Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 882 del 14 novembre 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 882/VIII - SITUAZIONE E ORIENTAMENTI PER IL FUTURO CIRCA LA GESTIONE DELLA CENTRALE LAITIERE D'AOSTE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:

INTERPELLANZA

VENUTI A CONOSCENZA che in data 22 ottobre 1984 si sono riuniti il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Sindaci e l'Assemblea dei soci della "Centrale Laitière d'Aosta S.p.A " di cui la Regione detiene la quasi totalità delle azioni;

CONSTATATO che il conto economico di detta società presentava al 31 luglio 1984 un disavanzo contabile di oltre 114 milioni;

CONSIDERATO che gran parte del disavanzo è dovuto, come nel passato, al settore del latte alimentare e che ad esso si sono aggiunti un considerevole aumento degli interessi passivi ed il mancato recupero di parte del disavanzo attraverso la produzione di fontina (come invece era avvenuto nel 1983);

RICORDANDO che parte del disavanzo è stata provocata anche da decisioni della Giunta regionale per ciò che riguarda il divieto di produrre fontina e del Consiglio regionale per quanto riguarda la scelta di concedere una fideiussione;

RIBADITO il ruolo che la Centrale Laitière d'Aoste ha in Valle nel garantire ai produttori un prezzo d'acquisto superiore a quello di altre Regioni ed ai consumatori il prezzo di vendita contenuto e la qualità del latte alimentare pastorizzato prodotto;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente per sapere:

quali iniziative la Giunta intende prendere per evitare che al 31.12.1984 il disavanzo della Centrale Laitière d'Aoste raggiunga i 200 milioni;

quali sono gli orientamenti della Giunta per il futuro della Centrale Laitière d'Aoste, tenuto conto che la convenzione scade nel maggio 1985;

se sono in programma lavori di manutenzione allo stabile della Centrale Laitière onde garantire maggiori condizioni di sicurezza a chi vi lavora.

Si dà atto che dalle ore 11,11 riassume la Presidenza il Presidente Giovanni Bondaz.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Abbiamo presentato questa interpellanza in quanto siamo preoccupati del futuro della Centrale del Latte e, dal momento che già in passato avevamo preso alcune iniziative a livello di Consiglio regionale, vogliamo riproporre questa questione per sapere dalla Giunta cosa ne pensa.

Queste preoccupazioni sono nate alla luce della relazione del conto economico che ha discusso il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Sindaci e l'Assemblea dei soci della Centrale del Latte, in cui si fa un punto abbastanza drammatico della situazione. Tale situazione merita a nostro avviso una discussione, in quanto si è arrivati dopo sette mesi a 114 milioni di deficit, quando l'anno precedente la Centrale del Latte aveva chiuso al 31.12.1983 con 6 milioni di deficit. Quindi bisogna capire perché si è formato questo deficit, del quale si dice in questo rapporto che raggiungerà i 200 milioni.

A questo riguardo, ripeto, occorre un minimo di discussione, considerato che la Regione Valle d'Aosta possiede il 95% delle azioni.

Brevemente, vorremmo ribadire qual è la nostra posizione e vorremmo sapere dall'Assessore cosa ne pensa e cosa intende fare per il futuro, in quanto avevamo detto che la Regione deve dare delle linee generali, rimanendo al Consiglio di Amministrazione le decisioni e la responsabilità della gestione, ma ci sembra che non si vada in questa direzione.

Ribadiamo in questa occasione che la Centrale del Latte, per quanto riguarda il latte alimentare, deve avere una sua funzione; ha una funzione positiva, evidentemente un deficit ci sarà per le scelte fatte. Per quanto riguarda il latte alimentare pastorizzato, che poi è il prodotto principale che non può essere portato da Torino o da Milano, a differenza di quello a lunga conservazione, riteniamo che debba essere prodotto con il latte della Valle d'Aosta, deve essere promossa una campagna pubblicitaria, ed anche qui a suo tempo avevamo obiettato che si erano spesi 10 milioni per mettere poi tutto nei magazzini e non farne più nulla, per cui vorremmo sapere se si è fatto qualcosa.

La Centrale del Latte, con i prezzi che garantisce alla produzione, che sono superiori a quelli delle altre Regioni, con un prezzo di vendita inferiore alle altre, non può evitare di avere un deficit per quanto riguarda il latte pastorizzato, salvo modificare quelle scelte. Quindi gli 80 milioni che vengono scritti non dipendono in gran parte da cattiva gestione, ma da queste scelte.

