Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 438 del 20 marzo 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 438/VIII - POSIZIONE DELLA REGIONE RIGUARDO ALLA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO ELETTRODOTTO ATTRAVERSO LA VALLE D'AOSTA - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Torrione e Breuvé.

INTERPELLANZA

Un nuovo elettrodotto di dimensioni ciclopiche attraverserà nei prossimi anni la nostra Regione, con conseguenze ovviamente disastrose sul piano della tutela e del rispetto dell'ambiente naturale.

L'importo globale dei lavori appaltati dall'ENEL assomma infatti ad oltre 200 miliardi per cui può bastare questo dato a dare la misura dell'entità dell'intervento.

Si tratta in pratica dell'elettrodotto necessario per l'assorbimento dell'energia prodotta dalla centrale termonucleare di TRICASTIN, nei pressi di Lione, costruita nel quadro del progetto SUPERPHOENIX in comproprietà tra l'E.N.E.L., l'E.D.F. e l'ente per l'energia tedesco.

La nuova linea segue nel suo tracciato iniziale quella ancora attualmente esistente che dal Colle del Piccolo S. Bernardo convoglia l'energia alla cabina di AVISE per un successivo smistamento attraverso altre 2 linee che snodandosi lungo la Valle di Cogne e l'alta Valle di Champorcher raggiungono poi l'impianto di PIANEZZA (TO).

Si tratta, nel caso specifico, non della ristrutturazione di tali ormai fatiscenti elettrodotti da 220 kilo-volt, ma della costruzione di un vero e proprio nuovo elettrodotto da 380 kilo-volt sia per le sue caratteristiche strutturali che per la faraonicità dei manufatti.

Esso infatti si avvarrà di un sistema di palificazione la cui messa in opera non potrà non avere un impatto brutale sull'ambiente della nostra Regione, tenuto conto del fatto che interesserà il territorio di ben sei comuni valdostani e cioè di La Thuile, Morgex, Avise, Introd, Cogne e Champorcher.

A questo proposito basti pensare che i pali di sostegno avranno un'altezza di ben 75 metri, una larghezza complessiva da braccio a braccio di 19 metri ed un peso di oltre 500 quintali cadauno.

Ora, mentre l'elettrodotto attuale si appoggia alla cabina di AVISE, dando lavoro e manodopera a tecnici locali, quello ormai in fase di realizzazione "segherà" la Valle d'Aosta in due, convogliando l'energia direttamente al compartimento E.N.E.L. della Lombardia.

Si concretizza cioè un'operazione assolutamente abnorme e dissennata sia sotto il profilo della violenza apportata alle caratteristiche ambientali (si pensi che l'elettrodotto attraversa addirittura il Parco del Gran Paradiso!) sia per ciò che si riferisce all'opera di colonizzazione subita dal territorio regionale utilizzato come semplice corridoio di passaggio, gravato di servitù e senza la minima contropartita.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo socialista Gianni TORRIONE e Lilliana BREUVE' interpellano il Presidente della Giunta o gli Assessori competenti per conoscere:

1) se tra l'Amministrazione regionale e l'ENEL è intervenuto un accordo per la costruzione del nuovo elettrodotto ed in caso affermativo quali sono i termini dell'accordo stesso e le eventuali contropartite richieste in cambio di tale concessione;

2) se l'Amministrazione regionale, nell'eventualità che manchi uno specifico provvedimento di autorizzazione, è a conoscenza del fatto che non si tratta della ristrutturazione dei vecchi elettrodotti, come l'ENEL tenta di accreditare, ma di un vero e proprio nuovo impianto (dimensione e ingombro della palificazione, nuove opere di fondazione, portata, ecc...) che utilizza la Valle d'Aosta come "canale di scorrimento" senza apportare nessun beneficio ma violentando invece le peculiarità paesaggistiche e ambientali del nostro territorio;

3) se è valida l'ipotesi formulata al punto 2, quali provvedimenti l'Amministrazione regionale intende adottare per ovviare alle drammatiche e devastanti conseguenze derivanti dalla realizzazione di una simile opera.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Ritengo che questo argomento meriti una particolare attenzione da parte del Consiglio regionale, perché riguarda la difesa dell'ambiente e soprattutto del territorio della nostra regione.

