Oggetto del Consiglio n. 232 del 14 dicembre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 232/VIII - ORDINE DEI LAVORI DEL CONSIGLIO E ISCRIZIONE ALL'ORDINE DEL GIORNO DI UN NUOVO OGGETTO: "PROBLEMI CONCERNENTI LA GESTIONE DELLA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT".
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI - (Féd. DP-UVP): Prendo la parola per chiedere, a nome della maggioranza, una breve interruzione dei lavori del Consiglio per consentire un incontro tra i Capi Gruppo, al fine di definire lo svolgimento dei lavori di questo Consiglio.
PRESIDENTE: C'è una richiesta di sospensione del Consiglio che pongo in votazione:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 30
Contrari: 2 (Pedrini, Aloisi)
Il Consiglio approva
Si dà atto che i lavori sono sospesi dalle ore 9,57 alle ore 11,19.
PRESIDENTE: La seduta riprende.
Do la parola al Consigliere Beneforti; ne ha facoltà.
BENEFORTI - (D.C.): Come annunciato dal Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni, confermo, anche a nome dei colleghi che fanno parte della 1^ Commissione, Affari Generali, la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale della questione del Casinò di Saint-Vincent. Dopo gli ultimi avvenimenti, che hanno portato all'arresto dei controllori regionali, ritengo che il Consiglio si debba esprimere su questo argomento. Confermo pertanto la richiesta, come da accordo con tutti i componenti la 1^ Commissione, d'iscrizione all'ordine del giorno.
PRESIDENTE: C'è la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno di un argomento che non è iscritto; tale iscrizione richiede, ai sensi del 2° comma dell'art. 50 del Regolamento, la maggioranza dei due terzi del Consiglio.
Nessuno chiede la parola? Metto quindi in votazione l'iscrizione all'ordine del giorno odierno dell'argomento testè richiesto dal Consigliere Beneforti, riguardante la questione del Casinò.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 33
Votanti: 33
Maggioranza: 24
Favorevoli: 33
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Signor Presidente e signori Consiglieri, è chiaro che la proposta di inserimento all'ordine del giorno fatta testè dal collega Ben-forti presuppone un atteggiamento della maggioranza, quello cioè di continuare i lavori del Consiglio.
Ebbene, non crediamo di svelare niente di segreto se diciamo in aula quello che avevamo proposto, durante la sospensione, nella riunione dei Capi Gruppo: noi socialisti avevamo proposto un rinvio dei lavori consiliari in attesa del rientro del Presidente della Giunta.
Spiegherò poi perchè noi abbiamo assunto questo tipo di comportamento, ma prima di entrare nel merito credo che sia indispensabile fare un passo indietro, perchè questa vicenda del Casinò pesa ormai sulla Valle d'Aosta come una vera e propria cappa di piombo.
Le nostre previsioni, fatte in periodi non sospetti, che questo argomento avrebbe ammorbato la vita politica, e non solo politica, della nostra Regione, purtroppo hanno trovato un riscontro nella realtà. Noi non abbiamo mai, e lo dico come Capo Gruppo del P.S.I., chiesto dimissioni, non abbiamo mai fatto dello sciacallaggio politico; in tutta questa situazione, in questa vicenda, abbiamo sempre distinto - e vogliamo ancora continuare ad assumere questo atteggiamento - l'aspetto giudiziario dall'aspetto strettamente amministrativo e politico. Abbiamo dato un taglio di tipo diverso rispetto ad altre posizioni della minoranza, che peraltro noi rispettiamo.
Facciamo una brevissima cronistoria: andando indietro nel tempo e mi sembra alla seduta del 24 novembre, di fronte alla richiesta di una Commissione di inchiesta da parte del Gruppo Comunista, ci siamo sentiti rispondere dal Presidente della Giunta che non era assolutamente necessario, perché le notizie pubblicate da autorevoli mezzi di informazione erano destituite di qualsiasi fondamento, che qui tutto andava bene e, obiettivamente, non c'era ragione per preoccuparsi. Guarda caso, tre giorni dopo è successo il primo blitz al Casinò. Siamo tornati in quest'aula, abbiamo di nuovo impostato la nostra azione (come socialisti) sulla esigenza di fare chiarezza su questo argomento, abbiamo sempre tenuto distinto l'aspetto giudiziario in corso dall'aspetto politico, abbiamo detto in questa aula che eravamo contrari ad una crisi, perché il momento era delicato e drammatico (a nostro giudizio era meglio avere un esecutivo in carica per poter difendere gli interessi della nostra Regione), abbiamo preteso la nomina di una Commissione d'inchiesta con degli specifici compiti ed in quell'occasione siamo riusciti, col concorso delle altre forze di minoranza, a far sì che questa Commissione d'inchiesta, sia pure in forma atipica e un po' anomala, sorgesse dalle difficoltà di questo Consiglio e si incamminasse a far chiarezza.
In quell'occasione, in quest'aula e fuori da quest'aula, si è detto che nulla era successo che toccasse l'amministrazione regionale, anzi in un comunicato si diceva che il controllo regionale era assolutamente fuori dalla vicenda che aveva coinvolto invece i vertici del Casinò.
Purtroppo queste affermazioni così categoriche - dico purtroppo - non hanno poi trovato riscontro nella realtà dei fatti, perché con un altro blitz ancora più clamoroso della Guardia di Finanza, l'intero gruppo dei controllori regionali al Casinò è stato arrestato.
La vicenda del Casinò tocca da vicino, da quel momento, l'Amministrazione regionale, le sue responsabilità politiche e morali, perché quando un intero corpo di controllori viene associato alle carceri con delle accuse pesantissime, vuol dire che alcuni meccanismi del controllo regionale sull'operato dei suoi funzionari sono saltati, anche perché, al di là dei funzionari, c'era un responsabile politico, individuabile nella figura del Commissario, che doveva essere il garante del funzionamento dei controlli presso la Casa da Gioco di Saint-Vincent. Questo Commissario, con molta leggerezza, aveva affermato pubblicamente che al Casinò tutto andava bene perché con il sistema messo addirittura in atto dal nuovo Commissario, i controlli erano tali e tanti che non poteva scappare niente, tanto che il metodo doveva essere addirittura brevettato. L'unico brevetto, credo che lo si possa dichiarare a voce alta, era quello delle manette al gruppo dei controllori.
Ora mi chiedo, legittimamente, se dopo tutto questo, se dopo questa responsabilità regionale coinvolta, per altri versi, nella vicenda del Casinò, questa Giunta abbia ancora titolo politico per governare la Valle d'Aosta. L'ho detto in precedenza e lo voglio sottolineare: abbiamo cercato di non confondere i due aspetti della vicenda, quello giudiziario e quello politico, ma a questo punto il P.S.I. valdostano è arrivato alla determinazione che questa Giunta deve dimettersi per un atto di correttezza e di coerenza verso la comunità valdostana.
Noi non abbiamo mai personalizzato la discussione, non abbiamo chiesto la testa di nessuno né esecuzioni sommarie; noi diciamo che a questo punto questa maggioranza non è più legittimata a governare la Valle d'Aosta, perché non è riuscita, attraverso il suo operato, a dissipare dubbi, incertezze e soprattutto non ha saputo operare dei controlli accurati sulla gestione appaltata della Casa da Gioco di Saint Vincent.
Noi crediamo che le due vicende, quella del primo blitz da quella del secondo, vadano distinte, però è altrettanto vero che in tutta questa situazione c'è stato, da parte della Giunta regionale - come organismo collegiale - un atteggiamento estremamente permissivo, un atteggiamento non coerente, un atteggiamento, soprattutto, che ha lasciato adito a dubbi e non ha fugato certe perplessità che i cittadini, ogni giorno e ogni momento, ci pongono.
Ora questo sta a dimostrare che la voce e le legittime richieste della minoranza hanno avuto da parte della Giunta un riscontro del tutto negativo e ci si intestardisce a rimanere al potere quando non si ha più la credibilità per governare.
E' una delle pagine, ha detto il Presidente del Consiglio - non sono parole mie - più nere, una brutta pagina della storia valdostana. Ora io sottopongo una serie di giudizi lapidari che il Presidente del Consiglio dall'alto della sua carica ha espresso, in questa aula stamani. Il Presidente del Consiglio, oltre a ricoprire la più alta e prestigiosa carica nell'ambito di questo consesso, è un rappresentante politico, è espressione di questa maggioranza; amici della Giunta, io vi prego di rileggere attentamente quanto ha dichiarato stamani mattina il Presidente Bondaz. "E' una situazione insostenibile - ha detto - qui ci sono degli elementi degenerativi in atto, è una brutta pagina della nostra storia, va salvaguardato il buon nome della Valle d'Aosta".
E' un quadro tragico che non ho tracciato io, ma ha tracciato, dall'alto della sua posizione, il Presidente del Consiglio della Valle d'Aosta. Ha aggiunto che il Ministro Scalfaro non ha posto in essere un comportamento che può essere configurato come un attentato alla autonomia valdostana e non ha ipotizzato, ha detto il Presidente, la chiusura del Casinò di Saint-Vincent. E' vero che in politica non.... INTERRUZIONE....
