Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 491 del 5 aprile 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 491/VIII - REVISIONE DELLA LEGISLAZIONE REGIONALE RECANTE DISCIPLINA DEGLI ORGANI DI GESTIONE DELL'U.S.L. (Reiezione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Dolchi, Tonino, Cout, Bajocco e Millet:

MOZIONE

A quattro anni dall'istituzione del Servizio Sanitario regionale, si rendono necessari alcuni interventi volti a rimediare a difficoltà e problemi che si sono manifestati nel funzionamento degli organi di gestione

Appare indispensabile una revisione delle leggi n. 8 del 1979 e n. 2 del 1980, ispirata ai seguenti obiettivi:

1) far coincidere i Comitati di Zona e i Distretti Socio-Sanitari di base con gli ambiti territoriali delle Comunità montane e della città di Aosta;

2) ridurre da 108 a 40 il numero dei componenti l'Assemblea i quali potranno essere proporzionalmente eletti dai Consigli di Comunità montana (oppure dai Consiglieri comunali dei Comuni costituenti la Comunità montana) e dal Consiglio comunale di Aosta;

3) ridurre da 15 a 9 il numero dei membri del Comitato di Gestione dell'U. in modo da affiancare al Presidente otto persone a cui affidare il coordinamento a tempo pieno degli attuali servizi in cui è strutturata

4) restituire ai Comuni tutte le competenze amministrative in materia di beneficenza pubblica loro attribuite ai sensi degli artt. 22 e 23 del D.P.R. 616 del 1977; i Comuni eserciteranno tali competenze attraverso i Consigli di Comunità montana;

5) affidare ai Consigli di Comunità montana ed al Consiglio comunale di Aosta oltre che i compiti dei Comitati di Zona per la partecipazione e gestione sociale anche quelli di promozione, organizzazione e direzione dei servizi di assistenza sociale.

Allo scopo di addivenire ad una rapida e razionale riorganizzazione del Servizio Sanitario regionale,

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di dare mandato alla Commissione consiliare permanente per la Sicurezza Sociale affinché, sulla base degli obiettivi sopra elencati, essa predisponga e porti entro tre mesi all'esame del Consiglio regionale i provvedimenti legislativi necessari.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Visto che l'altra volta avete votato contro il rinvio, per non dover ritirare la mozione non chiedo il rinvio e mi auguro che si riesca a discuterla nell'ora che ci resta.

Lo scopo della mozione è quello di avviare un dibattito sui problemi che ci sono nella nostra U.S.L.. Abbiamo preparato una mozione e non direttamente un D.L. proprio perché non volevamo avere un testo già predeterminato ma ritenevamo opportuno che sulla materia si potesse discutere.

Dobbiamo dire che abbiamo fatto pervenire alle forze politiche un documento su questi problemi ma, forse perché le stesse forze sono distratte da altre questioni, non c'è stata molta attenzione o volontà di dibattere dei problemi della sanità.

A nostro giudizio non pensiamo che si possa dire che tutto funzioni nel migliore dei modi per quello che riguarda l'U.S.L. della Valle d'Aosta.

Ci sono, prima di tutto, delle difficoltà a riunire i Comitati di Zona; per esempio, il distretto n. 5, quello che comprende Aosta, per mesi e mesi non riesce a riunirsi, a nominare il Presidente ed ha difficoltà gravi nell'espletare le proprie funzioni.

Anche altri Comitati di Zona svolgono i propri compiti in modo inadeguato. Vorremmo sapere dall'Assessore alla Sanità quanti sono quelli che hanno fatto pervenire il parere sul bilancio dell'U.S.L..

Inoltre ai Comitati di Zona ci sono a volte difficoltà per raggiungere il numero legale nell'assemblea; ricordo che addirittura a una votazione sul bilancio dell'U.S.L. era venuto a mancare il numero legale e la votazione non era stata valida.

Riteniamo non soddisfacente il funzionamento del Comitato di Gestione dell'U.S.L.: sono numerose le deliberazioni respinte dalla Commissione Regionale di Controllo ed una serie di problemi viene protratta nel tempo.

C'è da osservare anche che da quando l'U.S.L. ha avuto competenza nel gestire alcuni servizi, invece che dei passi in avanti si sono fatti dei passi indietro.

