Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 372 del 28 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 372/VIII - STABILIMENTO INDUSTRIALE SITO IN COMUNE DI VERRES DA DESTINARE ALLA SOCIETA' COINCA S.p.A. - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Millet e Cout.

INTERPELLANZA

VISTE

1) la deliberazione del Consiglio regionale n. 76 del 27.1.1983, avente per oggetto: "Acquisto di un complesso immobiliare sito in Comune di Verrès, di proprietà della Società FIAT ENGINEERING da destinare ad attività industriali";

2) la deliberazione di Giunta n. 909 del 18.2.1983, avente per oggetto: "Affitto di uno stabilimento industriale e finanziamento di attività produttiva in Comune di Verrès - Approvazione dello schema di convenzione";

3) la deliberazione di Giunta n. 8062 del 31.12.1983 avente per oggetto: " COINCA S.P.A. - Impegno di somme per la realizzazione di uno stabilimento industriale";

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore regionale competente per sapere:

1) quali sono le impreviste difficoltà che hanno ritardato l'inizio dei lavori, previsto nel 1983, per la realizzazione dello stabilimento in Comune di Verrès da mettere a disposizione alla Società COINCA S.p.A.;

2) se nella progettazione è prevista la ristrutturazione dello stabilimento industriale acquistato dalla FIAT ENGINEERING S.p.A. o la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale;

3) chi appalterà le opere per la realizzazione di detto stabilimento industriale;

4) quale sarà il costo complessivo, previsto a tutt'oggi, per la realizzazione dello stabilimento;

5) chi sono gli azionisti della COINCA S.p.A. e quali quote azionarie (con relativi importi) detengono i singoli azionisti;

6) chi sono i membri del Consiglio di Amministrazione della Società e con quali incarichi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET ( P.C.I.): Anche questa interpellanza nasce da una delibera di Giunta del 31/12/1983, una delle tante di fine anno, in cui c'è un impegno di spesa per la realizzazione di uno stabilimento industriale COINCA per sei miliardi e cento milioni. Quello che ci ha sollecitato ad avere chiarimenti è il perché si è finalizzato l'impegno di sei miliardi in modo così preciso per la realizzazione dello stabilimento COINCA. Perché, se era solo una questione di impegno di spesa, non si è usata una voce più generica. Questa sollecitazione da dove viene? Se noi vediamo la delibera di Giunta, ratificata dal Consiglio in data 10/3/1983, che approva anche la convenzione in cui si parlava di ristrutturazione dello stabilimento acquistato dalla FIAT, vediamo che si pensava ad una spesa di un miliardo e quattrocento milioni. L'anno scorso, quando si è fatta l'integrazione al piano Lavori Pubblici 1982-1983, nell'elenco N "Interventi nel settore industriale" era inserita la voce: Verrès-riconversione industriale ex FIAT, per un importo di duemiliardi e quattrocento milioni. Vedendo poi questa delibera in cui si impegnava in modo così preciso, cioè per la COINCA, non si diceva: "Si impegnano sei miliardi e cento milioni per ristrutturazione di stabilimenti industriali..." il che sarebbe stato forse più corretto. Quindi vorremmo chiedere se si tratta realmente di realizzazione e perché, visto che in italiano le parole hanno un senso, prima si parlava sempre di ristrutturazione e si arrivava fino all'anno scorso ad una spesa di due miliardi e quattrocento milioni. Adesso invece si parla di realizzazione. Quindi si tratta di ristrutturazione o di realizzazione? Questo è il primo quesito.

Secondo quesito: il progetto che viene fatto adesso impegnerà o no questi sei miliardi? A me pare che si tratti di uno sbaglio se no devo dire che cominciano già ad aumentare i costi per fare una fabbrica che impiegherà solo quaranta dipendenti. Quindi vorremmo sapere se l'impegno per costruire un nuovo stabilimento è realmente di 6 miliardi oppure se si tratta solo di un marchingegno contabile. Vorremmo avere una risposta precisa perché è anche vero che l'impegno di sei miliardi non poteva essere fatto con deliberazione di Giunta perché la Giunta è delegata ad adottare provvedimenti fino all'importo previsto e, dato che l'anno scorso si era previsto un importo di due miliardi e quattrocento milioni, la Giunta non aveva il potere di deliberare un impegno superiore a quella cifra.

