima, e mi fa molto piacere che l'abbia detta proprio lui: tutte le società sportive, compresa l'Unione Sportiva Aosta, questa è un'opinione personale, di qualunque specialità, che pagano gli atleti, non devono assolutamente accedere ai contributi della Regione, perché la Regione non dà i contributi alle società sportive per pagare i ragazzini traviandoli in modo terribile e perché si concepisca lo sport come una professione.

Pertanto è evidente che gli ottanta milioni che verranno destinati all'attività delle società non dovranno assolutamente essere, nemmeno in minima parte, destinati per scopi antisportivi come quelli prima illustrati e dovremo quindi stare estremamente attenti e investire direttamente l'Assemblea generale della Regione di questo problema.

Chi vuole i soldi per giocare, faccia un altro mestiere, vada da un'altra parte, noi i soldi non glieli diamo.

Questa deve essere una scelta per la quale dobbiamo batterci, e uno dei compiti del giornale dovrà essere questo: denunciare pubblicamente, evidentemente non per via penale perché non è possibile anche se a mio avviso sarebbe giusto, gli allenatori, i Presidenti, i Consigli direttivi che trasgrediscono queste regole.

L'Assemblea generale sportiva recepirà di certo questa volontà del Consiglio regionale, ne sono convinto, anche perché il Consiglio regionale, se non di otterranno certi risultati, avrà il potere di esaminare a fondo il problema e denunciare le responsabilità; infatti noi oggi non firmiamo una cambiale in bianco, senza scadenza.

Io credo che l'Assemblea sportiva regionale si batterà per gli obiettivi prospettati dal Consiglio, anche perché sono convinto che il presidente delle Comunità Montane, il Sindaco, l'Assessore svolgeranno una politica in questa direzione, insieme agli stessi Consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza e questi ultimi si guarderanno bene dall'avallare più o meno tacitamente soluzioni che io ritengo corrotte, come qualche volta avviene.

Ecco che allora noi avremo un impegno corretto, funzionale agli scopi, dei soldi che investiamo con questa legge.

C'è un altro problema, anche questo stimolante, proposto dal Consigliere Borbey, quello delle federazioni che molte volte sono paragonate a lupi famelici intorno all'unico agnello che rappresenta la somma dei contributi. Anche questa è una realtà che si verifica tutt'ora al Comune di Aosta, come si verificherà presso l'Amministrazione regionale.

Vi è poi il problema del continuo fiorire di nuove società sportive, soprattutto scolastiche, le quali vanterebbero, a parità di girone, parità di contributo.

Noi sappiamo che molte volte la nascita di queste società è dovuta a problemi di incomprensione interna a società già esistenti, io sostengo che se le cose vanno avanti in questo modo...

(interruzione della registrazione causa mancata elettricità)

Dolchi (Presidente) - È ritornata la forza. Possiamo nuovamente utilizzare il microfono e il registratore.

Ha chiesto la parola L'Assessore Milanesio. Ne ha facoltà.

Milanesio (PSI) - Cercherò di essere breve, tuttavia non so se ci riuscirò perché gli interventi sono stati molti e sono debitore di spiegazioni a diversi Consiglieri e non vorrei essere accusato di reticenza su un disegno di legge di questo tipo e di portata così importante.

L'Avvocato Consigliere Caveri ha parlato degli Enti di promozione e ha chiesto, un po' maliziosamente, se questi Enti fossero la longa mano di certi partiti o raggruppamenti politici.

Io ho risposto, e neppure il Consigliere Chincheré mi ha smentito, che in realtà vi è un collegamento naturale tra alcuni Enti di propaganda vicini al Partito Comunista Italiano, alla Democrazia Cristiana e ad altri partiti o movimenti, ma questo non significa affatto che non svolgano una funzione e un compito preciso nella società. Mi sono riferito, fin dall'inizio, alla serietà e alla rigorosità con cui questa legge si presenta e i criteri che questa legge vuole vengano mantenuti in tutte le circostanze, quindi nei confronti sia degli Enti di promozione che di Federazioni e di Società sportive.

Gli Enti di promozione svolgono un'azione per avvicinare a tutti i tipi di sport soprattutto i giovani ma non escludono, evidentemente, nella politica del tempo libero da essi seguita, le persone anziane. Essi escludono l'antagonismo come ragione primaria che sta alla base dello sport, l'agonismo invece viene coltivato soprattutto dalle Società sportive.

Tuttavia le Società sportive e gli Enti di promozione non si contraddicono, anzi, si completano perché lo sport è anche fatto di agonismo e guai se togliessimo questa componente nello sport; del resto coloro che non possono avere né capacità fisiche, né attitudini per affrontare l'agonismo, possono trovare nell'attività sportiva semplicemente del diletto, della ricreazione, un impiego corretto e utile del tempo libero.

Aggiungerò inoltre che quando si parla di Ente di promozione e ci si riferisce a quelli che esistono a livello nazionale, non si esclude, lo si è detto esplicitamente in Commissione e lo ribadisco ufficialmente qui in Consiglio, la possibilità che esistano degli Enti di promozione di ispirazione non protetti, magai, a livello nazionale.

