Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2287 del 26 giugno 1991 - Resoconto

OGGETTO N. 2287/IX Situazione azionaria della RAV SpA e spese di realizzazione del tronco autostradale Sarre-Traforo del Monte Bianco. (Interpellanza)

Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.

Si dà atto che, dalle ore 11,51, presiede il Vicepresidente Stévenin.

Presidente Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 19 dell'ordine del giorno.

Interpellanza Appreso dagli organi di stampa che l'Assemblea degli azionisti della RAV SpA avrebbe deliberato, il 4 giugno 1991, l'aumento del capitale sociale da 310 a 665 miliardi;

ricordato che la RAV SpA era stata costituita per coprire il 35 per cento delle spese di realizzazione del tronco autostradale Sarre-Traforo del Monte Bianco (il cui costo era previsto in 900 miliardi di lire) mentre il 65 per cento avrebbe dovuto essere a carico dello Stato tramite l'Anas;

ricordato altresì che la legge regionale 28 dicembre 1984, n. 72 aveva autorizzato l'adesione della Regione agli aumenti di capitale della RAV SpA solo fino ad un massimo di 310 miliardi (di cui 199 a carico della Regione e 111 a carico dell'Italstat);

sorpreso per la notizia di un raddoppio del capitale sociale della RAV SpA, cosa che indurrebbe a pensare ad un raddoppio dei costi di costruzione dell'Autostrada;

sorpreso anche dal fatto che nessun atto del Consiglio regionale ha autorizzato tale aumento di capitale che pure coinvolge anche la Regione Valle d'Aosta;

il sottoscritto Consigliere regionale del Gruppo Verde Alternativo

interpella

il Presidente della Giunta regionale per sapere:

1) qual è l'attuale composizione azionaria della RAV SpA, qual è il capitale sociale, qual è il capitale realmente versato, da chi e in quali proporzioni;

2) se è vero che l'Assemblea degli azionisti della RAV SpA ha deciso un aumento del capitale sociale; per quale motivo; in quale misura; con quali quote;

3) quali indicazioni sono state date dalla Giunta ai rappresentanti della Regione nell'Assemblea degli azionisti e come si sono comportati tali rappresentanti; quali indicazioni ulteriori intende dare la Giunta ai rappresentanti regionali nella RAV SpA;

4) quali sono i costi attualmente previsti per la costruzione di ognuno dei due tronchi autostradali (Sarre-Morgex e Morgex-Traforo); quali somme sono già state liquidate; quali somme ha finora effettivamente versato l'Anas.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) La società per azioni RAV (Raccordo Autostradale Valle d'Aosta) era stata creata nel 1984 per far fronte al trentacinque per cento dei costi di realizzazione dell'autostrada del Monte Bianco. Questa quota a carico di amministrazioni locali e di società concessionarie di trafori o di autostrade era prevista come condizione fondamentale, dalla legge n. 531 del 1982, per autorizzare appunto la realizzazione di nuove autostrade, dopo il divieto che era stato in vigore dalla metà degli anni '60 fino all'inizio degli anni '80. Quindi, con questa finalità e con questa motivazione venne costituita la Società RAV, con una partecipazione azionaria della Regione Valle d'Aosta e dell'Italstat, che doveva appunto coprire questo 35 per cento dei costi.

Il capitale sociale della RAV venne definito in 310 o 315 miliardi, secondo i documenti, perché ciò non è ben chiaro, e la Regione Valle d'Aosta, con l'approvazione di una convenzione Regione-Italstat e con l'approvazione di una legge, decise di partecipare a questa società con una sua quota estremamente importante (199 miliardi, in pratica 200 miliardi) e l'Italstat si impegnò a mettere 111 miliardi per costituire una società che avesse un capitale di 310 o 315 miliardi, che grossomodo rappresentavano il 35 per cento del costo dell'autostrada, calcolato in 900 miliardi.