Come è precisato nell'interpellanza, la nostra Regione sta per essere attraversata da un elettrodotto di dimensioni "ciclopiche", che l'ENEL tenta di far passare per una ristrutturazione, ma che tale non è, come vedremo poi in seguito.

L'elettrodotto segue per qualche verso il tracciato di due vecchi elettrodotti che già attraversano la nostra regione, e convoglia l'energia prodotta dalla centrale termonucleare di Pricastin, vicino a Lione, nel quadro di un progetto definito "SUPERPHOENIX", che vede la partecipazione dell'ENEL, dell'E.D.F. e dell'Ente tedesco per l'energia. E' un progetto che è senz'altro all'avanguardia per quanto riguarda la produzione di energia, sotto certi aspetti pulita, in quanto il progetto "Superphoenix" non produce, a differenza di altri impianti del genere, scorie, con tutte le conseguenze che queste hanno per quanto riguarda la tutela ambientale.

L'E.D.F. francese ha chiaramente detto all'ENEL,(questo lo possiamo affermare perché ne siamo certi), che bisogna fare in fretta, perché il supero di energia della centrale termonucleare non è più assorbibile da parte francese e quindi l'ENEL deve "appropriarsi" della propria quota di energia per convogliarla sulla rete italiana.

Il vecchio elettrodotto, che ha già dimensioni notevoli, attraversa la regione arrivando dal Piccolo San Bernardo e toccando il territorio di ben 6 Comuni valdostani, e cioè La Thuile, Morgex, Avise, Introd, Cogne e Champorcher, e aveva già suscitato all'epoca alcune perplessità, in quanto l'installazione di tralicci di una certa dimensione aveva giustamente preoccupato gli amministratori di 25 anni fa.

Questo elettrodotto convoglia l'energia attraverso il territorio di questi Comuni sino all'impianto di Pianezza, nei pressi di Torino, ed ha una portata di 220 Kgw, mentre quello che realizzerà l'ENEL, in questa "colonizzazione" del nostro territorio, avrà una portata di 380 Kgw.

Le sue stesse caratteristiche strutturali non possono non lasciare sconcertati. Il sistema dei tralicci sarà alto circa 75 metri, con una larghezza, da braccio a braccio, di 19 metri e un peso di circa 500 quintali ciascuno. Soltanto il trasporto e la messa in opera di questi giganti può determinare degli inconvenienti letali sull'ambiente. Il sistema delle fondazioni presuppone, dove è possibile e là dove è necessario, delle ferite nel corpo della montagna che, a detta di alcuni tecnici, turberanno l'ambiente per un Km. quadrato di superficie: questo è un primo aspetto.

Il secondo riguarda le opere necessarie per mettere un elettrodotto in grado di funzionare, una volta fatta la palificazione. Il tirare una fune di 27 cm. di diametro presuppone un altro inconveniente sull'ambiente che determinerà delle conseguenze che lascio immaginare.

L'autonomia si difende in tanti modi, ma il primo consiste nel difenderla evitando qualsiasi operazione che possa provocare uno sfregio all'ambiente della nostra regione.

Osservando il tracciato si può anche pensare che l'Amministrazione regionale non abbia avuto, per la parte di sua competenza, quell'attenzione che doveva avere per evitare che la costruzione di un opera così imponente avesse delle conseguenze devastanti sul paesaggio naturale. Dico questo perché anche là dove si poteva scegliere un tracciato di tipo diverso si sono tagliati a metà valloni interi della nostra regione, con un impatto sull'ambiente che è quello che è.

Andare in alta montagna e trovare una palificazione di questo tipo, anche se verniciata accuratamente di verde, credo che sia un fatto sconcertante, anche perché il tragitto dell'elettrodotto attraversa anche una parte del Parco del Gran Paradiso e valloni e valli che hanno una bellezza naturale che non può essere deturpata con l'attraversamento di una linea elettrica di questa portata.