L'importante è che questi Enti vengano costituiti con atto notarile e posseggano un preciso statuto.

Mi pare che spetti alla Giunta riconoscere gli Enti di promozione che operano concretamente sul territorio, ma non si vuole con questo impedire alle forze politiche o semplicemente alle organizzazioni sportive di costituire nuovi organismi con obiettivi di promozione sportiva.

Il Consigliere Mappelli ha sostanzialmente ribadito quanto aveva detto in Commissione e ha esposto alcune osservazioni all'articolo 10 che esaminerò nel corso della discussione.

Il Consigliere Jorrioz si è riferito al giornale previsto dall'articolo 10 e ha detto: "Sarebbe opportuno non fare una pubblicazione specifica ma inserirla in altre pubblicazioni".

Invece io ritengo che per lo scopo che ci siamo prefissi serva una pubblicazione di carattere prevalentemente sportivo. Ritenevamo inoltre che l'impostazione del giornale fosse un compito che spettasse alla consulta generale, salvo riportare poi in Consiglio il provvedimento, proprio perché si tratta di una decisione di un certo carattere.

Il Consigliere Fosson, come anche il Consigliere Bordon, affermano che il Consiglio viene del tutto escluso dalle decisioni; a questa osservazione implicitamente aveva già risposto nel suo intervento la Signorina Consigliere Viglino ricordando il contenuto dell'ultimo comma dell'articolo 7.

Signori Consiglieri, non vorrei che ci fossero fraintendimenti; non si tratta di voler escludere il Consiglio nel modo più assoluto, sappiamo che questa Assemblea deve essere la sede delle decisioni più importanti ed è l'organo che elegge la Giunta ed è, insomma, l'organismo decisionale per eccellenza. Si voleva soltanto che in Consiglio regionale si discutessero solamente problemi di carattere generale.

Signori Consiglieri, il meccanismo previsto da questa legge, che può essere anche opportunamente emendato, non isola il Consiglio; infatti vi è l'obbligo, previsto per legge, che l'Assessore, il Presidente della Consulta, presenti al Consiglio una relazione annuale, nella quale si dovrà fare il punto sulle proposte emerse dalla Consulta sportiva generale e dal Comitato per la promozione sportiva.

In questo modo il Consiglio regionale può dare degli indirizzi, discutere, contestare, approvare, presentare mozioni o ordini del giorno, vi sarà in sostanza una discussione generale sull'attività sportiva, dopo aver sentito il parere della Consulta sportiva.

La presenza dei Consiglieri nella Consulta, numericamente è irrilevante, me ne rendo conto, si tratta di tre Consiglieri su trentaquattro, trentacinque persone.

La Consulta però è un mondo composito, vasto. Tutte le volte che noi ci troviamo a dover prendere delle decisioni, siamo imbarazzati, non voglio parlare di angoscia perché è una parola di significato sproporzionato, infatti non abbiamo strumenti sufficienti per decidere. Non sempre la Giunta e il Consiglio regionale da soli possono decidere, direi, con piena cognizione di causa, anche se questo non vuole essere offensivo né per il Consiglio né tanto meno per la Giunta.

Se sentiamo la necessità di avere un organismo più ampio che ci fornisca delle indicazioni, è solo perché di riteniamo modestamente poco esperti; anche se seguiamo con attenzione questo settore di attività, riteniamo che ci debba venire un suggerimento, un consenso, un'indicazione da una assemblea più ampia possibile. È, in sostanza, il discorso della partecipazione democratica che facciamo sempre, è un discorso che deve concretizzarsi con forme e metodi di questo tipo.

Guardate poi che non è tanto comodo avere un organo consultivo perché ci si sente, in qualche modo, poi, moralmente, se non giuridicamente, vincolati dalle proposte che emergono; il Consiglio ha il diritto di decidere in piena libertà perché ha un mandato politico che va al di sopra di qualunque organo consultivo però, evidentemente, quando si sente qualcuno non lo si fa solo per contraddirlo o per mettersi la coscienza a posto, lo si sente per avere gli elementi di valutazione e, se non altro, verranno posti dei problemi.

Quindi non è vero che il Consiglio verrebbe emarginato.

Almeno una volta all'anno si terrà questo dibattito di carattere generale sulle indicazioni che emergono dalle Consulte; continueranno a esistere gli istituti dell'interpellanza, della mozione. Ad esempio, pochi giorni fa il Consiglio ha presentato una mozione e ha deliberato di dare cinque milioni al Comitato della Bataille des Reines, così è stato deciso e la Giunta è vincolata all'esecuzione. Personalmente ero contrario a quel provvedimento però sono vincolato alla sua esecuzione.

Signori, però a me sembra che il Consiglio abbia anche una dignità, non deve occuparsi di tutti gli argomenti, sono argomenti che devono far capo all'esecutivo e, in certi limiti, ad altri organismi. Il Consiglio è un organo legislativo.

Non dobbiamo trasformarci in un qualunque Consiglio comunale, questa è l'Assemblea regionale. Non dico che sia un organo solo legislativo ma dovrebbe essere eminentemente legislativo. Esiste poi un esecutivo che deve rispondere a tutti i controlli democratici. Se si scambiano i ruoli, si invertono i rapporti tra organismi e le loro funzioni.

