Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 801 del 5 ottobre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 801/VIII - SITUAZIONE GESTIONALE ED AZIONARIA DELLA S.P.A. S.I.T.I.B. DI BRUSSON. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Tonino:

INTERPELLANZA

VISTE deliberazioni di Giunta dell'8 giugno 1981, n. 3593 "Sottoscrizione di capitale azionario della S.p.A. di Brusson" e quella de l 29 giugno 1984, n. 4036 "Sottoscrizione di capitale azionario della S.p.A. S.I.T.I.B. di Brusson";

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore regionale al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali per conoscere:

i seguenti dati relativi alla S.p.A. S.I.T.I.B. di Brusson: la somma del 1983 dei proventi degli impianti di risalita, la consistenza patrimoniale al 31.12.1983 e l'utile di esercizio o perdite;

chi ha venduto all'Amministrazione regionale il 4,12 % del pacchetto azionario;

in base a quale valutazione è stato stabilito e da chi il sovrapprezzo del 25% del valore nominale delle azioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Nell'ultima adunanza del Consiglio, in occasione della ratifica della relativa delibera, avevo anticipato che alcune cose non mi erano chiare e che mi riservavo di presentare qualche iniziativa in proposito. Ed è appunto questo lo scopo dell'interpellanza in oggetto.

Siamo di fronte ad una società che ha una situazione finanziaria abbastanza pesante, per cui chiediamo qual è stato il sovrapprezzo del 25%, che non è poco; dai dati acquisiti risulta proprio che la cifra del sovrapprezzo coincide con quella del deficit accumulato.

L'altra questione che non quadra è il fatto del sovrapprezzo; nei verbali dell'Assemblea si legge che il sovrapprezzo viene calcolato sull'aumento del capitale, pari a 600 milioni; però, facendo i conti, il sovrapprezzo sulla parte del 35% della Regione non dovrebbe essere di 61 milioni 750 mila, ma di 52 milioni 500 mila, perché si arriva a 61 milioni facendo pagare il sovrapprezzo, anche sul 4% dei 900 milioni, il che non mi pare giusto.

Lo scopo di questa interpellanza era anche quello di riportare all'ordine del giorno la discussione sull'argomento. Iri sede di Commissione avevamo infatti richiesto agli Assessori competenti la situazione degli impianti di risalita, quindi vedremo se si è arrivati a qualcosa, però non solo la Commissione non ci ha dato alcuna risposta, anzi addirittura come Commissione avevamo osservato che ad alcuni Consiglieri si erano date delle risposte singole ma alla Commissione non si era risposto.

Per; quanto riguarda quest'iniziativa sull'impianto di risalita, vorremmo sapere, dal momento che rispetto agli incassi le spese risultano addirittura raddoppiate, se è un'iniziativa positiva nonostante il deficit, ed in tal caso quali sono i presupposti, perché a noi risulta dai calcoli, di cui penso sia in possesso anche la Giunta, che l'incasso dal luglio 1982 al 31.12.1983 è di 90 milioni, le spese sono pari a circa 200, con 113 milioni di disavanzo, ed è un'attività in cui la Regione impegna più di mezzo miliardo. Se andiamo a vedere cosa è successo 12 mesi prima i e 18 mesi dopo, si può constata- re una; tendenza ad aumentare il deficit; quindi occorre stabilire se questa tendenza continua, oppure se è solo un fatto contingente, ed inoltre quali sono le previsioni per il futuro.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l' Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Borbey, ne ha facoltà.

BORBEY - (D.C.): Per quanto riguarda la prima domanda, l'ammontare dei proventi degli impianti di risalita della S.I.T.I.B. l'ha già detto il Consigliere Millet, ammonta a 84 milioni 164 mila lire; la consistenza patrimoniale al 31.12.1983 è di 1 miliardo 364 milioni; l'esercizio si è chiuso al 31.12.1983 con una perdita di 113 milioni e 321 mila lire.

La seconda richiesta riguardava la vendita del 4,12% del pacchetto azionario alla Regione che a noi non risulta: forse c'è stato un errore di riferimento ad una delibera.