Io credo che questo argomento debba formare oggetto di valutazione, e mi auguro che il Presidente, che è anche Assessore alla Tutela dell'Ambiente, possa ancora dire la sua parola su questa materia che, se non è stata oggetto di autorizzazione complessiva da parte della Regione, è stata però oggetto di autorizzazioni singole da parte degli Assessorati al Turismo e l' Assessorato all'Agricoltura e Foreste.

Ora io mi chiedo perché alcuni uffici della Regione, giustamente, sono così rigidi nell'applicazione delle leggi quando si tratta di intervenire su un vecchio "rascard" ed usano un metro completamente diverso quando si tratta di installare in Valle d'Aosta uno dei maggiori elettrodotti d'Europa.

Non so se si è valutato cosa significa per la nostra Regione la posa in opera di questo ciclopico complesso di fili. Altre regioni hanno rifiutato questa servitù e che invece in Valle d'Aosta si sia consentito. all'ENEL una operazione di questo tipo mi lascia sconcertato: non ho, parole, non riesco a capire.

Un elettrodotto serve certamente alla collettività nel suo complesso, ma non vedo il motivo di questa servitù, che poteva perlomeno essere compensata, mentre invece questo elettrodotto ci passa sulla testa in tutti i sensi. Il vecchio elettrodotto aveva una cabina di smistamento ad Avise, che dava occupazione a tecnici e a manodopera anche locale; questo, invece, dal piccolo San Bernardo finisce nel compartimento ENEL della Lombardia. Le mie perplessità aumentano perché, appena eletto Consigliere, vidi un provvedimento, bocciato dal Coordinamento, che riguardava il trasferimento degli uffici dell'ENEL al compartimento di Aosta e la loro localizzazione nel Comune di Châtillon. Con quel provvedimento la Regione doveva intervenire con una cifra di 2 miliardi. La Commissione di Coordinamento motivò l'annullamento con il fatto che la Regione non poteva finanziare un Ente nazionale per la produzione di energia, e quindi si ricorse alla FINAOSTA.

I nostri montanari, che hanno conservato il nostro territorio in maniera integra, hanno sbagliato tutto se è vero che l'ENEL propone dei risarcimenti così modesti! Nel comune di Avise alcuni proprietari hanno rifiutato gli indennizzi troppo modesti: per la ricostruzione di nuovi sostegni nella vecchia sede, cadauno £ 85.000; per la costruzione dei nuovi sostegni su nuova sede, £. 165.000; per la percorrenza della nuova linea sul vecchio tracciato, £. 900 al metro lineare; per la percorrenza della nuova linea sul nuovo tracciato, £. 1400.

E' vero che i comuni saranno senz'altro stati interpellati, ma è possibile i sindaci che hanno dato le autorizzazioni non abbiano pensato con più attenzione a questi problemi? E' possibile che della gente che ha sempre vissuto nella propria terra se la %veda espropriare?

Esiste una normativa che risale al 1894 sugli indennizzi e sulle servitù elettriche e militari: un articolo di una legge "preistorica" del 7 giugno 1894, diceva che le condutture elettriche ecc. non possono essere autorizzate in nessun caso se non si siano pronunciate in merito le autorità competenti. Io riconosco la mia ignoranza in una materia nella quale è estremamente difficile addentrarsi e non so se questo nuovo impianto sia stato autorizzato dalle autorità competenti, ma mi sorge un dubbio.

PRESIDENTE: Sono trascorsi già quattro minuti oltre il tempo regolamentare di dieci minuti concesso per l'illustrazione delle interpellanze.

TORRIONE (P.S.I.): Termino subito l'illustrazione.

