Oggetto del Consiglio n. 1493 del 25 settembre 1985 - Resoconto
OGGETTO N. 1493/VIII - NECESSITA' DI UNA DISCIPLINA REGIONALE IN MATERIA DI ARTIGIANATO. (INTERPELLANZA).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
INTERPELLANZA
VISTA la legge nazionale n.443 del-l"8.8.1985 meglio conosciuta come legge-quadro dell'artigianato attesa dalla categoria da oltre un decennio;
CONSIDERATA la competenza legislativa
primaria in materia di artigianato per la Regione Valle d'Aosta;
INTERPELLA
l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:
1) quali provvedimenti intenda adottare per eliminare le lacune dell'attuale L.R. n. 5 del 10.5.1957 ormai inadeguata alle esigenze applicative ed operative nell'ambito della nostra Regione;
2) se non ritiene opportuno presentare con urgenza un disegno di legge regionale considerate le molteplici novità migliorative per le imprese artigiane introdotte già dalla legge-quadro statale, rilanciando così sul piano qualitativo l'immagine dell'imprenditore artigiano.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI (Art. e Comm. vald.): Con l'emanazione del provvedimento legislativo nazionale, il n. 443 dell'8 agosto, le Regioni si sono date un nuovo strumento legislativo in materia di artigianato, la cosiddetta legge-quadro. Purtroppo - e diciamo così, anche se per un verso può andar bene perché è stato un riconoscimento alla nostra autonomia in materia legislativa di artigianato - da questa legge è stata esclusa la nostra Regione.
Fatta questa doverosa premessa, con questa interpellanza ho voluto sollecitare l'organo esecutivo e l'Assessore competente per conoscere e la volontà e i tempi per predisporre una legge-quadro regionale al fine di riordinare tutto il settore dell'artigianato, poichè da parecchi anni (25 o 27, mi pare) non è stata più modificata l'attuale legge.
Noi, a suo tempo, avevamo presentato quella proposta di legge - io ero uno dei firmatari - approvata poi all'unanimità dal Consiglio regionale nel 1981, ma non vistata dalla Commissione di Coordinamento (per motivi conflittuali Regione-Stato). Abbiamo fatto numerose riunioni, anche con un costituzionalista per sbloccare questa situazione, ma a tutt'oggi non se n'è saputo più niente di questa legge. Tra l'altro, oggi come oggi, sono penalizzate le imprese regionali che operano in valle, poichè con la nuova legge nazionale, le altre Regioni hanno dei benefici del tipo fiscale e di carattere commerciale migliori rispetto a quelli dell'attuale nostra legge. Anche nei vari articoli che riguardano la costituzione e composizione delle varie Commissioni, ormai è inevitabile, dobbiamo darci uno strumento moderno che rispetti la necessità di quello che è il nuovo artigianato regionale.
Con questa interpellanza ho voluto sollecitare la questione e sapere dallo Assessore come stanno le cose, poichè so che sono stati fatti incontri con le organizzazioni sindacali di categoria. Vorrei sapere anche se ha intenzione di predisporre una nuova legge tenendo presente, in linea generale, quella nazionale, con alcuni accorgimenti, oppure se dobbiamo tenerci ancora quella vecchia, ormai decaduta, per cui da 15 anni a questa parte non ci sono stati più rinnovi nè di Commissioni nè di altro. La Commissione istituzionale, che ha il compito di tenere l'albo regionale, ha delle funzioni che oggi come oggi i vari componenti non sono più in grado di assicurare, quindi anche questo è un ulteriore penalizzazione nei confronti delle ditte.
Si dà atto che alle ore 10,54 assume la Presidenza il vice-Presidente Franco DE GRANDIS.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI (A.D.P.): Voglio assicurare il Consigliere Berti che è intenzione della Giunta regionale arrivare nel più breve tempo possibile all'approvazione, da parte di questo Consiglio, di una nuova legge regionale sull'artigianato.
In effetti la legge dello Stato approvata ribadisce le competenze regionali in materia. Il Consigliere Berti ha ricordato come in questo Consiglio avesse già legiferato in materia, ma che il provvedimento non aveva ottenuto il visto da parte della Commissione di Coordinamento; ora abbiamo un punto di riferimento preciso che è la legge approvata dal Parlamento. Abbiamo già tenuto una prima riunione con le categorie, nella prossima settimana e nelle successive avremo una serie serrata di incontri con le categorie, in modo che gli stessi interessati forniscano all'Amministrazione regionale il quadro delle loro esigenze, da trasferire nella nuova legge regionale.
Se il senso dell'interpellanza era quello di conoscere l'intendimento del Governo regionale, posso affermare che l'intendimento è questo: la presentazione in questo Consiglio, al più presto, di una legge per l'artigianato in Valle d'Aosta.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, per la replica, ne ha facoltà.
BERTI (Art. e Comm. Vald.): Per ringraziare l'Assessore della risposta soddisfacente che ho avuto. Vedo che ha già programmato per il futuro eventuali altre riunioni per dedurne, agli effetti locali, delle modifiche possibili, pur non uscendo dalla direttiva imposta dalla legge-quadro nazionale per non avere di nuovo la sorpresa che la legge venga rinviata dalla Commissione di Coordinamento.
Nell'occasione volevo anche ricordare il problema societario e, se possibile trattarlo in tempi brevi, magari anzichè in una legge regionale, con un provvedimento... ecco, va bene, quella era una materia molto importante che poneva come termine di scadenza il 30 settembre.
Mi auguro quanto prima di veder pervenire questo disegno di legge per poi dibatterlo con le varie forze politiche. Anche il Partito Comunista ha presentato, precedentemente all'emanazione della legge nazionale, una proposta di legge; possiamo quindi fare un confronto per arrivare ad un disegno di legge più adattabile alla nostra realtà.
PRESIDENTE: Al punto 18 è iscritta l'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco "Iniziative relative al piano integrativo delle ferrovie dello Stato". La Presidenza chiede agli interpellanti se sono disponibili a discutere l'argomento insieme all'oggetto n. 53, trattandosi di argomento analogo, nella mozione del Consigliere viberti.
I proponenti sono d'accordo; si passa alla trattazione dell'oggetto n. 19.
