Trascrizione informale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 173 del 28 giugno 1974 - Resoconto

OGGETTO N. 173/74 - Disegno di legge regionale concernente: "Provvidenze per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare e per l'acquisto o costruzione di fabbricati destinati a servizi di interesse pubblico".

Chanu (Presidente) - Per illustrare il disegno di legge riguardante "Provvidenze per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare e per l'acquisto o costruzione di fabbricati destinati a servizi di interesse pubblico", la parola all'Assessore Albaney.

Albaney (DP) - Mi pare ci sia poco da aggiungere, in quanto già nell'allegato F del bilancio di previsione per l'anno 1974, al punto terzo, erano stati indicati interventi nel settore dell'edilizia urbana e rurale. L'ammontare dell'importo di questo capitolo è di 800 milioni. Già lo scorso anno, precisamente in data 25/4/73, lo stesso disegno di legge era stato approvato da questo Consiglio. Si tratta di un secondo esperimento inteso a favorire la costruzione, da parte dell'Ente Regione, di case popolari. Logicamente penso che il Consiglio debba venire informato sulle modalità ed i fini per cui sono stati spesi questi soldi, dirò, perciò, che l'anno scorso vi è stato un primo appalto per la costruzione di 24 alloggi in comune di Aosta, vi è stato poi un secondo appalto per la costruzione di un fabbricato in via Chavanne, comprendente altri 24 alloggi per una spesa di lire 380.700.000. Inoltre sono state comperate nella zona di Aosta, Verrès, Châtillon, Champdepraz, aree per complessive lire 128.364.000; attualmente a disposizione, per un'eventuale revisione prezzi, abbiamo un fondo di riserva di lire 13.436.000. Per il momento non ho altro da aggiungere.

Chanu (Presidente) - Apro la discussione sulla relazione dell'Assessore alle Finanze Albaney e sul testo del disegno di legge, oggetto n. 10 dell'o.d.g..

Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni, ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - Vorrei chiedere un'informazione all'Assessore Albaney: gli 800 milioni stanziati l'anno scorso, se non vado errato, e pregherei di correggermi se sbagliassi, sono stati spesi per la città di Aosta, mi interesserebbe sapere in quali Comuni verranno spesi i soldi di quest'anno, se si è tenuto cioè conto che in Valle non vi è solamente la città di Aosta, ma anche 73 altri comuni.

Chanu (Presidente) - Per rispondere al Consigliere Manganoni ha chiesto la parola l'Assessore Albaney. Ne ha facoltà.

Albaney (DP) - Vorrei ripetere, "ripetita iuvant", quanto dissi inizialmente. Per la costruzione di 24 alloggi in comune di Aosta, via Lys, sono stati spesi 227 milioni e mezzo, per un altro appalto di 24 alloggi, in via Chavanne, sempre in Aosta, sono state spese lire 380.700.00. Si sono inoltre acquistate aree in Aosta, Châtillon, Verrès, Champdepraz, per una spesa di lire 128.000.000. Abbiamo poi un fondo di riserva di circa 13 milioni.

La legge che è stata predisposta prevede che la Giunta venga delegata a trattare tutti gli altri adempimenti con l'Istituto case popolari. Per il momento non è ancora stato deciso nulla.

Per quanto mi risulta, so che il comune di Issogne sta trattando per utilizzare i fondi previsti da questo disegno di legge per un importo di 80-100 milioni.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Vorrei sapere per quale uso e per quali scopi sono state acquistate le aree nelle località menzionate poc'anzi dall'Assessore. Sono forse state comperate per la costruzione di case popolari, oppure per altre ragioni di interesse pubblico? Mi sembra infatti che la dizione "per necessità pubbliche", con cui sono state definite le motivazioni che hanno spinto all'acquisto di tali aree sia un po' troppo vaga.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Albaney. Ne ha facoltà.