Voglio fare due esempi: le attività consultoriali e la medicina scolastica, quando erano affidate ai Comuni o alle Comunità montane, avevano cominciato ad aver un certo risultato; dopo il passaggio all'U.S.L., si sono avute difficoltà nel funzionamento, nel reperire il personale, nel tenere aperti i consultori ed a volte anche gli ambulatori.

Noi abbiamo fatto una proposta che è da considerare uno schema di riferimento, che serve solo a prospettare alle altre forze politiche una possibile soluzione, non l'unica.

Nel ragionamento che facciamo partiamo da due considerazioni: la prima, che forse la suddivisione del territorio regionale in 14 distretti non corrisponde ad aggregazioni consolidate, capaci di esprimere poi una direzione effettiva delle attività sanitarie.

Faccio un esempio: il distretto che comprende Aosta ha una popolazione che supera i 50.000 abitanti, il distretto che comprende Chambave, Saint-Denis e Verrayes ha 2500-3000 abitanti; c'è quindi un problema di squilibrio che forse varrebbe la pena riconsiderare.

C'è, a nostro giudizio, un problema più generale che si verifica in tutti questi organismi, dal Comitato di Zona all'Assemblea al Comitato di Gestione, ed è quello della scarsa responsabilizzazione degli eletti, vale a dire che probabilmente la difficoltà di partecipazione, la difficoltà a riunirsi e ad approfondire i problemi, è anche legata alla composizione stessa di questi organismi; ecco perché noi facciamo una serie di proposte che, a nostro giudizio, potrebbero servire a risolvere questi problemi.

Per quello che riguarda il territorio, riteniamo che gli ambiti territoriali dovrebbero coincidere con le otto Comunità montane da una parte e con il territorio del Comune di Aosta dall'altra, quindi proponiamo di ridurre da 14 a 9 questi ambiti territoriali.

Questa suddivisione avrebbe anche il fine di ridare alle Comunità montane, il cui ruolo si è andato sempre più spegnendo in questi ultimi tempi, dei compiti precisi.

Dobbiamo dire che, in materia di sanità, alcune Comunità montane, prima dell'approvazione della legge n. 2, avevano fatto cose addirittura egregie: avevamo predisposto delle indagini, erano stati fatti degli studi, dei piani e alcune attività, come i soggiorni degli anziani al mare, sono tuttora gestite dalle Comunità montane.

Riteniamo che le Comunità montane potrebbero tornare ad avere un ruolo anche superiore a quello attuale, se nuovamente investite di compiti precisi.

Proponiamo poi una seconda innovazione che è relativa alla composizione degli organismi. Per l'assemblea, proponiamo che il numero dei componenti sia ridotto da 108 a 40. Diciamo 40 perché è il numero dei componenti il Consiglio comunale di Aosta, è un numero, diciamo, classico per il funzionamento delle assemblee elettive, ma non è che siamo fermi su questa cifra.

Prima che lo faccia osservare qualcun altro, ricordo che è stato il nostro partito a chiedere, in occasione della discussione della legge n. 2, che nell'Assemblea fossero presenti rappresentanti di tutti i Comuni, però dobbiamo dire che alla verifica dei fatti, probabilmente perché non si sentono responsabilizzati, di fatto c'è una scarsa partecipazione sia fisica che di impegno a queste attività dell'Assemblea.

La nostra idea sarebbe quindi quella di avere 40 rappresentanti eletti o dai Consigli di Comunità montana, o, se non si vuole usare quel tipo di elezione, eletti da tutti i Consiglieri comunali i cui Comuni rientrano nell'ambito della Comunità montana.

Un'analoga riduzione, per altri motivi, proponiamo anche per il Comitato di Gestione, che attualmente è composto da 15 rappresentanti (di cui due del distretto di Aosta e tredici in ragione di uno per distretto); proponiamo di ridurre i componenti da 15 a 9, in modo da avere un Presidente del Comitato e altri otto membri cui affidare la responsabilità di seguire dal punto di vista politico, non tecnico, gli otto servizi dell'U.S.L. e riteniamo opportuno che questi nove rappresentanti delle forze politiche nel Comitato di Gestione lavorino a tempo pieno.