In data 27 giugno '80, con la deliberazione n. 3215, la Regione ha stipulato una convenzione con l'Ente nazionale per l'Energia elettrica, nella quale sono previsti tutti gli adempimenti che deve effettuare l'ENEL. Si parla di "zone di rispetto" per le linee da 132 Kilovolt di 15 metri per parte, da asse ad asse. Non è neanche prevista una linea da 380 Kilovolt perché nessuno poteva prevedere una cosa del genere. Per il passaggio di una linea elettrica in un bosco bisogna disboscare 30 m.. Che cosa succederà quando questa linea attraverserà i nostri alpeggi e i nostri boschi? C'è poi addirittura la possibilità che l'installazione di questi manufatti provochi delle valanghe, ma su questo mi riservo di informare il Consiglio in sede di replica.

Si dà atto che dalle ore 12.27 presiede il Vice Presidente Dolchi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.): L'exposition du Conseiller Torrione a été assez longue. Je chercherai à ne pas être si long que lui, mais je chercherai tout de même à donner des réponses qui, j'espère, seront satisfaisantes.

Avant tout je dois dire que, quant au coût de l'ouvrage, qui se monte à 150 milliards de lires pour le territoire italien, seulement 4 milliards et, demi sont prévus pour le territoire valdôtain, au contraire de ce qu'on dit dans l'interpellation.

Je dois ensuite préciser que la centrale thermonucléaire n'est pas celle de Tricastin qui est au sud, mais celle de Crei Malville qui se trouve au nord. Je donnerai ici une carte pour mieux voir que Tricastin se trouve tout près de St. Paul-Trois-Châteaux au sud; tandis que, la centrale de Crei Malville est située au nord. C'est un détail mais, vu que le Conseiller Torrione est entré dans les détails, je veux lui répondre avec précision.

Les zones traversées ne comprennent pas le territoire du Parc National du Grand Paradis pour ce qui concerne le Val d'Aoste, exception faite pour la zone du Piémont qui a été récemment incluse par le Parlement. C'est un autre détail, mais assez important, car il s'agit des compétences. Et encore une fois, à niveau des compétences à l'intérieur du Parc National, on est en train de souligner que nous, comme Région, nous n'avons absolument pas de compétences et que nous aimerions bien en avoir, soit comme Région, Vallée 'Aoste, soit comme Région Piémont.

L'ouvrage en question est analogue, comme le Conseiller Torrione a souligné, à d'autres ouvrages réalisés ou qui sont en train d'être réalisés en Italie, en France, en Suisse et en Allemagne au moyen des structures normales destinées aux transports sur des longues distances des quantités supérieures d'énergie électrique.

A ce point, je dois dire qu'il s'agit d'un ouvrage qui a été prédisposé il y a quelques années, et qui doit être complété avec la participation de certains Pays qui font partie de l'Europe: lorsqu'on parle de l'Europe, je pense qu'il faut parler aussi de nos devoirs envers une Europe unie.

Je comprends très bien qu'ici on a, malheureusement, une ligne électrique qui va passer dans notre territoire. Qu'est-ce qu'on doit faire? Il faut dire que non? A part le fait que la compétence n'est pas à niveau régional.

Au contraire, pour ce qui concerne les requêtes plus spécifiques de l'interpellation: "Se tra l'Amministrazione Regionale e l'ENEL è intervenuto un accordo per la costruzione del nuovo elettrodotto ed in caso affermativo quali sono i termini dell'accordo ", l'autorisation pour l'installation de la ligne de transmission d'énergie électrique a été faite conformément aux dispositions en vigueur, en partie ce sont les lois que le Conseiller Torrione a rappelées et, pour ce qui concerne la Vallée d'Aoste, ce sont les avis favorables exprimés par chacun dans le cadre de ses compétences, par les Assesseurs Régionaux des Travaux Publics, du Tourisme, de l' Urbanisme et des Biens Culturels, de l'Agriculture et des Fôrets et par les Syndics des Communes intéressées: Aymavilles, Arvier, Avise, Champorcher, Cogne, Fénis, Introd, La Salle, La Thuile, Morgex, Villeneuve.

