Oggetto del Consiglio n. 484 del 5 aprile 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 484/VIII - CONCESSIONE DI PREMI AI PRODUTTORI DI FORMAGGIO "FONTINA" MARCHIATA, PRODOTTA NELL'ANNO 1983 - DELEGA ALLA GIUNTA.
PRESIDENTE: Do lettura del testo della delibera:
IL CONSIGLIO REGIONALE
richiamati:
la legge 10.4.1954 n. 125
il DPR 5.8.1955 n. 667,
il DPR 30.9.1955 n. 1269
il DM 26.6.1957
DELIBERA
1° di approvare la concessione ai produttori di formaggio "fontina" di un premio di marchiatura stabilito nella misura di lire 800 per ogni forma di formaggio "fontina" regolarmente marchiata, prodotta nell'anno 1983;
2° di concedere per le forme di "fontina" marchiata classificata di 1° una maggiorazione di lire 2.000 al premio di marchiatura di cui al precedente n. 1°;
3° di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo necessario per l'esecuzione della presente deliberazione, sia per l'individuazione dei produttori aventi diritto al premio sia per la concessione dei premi di cui si tratta e per l'approvazione e la liquidazione delle spese relative che non potranno comunque superare la somma massima di lire 500.000.000 che graverà sull'apposito cap. 32750 della parte spesa del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1984: ("SPESE, CONTRIBUTI E PREMI AD ASSOCIAZIONI ED ENTI PER LA TUTELA E L'INCREMENTO DEI PRODOTTI TIPICI"), che presenta la necessaria disponibilità.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Comme chaque année on propose à l'attention du Conseil l'intervention financière de la part de la Région pour le soutien de la production du fromage typique de notre Région: la Fontina.
On explique ici qu'on prévoit une augmentation pour la production de la première qualité de 1700 à 2000 lires pour chaque Fontina qui a été produite. Au contraire, on tient à maintenir au même prix la deuxième.
De l'année prochaine il n'y aura plus cette distinction, car il y aura uniquement la Fontina de première qualité; ce fait, comme vous savez, est dû à un problème de marché et afin de donner un prix à une certaine production de bonne qualité.
Nous avons vu que même d'autres Régions ont travaillé dans la même direction, tout particulièrement l'Emilia Romagna, où on est en train de faire la même chose avec le fromage Parmigiano Reggiano, c'est-à-dire de ne plus accepter que la première qualité, tandis que jusqu'à présent on acceptait aussi la deuxième qualité.
C'est une intervention qui rencontrera tout de suite certaines difficultés, car on aura la Fontina seulement de première qualité, on aura le fromage valdôtain et après il y aura une partie de production qui malheureusement, n'ayant pas les qualités du standard qui sont prévues pour la Fontina, n'aura pas la marque et notamment n'aura pas le prix et également la possibilité d'être commercialisé.
Il est un discours qu'on a entamé avec le Consortium et avec la Coopérative de production de Fontina, pour prévoir la possibilité de soutenir de plus en plus la marque et surtout le marché de la Fontina.
En tenant compte que la production a augmenté dans ces dernières années à la suite de l'intervention qu'on a eu dans les différentes laiteries sociales, dans les différentes Coopératives même de la basse Vallée, il y a eu des difficultés de production, il y a encore des difficultés à régler parfois la production même, mais avec la collaboration de l'assistance technique, avec la collaboration des producteurs qui de plus en plus se rendront compte de la nécessité d'améliorer la production, nous pensons de prévoir une production visant à améliorer la qualité plutôt que la quantité.
C'est le point de vue, assez remarquable, qui est partagé par la plus grande partie des agriculteurs.
En effet, s'il y a eu dans ces dernières années des moments de difficulté, c'est justement à cause du fait que pas toujours la Fontina avait les qualités du standard.
Pour aller dans les marchés des autres Régions, il faut être sûrs que le produit ait vraiment les qualités qu'on prétend.
Je pense que pour l'année prochaine il y aura des changements déjà pour la production de la fin de l'année '83 et pour l'année '84 on n'aura plus qu'une qualité.
On cherchera à analyser la possibilité d'intervention pour le marché du fromage, c'est-à-dire la production de Fontina n'ayant pas la qualité prévue, qui n'aura pas la possibilité d'avoir la marque et sera au contraire appelé Formaggio valdostano; celui-ci pourra être employé pour d'autres buts et nous nous souhaitons qu'il aura quand même un bon marché.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Anche noi siamo d'accordo sul fatto che è necessario migliorare la qualità della Fontina, perché in questi anni la qualità non è migliorata.