Chiedeva ancora il Consigliere Fosson: "Perché il decreto deve essere fatto dall'Assessore al Turismo?". Perché il riconoscimento non viene da parte della Giunta?". L'Assessore al Turismo, in questo caso, funge da notaio, cioè sente le designazioni che vengono decise dalle federazioni, dai vari organismi previsti dalla legge e prepara il decreto, così come l'Assessore all'Agricoltura e Foreste in certi casi fa dei decreti. Non è il caso di far incombere ogni cosa sul Presidente della Giunta il quale è già oberato di incarichi.

Il discorso sull'onere relativo all'aggiornamento tecnico dei dirigenti è un problema che si è presentato più volte nelle discussioni sulle contribuzioni da destinare alle società o enti sportivi.

Vi sono varie necessità di aggiornamento tecnico, porterò un esempio di un caso presentatosi recentemente: un istruttore di minibasket, proveniente dall'estero, è stato utilissimo, ha dato un'impostazione sportiva a moltissimi giovani che praticano questo sport. Ingaggiare, sia pure per una sola stazione questo allenatore, ha comportato delle spese che in qualche modo abbiamo dovuto sostenere come Amministrazione regionale.

Tutto questo però ha portato un miglioramento qualitativo dell'attività del basket nella Valle d'Aosta. Per un intervento di questo tipo si usa la terminologia: "Oneri per l'aggiornamento tecnico".

Qualora qualcuno vorrà andarsi a fare un viaggio o una passeggiata, potremmo essere contrari a questo tipo di proposta ma l'importare, per esempio, degli allenatori o degli istruttori, potrà essere utile, come magari potrà essere positivo consentire a qualcuno di frequentare dei corsi di aggiornamento che non siano delle mere attività deambulatorie.

Il Consigliere Fosson si è dichiarato contrario all'approvazione dell'articolo 10. Signori, in Commissione erano state sollevate delle perplessità su questo articolo.

Mi ero ripromesso, d'intesa con il Consigliere Pedrini, di rivedere la formulazione dell'articolo 10. Il Consigliere Pedrini quest'oggi è assente, posso anche accettare un tipo di formulazione che garantisca al Consiglio l'imparzialità di certe decisioni; ho già detto prima che, comunque, prima di muoversi sotto questo profilo, la proposta che io facevo era quella di sentire la Consulta e poi di riportare in Consiglio l'argomento, per evitare qualunque ulteriore discussione in questo momento.

Quali sono le associazioni democratiche del tempo libero? Sono quelle che abbiamo elencato prima: l'Arci, la Libertas, l'Enal eccetera, tutte non me le ricordo, si tratterebbe di fare un censimento perché se ci sono quarantatremila Enti mutualistici, probabilmente ve ne saranno almeno cinquecento di questo tipo.

La Signorina Viglino si è riferita anch'essa all'articolo 10 e ha invitato il Consiglio a discuterne.

Io ho proposto di impegnarmi pubblicamente a riportare il problema in Consiglio non appena sarà istituita la Consulta per sentire le sue proposte su questo problema e quindi di rimettere poi al Consiglio qualunque decisione in merito.

Il Consigliere Borbey si dichiara, come sportivo e come Consigliere, profondamente deluso da questa legge.

Devo dire che questa legge non risolve che una parte minima di tutti i problemi, però abbiamo cercato di risolvere alcuni problemi, non abbiamo pretese di infallibilità né di ottimalità, diciamo solo che in questo modo pensiamo di mettere un po' di ordine, di responsabilizzare più persone, più organismi nella discussione sullo sport e sulle attività sportive.

Il Consigliere Bordon chiede chiarimenti su alcuni aspetti della legge e anche egli insiste sul problema dell'esclusione del Consiglio dalle decisioni importanti.

Noi siamo qui per ascoltare le proposte che vengono presentate però ritengo che questo meccanismo sia stato studiato in modo tale da non appesantire il Consiglio di inutili discussioni e, nel contempo, consenta al Consiglio regionale tutti gli interventi nei momenti decisionali più importanti a proposito dello sport e delle attività sportive.

Insomma, è una legge secondo la quale il Consiglio regola e attribuisce, anche ad altri organismi, certe competenze. Non possiamo accettare l'accusa di volere spogliare il Consiglio delle sue prerogative, si deve però capire che la legge deve garantire un funzionamento, il più spedito possibile, di tutto il settore e, tutto sommato, discutere cinque o sei volte durante un anno in Consiglio regionale piccoli provvedimenti e contributi, risulta pesante per l'attività consiliare e controproducente.

Noi attribuiamo molta importanza perché, come diceva il Consigliere Chincheré, può essere uno strumento che aiuta la moralizzazione dello sport. Questo giornale deve servire a denunciare all'opinione pubblica certe situazioni che si verificheranno anche nella nostra Regione, in cui si danno mille lire, cinquecento lire e dei giocatori di quattrodici, quindici anni. Questa è un'infamia, consentitemelo e non ha più niente a che fare con lo sport. Significa semplicemente consentire di coltivare ambizioni meschine a piccoli, modesti e oscuri dirigenti di squadre di periferia, i quali non perseguono lo scopo di avvicinare i giovani allo sport ma cercano un minimo di notorietà attraverso l'uso di questi giovani nelle squadre.

