Oggetto del Consiglio n. 378 del 28 febbraio 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 378/VIII - UTILIZZAZIONE DI FINANZIAMENTI DESTINATI ALL'EDILIZIA RESIDENZIALE. (Interpellanza)
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Bajocco.
INTERPELLANZA
Si stanno riscontrando, in questi giorni, gli ennesimi ritardi nell'utilizzo dei fondi pubblici destinati all'edilizia e localizzati nella città di Aosta, con il rischio, sempre presente, di perdere i finanziamenti o di utilizzarli quando sono ampiamente svalutati.
Più in particolare, non sono iniziati i lavori per 80 alloggi previsti dal programma 1982/83, non possono essere utilizzati fondi della C.E.C.A. per altri 69 alloggi, e la situazione è tale per cui anche le scelte relative agli investimenti del biennio 1984/85 sono congelate.
Con l'acquisto del quartiere COGNE di Aosta sembrava aprirsi una possibilità per primi interventi di recupero, se non che la normativa contenuta nella "variante 10 " del P.R.G.C. (attualmente in fase di approvazione) comporta tempi tecnici necessariamente lunghi. In particolare l'art. 11 delle norme di attuazione prescrive un unico Piano Urbanistico di Dettaglio, esteso all'intera area del quartiere, che si configura come un nuovo strumento urbanistico che richiede tempi di redazione ed approvazione misurabili in anni.
Tenendo conto di tale situazione è giunta la notizia che il Comune di Aosta vorrebbe riproporre l'utilizzo delle aree situate in località Borgnalle, al fine di rendere possibile il pieno utilizzo di tutti i fondi pubblici per la casa disponibili.
Tutto ciò premesso,
i sottoscritti Consiglieri regionali
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) quali azioni intende adottare la Giunta regionale per rendere possibile l'utilizzo dei finanziamenti stanziati nel biennio 1982/83;
2) se intende la Giunta regionale, in sede di approvazione della variante n. 10 del P.R.G.C. di Aosta, modificare la normativa relativa agli interventi nel quartiere COGNE, in modo tale da rendere possibile l'utilizzo di piani di recupero di rapida approvazione;
3) quale è l'opinione della Giunta regionale in merito all'utilizzo delle aree site in località Borgnalle, quale zona per l'edilizia residenziale pubblica.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): Io mi trovo costretto a fare interventi già fatti altre volte. E' un po' la solita storia che si ripete: ogni volta che la Regione deve attuare o deve programmare un biennio di interventi nel campo dell'edilizia agevolata, convenzionata e sovvenzionata, ci troviamo di fronte alle difficoltà del reperimento delle aree e a delle lungaggini di vario genere, soprattutto nella Città di Aosta.
In sostanza il problema è questo: siamo alla fine del biennio 1982/83 e sarebbero dovuti partire i lavori per la costruzione di circa 80 alloggi nella Città di Aosta e di alcuni altri localizzati in giro per la Valle. Mentre sono iniziati i lavori per quelli fuori Aosta, gli 80 alloggi di Aosta sono fermi per una vertenza tra il Comune e il proprietario di un'area compresa nel piano di zona di via Voison.
Nel biennio 1984/85 una consistente massa di finanziamenti era stata a suo tempo programmata per la Città di Aosta, sia nel campo dell'edilizia sovvenzionata, dove tutto l'intervento era assorbito nella Città di Aosta, sia nel campo dell'edilizia agevolata delle Cooperative, in cui il 50% degli interventi erano preventivati nella Città di Aosta. Un anno e mezzo fa, quando fu predisposto questo programma quadriennale, si pensava che per oggi sarebbe stato possibile l'intervento nel quartiere Cogne: invece anche in questo caso ci sono delle difficoltà. La pratica di acquisizione del quartiere è quasi ultimata e tuttavia, come abbiamo accennato nell'interpellanza, con le normative che oggi esistono e che si è dato il Comune con la Variante n. 10, noi potremmo intervenire nel quartiere Cogne, nella migliore delle ipotesi, fra due anni.
La Variante n. 10 prevede all'art. n. 11 che l'intervento all'interno del quartiere deve essere preceduto da un piano urbanistico di dettaglio esteso all'intera area del quartiere e per "intera area" del quartiere si intende un'area più vasta di quella oggetto di studio del piano OIKOS, per cui i tempi tecnici nella redazione di uno strumento urbanistico di questo tipo che prevede tempi di redazione, pubblicazione, osservazioni da parte dei cittadini, seconda riadozione e quindi approvazione dello strumento, sono tempi di questa portata. Non credo che il comune di Aosta sia in grado di scendere a tempi inferiori ad uno anno due anni.
