Oggetto del Consiglio n. 2288 del 26 giugno 1991 - Resoconto
OGGETTO N. 2288/IX Situazione dell'Istituto Magistrale Regina Maria Adelai-de di Aosta. (Interpellanza)
Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.
PresidenteDo lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Bich ed iscritta al punto 20 dell'ordine del giorno.
Interpellanza Visti i recenti articoli sul quotidiano La Stampa concernenti la situazione dell'Istituto magistrale "Regina Maria Adelaide" di Aosta;
rilevato il tenore altamente critico e gravemente lesivo per l'intero corpo insegnante e per gli allievi dell'Istituto delle missive pubblicate dal predetto quotidiano;
valutata la gravità della documentazione già a conoscenza dell'autorità scolastica regionale e che qui allego per un'opportuna ulteriore valutazione;
il sottoscritto Consigliere regionale
interpella
il Presidente della Giunta o l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le iniziative adottate dal Sovrintendente agli studi per normalizzare le carenze denunciate;
2) quali sono i motivi che hanno ingenerato un ritardo di circa tre mesi per la disponibilità del Sovrintendente a ricevere alcuni rappresentanti degli insegnanti firmatari delle istanze allegate;
3) quali provvedimenti ha assunto la S.V. per evitare ulteriore polemica all'interno degli organi scolastici che può compromettere l'affidabilità della Scuola in questione;
4) se sono in corso, o in preparazione provvedimenti correttivi a tutela della tradizionale correttezza e professionalità del corpo insegnante dell'Istituto.
Presidente Prima di dare la parola al Consigliere Bich, vorrei ricordare che sarebbe bene dichiarare subito se si intendono fare apprezzamenti di tipo personale, così potremmo procedere in seduta segreta.
Ha chiesto la parola il Consigliere Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind)La ringrazio, signor Presidente, ma proprio per non scantonare nel personale o nel contenzioso, ho cercato di scrivere il mio intervento, che a me sembra ponderato. Certo ci sono delle valutazioni che coinvolgono delle persone, ma questo avviene normalmente e quindi non credo sia necessario ricorrere alla seduta segreta.
Devo dire che ho posto all'attenzione del Consiglio regionale una situazione di disagio, che da un po' di tempo guasta l'indispensabile armonia all'interno di un importante Istituto di istruzione secondaria di Aosta. E' un disagio che si è esternato in polemica sulla carta stampata, offrendo all'opinione pubblica un'immagine complessivamente negativa dell'Istituto Magistrale "Maria Adelaide", negativa perché si riscontra una profonda frattura fra la Preside e pressoché tutto il corpo insegnante di ruolo, almeno quello che copre l'orario completo, negativa per il disorientamento conseguente degli organi di gestione scolastica e negativa per l'affievolimento degli indirizzi educativi.
Tutto ciò traspare da lettere ed articoli pubblicati in queste ultime settimane dal giornale La Stampa e, dato il clamore, mi pongo come portavoce in Consiglio, sia perché conosco direttamente, da risvolti personali, molti aspetti della storia, sia perché il Consiglio regionale ha il dovere di conoscere certe forme patologiche che si manifestano nella scuola valdostana, di cui tutti abbiamo a cuore il buon andamento e l'affermazione.
Mi riesce angusto e stupefacente credere che una scuola importante come l'Istituto "Maria Adelaide", che da sempre conduce una vita tranquilla, non ammantata da aurea mediocritas, ma senza tensioni e confortata da buoni risultati pluridecennali nelle prove degli esami di Stato, indicata ad esempio per la stabilità di gran parte dell'organico degli insegnanti nelle materie più importanti, della continuità di collaudati indirizzi pedagogici, del tradizionale amalgama degli organi di gestione e dei discenti, ebbene, è stupefacente credere che all'improvviso questo aspetto di solidità della scuola diventi "un lassismo maggiore che nel profondo Sud", come spiega la Preside in una sua intervista su La Stampa, e mi sembra ancor più difficile credere che il corpo insegnante, la cui assiduità è data da un tasso di assenteismo persino inferiore alla media ed il cui gradimento per iniziative volontaristiche, come i corsi di recupero, non costituisce un'eccezione, ma è una regola ampiamente e diffusamente praticata, ebbene è difficile credere che improvvisamente tale corpo insegnante diventi - è sempre la Preside a parlare - "una cerchia di privilegiati, feroci in modo incredibile, ammantati da una patina di perbenismo". Anche questo è scritto su La Stampa.
