Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 409 del 8 marzo 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 409/VIII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "CONCESSIONE DELLA RISERVA DEL 15% DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA SOVVENZIONATA AGLI APPARTENENTI ALLE FORZE DELL'ORDINE RESIDENTI IN VALLE D'AOSTA".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Le projet de loi que nous sommes en train d'examiner avait été prédisposé il y a, plus au moins, un an. Il s'agit de prévoir la possibilité d'une réserve de places de 15% des logements pour les forces de l'ordre.

Depuis longtemps on avait souligné cette exigence, que les différentes forces politiques avaient examinée, en se réservant de prédisposer un projet de loi qui puisse résoudre le problème.

En présentant la solution, on a dû examiner aussi l'autre problème, qui est un peu plus compliqué, c'est-à-dire trouver un système pour dépasser le barrage (qu'il y avait jusqu'à présent) de 7 millions pour accéder aux maisons populaires.

Je pense que compte tenu de certaines observations faites par des Conseillers à cet égard, la possibilité d'augmenter le chiffre qui était prévu de 7 millions à 14 pourrait porter des problèmes pour l'application de la loi.

Donc, on pourrait proposer de réduire la limite de 14 à 10 millions. Les raisons mêmes sont en conséquence des mécanismes de la loi, là où on prévoit la réserve des places.

Il s'agit d'une proposition à examiner; j'ai entendu qu'il y a différentes positions, car tout le monde avait reconnu, en regardant le mécanisme même de la loi, que, si nous tenons la limite de 14 millions, pour le mécanisme de la loi on arriverait à la conclusion que les propriétaires de ces logements ne payeraient pas l'equo canone mais le "canone sociale".

On propose donc de réduire de 14 à 10 millions, ou bien, si on a des difficultés à le discuter et si on veut reprendre cet argument en Commission, je pense que cela est possible de le faire.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Innanzitutto vorrei spiegare la ragione per cui non trovate, allegato al d.l., il parere della Commissione Assetto del Territorio ed anche per ricapitolare la discussione che invece è avvenuta all'interno della Commissione stessa, che ha sentito su questo argomento sia i rappresentanti delle forze dell'ordine sia il Presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari per avere alcuni elementi per il giudizio.

Uno dei problemi - forse il principale - che è emerso nella discussione fatta in Commissione, è che l'intera materia relativa alla determinazione dei redditi, dei punteggi, dei criteri per fissare il canone sociale e dei criteri di passaggio dal canone sociale all'equo canone qualora i redditi non sussistano più, andrebbe affrontata globalmente.

Va ricordato, a questo proposito, che su questo tema altre Regioni si sono già cimentate, in applicazione della delibera del C.I.P.E. del 19.11.1981 citata anche nella relazione allegata al d.l. e che la Commissione l'aveva fatto presente per iscritto nel mese di ottobre scorso, al Presidente della Giunta. La delibera del C.I.P.E. non ha efficacia tout court per la Regione Autonoma Valle d'Aosta, perché i criteri lì enunciati dovrebbero essere invece concordati fra la Regione Valle d'Aosta ed il Governo in virtù delle norme di attuazione, che prevedono per la Regione Valle d'Aosta l'accordo sul provvedimento che fissa tali criteri.

Questo è un atto importante perché - e qui parlo a livello di Gruppo politico e a titolo personale - i criteri fissati dalla delibera del C.I.P.E. sono stretti ed invadono la competenza della nostra Regione, non solo, ma anche quella delle altri Regioni.

La necessità di affrontare globalmente la materia e di concordare con lo Stato i criteri adatti per la nostra Regione sono adempimenti cui non ci possiamo sottrarre, rispetto ai quali chiedo un impegno della Giunta regionale e riferisco la disponibilità, espressa in riunione, dell'intera Commissione a lavorare su questo tema, se ciò sarà richiesto.

