Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 377 del 28 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 377/VIII - INTERVENTI REGIONALI A FAVORE DELLA DITTA BUZZI DI AOSTA. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Cout e Bajocco.

INTERPELLANZA

VISTE le deliberazioni della Giunta regionale n. 3436 del 25 giugno 1982, n. 852 dell'11 febbraio 1983, n. 11 del 9 gennaio 1984, n. 280 del 20 gennaio 1984, con cui si impegnano le spese e si stabiliscono le liquidazioni dei fondi per l'effettuazione di corsi di qualificazione per maglieriste presso la ditta Buzzi di Aosta e si conferisce un finanziamento alla stessa ditta f. 200 milioni;

CONSIDERATO che non è la prima volta che in Consiglio regionale si discute di interventi che si riferiscono alla Ditta Buzzi di Aosta;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

1) a quali altri finanziamenti a tasso agevolato ha potuto accedere sinora la ditta Buzzi. per quale importo totale e con quali deliberazioni di Giunta;

2) quali garanzie ha dato la citata ditta per ciò che riguarda i finanziamenti e quali sono gli impegni di occupazione;

3) per quale importo ha partecipato la ditta Buzzi per la organizzazione dei corsi di formazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Sulla questione eravamo già intervenuti altre volte ma siamo stati di nuovo spinti a presentare un'interpellanza perché ancora una volta la Giunta ha approvato una deliberazione con cui si danno dei finanziamenti alla ditta Buzzi. Quindi ci siamo anche posti il problema se questa sarà l'ultima deliberazione di Giunta. Ne abbiamo elencate quattro nella nostra interpellanza: ce ne sono state anche altre o ce ne saranno anche altre per ulteriori finanziamenti?

Il problema che ci siamo posti è di questo tipo: si è partiti con l'istituzione di un corso professionale che prevedeva la spesa di 243 milioni per un corso di formazione che doveva durare tre anni. Questi finanziamenti sono stati aumentati all'inizio di ogni corso annuale e sono diventati quasi 400 milioni per un corso per cui la spesa iniziale prevista era di poco superiore alla metà, e questo senza un aumento consistente dei partecipanti al corso. Io penso che sia necessario tenere conto dei partecipanti quando si deve finanziare un corso, anche se questo finanziamento può essere dato in vista di una futura occupazione.

Il corso era cominciato con venti partecipanti, non ci risulta che il numero sia aumentato, mentre sono aumentati i finanziamenti che sono stati dati alla ditta Buzzi, dicendo che la stessa garantirà 18 persone occupate invece di 15. Ma questo viene ripetuto per tre deliberazioni successive, nella prima delle quali si dice anche che si darà un mutuo di 200 milioni garantito con fido cambiario alla stessa ditta.

Direi quindi che per un'occupazione di tre persone in più vengono dati centinaia di milioni sia per il corso che per un finanziamento alla ditta.

Ci siamo pertanto chiesti se effettivamente questa ditta non viene trattata in modo preferenziale da parte della Regione per gli interventi che sono stati fatti e se vi saranno anche altri interventi nei confronti della stessa. Già in altre occasioni avevamo fatto rilevare altre questioni che si riferiscono a questo corso: per questo ci vengono ancora altri dubbi o sospetti che il corso sia stato trattato in modo preferenziale.

Non ci risulta che questa ditta, per i corsi di formazione professionale, a differenza di quelli che rientrano nei piano annuale, abbia partecipato con una quota propria per il corso di formazione. Ci risulta anzi che queste persone, come si dice nell'ultima deliberazione di Giunta, abbiano bisogno di un ulteriore formazione di 12 mesi e che la cosa era già prevista all'inizio del corso. Esso doveva durare né più e né meno di tre anni, così come durerà sommando la durata prevista con tutte le deliberazioni.

Ci sono quindi delle motivazioni secondo noi che non sono così chiare e così valide per tutti questi interventi che sono stati fatti e ci riserveremo casomai di fare ulteriori verifiche.

Intanto con questa interpellanza abbiamo voluto chiedere alcuni chiarimenti per sapere come esattamente stia la situazione e quali valutazioni ci da la Giunta su gli interventi che sono stati fatti.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI (Féd. D.P. - U.V.P.): Non ci sarebbe bisogno di preamboli, ma l'illustrazione che ha fatto il Consigliere Cout, mi fa dire che occorre un preambolo.

Ci si deve rendere conto che siamo in un momento eccezionale, di grave crisi e di grossa difficoltà, per cui il nostro procedere non è certamente in relazione alla preferenzialità delle persone. Se anzi pensiamo che quel tal signore ha un coefficiente di simpatia che tende allo zero, se fosse quella la motivazione che ci spinge, state pur certi che non avremmo fatto nulla.