Da quello che si era capito, gli altri anni questo deficit era attenuato, come dicevo prima, al 31.12.1983 ammontava a 6 milioni, quasi ad un livello di pareggio, con allora la produzione della fontina, che invece quest'anno non deve venir più prodotta, e con quella scelta dello strumento finanziario, cioè di dare la fideiussione alla Centrale del Latte anziché l'aumento di capitale, per garantire giustamente che ai conferitori del latte il prodotto venisse pagato entro 30 giorni dal conferimento.

Queste due scelte fatte dalla Regione, una a livello di Consiglio regionale, l'altra a livello di Assessorato, hanno contribuito a questa situazione. Vorremmo allora capire se sono scelte che mirano solo a creare una certa situazione, perché a fianco di queste ci sono altre due questioni. Una è il rinnovo della convenzione fra Regione e Centrale del Latte e in proposito vorrei sapere se la convenzione scade nel 1985 o nel 1986; se è vera la prima data, cosa si fa dopo questa scadenza?

La seconda questione riguarda la manutenzione; pare che l'Ispettorato del Lavoro abbia diffidato la Regione perché svolge una manutenzione minima. A me risulta che da parecchio tempo da parte della Centrale del Latte vengono fatte delle osservazioni alla Regione perché si facessero certe manutenzioni.

Tutto questo complesso di problemi ci fa pensare che si voglia creare una situazione per decidere di eliminare la Centrale del Latte in quanto società per azioni, mentre noi riteniamo che solo una società di questo tipo può avere questa funzione di garantire il latte pastorizzato, perché in questo momento c'è l'interesse del produttore e del consumatore. Se invece si fa una struttura in cui c'è solo l'interesse del produttore, chiaramente non si potrà più garantire al consumatore un prezzo equo come è oggi.

E qui è tutto da discutere se è giusto che sia così basso, se deve essere più alto - perché a quanto pare a Torino è più alto - però riteniamo che questa forma societaria, per il ruolo che ha avuto, garantisce queste due esigenze: quella del produttore e quella del consumatore. Quindi l'interpellanza ha il significato di porre una serie di questioni e soprattutto di capire qual è l'atteggiamento della Giunta e dell'Assessore, sul futuro di questa struttura, che pensiamo debba continuare ad esistere, magari apportandovi degli opportuni correttivi.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN - (U.V.): Que la Centrale Laitière d'Aoste soit un organisme passif est indéniable, puisque je crois qu'à peu près tous les bilans depuis sa naissance se sont fermés avec un déficit. Les causes du déficit récent, qui à notre avis seront contenues au-dessous de 200 millions, sont dues à un ensemble de facteurs, liés d'un côté à la gestion, de l'autre au prix de vente du lait qui est bloqué, sur lesquels il y a, si nous voulons, un choix politique puisque on veut donner sur le marché un produit à un coût accessible. Ce déficit est dû au fait qu'il y a ce "fido bancario" de 600 millions, qui produit des intérêts qui sont à la charge de la Centrale Laitière; il est dû aussi, si nous voulons, à l'énorme retard de la récupération de l'IVA, ce qui évidemment ne découle pas ni de la volonté de la Centrale Laitière ni des possibilités de l'Assessorat, mais uniquement des bureaux IVA d'Aoste. Par conséquent nous disons qu'il faudra arriver à la couverture du déficit actuel, qui est de 175 millions, à travers cette souscription de nouveau capital social demandé par l'Assemblée extraordinaire des sociétaires, et dans ce sens les deux sociétaires, l'Administration régionale et la Commune d'Aoste, pourvoiront à délibérer dans les dues formes.

A notre avis ce n'est pas une intervention opportune au moment actuel, celle d'augmenter le prix du lait à la consommation, pour contenir ce déficit, aussi parce que le Comité interministériel pour les prix empêcherait une solution du genre. On ne peut pas d'ailleurs réduire le prix à la production, parce que là nous retenons que les producteurs ont déjà été suffisamment impliqués dans ce fait puisque la dernière augmentation date de juillet 1983, tandis que, par rapport à cette date, il y a eu deux augmentations, même s'il faut dire qu'en ce qui concerne le lait payé aux producteurs nous sommes supérieurs à toutes les autres Rgions. Donc il faut agir sur la gestion de la Centrale Laitière, en essayant d'un côté de contenir au maximum le coût de la Centrale elle-même, de l'autre d'offrir une grande diversité de produits et d'élargir le marché de vente de ces produits.

En effet, je crois que nous aurions une assez ample possibilité de marché en Vallée d'Aoste, de produits divers, rentables, et donc à travers cela couvrir, si pas tout, au moins en grande partie le déficit qui est donné par la différence entre le prix de vente et le prix de payement du lait.