Noi dobbiamo risanare in qualche modo questa piaga, la dobbiamo scoraggiare e sconfiggere. Il giornale deve essere anche una specie di veicolo, chiamiamolo così, "ideologico" dello sport della nostra Regione. Deve essere sede di dibattito, un organismo vivo che segue lo sport, dà notizie, informa, ma forma anche una mentalità, una cultura sportiva. Questo è lo scopo che ha animato i presentatori di questo disegno di legge e non altro.

Io mi auguro che il Consiglio voglia concludere questa discussione con delle proposte che aiutino a migliorare questa legge e a chiudere anche in modo, direi definitivo, se possibile, questo argomento perché i ritardi che sono stati puntualmente ma giustamente lamentati dalla Signorina Consigliere Viglino, non si devono ancora trascinare ulteriormente.

Infatti l'opinione pubblica e gli sportivi potrebbero allora dubitare delle capacità di concretizzazione e di realizzazione del nostro Consiglio.

Ho cercato di rispondere come meglio sapevo alle argomentazioni dei Consiglieri intervenuti nel dibattito. Siamo a disposizione per esaminare eventuali emendamenti che però non stravolgano il significato di questa legge.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha la facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Signori, questa legge ha già avuto un fiume di parole e penso non vi sia più nulla da dire. È una legge che indubbiamente va approvata perché si tratta di sport e con lo sport bisogna certamente sempre agevolarne le attività in tutti i settori.

Volevo richiamarmi, con il mio intervento, proprio all'articolo 10 ma l'Assessore ha svuotato di contenuto il mio pensiero. Infatti questo articolo sarà riportato all'esame del Consiglio e sarà riveduto; a me sembra eccessiva la spesa di dieci milioni per la pubblicazione di un giornaletto. Tant'è che molti partiti e movimenti presenti hanno un loro giornale settimanale e sanno quindi la spesa necessaria per finanziare un giornale di questo tipo.

Quindi si tratta di ridimensionare l'ammontare di questo contributo.

Inoltre vorrei richiamare la cortese attenzione del Gruppo dell'Union Valdôtaine e della Democrazia Cristiana. Si tratta di nominare due Consiglieri della maggioranza e uno della minoranza. Fino adesso, forse giustamente, le minoranze come il Rassemblement Valdôtain, come il Partito Socialista Democratico Italiano, come il sottoscritto, sono sempre estromesse. Per quale motivo?

Fosson (UV) - Vorrei prima di tutto dire che sono d'accordo su molte affermazioni fatte dal Consigliere Chincheré: innanzitutto quando egli propone di incentivare lo sport dei giovani e non quello dei professionisti, e questo punto già nel passato lo abbiamo sostenuto in Consiglio.

Nel mio intervento precedente, quando ho parlato del problema della Consulta e dell'Assemblea, non avevo fatto attenzione all'articolazione di questi due organismi ma sono ancora dell'idea che forse sarebbe stato meglio prevedere un organismo unico.

Tutto questo certamente non deve escludere la partecipazione degli Enti promozionali, anche se spesso, come è stato spiegato, questi ultimi fanno capo a dei partiti; la cosa importante è di promuovere lo sport dilettantistico e specialmente tra i giovani perciò riteniamo che l'Amministrazione pubblica si debba impegnare particolarmente in questo settore. Mi è parso bene precisare queste cose per sgombrare il campo da possibili equivoci e per evitare di essere accusati di rifiutare certi principi che invece noi condividiamo.

La risposta dell'Assessore Milanesio alla nostra domanda è stata molto abile, come sempre, d'altronde.

Egli ha citato addirittura la dignità del Consiglio e ci ha chiesto se volevamo perdere del tempo prezioso per discutere delle questioni sportive, dopo che sono state istituite un'Assemblea e una Consulta comprendenti trentacinque, cinquanta persone e se temiamo che la Giunta voglia fare approvare in segreto alcuni provvedimenti.

Sebbene riconosciamo che il singolo contributo debba essere definito con deliberazione di Giunta, proprio perché attraverso gli organismi previsti dalla legge si farà una discussione approfondita con tutti i rappresentanti delle società, degli enti promozionali eccetera, pensiamo che il risultato di tale lavoro debba essere rappresentato da un prospetto che sintetizzi i vari contributi assegnati alle società e agli enti promozionali.

L'ultimo comma dell'articolo 7 prevede che l'Assessore tenga una relazione sull'andamento dello sport e noi possiamo pure essere d'accordo, ma inevitabilmente si tratterà di una relazione a posteriori e consultiva; infatti l'articolo 7 recita: "L'Assemblea generale sportiva presenta all'Assessore al Turismo entro il 30 settembre di ogni anno una relazione scritta sulla situazione dello sport in Valle d'Aosta. L'Assessore legge e illustra tale relazione al Consiglio regionale entro il successivo mese di ottobre".

