Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 641 del 7 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 641/VIII - INTERVENTI FINANZIARI REGIONALI A FAVORE DELLE SCUOLE SECONDARIE PER L'ACQUISTO DI LIBRI DI TESTO E DI MATERIALE DIDATTICO INTEGRATIVO O SOSTITUTIVO - REIEZIONE DI MOZIONI.

PRESIDENTE: Per le mozioni iscritte ai punti 16 e 17 dell'ordine del giorno, presentate rispettivamente dal Consigliere Riccarand e dai Consiglieri Mafrica, Tonino, Cout, Millet, Bajocco e Dolchi, viene proposta la trattazione congiunta.

Do lettura dei testi delle mozioni:

MOZIONE

PRESO ATTO delle nuove disposizioni della Giunta regionale in materia di fornitura dei libri di testo nelle scuole medie di 1° e 2° grado;

RILEVATO che tali disposizioni, che contengono sostanziali novità, sono pervenute ai Presidi delle scuole interessate quando le riunioni preparatorie per la scelta dei libri di testo erano ormai concluse;

CONSTATATO che le quote-alunno per i libri di testo stabilite dalla Giunta regionale non tengono conto della lievitazione dei costi valutabile in un minimo del 15%;

RITENUTO ALTRESI' ingiustificabile il divieto, introdotto dalla Giunta regionale, di sostituire l'adozione dei testi con strumenti didattici alternativi;

PRESO ATTO delle critiche pervenute dalle scuole interessate, ed in particolare del documento di protesta del Collegio dei Docenti dell'Istituto Tecnico Commerciale "I. Manzetti";

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA la Giunta regionale a:

rivedere il piano di finanziamento per i libri di testo predisposto per l'anno scolastico 1984/1985, piano di finanziamento che, se confermato, tenderebbe di fatto a vanificare i contenuti della L.R. 11 agosto 1975, n. 40, che sancisce l'assegnazione gratuita dei libri di testo nelle scuole medie di 1° e 2° grado della Regione;

restituire autonomia e libertà di scelta dei Collegi docenti nella scelta degli strumenti didattici;

presentare con maggiore tempestività le disposizioni annuali riguardanti i libri di testo evitando che esse pervengano alle scuole interessate quando l'intero delicato lavoro di scelta dei libri di testo è ormai praticamente concluso.

F.to: E. Riccarand

MOZIONE

PER ALCUNI ANNI i Consigli di istituto delle scuole secondarie della Valle d'Aosta, operando sulla base di esigenze didattiche espresse dai Collegi dei docenti, hanno destinato parte delle somme stanziate per l'assegnazione gratuita dei libri di testo all'acquisto di materiale didattico integrativo o sostitutivo del testo scolastico.

UNA INTERPRETAZIONE non restrittiva delle norme della legge regionale n. 40 del 1975 ha così consentito di arricchire la dotazione delle biblioteche di classe o d'Istituto ed ha permesso in alcuni casi di sperimentare l'introduzione di sussidi didattici e metodi di insegnamento nuovi.

POICHE' il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1984 non si presenta come particolarmente rigido, dovendosi anzi far confluire in esso un avanzo di amministrazione, relativo al 1983, che ammonta ad oltre 150 miliardi;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di impegnare la Giunta regionale:

ad AUMENTARE del 30% le quote-alunno stabilite per ciascun tipo di scuola secondaria per l'acquisto dei testi relativi all'anno scolastico 1984/1985;

ad AUTORIZZARE i Consigli di Istituto, anche in riferimento alla libertà di scelta delle metodologie didattiche più efficaci da parte dei docenti, ad utilizzare parte dei fondi stanziati per i libri di testo anche per l'acquisto di materiale didattico integrativo o sostitutivo;

a STABILIRE che l'acquisto, il ritiro e la distribuzione dei testi, per quei Consigli d'Istituto che lo ritengano opportuno, possano venir effettuati direttamente dal Consiglio stesso e non soltanto attraverso il "buono" rilasciato ai singoli alunni.