Detto questo sul problema più generale (che, ricordo, è stato sollevato di recente dallo stesso Presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari con una lettera inviata alla Giunta e per conoscenza anche alla II° Commissione), sul problema specifico l'orientamento della Commissione è stato quello di affrontare effettivamente il problema dei redditi che sono, attualmente, largamente inadeguati e tali da non permettere, non solo alle forze dell'ordine, ma alla generalità dei cittadini e soprattutto dei lavoratori dipendenti, di accedere alle cosiddette case popolari.

La necessità di affrontare la questione del reddito è un punto su cui la Commissione era sostanzialmente d'accordo.

Per la cifra, ha lasciato perplessi i membri della Commissione la scelta di arrivare a 14 milioni di reddito,. tenendo conto che per i lavoratori dipendenti il reddito considerato è solo il 60% del reddito effettivo, per cui il limite di accesso per i 14 milioni sarebbe di 14 milioni per i lavoratori autonomi - artigiani e commercianti e di 23 milioni per i lavoratori dipendenti. Queste cifre vanno poi maggiorate di un milione per ogni figlio o familiare a carico.

L'altro aspetto considerato dalla Commissione è stato quello cui già ha accennato il Presidente della Giunta: questi limiti sono poi ulteriormente aumentati di un 25% per individuare il limite di revoca dell'assegnazione oppure, in assenza di revoca, per determinare il limite di reddito oltre il quale l'inquilino paga l'equo canone anziché il canone sociale. Questi limiti di revoca sarebbero rispettivamente di 17,5 milioni per i lavoratori autonomi e di 29 milioni per i lavoratori dipendenti, sempre aumentati di un milione per ogni figlio o familiare a carico.

L'orientamento della Commissione era di andare ad una riduzione di questi 14 milioni, tenendo conto di un meccanismo importante inserito nel D.L., che è quello di adeguare, sulla base dell'aumento misurato dall'ISTAT all'inizio di ogni anno, questo limite di accesso e di conseguenza anche di eventuale revoca.

L'orientamento emerso è stato, come ha detto il Presidente della Giunta, diverso; secondo la nostra opinione il limite di 12 milioni potrebbe essere giusto, nel senso che porterebbe ad avere soprattutto un limite di reddito per la revoca che si aggira sui 22-23 milioni, che è un reddito non impossibile ormai per un lavoratore dipendente che abbia la sfortuna di avere un figlio che lavora momentaneamente e che contribuisce alla determinazione del reddito della famiglia.

Nello stesso tempo con i 12 milioni si avrebbe un limite di accesso per i lavoratori dipendenti che è sull'ordine dei 18 milioni, che rappresenta ormai un reddito medio e perciò si allarga un po' di più la fascia di persone che hanno il diritto di accesso alla casa popolare.

La proposta dei 10 milioni fatta dal Presidente della Giunta porterebbe questi limiti di reddito a 16,6 milioni per i lavoratori dipendenti, con una possibilità di revoca a 20,8 milioni. Si tratta di un limite che sicuramente migliora la situazione esistente, però è abbastanza ristretto considerati i salari medi attuali, per cui siamo più orientati verso i 12 milioni. Ovviamente è il Consiglio che deve decidere perché su questo la Commissione non si è ancora espressa.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Sono particolarmente contento di questo provvedimento che riguarda le forze dell'ordine, anche se è stato allargato per quanto riguarda il reddito. Avevo presentato 5-6 mesi fa una proposta di legge simile, che si è persa nella III^ Commissione.

E' argomento di una interrogazione, che presenterò all'Assessore ai Lavori Pubblici durante il prossimo Consiglio, l'adeguamento da parte della Regione

Autonoma Valle d'Aosta - che è stato fatto dalla totalità delle Regioni italiane - agli indirizzi contenuti nella delibera del C.I.P.E., indirizzi per l'acquisizione e per il reddito degli alloggi di edilizia pubblica. Sono trascorsi diversi anni e ormai questa iniziativa è urgente perché la definizione del reddito non risolve il problema; esiste la questione della revoca degli alloggi, del canone (cioè del momento in cui bisogna revocare il canone sociale per applicare un canone normale), la complessività del reddito ed il nucleo familiare.