La normativa prevede tra l'altro che in assenza di quello strumento urbanistico generale, nel quartiere si facciano soltanto interventi di ordinaria manutenzione dei fabbricati per cui l'attuazione stessa del cosiddetto piano OIKOS non potrebbe andare avanti trattandosi non di ordinaria o straordinaria manutenzione, ma di ristrutturazione, nel senso di innalzamento di piani e via di questo passo. Questo aspetto di come e di quando si potrà intervenire nel quartiere Cogne è una cosa importante ai fini dell'utilizzo dei finanziamenti pubblici dello Stato.
Nella interpellanza ricordiamo anche che, tenendo conto della eventuale possibilità di intervento nel quartiere, era partita già un anno fa una richiesta di finanziamenti verso la Comunità Economica del Carbone e dell'Acciaio. I finanziamenti sono arrivati e permetterebbero un investimento per 69 alloggi, una parte dei quali di recupero e non solo di nuova costruzione: anche questi sono finanziamenti destinati ad essere persi perché intervenire nel quartiere non è possibile.
Gli organi di stampa hanno parlato nei giorni scorsi di una riproposta da parte del Comune di Aosta dell'area di Borgnalle: la vicenda è nota perché già a suo tempo il Comune aveva adottato un piano di zona su quell'area, scelta che fu però bocciata dalla Giunta regionale in sede di approvazione del piano di zona per motivazioni di carattere urbanistico.
Mi sembra che il complesso della questione sia piuttosto contorto, per cui se non si prendono delle decisioni noi perderemo dei finanziamenti, mentre continuiamo ad andare avanti con un sistema che, nella migliore delle ipotesi, porta a dei ritardi nell'inizio delle costruzioni e perciò a degli aggravi che cadono poi sulle spalle di chi deve costruire, sia esso istituto siano essi i cooperatori.
Le domande che noi facciamo sono elencate bene nella interpellanza: "Che cosa si intende fare per quanto riguarda i finanziamenti del biennio '82 '83 che rischiano di essere persi se non c'è un provvedimento di Giunta che rilocalizza l'intera questione?" In secondo luogo: "Come intende muoversi la Giunta regionale in sede di approvazione della Variante n. 10 per far si che i tempi di intervento nel quartiere non siano tempi troppo lunghi?" Un suggerimento recente è quello di prevedere che anziché con un piano urbanistico di dettaglio sull'intero quartiere, la ristrutturazione sia attuata per mezzo di piani di recupero più limitati, soggetti all'approvazione del Consiglio comunale, il quale avrà la possibilità di valutarli nell'ambito delle proprie scelte fatte attraverso il piano OIKOS.
I piani di recupero previsti dalla legge n. 457 hanno tempi sia di redazione che di attuazione accelerati. Ho visto che una proposta di questo tipo è stata fatta da chi era interessato all'intervento con i finanziamenti della CECA. Si tratta a mio avviso, in sede di approvazione della Variante n. 10, di valutare questo elemento, per evitare che gli strumenti urbanistici portino a dei tempi troppo lunghi.
Tra l'altro, bisogna anche precisare che la nostra legge regionale che autorizzava la Giunta all'acquisto del quartiere prevede in un articolo che il Comune di Aosta, con apposita variante, definisca le modalità di intervento nel quartiere. Questa è una condizione per l'intervento della Regione ed è stato un emendamento introdotto durante il dibattito in aula.
Si tratterebbe di precisare, a mio avviso, che la Variante n. 10 si identifica l'apposita Variante prevista dalla legge perché definisce come si interviene, altrimenti occorrerebbe addirittura aspettare un'altra Variante e, subito dopo, lo strumento urbanistico: valutiamo anche che questo elemento non porti ad ulteriori ritardi.
La terza domanda è la seguente: "Quale è l'opinione della Giunta in merito ad un utilizzo della zona di Borgnalle, che potrebbe essere oggi uno sfogo per l'utilizzo dei finanziamenti nel periodo che è necessario per approntare gli strumenti urbanistici necessari per l'intervento nel quartiere Cogne?"
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Chabod; ne ha facoltà.
