Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 665 del 27 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 665/VIII - INTERVENTI REGIONALI PER LA CONCESSIONE DI MUTUI AGEVOLATI PER FAVORIRE LO SVILUPPO DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE -(Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Pascale, Torrione e Breuvé:

INTERRELLANZA

La legge 5/5/1983 n. 31 prevede la concessione di mutui agevolati per favorire lo sviluppo dell'edilizia residenziale con un primo finanziamento biennale 1983/84 di lire 2 miliardi, di cui un miliardo per il primo semestre '83, lire 500 milioni per il 2° semestre '83 e lire 500 milioni per il 1° semestre 1984.

Mentre sta per scadere questo primo programma di intervento, appare opportuno fissare un bilancio approssimativo della legge alla luce dei finanziamenti richiesti ed usufruiti, bilancio che non sembra molto soddisfacente.

I risultati già definitivi relativi al primo semestre 1983 mostrano infatti che è rimasta inutilizzata una parte cospicua dei finanziamenti destinati, benché le richieste iniziali fossero state superiori alla quota disponibile.

Per il secondo semestre 1983 sono risultate idonee nella graduatoria provvisoria 73 richieste per l'acquisto, mentre i finanziamenti previsti sono sufficienti solo per 33, e 38 richieste per la ristrutturazione o il recupero, a fronte di finanziamenti possibili per 44. Alla luce dell'esperienza relativa al primo semestre '83 è facile presumere che, in mancanza di correttivi, anche per tale semestre il numero dei richiedenti si ridurrà drasticamente al momento della graduatoria definitiva e ci sarà una ulteriore quota di finanziamenti inutilizzati.

I motivi principali che impediscono ai numerosi richiedenti di portare a termine il soddisfacimento del loro bisogno appaiono, al momento essenzialmente tre:

a) in un primo luogo, coloro che nella graduatoria provvisoria risultano al di fuori della quota di finanziamento predeterminata non si sentono affatto garantiti su una futura assegnazione del mutuo, perchè questa resta subordinata al recesso dei primi classificati e ad un eventuale storno dei fondi che la Giunta si riserva di effettuare a posteriori, ai sensi del 3° comma dell'art. 2 della legge: per tali motivi essi preferiscono di solito non assumersi l'onere di un atto preliminare di compravendita dell'alloggio o quello dell'acquisto di un'area, requisiti previsti dal 2° e 3° comma dell'art. 9;

in secondo luogo, la lungaggine delle procedure previste dalla legge (basti pensare che non sono stati ancora assegnati i mutui relativi al primo semestre 1983) fa perdere occasioni che erano possibili all'atto della presentazione delle domande oppure incide notevolmente, in termini di interessi, sugli impegni onerosi assunti; in terzo luogo, l'ammontare massimo del mutuo previsto dal 1° comma dell'art. 3 (44 milioni) appare largamente esiguo rispetto al costo di mercato di un alloggio, sia per l'acquisto che per la nuova costruzione, e privilegia solo le categorie che hanno a disposizione risparmi personali elevati o possono permettersi l'onere di un doppio mutuo; la correlazione prevista in tal caso con la legge 5 agosto 1978 n. 457 non tiene conto del fatto che la costruzione di alloggi mediante cooperative, usufruendo di altre agevolazioni ed economie di scala, ha costi molto più bassi di quelli esistenti sul libero mercato.

Alla luce di tali considerazioni, i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo socialista Liborio Pascale, Gianni Torrione e Lilliana Breuvé

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente al fine di conoscere:

se è intenzione della Giunta regionale finanziare un nuovo programma di intervento della legge, a partire dal 2° semestre 1984;

in caso affermativo, se è intenzione della Giunta regionale rivedere alcune norme di tale legge, soprattutto per quanto riguarda: la garanzia dell'assegnazione del mutuo a tutti i richiedenti ritenuti idonei ed inclusi nella graduatoria provvisoria, alla sola condizione che presentino la dovuta documentazione; lo snellimento delle procedure e dei tempi di assegnazione del mutuo; l'elevazione dell'ammontare massimo del mutuo stabilito dal 1° comma dell'art. 3, fermo restando il limite del 4° comma dello stesso articolo;

se, nel frattempo, non si ritiene opportuno informare tutti coloro che sono stati inclusi nella graduatoria provvisoria del 2° semestre 1983 e coloro che hanno richiesto il finanziamento per il 1° semestre 1984, che sarà garantita a tutti gli idonei l'assegnazione del mutuo, vuoi attraverso lo storno dei finanziamenti rimasti inutilizzati nel primo semestre 1983, vuoi attraverso la variazione delle quote per settore prevista dal 3° comma dell'art. 2.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Questa interpellanza che è molto lunga, intende affrontare il problema della casa, problema che comunque interessa una grande parte della popolazione.