Albaney (DP) - Risponderò subito al Consigliere Fosson in questi termini; le aree che sono state comperate con una spesa di 128 milioni serviranno esclusivamente alla costruzione di alloggi popolari. Infatti solo quest'anno il disegno di legge all'articolo n. 1, al punto B, prevede la costruzione di fabbricati da destinare a servizi di interesse pubblico, mentre nel testo di legge dello scorso anno tutto questo non vi era indicato.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Borbey. Ne ha facoltà.

Borbey (DC) - Vorrei riproporre alcune considerazioni che già avevamo presentato in sede di discussione del bilancio. Un Assessorato ebbe in dotazione da parte del Consiglio una somma pari a 800 milioni, mi riferisco all'Assessorato all'Industria e Commercio, discutemmo allora per un'ora e mezza sui vari articoli in cui era stata divisa tale somma. Ora la Giunta ci presenta un disegno di legge con un importo anch'esso di 800 milioni, senza informare il Consiglio sulle modalità secondo le quali questo stanziamento verrà speso. Tuttavia è chiaro che questi milioni quest'anno, se non vi sono precisi progetti per la costruzione di case popolari, non verranno spesi

Sono stati acquistati dei terreni a Verrès, Champdepraz, Châtillon, la Giunta potrà almeno informarci se nei Comuni citati quest'anno verranno iniziate delle costruzioni di case popolari, se infatti i progetti sono pronti, penso che la Giunta abbia già un programma preordinato. Inoltre vorrei chiedere in quale modo verrà divisa la somma di 800 milioni, quanta parte di essa verrà impiegata nell'acquisto di aree per la costruzione di alloggi di tipo economico e popolare, e quanta invece sarà impiegata nell'acquisto o nella costruzione di opere di interesse pubblico.

Mi sembra infatti che il Consiglio, in linea di massima, dovrebbe essere messo al corrente di questi progetti, si tratta di spendere la cifra non indifferente di 800 milioni.

Lo Stato ha messo a disposizione della Regione vari fondi per la costruzione di case popolari, vorrei chiedere alla Giunta a quale punto sono giunte quelle pratiche, infatti già in sede di discussione del bilancio avevamo posto questa domanda, alla quale, mi sembra, rispose il Presidente della Giunta affermando appunto che determinati fondi giacevano inutilizzati ed erano iniziate le pratiche per poterli nuovamente utilizzare.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione. Ne ha facoltà.

Andrione (UV) - In pochi casi come in questo si sente la necessità di una programmazione: a nostro avviso il difetto maggiore del disegno di legge, che stiamo esaminando, sta proprio nell'essere simile ad un colpo di pennello dato in un quadro molto scuro, senza che siano state fatte le analisi necessarie e che l'Amministrazione Regionale abbia provveduto ad eseguire scelte fondamentali in questa materia. In Valle d'Aosta vengono costruiti a ritmo accelerato residenze secondarie o addirittura terziarie, dai prezzi favolosi, che non vengono occupate per circa 10 mesi o 11 all'anno, mentre in realtà la condizione delle abitazioni in Valle molto sovente, specie nelle campagne, è insoddisfacente. Vi è un enorme numero di case che non possono essere restaurate per le ragioni che tutti noi conosciamo, soprattutto a causa della legislazione vigente. Ora si interviene in questo settore così delicato, dove effettivamente la programmazione socio-economica sarebbe molto significativa dopo i clamorosi fallimenti dello Stato in questa materia, le centinaia di miliardi che giacciono inutilizzati, probabilmente anche noi porteremo il nostro piccolo contributo per creare ancora più confusione e disordine. Le case popolari in Italia rappresentano un problema incomprensibile, vi sono alloggi affittati a 3800 lire al mese, altri a 6.000 a 9.000 sino ad oltre le 25.000 lire; vi sono alloggi dati a riscatto, la Regione stessa, a torto, ha adottato questo tipo di contratto, per alcuni alloggi di sua proprietà, tradendo così gli scopi per i quali erano state costruite quelle case.

