Oggetto del Consiglio n. 1494 del 25 settembre 1985 - Resoconto
OGGETTO N. 1494/VIII - LAVORI DI SISTEMAZIONE DELLA SEDE DEL CASEIFICIO DELLA CENTRALE LAITIERE D'AOSTE. (INTERPELLANZA).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:
INTERPELLANZA
VENUTI a conoscenza delle precarie condizioni igienico-ambientali e di quelle dell'impianto elettrico all'interno dell'edificio di proprietà regionale utilizzato come caseificio della Centrale Laitière d'Aoste;
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore regionale competente per conoscere:
1) se è stata fatta una stima (e a quanto essa ammonta) dei lavori necessari per ripristinare le condizioni di agibilità del caseificio in base alle norme vigenti;
2) quali sono le intenzioni della Giunta regionale in merito alla realizzazione di detti lavori, in particolar modo per evitare una eventuale chiusura della attività produttiva della Centrale Laitière d'Aoste.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): La questione del caseificio è già stata discussa parecchie volte in questo Consiglio, però oggi ci troviamo di fronte ad una situazione abbastanza grave. Ieri, di sfuggita, ho sentito le dichiarazioni del Presidente, che era abbastanza risentito per la situazione: e noi condividiamo certe dichiarazioni, perchè da una serie di dati, di lettere che ci sono pervenuti o almeno da quanto è di nostra conoscenza, alla Regione, in questi anni si è fatto poco o nulla perchè non si arrivasse a questa situazione.
Siamo di fronte ad un edificio di proprietà regionale, concesso, attraverso un contratto di gestione, ad una società per azioni, di cui la Regione ha il 99% e l'l% il Comune di Aosta, se non mi sbaglio. Quindi essendo una proprietà regionale, la Regione, in quanto proprietaria, dovrebbe fare una serie di lavori perchè questo edificio non garantisce più dal punto di vista igienico i vari trattamenti, ed in più la gestione è affidata ad una società che vede la Regione azionista praticamente al 100%.
Questo dimostra che da parte della Regione non c'è la volontà di garantire che questo caseificio prosegua la sua attività e avevamo avuto sentore di ciò da certe passate discussioni. Sarebbe forse più opportuno, quindi, discutere con chiarezza su cosa si vuol fare, su cosa a Giunta regionale e questa maggioranza intendono fare per quanto riguarda il caseificio.
Il caseificio di Aosta è nato con una sua funzione, che è quella di garantire ad un prezzo equo il latte pastorizzato, soprattutto in un momento in cui il mercato offre gran quantità di latte a lunga conservazione (e qui non entro nel merito se è meglio il latte pastorizzato o quello a lunga conservazione, comunque il latte pastorizzato deve avere un posto particolare soprattutto nell'alimentazione dei bambini). Quindi il problema è quello di sapere se nel programma della Giunta regionale vi è l'intento di garantire questo tipo di produzione in valle d'Aosta oppure no. Noi abbiamo l'impressione che la Giunta regionale dica di volerlo, ma di fatto crei poi le condizioni per far sparire dalla Valle d'Aosta questo tipo di latte, perchè se viene prodotto in valle d'Aosta, sarà difficile che sul mercato della nostra Regione ci sia un latte pastorizzato ad un prezzo equo. Infatti il deficit della Centrale del Latte, più o meno coperto da altre produzioni, è dovuto soprattutto ad un prezzo politico del latte.
Noi siamo favorevoli al mantenimento di questa Centrale; d'altra parte siamo venuti a conoscenza delle lettere che ha inviato il servizio di unità operativa di sicurezza sul lavoro: per quanto riguarda l'impianto elettrico siamo alla terza proroga (che scade il 10 ottobre, il verbale era del novembre 1984) e da allora c'era il tempo di fare gli interventi opportuni su questo impianto; in più c'è la lettera del Sindaco di Aosta per fare tutta una serie di lavori, che non so se sarà possibile fare. A questo punto vorremmo sapere cosa vuol fare la Regione: se intende fare questi lavori, se ha già intrapreso qualche iniziativa e quale.
Vorrei anche ricordare che c'è già una lettera del 29 gennaio 1983, indirizzata all'Assessore dell'Agricoltura e per conoscenza all'Assessorato ai Lavori Pubblici, avente per oggetto la manutenzione del fabbricato, incubi si dice che più volte si era relazionato su questo problema; cioè ci troviamo davanti ad un problema che non è sorto solo da alcuni mesi, ma che già dall'inizio dell'83 si è prospettato e penso che in questo periodo di tempo si poteva risolverlo, soprattutto tenendo conto che in valle d'Aosta gli interventi che ha fatto la Regione a livello di caseifici non sono indifferenti. Infatti la Regione ha impiegato parecchi miliardi per ammodernare, costruire, modificare strutture simili e, in proposito, mi ricordo il caseificio di Arnad dove, dopo parecchie perizie suppletive, addirittura un pavimento è passato da ventimila lire al mq a duecentomila.