PRESIDENTE: Mi permetta, Consigliere Torrione: non è che ha ipotizzato; ha escluso.
TORRIONE - (P.S.I.): Ha escluso, grazie della precisazione.... ha escluso la chiusura del Casinò e questo è un elemento che ci tranquillizza. Ma dicevo poc'anzi che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire in politica, per cui noi ci appelliamo certamente a un discorso che può avvenire all'interno della maggioranza perché se stamani, dopo una lunga seduta, si è deciso di continuare il Consiglio evidentemente i falchi hanno prevalso sulle colombe.
Ma io mi chiedo: con quale stato d'animo la Giunta può chiedere al Consiglio di venire qui a discutere un bilancio, che è un documento politico-amministrativo, quando gli eventi ci hanno addirittura superato? Non vogliamo discutere la questione della continuità amministrativa, nessuno vuol paralizzare l'attività di questo Consiglio; noi diciamo solamente che questa Giunta non è abilitata a presentare e rassegnare un bilancio in questo Consiglio, perché il bilancio non è solo un documento squisitamente amministrativo e contabile ma è un atto politico estremamente qualificabile, traccia l'attività dell'ente Regione, con le sue scelte, per un anno intero. E se uno va a sfogliare, addirittura, i volumi della legge regionale e provinciale trova, in effetti che, il bilancio di un comune, o in questo caso della Regione (è un rafforzativo), è in effetti l'atto qualificante dell'amministrazione pubblica.
Noi stamattina queste cose, in sede di riunione di Capi Gruppo, l'abbiamo anche dette e abbiamo detto che non ritenevamo opportuno affrontare una discussione consiliare senza la presenza del responsabile della Giunta.
Mi scusi, signor Presidente del Consiglio, ma c'è una specie di processione verso l'ufficio del Ministro Scalfaro! E' vero che siamo nel corso dell'anno Santo, ma questo Ministro che demonizzava il gioco, evidentemente, è stato poi beatificato, perché si va a Roma a chiedere indulgenze! E visto che questo è l'Anno Santo, può darsi che queste indulgenze siano notevoli, perché non ho mai sentito che si partisse e si andasse dal Ministro dell'Interno. Il. Presidente del Consiglio e il Presidente della Giunta, per due giorni, sono stati convocati da questo personaggio illustre del governo italiano che noi, come d'altronde anche esponenti della Democrazia Cristiana, avevamo difeso in questa aula, visto che non c'è stato un attacco all'autonomia valdostana.
Ora, non si può venire a dire che si va a colloquiare a Roma quando Aosta sanguina, per riprendere, adattandolo, un vecchio motto latino! Bisogna essere presenti in questa Regione perché la nostra Valle va difesa da questo consesso, non facendo viaggi, più o meno opportuni, in quel di Roma! Anche perché io ritengo che se c'era questa preoccupazione, cioè la chiusura del Casinò, sarebbe stato opportuno (noi lo avevamo detto in quest'aula) assumere atteggiamenti che dovevano essere di vigilanza e preoccuparsi allora di andare dal Ministro Scalfaro. Solo che quest'ultimo aveva un pochino la mania di demonizzare il gioco e allora dal Ministro Scalfaro ci si è andati dopo due mesi e dopo la sua successiva beatificazione!
Noi non avevamo chiesto dimissioni, in passato; gli atteggiamenti di questa Giunta sono estremamente contraddittori, non mi si venga a dire che l'assenza del Presidente della Giunta non è un affronto a questo consesso. Io credo che se il Presidente della Giunta era convocato dal Ministro Scalfaro poteva venire qui, dircelo di persona, e poi noi capivamo le ragioni che potevano aver portato il Ministro.... se era stamattina.... ma signor Presidente, qui invece non si dice niente, si mormora che sia stato il Presidente a chiedere un incontro a Scalfaro, si dice che sia stato Scalfaro ad averlo convocato, non si sa, domani si scopre poi questa vocazione romana di una parte dell'Union Valdôtaine che va a Roma alla conferenza dei Presidenti delle Regioni. Per carità è importantissima! Convocata da un Presidente socialista, l'ha convocata il Presidente dei Presidenti delle Regioni; in altre occasioni si mandava un funzionario, adesso invece, giustamente, poiché il momento è grave, la presenza è del Presidente della Giunta.
Sono comportamenti contraddittori da un punto di vista politico. Obiettivamente io voglio sapere da questa Giunta, (credo che lo vogliano soprattutto i cittadini) se è un atteggiamento definitivo quello di continuare i lavori del Consiglio o se un minimo di riflessione è penetrata nelle forze della maggioranza. Io non credo che tutte le forze della maggioranza vogliano ad ogni costo far finta che non sia successo niente. Invece noi riteniamo che all'interno della maggioranza e all'interno delle stesse forze della maggioranza, ci siano persone che giudicano, come giudichiamo noi, questo momento così grave da presupporre degli atti politici conseguenti.
Noi riteniamo che un atto politico per far calare la tensione possa essere quello delle dimissioni della Giunta.
Io non ho capito quali timori di carattere politico si possano avere: l'Union Valdôtaine ha 9 Consiglieri, con la DC si fanno maggioranze.... ogni cinque minuti si possono ricostruire delle maggioranze! Questa Giunta si dimetta: dopo un mese si ripresenta qui, si rivota la stessa Giunta, modificata forse in qualche suo personaggio, perché non tutto può rimanere come prima; oppure se rimane come prima, sta bene lo stesso! Si possono guardare anche a destra e a sinistra!
Ma questa Giunta ci deve spiegare perché vuol rimanere al suo posto ad ogni costo; a difendere chi, visto che in un mese non è riuscita a difendere il prestigio della nostra Regione? Ora la situazione è drammatica, non la vogliamo esasperare e non facciamo, per carità, del catastrofismo ad ogni costo, nel modo più assoluto; vogliamo oltretutto che questo confronto tra maggioranza e minoranza sia il più sereno possibile, anche perché non crediamo che l'esasperazione possa servire a far luce su una vicenda così intricata. Non vogliamo appropriarci di determinati argomenti per dire che avevamo ragione noi o avevate ragione voi.
Noi chiediamo di ripartire da zero in modo che la Regione sia sufficientemente tutelata sul piano del prestigio.
Questa Giunta, vi ripeto, non ha più la dignità politica né morale per governare la nostra Regione.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Noi non possiamo accettare di discutere il punto adesso iscritto all'ordine del giorno, cioè la discussione sulla situazione del Casinò e la nomina del Commissario, in assenza del Presidente della Giunta.
Dobbiamo dire che le assenze del Presidente della Giunta sono troppe in questi ultimi tempi e sono inopportune. Il Presidente della Giunta è stato assente al dibattito all'interno dello stabilimento con gli operai della Cogne, è stato assente al dibattito all'interno dell'ILSSA-Viola, era assente il giorno in cui sono stati arrestati i 26 controllori, il vice-commissario e commissario: ha preferito recarsi a un convegno a Nizza.
Oggi, che ci sono decisioni importanti da prendere su una materia che ha creato inquietudine e sconcerto nell'opinione pubblica valdostana, si dice che sia a Roma, dal Ministro Scalfaro. Si hanno notizie contrastanti: dicono che Scalfaro l'abbia convocato, qualcun altro dice che è lui che ha chiesto un incontro, altri ancora dicono che è al Ministero dell'Interno ma non si sa a fare che cosa. Noi diciamo che ci stupisce questo atteggiamento del
Presidente della Giunta, ci stupisce anche che senta l'esigenza di partecipare domani alla Conferenza dei Presidenti delle Giunte Regionali, quando in altre occasioni non ha partecipato, e che dimostri insensibilità rispetto all'attesa dell'opinione pubblica valdostana.
Ricordo che il Presidente del Consiglio, quando noi avevamo chiesto una convocazione del Consiglio straordinario per discutere la vicenda del Casinò, sostenendo che questo dibattito non si poteva tenere in assenza del Presidente della Giunta, ci aveva detto: "quindi vi prego attendete il 24, ci sarà il Presidente della Giunta, trasformiamo il Consiglio ordinario in Consiglio straordinario perché ci deve essere il Presidente della Giunta".
Il fatto che oggi le forze della maggioranza ci chiedano di continuare questo dibattito, senza rinviarlo in attesa del ritorno del Presidente della Giunta, ci appare del tutto incomprensibile.
Ricordo ancora che il Consigliere Fosson, il 24 di novembre, aveva invitato il Presidente della Giunta a valutare quando era opportuno partecipare ad una riunione o ad un convegno e quando invece la sua presenza era necessaria in questo Consiglio: ci sembra che neanche i suggerimenti venuti dall'interno della maggioranza siano stati seguiti!
Secondo noi è indispensabile la presenza di Andrione per due ordini di motivi: prima di tutto perché il Presidente della Giunta ha, di fatto, mantenuto tutti i rapporti con il personale che si occupava del controllo della Casa da Gioco. Come già per altri settori (ugualmente è avvenuto per l'industria, per il metanodotto e per una serie di acquisti), il Presidente della Giunta ha esautorato, in questo caso, l'Assessore competente.