Si continua a legiferare senza sapere esattamente quali obiettivi si vogliono raggiungere, e quali siano i compiti della Regione in materia. Se veramente, vogliamo fare una politica regionale, definiamo allora quali sono i nostri obiettivi; il mio gruppo non crede che la Regione debba scimmiottare o sostituirsi allo Stato, quando esso svolge una politica fallimentare, non crediamo sia compito nostro fare una politica della casa, soprattutto con mezzi assolutamente inadeguati, mentre pensiamo che indirettamente la Regione possa svolgere un ruolo importante legiferando in materia urbanistica e recuperando il patrimonio esistente. Il sistema ora seguito provoca un pesante passivo per le finanze della Regione e scarsi risultati: pochissimi alloggi vengono costruiti in pochi Comuni. Concludendo, se è vero che esiste, siamo i primi a riconoscerlo, un problema della casa anche in Valle d'Aosta, siamo convinti che non possa essere risolto con provvedimenti di questo genere con l'intervento diretto della Regione, seguendo le orme dello Stato. Siamo convinti che tutto il problema debba essere ripreso e discusso in sede di discussione del Piano Regolatore regionale e di programmazione socio-economica, al fine di conoscere gli obiettivi che la Regione si pone in questa materia.

Continuando ad adottare i provvedimenti oggi all'o.d.g. otterremo solamente di costruire alcuni alloggi, ma certamente non risolveremo nulla, anzi, ancora una volta, spenderemo molti milioni che avrebbero potuto essere meglio investiti.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Monami. Ne ha facoltà.

Monami (PCI) - Mi stupiscono molto le preoccupazioni che vengono costantemente manifestate da vari Consiglieri sul pericolo continuo che ci sovrasta di creare inutili strutture, cosiddette "carrozzoni". Ora ci troviamo a discutere un disegno di legge con il quale l'Amministrazione Regionale non crea certamente nessun "carrozzone", né intende sostituirsi agli impresari, non costruisce case, non le assegna, non le gestisce, ma neppure questo disegno di legge viene approvato. Se pensiamo di gestire i trasporti pubblici, o altre iniziative di questo genere, veniamo accusati di istituire degli Enti inutili, ora proponiamo un provvedimento secondo il quale saranno stipulate apposite convenzioni con l'Istituto case popolari, creato apposta stipulate apposite convenzioni con l'Istituto case popolari, creato apposta per assolvere a questi compiti, demandiamo a questo organismo la costruzione, la gestione di queste case, l'assegnazione di queste ultime, secondo i criteri previsti dalla legge. Tutto questo certamente soddisferà i desideri di tutti i Consiglieri che spesso hanno sostenuto la necessità che la Regione non si sostituisca all'imprenditore privato. Siamo convinti che avere stanziato 800 milioni l'anno scorso, e altrettanti quest'anno sia stato un contributo non indifferente che la Regione ha dato per la risoluzione di questo problema della casa, sul quale dovrebbe intervenire in prima persona lo Stato. Tutti noi però siamo a conoscenza del funzionamento dell'apparato statale, abbiamo potuto notare come le decine e centinaia di miliardi stanziati dallo Stato per la costruzione di case popolari non sono stati utilizzati. Ritengo cosa giusta che l'Amministrazione Regionale, valorizzando il decentramento dei poteri, qualora lo Stato non risolva un problema, intervenga essa stessa, se è in grado di risolverlo anche solo parzialmente, con le sue modeste possibilità.

Il problema della casa ad Aosta ed in Valle, diviene sempre più scottante. Vi sono alloggi sfitti, è vero, ma non certamente ad un equo canone, alla portata di tutti gli stipendi o dei salari dei lavoratori. La pubblica amministrazione deve provvedere, nella misura del possibile, a comperare i terreni per costruire le case popolari, altrimenti verranno acquistati dagli speculatori, che continueranno a costruire alloggi che per gli alti affitti rimarranno spesso sfitti. Noi siamo d'accordo ad approvare questo disegno di legge, come lo siamo stati l'anno scorso, e lo saremo anche futuro; una raccomandazione che vorremmo rivolgere alla Giunta è quella di snellire le procedure burocratiche, proprio questa mattina abbiamo sostituito un membro del Consiglio di amministrazione dell'istituto case popolari, bisogna infatti fare sì che l'Istituto si metta a funzionare e che le procedure fra Amministrazione Regionale ed Istituto vengano agevolate, per potere utilizzare, nel più breve tempo possibile, gli stanziamenti approvati dal Consiglio Regionale.