Il Consiglio ne potrà prendere atto, i Consiglieri potranno intervenire nella discussione, ma non viene prevista nessuna relazione tecnico-finanziaria. Invece tale relazione, dovendo essere fatta dagli organismi, come è previsto dall'articolo 4 che infatti recita: "Per la concessione dei contributi ordinari di cui all'articolo precedente gli enti e gli organismi sportivi debbono presentare annualmente una relazione finanziaria, consuntiva e previsionale, nonché una relazione illustrativa della loro attività sportiva", chiediamo che possa essere discussa anche questa relazione.

Riteniamo infatti compito del Consiglio discuterla poiché essa si estrinseca in un programma generale di contributi alle varie società e ai vari enti e sarà poi compito della Giunta metterla in atto.

L'Assessore Milanesio si è preoccupato di salvaguardare la dignità del Consiglio e di non appesantirne i lavori; possiamo essere d'accordo con questa iniziativa quando si tratta di approvare deliberazioni poco importanti, ma quando l'ammontare dei contributi da definire tocca i trecento milioni, è giusto che sia il Consiglio a esaminare e a prendere atto delle decisioni adottate dagli organismi previsti dalla legge oggi in approvazione. Compito esclusivo della Giunta è pure quello del riconoscimento degli enti promozionali e delle associazioni sportive che verranno iscritte in un apposito albo regionale.

Tenendo conto, come ha già affermato l'Assessore Milanesio, che molti enti promozionali sono collegati ai partiti, anche se è stata assicurata la possibilità agli enti promozionali propriamente valdostani, non legati ai partiti nazionali, di svolgere la propria azione purché regolarmente costituiti con atto notarile, mi chiedo seriamente perché non volete che sia il Consiglio a riconoscere questi enti promozionali.

Mi pare infatti che questa scelta sia squisitamente politica e superi le questioni sportive, mentre per quanto riguarda le associazioni sportive non abbiamo nulla da eccepire se sarà la Giunta a decidere in merito.

Non abbiamo nessuna intenzione di sovvertire il contenuto della legge, desideriamo però rivendicare questa prerogativa al Consiglio, portando di lievissimi emendamenti ad alcuni articoli.

Se la Giunta e il Consiglio accetteranno questi emendamenti, l'Assessore stesso ha dichiarato di essere disposto ad accettare i contributi portati dai Consiglieri, noi voteremo a favore del disegno di legge ora in discussione.

Se di ritiene valido istituire, come previsto dall'attuale testo di legge, due organismi, possiamo anche essere d'accordo. Personalmente mi permetto di dire che sarebbe preferibile riunire tutte le competenze in un solo organismo, nel quale vengano rappresentati tutti i vari enti e associazioni legati alla pratica dello sport.

Per quanto riguarda il capitolo 818 siamo d'accordo a prendere in considerazione anche gli enti promozionali; tutto può benissimo essere compreso nello stesso articolo, quando infatti, a nostro avviso, si lasciano dizioni valide anche per gli enti promozionali, non ci pare necessario fare ulteriori distinzioni.

Sussistono ancora tutte le nostre riserve sull'articolo 10. Non siamo infatti convinti della validità degli argomenti presentati perché praticamente non vediamo in questo momento la necessità di specificare l'ammontare della somma destinata alla stampa sportiva.

Questo problema va chiarito maggiormente, si possono intendere i dieci milioni come uno stanziamento generico, lasciando la possibilità di studiare più attentamente il problema e non liquidandolo semplicemente stanziando questi dieci milioni.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Ramera. Ne ha la facoltà.

Ramera (DC) - Vorrei condividere le angosce dell'Assessore al Turismo ma penso che i più angosciati non siedano in Aula, per questo motivo cercherò di essere sintetico. Io ritengo che questa legge sia positiva in quanto mette ordine nel campo dei contributi allo sport.

Sono però molto perplesso perché nei vari interventi dei Consiglieri e dello stesso Assessore mi pare si sia fatta molta confusione tra sport e tempo libero, che sono due cose nettamente distinte. Per questo, innanzitutto, vorrei togliere subito i rappresentanti del tempo libero dalla apposita Commissione perché se una legge è diretta allo sport, è tutt'altra cosa che se fosse diretta al tempo libero.

Sono d'accordo con il Consigliere Chincheré e spero che parli a nome degli amici di maggioranza quando afferma che questa legge per lo sport ha messo ordine in materia di elargizione di contributi, però questi contributi continuano a sussistere per favorire un certo professionismo che ai massimi livelli ha portato i risultati ai quali abbiamo assistito testé a Monaco, dove abbiamo fatto ridere tutto il Mondo.

Concordo con questa legge se serve a favorire veramente il dilettantismo e la pratica sportiva, se incide anche dal punto di vista sociale e serve per togliere i ragazzi dalla strada e da certe deviazioni. Infatti noi sappiamo che i maggiori delitti in Italia hanno avuto origine in sobborghi popolosi dove non esisteva neppure un'attrezzatura sportiva. In tal caso è necessario disciplinare in tutt'altro modo tutto il settore sportivo.

Infatti se continuiamo ad assegnare contributi alle società sportive, noi favoriamo, in pratica, il professionismo.

Mi ricordo anni fa, quando facevo scuola, insegnavo a dei ragazzini di undici anni i quali già ricevevano mille lire per giocare a calcio; quindi erano ragazzi attirati dalle mille lire verso una certa disciplina sportiva, quando invece avrebbero potuto svolgerne un'altra. Questo è rovinare lo sport.