Per quanto riguarda il Comitato di Gestione attualmente in carica, mi pare che nessuna delle persone impegnate avesse questa disponibilità di tempo e probabilmente anche questo ha contribuito a creare difficoltà nell'impadronirsi dei problemi, nel deliberare nelle forme necessarie per non avere problemi con la Commissione Regionale di Controllo, nel seguire i diversi aspetti dei differenti servizi.

Per quello che riguarda i nostri due rappresentanti nel Comitato di Gestione, essi hanno rassegnato le dimissioni per due motivi: primo, non avevano, per ragioni personali e di organizzazione del proprio lavoro, la possibilità di lavorare a tempo pieno; secondo, la loro elezione era avvenuta con una certa imposizione anche da parte nostra, perché le forze politiche non avevano consentito al nostro partito di scegliere quelle persone che noi avremmo voluto indicare.

Infatti c'erano stati assegnati due distretti ed in quei distretti abbiamo avuto difficoltà a trovare le persone che avrebbero potuto lavorare a tempo pieno e con impegno nel Comitato di Gestione.

Se si arriva ad una soluzione che ci consenta di fare un lavoro produttivo, possiamo - senza fare questioni di schieramento - partecipare ed assumere delle responsabilità nel Comitato di Gestione, altrimenti diciamo che è difficile continuare nelle condizioni in cui i nostri rappresentanti hanno lavorato negli anni passati.

L'ultima questione che proponiamo è relativa al ruolo dei Comitati di Zona ed alle loro competenze. Noi riteniamo che i compiti dei Comitati di Zona dovrebbero essere affidati ai Consigli di Comunità montana, i quali sono espressione diretta dei Comuni; ci sono tre rappresentanti per ogni Comune fra cui il Sindaco, hanno quindi al loro interno le persone che hanno, per legge, la responsabilità sanitaria in un certo territorio.

Pensiamo che si possa risolvere il problema della partecipazione, pensiamo che i Consigli di Comunità montana potrebbero trovare delle forme per consultarsi e per avere riunioni comuni con quel 30% di rappresentanti delle forze sociali che attualmente fanno parte dei Comitati di Zona.

Riteniamo che questo sia un problema possibile da risolvere, che i Consigli di Comunità montana potrebbero anche seguire e gestire in modo appropriato tutto il settore dell'assistenza sociale, che questo settore sarebbe seguito in modo più efficace da questi organismi che hanno la conoscenza più diretta del territorio e che possono intervenire in modo più efficace nei confronti dei diversi problemi.

Queste sono le linee che proponiamo per una revisione delle due leggi: quella che suddivide il territorio della Valle d'Aosta in ambiti territoriali e quella che stabilisce il funzionamento dell'U.S.L. nella nostra Regione.

Non abbiamo più ripreso la vecchia polemica su 1, 2, 3 o 8 U.S.L.; pur rimanendo all'interno dell'unica U.S.L., pensiamo che sia possibile migliorarne la funzionalità al fine di una maggiore tutela della salute nelle sue diverse fasi di prevenzione, cura e riabilitazione.

Queste che abbiamo proposto sono delle linee che possono essere una soluzione; non riteniamo che siano proposte ultimative, siamo disposti a discuterle; riteniamo però che sarebbe improduttivo andare avanti senza nessuna modifica delle leggi esistenti, nonostante alcuni problemi che esistono nel funzionamento degli organi di gestione della sanità in Valle d'Aosta.

Pensiamo che questa sia una discussione che merita l'attenzione del Consiglio, delle forze politiche: non possiamo limitarci solo a discutere della Casa da Gioco di Saint-Vincent per tutti i prossimi anni! Questo è un problema che va affrontato, per cui con la nostra mozione proponiamo che la Commissione regionale competente predisponga, entro breve tempo, una revisione delle leggi che regolano il funzionamento della sanità in Valle d'Aosta.

Questo è il senso della mozione e ci auguriamo che capitone lo spirito, essa venga accolta dall'intero Consiglio.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz, ne ha facoltà.

MARCOZ - (U.V.): Cercherò di rispondere punto per punto per non divagare, perché parlando di sanità è facile uscire dai binari e quindi si potrebbe non rispondere all'oggetto della mozione di oggi. Poi, forse, l'attuale Presidente della Giunta vorrà fare anche lui un breve intervento, quale ex Assessore alla Sanità, per ricordarci le discussioni di due o tre anni fa.