Questo è quanto vorremmo sapere: vorremmo inoltre conoscere quali sono i ritardi che hanno portato a questo. Si potrebbe anche credere che prima si pensava a ristrutturare poi, visto che la ristrutturazione non conveniva, si è pensato di fare un nuovo stabilimento. L'altra questione è quella di sapere chi appalta le opere, se si tratta della Regione oppure se si usa il metodo che la Regione ha adottato con la SITAV di fare appaltare alla società e quindi di pagare. Se si usa secondo questo metodo: chi controlla tutta la fase delle perizie suppletive e dei maggiori costi? Vorremmo quindi chiedere quale sarà comportamento della Regione. Vorremmo anche avere, dalla Giunta alcune informazioni delle quali il Consiglio dovrebbe essere messo a conoscenza. Quando si finanzia una società bisognerebbe sapere chi sono gli azionisti, e quali sono le singole quote azionarie tanto per avere quegli elementi minimi di giudizio e per non costringere i Consiglieri ad andare in Tribunale a chiedere il fascicolo. Penso che sia doveroso verso il Consiglio di metterlo in condizione di avere almeno i minimi elementi di giudizio.

Si da atto che dalle ore 10.49 riassume la Presidenza il Presidente Bondaz.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini; ne ha facoltà.

POLLICINI (Féd. D.P. - U.V.P.): Sarà bene riandare un attimo alle origini di questa vicenda, e cioè alla chiusura della FIAT ENGINEERING di Verrès e alla ricerca fatta dalla Regione per trovare un insediamento sostitutivo in una zona già duramente colpita dalla deindustrializzazione. Questa ricerca ha trovato nella COINCA una azienda che si è resa disponibile ad installarsi in Valle d'Aosta, portando due specifici vantaggi: il primo di carattere occupazionale con i quaranta posti previsti dalla convenzione entro un anno dall'inizio della produzione; un altro vantaggio, che non va sottovalutato, è che, con il trasferimento della sede fiscale della COINCA in Valle d'Aosta, tutto lo sdoganamento che avverrà nello stabilimento di Verrès, permetterà alla Regione l'acquisizione dei nove decimi previsti dal reparto fiscale, cioè avere una notevole entrata, visto che da notizie che abbiamo si tratta di cifre di miliardi. E' un interesse importante per quanto riguarda le casse della nostra Regione. Questo tipo di intervento si è concretizzato con la convenzione che, come ricordava il Consigliere Millet, è stata approvata il 10 marzo dello scorso anno: non dimentichiamo che in questa convenzione esistono sia gli obblighi della COINCA che quelli della Regione. Fra gli obblighi della Regione c'è quello di mettere a disposizione della società lo stabilimento industriale della FIAT ENGINEERING, previo acquisto e ristrutturazione, su progetto concordato con la società. Per quanto riguarda il progetto, la ristrutturazione riguarda soltanto una parte, quella centrale, cioè il capannone alto; tutto il resto viene di fatto abbattuto. Possiamo definirla complessivamente quasi come una costruzione nuova, salvo la parte centrale del capannone grande. Quindi il tutto viene impostato per dare alla COINCA la possibilità di trasferire completamente le proprie attività dello stabilimento di Borgaro e di incrementare in questo modo la produzione.

La domanda specifica a cui fanno riferimento gli interpellanti è quella di sapere quali sono le impreviste difficoltà che ha incontrato la realizzazione dello stabilimento. Intanto va detto che in un primo tempo, per ragioni di rapidità e di praticità, era stato deciso di affidare all'azienda la realizzazione degli appalti e quindi il pagamento su fattura sarebbe stato fatto dalla Regione: il tutto sarebbe stato seguito dal nostro Assessorato ai Lavori Pubblici.

A questo proposito, la fase realizzativa materiale era già stata affidata alla COINCA. Voi sapete che la FINAOSTA è intervenuta nel capitale sociale della COINCA: per questo motivo ha due componenti in seno al Consiglio di amministrazione, uno dei quali, il Rag. Spinoni, era stato delegato dal Consiglio di amministrazione della COINCA a seguire le fasi di costruzione e di ristrutturazione. Erano state interpellate alcune ditte che la Regione ha ritenuto insufficienti. Quindi si è ripetuto l'iter, sempre da parte del delegato del Consiglio di amministrazione della COINCA, e anche in questa seconda fase la Giunta ha valutato di non essere sufficientemente tutelata. Poi è subentrata una preoccupazione che in un primo tempo sembrava non esistesse, e cioè se in questa situazione la delega era legittima. Abbiamo interpellato un esperto secondo il quale, non essendo la COINCA mandataria, come nel caso della Casa da Gioco di Saint-Vincent bisognava applicare le norme CEE. In conseguenza di questo chiarimento, la Regione procederà per proprio conto all'appalto. L'Assessorato ai Lavori Pubblici è pronto e fra venti giorni invierà le lettere di appalto al maggior numero di ditte possibile.