F.ti: D. Mafrica, A. Tonino, E. Cout, R. Millet, I. Bajocco, G. Dolchi,

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Ho presentato questa mozione perchè riteniamo che la decisione della Giunta sui libri di testo, che ha trovato espressione nella circolare inviata ai Presidi il 14 maggio, costituisca una decisione affrettata, sbagliata e da modificare. La decisione della Giunta riguarda due aspetti: primo, blocca di fatto le quote-alunno per i libri di testo a livello dello scorso anno; secondo, stabilisce che i fondi assegnati alle scuole per i libri di testo non possono essere utilizzati per materiale didattico integrativo o sostitutivo del libro di testo stesso. Entrambi gli aspetti di questa impostazione sono a nostro avviso inaccettabili.

Sul primo punto va rilevato anzitutto che la decisione della Giunta doveva essere sottoposta preventivamente al parere della Commissione consiliare competente ai sensi dell'art. 3 della L.R. 1975, cosa che invece mi risulta non sia stata fatta. In secondo luogo non sappiamo esattamente quali siano le giustificazioni per tale provvedimento. Le giustificazioni potrebbero essere di due tipi, però per entrambe le argomentazioni non ci sembra che ci siano motivi sufficientemente validi.

Anzitutto a nostro avviso non si può dire oggi che si spende troppo per i libri di testo assegnati alle scuole medie e medie superiori, anzi possiamo affermare che nella seconda metà degli anni '70 e nei primi quattro anni degli anni '80 la spesa regionale per la fornitura dei libri di testo è fortemente calata.

Nel 1978, tanto per fare degli esempi, erano inseriti in bilancio per i libri di testo 400 milioni; dopo otto anni, nel 1984, sono inseriti in bilancio 700 milioni. Se solo si fosse seguito l'andamento dell'inflazione, l'aumento del costo della vita, questa cifra in bilancio dovrebbe già essere abbondantemente superiore al miliardo, se paragonata ai 400 milioni del 1978.

Una verifica la possiamo anche ricavare da un confronto fra la crescita della spesa regionale per i libri di testo e le entrate complessive del bilancio regionale, per cui ci accorgiamo che, ad esempio, nel 1975 erano impegnati per i libri di testo 300 milioni che rappresentavano in quel momento un centosettantatreesimo del bilancio regionale. Nel 1977 i 400 milioni rappresentavano un duecento trentasettesimo e nel 1984 i 700 milioni rappresentano un settecento ottantaduesimo del bilancio regionale; quindi abbiamo un calo netto dell'incidenza del costo dei libri di testo, sia rispetto all'andamento del costo dell'inflazione, sia rispetto alle entrate del bilancio regionale.

A nostro avviso, non si può, sulla base di questi dati, affermare che si spenda troppo, che questa spesa sia aumentata; anzi questa spesa è notevolmente diminuita con il passare del tempo.

Non si può neppure affermare che ci sia un abuso nell'acquisto e nell'uso dei libri di testo, o una mancata responsabilizzazione dei docenti e degli studenti. E' proprio su questa parte che c'era stata nel 1979 una lunga discussione nella Commissione Pubblica Istruzione, che si era conclusa con la decisione di avviare un processo di restituzione dei libri, cosa che prima non veniva fatta.

Si è iniziato con pochi libri identificati dal Collegio dei Docenti, per passare ad un numero sempre più alto di libri restituiti; adesso mi pare che la stragrande maggioranza dei libri che non vengono usati per più di un anno vengono restituiti alla fine dell'anno da parte degli studenti.

In conseguenza di quel processo, il fenomeno negativo dello scarso utilizzo di un libro, che veniva sostituito e che non veniva poi utilizzato l'anno successivo, è stato eliminato.

Questo per quanto riguarda il primo punto, cioè la decisione di bloccare la quota-alunno dei libri di testo, che a nostro avviso non è giustificata né per l'ammontare della cifra, né per l'uso che viene fatto di questi libri, perchè l'uso è oculato e la cifra non è alta, anzi è troppo bassa.

Per quanto riguarda il secondo aspetto, il fatto cioè che non si consente al Collegio dei Docenti ed alle scuole di utilizzare i fondi assegnati per acquisto di materiale diverso dai libri di testo, vorrei in proposito rileggere un passo della relazione che aveva concluso i lavori della Commissione Consiliare Pubblica Istruzione nel 1979, in cui invece si riaffermava proprio questo principio. Al 1° punto della relazione di tutta la Commissione si diceva: "E' necessario ribadire l'autonomia dei Consigli d'Istituto per quanto riguarda la decisione dei libri da restituire, le modalità di restituzione, la libertà nella scelta dei testi, l'eventuale integrazione o sostituzione dei libri di testo con metodi audiovisivi ecc.".