Possiamo dire invece, per la terza richiesta, che il 10 marzo 1984 c'è stata l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti della S.I.T.I.B.; in quella data l'assemblea ha approvato, dietro richiesta del Consiglio di Amministrazione, l'aumento del capitale sociale da 900 milioni ad un miliardo e mezzo, da attuarsi mediante emissione di 6000 nuove azioni a 10.000 lire ciascuna. E' stato richiesto, sempre da parte del Consiglio di Amministrazione, di maggiorare il sovrapprezzo del 25%, ed anche la Regione come i privati lo ha accettato, ritenendo che in due anni la svalutazione normale è del 12% circa. L'abbiamo accettato senza fare una perizia, che non abbiamo ritenuto indispensabile perché il Consiglio di Amministrazione all'unanimità ha fatto tale richiesta e noi, come soci al 35%, l'abbiamo ritenuta equa.

Sul discorso generale che giustamente ha fatto il Consigliere Millet, cioè di fare una panoramica della situazione - e già ci eravamo ripromessi di dare alla Commissione competente, come Giunta, la problematica a livello di qualunque Società abbiamo incaricato un tecnico, il quale oltre al discorso di situazione finanziaria riferita ai bilanci, ci darà anche la situazione inerente al catasto, chiamiamolo così, degli impianti di risalita. Sapremo cioè quale scadenza ha l'impianto rispetto alle concessioni governative, che possibilità ha al fine di tale concessione, che spesa è prevista per rimettere in funzione l'impianto, così com'è, facendo delle migliorie, al fine di poter ottenere nuovamente la concessione; se invece non si può ottenere neppure con migliorie la concessione, che spesa richiede il nuovo impianto che dovrebbe essere fatto.

Alla fine di ottobre dovremmo avere tutti questi dati per sottoporre poi anche alla Commissione consiliare competente questa problematica.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Ringrazio l'Assessore dell'impegno ma ho letto una delibera, la 3593 dell'8 giugno, in cui si dice: "Tenuto conto che l'attuale livello della partecipazione azionaria della

Regione è pari al 30,88% del capitale, propone pertanto che la Giunta regionale nell'ambito della delega della legge 87 del 1983. approvi a sostituzione di una quota di capitale azionario così da portare la partecipazione stessa all'usuale 35%".

Dalle parole dell'Assessore risulta che non c'è stato nessun aumento; 35 meno 30,88 fa 4,12, per cui sulla seconda domanda devo concludere che l'Assessore è .... latitante. Mi sorge il dubbio che si voglia nascondere qualcosa: in Italia è legittimo vendere le azioni, non è mica proibito ed allora non capisco perché si dica che non si sa di chi sono .... INTERRUZIONE ... No, io faccio il mio dovere! Io dimostro che è stato detto in Consiglio che non sono state acquistate azioni, mentre dalla delibera risulta che è stato venduto (ma da chi??) un 4,12% alla Regione Valle d'Aosta.

Da questo punto di vista io sottolineo che, la Giunta regionale e l'Assessore competente affermano che non è stato acquistato niente!

Di chi era la proprietà di quel 4,12%? Non è legittimo chiedere, è forse proibito? Mi si dica allora che è segreto d'ufficio! Ringrazio, ma questo atteggiamento aumenta il sospetto che ci siano degli intrallazzi, per cui manderò queste cose a chi di dovere, perché se non si vuol dire chi l'ha venduto, vuol dire che c'è qualcosa sotto.

L'altra questione riguarda il modo con cui si è fatta la delibera, in cui si dice che non si è tenuto conto, per un errore, di 61 milioni e quindi si versa il sovrapprezzo del 25%; intanto vorrei dire che è grave che la Regione dia 61 milioni dando per oro colato la perizia, in quanto a me pare che i milioni abbiano ancora un valore. Poi si dice che il Consiglio di Amministrazione ha dichiarato il 25%, ma io noto che, caso strano, questo corrisponde al deficit accumulato.

A questo punto inviterei a fare una delibera di rettifica, perché leggendo i verbali dell'Assemblea si dice che il sovrapprezzo è sui 600 milioni, quindi il 35% su 600 milioni non dà 61 milioni, ma 52 milioni. Invito pertanto l'Assessore a rifare i calcoli ed a farmi sapere, perché sono 9 milioni di differenza ed hanno anche essi il loro valore.

Mi dichiaro insoddisfatto della risposta dell'Assessore, mi riservo di fare quanto è di mia competenza perché le risposte datemi sono inadeguate di fronte ad un problema che ha la sua importanza.