Concludo il mio intervento annunciando voto favorevole del mio gruppo al disegno di legge presentato dalla Giunta.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson. Ne ha facoltà.

Fosson (UV) - Quando leggiamo le relazioni allegate spesso ci pare che in esse vengano espressi dei concetti che poi però non compaiono nel testo della legge. Mi sembra che questa osservazione potrebbe essere spesso ripetuta, i concetti espressi nelle relazioni devono corrispondere a quelli contenuti nella legge, altrimenti, non vorrei fare della polemica o delle affermazioni troppo gravi, potrebbe essere interpretato come un tentativo di imbrogliare i Consiglieri che, in buona fede, leggono la relazione e ne traggono alcune idee e se non leggono attentamente il testo delle leggi vengono tratti in inganno. Raccomanderei quindi vivamente alla Giunta di dare le dovute disposizioni affinché si evitino questi inconvenienti.

Il mio gruppo aveva approvato lo stanziamento di 800 milioni, la stessa relazione lo afferma, l'anno scorso, a favore dell'edilizia urbana e rurale. Oggi viene ripresentata questa legge, ma mi pare che non si parli più di edilizia rurale. Si è inoltre affermata la necessità di provvedere ai bisogni più urgenti della città di Aosta e di altri Comuni della Valle, favorendo l'acquisizione di aree edificabili e di immobili, ad uso abitativo, per i lavoratori. Sono stato informato, penso che la Giunta forse non conosca questa notizia, che lo stabile sito in zona St. Martin de Corléans, che dovrebbe essere acquistato dall'Amministrazione pubblica, è il frutto della speculazione edilizia ed è stato costruito con la complicità dell'amministrazione comunale, e con alcuni accorgimenti inaccettabili che preferiscono ora non specificare. Ora noi, compresi i comunisti, che lottiamo contro gli speculatori, dovremmo acquistare case dagli stessi speculatori diventando quasi loro complici. Mi sembra una cosa assurda. Rivolgo quindi al Presidente della Giunta la viva raccomandazione di approfondire bene lo studio: di questo problema, perché noi, come Consiglieri regionali, non siamo disposti ad avallare manovre di tal genere. Il disegno di legge oggi all'esame del Consiglio prevede l'acquisto di costruzioni e fabbricati da destinare a servizi di interesse pubblico, ho sentito l'Assessore dire che questa iniziativa rappresenta un'innovazione rispetto alla legge precedente e noi possiamo essere perfettamente d'accordo.

Ora dopo avere sottolineato alcuni aspetti del disegno di legge che sembrano andare ad esclusivo vantaggio dei ceti più poveri, mi sembra si debbano analizzare i retroscena che molte volte nascondono cose che provocano la nostra ira. Il mio gruppo potrebbe essere favorevole all'approvazione di questo stanziamento di 800 milioni, se fosse chiara la sua destinazione, ad esempio siamo perfettamente d'accordo che una gran parte di questo stanziamento sia utilizzato per l'acquisto di aree fabbricabili, infatti, se si vorrà studiare un piano programmatico per risolvere il problema della casa, sarà necessario avere a disposizione molte aree fabbricabili? Desidererei inoltre sapere quali sono le costruzioni od i fabbricati da destinare a servizi di interesse pubblico. Riteniamo, secondo un principio che abbiamo difeso questa mattina, ed altre volte e che è stato inserito anche nel primo disegno di legge, che si debbano stabilire delle proporzioni tra gli stanziamenti destinati alla città di Aosta e quelli destinati alle altre zone della Valle, in cui stanno sorgendo delle industrie e che necessitano anch'esse, molto probabilmente, di case per operai. Ci sta molto a cuore poi che nelle case popolari possano trovare un alloggio molti di coloro che abitano in case malsane, i quali non avendo forse 8-10 figli a carico e con l'unico difetto di essere nati in Valle, non riescono ad ottenere mai un punteggio superiore agli altri. Tutti voi sapete, credo, come vi sia gente che arriva in Valle d'Aosta, trova qualche alloggio malsano, vi si introduce ugualmente per ottenere un punteggio più alto ed essere primi nella classifica dell'assegnazione degli alloggi popolari.

