Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 549 del 14 maggio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 549/VIII - SITUAZIONE ECONOMICA E GESTIONALE DELL'AZIENDA COROS, CORRENTE IN COGNE, PER LA PRODUZIONE DI RUBINETTERIE. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco:

INTERPELLANZA

Alla luce di recenti dichiarazioni fatte dall'Assessore all'Industria sulla situazione della Società Coros che produce rubinetti nel Comune di Cogne;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per conoscere:

1) quali sono stati a tutt'oggi i costi e gli interventi finanziari della Regione a favore della Coros;

2) l'andamento della gestione finanziaria dell'azienda negli anni trascorsi dal suo insediamento al momento attuale;

3) quali prospettive oggi esistono per il futuro dell'azienda e per la soluzione dei problemi occupazionali nel Comune di Cogne.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Brevemente. Nell'ultima adunanza del Consiglio l'Assessore Pollicini aveva fatto alcune affermazioni sulla COROS; lo scopo di questa interpellanza è di conoscere i costi e i finanziamenti che la Regione ha fatto a favore di questa società, l'andamento finanziario e cosa si pensa del futuro di questa azienda.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Féd. DP-UVP): A tutt'oggi i costi che sono stati affrontati per la COROS sono quelli relativi alla costruzione dello stabilimento, per l,497 miliardi e quelli relativi al contributo regionale in ordine alla legge n. 74 del 1979, per 200 milioni da liquidarsi in rate annuali di 40 milioni. Sono già state versate 4 rate; per la quinta ed ultima rata, che deve essere versata quest'anno, come da convenzione attendiamo, per liquidarla, l'elenco degli investimenti, perché il contributo era in funzione di investimento.

La partecipazione azionaria della Regione nella COROS per i macchinari è di 765 milioni, ed i corsi di formazione professionale prevedono una spesi di 804 milioni; complessivamente 3 miliardi e 227 milioni.

Per quanto riguarda a gestione finanziaria, tenuto conto che il bilancio del 1980 non è stato ripreso in quante non è significativo costituendo la fase di avviamento, abbiamo questi dati che si riferiscono al conto economico, cioè ricavi meno costi del 1981-82-83: nel 1981 c'è stato un saldo positivo di 24 milioni, nel 1982 un saldo negativo di 96 milioni, nel 1983 un salde negativo di 276 milioni.

Per quanto riguarda le prospettive, va tenuto presente che oggi c'è un mercato sfavorevole per l'industria della rubinetteria; la Sottini e la Coros lavoravano nel 1980 circa il 67% della loro produzione per l'estero, nel 1984 è previsto che per l'estero questa percentuale scenda al 48%. Si registra quindi una caduta del mercato, in particolare quello estero visto che quello nazionale è abbastanza fermo, anzi direi che è un mercato in stanca, esistendo praticamente il blocco della edificazione civile che è strettamente legata a questo prodotto.

Il programma di rilancio di queste società è legato al mercato estero: vi sono delle prospettive nei confronti del mercato tedesco e di quello americano. Sono in corso delle campionature, alcune sono già state consegnate, per cui sono previsti nuovi investimenti in questa direzione per acquisire queste fette di mercato.

Queste campionature sono legate ad un prodotto di qualità e ad un prezzo che possa essere concorrenziale. In questo momento la COROS sta facendo uno sforzo per l'acquisizione di questi mercati. Non dimentichiamo poi che abbiamo fatto fare una analisi da parte di un professionista proprio per verificare la situazione della COROS in relazione alla situazione della SOTTINI ed il rapporto fra queste due aziende. Dall'indagine risultano corretti i loro rapporti finanziari, cioè sono tariffe di mercato, non esiste nessun trattamento di privilegio della SOTTINI a danno della COROS, anzi mi pare che dalla relazione risulti il contrario. Esiste un problema di pesantezza, visto che la COROS ha un magazzino che supera i tre miliardi, chiaramente legato all'andamento del mercato; questo però è un dato positivo visto da un punto di vista occupazionale, perchè se così non fosse la cassa integrazione, che è equamente distribuita fra lo stabilimento di Cogne e quello di Gozzano, sarebbe decisamente molto più pesante. Oggi la cassa integrazione è all'incirca il 50% delle ore lavorate, mentre per quanto riguarda lo stabilimento di Gozzano la cassa integrazione supera questo rapporto: c'è quindi un rapporto di correttezza fra la SOTTINI di Gozzano e la COROS di Cogne.

Vi ho detto la volta scorsa che, essendo le perdite di 276 milioni nel bilancio del 1983, il capitale, che era di 200 milioni ha dovuto essere abbattuto, come richiede la legge, e la Società è diventata una S.r.l.; c'è però uno sforzo notevolissimo, tanto è vero che abbiamo avuto un incontro in Regione con il Consiglio di Amministrazione della COROS il 10 di questo mese, per verificare con la stessa società le prospettive di recupero di questa azienda.

Attendiamo, in tempi abbastanza contenuti, i risultati di queste campionature ed in base all'esito si potrà dare un giudizio di prospettiva più preciso di quanto non si possa fare in questo momento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.

MILLET - (P.C.I.): Ringrazio l'Assessore per la risposta. Evidentemente il quadro è abbastanza tragico: questa doveva essere una delle industrie modello che si dovevano installare in Valle d'Aosta.

Spero che questa esperienza insegni che non sono sufficienti solo alcuni dati di confronto.

Questa è la classifica fabbrica-indotto della SOTTINI, la quale, finchè il mercato tira, vende e ricava dei profitti. Però all'azienda che produce, nel momento in cui il mercato non tira più, succede un po' come all'indotto della FIAT, formato da piccole aziende, che producono una parte dei suoi pezzi: c'è la crisi di mercato, chiudono le aziende piccole e la FIAT va sempre avanti.

Se ho capito bene, succede un po' questo, perchè in tre anni si arriva a 276 milioni di perdita su un capitale di 200; a me pare che sia una situazione da tenere sotto controllo e speriamo che si trovi una risposta, perchè diversamente sarà costretta a chiudere. Non credo che SOTTINI sosterrà una situazione del genere, salvo che non abbia altre entrate che non sono prevedibili.

Invito l'Assessore ad informare di questa situazione la Commissione speciale per l'Industria e l'Occupazione, in modo da trovare una soluzione positiva per mantenere anche in questo caso i posti di lavoro che abbiamo in Valle d'Aosta.