Si diceva ancora: "E' data facoltà al Collegio dei Docenti d'intesa con il Consiglio d'Istituto di sostituire il libro di testo con altro materiale didattico e bibliografico".

A me pare che ci sia una impostazione molto chiara che è stata diametralmente smentita dalle recenti disposizioni date, con la circolare che citavo prima, dalla Giunta regionale.

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo nella mozione che la Giunta riveda quella che è stata la sua decisione e che poi si è manifestata nella circolare del 14/15 maggio. Chiediamo quindi che il piano di finanziamento per i libri di testo predisposto per l'anno scolastico 1984/1985 venga rivisto, in modo da aumentare quantomeno la quota-alunno in proporzione a quello che è stato l'aumento del costo della vita rispetto all'anno precedente, altrimenti è chiaro che se noi procedessimo per questa strada di bloccare anno dopo anno la quota-alunno, di fatto rimetteremmo in discussione quello che è il principio di fondo della legge del 1975, che stabilisce la gratuità dei libri di testo perchè, come ha scritto anche in un comunicato il Collegio dei Docenti, in questo modo praticamente si renderà necessario o rinunciare alla adozione di una serie di libri di testo, oppure far pagare una quota dei libri di testo alle famiglie, in contrasto però con quello che dice la norma della legge.

Secondo, chiediamo che venga restituita la facoltà al Collegio dei Docenti di non adottare certi libri, di sostituirli con altro materiale didattico sempre all'interno della somma che viene assegnata al Collegio dei Docenti.

Infine riteniamo che questa disposizione annuale, quota-alunno, modalità nell'acquisto dei libri di testo, tutte le indicazioni che possono provenire dalla Giunta in materia, debbano pervenire alle scuole molto prima del mese di maggio, in modo da permettere che tutte le riunioni di preparazione sui libri di testo e le decisioni che devono essere prese sia all'interno del Consiglio di classe, sia all'interno dei filoni per materia, sia del Collegio dei Docenti, possano avvenire sulla base di un quadro che sia chiaro fin dal mese di febbraio/marzo, in modo che non ci si trovi a fare un lavoro che poi viene, all'ultimo momento, vanificato da disposizioni che cambiano le regole del gioco.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): La nostra mozione non ha bisogno di grande illustrazione visto, che è stata presentata per motivi analoghi alla mozione presentata dal Consigliere Riccarand, per cui le considerazioni che lui ha fatto sono condivise da tutti i membri della Commissione, e sono quasi completamente condivise da parte nostra.

Farò solo alcune considerazioni, ad integrazione di quello che già ha detto il Consigliere Riccarand. Voglio sottolineare anzitutto che di questo argomento si è discusso non poco nella Commissione Consiliare competente durante la scorsa legislatura; ho qui l'elenco delle riunioni che sono state fatte, una decina in un anno solo per stendere il regolamento per cercare di attuare questa legge. La legge del 1975 parlava di libri in uso gratuito, ma fino a quel momento erano piuttosto dati gratuitamente agli alunni, ed il portare da una assegnazione gratuita agli alunni ad un uso gratuito non era cosa semplice. E' per questo che la Commissione ha lavorato per parecchie riunioni su questo problema.

In Commissione, oltre alle considerazioni che faceva il Consigliere Riccarand, è stato evidenziato che questa legge era di difficile attuazione e che bisognava fare una scelta, un passo deciso verso una lotta a quello che poteva rappresentare uno spreco.

Abbiamo constatato che alla fine dell'anno diversi libri venivano buttati in qualche angolo, senza poter essere recuperati e questo era un problema per la Regione, la quale infatti, sulle spese per i libri di testo, dopo che è stato introdotto il regolamento, ha realizzato dei notevoli risparmi, come faceva notare il Consigliere Riccarand.

Un altro motivo che giustificava una scelta di questo tipo era il superamento dei libri di testo; per questo, infatti, era stata data la più ampia possibilità ai Consigli d'Istituto di usare quanto avanzava dalla spesa dei libri di testo, una volta fatto il recupero, per fare delle scelte diverse, che non sarebbero possibili per le rigide disposizioni che ci sono in materia da parte del Ministero.