Il Regolamento dice che la competenza del rapporto tra il Commissario e la Giunta doveva spettare all'Assessore al Turismo; ci sembra che in tutti questi anni le questioni del Casinò siano state trattate dal Presidente della Giunta, che quindi è l'unico che può rispondere a domande precise che noi gli vogliamo fare, e che non vogliamo fare oggi ma solo quando ci sarà lui in Consiglio. Nessun altro ci può rispondere.
Noi crediamo che il Presidente della Giunta debba esserci per una ragione di tipo politico. Il collega Torrione ha appena finito di dire che questi problemi mettono in discussione la credibilità della Giunta regionale. Noi questo argomento l'avevamo già sollevato in altre occasioni. Ci sembra che l'atteggiamento della Giunta regionale e del suo Presidente sia stato in questo caso di una perseverante irresponsabilità.
Vi ricordo solo alcuni fatti: il 7 novembre il nostro Gruppo, molto educatamente e facendo appello al senso di responsabilità, aveva chiesto alla Giunta regionale se non era il caso - visto che si discuteva del finanziamento alla FINAOSTA - di far dimettere preventivamente il commendator Ramera. Allora non si sapeva niente del "blitz" era soltanto per le vicende della Valle d'Aosta. La Giunta regionale ha fatto finta di niente. Il 10 novembre l'ex Assessore Ramera è stato arrestato.
Il 7 novembre avevamo chiesto di fare una Commissione di indagine sul Casinò in base alle dichiarazioni del Ministro Scalfaro comparse sull'"Espresso"; allora la Giunta regionale garantì che la Valle d'Aosta non c'entrava, che il tutto riguardava altre Regioni, altri Casinò e non se ne fece nulla. Il 24 di novembre, invece, questo Consiglio votò l'istituzione di quella che è una Commissione d'inchiesta, comunque la si voglia chiamare. Il 24 di novembre avevamo chiesto alla Giunta di revocare il Commissario regionale Manganone perché, secondo noi, aveva dato segni di incompetenza. La Giunta regionale ha rifiutato questa impostazione; il 7 di dicembre, purtroppo, è stato arrestato il Commissario Manganone e sono stati arrestati altri 25 valdostani. Il 24 di novembre già avevamo chiesto, come forza politica, un gesto chiarificatore, un gesto di sensibilità rispetto all'opinione pubblica valdostana; avevamo chiesto cioè che il Presidente della Giunta si dimettesse e che si prendesse in esame la situazione venutasi a creare dopo questi fatti gravi, che hanno sconvolto la vita politica ma anche la vita privata di molte famiglie valdostane. Soltanto i comunisti e Nuova Sinistra, in quell'occasione, hanno votato quella parte del nostro ordine del giorno che riguardava le dimissioni di Andrione. Si è ancora continuato a sostenere che sarebbe stato un gesto inopportuno e che si sarebbe fatta solo confusione.
A noi sembra che questo atteggiamento dimostri come la Giunta regionale non sia all'altezza della situazione. Sono stati arrestati 23 controllori, 2 vice-commissari, il commissario; non si può dire che la Giunta avesse valutato la gravità della situazione, se solamente qualche giorno prima aveva diramato un comunicato - che tra l'altro non ho capito perché è stato emesso, è stato emesso proprio al buio - che assicurava l'estraneità del controllo regionale dalle vicende che in quel momento si conoscevano. Questo dimostra proprio come siano mancati elementi di comprensione della gravità della situazione. Noi pensiamo che su questo argomento occorra una discussione seria per trovare una via d'uscita, perché questo è uno dei momenti più gravi che la nostra Regione abbia mai attraversato, e gli sviluppi eventuali e comunque le vicende già accadute peseranno per anni sulla Valle d'Aosta.
Se le cose stanno così, è possibile che la maggioranza voglia fare quadrato, che rifiuti anche soltanto quello che noi adesso ribadiamo, cioè una richiesta di sospensione del Consiglio in attesa del ritorno del Presidente della Giunta perché si possano discutere alla sua presenza la questione del Casinò, la nomina del Commissario o dei Commissari e del personale che è necessario, e il bilancio regionale.
Noi abbiamo fatto, nella riunione avvenuta tra i Capi Gruppo, questa proposta: venerdì 16, quando il Consiglio è già convocato e quando dovrebbe essere presente il Presidente della Giunta, si discutano, in modo sintetico, la questione del Casinò, arrivando a sciogliere prima, con apposita riunione, il nodo della scelta del Commissario o dei Commissari, ed inoltre il bilancio regionale. A questo segua un atto politico chiarificatore, seguano le dimissioni della Giunta regionale.
Ci sembra che per lo meno la richiesta di rinvio, in attesa del ritorno del Presidente della Giunta, perché le dimissioni della Giunta possano avvenire con l'assenso del suo Presidente, non sia una decisione che possa essere presa soltanto da quelli presenti qui. Questi argomenti richiedono la presenza di Mario Andrione e quindi chiediamo che il Consiglio venga adesso sospeso, che si riprenda il 16, giorno per cui è già convocato, ed il 16 si discutano questi due argomenti.
Noi pensiamo che questo potrebbe dare all'opinione pubblica il segno che si vuole intervenire a livello dovuto rispetto a una situazione che è estremamente grave; ci sembra che soltanto dando il segno di una svolta, di un ripensamento, anche autocritico, si possa affrontare nel modo dovuto e con l'unità necessaria le gravi questioni delle forze politiche della Valle d'Aosta. Se invece persisterà il rifiuto di una richiesta comprensibilissima, come quella del rinvio dei punti all'ordine del giorno al prossimo Consiglio, noi riterremo anche più irresponsabile il comportamento della maggioranza e non parteciperemo alla discussione.
Ce ne andremo, abbandoneremo l'aula. La maggioranza si assumerà le sue responsabilità.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Qual'è la posizione del Movimento Sociale Italiano in tutta questa vicenda del Casinò di Saint-Vincent? Noi nel precedente intervento eravamo stati chiari, eravamo stati molto precisi su quello che sarebbe stato il nostro atteggiamento: avevamo già richiesto le dimissioni del Presidente della Giunta, come atto chiarificatore di tutta la vicenda. Non lo ritenevamo colpevole o responsabile della situazione; ritenevamo però, visto che si prospettava un certo coinvolgimento da parte delle autorità regionali nell'affare Casinò, che sarebbe stato corretto da parte sua rassegnare le dimissioni.
Avevamo chiesto allora, oltre alle dimissioni del Presidente della Giunta, l'allontanamento del Commissario regionale. Questo è avvenuto tramite la Finanza.
Avevamo chiesto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta. Anche in questo caso, anche se non è stata votata la Commissione d'inchiesta ed è stata investita la Commissione Affari Generali di tutto l'"affare Casinò", si è arrivati ad una soluzione.
Adesso il Movimento Sociale Italiano in questa situazione, in questo nuovo contesto che cosa chiede? Naturalmente rimane coerente con la sua posizione di allora e quindi chiede le dimissioni del Presidente della Giunta. Non è d'accordo, per lo meno per il momento non si pronuncia, per quanto riguarda le dimissioni dell'intera Giunta perché dobbiamo aspettare, dobbiamo attendere che per lo meno ci sia qualche coinvolgimento. Mi pare che il fatto politico più rilevante siano le dimissioni del Presidente della Giunta per fare chiarezza in tutto l'affare.
Per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti, cioè l'arresto dei 23 controllori regionali al Casinò di Saint-Vincent, mi pare che il coinvolgimento da parte della Regione, da parte per lo meno del responsabile di questa Giunta, ci sia. Ecco la motivazione per cui chiedo le sue dimissioni. E' inconcepibile infatti che al Casinò di Saint-Vincent i controllori, ad uno ad uno, a loro piacimento, prendessero le "fiches" e se le mettessero in tasca senza avere un tacito assenso da parte di qualche responsabile, per lo meno da parte del Commissario regionale, che ne era a conoscenza e che a sua volta dipendeva dall'Assessore al Turismo e dal Presidente della Giunta.
Ecco, la nostra posizione è chiara, è coerente con l'atteggiamento che abbiamo sempre tenuto, anche se qualche giornalista - giornalista di mezza tacca - scrive sui giornali che il Movimento Sociale Italiano non è da prendere in considerazione perché è fuori dall'arco costituzionale.