È necessario provvedere affinché gli alloggi dichiarati inabitabili non vengano più dati in affitto a persone disposte a pagare anche molto, perché sanno che andando in quegli alloggi hanno la possibilità di ottenere un punteggio più alto. La Commissione aggiudicatrice di fronte alle dichiarazioni di famiglie che abitano in case malsane devono per forza, secondo la legge, dare un certo punteggio, questa speculazione deve perciò essere colpita alle sue origini. In caso contrario si continuerà ad incentivare lo sfruttamento applicato anche dai padroni di alcune case, i quali sia perché indotti, sia perché hanno la possibilità di ottenere un reddito superiore al giusto, si prestano a queste speculazioni. È compito dell'Amministrazione regionale intervenire su questo problema, certamente non sta a me dire in quali forme. Personalmente mi limito a denunciare in quest'aula di cu peraltro siete perfettamente a conoscenza.

Non possiamo dunque continuare a tacere di fronte a queste ingiustizie e speculazioni. Inoltre pagati dai lavoratori e dai datori di lavoro vi sono dei fondi che scandalosamente giacciono inutilizzati, a noi sembra quindi che la prima nostra preoccupazione debba essere quella di potere gestire questi fondi, e costruire con essi le case popolari che alimenterebbero l'attività del settore dell'edilizia attualmente in crisi.

Per questo potremmo persino, in via eccezionale, approvare lo stanziamento di 800 milioni previsto dal disegno di legge, ma è necessario allora che si tenga presente e venga applicato quanto era stato deciso al momento della discussione del bilancio e cioè che questi fondi sarebbero serviti per incentivare l'edilizia urbana e rurale. Credo che il Presidente della Giunta e vari Assessori sappiano in quali condizioni sono ridotte molte case rurali. Alcuni cittadini hanno la possibilità di ottenere i contributi previsti per le case rurali, mentre altri possono ottenerli grazie ad altre leggi, se riteniamo che il disegno di legge oggi in approvazione possa andare in questa direzione, penso che dovremmo allora stabilire l'ammontare dei contributi destinati alla città di Aosta e quelli che verranno impiegati per altre zone e decidere di acquistare, con precedenza assoluta, le aree edificabili senza le quali non si può studiare una seria programmazione per risolvere il problema della casa.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi. Ne ha facoltà.

Parisi (MSI-DN) - Certamente lo stanziamento di 800 milioni per l'edilizia popolare è un merito che va senz'altro riconosciuto a questa amministrazione regionale, direi addirittura di aumentare lo stanziamento qualora la cifra attuale non fosse sufficiente alla bisogna. Nello stesso tempo, riprendendo il discorso fatto dal collega Consigliere Monami, che chiedeva se credevamo che anche questa legge istituirà un carrozzone, ebbene gli risponderò che guardando l'aspetto disonesto in cui vengono assegnati gli alloggi delle case popolari dobbiamo rispondere affermativamente.

Porterò un caso, come esempio, accaduto proprio alla mia persona. Avendo tutti i requisiti per ottenere un alloggio popolare in via Caduti del Lavoro, mi era stata comunicata già la notizia dell'avvenuta assegnazione, quando, non facendo io parte della cricca che distribuiva gli alloggi, non so secondo quali criteri, venne stabilito di aumentare il punteggio di alcuni individui. Nella casa popolare quindi non andai io, che allora abitato in un garage, ma una famiglia che risiedeva in un comodo alloggio con il solo inconveniente di avere i servizi in comune. Ora, Signor Presidente, non è sufficiente volere fare del bene alla popolazione aostana, bisogna anche imporre un certo controllo. Di ieri è la notizia secondo la quale alcuno alloggio delle case popolari di viale Europa vengono subaffittati. Ve ne sarebbe addirittura uno sempre chiuso dal giorno della sua assegnazione, il cui proprietario abita a Cogne. Mi chiedo in base a quali elementi sia stato assegnato quest'alloggio. Ecco, collega Monami, perché temiamo continuamente l'istituzione di nuovi "carrozzoni", manca infatti da una parte di coloro che sono addetti all'assegnazione degli alloggi serietà e onestà.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Viglino. Ne ha facoltà.

