Oggetto del Consiglio n. 2289 del 26 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2289/IX Coordinamento delle politiche energetiche e realizzazione dei progetti di cogenerazione e teleriscaldamento. (Interpellanza)
PresidenteDo lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 21 dell'ordine del giorno.
Interpellanza Ricordato che il Consiglio regionale il 20 dicembre 1990 ha approvato una mozione che impegnava l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti ad assumere le opportune iniziative per:
1) realizzare in tempi brevi un incontro fra la Regione Valle d'Aosta, Comune di Aosta e Società Digrava per esaminare congiuntamente il progetto Coter e per valutare l'opportunità di un progetto globale di teleriscaldamento della città di Aosta;
2) individuare uno strumento che permetta di coordinare le politiche energetiche delle pubbliche amministrazioni e delle società pubbliche e private operanti in Valle d'Aosta nel settore energetico;
3) a riferire, entro novanta giorni, sull'esito degli incontri realizzati e sulle proposte emerse alla competente Commissione consiliare permanente allargata ai Capigruppo dei Gruppi non presenti in Commissione;
ricordata, altresì, l'interpellanza discussa nello scorso mese di aprile;
sottolineata l'importanza e l'urgenza dell'argomento ed il fatto che le decisioni su progetti di cogenerazione e teleriscaldamento devono essere assunte prima di iniziare la costruzione della rete di distribuzione del metano;
il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo
interpella
l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:
1) quali passi avanti sono stati fatti, di comune accordo, fra Regione - Comune di Aosta e Digrava SpA per dotare la città di Aosta di un adeguato numero di impianti di cogenerazione e teleriscaldamento;
2) quali strumenti sono stati individuati per coordinare le politiche energetiche;
3) che cosa si intende fare per giungere in tempi brevi a delle decisioni concrete ed operative.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Il 20 dicembre 1990 il Consiglio regionale aveva approvato una mozione che impegnava l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti ad assumere una serie di iniziative per valutare un progetto di impianto di cogenerazione e teleriscaldamento con una o più centrali funzionanti a metano, da installare nella città di Aosta.
Un'impresa valdostana aveva presentato il progetto Coter, una proposta che era un semplice punto di riferimento, ma il discorso è interessante dal punto di vista globale, perché si tratta di sfruttare la presenza del metano che arriva alla nostra città, per utilizzarlo, attraverso una rete integrata, per produrre elettricità e nello stesso tempo acqua calda o vapore con cui riscaldare le abitazioni della città, ottenendo un risparmio energetico ed un abbattimento dei costi e dell'inquinamento.
Si tratta di un progetto che, secondo noi, ha un'enorme importanza per la nostra città e che forse potrebbe essere applicato in qualche altro grande Comune, ma che comunque va affrontato per tempo, prima cioè che si parta con la realizzazione di una rete di distribuzione del metano fino alle singole utenze, perché le due cose sono evidentemente in alternativa.
Nello scorso mese di aprile, con un'interpellanza, avevamo chiesto di fare il punto su questo progetto. L'Assessore ci aveva sostanzialmente risposto che si era ancora in alto mare, perché non era stato possibile organizzare una serie di incontri fra la Regione, il Comune di Aosta e la Società Digrava, che erano i possibili interessati al progetto, e che non era ancora stato possibile svolgere la relazione presso la Commissione consiliare competente perché la situazione era ancora indeterminata. In particolare, aveva fatto presente che c'erano delle perplessità da parte della Società Digrava ad avventurarsi su questa strada.
Con questa interpellanza vogliamo tornare su questo problema, perché ci sembra effettivamente di trovarci di fronte ad una grande opportunità, visto che molte città italiane ed europee hanno ormai maturato un'esperienza consolidata nell'uso della cogenerazione e del teleriscaldamento. Queste iniziative vengono anche, in un certo senso, incentivate e consigliate dal piano energetico nazionale, per cui sarebbe veramente sbagliato se noi facessimo una rete di distribuzione del metano senza tener conto di questa possibilità e senza sfruttarla in modo adeguato.
Credo che siano questi i grandi progetti su cui la nostra Amministrazione deve avere la capacità di confrontarsi e di approdare a risultati concreti.
Con questa interpellanza, vogliamo quindi chiedere quali passi avanti sono stati fatti per giungere ad un accordo che preveda la cogenerazione ed il teleriscaldamento per la nostra città, se è stato individuato uno strumento istituzionale per coordinare le politiche energetiche e che cosa si intende fare nei prossimi mesi per andare in questa direzione.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Mafrica; ne ha facoltà.
Mafrica (PCI-PDS) Come mi ero impegnato a fare, il 16 maggio ho risentito la Digrava, che ha ribadito il giudizio negativo su queste forme di intervento per ragioni tecniche, organizzative, economiche e finanziarie. Ha ribadito in particolare il giudizio negativo sul progetto Coter con le seguenti argomentazioni.
Gli investimenti per la cogenerazione, a parità di calore prodotto, sono superiori a quelli per la metanizzazione. La cogenerazione appare utile e funzionale nelle aree dove esistono deficit di energia idroelettrica, in quanto la produzione di energia elettrica col metano consentirebbe l'utilizzazione del cascame.