Il ritardo è legato anche ad un altro elemento di carattere burocratico. Il Comune di Verrès ha dovuto modificare il piano regolatore per poter rilasciare la concessione edilizia per realizzare lo stabilimento in quanto in quel terreno non era previsto questo tipo di ampliamento. Oltre a questo occorre ricordare che il progetto è stato fatto su incarico della COINCA e seguito anche dall'Assessorato ai Lavori pubblici, mentre successivamente le opere saranno appaltate dalla Regione. I tempi previsti, salvo sorprese, dovrebbero essere sui sei mesi, cento e cinquanta giorni lavorativi. Il costo complessivo dello stabilimento ammonta a circa due miliardi e duecento milioni ai quali va aggiunto un miliardo e mezzo per impianti tecnologici e un miliardo e mezzo per gli impianti di silos computerizzati: complessivamente sono cinque miliardi e duecento milioni. Se aggiungiamo l'IVA arriviamo a circa sei miliardi e cento milioni, che è la cifra prevista.

Per quanto riguarda gli ultimi due punti dell'interpellanza il capitale sociale della COINCA è così suddiviso:

il Sig. Francesco FICO 1.425.000.000;

la Sig.na Adele CORTE in FICO 575.000.000;

la FINAOSTA 1.000.000.000.

La FINAOSTA ha esattamente un terzo del capitale sociale che è di tre miliardi.

Il Consiglio di amministrazione della COINCA è formato da:

Sig. Francesco FICO, Presidente;

Sig. ra Adele CORTE, Vice Presidente;

Sig. Pier Paolo SPINONI, Consigliere;

Sig. Giuseppe CILEA, Consigliere.

Gli ultimi due sono in rappresentanza della FINAOSTA per il terzo del capitale sociale a cui è interessata. Il Collegio sindacale è composto da:

Silvano GIANSOLDATI, Presidente;

Michele REVEL, Sindaco effettivo;

Pier Giorgio PIETRINI, Sindaco effettivo.

Penso di avere dato le risposte richieste e aggiungo anche che attualmente vi sono sette dipendenti della COINCA S.p.A che ha la sede in Châtillon (dove c'era già un ufficio della COINCA) che però rientra, per quanto riguarda l'IVA nella giurisdizione di Verrès; sette dipendenti già lavorano a Borgaro e fanno i pendolari tutti i giorni. E' presumibile che, se le cose vanno avanti in maniera corretta, a fine anno si possa iniziare la produzione in quel di Verrès.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Millet; ne ha facoltà.

MILLET (P.C.I.): Ringrazio l'Assessore per la chiara esposizione. Noi capiamo i vantaggi dello sdoganamento, con i nove decimi attribuiti alla Valle anche se, nel caso che i ritardi intorno a questo "caffè d'oro" siano dovuti soprattutto al modo di gestire, perché questo fatto delle deleghe mi sembra assomigli a quei pasticci che si erano fatti negli anni Dassati. Quindi i posti di lavoro, nonostante l'urgenza, sono stati messi in secondo piano rispetto alle divisioni dei partiti di maggioranza prima delle elezioni: sarebbe bene in futuro evitare questo modo di procedere. L'Assessore ci dà poi atto che lo stabilimento costerà più di sei miliardi e quindi noi poniamo una questione di merito: come può una delibera di Giunta impegnare sei miliardi e cento milioni rispetto ai due miliardi e quattrocento autorizzati dal Consiglio? La Commissione di Coordinamento l'avrà vistata? Mi sembra inoltre un po' strano che si proceda all'appalto se poi l'appalto viene fatto in due momenti. Voglio quindi sottolineare questo mancato rispetto dei poteri del Consiglio da parte della Giunta. Noi riteniamo che il Consiglio doveva essere investito della questione: infatti, pensavamo che l'intervento della Giunta fosse stato solo un marchingegno tecnico di fine anno per non fare andare in avanzo di amministrazione i fondi destinati all'azienda. Adesso, dalla risposta dell'Assessore, vediamo che invece l'impegno è stato proprio preso dalla Giunta, e noi vogliamo sottolineare che c'è stata una violazione delle competenze. Non si tratta infatti più di due miliardi e duecento milioni: a questa somma bisogna aggiungere un miliardo e mezzo, poi un altro miliardo e mezzo e... Insomma, noi siamo contrari perché l'impegno di spesa finale è di sei miliardi e cento noi faremo i passi che riterremo opportuni perché ci sembra scorretto e non rispettoso delle competenze del Consiglio procedere in questo modo.