Viglino (RV) - A sostegno di quanto è stato detto, citerò semplicemente un caso riguardante una madre di famiglia che abitava con il marito e tre bambini e due genitori in una cucina e una camera senza servizi e senza acqua a Porossan. Questa persona, che probabilmente ha il solo torto di essere nata in Valle d'Aosta, sebbene abbia presentato regolare domanda, non è mai riuscita ad ottenere un alloggio delle case popolari, sebbene ne avesse tutti i diritti.

Ramera (DC) - Non entrerò in merito ai casi citati, perché credo che il collega Monami sappia già quanto in Consiglio Comunale di Aosta abbiamo discusso sul metodo di assegnazione degli alloggi, penso che su questo problema si dovrebbe aprire una discussione a sé stante. Quello che più mi preoccupa è di delegare alla Giunta il potere di spendere 800 milioni senza che sia stato presentato un programma preciso. Il collega Monami avrebbe dovuto adesso presentare un ordine del giorno nel quale si chiedesse alla Giunta di precisare sin nel dettaglio le modalità secondo le quali verranno spesi questi milioni. Certamente il prossimo anno l'Assessore Albaney renderà conto di come sarà stato impiegato questo stanziamento, però allora il Consiglio non potrà più in alcun modo dare dei suggerimenti o interferire.

Ho chiesto la parola soprattutto perché, approfittando della sua cortesia, vorrei rivolgerle, signor Presidente della Giunta, alcune domande. Ho seguito attentamente l'intervento fatto dal Presidente Dujany, poiché pure io ho notato come questo stanziamento serva ad incentivare l'edilizia urbano rurale.

A Challand, due o tre giorni orsono, il fatto è stato reso noto anche dai giornali, una casa è semi-crollata, sono andato a visitarla, e sapendo che il Presidente della Giunta l'ha visitata prima di me, credo che abbia avuto le mie stesse impressioni.

Si tratta di una famiglia valdostana che vive in una casa di 17 mq. con il pericolo costante che le cada il tetto in testa. Anzi in parte ciò è già accaduto, si è reso perciò necessario l'intervento dei Carabinieri per lo sgombero della casa e della Procura dei Carabinieri per la requisizione di un nuovo alloggio per ospitare i componenti della famiglia. Questi ultimi chiedono semplicemente il nullaosta da parte della Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti per potersi costruire, su di un terreno che si sono comperati con enormi sacrifici, la loro piccola casa.

Ora io sono d'accordo che la Sovraintendenza debba svolgere il proprio dovere però quando si vieta a questi poveri contadini di costruire nel luogo dove essi hanno comperato il terreno. All'Amministrazione Regionale non resta che intervenire per aiutarli acquisendo l'area di loro proprietà e dandone in cambio un'altra. Sono poi molto sorpreso quando vengo a sapere che oggi, caso strano, a 20 metri dal luogo in cui avrebbe dovuto sorgere la casa dei nostro compaesani, è stato dato il nullaosta per la costruzione di una villa ad un torinese. Costui, molto probabilmente aveva titoli maggiori e non turbava il paesaggio di quella frazione, si è indotti così a credere che alcuni abbiano protettori ben più importanti degli altri.

Vorrei evitare di presentare un'interpellanza su questo problema, penso che il Presidente della Giunta sia a conoscenza di questo fatto e credo sarebbe veramente opera umana prendere provvedimenti per aiutare questa famiglia. Si è parlato di uno stanziamento di 800 milioni destinati all'edilizia popolare che dovranno servire anche ai nostri agricoltori, infatti sono inutili tante belle parole o le cosiddette leggi del verde, è necessario evitare che i nostri contadini abbandonino la montagna. So che il Presidente Dujany non potrà darmi una risposta definitiva, tuttavia può fornirmi chiarimenti e assicurazioni.

