Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 368 del 28 febbraio 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 368/VIII - CRITERI PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE PER L'INSEGNAMENTO NELLA SCUOLA ELEMENTARE.-(Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura della interrogazione presentata dai Consiglieri Mafrica e Pedrini.

INTERROGAZIONE

Avendo avuto notizia da parte di insegnanti interessati che nelle graduatorie per l'insegnamento nella scuola elementare non verrebbero più conteggiati i punteggi relativi a servizi prestati in pubbliche amministrazioni per attività quali l'assistenza nelle colonie o la sorveglianza durante la refezione scolastica,

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERROGANO

l'Assessore alla Pubblica Istruzione per avere notizie in merito ai criteri con cui vengono formate le graduatorie per l'insegnamento nella scuola elementare e per conoscere le intenzioni della Giunta in merito alla valutazione di servizi prestati in pubbliche amministrazioni per attività che comunque rivestono importanza sotto l'aspetto educativo.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alla Pubblica Istruzione Faval; ne ha facoltà.

FAVAL (U.V.): Per la copertura dei posti di insegnamento nelle scuole della Valle d'Aosta si applicano, come ribadito dall'articolo 18 della Legge Regionale 15.6.1983 n. 57, le disposizioni vigenti per le corrispondenti scuole statali.

Tali disposizioni sono contenute in apposite ordinanze emanate, ai sensi dell'articolo 2 della Legge 9 agosto 1978 n. 463, dal Ministero della Pubblica Istruzione, sentito il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione. I criteri per l'attribuzione dei punteggi sono fissati dalle tabelle di valutazione dei titoli approvate con decreto ministeriale. L'Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione, sentita la commissione sindacale di cui all'articolo 20 della Legge Regionale 57/83, apporta con propria ordinanza le necessarie integrazioni alle ordinanze ministeriali per adeguarle alle necessità locali, con particolare riferimento alla situazione di bilinguismo della Regione ed ai requisiti di conoscenza della lingua francese da parte degli aspiranti all'inclusione nelle graduatorie. Le integrazioni di cui trattasi riguardano le modalità di presentazione delle domande al Sovraintendente agli Studi, ed è da notare che si parla di Sovraintendente e non di Provveditore, e poi questi termini sono prorogati appunto per dare la possibilità di presentare la domanda in Valle d'Aosta con l'indicazione dei prescritti requisiti di conoscenza della lingua francese e la valutazione di determinati titoli conseguiti per esame o per stages in paesi francofoni, con i punteggi attribuibili ai singoli titoli.

Inoltre i servizi attualmente valutabili sono stabiliti dal D.M. 29/4/1980 che tiene conto solamente delle attività didattiche, con esclusione di tutti quei servizi che non siano riconducibili a tale attività. Tutto ciò sta a significare che non c'è assolutamente discrezionalità da parte dell'Assessore nel compilare queste graduatorie se non per quella parte alla quale ho fatto cenno e che è relativa ai titoli per la lingua francese e per la disponibilità da parte dell'Assessore ad allungare i termini per la presentazione delle domande in modo da facilitare le cose a coloro che intendono essere inclusi nelle graduatorie. Tutto il resto è assolutamente meccanico ed i Consiglieri dovrebbero sapere queste cose!

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Io non so se l'Assessore conosce tutte le disposizioni che riguardano gli altri Assessori suoi colleghi, non lo credo. Noi ci siamo fatti portatori dell'esigenza di alcuni insegnanti perché venga riconosciuto loro un determinato tipo di servizio prestato nelle pubbliche amministrazioni. Ora è chiaro che esistono delle disposizioni statali, ma l'Assessore ha detto anche che determinate possibilità di integrazione sono concesse all'Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione. L'Assessore utilizza questa possibilità per quello che riguarda la francofonia perché alla base di questo credo che ci sia una scelta politica. Io non credo che sia del tutto impossibile, volendo adattare alle esigenze locali la formazione di questa graduatoria, utilizzare anche altri parametri, soprattutto per ciò che riguarda la valutazione di determinati titoli.

Battuta per battuta, devo dire trovo strano come spesso siano proprio gli Assessori dell'Union Valdôtaine i più fedeli interpreti delle circolari ministeriali, per cui non si può andare un tantino al di là. Noi ci siamo fatti portatori di un'esigenza che ci hanno posto degli insegnanti. L'Assessore ritiene che per queste materie la Circolare Ministeriale sia da accettare: è una sua valutazione. Io invece penso che la Regione abbia, volendo, la possibilità di fare queste piccole modifiche. Si tratta di una scelta e non di una prescrizione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Pedrini; ne ha facoltà.

PEDRINI (P.L.I.) - Direi che la risposta dell'Assessore, dobbiamo dargliene atto, è precisa. Anzi, visto che ha citato un sacco di leggi, se per gentilezza mi fa avere una fotocopia dei suoi appunti, anche per poter controllare, mi farebbe piacere. Io non conosco queste leggi e dichiaro la mia ignoranza in materia. Vorrei però che l'Assessore, e con esso il Presidente della Giunta e la Giunta, prendesse in esame l'ultima parte di quello che ha detto il Consigliere Mafrica, non quella che riguarda la politica ma quella che riguarda l'insegnante. Secondo me non è giusto che le insegnanti delle scuole materne e degli asili, che lavorano in una categoria di scuole non agganciate alle elementari, debbano prestare la loro opera e non debbano avere nemmeno un punteggio per poter partecipare ai concorsi regolari che si svolgono per le altre insegnanti. Ora, visto che abbiamo la possibilità del francese per aggirare l'ostacolo, io timidamente chiederei l'attenzione dell'Assessore per vedere se c'è la possibilità di sanare questa che, secondo noi, è una ingiustizia. Direi anzi che forse è più facile fare scuola alle elementari che non alle scuole materne dove i bambini sono ancora più piccoli e quindi hanno delle esigenze maggiori. Noi abbiamo fatto questa interrogazione perché ci è pervenuta la richiesta da parte di un gruppo di queste insegnanti che chiedevano se non era possibile farci loro portavoce: l'abbiamo fatto. Se l'Assessore vuole, può trovare una soluzione nelle more del suo tempo. A nostro parere è una questione di giustizia.