Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 376 del 28 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 376/VIII - APPLICAZIONE DI TRIBUTI ALLE IMPRESE CHE SVOLGONO ATTIVITA' ECONOMICA. - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Bajocco.

INTERPELLANZA

VISTA la deliberazione di Giunta n. 274 del 20.1.1984 avente per oggetto: "Applicazione, per l'anno 1983, a carico di tutte le imprese che svolgono attività economica iscritte al Registro delle ditte del diritto di cui all'art. 34 del D.L. 22.12.1981, n. 786, aumento nella misura del 50% consentito

dall'art. 29 del D.L. 28.2.1983";

VISTE le leggi n. 51 del 26.2.1982 arte. 33 e 34; n. 131 del 26.4.1983 art. 29 e n. 730 del 27.12.1983 art. 8;

VISTA la deliberazione di Giunta n. 2152 del 7.5.1982 avente per oggetto: "Collegamento dei Servizi Camerali dell'Assessorato dell'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti alla rete di informatica delle Camere di Commercio italiane - Approvazione dello schema di contratto Approvazione e finanziamento di spesa";

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente per conoscere:

1) quali sono i motivi per i quali la Giunta regionale non ha applicato, nel 1982, i diritti annuali previsti dall'art. 34 della legge n. 51 del 26.2.1982 e perché invece intende applicare, retroattivamente, per il 1983, quelli previsti dall'art. 29 della legge n. 131 del 26.4.1983;

2) quali sono le intenzioni della Giunta regionale, per il 1984, in riferimento all'art. 8 della legge n. 730 del 27.12.1983;

3) a che punto è la meccanizzazione dei Servizi Camerali, in rapporto alla convenzione stipulata con la CERVED S.p.A. di Padova;

4) se il costo del servizio di riscossione dei diritti annuali per il 1983 è forfetario o rapportato percentualmente alle somme riscosse.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Anche in questo caso siamo stati sollecitati a chiedere dei chiarimenti da una delibera di Giunta che tratta dei diritti annuali a carico delle ditte artigianali e commerciali. Vorremmo perciò porre una serie di questioni anche perché alcune cose non ci risultano chiare anche leggendo le legge. La revisione dell'ordinamento finanziario per la Valle d'Aosta approvata con legge 26/11/1981 con n. 690, recita all'art. 10: "Le leggi statali vigenti e quelle che saranno successivamente emanate riguardanti l'attribuzione di tributi, contributi e diritti alle Province, alle Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato, agli Enti Provinciali del Turismo e agli altri Enti e Servizi assorbiti dalla Regione Valle d'Aosta, nonché la loro compartecipazione a tributi erariali ed altre provvidenze con carattere di generalità, si applicano anche nel territorio della Valle d'Aosta.

Le entrate relative sono versate alla Regione Valle d'Aosta". Quindi, quando il Parlamento ha approvato il riparto fiscale, ha impegnato anche la Valle d'Aosta ad applicare le leggi relative alla Camera di Commercio.