A propos des Communes, il faut dire qu'il y a eu une longue correspondance entre les Communes et l'ENEL du fait que, sur le projet transmis aux Communes, il a eu des observations que l'ENEL a prises en considération en modifiant même le parcours; en particulier, il s'agit de la Commune d'Arvier. Pour la Commune d'Avise, ils sont encore en train de trouver une solution, car il y a eu la requête de la Commune de transférer sur la rive gauche ce qui était sur la rive droite. Pour la Commune de Champorcher, c'est la même chose ainsi que pour les Communes de La Thuile et de Morgex.

Donc, je pense avoir très bien éclaircir la première partie, en soulignant encore une fois qu'il s'agit, plutôt qu'une compétence des Travaux Publics, d'une compétence de l'Etat qui n'a pas été transférée entièrement à la Région. Pour cette raison, la Région n'est pas intervenue dans le choix originel. Autre question: "Se l'Amministrazione Regionale, nell'eventualità che manchi uno specifico provvedimento di autorizzazione, è a conoscenza del fatto che non si tratta di una ristrutturazione dei vecchi elettrodotti, come l'ENEL tenta di accreditare, ma di un vero e proprio nuovo impianto che utilizza la Valle d'Aosta come canale di scorrimento". A ce propos, il faut dire que l'ENEL n'a jamais voulu faire passer la nouvelle ligne électrique comme restructuration des lignes de 220 Volts, parce que c'était écrit clairement, dans le rapport d'instructions présenté aux Assessorats Régionaux et aux Communes, qu'il s'agissait d'une nouvelle ligne installée, pour la plus grande partie, le long du tracé des lignes existantes.

Sur le troisième point: "Se è valida l'ipotesi formulata, al punto due, quali provvedimenti l'Amministrazione intende prendere?", je répond que c'est précisément l'utilisation du parcours le long de la ligne internationale actuelle avec quelques variations.

J'ai ici la carte, que le Conseiller Torrione connaît, où on peut voir les changements demandés et obtenus par les Communes intéressées, changements qui garantissent le choix d'un tracé réduisant les dommages au minimum. Par ailleurs, la ligne se développe en grande partie au-dessous du niveau forestier: 15 Km. de zone boisée et 50 Km. sur une bande située au-dessous des forêts. De cette manière les violations au paysage et au milieu naturel sont limitées et bien loin de produire des conséquences dramatiques et dévastatrices, comme on dit dans la relation.

Je partage quand même l'avis que, dans des oeuvres comme celles d'une ligne électrique, il faut avoir des garanties de la part de l'ENEL pour qu'elles ne soient pas contre l'environnement. Il faut toutefois tenir compte qu'il y a une autorisation régulière qui prévoit le passage de cette ligne, sinon on n'arriverait pas à comprendre pourquoi on est en train de discuter ce problème.

L'ouvrage a été autorisé directement par le Ministère des Travaux Publics et, pour ce qui concerne les travaux qui seront réalisés par des entreprises valdôtaines, jusqu'à présent nous savons que 4 milliards et demi de lires ont déjà été accordés aux entreprise valdôtaines.

Pour ce qui concerne les requêtes spécifique, j'ai donné des réponses, mais je comprends très bine qu'il y a encore de problèmes à résoudre. Sur le problème des avalanches qui est lié à la Commune de Cogne, nous avons plusieurs relations et nous sommes entrain de demander à l'ENEL des garanties. Il y a toute une série de lettres que je pourrais même donner aux Conseillers pour faire voir l'intérêt de l'Administration Régionale à prévoir, et avant tout à prévenir, les avalanches dans la zone de Cogne.

Pour les parties restantes, je suis d'accord avec le Conseiller Torrione quand il dit qu'il faut sauvegarder tout ce qui est de compétence Régionale. Il peut quand même comprendre qu'on ne peut pas s'opposer et qu'il faut avoir un certain esprit de coopération même s'il y a des dégâts naturels. Nous faisons partie de l'Europe, et souvent nous le rappelons; mais avec quel esprit, si chaque fois que nous sommes touchés par un ouvrage d'intérêt international nous nous opposons?