La materia è complessa: mi auguro che l'Assessore competente possa in breve tempo sottoporre al Consiglio un provvedimento del genere.

Per tornare in merito alle forze dell'ordine, ritengo che questa riserva sia un doveroso riconoscimento a questa categoria per il tipo di lavoro che svolge e la sua pericolosità. In tutt'Italia, da molti anni, era stata concessa questa possibilità agli appartenenti alle forze dell'ordine e sono particolarmente soddisfatto perché in tal modo si dà una risposta positiva al compito svolto dagli addetti.

Con la proposta del Presidente della Giunta di abbassare il reddito da 14 a 10 milioni mi sembra che non si raggiunga l'obiettivo: la mia proposta sarebbe quella di portarlo a 12 milioni. Naturalmente esiste anche la possibilità di indicizzare, però con il limite di 10 milioni non si raggiunge lo scopo della legge, che è quello di agevolare non solo la categoria delle forze dell'ordine, ma anche gli altri aspiranti all'edilizia pubblica.

Visto che anche nelle altre Regioni d'Italia il reddito è stato stabilito in 12 milioni per i lavoratori dipendenti e in 7 milioni per quelli autonomi, probabilmente è stato calcolato che 12 milioni sia un limite massimo adeguato al tipo di vita in Italia in questo momento.

Proporrei un emendamento: l'art. 1 inizia con le parole "in conformità"; al riguardo chiederei di aggiungere "In deroga ai programmi di intervento già approvati ed in conformità....".

Questo perché, come voi sapete, esiste un unico bando per le forze dell'ordine e per il rimanente degli abitanti di Aosta, però gli addetti alle forze dell'ordine hanno superato, per il 93-94%, il limite di reddito. In conseguenza di ciò, poiché vi sono 8 alloggi a disposizione delle forze dell'ordine, la riserva verrebbe vanificata.

Se viene accettato l'emendamento che ho proposto all'art. 1 si permette che questi 8 alloggi riservati vengano consegnati agli appartenenti alle forze dell'ordine.

Ritengo questo particolare abbastanza importante, altrimenti la legge allo stato attuale non servirebbe a colmare questo vuoto ed avrebbe efficacia fra 2-3 anni, quando potrebbero venire fuori i nuovi bandi. Chiedo umilmente di inserire questo emendamento all'art. 1.Grazie.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice-Presidente De Grandis, ne ha facoltà.

DE GRANDIS - (P.R.I.): Questo era un provvedimento atteso perché i criteri di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare sono certamente superati e non rispondono più alle esigenze attuali ed alla reale situazione che si è andata evolvendo.

La legge che prevedeva un aumento del limite del reddito a 14 milioni certo non aveva tenuto abbastanza conto del fatto che questo limite non era in effetti di 14 milioni, ma era ben superiore, perché per i lavoratori dipendenti si tiene conto solo del 60% ed in più si aggiunge 1 milione per ogni figlio o familiare a carico.

Anche la riduzione a 10 milioni mi trova concorde perché è facile con un rapido conteggio dimostrare come questo limite porti in effetti per i lavoratori dipendenti ad un limite di 16,66 milioni, sempre che si tratti di un nucleo familiare composto dei soli marito e moglie.

Se prendiamo una famiglia-tipo, composta da marito, moglie e tre figli, questo limite diventa automaticamente di 19,66 milioni, che non mi sembra trascurabile.

Vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio su un altro fatto: sarebbe sbagliato (ed anche pericoloso), prevedere oggi dei limiti superiori perché è molto più importante che al di là di questo provvedimento, che ha un carattere di urgenza e serve a risolvere alcune situazioni di carattere contingente per assegnazioni che si devono fare a breve scadenza di alloggi popolari, c'è la necessità, che aveva richiamato il Consigliere Tonino, di rivedere tutti i parametri di attribuzione e di assegnazione delle case popolari proprio con una legge regionale che recepisca, per la parte accettabile e modifichi, per la parte che invece noi consideriamo inaccettabile per la nostra realtà, la deliberazione del C.I.P.E. del 1981, che è stata oggi più volte richiamata.