Vorremmo fare un'osservazione: dal momento che si procede a questa marchia-tura, a noi sembra che sia necessario trovare un sistema per cui si possa individuare chi ha marchiato la Fontina, perché è vero che il Consorzio deve garantire la qualità, però possono esserci anche dei favoritismi per alcuni produttori.
Occorre essere più rigorosi per quanto riguarda la marchiatura e garantire una serietà maggiore nel mettere il marchio: riteniamo che sarebbe opportuno trovare una soluzione - non so adesso dire quale - per cui lo scarto, pur non essendo Fontina con tutti i crismi, rispetti comunque alcune regole.
Un ultimo punto: a settembre avevamo presentato un'interpellanza per quanto riguarda la marchiatura della Fontina e l'attuale Presidente Rollandin ci aveva detto che nei primi 8 mesi, su 212 mila forme, solo 108.000 erano state marchiate (in percentuale è il 51%)
Non ho trovato dati ufficiali, tuttavia sembrava a fine anno che la differenza percentuale fra le forme conferite e quelle marchiate, pur non essendo del 100%, fosse però molto superiore al 51%. Vorremmo capire come mai c'è stato questo cambiamento, cioè c'è stata negli ultimi mesi una forte marchiatura di Fontina oppure a settembre i dati non erano esatti?
Siamo d'accordo con questo provvedimento, anche se mi pare che forse sarebbe stato opportuno sapere quante forme erano state marchiate nel 1983 perché ormai siamo ad aprile 1984.
In relazione poi a quanto ho appena detto sui dati percentuali, mi sembra che il Consorzio produttori, al momento del resoconto annuale, avesse dichiarato non una percentuale di marchiato sul conferimento diversi dal 51%, ma molto maggiore.
Vorrei capire la diversità fra queste due percentuali: se deriva dal fatto che si è diventati più elastici nella marchiatura, oppure se si è stati più rigidi i primi mesi e poi si è recuperato negli ultimi mesi, o per quale altro motivo.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Devo fare due osservazioni. Intanto prendo atto con soddisfazione che anche in questo settore si sono assunte alcune determinazioni che ritengo quanto mai utili ai fini di una garanzia nei confronti del produttore, mentre in passato, quando uno di noi formulava delle osservazioni nei confronti di certi tabù come quello della Fontina, veniva tacciato di voler fare della polemica per il gusto di farla.
Oggi abbiamo sentito invece dal Presidente della Giunta che, molto opportunamente, questo atteggiamento è mutato.
Si tratta di fare ai nostri produttori delle osservazioni che forse dette in tempi passati avrebbero prodotto degli effetti ben diversi ed avrebbero evitato il deteriorarsi dell'immagine pubblicitaria di un prodotto che trova sempre più difficoltà ad essere commercializzato.
Volevo approfittare di questa occasione per proporre al Presidente della Giunta un discorso di tipo sostanzialmente diverso.
Sappiamo che la Fontina, con tutti i pregi che può avere, subisce le stesse leggi di mercato di un qualsiasi altro prodotto.
Vorremmo che a questo riguardo si intervenisse nei confronti del Consorzio Produttori della Cooperativa affinché cambi, se è possibile, il sistema di commercializzazione del prodotto, perché così come si è proceduto fino adesso, mentre alcuni prodotti di Regioni che forse hanno altre dimensioni, altre capacità finanziarie (vedi il Parmigiano Reggiano), hanno un riscontro sul mercato nazionale, la Fontina questo riscontro ce l'ha in maniera molto limitata.
Bisogna poi cambiare il sistema dei controlli, perché nei negozi d'Italia si vende di tutto tranne che la Fontina marchiata; ci sono decine di sottoprodotti che vengono spacciati per Fontina ma che Fontina non sono.
Terzo, tutto sommato l'immagine pubblicitaria - e qui entriamo in un campo particolarmente delicato - è un'immagine vecchia, abbastanza superata dai tempi e da certi tipi di esigenze. Prendendo spunto dal fatto che si immette sul mercato un formaggio che dovrebbe essere garantito sul piano della qualità, si potrebbe rilanciare il discorso del marchio in termini più concreti, e soprattutto far sì che il prodotto venga conosciuto, perché io credo che, nonostante gli sforzi che ha potuto fare il Consorzio con mezzi piuttosto limitati, il discorso della Fontina non sia ancora penetrato nel mercato.
Se d'ora in avanti si dà un assetto all'intero problema e si dà un contenuto diverso dal punto di vista della qualità a questo tipico prodotto della Valle d'Aosta, vale la spesa approfittare dell'occasione per rilanciare sul mercato nazionale un'immagine diversa del prodotto e soprattutto un marchio che sia garanzia per il consumatore che quando chiede la Fontina, gli sia fornita della Fontina.