Dinanzi a queste accuse lanciate sull'unico quotidiano che esce in Valle d'Aosta e che pesano come pietre, mi domando perché non sia stata presa fino ad oggi, da chi di dovere, alcuna valida iniziativa per fermare la valanga che ormai sta devastando un angolo tranquillo ed armonico dell'arcipelago scolastico. Vorrei sapere perché la Preside, se veramente crede alle sue parole, non ha fatto seguire i fatti, distribuendo le contestazioni d'addebito di rito e le conseguenti azioni disciplinari, come previsto dalle norme, contro questi insegnanti da lei stessa definiti "riottosi, lassisti e privilegiati" e perché chi di dovere, anziché porsi come convitato di pietra al di sopra delle parti, anzi spesso talmente al di sopra delle parti da risultare assente, non ha voluto far valere il diritto e l'imparzialità e non ha compiuto gli atti di vigilanza e di controllo.
C'è quindi da chiedersi chi è questa preside Robin Hood, che, come dice lei stessa, proviene dal profondo Sud e viene qui a mettere le cose a posto, a ristabilire i diritti ed i doveri violati, quali sono le sue referenze. Chi di dovere, poteva facilmente ottenerle telefonando al numero 0163-51373 del Liceo-Ginnasio Gadda a Varallo Sesia o al numero 06-6095638 del Liceo Scientifico di Casalpalocco a Roma - come se Roma fosse il "profondo Sud" -, così senza fatica alcuna avrebbe potuto sapere che anche in quei benemeriti Istituti si erano prodotte le medesime situazioni del "Maria Adelaide", le stesse esperienze traumatizzanti, le stesse sanguinanti e devastanti accuse agli impiegati sottoposti, tutto, proprio tutto, come una serie di fotocopie di suggestioni e di comportamenti esattamente identici a quelli che abbiamo vissuto in questi giorni sul giornale La Stampa.
E poi, dalle informazioni assunte, sembrerebbe addirittura che la Preside sia stata trasferita da Varallo Sesia per incompatibilità ambientale - che non è un insulto, beninteso - a seguito della richiesta fatta dall'ispettore scolastico inviato dal Provveditorato di Novara. Questa parrebbe essere ed è la situazione. Ecco dunque...
Presidente Chiedo scusa, Consigliere Bich, ma lei sta facendo una serie di apprezzamenti che sono perlomeno discutibili.
Bich (Ind)No, questi sono dati di fatto, egregio collega. Lei li ha compulsati? Ha avuto modo di sperimentarli e di valutarli? Non sono mica un bambino che viene qui a dire delle cose che non hanno alcun radicamento!
La mia interpellanza ha dunque il compito-dovere di acclarare quale sia la volontà e l'indirizzo che l'autorità scolastica superiore intende assumere. Questo è il senso dell'interpellanza.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Rusci; ne ha facoltà.
Rusci (PRI) Se l'interpellante, per stare entro quelli che lui ha definito "i binari di valutazione", ha letto l'illustrazione della sua interpellanza, credo che permetterà che l'Assessore alla Pubblica Istruzione dia una risposta che è frutto di una memoria preparatagli dalla Sovraintendenza, cui poi aggiungerà alcune considerazioni personali.
Per una corretta valutazione della situazione di disagio determinatasi all'interno dell'Istituto Magistrale di Aosta, converrà anzitutto considerare che la Presidenza di detto Istituto è stata retta, per incarico, ininterrottamente dall'anno scolastico 1986-87 all'anno 1990-90. In tale periodo si sono succeduti alla direzione dell'Istituto tre insegnanti.
La mancanza prolungata di un Preside titolare e la successione di tre diversi incaricati nell'arco di quattro anni, hanno determinato quantomeno una certa discontinuità nei criteri e nei ritmi di conduzione dell'Istituto, cui è pensabile che abbiano cercato di sopperire con interventi diretti, sul piano del funzionamento amministrativo, la persona preposta ai servizi di segreteria e, sul piano del funzionamento didattico, il gruppo o un gruppo di insegnanti da più tempo in servizio nella scuola.
In secondo luogo, provenendo da altra Regione, la nuova Preside titolare si presentava come un'estranea all'ambiente e priva probabilmente di conoscenze concrete della realtà locale, il che può aver determinato all'interno dell'Istituto, se non prevenzione o diffidenza nei suoi confronti, quasi certamente uno stato di comprensibile all'erta.
Queste premesse avrebbero dovuto consigliare al corpo docente - ed hanno consigliato all'Ufficio scolastico - di affrontare la nuova situazione con la massima prudenza e senza precipitazione, tanto più che, oltre alle ultime attestazioni apparse di recente sul quotidiano La Stampa, non è stata avvertita una condizione di forte agitazione degli allievi e delle loro famiglie.