L'anno scorso, proprio nel periodo pre-elettorale fu approvata la legge n° 31 per i mutui agevolati a favore dei privati. Questa legge prevedeva un primo finanziamento biennale di lire 2 miliardi con scadenza al 30 giugno 1984; siamo quindi alla fine di questo primo finanziamento, per cui si può almeno tentare un bilancio di quella che è stata l'operatività della legge.

Dalle notizie di cui io sono in possesso, sembra che questo bilancio non sia molto lusinghiero. Infatti noi abbiamo già i risultati definitivi relativi al primo semestre '83, dai quali risulta che è rimasta inutilizzata una parte importante di quelli che erano stati i finanziamenti previsti. Questo non è dovuto al fatto che mancassero le richieste, perchè le richieste sono sempre state superiori ai finanziamenti. Anche nel secondo semestre '83 vediamo che, almeno per quanto riguarda l'acquisto, le richieste inserite nella graduatoria provvisoria sono 73 mentre invece i finanziamenti sono sufficienti solo per 33. E' quindi prevedibile che anche per questo secondo semestre si arriverà al momento della graduatoria definitiva ad avere un'altra quota di finanziamenti inutilizzata.

Questo per una serie di motivi: noi ne abbiamo individuati tre, che vogliamo sottoporre all'attenzione dell'Assessore e della Giunta. Il primo riguarda il fatto che, quando si compila la graduatoria provvisoria di coloro che possono accedere al finanziamento, una parte di coloro che sono inseriti nella graduatoria possono accedere al finanziamento solo in caso di rinuncia di quelli che precedono. Però succede che l'Ufficio richiede a tutti quelli inseriti nella graduatoria i documenti necessari per accedere poi al mutuo, cioè l'atto preliminare di compravendita in caso di acquisto o l'atto di acquisto dell'area in caso di costruzione in proprio. Evidentemente la persona che è inserita nella graduatoria provvisoria all'ultimo posto non ha alcuna garanzia di poter accedere al mutuo, sapendo che è all'ultimo o quanto meno agli ultimi posti della graduatoria e pertanto non si assume l'onere di un atto preliminare di compravendita o di acquisto di un'area. Quindi una parte dei richiedenti automaticamente si autoesclude perchè non ha queste garanzie. Succede poi che alcuni dei primi in graduatoria a loro volta per diversi motivi si autoescludono e chiaramente rimangono dei finanziamenti inutilizzati.

Il secondo motivo è rappresentato dalla lungaggine delle procedure. Già la legge predispone dei tempi, che mi pare arrivino ad otto mesi, se poi a questo si aggiunge la lungaggine che è congenita nella burocrazia e nello stesso Ufficio che, mi pare, risulti ridimensionato rispetto alle incombenze, ne deriva una perdita di incentivo ed iniziativa da parte dei richiedenti. Il terzo motivo, che ci pare importante, è l'ammontare massimo del mutuo che è previsto dalla legge di lire 44 milioni. E' un ammontare un po' esiguo rispetto ai costi di mercato e fa riferimento allo stesso mutuo concesso dalla legge 457 alle cooperative. Chi costruisce il proprio alloggio in cooperativa usufruisce di altre agevolazioni, per cui il costo totale dell'appartamento è inferiore a quello acquistato al libero mercato, dove sappiamo quali possono essere i prezzi. Evidentemente, mantenere il mutuo a questo livello significa anche privilegiare determinate categorie che possono avere a disposizione fondi non indifferenti o che possono accedere anche a due o tre mutui per acquistare un alloggio.