L'articolo n. 34 della legge finanziaria per il 1982 recita:"...Al fine di accrescere gli interventi promozionali in favore delle piccole e medie imprese, le Camere di Commercio, Industria e Artigianato e Agricoltura, percepiscono un diritto annuale a carico di tutte le Ditte che svolgono economia.". Ed allora sorge spontanea la domanda: "Come mai nell'82 questo diritto non è stato applicato?". Essendomi riferito alla Giunta regionale, pongo la domanda all'Assessore attuale, anche se il problema si riferiva al suo predecessore. C'è una delibera di Giunta del 7 maggio 1982, in cui si dava incarico alla CERVET, in cui si diceva che per mettere in piedi questa struttura si dovevano spendere 98 milioni. C'erano quindi delle spese e secondo il nostro parere era opportuno che queste spese dovessero essere fatte. La domanda quindi è la seguente: "Perché nell'82, nonostante questi impegni di legge, non è stata messa in piedi la Camera di Commercio? Quale ne è il motivo?" Io posso capirlo e voglio anche dirlo: l'82 è l'anno precedente alle elezioni regionali e non è sembrato conveniente far pagare agli artigiani e ai commercianti venti o trentamila lire. E' poca cosa è vero, ma tutto aiuta, specie poi se a questo si accompagna una serie di altre elargizioni come i premi di fedeltà, per restare sempre nel campo della Camera di Commercio. Secondo il bando discusso si prevedevano 196 premi e invece se ne sono distribuiti 374. Questo è il modo provinciale di fare politica in Valle d'Aosta. Un'altra questione è: "Come mai la legge è stata applicata in ritardo?". Nell'83 si sarebbe dovuta e potuta applicare, ma anche questo caso rientra nella stessa situazione ricordata prima, l'83 infatti è un anno che precede le elezioni e quindi non si poteva applicare. Io faccio sempre riferimento ai predecessori dell'Assessore Pollicini. Quella delibera del 7 maggio dell'82 impegna per gli anni successivi 92 milioni. Chiedo, su questo argomento, come mai si è applicato un incremento del 50% sull'82, e non un incremento diverso, come previsto dalla legge, da un minimo del 10% ad un massimo del 100%. La legge prevede che questa discrezionalità sia legata, alla attività istituzionale, al programma di intervento promozionale che ciascuna Camera di Commercio intende effettuare. A me quindi interessa sapere se c'è questo programma, cosa è stato quantificato in questo programma, in quanto penso che aver stabilito un incremento del 50% invece che del 10% o del 100% sia legato a queste motivazioni. Vorrei inoltre far osservare che l'art. 34 della legge 51 del 1982, prevede che per le Società con oltre un miliardo di capitale saranno applicate 10.000 nel 1982 e 15 mila lire nel per ogni miliardo in più di capitale. Leggendo la lettera delle modalità di pagamento si rileva una discrepanza, confermata anche del modulo che manda la CERVET. Io chiedo pertanto all'Assessore di verificare se c'è questa discrepanza perché a me pare che esista, infatti si parla di aumentare l'importo ogni 10 miliardi. Ad esempio: la SITAV che, se non sbaglio, ha un capitale di 16 miliardi, in base alla legge, secondo la mia interpretazione, dovrebbe pagare 90.000 lire. Io prego l'Assessore di dirmi se ci sono state modifiche alla legge, o interpretazioni diverse oppure se si tratta solo di uno sbaglio che, naturalmente, può capitare. Così infatti si vanno a colpire, e secondo me giustamente, quelle società che hanno maggiori possibilità finanziarie ed il tutto dovrebbe andare a vantaggio dell'iniziativa stessa. Volevamo chiedere inoltre all'Assessore che cosa intende fare per l'84. La legge finanziaria dà infatti la possibilità di un incremento massimo del 10% per le piccole società e fino al 100% per le altre società più grandi. Quale è il programma della Giunta? Capisco che questo anno, dovendo far pagare i diritti del 1983 e quelli dell'84, si può andare incontro a qualche problema, però si tratta di dare applicazione a delle leggi.

Mi interessa poi sapere un'altra cosa: dal momento che, sempre nella legge finanziaria, con un articolo, nel 1982, si mettevano a disposizione 232 miliardi per le Camere di Commercio, il 15% diviso in parti uguali e l'85% in proporzione alle entrate fiscali del 79, percentuale poi modificata nell'83 nel 20% in parti uguali e nell'80% in proporzione alle entrate, mi interessa sapere se in Valle d'Aosta sono entrati questi soldi. Al di là del fatto che la competenza sia regionale, l'istituto della Camera di Commercio esiste e per la Regione ci dovrebbero quindi essere queste entrate.