Ecco, io vorrei smentire questo giornalista e, visto che è presente in aula, lo invito a prendere atto che il Movimento Sociale Italiano è stato consultato dalle altre forze politiche di opposizione, è stato invitato, in un dibattito fra le forze di opposizione, ad esprimere il suo giudizio, il suo parere e quindi a motivare la sua posizione politica, come forza di opposizione, nei confronti di questo dibattito. E colgo anche l'occasione per rigettare, come ho già fatto con un comunicato-stampa, la discriminazione che ha posto in essere il Partito Comunista, nel corso di un dibattito avvenuto in rapporto a questo affare, nei confronti del Movimento Sociale Italiano. Il P.C.I. è l'unica forza politica che ancora si arrocca su delle concezioni arretrate (quindi concezioni che mi auguro vengano superate, perché la storia va avanti e non torna indietro), l'unica forza politica che ha ancora delle perplessità assurde e ridicole, perché il Movimento Sociale Italiano è un Partito che fa parte di questa democrazia, è un partito che fa parte di queste istituzioni, è un partito che è rappresentato nel Parlamento nazionale. Vorrei ricordare ai compagni comunisti che mentre qui, in questo consesso, hanno un certo atteggiamento discriminatorio, nel Parlamento di Roma votano come presidente di una Commissione parlamentare l'Onorevole Valensise, deputato del M.S.I..
Vi chiedo di smentirmi su questo fatto.
Quindi, siate coerenti almeno col vostro atteggiamento e detto questo - non l'ho fatto certamente per avere applausi, ma per chiarire la questione perché noi non accettiamo alcuna discriminazione da parte di nessuno, perché questo è un partito che forse è uno dei pochi, se non il solo che ha le carte in regola, le mani pulite per parlare e addirittura accusare altre forze sull'affare Casinò - mi associo a quello che è stato detto da coloro che mi hanno preceduto nella richiesta di sospensione di questo Consiglio in attesa che ci sia la presenza del Presidente della Giunta; altrimenti il mio atteggiamento, concordato con le forze di opposizione, sarà quello di abbandonare l'aula.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Credo che ci troviamo di fronte non ad una delle pagine più nere della recente storia della Valle d'Aosta, ma indubbiamente alla pagina più nera della storia della Valle d'Aosta come Regione autonoma. Credo che neppure negli anni drammatici del. '65-'66, ai tempi del famoso scandalo Gheis-Torrione, del "fil di ferro" e delle tensioni che ci furono, eravamo precipitati in una crisi così drammatica e in una situazione così difficile da mettere in gioco un intero modo di operare dell'Amministrazione regionale.
Oggi ci troviamo di fronte ad un terremoto partito da Saint-Vincent, di cui abbiamo per ora sentito le prime scosse e che è destinato a continuare.
Intorno al Casinò di Saint-Vincent si è creato un groviglio di illeciti, una montagna di irregolarità, sviluppatisi grazie a un'impunità durata circa 35 anni, consolidata attraverso il tempo, aggravatasi notevolmente in questi ultimi anni, fino a che il Casinò di Saint-Vincent è diventato il crocevia della delinquenza dell'Italia nord-occidentale. E questi purtroppo sono i fatti su cui sta lavorando la Magistratura, i fatti che porteranno a processi, a vicende giudiziarie estremamente penose. Tutto quanto ci è stato detto per anni ed anni, ed anche recentemente, da parte di questa Giunta regionale e in particolare dal suo Presidente Mario Andrione, sul Casinò di Saint-Vincent è stato smentito dai fatti.
Si era parlato dell'opportunità di inserire due diverse società per tutelare meglio la Regione: ma oggi noi scopriamo, dai primi elementi che abbiamo, che dietro la SITAV e dietro la SAISET c'erano le stesse persone, che oggi sono in carcere o sono latitanti.
Si era detto che il controllo regionale presso il Casinò di Saint-Vincent operava efficacemente: oggi abbiamo gli elementi per dire che esistevano delle forme di connivenze gravi fra controllori e controllati, che fanno ipotizzare un'assenza di controllo globale sull'attività del Casinò, da parte dell'Amministrazione regionale. Si era detto, per fare un'altro esempio, che i lavori di ampliamento del Casinò di Saint-Vincent erano regolari ed ora scopriamo che ci sono degli illeciti, che ci sono delle gravi irregolarità, che ci sono delle procedure notevolmente anomale.
Credo che la vicenda del Casinò sia estremamente grave in sé stessa anche perché coinvolge un intero modo di amministrare e fa venire al pettine una serie di nodi che si sono consolidati attraverso gli anni, nodi rappresentati dal fatto che si è operato in modo pressapochista, dimenticando quello che è una procedura corretta, quelle che sono le leggi, operando sotto-banco, usando dei mezzi che sono la negazione della funzione di un Consiglio regionale e di un Governo regionale.
Ecco, in questa situazione estremamente drammatica credo che ci troviamo, sia la maggioranza sia la minoranza del Consiglio, di fronte ad un momento di svolta. Forse non ci rendiamo ancora oggi ben conto che questa vicenda determinerà un cambiamento radicale nel modo di amministrare la Valle d'Aosta. Deve determinarlo perché è chiaro che non possono più ripetersi in futuro gli errori che in passato hanno determinato la situazione attuale. E' necessaria una svolta profonda, una svolta radicale che investe sia la vicenda Casinò, sia un intero modo di amministrare.
Non mi pare però che questa coscienza, questa responsabilità di fronte agli avvenimenti emerga ancora in modo nitido da questo Consiglio, dalle decisioni di questa maggioranza. Qui si chiede in pratica di aspettare ancora, di vedere come si mettono le cose, e intanto di andare avanti, di discutere la vicenda del Casinò, di nominare un Commissario in assenza del Presidente della Giunta regionale, che è il principale responsabile di quanto è successo a Saint-Vincent perché ha gestito in prima persona i rapporti con i dirigenti del Casinò, con il Commissario regionale, con i vicecommissari, col corpo dei controllori della Regione al Casinò di Saint-Vincent.
Si chiede di discutere il bilancio di previsione 1984 senza sapere se la Giunta che ha prodotto questo bilancio ha oggi l'intenzione, la capacità e la volontà di gestire questo bilancio nei 12 mesi che seguiranno. Io credo che questo sia un metodo inaccettabile.
Le forze di minoranza hanno fatto una proposta meditata e seria, hanno chiesto un rinvio della prosecuzione dei lavori del Consiglio a venerdì, in modo che sia presente il Presidente della Giunta: il Presidente Andrione dia le risposte che lui personalmente deve dare al Consiglio, perché lui ha gestito la questione ed è responsabile di una serie di fatti.
Se non accettiamo questa proposta evidentemente ci troveremo di fronte ad una sottovalutazione estremamente grave della situazione. Siamo in una situazione in cui ancora una volta il Consiglio regionale rinuncia ad esercitare quelle che sono le sue competenze e lascia che queste competenze le eserciti la Magistratura. Già per due volte la Magistratura ci ha posto di fronte a fatti compiuti; vogliamo aspettare che sia ancora la Magistratura, per la terza volta, a porre il Consiglio di fronte a fatti compiuti, prima di fare delle scelte? Credere questo è un modo irresponsabile di operare.
Io chiedo quindi, formalmente, che il Presidente del Consiglio metta in votazione la proposta di rinvio dei lavori del Consiglio, in modo che i lavori possano riprendere venerdì mattina alla presenza del Presidente della Giunta regionale.
Chiedo alle forze di maggioranza di non andare ad un braccio di ferro, ad una forzatura, in questo momento; credo che sarebbe penoso, in questo Consiglio regionale della Valle d'Aosta, costringere le forze di opposizione ad uscire dall'aula per non essere compromesse con un certo modo di operare. Credo che sarebbe penoso costringere voi, forze di maggioranza, a discutere o a votare un bilancio regionale di previsione per l'84 senza un confronto, senza una discussione democratica. Credo che ci siano le condizioni per uscire da questa situazione in modo un pochino più decente; cerchiamo di farlo.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.
PEDRINI - (P.L.I.): Signor Presidente, due parole soltanto perché mi pare che il fiume di parole che è stato detto e la impostazione che è stata data non abbia molti sbocchi o vie di uscita.
Sarò brevissimo. Stamattina l'esecutivo del Partito Liberale si è riunito d'urgenza e ha dato al sottoscritto un mandato. Il mandato è di chiedere a tutta la Giunta le sue dimissioni, forse non tanto per i motivi che sono stati esposti prima, ma per mettere sé stessa di fronte ad un chiarimento che noi, come liberali, riteniamo necessario.
Ci pare che questa impostazione politica sia l'unica che permetta, magari alla stessa identica Giunta, come ha detto il collega Torrione prima, di reinsediarsi. Noi non abbiamo assolutamente scopi secondari od altro, lo abbiamo dimostrato, ragion per cui riteniamo che, per una questione di etica, la Giunta debba sentire il dovere di porsi un chiarimento; nello stesso tempo riteniamo che effettivamente non si possa andare avanti, come abbiamo fatto per tanti anni, a discutere di argomenti così importanti come quello di oggi senza il capo del Governo regionale valdostano. Ripeto: senza il capo du Gouvernement régional de la Vallée d'Aoste!