In Valle d'Aosta pullulano dirigenti di società che impegnano e rischiano solo i soldi della Regione. A questo proposito, durante un dibattito sull'Unione Sportiva Aosta, mi ero permesso di proporre che a un dirigere questa squadra fosse l'economo della Regione in quanto i quattrini li sborsava interamente la Regione e quindi non vedevo la necessità di ulteriori consigli di amministrazione quando i dirigenti si impegnavano semplicemente a chiedere i quattrini venendo in Regione.

Sette o otto anni fa, sedendo in Consiglio comunale di Aosta, mi fu detto che era scandaloso che l'area occupata dallo stadio Puchoz, un'area immensa nel cuore di Aosta, venisse ancora impiegata per permettere l'attività di una sola società sportiva. Sarebbe stato conveniente per l'Amministrazione comunale, e io direi anche per l'Amministrazione regionale, assicurarsi questa area enorme e destinarla ad altri usi, fornendo eventualmente alla pratica del calcio aree anche fuori dal Comune di Aosta raggiungibili oggi con qualsiasi mezzo.

Infatti l'area dello stadio Puchoz vale alcuni miliardi e serve semplicemente a undici persone che giocano la domenica. La futura destinazione di quest'area sarà decisa dal Consiglio comunale di Aosta, che con il Consiglio regionale potrebbe veramente esaminare la possibilità di assicurarsi quest'area.

Esaminando gli articoli 7 e 8 già tanto discussi, dirò che sono contrario alla presenza di tre Consiglieri regionali sia nell'Assemblea generale che nella Consulta perché questi organismi hanno dei compiti ben definiti e le loro decisioni dovrebbero essere poi oggetto di una susseguente discussione in Consiglio regionale, quindi non capisco la funzione dei tre Consiglieri regionali tra la folla delle altre quaranta, cinquanta persone che hanno il compito di avanzare delle proposte di carattere prettamente sportivo. Quindi i rappresentanti delle federazioni e delle associazioni sportive si riuniscano e formulino un programma che verrà recepito dalla Giunta e successivamente discusso in Consiglio regionale e in questa sede otterrà la definitiva approvazione.

Altrimenti due Consiglieri, uno di maggioranza e uno di minoranza, mentre dovrebbero avere gande autorità, sarebbero poi persino in minoranza nei confronti dei rappresentanti delle Comunità montane, e anche di costoro non ne comprendo la presenza.

Si si tratta di una legge per lo sport, lasciamola discutere dai rappresentanti delle federazioni, dopodiché la Giunta e l'Assessore, che presiede questa Assemblea, porteranno la loro decisione all'attenzione del Consiglio regionale.

È previsto che uno stanziamento di centoquaranta milioni sia destinato per l'assegnazione di contributi, questo però è in contrasto con quanto detto dal Consigliere Chincheré.

Io avevo detto, parlando anni fa in questo Consiglio a proposito dei contributi, che anche per gli sport invernali si sarebbe dovuta fare una revisione, da una parte doveva essere presa in considerazione la pratica dello sci e dall'altra lo sci agonistico; con la prima parte si sarebbe potuto disciplinare e allevare i ragazzi che, attraverso gli interventi per lo sci agonistico, potevano emergere in campo nazionale e internazionale.

In questa legge dovrebbe essere, a mio avviso, chiaramente affermato che i contributi vanno alle società per essere destinati alla pratica dello sport dilettantistico, in questo caso non servirebbe assolutamente lo stanziamento di trenta milioni per le attività promozionali in campo sportivo. Se noi indichiamo che questi contributi sono per l'incentivazione dello sport dilettantistico, è chiaro che possono essere messi sotto questa voce.

Molti hanno già parlato dei dieci milioni stanziati per la stampa sportiva; personalmente non so che cosa si intenda fare. L'Assessore ha detto che l'argomento va ancora studiato e ridiscusso in Consiglio, quindi ha detto bene il Consigliere Fosson quando ha suggerito di prevedere lo stanziamento di questa somma nel testo di legge ma di decidere in seguito quale sarà il suo utilizzo.

Mi sembra che la legge sia opportuna poiché evita lo sciorinare continuo di provvedimenti e di piccoli contributi; devo però dichiarare esplicitamente che è una legge per il dilettantismo.

Inoltre dovrebbe anche prevedere un certo collegamento con la scuola perché se noi riteniamo positivo avvicinare i ragazzini alla pratica sportiva, dovrebbe esserci uno stretto collegamento tra questo settore dello sport e la scuola che oggi rappresenta il serbatoio umano sula quale lavorare.

Ritengo quindi che l'Assessore all'Istruzione Pubblica sia oggi il maggior interessato al funzionamento di questa legge, per il bene che noi ci prefissiamo. Credo di non aver dimenticato niente e di non avervi angosciati inutilmente e spero che mi si fornisca qualche risposta chiara, così che potremo votare a favore, portando eventualmente qualche emendamento ai vari articoli.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha la facoltà.