Dans quelque temps nous devrons parler à nouveau de l'autoroute; c'est un problème qui nous intéresse; c'est un lien entre l'Europe et nous. Voilà un autre point où il faudra respecter l'Etat et prévoir des investissements pour réaliser l'ouvrage. De la part de l'Administration Régionale il y a une attention toute particulière pour l'environnement, mais avec des limites et avec un peu de bon sens, c'est-à-dire: on ne peut pas empêcher n'importe quelle oeuvre, mais il faut quand même chercher à sauvegarder le territoire.

Si dà atto che dalle ore 12.48 assume la Presidenza il Presidente Bondaz.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Torrione; ne ha facoltà.

TORRIONE (P.S.I.): Io ho capito che il Presidente della Giunta ha dovuto difendere una impostazione precedente. Infatti mi è sembrato di cogliere nell'ultima parte del suo intervento alcuni aspetti che riguardano la trattativa attuale che testimoniano che la Regione si è mossa. Invece devo riconoscere che per il passato questo discorso non è stato fatto con la stessa intensità.

Mi scusi Signor Presidente, ma qui sembra che i ruoli si siano capovolti: l'ENEL fu una delle rivendicazioni socialiste degli anni scorsi, e sembra che ora io sia contro l'ENEL e lei a favore.

Ha detto giustamente che questi problemi bisogna risolverli con il buon senso: su questo argomento, tuttavia, nonostante le informazioni che mi ha dato, farò una richiesta scritta di documenti, perché voglio andare fino in fondo.

E' vero che di fronte ad una esigenza di carattere internazionale anche la nostra Regione non può rinchiudersi in un gretto particolarismo a difesa di se stessa; quando però noi abbiamo fatto, per altri motivi, questo discorso, riferendoci alla collettività nazionale, ci è stato detto che andavamo contro l'autonomia. Prendo atto che quando è in ballo un interesse generale la Regione deve comportarsi in maniera diversa.

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Non è tanto diversa, Signor Presidente, quando si chiedono dei sacrifici, come il sacrificio dei due decimi sul riparto, chiedo scusa se faccio questa considerazione: se sul piano generale della tutela della nostra

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Il discorso dipende dall'angolazione o dal punto di vista: io ritengo che ci siano dei motivi di preoccupazione e credo che la cosa non sia ancora definita, per cui la Regione può giocare ancora un ruolo. Mi risulta che alcuni comuni e alcuni cittadini che sono colpiti personalmente da questa servitù molto gravosa, hanno intenzione di opporsi a questa "colonizzazione" del nostro territorio.

Comunque, Signor Presidente, non faccio da parte mia altra polemica, a chiusura di questo mio intervento le leggo un documento che ha fatto storia ed è bene che ogni tanto ce lo ricordiamo. Ruberò cinque secondi al Consiglio, però voglio che su queste parole riflettiamo tutti. Nella metà del secolo scorso, alla richiesta del Presidente americano di comprare la terra del suo popolo, un capo indiano rispose:

"Per l'uomo bianco la terra è un nemico. Egli prende da essa qualunque cosa gli serve: la compra, la sfrutta e la vende per lasciare dietro di sè il deserto.

Per noi la terra è sacra e l'amiamo come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Della terra facciamo parte ed essa è parte di noi: i fiori, il cervo, il cavallo, l'aquila, i fiumi sono nostri fratelli, le rocce, i prati e l'uomo appartengono alla stessa famiglia.

L 'acqua e il sangue dei nostri antenati ci parlano di eventi, di ricordi della vita del nostro popolo. L'uomo bianco deve trattare gli animali come fratelli. Che cos'è l'uomo senza animali? Qualunque cosa capita agli animali, presto capita all'uomo. Qualunque cosa capita alla terra, capita all'uomo.

Se gli uomini sputano sulla terra sputano su se stessi. Far male alla terra, è disprezzare il suo creatore. Chi contamina il proprio letto, finirà col soffocare nei propri rifiuti. Ma noi siamo dei selvaggi".

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