Io non pecco, di presunzione nel dire, all'estero ed in Italia, "il Governo regionale", perché effettivamente il nostro è un governo regionale, e tale deve essere e deve rimanere! Ed è per questo che non ritengo opportuno che, proprio quando il capo di questo governo manca, si debbano discutere argomenti di questa ampiezza e carattere particolari, tenendo presente che il Partito Liberale non è contrario, venerdì, a esaminare eventualmente il bilancio prima della discussione su Saint-Vincent, che dovrebbe provocare l'atteggiamento precedentemente detto. Se questo significa non turbare la vita amministrativa regionale noi siamo ancora una volta, così come già abbiamo fatto nel passato, a disposizione non già di questa Giunta o di questo Consiglio, ma degli interessi dei cittadini valdostani, perché riteniamo che il bilancio sia una cosa troppo importante per rischiare di arrestare quella che è la vita amministrativa della nostra Regione. Siamo disposti anche a questo sacrificio, però deve esserci dall'altra parte la chiara consapevolezza che noi lo facciamo solo ed esclusivamente, ripeto, nell'interesse dei cittadini.
E' ovvio che se la maggioranza continuerà nell'atteggiamento che ho avvertito (io ho partecipato per un solo secondo alla riunione dei Capigruppo, perché non ero d'accordo su quella impostazione di riunione), se deciderà di continuare i lavori, lo faccia pure, padronissima. L'ho detto prima. Non avevamo bisogno di fare la riunione dei Capigruppo, era già tutto molto chiaro. Quindi se la maggioranza desidera continuare i lavori, lo faccia pure.
Ha detto bene il Consigliere Mafrica: si assuma le sue responsabilità. Io vorrei proprio che questa maggioranza continuasse i lavori, perché allora io penso che lo sdegno non sarebbe soltanto in noi, ma anche sulla piazza. Non penso che si voglia arrivare a questo perché se così fosse noi siamo disposti anche ad arrivarci. A buon intenditor.... dice un proverbio, con quel che segue.
E' evidente pertanto che, a nome del Partito Liberale, se la maggioranza riterrà di continuare i suoi lavori, abbandonerò l'aula in segno di protesta e di sdegno per l'atteggiamento conseguente alla questione del Casinò di Saint-Vincent.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore all'Agricoltura e Foreste Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Il me semble qu'aujourd'hui, au lieu de vivre une veille de Nöel tranquille et normale, on est plutôt en train de vivre une semaine de "Passion". Je dois dire que pendant ces journées les forces de la majorité ont voulu chercher à voir quelles étaient les perspectives, quels pouvaient être les défauts et quelle a été l'attitude de cette majorité par rapport au problème du Casino.
Et, en effet, si aujourd'hui on a voulu faire cette réunion préalable entre les chefs de groupes, c'était pour voir s'il était possible de discuter ensemble (étant donné que le problème du Casino est un problème de tout le Conseil; ce n'est pas un problème de majorité et de minorité) pour voir ensemble s'il y avait une possibilité d'en sortir d'une façon raisonnable. Cela ne signifie pas que les forces de majorité ne veulent pas assumer des responsabilités dans ce moment très lourd pour elles.
Au moment où on a décidé de programmer les travaux du Conseil, on l'a fait en tenant compte d'une distinction fondamentale entre les tâches, les devoirs et les droits des forces qui sont présentes dans le Conseil, par rapport à un facteur que nous connaissons et qui doit être quand même évolué dans sa juste mesure, c'est-à-dire l'affaire du Casino.
On comprend très bien que toutes les forces veulent poser des questions au Président de la Junte, sur le fait qu'il ait eu, pendant ces années, des rapports très étroits dans la question de la gestion du Casino. Mais en même temps, on est conscient du fait que, depuis toujours, soit la majorité sortante que la majorité qui a été voulue après les élections politiques, doivent prendre leurs responsabilités par rapport à l'affaire Casino. Et la majorité - et par conséquent l'exécutif - est consciente et sait ce qui s'est passé, au moins ce que nous pouvons dire qui s'est passé à l'intérieur du Casino. On ne veut pas sous estimer cette affaire: on sait très bien qu'elle peut avoir des conséquences négatives. Lorsque s'est formée cette majorité, on avait pris l'engagement de faire un programme assez clair; un programme auquel avaient contribué toutes les forces de la majorité; un programme qui avait été exposé au Conseil, afin d'avoir aussi l'apport des forces de minorité.
On est arrivé à une discussion et, à la suite, le Conseil a travaillé, et le Gouvernement a prévu l'acte principal d'une administration: c'est-à-dire le bilan. Et comme chaque année, on avait prévu de discuter le bilan en tant qu'instrument justement indispensable pour l'administration régionale.
A ce moment, deux faits se sont succédés: dans un premier temps, c'étaient des faits qui n'étaient pas seulement de notre Vallée, mais au niveau européen: pas seulement de l'affaire pour lequel on cherche de voir ce qui se passe à l'intérieur des Casinos italiens, mais aussi de l'Europe entière. Nous savons qu'il y a deux Europe parallèles: il y a l'Europe de la surface (c'est l'Europe de l'échec d'Athènes, c'est l'Europe qui est en train de faire toute une série de travaux sans trouver des accords) et l'Europe du sous-sol, l'Europe de l'accord, l'Europe des échanges monétaires que personne ne connaît, là où on voudrait voir plus clair. Dans toute cette affaire, on a trouvé le problème du Casino. Pour la Région, le Casino avait quand même ou au moins un double chiffre: c'était sans doute une rente pour la Région, mais c'était aussi une question de prestige. On a organisé des congrés, on a institué des prix internationaux avec la participation des gens de culture et de science: de n'importe quel pays, qui ont apprécié un certain niveau d'organisation. Et c'était quand même une recherche d'image de notre Vallée, dans laquelle on croyait et qu'on croit encore de vouloir respecter, à travers l'image du Casino. Dans ce cadre, il y a eu l'enquête: pour voir quels étaient les liens entre la Mafia, la drogue, les enlèvements de personnes et tout cela. Sans doute, cela nous a, avant tout, étonnés. Ce n'était pas une enquête qui pouvait partir - et tout le monde le sait - de l'administration régionale. Et c'est le premier point. Là, comme administration régionale, on a déclaré que pour ce qu'on était à connaissance, on ne pouvait rien dire de plus que ce que la Magistrature est en train de voir. Et on excluait des connaissances à l'intérieur soit de l'éxécutif, soit de la majorité, pour ces cas.
Après dix jours voilà qu'un autre fait va se mettre dans cette affaire: on découvre qu'il y a à l'intérieur des personnes qui ne font pas leur devoir, à ce qu'il paraît, jusqu'à présent. Alors quelle a été l'attitude de la Junte qu'ici on veut démissionnaire, par rapport à ce fait? Je pense que tout simplement, comme Junte, on est à même de dire ce qu'on a fait et de dire pourquoi certaines choses sont arrivées. Mais ça ne veut pas dire qu'on n'accepte pas la proposition de discuter, tout en tenant compte qu'on a un certain ordre du jour, de discuter ces arguments à la présence du Président de la Junte. Mais en tant que Conseil, on a un certain ordre du jour: on peut très bien travailler et examiner les arguments qui sont prévus en attendant - car on a rien à cacher - la présence du Président de la Junte pour donner des réponses à certaines questions, qui doivent être (à ce que j'ai entendu) posées exclusivement à lui. Donc, la position de la majorité est d'être très consciente du moment qu'elle est en train de vivre, est d'être assez consciente du fait que c'est un moment assez négatif pour notre Région. Mais cela n'implique pas le fait que la Junte, soit dans le premier cas de la Mafia que dans l'autre cas des contrôleurs, malheureusement, ne peut que dire que on ne savait rien du tout.
Je sais que lorsqu'on dit cela, on nous répond: "Cela n'est pas possible. Tout le monde en parle! Comment est-il possible que pendant...?" On pourra nous dire qu'il y a eu trop de confiance, qu'à l'avenir on devra chercher de revoir ensemble la façon de gérer le Casino, pour ceux qui veulent le Casino.
Pour ceux qui ne veulent pas le Casino, la position est claire. On veut faire les moralistes, et je ne sais pas jusqu'à quand, pour dire qu'il faut éviter le vice du jeu en fermant le Casino. On sait très bien que c'est une position enfantine: c'est comme ne plus planter des cannes à sucre pour éviter le diabète. Ce seraient des positions absurdes.
Ce qui nous intéresse, c'est le fait que nous sommes disponibles à attendre la présence du Président pour la discussion de ces deux arguments. Mais pour le restant, je pense que le Conseil a le droit de continuer ses travaux. Comme majorité, nous sommes ici convoqués pour travailler, pour donner quand même l'impression que nous sommes ici pour respecter la volonté de ceux qui ont élu ce gouvernement.
Qu'après on puisse arriver à un éclaircissement politique, que je souhaite, que toute la majorité souhaite, ça, c'est aussi vrai. Donc, dans ce but, nous réaffirmons la volonté de continuer la discussion des arguments qui ne sont pas directement intéressés, en attendant que vendredi soit présent le Président pour donner des réponses qui, peut-être, données par n'importe qui de l'exécutif, ne sont pas si exhaustives que celles que pourrait donner le Président.
Je pense que c'est une attitude correcte face à un Conseil qui est quand même ici pour travailler. Nous n'avons rien à cacher, nous attendons justement, nous aussi, de voir clair dans cette affaire; nous avons des propositions à faire, et c'est ce que nous voulons proposer.