Diciamo pure invece che qui occorre avere il coraggio di essere coerenti, l'ho già fatto una volta questo appello, siamo convinti anche noi che tutta una serie di sforzi sono condotti al limite della fiducia che vadano a buon esito: nessuno è in grado di garantire che vadano a finire bene, ma facciamo il massimo degli sforzi perché tutto finisca nel migliore dei modi.

Siamo di fronte ad una situazione per cui, vuoi per le difficoltà di liquidità, vuoi per la struttura aziendale stessa, c'è bisogno di interventi. I titolari della ditta avevano sostenuto che per formare una persona idonea per quel tipo di professionalità, e cioè per la confezione, occorrevano tre anni. Sin dall'inizio hanno detto che non era possibile raggiungere una autosufficienza nel campo della confezione se non in un periodo di tre anni di preparazione, ed in questa direzione sono stati coerenti. La Regione ha contrattato, usiamo questo termine, il tempo e in un primo tempo l'aveva ridotto a due anni. La realtà è che i responsabili della ditta continuano ad insistere che questo periodo non è sufficiente per poter garantire una professionalità ed una autonomia lavorativa da parte dei corsisti, per cui siamo di fronte alla richiesta del terzo corso annuale per completare la professionalità di queste persone.

Questa ditta è divisa in due laboratori, uno ad Aosta con 7 dipendenti e uno vicino a Quart con 18 dipendenti. Questi corsi sono una forma di intervento di sostegno per quell'apprendistato che consentirà di raggiungere una professionalità autosufficiente.

E' chiaro che in questo caso non possiamo creare condizioni per cui se non abbiamo più una sicurezza non si procede: un minimo di rischio c'è in tutte le operazioni di questi tipo.

Basta che crolli la domanda per far cadere uno sforzo finalizzato a dare una occupazione nel settore.

Debbo dire che gli interventi che la Regione ha fatto nei confronti di questa società non sono di carattere eccezionale. La società ha avuto un primo contributo, in base alla legge regionale, in conto capitale, di 538 mila lire, che è il famoso 30% sino ad un tetto di 5 milioni ed era per l'acquisto di una macchina; ha poi avuto 10 milioni di contributo nel 1979 in base alla legge n. 41, un fondo di rotazione dell'artigianato, previsto dalla legge n. 101, di 15.200.000, che non è ancora stato erogato in quanto si tratta una recentissima delibera mandata alla FINAOSTA il 16 gennaio.

Le garanzie che questa ditta ha fornito sono garanzie cambiarie e noi, sempre nel tentativo di non commettere, per quanto possibile errori, che però sono sempre possibili, abbiamo fatto fare uno studio da una ditta specializzata in certificazioni di bilancio ed organizzazione industriale, a proposito della Buzzi, studio che ci è stato consegnato il 15 novembre. Lo studio fa alcune critiche alla gestione della ditta, fa presente, ad esempio, che ha in magazzino merce per 700 milioni; forse erroneamente questa ditta ha voluto crearsi un volano di materia prima tale da garantirsi di fronte all'aumento dei prezzi che, per il particolare tipo di prodotto, sono legati all'area del dollaro. Però questa relazione fa anche presente, che, dando garanzie cambiarie e quindi garanzie sul magazzino, il finanziamento potrebbe essere concesso cercando d'avere un rientro in tempi abbastanza contenuti.

Per quanto riguarda l'intervento della ditta sulla preparazione dei corsi di qualificazione dobbiamo dire che complessivamente la ditta Buzzi ha avuto a suo carico £. 110.484.000 di intervento contro l'intervento della Regione di £. 243.000.000 che ha prima fatto rilevare il Consigliere Cout. Quindi, complessivamente £. 104.484.000 a partire dal 1983 sino al mese di gennaio di quest'anno: questo è il contributo che la Ditta ha dato per i corsi di formazione.

Andando avanti con la preparazione noi riduciamo man mano l'intervento dal 75% al 50% in quanto c'è una resa gradualmente raggiungibile con l'aumento della professionalità da parte degli allievi, per cui ridurremo sempre più la nostra partecipazione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Cout; ne ha facoltà.

COUT (P.C.I.): Da quanto ci ha detto l'Assessore, se prima anche noi nei confronti della Ditta Buzzi avevamo poche simpatie, adesso forse ne abbiamo meno ancora.

Per ciò che riguarda la risposta dell'Assessore, simpatia a parte, noi continuiamo a mantenere molte riserve per ciò che ci è stato detto su questi tipi di intervento nei confronti della Ditta Buzzi e, per non allungare troppo la discussione, ci riserveremo di valutare meglio la cosa e, casomai, di parlarne anche con l'Assessore.