Credo che, oggi come oggi, proporre la coincidenza dei Comitati di Zona e dei distretti socio-sanitari con gli ambiti territoriali delle Comunità montane e della città di Aosta significhi confondere gli aspetti tecnico-organizzativi con quelli di gestione politica e di amministrazione del nuovo sistema sanitario. In oltre parole mi sembra quasi di snaturare sia l'essenza di distretto socio-sanitario sia quella delle Comunità montane.

Infatti, secondo me, i distretti sanitari rappresentano essenzialmente un elemento tecnico, direi organizzativo e di gestione sociale dell'U.S.L., per cui dovremo chiarire cosa intendiamo per distretto.

Secondo noi il distretto è una struttura tecnico-finanziaria funzionale per la regolazione di servizi di primo livello e di primo intervento e questo è quanto dice l'art. 10, ultimo comma, della legge n. 833.

Infatti per noi il distretto rappresenta sempre un ambito territoriale di organizzazione dell'assistenza sanitaria di base, previsto cioè essenzialmente per consentire l'efficace sviluppo del rapporto fra cittadini e medici di fiducia, sia ai fini dell'assistenza medico-generica, sia della guardia medica, sia dell'attività di prevenzione.

E' bene sottolineare che l'attuale organizzazione dei servizi socio-sanitari di base ha consentito una presenza capillare del medico di fiducia nelle zone di media montagna. Si sa bene che prima queste zone erano carenti, in quanto i medici sceglievano per tradizione le zone più comode e quindi costringevano la popolazione a continui spostamenti per il soddisfacimento dei bisogni sanitari più frequenti e di natura generale.

Per noi è sempre il distretto sociosanitario che, in un ambito di partecipazione e gestione sociale, consente il controllo dei cittadini sull'efficacia e l'efficienza delle prestazioni sanitarie erogate dall'U.S.L. avvalendosi a tal fine - come diceva bene il Consigliere Mafrica prima - dei Comitati di Zona che devono funzionare. Essi sono gli organi il cui unico scopo è quello di consentire la diretta partecipazione della popolazione a momenti di programmazione e di organizzazione di servizi, determinando il permanente adattamento di questi alle esigenze presenti sul territorio.

Per noi il distretto vuol dire ancora un ambito territoriale di riferimento per la costituzione del Comitato di Gestione dell'U.S.L., determinando la omogeneità fra i diversi momenti di governo che vengono sviluppati nella gestione dell'U.S.L..

Chiaramente, sapendo cosa vuol dire per noi il distretto, abbiamo analizzato anche cosa significa, secondo noi Comunità montana.

La Comunità montana rappresenta un livello politico istituzionale di gestione di funzioni, e come tale costituisce un vero e proprio ente di diritto pubblico di carattere territoriale.

A questo punto se si vogliono considerare tali aspetti, si vuole mescolare tutto quanto, gli unici risultati che avremo della confusione fra distretti e Comunità montane sarebbe che il momento gestionale amministrativo e quello sociale verrebbero confusi come momento partecipativo di tutta la popolazione.

Avremo di nuovo una riduzione dell'efficacia e dell'efficienza delle organizzazioni dell'assistenza sanitaria di base sul territorio; cioè noi diremo di nuovo ai medici di collocarsi nelle zone di più gradevole residenza, con conseguente danneggiamento per quelle popolazioni che purtroppo sono residenti in ambiti disagiati.

Faremo inoltre un cattivo servizio alla nostra popolazione, perché la lasceremo di nuovo in balia dell'esigenza dei medici e non più di quella dei cittadini.

Questo per quanto riguarda il punto °.

Al 2° punto, la proposta di riduzione del numero dei componenti dell'Assemblea dell'U.S.L. è degna di osservazione e valutazione; dal momento che viene da una certa parte politica, il P.C.I., sono andato a leggermi i verbali di due tre anni fa relativi alla costituzione del famoso numero dell'U.S.L.

Da quanto ho letto, l'allora Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Rollandin aveva proposto un'assemblea composta di 54 unità, che allora rappresentavano un calcolo idoneo per la prima prestazione dell'organo di gestione dell'U.S.L..