Et c'est à cause de cela que nous avons prévu de faire une réunion entre toutes les forces pour dire, s'il y avait accord, de proposer, en tant que forces qui veulent maintenir ouvert le Casino, des propositions à moyen terme, en tenant compte du fait qu'il y aura des perspectives dans le futur qui pourraient même changer certains avis.
Pour l'instant, nous avons à proposer un projet de loi pour pouvoir nommer le Commissaire et deux commissaires adjoints, pour pouvoir le maintenir ouvert et donc pour avoir la possibilité d'avoir l'appui des nouveaux contrôleurs, qui soient prévus à l'extérieur de l'administration régionale, après une épreuve de sélection (c'est un projet de loi qu'on entend présenter à l'attention du Conseil).
Et sur ces questions, on veut et on voulait justement en parler, toutes les forces ensemble. Donc, sur cette attitude, nous croyons que le Conseil puisse s'exprimer, continuer la discussion de l'ordre du jour. En effet, lorsqu'on a prévu de discuter de l'affaire du Casino, on n'a pas dit quand: si le Conseil décide de discuter de cette affaire au moment où sera présent le Président de la Junte, nous n'avons aucune difficulté. On pensait uniquement, vu que tout le monde s'attendait un éclaircissement sur ce point, que comme Junte, tout en considérant que le Président aujourd'hui ne pouvait pas être présent physiquement, on pourrait donner des reinseignements sur ce qui s'était passé. Un point, c'est tout. On croyait de donner correctement une information à tout le Conseil, afin de ne plus laisser cette atmosphère qu'il y a maintenant là où tout le monde doute, où tout le monde dit: "Mais, enfin, qu'est-ce qu'il y a? Mais... On ne sait pas... Quelqu'un dit que..." Alors nous, en tant que forces de la majorité, nous disons ce que nous savons; mais naturellement, on ne peut pas dire ce qu'on ne peut pas connaître. Voilà, l'attitude de la majorité: c'est ce que j'ai dit.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Torrione; ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Devo dichiarare, almeno a titolo personale, che sotto certi aspetti ho anche apprezzato il discorso di intervento dell'Assessore Rollandin. Mi è sembrato di cogliere che un certo tipo di chiusura sia venuto meno nell'atteggiamento, nel modo di essere di questa maggioranza; mi auguro che questo atteggiamento e questo modo di essere continui e questo sia il buongiorno, dal quale si possa prefigurare un atteggiamento diverso nei confronti della minoranza.
Ha parlato l'Assessore Rollandin di chiarimento politico ed è su questo fatto che noi insistiamo. Il chiarimento politico serve non solo per dirimere alcune questioni che riguardano questa aula, ma a ridare tranquillità e serenità alla gente valdostana che è profondamente turbata da questi fatti. Non è un fatto interno, non abbiamo chiesto noi le dimissioni di questa Giunta perché abbiamo collegato una vicenda giudiziaria con un rimpasto politico, non l'abbiamo mai fatto e, teniamo a ribadirlo, non lo facciamo neanche in questo momento. Il problema è quello della credibilità politica, che questa Giunta non ha più rispetto agli avvenimenti, perché gli avvenimenti hanno superato la Giunta stessa, e non vorremmo - e qui l'ipotesi è drammatica - che per la terza volta fossimo superati da ulteriori avvenimenti. Perché a questo punto c'è da chiedersi (come qualcuno in quest'aula si è chiesto), quale sarà l'avvenire della nostra Regione, se a governarla, anziché essere il Consiglio e gli organi previsti dallo Statuto, saranno forze esterne a questo Consiglio.
E' con questo stato d'animo che noi vi preghiamo di considerare le nostre richieste; non vogliamo scardinare questa maggioranza, anche perché, lo ripeto, sappiamo benissimo che due giorni dopo si può ricostituire così com'è, ma obiettivamente la gente si aspetta dal nostro regime di autogoverno un comportamento tutto diverso da quello che siamo abituati a vedere anche a livello nazionale. E' questo il segnale che noi dobbiamo dare.
E' vero che Governi della Repubblica sono stati travolti da "affaires" di tipo diverso (mi sembra che Cossiga fu travolto dall'affare Kappler, se ben ricordo), però, obiettivamente, perché aspettare che gli avvenimenti travolgano la credibilità delle nostre istituzioni anziché precederli, anziché dichiarare "noi siamo qui e abbiamo tutta la volontà di fare chiarezza?"
Assessore Rollandin; io capisco la necessità, l'esigenza di non paralizzare l'amministrazione, però cerchi di fare uno sforzo per capire le ragioni della minoranza, complessivamente, senza fare distinzioni. Sono dettate dalla preoccupazione che questi avvenimenti possano incidere profondamente sulla vita della nostra collettività.
Non dico che questa maggioranza abbia delle responsabilità dirette, per carità: noi non vogliamo confondere i ruoli ed abbiamo fiducia nella Magistratura. Quello che fa la Magistratura non vogliamo neanche che abbia un'eco in Consiglio: sono due vicende che non ci toccano. Ma non si può nascondere il fatto che 25 dipendenti regionali - questo purtroppo è un dato che è presente, è incombente su questo nostro Consiglio - sono stati arrestati per reati che, tra l'altro, sono di una gravità estrema. Se lei collega questo fatto con quello che è avvenuto prima, anche se i due avvenimenti - è un giudizio personale - non hanno forse degli agganci, si rende conto che sono forse due parti di inchieste diverse; però, obiettivamente, dopo tutto quello che è successo non ci si può alzare al mattino, spalancare la finestra della Valle d'Aosta e dire: il sole sorge ancora, non è successo niente!
Noi avevamo mandato come Amministrazione regionale, dei controllori alla Casa da Gioco perché sapevamo che il Casinò non è luogo "pour des enfants de coeur o per educande, e giustamente ci preoccupavamo di controllare; ma nel momento in cui il controllo è finito, tutto, in catene, non possiamo negare che qui non è successo niente. Perché se lei ricorda, Assessore Rollandin, e lo ricorderà la Giunta, noi dal primo giorno abbiamo detto che questo era un problema di immagine, essendo certe realtà estranee al contesto valdostano. Noi siamo concordi in questo giudizio, però ci preoccupa il fatto che il fenomeno mafioso abbia potuto penetrare in questa realtà; ed allora dobbiamo mettere in atto tutti gli strumenti per fare chiarezza.
Il Consigliere Riccarand ha detto una cosa che io condivido profondamente e cioè che sono saltati dei meccanismi di controllo in tutta questa vicenda e nella vicenda amministrativa, anche prescindendo da quella del Casinò; ogni tanto, si avverte che, obiettivamente, c'è qualcosa che non funziona nell'apparato, nel modo di essere, nel modo di controllare. E' su questi dati che dobbiamo riflettere, perché qui, in fondo, senza fare dell'allarmismo inutile è un po' in gioco il prestigio della nostra autonomia e, siccome questa nostra autonomia credo vada difesa ad ogni costo, noi intendiamo fare chiarezza.
Dimettersi è un atto di buona volontà, di non commistione della Giunta regionale con i fatti che sono successi.
E' in questa chiave che dobbiamo leggerla, che dobbiamo interpretarla.
Noi ci rendiamo conto che il bilancio non è uno scherzetto da quattro soldi, perché ha una sua importanza politica, amministrativa, contabile; è l'espressione di una volontà. Altrimenti diciamo di non condividere quel tipo di bilancio, però il pericolo che ci sia una paralisi dell'Amministrazione esiste. Allora, la proposta che noi facciamo non è quella del chiarimento, Assessore Rollandin, ma è di chiamare la Giunta affinché ci dica molto chiaramente che ha intenzione di dimettersi; dopo di che noi approveremo il bilancio, discuteremo il documento amministrativo contabile e non fermeremo l'attività della Regione che continuerà la sua vita con questa maggioranza o con un'altra, non ci interessa.
E' su questa impostazione che noi prendiamo atto dell'irrigidimento di una maggioranza che ogni volta dà la sensazione spiacevole - lo dico con rammarico, mi creda - di chiudersi a riccio. Ora, noi riteniamo che il discorso del rinvio fosse un atto di buona volontà; oltre tutto non si poteva non consentire a maggioranza e minoranza di riflettere sulle proposte che avevamo fatto; lo abbiamo detto nella riunione dei Capigruppo, e lo ripetiamo in aula: forse due giorni di riflessione servirebbero a tutti. Aspettavamo che il Presidente della Giunta ritornasse. Mi consenta, è difficile discutere senza il capo dell'esecutivo del governo della Valle d'Aosta. Obiettivamente, non per sottovalutare il ruolo della Giunta, ma il capo dell'Amministrazione è il Presidente della Giunta. Certe risposte credo che le possa dare solo lui ed è su questo che noi insistiamo. Se si vuol costringere la minoranza, per attirare l'attenzione della Giunta, ad assumere degli atteggiamenti di una certa rigidità, allora io invito ancora la maggioranza a riflettere su questo argomento.