A l'égard de la variété des produits, j'ai demandé au Président de la Centrale Laitière et à son Directeur, de faire un étude pour nous dire combien d'argent pourraient nous coûter certaines installations, par exemple pour la production à la Centrale Laitière même de yogourt ou d'autres, et cela afin d'avoir des données sûres sur lesquelles faire nos choix.

L'Assessorat, le Gouvernement régional, le Conseil, depuis longtemps se sont préoccupés de ce phénomène, et en effet ce n'est pas la première fois qu'on débat ce problème dans ce Conseil. Dans le passé on avait même pourvu à faire rédiger des études à trois spécialistes de la Suisse, à une Commission technique locale, à l'Université de Turin et à d'autres encore; le Conseil même avait été investi de ce problème par une Commission ad hoc, qui avait donné de bons résultats, dont il est difficile la mise en oeuvre. Je crois qu'on pourrait essayer une transformation de cette Société en une Coopérative, ayant comme sociétaires ceux qui confèrent le lait à l'actuelle Centrale Laitière. Cette Coopérative pourrait évidemment arriver à une convention avec l'Administration régionale qui devrait donner toutes les installations avec toutes les garanties nécessaires et assurer un service qui respecte toutes les normes hygiéniques, les prix etc., et elle pourrait bénéficier de tout ce qui concerne les coopératives selon le titre 4 de la loi 30 en matière de coopération.

Dans l'immédiat il y a deux choses à faire: l'augmentation du capital et arriver à trouver la formule pour abattre ce "fido bancario", qui est l'une des sources de ce déficit et c'est donc dans cette direction que nous agirons en tant qu'Assessorat.

Au dernier point de l'interpellation il faut dire qu'il n'y a pas à présent des travaux en cours; j'ai visité tout dernièrement la Centrale et c'est vrai que certains travaux deviennent nécessaires. Ces travaux doivent viser à la bonne production et à la conservation des fromages, du moment que l'actuel état de la Centrale Laitière ne peut absolument pas constituer un danger pour le personnel qui y travaille.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Mi dichiaro insoddisfatto della risposta in quanto ci sono alcune scelte già fatte, e si aspettano solo i tempi dovuti per metterle in atto. Dunque il sospetto che si vogliano creare le condizioni per far passare un'altra decisione è rimasto. Non è questione di essere contro le cooperative, ben lungi da noi, però ci sono delle situazioni che devono essere salvaguardate; ripeto che la Centrale del Latte ha un ruolo che, a nostro avviso, non può essere svolto da una cooperativa di produttori, perché in questo caso si rischia di andare alla cooperativa dei conferitori, i quali evidentemente non si farebbero carico di questo deficit che bene o male viene a beneficiare tutti i consumatori del latte pastorizzato ed i produttori. Quindi i conferitori, dopo un certo periodo, chiederanno di produrre la fontina perché è più remunerativa e, se mi ricordo bene, uno dei motivi per cui se ne era sospesa la produzione era quello di evitare una sovrapproduzione. Arriveremo allora a produrre più fontina, sperando che il mercato tiri, con la conseguenza però che i consumatori di latte alimentare in Valle d'Aosta dovranno ripiegare sul latte di lunga conservazione. Noi riteniamo invece che in Valle d'Aosta ci debba essere un punto in cui siano garantiti anche i consumatori.

Parlando della gestione, qui cosa si è fatto? Si è caricato sulla gestione, e spero che con l'aumento di capitale in parte si possa risolvere; non vorrei che per altre esigenze, per esempio dal momento che si è chiusa l'Agraria e c'è del personale in più, questo fosse caricato sulla Centrale del Latte, venendo ad aumentare in ultima analisi i costi di gestione.

Sulla manutenzione ho sentito che in questi giorni l'Ispettorato del Lavoro ha diffidato la Regione: è vero? Se l'Ispettorato del Lavoro fa una diffida, agisce per la sicurezza dei dipendenti, non per conservare il formaggio. A me risulta che da parte della Centrale del Latte ci sono stati dal gennaio 1983, se non prima, dei solleciti alla Regione perché si facessero certe manutenzioni; da quella data ad oggi c'era il tempo di fare una serie di cose, che invece possono portare magari alla chiusura della Centrale.

Siamo insoddisfatti delle risposte, speriamo che si cambino gli atteggiamenti e si approfondisca il problema, per cui vorrei che la Commissione consiliare competente fosse investita per dare il proprio parere, prima che si prendano delle decisioni.