Proprio a quell'epoca risalgono le polemiche del P.C.I., che tappezzavano la Valle di manifesti che accusavano la Giunta di truffa, l'Union Valdôtaine di antidemocraticità e che chiedeva- no con veemenza la modifica del disegno di legge, per portare a 100 il numero dei componenti l'Assemblea.

L'Assessore Rollandin, sentendo tali clamori, decise, insieme al Consiglio regionale, di portare i componenti da 54, come era stato previsto dalla Giunta, a 108.

A questo punto devo fare una riflessione: se a quell'epoca si accusava la Giunta di truffa, chi ha truffato in quel momento le esigenze di funzionalità dell'Assemblea o chi truffa, oggi come oggi, proponendo una modifica e tornando a quello che erano i numeri di tre anni fa?

Per quanto riguarda la riduzione da 15 a 9 membri per il Comitato di Gestione, mi riferisco al primo punto di quello che dicevo prima. In proposito, comunque, faccio osservare che il numero dei componenti del Comitato di Gestione, sul piano strettamente politico, è irrilevante, perché non è questo che impedisce la funzionalità dell'organo, il quale per la sua struttura deve saper rappresentare le esigenze di tutta la popolazione, ovunque essa risieda nella Regione, ed esprimere momenti di gestione della vita dell'U.S.L..

Il problema della funzionalità del Comitato di Gestione non è di natura istituzionale, ma riguarda strettamente la sua composizione politica: pertanto, se nell'interno dei componenti si vogliono fare delle modifiche (il Consigliere Mafrica diceva prima che due del P.C.I. si sono dimessi- verranno cambiati con altre due persone) non c'è nessun problema.

Quanto poi al tempo pieno proposto, mi pare legittimo domandarsi se per caso la proposta non nasconda, vista la coincidenza, come si diceva giustamente, del numero dei servizi, l'intenzione di spartire il potere all'interno dell'U.S.L. fra i diversi componenti il Comitato, ognuno a capo di una certa flangia.

Se questa fosse l'intenzione, saremmo proprio di fronte a un D.L. politico estremamente rischioso, direi anche perverso perché per la gestione dell'U.S.L. annullerebbe tutti gli effetti ed il carattere collegiale e la collegialità che deve caratterizzare sia il funzionamento del Comitato di Gestione sia le decisioni assunte, evitando pur nel rispetto delle varie maggioranze e minoranze, il formarsi di individualismo e di spartizioni di gestione del potere.

Quanto ai punti 4 e 5, sono palesemente in contrasto con gli obiettivi e le disposizioni della legge 833 di riforma sanitaria.

Infatti, precisato tra l'altro che in questo momento i Comuni esercitano le competenze amministrative in materia di beneficenza e che pertanto allo stato attuale non c'è nulla di nuovo da restituire ai Comuni o alle Comunità montane, la proposta tenderebbe a costituire un sistema parallelo di gestione dell'Assistenza sociale, cioè ci sarebbe il Comune di Aosta, Comunità montane e U.S.L..

Questo sarebbe dire chiaramente che il Comune di Aosta e i vari Consigli comunali, senza nemmeno l'ausilio del Comitato di Zona e quindi nemmeno il fastidio della partecipazione di gestione dell'Assistenza sociale, farebbero proprio quello che vogliono, sorpassando tutto quanto riguarda l'Amministrazione regionale e l'U.S.L..

In più direi su questo punto che tale proposta contrasta con tutte quelle osservazioni politiche, fatte a livello nazionale, dove anche il P.C.I. condivide questa valutazione, con le quali è stato affermato che attualmente è indispensabile l'integrazione fra l'organizzazione e la gestione del sistema sanitario.

La proposta contrasta, in modo particolare, con l'art. 15 della legge 833, la quale dice: "La legge regionale stabilisce altresì norme per la gestione coordinata ed integrata dei servizi dell'U.S.L. con i servizi sociali esistenti in territorio".

Tutti sappiamo che l'applicazione del piano sanitario in tutta Italia ha momenti di gravissima difficoltà. Stiamo analizzando in tutti i vari distretti della Regione, con i vari rappresentanti dei Comitati di Zona, con i rappresentanti dell'U.S.L. e gli Amministratori pubblici, la situazione dell'applicazione di questo piano sanitario.

E' previsto che a giugno dovremmo portare in Consiglio regionale delle modifiche al piano socio-sanitario approvato lo scorso anno.