Si aggiunga che eventuali accertamenti sulla conduzione didattica dell'Istituto rientrano nelle specifiche competenze del personale ispettivo e, siccome i quadri organici regionali non contemplano posti di tale qualifica a livello di istruzione secondaria di secondo grado, il Sovraintendente agli Studi, verificandosene l'esigenza, deve ricorrere ad ispettori di altre Regioni, per cui una certa cautela è pressoché d'obbligo prima di attivare tali procedure, soprattutto durante il periodo scolastico.
La richiesta di audizione, cui l'interpellanza fa riferimento, formalizzata a fine febbraio, è stata evasa nel corso del mese seguente in tempi compatibili con gli impegni d'ufficio ed era stata preceduta da altri incontri - richiesti a titolo personale - con un docente della scuola, con rappresentanti del Consiglio d'Istituto e con il capo dei servizi di segreteria.
La situazione è sotto esame e si pensa di pervenire a precise conclusioni entro le prossime settimane, nel rispetto delle competenze attribuite ai singoli organi dalla normativa vigente.
Da parte mia, e in concreto, ho sicuramente avuto modo di sentire lagnanze e rimostranze, ricevendo svariate volte il gruppo di insegnanti di ruolo a cui ha fatto riferimento l'interpellante ed il presidente del Consiglio d'Istituto. In una serie di altri contatti ho avuto modo di farmi un quadro della situazione. Ça va sans dire che la persona che ho più sovente visto in questi mesi è stata la Preside, alla quale mi sono permesso di dare alcuni segnali e consigli relativi proprio a questa materia di novità di inserimento, da parte di un personaggio proveniente dall'esterno, peraltro vincitore di concorso, che doveva fare il conto con la realtà nella quale si trovava.
Devo dire che parlando ho incontrato qua e là delle difficoltà, dovute forse ad incapacità mia a spiegarmi ed a dare consigli, molta prevenzione, forse, e scarso desiderio di compensare una vicenda. Il mio invito è stato costantemente questo: il punto di riferimento della scuola, il referente più importante, per quello che ci riguarda, sono gli allievi, che intanto sono la parte più debole, che lì si preparano e si educano al resto della loro esistenza sociale e lavorativa. Quindi la mia preoccupazione di Assessore alla Pubblica Istruzione sono stati gli allievi, per creare attorno a loro un clima di possibilità scolastica degna di questo nome.
Un'altra preoccupazione è stata quella che il buon nome della scuola, acquisito in anni ed anni di attività, non rischiasse di essere ottenebrato da comportamenti che talvolta ho avuto anche modo di ritenere che fossero frutto di atteggiamento prevenuto.
Non so se sono riuscito in questo intento. Mi risulta che da parte degli insegnanti siano sottolineate alla Preside manchevolezze, dubbie interpretazioni comportamentali circa la gestione amministrativa della scuola, ma credo che il Sovraintendente stia attivando le procedure per intervenire in un periodo opportuno, quello delle vacanze scolastiche, che non va ad aggiungere altre situazioni di squilibrio all'interno dell'anno scolastico, per verificare tutte queste cose.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Bich; ne ha facoltà.
Bich (Ind) Egregio Assessore, da moltissimo tempo noi ci siamo sempre trovati sulla stessa lunghezza d'onda e lei è stato come una rice-trasmittente che ha sempre emesso e ricevuto segnali forti e chiari. Mi consenta però di dirle che in questo caso, forse una distorsione d'onda non le ha fatto percepire alcuni aspetti della mia interpellanza, oppure, proprio perché ci siamo voluti attestare su alcuni fogli scritti, abbiamo finito per sviare un po' le domande.
Nel mio intervento ho chiesto di sapere se l'autorità scolastica aveva assunto informazioni precise. Con questo non intendo dire che il personale direttivo proveniente da altre Regioni debba essere sottoposto a forme di indagine, ma ritengo che, quando nascono incresciosi contrasti di questo genere, occorrerebbe assumere una certa conoscenza dei luoghi e delle circostanze.
Secondo punto. Qual è la via o la scelta dell'Amministrazione? Tale via non può essere quella di un'assoluta e generica mediazione al di sopra delle parti e delle posizioni, anche perché sembra in qualche modo assurdo e non utile, buttare alle ortiche il patrimonio di esperienza di ventidue insegnanti, se non vado errato, su trentasei (gli ultimi quattordici insegnanti sono nominati dal Preside e quindi non rientrano in questo tipo di dialettica) con una dichiarazione in cui si dice: "Ma questi si sono comportati in modo un po' avventato". Credo che in qualche modo vada recuperata una certa tonalità con chi ha già svolto queste esperienze, in modo che non si perda il look che l'Istituto Magistrale di Aosta ha acquisito e consolidato in modo benemerito nei decenni passati.
Dichiaro quindi la mia parziale soddisfazione, sperando che possa divenire completa allorché conosceremo in modo fermo e complessivo le iniziative ed i provvedimenti dell'Amministrazione.