Il Consigliere Riccarand, che talvolta passa per uno che fa il Torquemada, per uno che va con la lancia in testa, stavolta ha fatto una proposta molto sensata. Ha detto: qui è inutile che stiamo a scannarci l'uno con l'altro, visto che il momento è difficile e delicato: piuttosto riflettiamo se non sia il caso di una pausa di meditazione di pochi giorni, che può servire a tutti. Può servire anche al Presidente della Giunta per venire in questa aula e riferirci sui colloqui che ha avuto a livello romano.
Mi scusi! Faccio un riferimento personale e poi chiudo. Ma lei come crede che io riesca a ratificare una delibera di Giunta, che è una stupidaggine qualsiasi, di fronte ad avvenimenti così gravi? Crede che io possa mettermi a discutere tranquillamente di fronte a questo? Quando tutta la mia attenzione, la mia, la sua, è altrove? Insomma!
C'era un politico valdostano che diceva che le fognature non hanno colore, quindi quando si discute di amministrazione va tutto bene, però qui i colori sono il rosso e il nero delle roulettes del Casinò sul quale, obiettivamente, qualche vicenda giudiziaria incombe!
Senza polemica ripresentiamo questa nostra richiesta, consigliando, se è possibile, alla maggioranza di riflettere. E' chiaro che se poi questa nostra proposta non verrà accettata, a questo punto noi, come abbiamo concordato, saremo costretti, dico costretti, Assessore Rollandin, ad abbandonare l'aula. Per carità, ho visto già qualcuno che fa così... alza le braccia al cielo come per dire "forse è meglio!" Ce ne andiamo e quindi potete approvare tutto quello che volete; però dico che non si scrive, neanche in questa maniera, una storia esaltante di questo Consiglio.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Pedrini, ne ha facoltà.
PEDRINI - (P.L.I.): Il mio intervento prima è stato brevissimo e penso molto chiaro. Altrettanto breve sarà questa replica; devo dare atto all'Assessore Rollandin di un'estrema prudenza di parole ed una meditazione fatta probabilmente da tutta la maggioranza. Noi liberali ne prendiamo atto.
Il collega Torrione è molto buono nel richiedere ancora con slancio, con cuore, ecc. il ritorno su determinate posizioni che io ritengo, dalle parole dell'Assessore Rollandin, siano superate. Mi rammarico di questo perché ritenevo che forse 48 ore, come ha detto il Consigliere Torrione, di ripensamento per tutti potessero tornarci utili e riconfermo il nostro atteggiamento, che è quello di abbandonare per protesta l'aula alla ripresa dei lavori della maggioranza.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Io chiedo che venga posta ai voti una proposta di sospensione del Consiglio così articolata, perché la risposta riflessiva dell'Assessore Rollandin tendeva, in qualche modo, a scaricare responsabilità di tipo amministrativo su chi non seguisse un certo ordine dei lavori. Io credo che la proposta che il nostro Gruppo ribadisce, e che era stata condivisa da tutti i Gruppi della minoranza, dimostri il senso della responsabilità e la volontà, se c'è da parte della maggioranza altrettanta disponibilità, di non rendere ancora più difficile il tutto.
Io quindi propongo che venerdì 16, giorno per cui il Consiglio è già convocato, si discuta, in mattinata, la questione del Casinò in modo sintetico, che intervenga un Consigliere per gruppo con un tempo delimitato, che prima di questa discussione (oggi pomeriggio, per esempio) i Capigruppo si ritrovino e stabiliscano come condurre il dibattito, ma anche come risolvere concretamente la questione tecnica del controllo della Casa da Gioco. Non può esserci adesso un commissario, come è avvenuto in precedenza, nominato dalla maggioranza con un senso politico; penso che debba essere nominato un commissario al di fuori delle lottizzazioni politiche, in modo che riceva la fiducia, se possibile, di tutto il Consiglio regionale.
Propongo inoltre che si affronti la questione della necessità o meno di due vice-commissari provvisori e di altri controllori e in che forma. Quindi oggi pomeriggio il Consiglio potrebbe continuare con una riunione dei Capigruppo per discutere questi argomenti, venerdì pomeriggio, per discutere il bilancio, si programma un intervento per Gruppo, con tempo delimitato. Tutti gli altri argomenti possono essere rinviati mentre questi due richiedono, per ragioni diverse, la presenza del Presidente della Giunta: l'uno perché il Presidente è la persona che può dare spiegazioni sui rapporti tra commissario, controllori e Giunta regionale; l'altro perché è l'atto su cui bisogna discutere le questioni politiche che sono sollevate dalla minoranza. Sia le dimissioni che i chiarimenti non possono essere discussi in assenza del Presidente della Giunta, quindi non si vuole assolutamente impedire la discussione del bilancio, che può essere approvato ancora prima perché noi avevamo previsto che il Consiglio potesse continuare anche il 19, se non si riusciva ad approvare il bilancio per il 16.
La proposta è questa: il Consiglio venerdì discute la questione del Casinò, prende le decisioni necessarie e approva, evidentemente ognuno con le sue posizioni, il bilancio.
Per quanto riguarda gli altri argomenti, tipo borse di studio, non mi sembra serio continuare la discussione in questo momento, perché non si darebbe alla popolazione valdostana l'idea di una presa di coscienza della gravità della situazione. Noi siamo convinti di fare una proposta seria e vorremmo che non venisse distorta: oggi pomeriggio si ritrovino i Capigruppo, verifichino come affrontare la questione del commissario, dei vice commissari, come condurre il dibattito, venerdì mattina si esaurisca la questione Casinò, e venerdì pomeriggio si approvi il bilancio. Gli altri punti possono essere rinviati di 15 giorni, oppure anche a lunedì 19, visto che è possibile convocare il Consiglio. Chiediamo che venga votata questa proposta.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Io, colleghi Consiglieri, non riesco a capire questo tipo di atteggiamento da parte del Partito Comunista.
Mi pare che siamo stati chiari, nella riunione che abbiamo avuto prima, perché abbiamo detto: se questa maggioranza vuole continuare il dibattito, se lo ritiene corretto e giusto, ha diritto di farlo: noi abbandoniamo l'aula. Non vedo perché, vista anche la risposta da parte dell'Assessore Rollandin che è stato molto esplicito nella volontà di continuare i lavori, dobbiamo continuare, per lo meno voi dovete continuare, a cercare questo tipo di mediazione che non ha significato. Dobbiamo essere coerenti con noi stessi.
Abbiamo preso una decisione e dobbiamo rispettarla, quindi abbandoniamo l'aula e chiuso il discorso, i lavori vanno avanti. Non possiamo star qui fino a domani mattina a discutere: quindi insisto nella decisione che è stata presa di comune accordo.
PRESIDENTE: La parola all'Assessore Rollandin, ne ha facoltà.
ROLLANDIN - (U.V.): Si je comprends bien, il y a plus de difficultés dans les forces de minorité que dans celles de majorité. J'ai cherché auparavant d'expliquer pourquoi on avait cherché d'avoir une rencontre avec toutes les forces. C'était uniquement, parce qu'on est convaincu que l'affaire du Casino est une affaire qui touche toute la Région et qui doit être justement résolue avec l'apport de toutes les forces. Comme deuxième proposition, compte tenu de la requête qui a été faite, je pense que le Conseil peut très bien discuter les interpellations, les ordres du jour relatifs aux bourses d'études et éventuellement, si à la fin des travaux de cette journée on voit qu'on a achevè la première partie, on peut se retrouver demain pour discuter, comme a dit le Conseiller Mafrica, les propositions possibles pour une solution de cette crise.
Je ne vois pas pourquoi, compte tenu du fait que les Assesseurs compétents, qui doivent répondre à certaines interpellations, sont présents, on ne peut pas discuter des bourses d'études. Nous continuons les travaux et à la fin on a dit qu'on est d'accord d'accepter le renvoi des deux autres arguments, qui ont justement une autre signification (le bilan et l'affaire du Casino), en présence du Président de la Junte.
Je pense que ce n'est pas une attitude de fermeture ou de guerre entre majorité et opposition; c'est seulement une question - je pense - de rapports corrects entre les deux forces, qui sont convoquées ici pour discuter. On comprend que vous avez des difficultés à discuter de l'affaire du Casino sans la présence du Président, on est d'accord de renvoyer au moment où le Président sera présent physiquement. Je pense que nous n'avons pas à faire une proposition que ne soit pas claire. Pour le reste, je dis: "Trouvons un accord". Et je partage l'avis de Mafrica quand il dit: "Il faut trouver comme figure du commissaire quelqu'un qui soit au dessus de tout suspect". Je suis parfaitement d'accord.
Mais voilà, nous pouvons très bien faire cette rencontre, lorsque nous avons terminé l'ordre du jour comme il est prévu. On ne peut pas faire comme ça. Alors cela devient tout simplement une question de principe! Je pense que le Conseil a été convoqué avec un ordre du jour! Cherchons de voir si c'est possible de faire une discussion sur les arguments qui peuvent très bien être discutés sans la présence du Président, et si demain ou ce soir on terminera, on renvoyera les deux arguments au moment où le Président sera présent.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Maquignaz, ne ha facoltà.