Quindi sono favorevole a questa riduzione a 10 milioni proprio perché considero questo limite valido nell'attua le situazione; un aumento a 14 milioni significherebbe, per una famiglia con tre figli, il limite reale di 26 milioni (che non è cosa da poco), ed un limite di revoca di addirittura 32 milioni, prima di riuscire ad applicare l'equo canone.

Ritengo invece che il limite di 10 milioni sia più equo e rispondente alle reali esigenze, soddisfi anche le necessità e difficoltà dei rappresentanti delle forze dell'ordine e che con questo provvedimento si possa poi procedere alla ristrutturazione di questi sistemi di assegnazione attraverso una legge regionale, recependo quelle che sono state le indicazioni della delibera del C.I.P.E..

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE - (P.S.I.): Anche noi siamo abbastanza favorevoli, in linea generale, a questo disegno di legge. La riserva del 15% alle forze dell'ordine è un giusto riconoscimento a categorie che operano in condizioni abbastanza disagiate e che in passato non sono state certo privilegiate nell'assegnazione degli alloggi.

Per quanto riguarda il limite di reddito, il problema è abbastanza complesso. Da una parte c'è l'esigenza di elevare il limite attuale, che certo è punitivo nei confronti dei lavoratori dipendenti e va a favorire proprio i lavoratori autonomi, per i quali l'accertamento fiscale diventa abbastanza difficile; dall'altra parte, elevando forse a dismisura questo limite di reddito si va ad aumentare in maniera eccessiva una domanda di alloggi che poi non trova rispondenza in quella che è la realtà.

Forse si può mediare fra quelle che sono state le varie proposte delle forze politiche; il Presidente della Giunta ha proposto 10 milioni, alcune forze politiche hanno proposto 12 milioni, si può forse trovare un punto di incontro mediano sugli 11 milioni, che potrebbe essere la nostra proposta, per raggiungere in questo senso una votazione unitaria.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Vorrei proporre, relativamente all'art. 4, un emendamento aggiuntivo al 10 comma "sentita la Commissione consiliare permanente per l'Assetto del Territorio e la Tutela dell'Ambiente".

Questo perché precedenti esperienze ci insegnano che in questo campo è sempre bene che la facoltà che può e deve spettare al Presidente della Giunta, venga comunque confortata quantomeno da un parere della Commissione. Ho visto che l'articolo riserva ad un successivo apposito regolamento la definizione dei criteri: la proposta è quella di aggiungere la frase citata.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco, ne ha facoltà.

BAJOCCO - (P.C.I.): Non riesco a capire: per una volta che la Giunta fa una cosa come si deve, si crea una gran discussione in Consiglio!

Vi era una proposta sana e saggia che veniva incontro ai lavoratori: guarda caso non va bene!

E' vero che questa legge è arrivata un po' in ritardo, è anche vero che la legge com'era prima (la 1035), non poteva più funzionare perché un limite di reddito di 7 milioni, dopo aver tolto il 40% ed un milione per figlio, era molto basso e poteva partecipare ai bandi un numero limitato di persone.

Il mio scopo è un po' questo: voglio parlare in modo terra terra del provvedimento. In generale le case popolari, in base alle leggi nazionali, sono assegnate alle famiglie più disagiate e numerose. Questo è il concetto.

Faccio ora un esempio: una famiglia di 5 persone ha avuto l'alloggio (aveva un reddito di 2 milioni); dei figli, tre sono ancora piccolini ed il quarto comincia oggi a guadagnare mezzo milione al mese e dà trecentomila alla famiglia. Questa famiglia comincia ad avere un piccolo respiro; adesso, con il limite di dieci milioni, per l'equo canone questa gente verrà a pagare 150-160 mila lire di affitto.

Non è che andiamo incontro a questa gente, andiamo contro questa gente: ecco per quale ragione una mediazione sui 12 milioni poteva essere la strada forse più indicata, proprio per tenere in considerazione anche queste famiglie. Personalmente sono per i 12 milioni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Perrin, ne ha facoltà.

