Oggetto del Consiglio n. 548 del 14 maggio 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 548/VIII - INTERVENTI REGIONALI PER FAVORIRE L'ACCESSO AL CREDITO DA PARTE DEI COMUNI. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Tonino e Dolchi:
INTERPELLANZA
Con la legge n. 38 del 1980 la Regione Valle d'Aosta aveva stabilito di concedere contributi variabili dal 70 al 90% sulle rate di ammortamento di mutui per opere pubbliche stipulati con la cassa Depositi e Prestiti dagli Enti aventi diritto, tra cui i Comuni.
Successive disposizioni statali hanno però in parte vanificato i contenuti della legge 38, avendo fissato in lire 50.000 per abitante e per anno l'ammontare dei mutui che i Comuni possono stipulare con la Cassa Depositi e Prestiti.
Altri provvedimenti dello Stato hanno invece dato facoltà ai Comuni di deliberare l'assunzione di mutui anche presso Istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti, concorrendo a finanziare completamente gli oneri di ammortamento per l'anno 1983 e per 1/3 per il 1984.
Ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
l'Assessore alle Finanze per sapere:
1) se la Giunta regionale ritiene opportuna una modifica della legge 38 che consenta di ammettere a contributo per gli anni 1984 e successivi anche opere finanziate con mutui assunti presso istituti di credito diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti;
2) se la Giunta intende intervenire con contributi che finanzino integralmente le quote di oneri di ammortamento dei predetti mutui non coperte dallo Stato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Nel 1980 la Regione ha approvato una legge, la n. 38, che concede contributi dal 70 al 90%, sulle rate di ammortamento di mutui che i Comuni valdostani hanno stipulato con la Cassa Depositi e Prestiti. Senonché, in anni successivi, c'è stata una limitazione alla possibilità di stipulare questi mutui che riguardano opere pubbliche. Per i Comuni è stata imposta una limitazione per cui al massimo possono essere finanziati i mutui in proporzione agli abitanti di quel Comune, con una cifra di lire 50.000 per abitante e per anno. Ne deriva che un Comune di 1000 abitanti può avere al massimo un mutuo di 50 milioni, che con i costi attuali delle opere pubbliche non è molto elevato.
Ci sono state in seguito, proprio riguardo a questi problemi, delle disposizioni (fra cui la legge 131) che hanno autorizzato i Comuni a stipulare mutui per quelle opere anche con istituti di credito diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti e le leggi finanziarie dello Stato prevedono contributi anche per questi mutui, oltre che per quelli stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti.
Nella legge finanziaria dell'anno trascorso, che riguarda il 1984 e che è stata votata alla fine del 1983, tutte le rate di ammortamento relative ai mutui stipulati nel 1983 sono integralmente coperte dallo Stato, sia che siano stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti, sia con altri Enti, sempre per quel tipo ben preciso di opere.
Per il 1984 è previsto nella legge finanziaria che lo Stato si accolli 1/3 degli oneri, mentre per gli anni successivi la quota non è ancora stata stabilita. Le richieste contenute nell'interpellanza sono le seguenti: prima, se sia possibile modificare la legge regionale n. 38 perchè le opere pubbliche dei Comuni possano essere eseguite anche con mutui stipulati presso istituti di credito diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti; seconda, se sia possibile modificare la legge in modo che tocchi alla Regione la copertura della differenza fra quanto eroga lo Stato e quanto rimane a carico dei Comuni. Per esempio per il 1983 si ha l'assurdo che coprendo tutto lo Stato, i contributi regionali diventano di fatto inutilizzabili; per il 1984 se non verrà modificata la norma attuale, i Comuni dovrebbero caricarsi i 2/3 delle rate di ammortamento.
Proponiamo quindi che ci sia una modifica della legge che vada in questa direzione, che permetta ai Comuni valdostani di avere questi contributi della legge 38 anche per istituti diversi dalla Cassa Depositi e Prestiti, e che garantisca a copertura completa delle rate, qualunque sia la cifra coperta dallo Stato.
Vogliamo sapere se la Giunta regionale ritiene accettabile questa richiesta, che proviene da parte dei Comuni - c'è una lettera dal Comune di Pont-St.Martin in questo senso - e che potrebbe mettere in gioco, per quel che riguarda le opere pubbliche, dei capitali utilizzabili, i quali potrebbero servire allo sviluppo complessivo della regione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Martin, ne ha facoltà.