All'inizio del mese di giugno abbiamo appreso dagli organi di stampa che la RAV SpA avrebbe deciso - non so in che forma e con quale pregnanza - un aumento del capitale sociale da 310 a 665 miliardi, cioè il capitale sociale della RAV sarebbe stato più che raddoppiato. Evidentemente questo raddoppio del capitale sociale ricadrebbe in parte significativa sulla Regione Valle d'Aosta, che ha il 42 per cento delle azioni ordinarie della RAV e che ha una quota importante di azioni privilegiate.

Intanto ci sembra sorprendente il fatto che siano state prese decisioni, intavolate trattative o assunti orientamenti che impegnano finanziariamente in modo molto forte l'Amministrazione regionale, senza che da parte di questo Consiglio sia mai stata presa alcuna decisione di partecipare ad un aumento di questo capitale sociale e tra l'altro ad un aumento così forte. Il primo motivo dell'interpellanza è quindi sapere se esiste questa decisione di aumentare il capitale sociale della RAV e chi, per conto della Regione, ha sostenuto che questa tesi è accettabile da parte della nostra Amministrazione.

C'è però anche un altro aspetto che è notevolmente importante. Come dicevo all'inizio, la RAV era stata costituita per coprire il 35 per cento dei costi e quando, nel 1984, si discusse la legge regionale di finanziamento, ci fu anzi una particolare puntualizzazione da parte del Consiglio, perché venisse tolta dalla legge la dizione "almeno il 35 per cento" e venisse invece scritto espressamente "una partecipazione pari al 35 per cento". Ci fu un impegno da parte di tutto il Consiglio, e quindi anche di quelli che sostenevano il progetto autostradale, che comunque quella cifra del 35 per cento non avrebbe dovuto essere superata, perché il resto della quota avrebbe dovuta essere, come era previsto negli accordi, a carico dello Stato tramite l'Anas.

Adesso, se si parla di 665 miliardi di capitale sociale della RAV, significa che i costi dell'autostrada sono triplicati, cioè sono oltre i 2000 miliardi, oppure, se non è così, significa che noi, come RAV, cioè come società partecipata dalla Regione, non andiamo più a coprire il 35 per cento dei costi, ma oltre il 50 per cento dei costi e quindi qui si pone un problema di rapporti, di convenzioni, di accordi, di intese e di volontà del Consiglio che erano state espresse.

Ora, al di là del fatto di essere favorevoli o meno alla scelta autostradale - noi ribadiamo, comunque la nostra posizione contraria -, qui c'è un problema di impegni, di accordi e di equilibri finanziari, che mi sembrano essere completamente stravolti. Da qui discende quindi la necessità di questa interrogazione, volta a capire come stanno realmente le cose, ma ci riserviamo evidentemente la facoltà di ritornare in modo puntuale sulla questione.

Noi chiediamo di sapere qual è esattamente l'attuale composizione azionaria della RAV. Tanto per intenderci: chi sono i soci della RAV, sono la Regione e l'Italstat o sono la Regione e la Società per il Traforo del Monte Bianco, la Vali...? Quali sono realmente in questo momento gli azionisti della RAV ed a quali nomi rispondono?

Chiediamo inoltre di sapere qual è il capitale sociale della RAV e soprattutto qual è il capitale sociale veramente versato e se tutti i partner hanno versato interamente le loro quote.

Vogliamo poi sapere se l'Assemblea degli azionisti della RAV ha deciso o ha assunto comunque un orientamento favorevole all'aumento di capitale, in quale misura, per quale motivo e con quali quote rispetto ai vari partner della RAV.

Ci interessa anche sapere quali indicazioni sono state date dalla Giunta ai rappresentanti della Regione nella RAV, della quale tra l'altro la Regione esprime anche il Presidente, circa il comportamento che gli stessi avrebbero dovuto tenere in occasione dell'assemblea degli azionisti che si è svolta il 4 giugno.