PERRIN - (U.V.): Je crois que le Gouvernement régional a bien fait à présenter ce projet de loi, en modifiant celle qui était la requête initiale du Conseiller Baldassarre. Son projet de loi n'était pas acceptable non parce qu'il demandait, pour les forces de l'ordre, une réserve de 25%, c'est-à-dire remplissait tout le pourcentage qui, par loi, doit être réservé non seulement pour ces catégories, mais également pour toutes circonstances telles que calamités naturelles, etc.), mais car il était inconstitutionnel, puisque je crois qu'on ne peut pas mettre des limitations pour certaines catégories et les laisser pour les autres.

Donc, ce projet a l'avantage d'étendre à tous les travailleurs l'augmentation du toit pour pouvoir y accéder.

Pour le problème de la limite à fixer, nous sommes favorables à 10 millions, pour le fait qu'il faudra arriver le plus tôt possible, à travers une loi régionale, à fixer le nouveau critère de façon à adapter celui-ci aux exigences de la réalité valdôtaine.

Mais justement, comme ce projet devrait arriver le plutôt possible, je crois que ce serait mal fait de faire des pas trop longs pour devoir ensuite revenir en arrière. Nous serions pour une augmentation progressive, d'autant plus qu'il y a déjà l'augmentation pour cette loi même du 75% de variation ISTAT.

Si une position de médiation peut être trouvée sur la limite de 11 millions proposée par le parti socialiste, nous sommes d'accord.

Nous sommes contraires à l'amendement présenté par M. Baldassarre, parce que si nous demandons une dérogation aux avis d'assignation déjà faits dans le passé, nous allons remettre en discussion tout le travail fait depuis une année et demi. Nous ne pouvons pas introduire un critère pour une catégorie et ne le modifier pas pour les autres. Là nous aurions des recours à l'infini, parce que toutes les personnes qui étaient, à ce moment-là, dans l'impossibilité de présenter la demande d'assignation et qui ne l'ont pas présentée pour ces raisons-là, maintenant se sentiraient en devoir de réclamer, se trouvant dans une position différente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Vorrei illustrare brevemente il mio emendamento. Preciso che l'ex-Presidente Andrione aveva già preso, circa due anni fa, un provvedimento amministrativo di questo genere. Vorrei chiarire, Consigliere Bajocco, un particolare: esistono 8 alloggi riservati alle forze dell'ordine con il bando dell'80-81-82; sono state presentate 30 domande, delle quali solo 2 hanno i requisiti per poter usufruire degli alloggi di edilizia popolare (le altre 28 domande non hanno superato la selezione solo per il reddito). Quindi, di questi 8 alloggi riservati, due andrebbero effettivamente alle forze dell'ordine mentre gli altri 6 rientrerebbero nella massa.

Che senso ha la riserva del 15% alle forze dell'ordine se non viene accettato questo emendamento in deroga ai programmi di intervento?

La Commissione per l'assegnazione ha iniziato i lavori però questa legge non raggiunge il suo scopo se non modifichiamo l'art. 1. Ritengo che non ci sia niente di incostituzionale perché ci richiamiamo direttamente alla delibera del C.I.P.E. per una materia che è competenza della Regione (anche se solo ad un punto della delibera del C.I.P.E., non essendo stata recepita interamente) e che sia necessario superare questo ostacolo, altrimenti non solo non avremo dato un giusto riconoscimento alle forze dell'ordine, ma questo provvedimento lo si poteva presentare anche fra due anni.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco per fatto personale, ne ha facoltà.

BAJOCCO - (P.C.I.): Per fatto personale. Le domande per il bando di concorso citato sono 600, di cui 200 sono escluse per reddito. Quelle degli addetti alle forze dell'ordine sono 30 e sono 30 escluse, è vero.

Ma la legge dice anche che per le forze dell'ordine, se i richiedenti superano quel reddito, le case vengono assegnate nella graduatoria generale.