Fatte queste considerazioni noi vorremmo sapere intanto se, esaurito questo primo intervento, c'è l'intenzione da parte della Giunta regionale di programmare un nuovo intervento finanziario a partire dal 1° luglio 1984, e se c'è anche l'intenzione di rivedere i meccanismi della legge, perlomeno quei meccanismi che si sono rivelati insufficienti. Poiché si è appurato che ci sono dei finanziamenti inutilizzati già dal 1° semestre '83 chiediamo di utilizzarli cercando di accontentare il numero massimo possibile di coloro che hanno fatto domanda nel 2° semestre 1983, e di coloro che stanno facendo domanda per il 1° semestre '84 dando la garanzia dell'assegnazione del mutuo a tutti coloro che hanno presentato la domanda indipendentemente dai parametri fissati nella legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD (D.C.): Nel secondo semestre '84 non è stata rifinanziata la legge 5 maggio 1983 n. 31 per mancanza dei fondi necessari alla copertura della spesa. Nuovi stanziamenti potranno essere previsti solamente a partire dal bilancio dell'anno 1985.

Vi è anche l'intenzione, riferendomi al punto successivo della vostra interpellanza, di riesaminare la legge apportando, nei limiti consentiti dalla normativa nazionale, dai vincoli imposti dagli stessi circuiti di credito, e, alla luce dell'esperienza acquisita con l'attuazione della legge stessa, tutte le modifiche possibili per snellire le procedure di assegnazione dei mutui soprattutto per quanto riguarda il settore dell'acquisto.

Per quanto riguarda invece la garanzia dell'assegnazione del mutuo a tutti i richiedenti ritenuti idonei, faccio presente che ciò non è facilmente attuabile. Infatti non è possibile preventivare la spesa da finanziare se non dopo aver istruito quasi tutto l'iter procedurale, fino alla formazione della graduatoria provvisoria e ancor meglio dopo la graduatoria definitiva. Solamente allora è possibile quantificare, e quindi approvare, la spesa necessaria. Altrimenti si allungherebbero ancora di più i tempi di attuazione poiché la spesa rischierebbe di dover essere inserita nel bilancio dell'anno successivo.

Sulla vostra proposta di elevare l'ammontare del mutuo, posso portare un esempio: se il costo fosse elevato a £. 70.000.000 al tasso agevolato attuale del 10% graverebbe sul mutuatario nella misura di £. 750.000 mensili circa. In un bilancio familiare medio-basso sarebbe un peso eccessivo. Per quanto riguarda la variazione di quota per settore, oppure lo storno dei finanziamenti rimasti inutilizzati nel primo semestre '83, c'è un residuo sufficiente per finanziare circa 43 richieste di mutuo. E' mia intenzione, appena sarà approvata la graduatoria definitiva del 1° semestre 1983 da parte della Giunta regionale, forse già venerdì prossimo, di chiedere alla Giunta stessa la possibilità di spostare i finanziamenti residui per i semestri successivi e, solamente se ciò sarà accettato, si potrà esaminare la possibilità di poter informare i richiedenti ai quali sarà garantita, se idonei, l'assegnazione del mutuo.

Volevo dire ancora all'amico Pascale che noi chiediamo a tutti quello che ho detto prima, perchè in Commissione ci troviamo in grosse difficoltà: molti richiedenti il mutuo hanno alloggi che superano i 95 mq., oppure, a volte, si affidano a dei tecnici che non portano i documenti necessari in tempo o non seguono abbastanza meticolosamente le pratiche.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pascale; ne ha facoltà.

PASCALE (P.S.I.): Mi pare che per alcune risposte posso dichiararmi soddisfatto, perchè l'Assessore ha riconosciuto che la legge, per quanto riguarda lo snellimento delle procedure, va rivista e ha promesso che farà, dopo l'approvazione della Giunta, lo storno dei finanziamenti, in modo da impegnare i fondi non utilizzati nel 1° semestre del 1983.

Le perplessità riguardano l'elevazione del mutuo, perchè è vero che l'esempio dei 70.000.000 e elevato, però da 44.000.000 a 70.000.000 ci possono essere delle vie di mezzo. Io penso che l'ammontare di 44 milioni debba comunque essere rivisto, perchè altrimenti l'acquisto dell'alloggio da parte di molti richiedenti diventa difficile.

Non posso dichiararmi soddisfatto è là dove dice che per il 2° semestre 1984 non si prevede nulla per mancanza di fondi. Insomma, io non credo che ci sia una mancanza di fondi a livello regionale. Come si fa a dire che mancano i fondi per finanziare la legge a partire dal 1° luglio, quando c'è un avanzo di amministrazione di 152 miliardi?