Vi era poi la libertà degli organismi della scuola che bisognava salvaguardare: è una scelta questa che deve essere fatta dal Collegio dei Docenti per ciò che riguarda l'adozione, e dal Consiglio d'Istituto per ciò che riguarda la spesa. Occorreva comunque operare delle scelte che fossero se non concordate, almeno appoggiate e seguite dagli organismi della scuola, dai Consigli di Istituto in particolar modo.

Si doveva tendere a superare le diversità di spesa fra le scuole, cosa che è stata di difficile attuazione e che esiste ancora. Al momento esiste infatti una diversità, sia per ciò che riguarda la restituzione, sia per ciò che riguarda le spese o i recuperi da parte delle varie scuole.

Sulla base di questi criteri, che erano nell'animo di tutti coloro che avevano partecipato a quelle riunioni, si era stesa una relazione della Commissione che doveva essere applicata gradualmente; infatti ci sono state non poche difficoltà, ci sono stati successivi incontri con i Presidi e con i Presidenti dei Consigli di Istituto, però questa è stata una scelta politica che andava verso una forma di risparmio, non solo da parte della Giunta, ma da parte di tutta la Commissione e quindi di tutto il Consiglio regionale. C'è stato un coinvolgimento del Consiglio in questo caso e penso che la scelta operata sia stata più che buona.

Proprio in conseguenza di ciò, mi stupisce che quest'anno si sia arrivati ad una scelta di questo tipo, come già diceva il Consigliere Riccarand, cioè che non con una lettera dell'Assessore - come era sempre avvenuto - ma con una lettera del Sovrintendente agli Studi (quasi come se questa fosse soltanto una scelta burocratica) si sia presa una decisione che va contro tutte quelle che erano le indicazioni essenziali scaturite dai lavori della Commissione.

Sono stati bloccati gli stanziamenti che già lo scorso anno erano stati aumentati in modo insufficiente; quest'anno il costo dei libri di testo è di nuovo aumentato quasi dei 20%, mentre lo scorso anno era aumentato quasi della stessa percentuale il prezzo di copertina; quindi mi metto nei panni dei membri dei vari Consigli d'Istituto che dovranno fare delle scelte conseguenti!

E' stata poi vincolata la destinazione dei fondi, cioè si è andati contro quel criterio di fare delle scelte diverse dei libri di testo e contro la possibilità dei Consigli d'Istituto di scegliere dei mezzi e dei metodi didattici diversi da quelli dell'uso del testo.

A questo punto mi viene un dubbio: mentre generalmente si dice che sarebbe opportuno usare nelle nostre scuole strumenti diversi (ad esempio, non sono stati usati a sufficienza gli audiovisivi che erano stati acquistati), di modo che anche l'informatica possa avere il suo spazio nelle scuole (e queste sono scelte che potrebbero fare i Consigli d'Istituto) mi chiedo come si potranno fare queste scelte se i pochi fondi che potevano essere utilizzati non lo saranno più, ma dovranno essere, come avanzo di amministrazione, usati l'anno successivo solo per i libri di testo.

Bisogna dire che questa disponibilità dei fondi costituiva anche uno stimolo al risparmio, nel senso che più un Consiglio d'Istituto riusciva a risparmiare facendosi rendere i libri (rappresenta un problema la restituzione dei libri di testo per i Consigli d'Istituto che lo decidono) più fondi aveva a disposizione la scuola come sussidio didattico.

Quest'anno tutto questo sembra che sia stato cancellato con un colpo di mano. Mi dispiace proprio dover arrivare in Consiglio regionale per discutere di questo argomento, che poteva essere trattato come tutti gli altri anni in Commissione; in quella sede si sono risolti i problemi, almeno per quanto riguarda il Consiglio e si sono risolti anche con i Presidi e i Presidenti dei Consigli d'Istituto, visto che si sono potute fare le varie riunioni.

La nostra mozione si propone intanto di dare la possibilità ai Consigli d'Istituto di poter procedere almeno come per gli anni precedenti, anche se siamo convinti che la legge non sia ancora attuata.

Lo scorso anno, tra le osservazioni portate in Commissione da parte dell'Assessorato, si diceva che quest'anno o si sarebbero aumentati gli stanziamenti o si sarebbe rivista la legge; invece la cosa è finita lì.