Milanesio (PSI) - Nel mio precedente intervento ho espresso la possibilità di stabilire dei punti di incontro con le tesi che sono state avanzate da alcuni Consiglieri intervenuti nel dibattito.

Quindi sarebbe opportuno che, possibilmente, si potesse procedere adesso all'esame della legge e su ogni articolo, se ci sono proposte di emendamento, esaminarle e vedere se possiamo accettarle.

Se ho capito bene, il Consigliere Ramera, nell'ultimo suo intervento, ha sostenuto una tesi che io posso condividere a proposito della rappresentatività del Consiglio nella Consulta. Il Consigliere Ramera ha affermato di ritenere che la presenza di due Consiglieri, di cui uno della minoranza, nella Consulta, sia superfluo dal momento che l'Assessore deve presentare per ottobre una relazione al Consiglio regionale.

Chiedo se il Consigliere Ramera vuole che nella seduta del Consiglio si addivenga a delle decisioni e quindi non si svolga solo una relazione dell'Assessore sulla quale si può essere favorevoli o meno, ma si metta ai voti una deliberazione.

Sono d'accordo su questo tipo di discorso che in parte è stato anche fatto dal Consigliere Fosson; questo tipo di provvedimento tende a tenere separate le competenze del Consiglio e quelle consultive degli enti di programmazione. Debbo però dire per onestà che una deliberazione non potrà essere approvata in una sola riunione e non potrà stabilire ogni cosa.

Infatti potremo decidere quanto stanziare per un settore, stabilire che certe somme vadano collocate in un modo piuttosto che in un altro ma ci sarà sempre, io ritengo, una certa possibilità, e lo dico per evitare di essere frainteso, di manovra, mi consenta l'espressione, da parte della Giunta perché altrimenti questa legge diventa inutile. Infatti non dovevamo approvare nessuna nuova legge, sarebbe stato sufficiente che ci impegnassimo a presentare una volta l'anno, in Consiglio tutti insieme, le richieste che ci pervengono e avevamo risolto il problema. Questa legge, infatti tende a delegare certi compiti, ovviamente, alla Giunta, però riconosce al Consiglio tutte le sue prerogative.

Siamo disposti ad accettare i contributi che possono venir dati dai Signori Consiglieri su questi argomenti, vogliamo però che, caso mai, fossero formulate delle proposte concrete su questi articoli e quindi proporrei di riprendere la discussione articolo per articolo. Alcune proposte avanzate dalle minoranze mi sembrano accogliibili, si tratta di formularle però concretamente.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha la facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei limitarmi a trattar quanto ha detto or ora l'Assessore Milanesio. Non faccio parte della Commissione sportiva ma pensavo che lo scopo di questa legge fosse quello di non portare sia in Giunta che in Consiglio ogni volta dei contributi singoli e di voler mettere ordine nel settore dei contributi.

Se noi istituiamo la Consulta sportiva, quest'ultima deve presentare un programma annuale dei contributi ordinari. Ora io esigo che, una volta stabilito, questo programma venga discusso dal Consiglio che potrà apportare delle variazioni ritenute necessarie o altrimenti approvare totalmente quanto è stato elaborato, poi l'erogazione materiale dei contributi sarà compito della Giunta.

Per quanto riguarda i contributi straordinari, noi desidereremmo esaminarli perché sappiamo che particolarmente su questi tipi di contributo abbiamo più volte avuto da ridire. Invece sembra che questo controllo accurato non sia previsto, in tal modo il Consiglio vene tenuto all'oscuro.

Lo si fa di proposito o per comodità? A ogni modo il Consiglio si riunisce due volta al mese in quest'Aula per esaminare varie cose e noi vorremmo esaminare anche questi contributi straordinari.

Questo non vuol sovvertire nulla. Personalmente ho degli emendamenti da presentare su alcuni articoli che non tendono a modificare il significato della legge ma che seguono il principio di dare la possibilità al Consiglio di rendersi conto, come è sua prerogativa, di ogni cosa.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha la facoltà.

Milanesio (PSI) - Per arrivare a una conclusione propongo di discutere la legge articolo per articolo, proponendo via via i vari emendamenti.

Dolchi (Presidente) - Io vorrei riprendere quanto detto dall'Assessore Milanesio per giungere a una conclusione ordinata. La Commissione ha effettuato la proposta di due emendamenti, il Consigliere Chincheré mi ha presentato tre emendamenti, se ci sono altri Consiglieri che hanno predisposto degli emendamenti, vogliano gentilmente farli pervenire alla Presidenza, saremo così già in grado di avere un quadro della situazione e stabilire in quale ordine possiamo procedere nell'esame degli emendamenti e della legge stessa.

Siamo sempre in fase di discussione generale; ci sono altri Consiglieri che hanno emendamenti o proposte da presentare?

Allora, all'articolo 1, terzo comma, primo rigo vi è la proposta della Commissione di un emendamento sostitutivo delle parole al comma precedente con le parole "Alla presente legge". Leggo il testo definitivo della prima riga del comma terzo: "Per il raggiungimento delle finalità di cui alla presente legge, vengono concessi i contributi agli enti ecc. ecc.".

Apro la discussione sull'articolo 1.