A quel momento, con tutti i dati che saranno messi a disposizione sia dall'Assessorato che dai vari enti e comitati, si potranno prospettare delle modifiche, ma non oggi, quando ci vengono presentate delle proposte che modificano completamente le posizioni prese poco tempo fa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Non entriamo nel merito dei singoli problemi, riteniamo però che la materia possa in effetti formare oggetto di un ulteriore approfondimento, soprattutto alla luce delle esperienze che si sono acquisite.

Sarebbe facile, ma non opportuno perché ci porterebbe lontano, fare alcune considerazioni sull'efficacia dei provvedimenti legislativi regionali.

E' vero, ci sono elementi di disfunzione, ci sono elementi anche positivi. Obiettivamente, se vogliamo andare incontro a quelle che sono le reali necessità della collettività valdostana, alcune modifiche si possono anche ipotizzare.

Faccio solo questa osservazione: difficile sarebbe passare da un regime assembleare di 108 persone ad un regime di 40 persone, perché così è il Consiglio comunale di Aosta.

Mi sembra che sarebbe almeno opportuno cercare un criterio più obiettivo, perché si fa riferimento al Consiglio comunale di Aosta e non al Consiglio regionale; evidentemente la rappresentanza va giustificata sulla base di qualcosa di concreto.

Considerazioni sull'efficienza dell'U.S.L.: potremo star qui a fare delle proposte modificative in un senso e nell'altro, sprecare fiumi di parole; noi riteniamo che un momento di riflessione ci debba essere e consigliamo che questo momento sia riportato nell'ambito della Commissione.

La mozione, anziché evidenziare quattro punti (che, fra l'altro sono certo, sulla base delle esperienze fatte, potrebbero portare a differenziazioni nette anche in questa sede) dovrebbe essere formulata in termini più ampi, riportando tutta la problematica all'interno della Commissione consiliare competente.

Detto questo, proponiamo degli emendamenti che si concretizzano in questo senso:

A quattro anni dall'istituzione del Servizio Sanitario regionale, si rendono necessari alcuni interventi volti a rimediare a difficoltà e problemi che si sono manifestati negli organi gestio-nali dell'U.S.L..

Considerato che appare opportuna una revisione delle leggi n. 8 del 1979 e n. 2 del 1980, ispirata a criteri obiettivi alla luce anche delle esperienze effettuate dal 1979 in poi,

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di dare mandato alla Commissione consiliare permanente per la Sicurezza Sociale sulla base anche delle esperienze acquisite di predisporre un accurato esame di eventuale modifica dei provvedimenti legislativi vigenti.

Questa ci sembra una formulazione che consente alla Commissione di approfondire l'argomento, evita di trasferire in Consiglio una conflittualità che diventerebbe esasperata, perché su questo ognuno di noi ha idee diverse e può far maturare, attraverso un confronto più serrato in sede di Commissione, il contemperarsi di esigenze che al momento attuale possono sembrare inconciliabili, mettendo un punto fermo su una materia che, a mio avviso, non può essere liquidata con una mozione, ma merita un approfondimento di altro genere.

Si dà atto che alle ore 19,37 assume la Presidenza il Vice Presidente Franco De Grandis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Siamo stati uno di quei Gruppi politici (non so se l'unico o fra i pochi) che hanno risposto alla lettera del P.C.I. ed abbiamo avuto anche un incontro su questi problemi per verificare le rispettive posizioni.

In quell'occasione abbiamo espresso le nostre valutazioni al P.C.I. rispetto ai punti che sono contenuti nella mozione, valutazioni che in alcuni casi ci trovano concordi, - sforzo per ridurre il numero dei rappresentanti in assemblea, configurazioni diverse del Comitato di Gestione, - in altri casi abbiamo posizioni diverse, in particolare per quanto riguarda la differenziazione di ruoli fra gli organismi di partecipazione e quelli di gestione.

Al di là di questi che sono elementi di valutazione diversa e di discussione riteniamo che ci sia la necessità di rivedere l'attuale legislazione in materia di Servizio Sanitario regionale, in particolare ribadiamo il giudizio nettamente negativo sul contenuto, l'articolato e la formulazione ed anche l'ispirazione della legge n. 2 del 1980, che costituisce la base della legislazione regionale in materia.