Siamo anche convinti che probabilmente la legge andrà ritoccata e sarà necessario esaminarne meglio l'attuazione, viste le differenze che ci sono fra scuola e scuola per quanto riguarda la restituzione dei libri di testo. Infatti, se un ragazzo non rende i libri di testo, deve pagare almeno il 40% del prezzo. Ebbene, tra le varie scuole esiste una diversità di trattamento; a me risulta, per esempio, nel caso di mia figlia, che va a scuola a Pont-Saint-Martin, che se lei decide di tenersi un libro avuto quest'anno le fanno pagare il 100% della spesa, per un libro di anni precedenti, già avuto in uso, l'80% della spesa. A me questo sembra ridicolo e forse rasenta l'illegalità.

Insisto sul fatto che bisogna valutare questi aspetti: non è solo una questione burocratica, è una questione politica, è una scelta che va fatta, a meno che sia una scelta che già l'Assessore ha fatto; ma allora vuol dire che in tutti questi anni in cui abbiamo esaminato il problema in Commissione abbiamo sbagliato tutti, forse anche l'Assessore precedente, che era stato d'accordo con noi su questi indirizzi.

La mozione è un invito ad attenersi a quelle che erano già state le disposizioni per l'anno scorso ed, eventualmente, a rivedere la questione con più calma.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval, ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): Je dois constater, avec un certain regret, que soit le Conseiller Riccarand, soit le Conseiller Cout, d'après ce qu'ils ont appris par la presse, ont mal interprété cette délibération. Dans l'illustration de la motion qu'ils ont présentée, ils sont allés beaucoup plus loin que ce que la délibération veut représenter.

Comme il a été démontré aussi par M. Cout, la question de la gratuité des textes scolaires est une question très délicate, surtout parce que les différents établissements scolaires, les différents Conseils d'Institut ont interprété cette intervention de l'Administration régionale de façon différente.

Nous croyons qu'il s'agit là d'un problème important, à travers lequel le Conseil régional de la Vallée d'Aoste s'est qualifié par rapport à ce qui arrive ailleurs; il n'y a dans cette délibération aucune réflexion au regard de ce qu'a dit M. Riccarand, c'est-à-dire que nous aurions pensé de réduire le montant du chiffre mis au budget régional pour l'achat de ces livres parce que nous serions de l'avis qu'on dépense trop. Il n'y a rien de tout cela.

Je peux partager en partie les calculs faits par M. Riccarand; en tout cas de notre part il n'y a aucune intention de considérer cette dépense trop grande par rapport au budget. Bien au contraire: cette Junte considère l'argent dépensé dans l'école comme une forme de qualification, de choix politique que cette majorité est en train de faire.

Notre intention était uniquement celle de commencer un discours qui soit égal pour toutes les écoles, pour tous les établissements scolaires, et de mettre un minimum d'ordre, parce que l'expérience nous a appris qu'avant que le Conseil régional, à travers le long et louable travail qui a été fait en Commission, présentât le règlement, on se comportait d'une certaine façon. Mais il faut dire, malheureusement, qu'aussi après la publication du règlement le comportement des différentes écoles et des responsables continuait à ne pas être égal; alors je crois que tout le monde partage cet avis, qu'on ne peut pas penser que, par rapport aux livres, à l'école moyenne "X" d'Aoste on se comporte différemment que dans l'école moyenne "Y" toujours d'Aoste, ou bien de Morgex et ainsi de suite. Il est nécessaire qu'il y ait le même traitement et la même conduite de la part de toutes les écoles. Voilà le premier discours à faire.

J'ai déjà présenté un projet de loi pour modifier en quelque sorte ce problème, sur la base des expériences qui ont été faites jusqu'ici. Je le présenterai au plutôt et ce sera là l'occasion pour se confronter sur toute une série d'inconvénients qu'on a constatés jusqu'ici et de remettre en valeur toutes les parties valables qu'on a vérifiées.

Donc chercher de faire de façon que tout le monde se comporte de la même manière. Cela par exemple a été obligatoire à travers ce qui a été défini "vincolo di destinazione". Dans ce sens nous ne voulons absolument pas conditionner de quelque façon les choix didactiques et pédagogiques des professeurs, parce que si les Conseils d'Institut décident que pour enseigner une certaine matière, à la place d'acheter des livres il faut acheter d'autres choses, très bien, on est disponible comme Junte régionale à augmenter la somme que normalement on alloue au Conseil d'Institut. C'était uniquement pour chercher d'obtenir que finalement ces fonds soient utilisés d'une seule façon et par tout le monde.