Questo disegno di legge serve per il futuro, non si può applicare ad un bando che è già stato pubblicato un anno e mezzo fa! Ormai la Commissione ha quasi ultimato il lavoro e, se vogliamo rivedere l'art. 1, dobbiamo vederlo per tutti e non solo per una categoria. Siamo onesti fino in fondo!

Mi auguro che con i prossimi bandi i richiedenti che appartengono alle forze dell'ordine potranno vedersi assegnati gli alloggi, ma non si possono creare discrepanze fra cittadini e cittadini.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Non vorrei entrare in questa disputa, però devo dire che anche in sede di Commissione il problema delle forze dell'ordine e questo specifico dell'assegnazione, con tutte le riserve che aveva il Consigliere Bajocco, ha formato oggetto di un confronto con le forze dell'ordine. Ci siamo anche resi conto che il provvedimento legislativo, come ci insegnano i sacri testi, non può avere decorrenza retroattiva, però un impegno generico della Commissione per favorire le forze dell'ordine anche nell'assegnazione per quanto riguarda i bandi già espletati e quindi pregressi, c'è stato.

Non so se tale impegno possa essere inserito in questo testo legislativo, perché rischieremmo il. rinvio. Suggerirei piuttosto al Presidente della Giunta di risolvere la questione, come aveva fatto l'ex Presidente Andrione, nell'ambito di una deliberazione della Giunta che salvaguardi la riserva di alloggi per le forze dell'ordine. La deliberazione non è una legge, ma è un atto amministrativo con dimensioni più limitate, e nello stesso tempo soddisfa le aspettative di quanti avevano esplicitato, in Commissione, le argomentazioni che ha fatto proprie il Consigliere Baldassarre. Credo che questa via di compromesso si possa trovare, come credo che un altro compromesso possa essere raggiunto sul limite di 11 milioni: considerando che questo è un provvedimento tampone, è forse meglio inserire un reddito di un milione più alto che non di un milione più basso.

Inviterei quindi la Giunta, se questa forma di compromesso è possibile, ad accettarla.

PRESIDENTE: E' chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ROLLANDIN - (U.V.): Tout le monde peut se rendre compte que le problème était plutôt compliqué. En effet, malheureusement, on ne voudrait pas qui puisse apparaître que, au Conseil régional, on fait une sorte de marché.

Il est nécessaire d'évaluer quel choix on veut faire en matière et le choix de reprendre le discours du barème de 10 millions plutôt que de 14 (en tenant compte du fait qu'il avait déjà été augmenté de 4,5 millions à 7 millions auparavant) avait été fait aussi en considérant que -et à peu près tous les Conseillers l'ont souligné - il y a la nécessité de revoir la matière dans son ensemble.

Si on partage cet avis, on pourrait pour l'instant s'arrêter à 10 millions, ce que, comme a expliqué M. De Grandis, donne la possibilité à des personnes qui sont dépendants publics, ayant un certain revenu, d'accéder aux maisons populaires.

Nous ne sommes pas contraires à arriver à 11 millions, mais si on doit revoir la matière, c'est mieux reprendre le discours en sachant qu'à présent la limite est de 10 millions.

En ce qui concerne les compétences, il faut déterminer quelle est la compétence de la Région, vu l'art. 62 de la loi 182, là où on dit "sono trasferite alla Regione le funzioni amministrative statali concernenti la programmazione regionale, la localizzazione, le attività di costruzione e di gestione di interventi di edilizia residenziale abitativa pubblica ecc.". Dans ce premier alinéa on ne parle pas de la possibilité de changer le critère de la délibération du C.I.P.E. du 1981. Et puis on dit "Sono altresì trasferite le funzioni statali relative al locale Istituto Autonomo per le Case Popolari, fermo restando il potere della Regione di stabilire soluzioni organizzative".

Si on peut avoir la compétence en matière, je pense qu'on devrait exploiter cette possibilité. A l'occasion, je me permettrai de souligner cette nécessité même à la Commission paritétique qui a été nommée pour examiner cette possibilité législative.