Nessuno chiede la parola all'articolo 1, allora metto in votazione l'emendamento sostitutivo delle tre parole precedentemente lette.

Chi è d'accordo con l'emendamento proposto dalla Commissione testé letto è pregato di alzare la mano. Chi non è d'accordo? Chi si astiene?

L'emendamento è approvato con 29 voti favorevoli su 29 presenti e votanti.

Metto quindi in votazione l'articolo 1 emendato.

Risultato della votazione: voti favorevoli 28, presenti 28, votanti 28.

Articolo 2. All'articolo 2 vi è un emendamento del Vice Presidente Fosson e uno del Consigliere Chincheré.

La parola al Consigliere Chincheré per illustrare l'emendamento.

Chincheré (PCI) - Le società sportive possono essere affiliate alle federazioni o agli enti di promozione sportiva, pertanto l'emendamento che proponiamo non è assolutamente sostanziale ma serve per una più corretta lettura dell'articolo 7 in quanto noi proponiamo di aggiungere alla seconda riga del primo comma: "O ad enti di promozione sportiva".

Il primo comma viene dunque proposto nel testo seguente: "Le società sportive che intendono regolarmente costituirsi quando siano affiliate alle corrispondenti federazioni Nazionali o ad un ente di promozione sportiva".

Dolchi (Presidente) - Allora si tratta di un emendamento aggiuntivo delle parole "O ad un ente di promozione sportiva" dopo il secondo rigo del primo comma.

Chi chiede la parola? Metto in votazione l'emendamento proposto.

Esito della votazione: voti favorevoli 28, presenti 28, votanti 28.

Il Consiglio approva.

La parola al Vice Presidente Fosson.

Fosson (UV) - Nella discussione generale ho spiegato i motivi del mio dissenso e gli emendamenti che presenterò sono coerenti con quanto ho già detto. L'emendamento si riferisce al terzo comma dell'articolo 2.

Vogliamo aggiungere al testo le seguenti parole: "Previa approvazione del Consiglio regionale". I motivi li ho già spiegati prima.

Dolchi (Presidente) - Signori Consiglieri, l'emendamento aggiuntivo proposto dal Vice Presidente Fosson riguarda il terzo comma; si propone di aggiungere le cinque parole che vi rileggo: "A indicare, previa approvazione del Consiglio regionale".

Qualcuno chiede la parola sull'emendamento proposto?

La parola all'Assessore Milanesio.

Milanesio (PSI) - Prima di esprimere un parere vorrei avere il quadro generale, che si sta completando in questo momento, degli emendamenti proposti perché è probabile che certi emendamenti si possano unificare con altri.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha la facoltà.

Fosson (UV) - Il Segretario generale mi faceva presente la necessità di adottare una formulazione dell'emendamento diversa e più tecnica di quella da me proposta. Quello che interessa è la sostanza e quindi non ho difficoltà a dare mandato affinché se ne riveda la forma.

Dolchi (Presidente) - Ha chiesto la parola l'Assessore Milanesio. Ne ha la facoltà.

Milanesio (PSI) - Alcuni emendamenti proposti per quanto mi riguarda non sono accogliibili, altri invece lo potrebbero essere però non credo che questa sera si riesca a terminare la discussione.

Bisognerebbe votare l'articolo 2 poi sospendere la seduta e riprendere i lavori domani mattina. Inoltre io proporrei un incontro tra i Consiglieri che hanno proposto degli emendamenti e la Giunta, o con alcuni rappresentanti di essa, per esaminare una formulazione comune degli emendamenti. È inutile infatti impegnare in una discussione il Consiglio.

All'articolo 2 vi è l'emendamento proposto dal Consigliere Fosson che intendeva aggiungere le parole: "Previa approvazione del Consiglio regionale", io ritengo che caso mai vada riformulato, altrimenti sarebbe una cosa abbastanza ridicola. Infatti o si afferma chiaramente che il Consiglio regionale deve provvedere a indicare gli enti di promozione svolgenti attività nella Regione e non la Giunta regionale, oppure si cade nel ridicolo.

Se vogliamo avere questa garanzia, che io ritengo superflua, si potrebbe accettare il seguente emendamento: "Il Consiglio regionale provvede, su proposta della Giunta, a indicare gli enti di promozione svolgenti attività nella Regione, riconosciuti ai fini della presente legge".

Se non vi sono altri emendamenti sull'articolo 2, proporrei di votare questo articolo così emendato e di rinviare a domani mattina la prosecuzione del dibattito, con l'impegno di esaminare nel frattempo con i presentatori degli emendamenti i problemi che potrebbero sorgere.

Dolchi (Presidente) - Per la regolarità devo chiedere al Consigliere Fosson se ritira il suo emendamento.

Fosson (UV) - Sì, lo ritiro, avendo già detto precedentemente che avrei accettato una formulazione diversa purché fosse garantita la sostanza dell'emendamento da me presentato.

Dolchi (Presidente) - Il Vice Presidente Fosson ritira il suo emendamento.

Metto in votazione palese l'emendamento letto e proposto dall'Assessore Milanesio.

Esito della votazione: presenti 30, votanti 30, voti favorevoli 30.

Il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 9,30.

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La seduta è tolta alle ore 20,55.