Chanu (Presidente) - Ha chiesto la parola il Consigliere Manganoni. Ne ha facoltà.

Manganoni (PCI) - Mi chiedo se i problemi sollevati da alcuni colleghi, che purtroppo corrispondono alla verità, possono essere da noi evitati. Questi inconvenienti si verificano perché vi è un regolamento ed un sistema di punteggio per l'assegnazione degli alloggi, del tutto inadeguati. Poiché questa case popolari vengono costruite con fondi della Regione, quest'ultima ha la possibilità di rivedere o di predisporre un regolamento ed un sistema di punteggio differenti. Mi ricordo che nel passato la Regione aveva costruito delle case popolari o ne aveva acquistato il terreno, ed aveva stabilito un regolamento nuovo che eliminava vari inconvenienti. Ora non resta che seguire quell'esempio, oppure l'Amministrazione Regionale può provvedere alla stesura di un nuovo regolamento e si potrà mettere così riparo a molte ingiustizie.

Chanu (Presidente) - Per rispondere ai quesiti posti dai Consiglieri intervenuti nel dibattito ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dujany. Ne ha facoltà.

Dujany (DP) - Per quanto riguarda il problema della casa pericolante sita in Comune di Challand la competenza in materia è della Sovraintendenza alle Belle Arti e purtroppo il parere espresso da questo ente è stato condiviso dalla Commissione presso il Ministero della Pubblica Istruzione. La costruzione della casa è stata bloccata poiché non avrebbe rispettato alcune caratteristiche. Non riferirò ora tutta la lunga serie di sopralluoghi, perché sarebbe troppo noioso, mi risulta però che il Sovraintendente, nei prossimi giorni, dovrebbe prendere contatto con il Ministero della Pubblica Istruzione, per sbloccare questa situazione e trovare una soluzione idonea che rispetti, almeno entro certi limiti, le richieste dell'interessato.

Esaminerò ora il problema riguardante il regolamento per l'assegnazione degli alloggi dell'I.A.C.P.. Voi tutti sapete che la Commissione aggiudicatrice è presieduta da un magistrato e di essa fanno parte varie persone in rappresentanza dei sindacati e di varie organizzazioni. Se qualche Consigliere crede di avere intravisto qualche irregolarità nell'operato di questa Commissione, mi faccia la cortesia di segnalarmela ed io, doverosamente, ne trasmetterò segnalazione al Presidente della Commissione ed al Presidente dell'I.A.C.P.. Già altre volte nel passato mi sono occupato di questo problema, tuttavia non è molto facile scoprire questi piccoli imbrogli. Naturalmente alcune segnalazioni, alloggi non abitati ecc., sono casi da prendere senz'altro in considerazione.

Per quanto riguarda il problema più in generale, mi pare che qualche Consigliere lamentasse la mancanza di programmazione, tutto ciò è vero. Il problema della casa è certamente connesso con quello molto più ampio della politica della difesa del territorio nella nostra Regione e del recupero dei Centri Storici e Rurali. L'Amministrazione Regionale dispone di varie provvidenze in questo settore, però tutte non coordinate tra loro. Interviene infatti a favore dei contadini con il contributo a fondo perduto concesso dall'Assessorato all'Agricoltura; con i mutui per la costruzione di case agricole; il recupero delle case rurali attraverso il fondo di rotazione, inoltre intende intervenire a favore della costruzione di alloggi a prezzi equi, questo mi pare il senso della disposizione oggi in approvazione.

Nel deliberato successivo, invece, riproponiamo un vecchio provvedimento legislativo che intende concedere mutui agevolati a favore dei lavoratori dipendenti, degli artigiani, per la costruzione di case unifamiliari, e per la costruzione di cooperative o per la sistemazione di vecchie case, allo scopo di dare una casa naturalmente a chi ne è sprovvisto.