Noi abbiamo voluto sollevare questo problema, chiedendo inoltre chiarimenti sulle modalità di funzionamento della convenzione con la CERVET. Noi riteniamo infine che sarebbe utile istituire, a livello regionale, la Camera di Commercio. Ci saranno dei costi, certamente, ma visto che ci sono anche dei diritti da esigere, visto che si fa pagare alle aziende un tassa annuale, oltre a tutto il resto, sarebbe bene finalizzare l'utilizzazione di questi soldi. Sarebbe anche corretto inserire nel bilancio regionale questa voce, in modo che alle entrate corrispondano le uscite, per aumentare i servizi a favore dell'artigianato e delle varie ditte, in modo che chi paga abbia la sensazione di versare dei soldi che poi vengano restituiti a livello di servizi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI (Féd. D.P. - U.V.P.): Una prima risposta al quesito risollevato per l'ennesima volta dal Consigliere Millet: anch'io ho ricevuto molte altre sollecitazioni sul problema della Camera di Commercio. A me pare che occorra essere coerenti e non dimenticarci mai che, proprio per statuto, i compiti propri delle Camere di Commercio sono assolti dalla Regione. Non è vero, come dicono taluni operatori economici, che certe situazioni non vanno bene perché manca quello strumento promozionale che è la Camera di Commercio. La verità è che può funzionare male una Camera di Commercio di qualunque città italiana così come può funzionare male qualunque Assessorato che svolge queste funzioni: non è tanto l'etichetta che conta, Camera di Commercio sì, o Camera di Commercio no. A me pare molto più esatto dire che occorre fare funzionare gli strumenti che abbiamo a disposizione: si tratta casomai di una questione di funzionalità degli strumenti assessori-li preposti al settore specifico che svolge i compiti che in altre zone esercitano le Camere di Commercio. Mi rifiuto di credere che basti creare una struttura per far funzionare l'economia valdostana.

Sarebbe opportuno ricordare che qui non esiste la Camera di Commercio, però si svolgono funzioni identiche a quelle svolte dalle Camere di Commercio. Il mio compito è quello di far funzionare queste strutture, e concordo col dire che il servizio offerto può non essere soddisfacente, però è certo l'impegno di far sì che diventino soddisfacenti. Mi pare importante dire questo nel momento in cui si è creato un comitato di collaborazione che dovrebbe sostituire la rappresentanza della Camera di Commercio. E' mia intenzione proporre una struttura più completa che abbia la partecipazione di tutte le categorie economiche, per poterne rappresentare gli interessi e trovare nell'equilibrio generale della situazione regionale un punto di sintesi.

Per quanto riguarda gli aspetti specifici della interpellanza debbo dire che nell'82 non è stato applicato il diritto annuale: a questo proposito c'è una delibera che prende atto che non è stato applicato il diritto annuale per le ditte perché non era aggiornato l'archivio del registro ditte. Mancando quindi la possibilità materiale di poter interessare a questo tributo tutte le ditte operanti in questa regione, non avendo elenchi attendibili, certamente non era possibile applicare con giustizia un tributo a quelli che, dai documenti in nostro possesso, non erano raggiungibili in quanto mancava l'aggiornamento del nostro archivio. D'altra parte va detto che, avvalendoci della legge che ci consentiva di prorogare fino al 15/2/84 l'applicazione dei tributi per l'anno '83, abbiamo utilizzato questa possibilità proprio perché abbiamo ormai raggiunto una quasi completa sistemazione dell'archivio, per cui vi è la possibilità di raggiungere tutte le ditte che devono pagare il tributo.

Il diritto annuale è stato praticato nella percentuale del 50% non per una media aritmetica ma perché non abbiamo ancora un programma di investimento, così come la legge prevede, per valorizzare le esigenze delle categorie economiche che devono pagare questo contributo. Non ci pareva giusto quindi applicare un tributo del cento per cento in mancanza di una proposta di investimenti nel settore promozionale.