Quant à l'amendement du Conseiller Baldassarre, c'est vrai que si nous avons présenté ce projet de loi en tenant compte des exigences des forces de l'ordre, mais c'est autant vrai que si on ajoute cet alinéa dans le premier point cette modification est définitive.

Donc je pense que ce serait plus acceptable la solution proposée par M. Torrione, de laisser ce projet de loi tel qu'il été présenté et de voir s'il est possible de reprendre le discours dans une délibération de Junte, en tenant compte du fait que la Commission a travaillé pendant une année et demie et qu'on a l'intention de modifier le toit de l'engagement prévu par la loi.

L'amendement présenté par M. Riccarand est absolument inutile, parce qu'on dit dans la loi que le règlement est décidé par le Conseil. C'est donc une perte de temps attendre encore l'avis de la IIème Commission lorsqu'il y a un règlement qu'il faut appliquer.

Je pense qu'on puisse approuver ce projet de loi en portant la limite de 14 à 10 millions, avec l'engagement de reprendre le discours dans son ensemble dans un bref délai de temps et, en tenant compte aussi du travail de la Commission, faire une délibération pour tenir compte des exigences qui ont été représentées selon les nécessités des forces de l'ordre.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.

BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Dopo le dichiarazioni del Presidente della Giunta, non ha senso insistere, quindi ritiro l'emendamento presentato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

TONINO - (P.C.I.): Relativamente alla questione della riserva per i bandi in corso, ribadisco quello che ha affermato il Consigliere Torrione: la Commissione aveva esaminato la possibilità di un inserimento nell'art. 1 di un emendamento aggiuntivo; tuttavia è impossibile che una legge che abbia effetto retroattivo, per cui avevamo in quella sede suggerito agli stessi rappresentanti delle forze dell'ordine un incontro con la Giunta per affrontare il problema con un intervento di tipo amministrativo, come del resto è stato fatto in passato.

Per quanto riguarda il provvedimento in questione ribadisco la necessità di intervenire nel complesso della materia.

Il Presidente della Giunta deve aver dimenticato un articolo della legge 182 (purtroppo non ho sottomano il testo della legge), là dove si para espressamente dei criteri per l'assegnazione di alloggi e la fissazione dei canoni, che deve avvenire d'intesa con la Regione. E' un problema che esamineremo in seguito, però è quello più importante, mentre è secondaria la riorganizzazione dello I.A.C.P. o di altre competenze.

Per quanto riguarda il provvedimento, siccome si inquadra come un primo passo verso questo auspicabile disegno di legge regionale che riguarda il tutto, diamo un giudizio positivo perché tiene conto del problema immediato, sia nel momento dell'assegnazione, sia nel momento del passaggio dal canone sociale all'equo canone, che è quello della determinazione del reddito.

Per quel che concerne il reddito, noi riteniamo che 12 milioni erano più giusti, se poi il Consiglio decide per 10 o 11 milioni non credo che nella sostanza siano modifiche rilevanti. Ci sembrava, dopo gli esempi pratici che ha fatto il Consigliere Bajocco, che 12 milioni fossero una cifra che permettesse anche una certa equità rispetto a problemi momentanei che hanno nuclei familiari.

PRESIDENTE: Si passa all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

ART. 1

In conformità a quanto previsto dal 1° comma dell'art. 10 del D.P.R. 30.12. 1972, n. 1035, la Regione riserva un'aliquota del 15% degli alloggi finanziati ai sensi delle leggi 8.8.1977, n. 513, e 5.8.1978, n. 457, per la sistemazione abitativa dei nuclei familiari di appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza e al Corpo degli Agenti di Custodia effettivamente residenti ed in servizio in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 1:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 2:

ART. 2

Il limite massimo di reddito per concorrere all'assegnazione degli alloggi finanziati ai sensi delle leggi 8.8. 1977, n. 513, e 5.8.1978, n. 457, è elevato per tutti i concorrenti a lire 14. 000. 000.