CHABOD (D.C.): A gran parte dell'interpellanza ha già risposto il Consigliere Tonino. Ha già detto tutto lui perché, dopo la riunione che abbiamo già fatto con i Consiglieri Tonino e Lanivi, abbiamo di nuovo convocato la commissione per domani, dopo aver sentito il sindaco ieri. Il sindaco è in grandissime difficoltà per individuare delle zone ad Aosta, questo lo sappiamo tutti.
Sappiamo che nella zona Voison è stato fatto un ricorso al TAR; adesso sembra che il Comune abbia deliberato per poter di nuovo assegnare alle Cooperative la zona di Voison.
Abbiamo purtroppo il grosso disagio derivante dalla legge, cioè che entro dieci mesi devono cominciare i lavori. Questo non è sempre facile, specialmente adesso, con la questione che non si possono più fare espropri, le pratiche diventano molto lunghe e trattare con i proprietario né sempre facile.
D'altra parte noi, come Assessorato, pensiamo che sarebbe auspicabile che i Comuni adottino diverse strategie nella fase della individuazione del reale fabbisogno abitativo. Questo lo abbiamo già detto al sindaco di Aosta e pensiamo di dirlo anche agli altri sindaci.
Una seconda fase di studio prevede il soddisfacimento del bisogno abitativo emerso attraverso i canali del recupero o di nuove costruzioni. Una terza fase consiste dell'approntamento delle procedure necessarie per l'acquisizione degli immobili e delle aree in modo da averle disponibili con l'arrivo dei finanziamenti; questa sarebbe una cosa importantissima così non si rischierebbe di perdere i soldi che ora rischiamo di perdere.
Se questa strategia, del resto già indicata nelle normative vigenti, sarà recepita dai Comuni si potranno evitare in futuro maggiori oneri anche per i proprietari.
Per i programmi in corso la Regione verificherà la volontà dei Comuni nell'attuare concretamente gli interventi di un nuovo provvedimento di rilocalizzazione e stabilirà le scadenze entro le quali dovranno essere necessariamente avviati gli interventi, pena la revoca definitiva dei finanziamenti.
Per il punto due dell'interpellanza, cioè il quartiere Cogne per quanto è relativo alla Variante n. 10, non siamo in possesso dei dati necessari per formulare un giudizio sulla ristrutturazione. Il tutto è ancora in fase di studio e di elaborazione e si prevedono tempi abbastanza lunghi. Ritengo inoltre che la questione, trattandosi di materia urbanistica, non sia di competenza dell'Assessorato ai Lavori Pubblici. Ieri ho parlato con il sindaco di Aosta e anche lui è molto preoccupato perché le cose andranno per le lunghe.
In merito al punto tre, e cioè alla zona di Borgnalle, la Giunta regionale si era già espressa negativamente una volta perché c'è da definire la questione dello svincolo per il Gran San Bernardo che non si sa ancora bene come sarà risolta.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (P.C.I.): Naturalmente devo dichiararmi insoddisfatto, nel senso che l'unico intervento che mi sembra prospetti l'Assessore Chabod, sia quello di rilocalizzare gli interventi del biennio 1982/1983 perché dieci mesi non sono stati rispettati per gli ottanta alloggi previsti nella città di Aosta. Questo è un intervento, credo, necessario per non perdere i finanziamenti. Però per il biennio successivo occorre decidere nel senso che, se noi continuiamo ad avere la previsione di intervenire nel quartiere Cogne sapendo che i tempi di intervento sono lunghi, direi che in fondo ci prendiamo in giro e prendiamo in giro quelli che aspettano le cooperative.
Le strade da seguire a mio avviso sono due: o la Giunta cambia opinione relativamente a Borgnalle e lì si interviene, oppure questi finanziamenti vanno localizzati fuori dalla città di Aosta, e si deve sapere che nella città di Aosta nel prossimo biennio si faranno limitati interventi perché non esiste la possibilità di acquisire aree né di intervenire nel quartiere Cogne. Siccome mi risulta che ci saranno altri interventi possibili in altri Comuni della Valle bisogna prendere questo tipo di decisione. Io credo che quella di non decidere sia una posizione ambigua, perché mi sembra sia questa la posizione che è emersa dalle parole dell'Assessore Chabod e io ribadisco in questa replica che per l'intervento nel quartiere occorre mettere mano subito ad una analisi degli strumenti necessari, perché altrimenti i tempi rischiano di essere troppo lunghi.