Quindi la principale finalità è quella di fornire alloggi a prezzi equi, questa mi pare sia stata una decisone anche presa dal Consiglio l'anno scorso, quando si votò un primo stanziamento di 800 milioni, che sono stati spesi, come ha riferito poc'anzi l'Assessore, per l'acquisto di una certa quantità di terreno in alcuni Comuni e per la costruzione di due case popolari in Via Chambery ad Aosta, che sono già state ambedue appaltate.

Il Consiglio ha espresso il desiderio di sapere come verranno spesi questi 800 milioni. Non abbiamo per ora preso decisioni definitive, ci sono pervenute alcune richieste da parte di alcuni Comuni. Il Comune di Aosta ha segnalato l'opportunità e la possibilità di acquistare la casa sita lungo la circonvallazione nord, a cui accennava il Consigliere Fosson; il Comune di Issogne ha prospettato la possibilità di acquistare una casa, con relativo terreno, che avrebbe potuto essere destinata ad opere con finalità pubblica o sociale. La Giunta, ripeto, non ha ancora preso alcuna decisione in merito, inoltre ci è parso che la proposta avanzata dal Comune di Aosta, relativa all'acquisto di un fabbricato, venisse a costare eccessivamente.

Le preoccupazioni espresse dal Consigliere Fosson sono quindi anche le nostre. Il Comune di Aosta intendeva utilizzare una costruzione già esistente e demolire le Casermette, che si trovano nelle vicinanze, per creare un'area verde. La casa acquistata naturalmente sarebbe stata destinata ad accogliere il gruppo di famiglie che sarebbe rimasto senza casa a causa della demolizione della Casermette, a pianterreno inoltre verrebbero allestite alcune aule scolastiche, molto carenti in questa zona. Il Comune di Issogne ha proposto l'acquisto di un vecchio bar-albergo, in questo momento in vendita, che si trova a monte del vecchio Municipio. Il Comune intenderebbe destinare questo edificio allo svolgimento di attività sociali e pubbliche. Sono d'accordo pure io, nei limiti del possibile, ad utilizzare questi contributi per l'acquisto di aree, in questo caso ci troveremo ancora nella difficoltà di stabilire il prezzo del terreno, finché non decideremo i correttivi da apportare alla legge 865 e finché non avremo la possibilità di trovare, attraverso la libera contrattazione, delle aree a prezzi, direi, modesti e validi.

Per quanto riguarda invece il problema dell'assegnazione degli alloggi, costruiti con questi finanziamenti, i Consiglieri non devono dimenticare che nello stesso elaborato di legge viene previsto che il Consiglio regionale dovrà approvare un apposito regolamento per l'assegnazione di questi alloggi.

Sarà in quella sede che dovranno essere recepiti i concetti espressi da parecchi Consiglieri nella discussione di oggi, si eviterà così il ripetersi degli inconvenienti segnalati precedentemente.

Credo che con la dicitura: edilizia urbana e rurale, si sia voluto chiarire che tutti questi stanziamenti non avrebbero dovuto essere impegnati nella sola città di Aosta o nei centri industriali minori, ma fossero assegnati anche, in base alle loro necessità, ai Comuni in cui si svolgono attività prevalentemente agricole.

Chanu (Presidente) - Nessun Consigliere chiede la parola, dichiaro quindi chiusa la discussione generale. I Consiglieri che hanno intenzione di fare dichiarazioni di voto ne hanno facoltà. Nessuno chiede la parola.

Si passa alla votazione palese, articolo per articolo, del disegno di legge iscritto al punto 10 all'o.d.g..

Articolo 1

Presenti e votanti: 23

Favorevoli: 19

Contrari: 4

Il Consiglio approva.

Articolo 2 - stesso risultato.

Articolo 3 - stesso risultato.

Articolo 4 - stesso risultato.

Articolo 5 - stesso risultato.

Articolo 6 - stesso risultato.

Si passa alla votazione segreta.

Risultato della votazione.

Presenti e votanti: 25

Maggioranza: 13

Voti favorevoli: 20

Voti contrari: 5

Il Consiglio approva.