Il teleriscaldamento appare conveniente solo in aree in cui esistano grosse utenze e grandi densità delle stesse. Esso potrebbe essere convenientemente associato a grandi utenze industriali o eventualmente ad impianti di incenerimento, in quanto consente l'uso del cascame energetico. La rete di teleriscaldamento è più complessa a dimensioni maggiori e comporta la posa di grosse tubazioni e di attrezzature particolari. Con il teleriscaldamento è antieconomico fornire zone periferiche, che potrebbero essere utilmente servite con il metano.
Il teleriscaldamento non elimina eventuali pericoli conseguenti all'uso domestico del gas, in quanto detto uso continuerebbe a permanere.
Credo che queste considerazioni debbano essere prese in esame, perché la Digrava ha in corso di applicazione una convenzione, per cui diventa difficile procedere a queste forme, sia pure interessanti, di cogenerazione e teleriscaldamento, senza il suo coinvolgimento.
Nella prima quindicina di luglio cercherò di mettere nuovamente insieme la Digrava, la Regione, il Comune ed eventualmente la Finaosta, alla quale sono stati presentati anche dei progetti, per coinvolgere la Digrava in questo tipo di discorso. Se non ci sono progetti ai quali partecipa anche la società che ha una convenzione con la Regione, diventa difficile fare delle realizzazioni che possono essere antagoniste, nel senso che si potrebbero installare doppie tubazioni o realizzare investimenti che potrebbero risultare in concorrenza tra loro.
Credo che dopo quell'incontro sarà possibile riferire in Commissione e verificare se sarà stato compiuto qualche passo in avanti. A me sembra che siano da esaminare le possibilità della cogenerazione e del teleriscaldamento, ma ritengo altrettanto utile ed indispensabile coinvolgere la società a partecipazione regionale che è già in fase avanzata nella realizzazione del progetto di metanizzazione.
Si dà atto che, dalle ore 12,35, presiede il Presidente Dolchi.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Il problema non è il progetto Coter, che ha solo una funzione di sollecitazione, come è stato detto fin dall'inizio dai suoi proponenti. Il problema è che ci sia un progetto, che può benissimo essere fatto dalla stessa Digrava o dall'Italgas, che è il partner privato della Digrava, purché ci sia un'utilizzazione del metano per realizzare un impianto di teleriscaldamento in Valle d'Aosta, che sicuramente presenta quelle caratteristiche di utenza concentrata che permette un buon utilizzo del teleriscaldamento. Le dimensioni della città e la sua concentrazione permettono un utilizzo su gran parte del territorio comunale di questo impianto, che sarebbe molto vantaggioso economicamente, molto più pulito e sicuramente offrirebbe ai cittadini condizioni di maggiore sicurezza.
Mi auguro quindi che l'incontro fra Digrava, Regione, Comune ed eventualmente Finaosta, preannunciato dall'Assessore per l'inizio del mese di luglio, possa sbloccare la situazione, certamente coinvolgendo fino in fondo la Digrava, che è comunque una società della quale la Regione è azionista in parte significativa ed alla quale, evidentemente, devono essere fornite delle indicazioni da parte dell'esecutivo regionale e di questo Consiglio. Se noi riteniamo politicamente che rispetto al futuro energetico della nostra città, sia importante andare in questa direzione, piuttosto che puntare sull'utenza del metano da parte dei singoli, la Digrava dovrà cercare evidentemente di tener conto di questa volontà politica. E' in questo modo che credo noi dobbiamo esercitare la nostra capacità di gestire il territorio e di usare le possibilità che abbiamo.
Mi auguro quindi che questo incontro possa servire a sbloccare la situazione e mi riservo evidentemente di sentire quello che l'Assessore riferirà in Commissione.
Presidente Colleghi Consiglieri, vi viene ora distribuita una proposta di risoluzione che, su richiesta di alcuni Consiglieri, dovrebbe essere iscritta all'ordine del giorno in via d'urgenza, cosa a cui provvederemo, eventualmente, nel pomeriggio, dopo che ne avrete dato un'occhiata al testo.
Siccome ci sono numerosi punti all'ordine del giorno, mi sembrerebbe saggio che i Capigruppo si riunissero alle ore 15 per esaminare la possibilità di dare una certa priorità o un certo ordine alla discussione dei vari provvedimenti, perché alcuni potrebbero essere rinviati, mentre il rinvio di altri potrebbe forse essere chiesto dagli stessi relatori. Si tratterebbe di trovare un accordo per far procedere nel migliore dei modi i lavori del Consiglio di oggi e di domani.
Pertanto, se non ci sono obiezioni, io convocherei la Conferenza dei Capigruppo per le ore 15, in modo che si dia un'occhiata agli oggetti iscritti dal punto 22 all'ultimo dell'ordine del giorno, per stabilire un certo calendario di priorità.
I Capigruppo sono d'accordo? Bene, allora si ritengano convocati per le ore 15, mentre il Consiglio riprenderà i suoi lavori alle ore 15,30 precise.
La seduta è tolta