Chiediamo infine di conoscere quali sono le attuali previsioni dei costi dei due tronchi autostradali, quali somme allo stato attuale, cioè al giorno d'oggi, sono state realmente spese e liquidate per i tronchi in costruzione e quali somme sono state finora effettivamente versate dall'Anas in quest'opera.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Bondaz; ne ha facoltà.

Bondaz (DC) Prima di rispondere alle richieste del Consigliere Riccarand, chiedo sommessamente al Presidente del Consiglio di evitare l'ammissione di interpellanze di questo genere, perché non credo che possa più trattarsi di interpellanze, visto che, come in questo caso, si chiede di rispondere a decine di domande raccolte in quattro punti. Non credo che ciò sia coerente con quanto disposto dal Regolamento. Se il Consigliere intende porre due domande, può presentare una interrogazione sottoscritta alla quale viene data puntuale risposta.

Tengo inoltre a precisare che non si può presentare un'interpellanza per conoscere gli orientamenti della Giunta, che sono una questione più politica che non amministrativa.

Ciò detto, cercherò di rispondere punto per punto alle domande dell'interpellanza in oggetto.

Primo punto. Il capitale sociale della RAV, interamente versato, è attualmente di 315 miliardi ed è suddiviso tra gli azionisti nel modo che segue:

- Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco SpA: azioni ordinarie n. 11.600.000, pari a lire 116.000.000.000, che corrispondono al 58 per cento del capitale sociale;

- Regione Autonoma della Valle d'Aosta: azioni ordinarie n. 8.400.000, pari a lire 84.000.000.000, che corrispondono al 42 per cento del capitale sociale ordinario; azioni privilegiate n. 11.500.000, pari a lire 115.000.000.000, riservate interamente alla Regione in base all'articolo 5 della Convenzione dalla stessa stipulata con l'Italstat in data 30 gennaio 1985 ed in base all'articolo 7 dello Statuto sociale.

Tale ammontare del capitale corrisponde al 35 per cento del costo originario dell'opera, valutato, con stima risalente al 1985, in lire 900.000.000.000. Ciò in conformità a quanto previsto dall'articolo 5 della legge 12 agosto 1982 n. 531, che autorizza l'Anas all'adeguamento di importanti arterie di adduzione ai trafori e di servizi a grandi aree metropolitane, per la cui realizzazione sia possibile un concorso finanziario significativo, non inferiore al 35 per cento della previsione della spesa da parte di enti territoriali ed economici, nonché di società concessionarie di trafori ed autostrade.

Secondo punto. L'assemblea ordinaria della RAV, in data 4 giugno 1991, ha deliberato all'unanimità un aumento del capitale sociale in azioni ordinarie da lire 315.000.000.000 a lire 665.000.000.000 e quindi per complessive lire 350.000.000.000. L'aumento verrà sottoscritto dagli azionisti nel rispetto della precitata convenzione, stipulata tra le parti il 30 gennaio 1985, in proporzione alle quote da ciascuno possedute:

- Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco SpA: lire 203.000.000.000, pari al 58 per cento del capitale ordinario;

- Regione Autonoma della Valle d'Aosta: lire 147.000.000.000, pari al 42 per cento del capitale suddetto.

Tale nuovo apporto di capitale, unitamente al contributo di lire 300.000.000.000 stanziato dall'Anas nello stralcio del piano triennale 1991-92 del piano decennale per la grande viabilità, consentirà presumibilmente alla società di coprire l'intero fabbisogno finanziario necessario per il completamento dell'autostrada Aosta-Monte Bianco, il cui costo aggiornato è valutabile in circa lire 1.270.000.000.000.

La RAV dispone infatti attualmente di un capitale sociale di lire 315.000.000.000, di un primo contributo statale di lire 215.000.000.000 stanziato con lo stralcio triennale Anas 1985-87 e già erogato, e di riserve straordinarie già accantonate e previste per il 1993 pari a lire 105.000.000.000 miliardi.