A ce propos il faut dire que dans les visites que j'ai eu la possibilité de faire jusqu'ici dans les écoles, il y a énormément de matériel très coûteux, qui est placé dans des armoires poussiéreuses et qui n'est pas employé. Tout ceci nous a convaincus qu'il fallait de quelque façon chercher de modifier l'attitude et bien probablement là, je suis le premier à le reconnaître, s'il y a des difficultés, une façon différente d'interpréter auprès des écoles la volonté du Conseil régional, c'est aussi parce que d'un côté la loi, de l'autre côté le règlement et encore les circulaires ont un peu compliqué la question. En effet, il y a des difficultés parce qu'au fond on permet à chacun d'interpréter la chose comme mieux il préfère; je le dis en sens positif, car j'ai vu nombreux Directeurs d'établissements scolaires qui s'engagent dans la question pour chercher de faire le mieux possible.

J'ai eu des contacts aussi avec les vendeurs des livres: eux-mêmes se trouvent en des difficultés considérables parce que pas tout le monde se comporte de la même façon.

En résumant je dis ceci: il n'y a aucune intention, de la part de l'Administration régionale, de vouloir intervenir dans les choix des livres de la part des professeurs. Nous avons pensé qu'il était utile d'allouer, pour l'année prochaine, la même somme, parce qu'en achetant uniquement des livres et en tenant compte du recyclage, 15% - qui est le pourcentage d'augmentation dont normalement on tient compte - était supportable; deuxièmement, ceci a été fait en préparation d'une loi qui est déjà prête et qui sera distribuée au plus tôt, pour pouvoir discuter finalement de cette question d'une façon plus ample et valable. J'ajoute qu'en ce qui concerne la possibilité de la part des Conseils d'Institut de se doter d'instruments différents que les livres pour l'enseignement, la Junte est disponible pour allouer des sommes qui puissent satisfaire leurs exigences.

D'ailleurs, jusqu'ici on l'a toujours fait; je crois que les signataires des motions, après cette explication pourraient les retirer, parce que, justement, on m'a dit que par exemple la lettre est arrivée en retard; vous-mêmes, vous avez travaillé en tout cas dans l'école et vous savez bien que les textes doivent être choisis entre le 11 et le 20 du mois de mai. La lettre est arrivée le 14, du point de vue formelle donc la lettre est arrivée à temps.

Le but qu'elle se posait, était celui dont je vous ai parlé; je crois que dans ces termes tout le Conseil régional puisse être d'accord et que les signataires peuvent retirer la motion, pour que l'assurance existe qu'il n'y a aucune volonté de modifier l'attitude des professeurs par rapport à l'achat des livres, et ensuite s'il y a d'autres instruments à acheter, on les achète volontiers.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Nell'intervento dell'Assessore sono indubbiamente presenti delle rassicurazioni e delle buone intenzioni, però non è assolutamente chiaro per quale motivo è stata presa questa decisione da parte della Giunta; fra l'altro l'Assessore parlava di una deliberazione ed io non so se alle spalle di questa circolare c'è veramente una deliberazione di Giunta. Il contenuto di questa circolare è di fatto diverso da quanto poi afferma l'Assessore in Consiglio, nel senso che qui si dice esplicitamente "la Giunta regionale ha stabilito che i fondi possono essere utilizzati unicamente per i fini previsti della sopracitata L.R. n. 40/75 con esclusione di ogni altro intervento per materiale didattico, integrativo o sostitutivo del libro di testo".

Si determina una situazione in cui nessun Collegio dei Docenti ha la certezza di avere i finanziamenti di cui ha bisogno; si sa che c'è la disponibilità generica da parte della Giunta di intervenire per altri materiali didattici, però non si sa se, quanto, in che misura; quindi c'è difficoltà nel programmare la propria attività.

Per quanto riguarda i libri di testo, rimane il discorso che facevamo, cioè che, pur essendo questa spesa già notevolmente diminuita con il passare degli anni perchè c'è stato un grosso sforzo da parte delle scuole di fare questa azione di restituzione (che non è stata agevole), si va a penalizzare uno sforzo che non deve essere penalizzato.