Con questa interpellanza vogliamo sapere qual'è l'intenzione della Giunta, vediamo che a Gressan si vuole costruire un caseificio ed a questo riguardo vorremmo essere informati dall'Assessore). Inoltre, dal momento che la situazione può precipitare, se da parte della U.S.L. non saranno più concesse proroghe e sarà chiuso il caseificio perchè non dà più garanzie, vorrei sapere dove i con feritori del latte porteranno il loro prodotto ma soprattutto cosa succederà ai dipendenti. Si farà come all'Agraria? Ma all'Agraria erano solo 5 o 6 dipendenti che poi di fatto sono stati sistemati, salvo uno, in modo inadeguato a nostro avviso, mentre qui sono più di venti.
La nostra interpellanza vuole sollecitare la Giunta a prendere una posizione chiara, perché abbiamo l'impressione che si voglia andare di fatto alla chiusura, non mediante atti della Giunta regionale ma magari attraverso atti dell'Unità Sanitaria Locale, attraverso il Sindaco in quanto autorità, per cui si possa dire "sono stati loro che ci hanno obbligati, ma non era quella la nostra intenzione". Però se il caseificio viene chiuso, non si potrà nemmeno riprendere quel discorso della cooperativa fatta tra con feritori, perchè in quel caso dove andrebbero?
Con la nostra interpellanza vorremmo sapere quali sono le intenzioni della Giunta, perchè se oggi l'Assessore ci dice che non si sa cosa fare, prendiamo atto che si vuol far chiudere la Centrale, ed apprendiamo indirettamente, quale è la posizione della maggioranza su questa questione del Caseificio, di cui ho prima ricordato il ruolo che svolge nella città di Aosta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.
PERRIN (U.v.): Je remercie MM. Millet et Bajocco de cette interpellation, qui donne la possibilité de faire l'état de la volonté de l'Administration régionale sur le problème de la Centrale Laitière, problème lourd, problème difficile, problème qui se traîne depuis des longues années, c'est vrai; nous en connaissons tous la réalité et personne veut cacher cette réalité qui est très évidente, vu qu'il suffit entrer dans la Centrale pour s'en rendre compte.
Je veux avant tout séparer le problème: ce qui est des garanties hygiéniques des productions faites de celui qui est de l'état de l'établissement.
Au point de vue hygiénique il n'y a pas, heureusement, de problèmes, ce qui ne signifie pas évidemment que pour cette raison il ne faut pas intervenir. Nous avons la nette volonté d'intervenir, parce que la Centrale Laitière doit vivre; a raison de dire M. Millet que c'est une volonté politique: nous devons pouvoir fournir du lait à un prix disons-le politique, même si cela coûte annuellement un déficit à l'Administration régionale, mais c'est une nécessité qu'il faut maintenir.
Pour le problème de la restructuration de l'établissement, nous avions fait avec les techniciens et les responsables de la Centrale Laitière, le Directeur et le Président, une visite sur le lieu au mois de février ou mars, de façon à envisager quelle devait être la restructuration de l'établissement. A ce moment-là nous avions demandé aux responsables, et donc en définitive au Conseil d'Administration, de nous dire quelle était le perspective envisagée de la part du Conseil d'Administration pour les productions futures, de façon à harmoniser les restructurations avec les nécessités réelles de la CenLaitière.
En effet nous avions au mois d'avril une délibération prête pour la nomination du technicien qui aurait dû s'occuper du projet de restructuration, mais il est évident que pour qu'un technicien puisse réaliser un tel projet, il doit savoir avant tout de quelle façon est organisé le travail à l'intérieur de la Centrale Laitière même: s'il y a l'abaissement de la production de certains produits, s'il y a l'augmentation de la production d'autres produits, s'il y a l'intention de produire des produits inexistants en ce moment, voire le yogurt qui maintenant est produit hors de la vallée, et ça justement afin d'harmoniser ce projet à ces nécessités.
Nous avons attendu ces indications de la part du Conseil d'Administration, indications qui ne sont pas parvenues.
Le ler juillet, j'ai, par lettre, de nouveau demandé au Conseil d'Administration de fournir ces indications, de nous envoyer une planimétrie avec les indications des différents locaux pour le travail à l'intérieur de la Centrale, avec une relation dont il résulte la volonté du Conseil d'Administration de la Centrale Laitière pour tout ce qui concerne les futures activités de la Centrale même, c'est-à-dire l'individuation des différentes quantités des productions.
Il y a eu à cette lettre une réponse évasive qui parle de la nécessité, c'est vrai, de la restructuration, de l'état de la Centrale, mais sans aucune indication de la volonté du Conseil d'Administration pour ce qui concerne le futur de la Centrale Laitière. Et donc nous étions dans l'impossibilité d'envisager un projet qui soit un projet organique, qui ne soit pas donc une dépense qui s'avérerait inutile.
C'est pour cela aussi que nous avons retardé par exemple de refaire l'installation électrique et nous avons pour cela fait demander de prolonger le temps au bureau de l'Unité Sanitaire Locale, justement parce que nous aurions dépensé au moins une cinquantaine de millions inutilement puisqu'en portant de l'avant à la suite les autres travaux, on aurait dû refaire tout le travail de l'installation électrique.