Con tale aumento di capitale, gli azionisti della società, fermo restando che l'intervento finanziario a carico dello Stato rimane fissato nel 65 per cento del costo dell'opera, in conformità a quanto disposto dalla convenzione Anas-RAV del 13 novembre 1987, con riferimento al già citato articolo 5 della legge n. 531 del 1982, oltre ad assicurare l'intera loro quota del 35 per cento del costo aggiornato dell'autostrada, hanno inteso anticipare quella parte di contributo statale al momento non erogabile a causa delle limitazioni gravanti sulla spesa pubblica.

Anche quando si parti per la costruzione del primo tronco, il contributo dell'Anas (lire 200.000.000.000) fu inferiore alla quota del 65 per cento del costo posto a carico della convenzione vigente. Anche allora gli azionisti si assunsero l'onere di anticipare una parte delle somme dovute dallo Stato.

Terzo punto. I rappresentanti della Regione hanno partecipato all'Assemblea degli azionisti svoltasi in data 4 giugno 1991 per formalizzare l'aumento del capitale sociale ed hanno approvato tale proposta in relazione all'avvenuta approvazione da parte della Giunta regionale del disegno di legge regionale relativo alla sottoscrizione del capitale azionario della RAV. Tale disegno di legge era stato approvato dalla Giunta regionale con atto n. 4909 in data 24 maggio 1991 e trasmesso al Consiglio regionale in data 12 giugno 1991, ove è stato ricevuto con il numero 302.

Quarto punto. Il costo previsto per la realizzazione del tronco funzionale Sarre-Morgex è di circa lire 770.000.000.000; quello per la costruzione del tronco Morgex-Traforo del Monte Bianco è di circa lire 500.000.000.

Relativamente a questo punto, concernente il costo dell'opera, si osserva quanto segue.

Il progetto originario dell'intera autostrada prevedeva, come precedentemente citato, un costo di lire 900.000.000.000. Tale costo non comprendeva le perizie di variante decise sulla base delle indicazioni dello studio di impatto ambientale. Pertanto, il progetto esecutivo del tronco Sarre-Morgex, approvato dall'Anas con decreto del Ministro dei Lavori Pubblici n. 558 del 2 marzo 1988, fissava il costo del tronco suddetto in lire 579.000.000.000.

A seguito delle perizie di varianti tecniche, dovute alle gravi difficoltà incontrate nell'esecuzione delle opere, quali il verificarsi di rilevanti imprevisti geologici, che vanno dalla presenza di ammassi detritici in luogo di terreni morenici, alla necessità di eseguire lavorazioni in sotterraneo con forti venute d'acqua ed inoltre la forzata rinuncia, anche a causa della natura dei terreni incontrati, all'impiego di esplosivi, allo scopo di salvaguardare legittimamente le infrastrutture interferenti con gli scavi, ed il conseguente utilizzo di ben più onerose tecniche e strumentazioni d'avanguardia, oltre ad una serie di interventi e di misure dettati dalle reali condizioni incontrate nei lavori di costruzione, il primo tronco funzionale ha registrato, per lavori a base d'asta, opere complementari, espropri..., un incremento dei costi pari al 33 per cento.

Non si tratta quindi dell'asserito raddoppio dei costi, ma di oneri aggiuntivi che possono essere ritenuti del tutto fisiologici, tenuto conto della complessità e dell'incidenza in termini economici delle problematiche connesse alla costruzione dell'opera.

Già altre volte si è risposto alle affermazioni relative ad un presunto eccessivo aumento dei costi e sono state portate ad esempio opere paragonabili all'autostrada Aosta-Monte Bianco per la rilevanza tecnica e per le difficoltà incontrate nella loro esecuzione. Il confronto è risultato sempre favorevole all'iniziativa che si sta realizzando in Valle d'Aosta.