Quindi, personalmente, non ritengo di dover accogliere la proposta dell'Assessore di ritirare la mozione; sono invece disponibile, se la Giunta è d'accordo, ad una interruzione per concordare un testo che possa andare incontro anche alle esigenze della Giunta, ma da cui comunque risulti un impegno a rivedere queste quote, che sono estremamente rigide e troppo basse rispetto alle esigenze per il prossimo anno scolastico, e a formulare un'impostazione da cui emerga la volontà della Giunta di andare incontro all'esigenza di autonomia del Collegio dei Docenti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.

COUT - (P.C.I.): Anche noi non siamo dell'idea che la mozione vada ritirata, nonostante che nelle intenzioni dell'Assessore ci sembri di aver visto una certa disponibilità a rivedere la questione, anzi, se verrà presentata la legge, avremo modo di discuterne meglio.

Ripeto che non abbiamo l'intenzione di ritirare la nostra mozione in quanto ci ponevamo due obiettivi ben precisi; uno era intanto quello di sopperire alla carenza di fondi in cui si verranno a trovare i Consigli d'Istituto quest'anno, proprio perchè i prezzi di copertina sono aumentati quasi del 20% mentre lo stanziamento resta quello dello scorso anno. L'anno scorso, da altre deliberazioni di Giunta, abbiamo visto che è vero che alcuni Consigli d'Istituto hanno avanzato sette milioni e altri dieci milioni, ma ce ne sono alcuni che hanno chiuso l'attività in pareggio o hanno avanzato solo 2-300 mila lire, per cui con uno stanziamento di questo genere per i libri di testo si troveranno nell'impossibilità di poter andare avanti nella gestione, non solo per i libri di testo ma anche sul resto, visto che una parte di questi fondi potevano essere stornati.

E qui è proprio la seconda questione, cioè se noi facciamo in modo che gli avanzi che verranno riscontrati su questi fondi potranno essere utilizzati solo l'anno successivo, ancora per i libri di testo, pensiamo che non ci sia più né quell'incentivo per farsi restituire i libri, né per avviare un discorso diverso dai libri di testo, per poter pensare a strumenti didattici diversi dal solito libro.

Se l'Assessore accettasse in parte quelli che sono i suggerimenti che sono stati apportati, o se si potesse arrivare - come già proponeva il Consigliere Riccarand - ad una sospensione e ci fosse almeno l'impegno di sospendere questa deliberazione di Giunta e le decisioni che sono state prese per apportare gli opportuni correttivi, potremo ritirare la mozione, altrimenti chiederemo di metterla ai voti.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval, ne ha facoltà.

FAVAL - (U.V.): Après avoir dit qu'en ce qui concerne la possibilité de la part des Conseils d'Institut d'acheter tout le matériel dont ils ont besoin, puisque la Junte leur assure le financement, je ne vois pas quel genre d'assurance je dois vous donner ici.

Je le répète, la Junte régionale est disponible à accepter les requêtes valables qui seront présentées, parce qu'à propos de la possibilité de savoir avant l'argent dont on peut disposer pour acheter ce genre de matériel didactique, mais aussi en augmentant du 15% ce qu'on avait alloué l'année passée, les Conseils d'Institut n'ont pas exactement disponible la somme en question, aussi parce que cela dépend de la tactique qui vient d'être utilisée à l'intérieur des différents établissements. Ce n'est pas de cette façon qu'on peut donner des garanties; les garanties sont plus sérieuses lorsqu'on leur dit que la Junte est disponible à examiner les requêtes et, tout au moins, ce qu'il m'intéresse de plus c'est d'avoir l'assurance de la part des Instituts que l'on emploie certains matériels.

De l'autre côté, avec la somme allouée l'année passée, disponible pour acheter uniquement des livres, je crois qu'on n'est pas à même de les acheter, compte tenu qu'il est obligatoire de faire le recyclage.

Il me semble que de cette façon les écoles et les professeurs ont toutes les garanties qu'ils demandaient.

PRESIDENTE: Si passa alla votazione delle due mozioni, prima la n. 16 e poi la n. 17. Metto in approvazione la mozione di cui all'oggetto n. 16:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 12

Favorevoli: 12

Astenuti: 16 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanivi, Marcoz, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione di cui all'oggetto n. 17:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 12

Favorevoli: 12

Astenuti: 16 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanivi, Marcoz, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)

Il Consiglio non approva