Abbiamo dato allora un giudizio negativo su tale legge, l'abbiamo ribadito in seguito e continuiamo a ritenere anche oggi che sia stata una legge nata male, che ha avuto un iter travagliato in Consiglio, che è stata complicata nel dibattito confuso in Consiglio, che ha al suo interno dei contenuti di antidemocraticità, per cui riteniamo, sulla base dell'esperienza fatta, che si debba arrivare ad una profonda revisione di tale legge.

Mi pare che la necessità di una modificazione che può essere più o meno radicale sia evidente e colta da tutti i Gruppi politici presenti in Consiglio.

Ricollegandomi con quanto ha proposto il Consigliere Torrione, credo che possa essere accolta la proposta di riformulazione della mozione, nel senso di eliminare quei punti ben definiti che possono essere accettabili ma anche discutibili sotto certi punti di vista: quello che è necessario è andare ad un riesame dell'intera legislazione in materia.

Sono favorevole all'emendamento presentato dal Consigliere Torrione e sarei disposto a votare in quella direzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Je n'entrerai pas dans le mérite de la question. Je voudrai seulement souligner encore une fois qu'à propos de l'U.S.L. et surtout sur la question principale, qui était déjà à l'attention au moment de la formation de l'U.S.L. et qui maintenant est à l'attention de la Commission bicamérale et aussi de la Commissione Bozzi, c'est de voir comment on interprète l'U.S.L. c'est-à-dire "Ente Intermedio".

Je pense que nous nous engageons maintenant dans une discussion avant de savoir quelle sera peut-être une décision ou quand même une discussion qu'on fera sans doute à niveau de cette Commission, et à niveau de gouvernement, où il y a l'intention de revoir le problème; je pense qu'on fait un travail qui n'a pas tellement de sens à ce moment.

A notre avis, il convient d'attendre les décisions, en tenant compte du fait que nous pourrons dire notre avis à ce sujet et comme j'ai dit ce matin, il y aura une rencontre déjà le 18 prochain pour connaître les intentions du Gouvernement à ce propos et ensuite reprendre le discours.

Pour ces raisons nous ne sommes pas d'accord de voter cette motion, tout en acceptant ce qu'a dit avant l'Assesseur de reprendre le discours du plan socio-sanitaire, là où il y a certaines discussions qu'on peut faire, certains problèmes à revoir et surtout en tenant compte du fait que la loi même d'institution de l'U.S.L. sera changée.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Il Presidente della Giunta in sostanza propone di attendere i risultati della Commissione Bozzi; io credo però che se il Consiglio regionale non comincia ad occuparsi di queste cose, quando ci saranno i risultati della Commissione Bozzi faremo solo delle osservazioni marginali o non avremo la possibilità di adeguare alla realtà valdostana le modifiche che ci potranno essere, per cui riteniamo che una riflessione del Consiglio regionale sulla materia sia opportuna.

Senza voler fare polemiche ma per voler spiegare il senso della nostra proposta rispetto alle osservazioni che faceva l'Assessore, crediamo che molte delle confusioni che nascono, nascono proprio dal fatto che si fa coincidere l'Associazione dei Comuni con l'U.S.L., cioè si fanno coincidere organismi che dovrebbero avere compiti più generali, con quelli relativi alla Sanità.

Noi non pensiamo che le Comunità Montane siano degli organismi che non possono avere a che fare con la Sanità, come mi è sembrato di capire dall'esposizione dell'Assessore, tanto è vero che l'articolo 15 dice che quando il territorio dell'U.S.L. coincide con quello della Comunità Montana, è a questa che vanno attribuiti i compiti dell'U.S.L..

Non crediamo neanche di doverci cospargere il capo di cenere perché nel 1980 abbiamo chiesto un'Assemblea più numerosa; allora con questa proposta avevamo due intenti: prima di tutto quello di avere una rappresentanza diretta di tutti i Comuni, poi quello di andare anche contro determinate impostazioni limitative delle rappresentanze politiche che erano insite nel meccanismo allora proposto.

Non abbiamo ottenuto grandi risultati, perché il meccanismo dei distretti configurato in quel modo si è rivelato nella sostanza abbastanza funzionale a un certo schieramento politico.