Si aggiunge infine che il progetto esecutivo del secondo tronco da Morgex al Traforo del Monte Bianco, approvato con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici in data 30 maggio 1991, è stato verificato ed aggiornato sulla base delle esperienze acquisite nell'esecuzione del primo tronco, sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto quello dei costi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Mi dichiaro non soddisfatto delle risposte del Presidente della Giunta.

Intanto contesto il fatto che egli si lamenti per le richieste di informazioni presentate anche tramite le interpellanze. E' chiaro che lo strumento dell'interpellanza serve per chiedere l'orientamento, ma nello stesso tempo anche per chiedere delle informazioni rispetto a dati che i Consiglieri possono avere solo con estrema difficoltà.

Il nodo di fondo è comunque rappresentato dal fatto che con questo aumento di capitale, che gli azionisti della RAV avrebbero deciso con l'avallo della Giunta regionale, si va a creare una situazione per cui la RAV si prepara a coprire oltre il 50 per cento del costo dell'opera, che inizialmente era stato previsto in lire 900 miliardi, che adesso viene calcolato in lire 1.270 miliardi, ma fra qualche anno si constaterà che supererà abbondantemente i 1.500 miliardi e si avvicinerà tranquillamente ai 2.000 miliardi.

La Regione, mettendosi in quest'ottica, si prepara a coprire gran parte di quest'opera attraverso una serie successiva di provvedimenti che saranno estremamente onerosi.

Vorrei far presente al Presidente della Giunta, che ben diversa era la partecipazione azionaria iniziale, quando 315 miliardi di lire corrispondevano al 35 per cento del costo previsto, rispetto all'aumento di capitale che adesso si andrebbe a deliberare, che, essendo di 665 miliardi non rappresenta sicuramente il 35 per cento neppure dei costi attualmente previsti, ma rappresenta oltre il 50 per cento dei 1.270 miliardi del costo attuale.

Era ampiamente previsto e prevedibile che da parte dello Stato o dell'Anas non ci siano finanziamenti e che quindi ci debba essere un intervento sostitutivo, tant'è che noi l'avevamo segnalato fin dall'inizio.

Non solo, ma vorrei anche sottolineare che i 300 miliardi dell'Anas, che il Presidente della Giunta ha dichiarato essere presenti nel piano triennale 1991-93 per l'autostrada del Monte Bianco, sono in realtà finanziamenti soltanto sulla carta, perché nel piano triennale sono previste opere a carico del Ministero dei Lavori Pubblici e dell'Anas per lire 24.000 miliardi in tutta l'Italia, fra cui anche i 300 miliardi per la Valle d'Aosta, ma solo 8.000 di quei 24.000 miliardi hanno la copertura finanziaria. Quindi questi...

Bondaz (fuori microfono) - C'è il decreto del Ministro...

Riccarand (VA) No, il decreto del Ministro non vuol dire proprio niente, perché... Tra l'altro io chiederei al Presidente della Giunta di farmi avere copia di questo decreto del 30 maggio 1991, che viene sempre citato, ma, nonostante l'abbia chiesto anche agli uffici della Presidenza della Giunta, non lo si riesce ad avere in mano.

Mi sembra quindi che la situazione non possa essere affrontata nel modo superficiale, approssimativo e scarsamente attento posto in atto dalla Giunta regionale. Qui si tratta di un impegno finanziario che sta diventando sempre più grave ed oneroso, per un'opera che noi riteniamo sbagliata e che altri possono ritenere giusta, ma rispetto alla quale c'erano comunque impegni di rapporti finanziari ben diversi.

Pertanto, non sono assolutamente soddisfatto della risposta del Presidente della Giunta e mi riservo di tornare su questo argomento quando si discuterà il disegno di legge che è stato preannunciato dal Presidente della Giunta e che comporterebbe una spesa di 147 miliardi a carico del bilancio regionale, per far fronte a questo buco finanziario, che sta diventando sempre più grosso.