Ultima cosa: qualcuno suggerisce di concepire per tutti i prodotti tipici valdostani un unico marchio; questo non sarebbe neanche sbagliato, perché sul piano pubblicitario avremmo all'e sterno un'unica immagine che richiama immediatamente la Valle d'Aosta, mentre si sa che alcuni prodotti sono commercializzati con un marchio ed altri con un altro.
Varrebbe la pena di studiare, sia per la Fontina che per altri prodotti tipici compresi alcuni oggetti dell'artigianato, un marchio unico che dovrebbe servire da immagine all'esterno per richiamare immediatamente l'attenzione del consumatore su un prodotto che, proprio per il suo marchio, si sa per certo che proviene dalla Valle d'Aosta.
Si dà atto che dalle ore 16,46 presiede il Vice Presidente Franco De Grandis.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): En ce qui concerne les observations faites par M. Millet, pour la question des experts qui doivent mettre la fameuse marque, on est en train de faire un cours pour chercher à avoir la même méthode dans les différents domaines. Il y a quand même des difficultés à faire ce travail, ce n'est pas si simple.
J'ai eu des rencontres avec les personnes qui, jusqu'à présent, ont fait ce travail et qui à l'avenir feront ce travail: les difficultés ne sont vraiment pas indifférentes.
Avec ce cours on aura la possibilité même de discuter le problème et de donner l'expérience de ceux qui ont travaillé jusqu'à présent aux jeunes qui seront à même de les substituer et de travailler avec eux.
Pour donner une idée du problème de la commercialisation et de la publicité, il s'agit d'un problème réel qu'on est en train d'étudier ensemble. Déjà dans les années passées on avait eu une augmentation d'engagement et même de dépense dans ce secteur; peut être on doit le faire en tenant compte de certaines modifications qu'on a eu dans ces derniers temps.
Pour donner un exemple: dans l'année 1978 la contribution pour la publicité c'était de 36 millions; en 1979 54 millions; en 1980 85 millions; en 1981 59 millions; en 1982 103 millions; en 1983 119 millions sur une requête de 199 millions qu'il y a de la part de la Coopérative et qu'après l'Assessorat et l'Administration régionale vont voir et analyser, et à la suite de cela donner une réponse, des subventions, en tenant compte des différentes difficultés.
Pour l'année 1984 il y a une requête de 350 millions. Moi, je ne dis pas qu'elle soit entièrement justifiée, mais je le dis pour souligner le fait qu'il y a une attention particulière pour chercher à donner l'image, tout en respectant certaines compétences et certains travaux qui doivent être faits par la Coopérative, nous partageons sans doute l'avis de M. Torrione, de donner une image des produits de la Vallée.
En ce qui concerne la question de la marque unique, là je pense qu'il y a des difficultés techniques, car en effet jusqu'à présent il y a eu des lois différentes pour les différents produits.
On a fait des brochures, là où on met toute une série des produits de notre terre, pour les présenter ensemble.
Je pense que c'est sans doute une réflexion à faire.
Pour le problème soulevé par M. Millet pour la production, les données fournies à ce moment venaient de la part de la Coopérative. Dans l'année 1978 la production de Fontina de laiterie était 59.099 pendant l'hiver, en pourcentage le 51%, car il y a une différence entre la production de l'hiver et celle de l'été; au contraire pendant l'été c'était 42.000, ou le 42,33%. Toujours en faisant distinction entre la production pendant l'hiver et celle pendant l'été, la production d'alpage était le 46,71%, 24.000 formes, et 18.815; dans l'année 1979 au contraire toujours pour les laiteries, c'était 68.293, 59%, et 38.768, pour l'alpage 23.668, 51%. Dans l'année 1980, c'était le 66%, et le 30% de laiterie, d'alpage le 57% et le 29%. Dans l'année 1981, le 55% de laiterie et le 40%, d'alpage le 56% et le 28%. Dans l'année 1983, le 63,71% et le 28,80%. Alpage: 47,31% et 29,19%.
Comme vous voyez, il y a quand même une différence selon les années.
Il y a aussi à considérer qu'il y a eu, de la part de l'Administration régionale, un certain engagement pour reconstruire les alpages, visant à améliorer la production: on a dépensé dans les dernières années presque 7 milliards.
Pour l'année 1984 on a prévu une dépense d'1 milliard 220 millions pour la reconstruction des alpages, qui est toujours dans l'intérêt de la production, pour améliorer à la fois les possibilités de travailler le lait et la production de première qualité.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la delibera in oggetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