Questo continuiamo a pensarlo anche adesso, non solo nel 1980. Comunque non è quello che dicevamo allora che ci interessa, ci interessa l'esperienza, la verifica delle possibilità di funzionamento dell'Assemblea. Quindi la proposta di una riduzione del numero viene da questa osservazione concreta delle difficoltà che ha l'Assemblea a discutere i diversi argomenti, a riunirsi, a presentare delle osservazioni fondate. Questa è la nostra indicazione.

Non c'è nessuna volontà, riducendo da 15 a 9 i membri del Comitato di Gestione, di arrivare a spartizioni o a lottizzazioni. In realtà oggi, di fatto, il Comitato di Gestione finisce per delegare al solo Presidente l'intera materia. Se invece i componenti avessero il compito di occuparsi di determinate questioni, probabilmente potrebbero dare un contributo maggiore.

Per l'assistenza sociale pensiamo che nulla osti all'affidarla alle Comunità montane, perché non esiste ancora la legge quadro; nelle Comunità montane i Comuni sono rappresentati direttamente, le Comunità montane possono essere considerate delle piccole associazioni di Comuni, quindi non vediamo come i Comuni verrebbero esautorati ed anzi riteniamo che potrebbero organizzare meglio questi servizi sociali.

Queste sono le nostre opinioni ed abbiamo capito, da quanto hanno detto l'Assessore Marcoz ed il Presidente Rollandin, che non c'è volontà neanche di accettare una mozione di carattere più generale, quale quella proposta dal Consigliere Torrione.

Noi ci riserviamo di presentare la proposta di legge, al di là dell'approvazione della mozione, per avere la possibilità di discutere in Consiglio rispetto all'organizzazione attuale, perché non sappiamo quando la Commissione Bozzi finirà i suoi lavori e quando ci saranno queste modifiche.

Verificheremo anche se c'è veramente la volontà di aspettare delle notizie necessarie o se invece si vuole mantenere la situazione così com'è, con tutte le sue difficoltà, perché questo tipo di organizzazione viene ritenuta conveniente.

Accettiamo gli emendamenti proposti dal Gruppo socialista.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Vorrei riformulare il testo emendato in termini più corretti. Ne do lettura:

A quattro anni dall'istituzione del Servizio Sanitario regionale, si rendono necessari alcuni interventi volti a rimedia rea difficoltà e problemi che si sono manifestati negli organi gestionali dell'U.S.L..

Considerato che appare opportuna una revisione delle leggi n. 8 del 1979 e n. 2 del 1980, ispirata a criteri più obiettivi alla luce anche delle esperienze effettuate nel settore sociosanitario dal 1979 in poi;

Allo scopo di addivenire ad una riorganizzazione del Servizio Sanitario regionale

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERA

di dare mandato alla Commissione consiliare permanente della Sicurezza Sociale di predisporre, sulla base anche delle esperienze acquisite, una proposta complessiva di modificazione dei provvedimenti legislativi regionali vigenti in materia di sanità pubblica, alla luce anche delle proposte di legge che il Governo formulerà in merito.

Abbiamo cercato anche di conciliare l'ultima esigenza che aveva formulato il Presidente della Giunta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz, ne ha facoltà.

MARCOZ - (U.V.): Per ribadire che non è cattiva volontà quella di non accettare la mozione, ma per l'osservazione che ha fatto prima il Presidente.

Ho già anticipato che entro giugno porteremo all'attenzione di questo Consiglio la modifica del piano socio-sanitario terremo presenti le vostre considerazioni, però oggi come oggi è impossibile votare questa mozione. Come maggioranza ci asterremo dalla votazione.

PRESIDENTE: Metto in approvazione il testo emendato testè letto ed illustrato dal Consigliere Torrione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 26

Votanti: 9

Favorevoli: 9

Astenuti: 17 (Beneforti, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi, Marcoz, Martin, Perrin, Pollicini, Ricco, Rollandin, Stevenin, Tamone, Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione nel testo originario:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 26

Votanti: 6

Favorevoli: 6

Astenuti: 20 (Beneforti, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanièce, Lanivi Marcoz, Martin, Pascale, Perrin, Pollicini, Riccarand, Ricco, Rollandin, Stévenin, Tamone, Torrione, Voyat)

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: L'ordine del giorno è esaurito, la seduta è sospesa. Il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta.

L'adunanza ha termine alle ore 19,55.