La terza risposta sulla convenzione stipulata con la CERVED per la meccanizzazione dei servizi camerali, è la seguente: il bollettino protesti funzionante, così come il Registro ditte e l'Albo artigiani per le ditte già inserite in archivio. Devono essere ancora inserite 1500 ditte per le quali si stanno completando i controlli ed è previsto che nell'arco di due mesi siano completati anche il Registro delle ditte e l'Albo artigiani. Il costo dei servizi connessi con l'esazione del diritto annuale, che abbiamo affidato alla CERVED, ammonta a £ 288 per ogni posizione, cioè per ogni unità locale, escluse le spese postali e quelle per le registrazioni esterne; la cifra complessiva del costo di questa operazione è di circa sette miliardi.

All'altra domanda rivolta nel corso dell'illustrazione dell'interpellanza debbo rispondere ricordando che l'interpretazione della CERVEDED ci ha dato quel tipo di parametro, per cui anche alle società con capitale superiore al miliardo andava praticata la stessa fattura. Questa impostazione sarà oggetto di una verifica e di un confronto che faremo attraverso un organo che noi riteniamo abbia la capacità di poter dare un'interpretazione abbastanza attendibile.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Prendo atto che almeno su alcune domande mi è stata data una risposta esauriente, però voglio ribadire che non capisco il comportamento di coloro che si consideravano i grandi difensori di questa categoria. Noi siamo sempre passati per un partito che non si interessava dei lavoratori autonomi ma partendo dalle parole dell'attuale Assessore quando dice che si doveva fare una delibera che prendesse atto dell'impossibilità di applicare i diritti, si riconosce che non si è organizzato bene il servizio, che non siamo ancora in grado di fare un programma di investimenti.

Penso che, su questo problema, le Giunte che si sono succedute in questi trent'anni, salvo l'Alliance du Lion (ne facevamo parte anche noi!) avrebbero dovuto essere all'avanguardia. Anche l'Assessore Chabod era uno dei grandi difensori di queste categorie, ed è stato Assessore al Commercio per parecchi anni.

Quindi, nonostante che in quel posto ci fosse gente forse molto più sensibile dei comunisti a difendere gli interessi di categorie, ci troviamo di fronte a questi risultati.

Per quanto riguarda le quote, io non ho detto che doveva essere applicato il cento per cento, poteva anche essere il dieci per cento: io ho chiesto il motivo per cui si è applicato il cinquanta.

Sono d'accordo con l'Assessore che il problema non è quello di creare Camere di Commercio, ma di far funzionare ciò che esiste già nell'ambito dell'Assessorato. Noi siamo d'accordo che i soldi che vengono chiesti a queste categorie devono essere spesi per dare dei servizi, non dirottati in altri settori.

Io ho inoltre posto una questione sulle percentuali rapportate al capitale societario perché a me pare che l'interpretazione data sia un pò favorevole alle grosse società: direi quindi che sarebbe bene rivederla perché due o trecentomila lire in più non possono mandare in fallimento le grosse società, anche se si tratta di una questione di equità rispetto alla legge, non di una questione di soldi.

L'altra domanda che non ha avuto risposta è quella delle quote fisse: quei 232 miliardi sono entrate, per la Camera di Commercio. La Valle d'Aosta ha diritto a quei soldi perché nell'82 su 232 miliardi di quote fisse si sarebbero avuti 34 miliardi divisi per le Camere di Commercio. La Regione, se dividiamo il totale complessivo per cento, avrebbe avuto diritto a trecento milioni, secondo questo punto di vista. Questi soldi sono o non sono entrati? In caso affermativo, dove sono stati inseriti nel bilancio? Io non sono riuscito a capirlo.

Chiederei quindi all'Assessore Pollicini di trovare assieme all'Assessore alle finanze una soluzione per evitare di perdere soldi.

Si dà atto che dalle ore 11.58 presiede il Presidente Bondaz.