La relation qui nous a été demandé par les techniciens m'est parvenue informellement (puisqu'elle n'est pas encore signée par le Président) ce matin. Elle est datée de nier, 24 septembre, et contient, même si d'une façon pas trop précise, finalement des indications sur la volonté du Conseil d'Administration quant aux produits que l'on veut porter de l'avant à l'intérieur de cette Centrale. Je le répète, c'est une relation que nous aurions aimé beaucoup plus précise, puisqu'elle aurait dû être accompagnée aussi des données économiques, mais nous avons finalement dans les mais cette volonté de la part du Conseil d'Administration quant au futur de la Centrale, et nous pourrons finalement demander aux techniciens de faire un projet qui s'adapte aux exigences de la Centrale Laitière même.
Et donc s'il y a eu des retards, ce n'est pas par mauvaise volonté de l'Administration régionale, de l'Assessorat ou du Gouvernement régional, mais c'est parce que nous étions dans l'attente d'indications précises pour ne pas gaspiller de l'argent public.
C'est là la raison pour laquelle nous sommes seulement aujourd'hui à mesure de pouvoir agir avec conscience, de pouvoir agir de façon, nous espérons, définitive, à l'intérieur de la Centrale Laitière.
Nous avions demandé à la Centrale Laitière de faire des enquêtes sur certaines productions; M. Millet a parlé du lait à longue conservation. Nous avons voulu que la Centrale Laitière examine cette possibilité; d'après les données qui ont été recueillies, la Centrale Laitière même nous a demandé de laisser de côté ce projet, puisque le rapport entre les dépenses et les bénéfices venant de la possibilité de vente était à peu près nul: voilà donc l'impossibilité d'introduire une chaîne de lait à longue conservation.
Nous avions demandé de faire une enquête en ce qui concerne la production, à Aoste, même du yogurt; les donnés économiques là aussi ont déconseillé la Centrale Laitière à se rendre autonome dans ce secteur.
Il y a donc maintenant des indications suffisantes pour affronter, avec conscience, le problème et c'est ce qui sera fait, puisque les données que nous avons reçues, même si insuffisantes, nous permettent de voir plus clair à l'intérieur de la Centrale Laitière.
Nous procéderons donc maintenant à la restructuration selon les indications des travaux et des productions voulues par le Conseil d'Administration de la Centrale Laitière même.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, per la replica, ne ha facoltà.
MILLET (P.C.I.): La risposta dell'Assessore è stata chiara. La parte che non ci piace è che si scarica sempre la responsabilità sugli altri mentre, dal momento che il Consiglio di Amministrazione è stato eletto dal Consiglio regionale ed il Presidente è nominato dalla Giunta regionale, l'Assessore ne è responsabile.
Egli non può giustificarsi dicendo che non si è ancora fatto nulla perchè il Consiglio di Amministrazione della Centrale Laitière ha fatto pervenire quella lettera, richiesta da tempo, soltanto il giorno 24 settembre, perchè la responsabilità è comunque dell'esecutivo regionale. Quindi prendiamo atto che non si è fatto nulla fino ad oggi e si rischia che venga chiuso il caseificio, e noi non siamo d'accordo che si possa scaricare la responsabilità semplicemente sul Consiglio di Amministrazione, anche se è evidente che i componenti avranno le loro responsabilità.
Mi auguro che si trovi il modo di evitare la chiusura del caseificio, ma non so se l'Assessore potrà obbligare il servizio di sicurezza del lavoro, dopo tre proroghe, a dare una ulteriore dilazione. L'Assessore dice anche che non c'è il problema dell'igiene, tuttavia c'è una lettera del Sindaco di Aosta, inviata per conoscenza anche dallo Assessore, dove si dice che non è igienico produrre il latte in quelle condizioni, e dal momento che non è da ieri, ma dal 1983 che si scrivono lettere su questo argomento, mi pare che sia un po' uno scarica barile.
Spero che da questa situazione si possa uscire, che il Caseificio non si chiuda per quel motivo, perchè la Giunta non si può sottrarre alle sue responsabilità che comunque come organo di controllo deve avere, anche se il Consiglio di Amministrazione ha sbagliato e non ha assolto ai suoi compiti.
Sulla questione del deficit della Centrale del Latte, abbiamo detto in più di una occasione che certi tipi di decisione, da quello della fidejussione alla interruzione della produzione di Fontina che nell'83 aveva addirittura portato il bilancio a pareggio rispetto allo scorso anno quando ci sono stati più di 100 milioni di deficit, hanno di fatto portato a questa situazione, che si poteva evitare.
Diamo atto all'Assessore di essere stato chiaro, però la situazione ci preoccupa parecchio e di fatto sinora non è stato fatto nulla: si spera solo di poter ottenere delle proroghe e lo auspichiamo anche noi, però evidentemente, se questo non sarà possibile, la Giunta si assumerà tutte le sue responsabilità di fronte ad una possibile chiusura del Caseificio.