L'importo del limite di 14.000.000 di lire è indicizzato annualmente in misura pari al 75% della variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di lavoratori dipendenti verificatasi nell'anno precedente. Il relativo provvedimento di adeguamento è adottato, all'inizio di ciascun anno solare, con deliberazione della Giunta regionale.

PRESIDENTE: All'art. 2 vi è l'emendamento presentato dal P.C.I., che sostituisce al ° e 2° comma le cifre "14.000.000" con "12.000.000". Lo metto in approvazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 23

Favorevoli: 5

Contrari: 18

Astenuti: 5 (Baldassarre, Breuvé, Pascale, Riccarand e Tornirne )

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Vi è l'emendamento di sostituzione dell'importo del limite di £ 14.000.000 con £ 10.000.000 presentato dal Presidente della Giunta, lo metto in approvazione:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 19

Favorevoli: 18

Contrari: 1

Astenuti: 9 (Baldassarre, Breuvé, Cout, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2 nel testo così emendato:

ART. 2

Il limite massimo di reddito per concorrere all'assegnazione degli alloggi finanziati ai sensi delle leggi 8.8. 1977, n. 513, e 5.8.1978, n. 457, è elevato per tutti i concorrenti a lire 10. 000. 000.

L'importo del limite di 10.000.000 di lire è indicizzato annualmente in misura pari al 75% della variazione, accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di lavoratori dipendenti verificatasi nell'anno precedente. Il relativo provvedimento di adeguamento è adottato, all'inizio di ciascun anno solare, con deliberazione della Giunta regionale.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 23

Favorevoli: 23

Astenuti: 5 (Baldassarre, Breuvé, Pascale, Riccarand e Torrione)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 3:

ART. 3

Gli alloggi attribuiti a norma della presente legge devono essere lasciati liberi dai beneficiari improrogabilmente entro il termine massimo di 90 giorni dalla data di assegnazione dei medesimi ad altra sede fuori dal territorio valdostano.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 3:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4:

ART. 4

La competenza relativa all'individuazione dei beneficiari della riserva di cui all'art. 1 della presente legge è attribuita al Presidente della Giunta regionale.

Il Consiglio regionale provvederà ad emanare apposito regolamento circa:

a) le modalità di accertamento del possesso dei requisiti di legge per gli appartenenti alle Forze dell'Ordine operanti in Valle d'Aosta che intendono beneficiare degli alloggi in quota riservata;

b) le modalità di trasmissione degli elenchi nominativi dei beneficiari ai Comuni per l'emissione dell'atto di assegnazione;

c) le modalità di trasmissione degli elenchi nominativi di cui al precedente punto b) all'Istituto Autonomo per le Case Popolari per la conseguente stipulazione dei contratti di locazione.

PRESIDENTE: All'art. 4 vi è l'emendamento del Consigliere Riccarand: aggiungere al termine del ° comma "sentita la Commissione consiliare permanente per l'assetto del territorio e la tutela dell'ambiente".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND - (N.S.): Anzitutto il regolamento di cui si parla nell'art. 4 è ancora da fare quindi bisogna vedere quando verrà redatto materialmente; in secondo luogo, anche quando ci fosse il regolamento e fosse molto meticoloso, c'è sempre chi lo applica ed è il Presidente della Giunta.

Credo che per il Presidente della Giunta stesso, chiunque esso sia, sia quanto mai positivo avere un momento di verifica con la competente Commissione consiliare, quindi mantengo il mio emendamento.

PRESIDENTE: Metto in votazione l'emendamento del Consigliere Riccarand:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 27

Favorevoli: 6

Astenuti: 1 (Aloisi)

Contrari: 21

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 4 nel testo originario:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 27

Astenuti: 1 (Riccarand)

Favorevoli: 27

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5:

ART. 5

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del 3° comma dell'art. 31 dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 5:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 28

Maggioranza: 18

Favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Si passa alla votazione del

la legge nel suo complesso per scrutinio segreto:

VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 28

Votanti: 28

Favorevoli: 24

Contrari: 4

Il Consiglio approva