MARTIN - (Féd. D.P.-U.V.P.): Non concordiamo con quanto dice il Consigliere Mafrica perchè se è vero che la legge 38 limita a 50.000 lire per abitante per anno l'accesso alla Cassa Depositi e Prestiti, è altrettanto vero che comunque pone un limite di 150 milioni e non il limite di 50 milioni per 1.000 abitanti: qualunque Comune, anche al di sotto dei 1.000 abitanti, dispone di un tetto fino a 150 milioni.
Bisogna inoltre tenere conto che la legge 38 è stata votata nel 1980, ossia prima del decentramento finanziario a favore dei Comuni, prima della completa definizione del riparto fiscale fra lo Stato e la Regione, la qual cosa ha permesso in un secondo tempo sia di operare questo decentramento amministrativo a favore dei Comuni, sia di investire maggiormente nel settore delle opere pubbliche.
A nostro avviso tutti i Comuni dovrebbero avere un eguale trattamento ed una eguale autonomia finanziaria, ed è questo lo spirito della legge sul decentramento; in questo senso la Giunta è orientata in quanto la legge sul decentramento, votata recentemente quest'anno, ha aumentato questi limiti che erano rispettivamente quelli della legge 10 e della legge 11 del 1982.
Se dessimo via libera a contrarre dei finanziamenti anche con gli altri istituti di credito, dal 1984 in poi non è prevista nessuna copertura da parte dello Stato e quindi i Comuni (in questo caso le Regioni) si troverebbero a dover coprire interamente le rate di ammortamento - e teniamo presente che si tratta di tassi di mercato, quindi ampiamente superiori al 20%. Non so quanti Comuni sarebbero in grado di fare questa operazione e perchè la Regione debba addossarsi una spesa simile.
La legge 38 era stata varata con un altro spirito, in quanto permetteva di contrarre dei mutui con la cassa Depositi e Prestiti al tasso del 10,5% molto vantaggioso; era per questo che si era scelta la Cassa Depositi e Prestiti.
Inoltre stiamo andando verso l'aumento del decentramento finanziario a favore dei Comuni e, come bilancio regionale siamo interessati sempre più ad investire in opere pubbliche; ed ancora dobbiamo considerare che i Comuni hanno una certa difficoltà a spendere tutti questi soldi (è il caso dei residui passivi che ancora abbiamo sulla famosa legge di decentramento): ipotizzando che noi facessimo un intervento, quanti Comuni sarebbero in grado di utilizzare i fondi?
Anche sulla legge 38, se notate, sono solo alcuni Comuni che hanno fatto questo intervento e non sono poi neanche molti; tutti, per esempio, avrebbero la possibilità di fare questo mutuo di 150 milioni, che non è molto ma permette comunque di fare alcune opere.
Per questi motivi non siamo d'accordo che la Regione debba integrare queste rate, perchè dal 1985 in avanti non c'è assolutamente alcuna garanzia che queste rate verranno pagate in parte dallo Stato.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Non siamo soddisfatti della risposta della Giunta, perchè ci sembra che da una parte si voglia rinunciare, visto che la Regione dà già propri fondi per le opere pubbliche, a finanziamenti che possono venire dall'esterno e che quindi aumentano la disponibilità complessiva regionale; dall'altra, con questo tipo di logica, dicendo cioè che i Comuni non riescono a spendere i soldi che già hanno attraverso le leggi di decentramento, si finiscono per penalizzare proprio i Comuni più attivi. I Comuni che sarebbero in grado di mettersi in movimento, di ricorrere alla Cassa Depositi e Prestiti o altri Istituti, vengono bloccati dal fatto che in pratica le quantità di denaro che possono ottenere sono limitate da questa norma delle 50 mila lire per abitante e per anno.
C'è un altro elemento: è vero che per gli anni successivi non viene previsto niente, però per il 1983 lo Stato prevedeva di coprire i 2/3, poi con la legge finanziaria ha coperto tutto. Per il 1984 è prevista al momento la copertura di 1/3, però non escludo, siccome la pressione di tutti i Comuni al di fuori della Valle d'Aosta è molto forte e altrove non ci sono queste agevolazioni che hanno i Comuni valdostani, che per il 1984 ed anche per gli anni successivi in realtà i mutui contratti dai Comuni siano in gran parte coperti dallo Stato.
Quindi sarebbe opportuno anzitutto dare una risposta al Comune di Pont-St.-Martin che aveva posto il problema, (non so se la Giunta lo ha già fatto) e successivamente valutare la possibilità di avere dei mutui che prevalentemente finiscono poi per essere coperti dallo Stato, per cui la Regione dovrebbe avere solo una funzione di salvaguardia e di intervento nel caso in cui lo Stato non intervenisse.