MAQUIGNAZ - (Féd. DP-UVP): Sarò molto breve, volevo solo fare un richiamo a quello che ha detto l'opposizione. Io sono stato in passato, abbastanza rigido sul problema Casinò; è una questione molto grave che ci interessa tutti da vicino. Il problema di fondo, da quello che ho capito, è che non è possibile discutere se non alla presenza del Presidente della Giunta. Sono pienamente d'accordo su questo e quindi, in questo senso concordo con l'opposizione; però devo concordare anche con quanto dice l'Assessore Rollandin. La proposta che ha fatto mi sembra molto chiara: discutiamo questo argomento venerdì mattina quando il Presidente della Giunta potrà rispondere su tutti i problemi sollevati dai Consiglieri di maggioranza e di opposizione. Quindi io credo, nel superiore interesse del Consiglio, che questa proposta vada accettata, perché non possiamo abbandonare il Consiglio! Mi sembra evidente questo. Non capisco per quale motivo non possiamo discutere le interpellanze, le mozioni, argomenti che fanno parte del normale lavoro amministrativo.
Giustamente l'opposizione dice che ci vuole il Presidente della Giunta per discutere il problema Casinò; anch'io sono d'accordo su questo fatto e ho insistito. Noi vogliamo discutere alla presenza del massimo responsabile di questo Consiglio, però non vedo il motivo per il quale oggi non si possa discutere di alcune interpellanze o della questione delle borse di studio. Dobbiamo dimostrare alla popolazione che il Consiglio regionale è presente, discute i problemi; quelli gravi li discute, come si è fatto sempre fino adesso, quando il Presidente della Giunta è presente in Consiglio.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Non sono le forze di opposizione che vogliono abbandonare il Consiglio, è il Presidente della Giunta che ha abbandonato il Consiglio: credo che questo vada ben chiarito!
Era stata presa una decisione estremamente chiara nella Commissione Affari Generali, in cui sono rappresentati gran parte dei gruppi politici e comunque con l'accordo degli altri Gruppi.
Si diceva: discutiamo come primo punto all'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio la vicenda del Casinò, perché è una questione che riguarda un intero modo amministrativo di operare, riguarda l'intero assetto del Consiglio regionale e della maggioranza ed è prioritaria rispetto a tutto il resto, e poi affrontiamo gli altri argomenti. E' chiaro che adesso non si può venire a chiedere di ribaltare questa decisione che anche voi avevate preso: avevamo concordato un certo tipo di ordine di lavori, rispettiamolo. Da parte di tutte le forze di opposizione è stato detto che siamo disposti a discutere di tutto, seguendo l'ordine dei lavori che ci eravamo dati. Questo è quello che noi chiediamo e quello che anche voi vi eravate impegnati a fare. Quindi io chiedo formalmente al Presidente del Consiglio di mettere in votazione la proposta di rinvio dei lavori a venerdì mattina, riprendendo col punto sul Casinò, alla presenza del Presidente della Giunta.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Lanivi, ne ha facoltà.
LANIVI - (Féd. DP-UVP): A me pare che tutte le polemiche che si volevano evitare ritornino nel finale della mattinata con la durezza che si voleva eludere all'inizio. In effetti la riunione di questa mattina doveva servire ad evitare degli scontri o dei lavori non produttivi di questo Consiglio regionale e non è possibile dire che di fronte alle proposte avanzate dall'Assessore Rollandin questa maggioranza si chiuda a riccio. Questa maggioranza, che ha la responsabilità di governare la Regione, ha la fiducia di questo Consiglio, che è altresì responsabile dell'andamento di questa amministrazione. Quindi rispetto ai fatti politici prevalenti sottolineati, la cosa che disturba i lavori di questo Consiglio è l'assenza del Presidente. La maggioranza non si chiude affatto a riccio, e dice, accettando le proposte che sono state avanzate: la discussione sul Casinò, unitamente all'altro argomento di notevole consistenza politica (cioè il bilancio) vengano rinviati a quando sarà presente il Presidente della Giunta, cioè a venerdì mattina. Non solo, ma mi pare che l'Assessore Rollandin abbia detto altre cose che, non so per quale motivo, sono state dimenticate; rispetto alla vicenda del Casinò le proposte avanzate dall'Assessore Rollandin non sono assolutamente lesive del ruolo dell'opposizione né tanto meno dimostrano la chiusura a riccio di questa maggioranza. Mi pare che questa disponibilità e questo rispetto per l'opposizione traspaiano in maniera evidente dalle dichiarazioni dell'Assessore Rollandin.
A questo punto tutto il discorso si blocca se se ne fa una questione di principio. Ora, mi pare che il senso dell'intervento dell'Assessore Rollandin non sia quello di far prevalere un principio per cui i lavori debbono comunque continuare perché la maggioranza ha la possibilità di far marciare questo Consiglio; esso tiene invece conto delle posizioni espresse dalla minoranza, poiché gli argomenti ritenuti di valenza, di alto significato politico, li discuteremo venerdì mattina.
Non dobbiamo dimenticare le cose dette dall'Assessore Rollandin, perché quello che diciamo è proprio per la dignità del Consiglio: ci sembra che in queste giornate lo sfoltimento degli argomenti dell'ordine del giorno torni utile; un rinvio può significare anche un restringimento del dibattito sul. bilancio, cosa che vorremmo evitare. Il bilancio non può essere considerato un pacchetto contrattabile. Certamente farebbe molto piacere alla maggioranza che l'opposizione restringesse tutto il dibattito sul bilancio a poche ore. No. La proposta della maggioranza ha solo il significato suddetto.
Non si tratta di far prevalere un principio, non vogliamo rappresentare con questo atteggiamento una chiusura della maggioranza in sé stessa; al contrario, ribadiamo la nostra disposizione ad un rapporto corretto e democratico all'interno di questo Consiglio. Ci sembra però realisticamente e obiettivamente positivo per questo Consiglio procedere con quegli argomenti eventualmente concordati, ritenuti non di valenza politica, anche perché questo costituisce uno sfoltimento di argomenti ritenuti, è vero, di secondaria importanza, ma pur sempre in qualche modo attesi dalla nostra gente. Mi pare che questo sia il significato e lo spirito con cui, in un clima di assoluto confronto e leale discussione con l'opposizione, l'Assessore Rollandin ha presentato questo tipo di proposta.
PRESIDENTE: E' chiusa la discussione generale.
Do la parola per dichiarazione di voto al Consigliere Torrione, ne ha facoltà.
TORRIONE - (P.S.I.): Forse ci siamo spiegati male, per lo meno noi del P.S.I.. E' vero, facciamo un discorso di principio e quindi stiamo qui a scontrarci sul metodo da adottare nell'ambito di questa seduta, ma non è qui il. problema.
Il problema è politico. Noi chiediamo, forse io l'ho detto in maniera maldestra nel mio precedente intervento, le dimissioni della Giunta e del suo Presidente.
E' chiaro che vogliamo discutere questo argomento nel quadro dell'argomento del Casinò, anche perché non crediamo più che questa Giunta sia abilitata a reggere le sorti della Valle d'Aosta. In questi termini è sufficientemente chiara la proposta, perché anche se da un punto di vista di valenza poli-non credo che un'interpellanza valga la nostra proposta, dal punto di vista della valenza amministrativa concordo che qualsiasi argomento che è all'ordine del giorno è degno di essere discusso.
Impostata in questi termini noi riteniamo che la discussione vada rinviata a quando ci sarà il Presidente della Giunta, ne chiediamo il rinvio, e senza far perdere ulteriormente tempo ne chiediamo il rinvio a venerdì; in quella sede preciseremo ulteriormente quale è il nostro atteggiamento di ordine politico sulla vicenda del Casinò e sulla vicenda di questo tipo di maggioranza, dopo di che ognuno prenderà le sue decisioni. Non siamo però disponibili ad accettare con questo clima ed in questo stato d'animo una discussione che guardi le minime cose quando le grandi vengono rinviate. Non mi sembra neanche corretto.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA - (P.C.I.): Noi avevamo già chiesto, assieme alle altre forze di minoranza, la convocazione straordinaria del Consiglio dopo i primi fatti del Casinò. Avevamo richiesto una seduta straordinaria proprio perché riteniamo questa discussione prioritaria rispetto ad altre. Siccome questa discussione non può avvenire che alla presenza del Presidente della Giunta, vista la sua assenza, se non verrà accettata la proposta fatta, noi conserveremo l'accordo raggiunto dalle forze di minoranza: non discuteremo altri punti. Quindi chiediamo che venga rinviata la discussione e che si riaprano i lavori venerdì 16 mattino con la questione Casinò.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.
ALOISI - (M.S.I.): Il Movimento Sociale Italiano ritiene preminente l'aspetto politico su quello amministrativo per il proseguimento di questo Consiglio. Vista la mancanza del Presidente della Giunta, confermo quello che ho detto precedentemente.
PRESIDENTE: La parola al Consigliere Baldassarre, ne ha facoltà.
BALDASSARRE - (P.S.D.I.): Brevemente, per dichiarazione di voto. Noi condividiamo il rinvio del Consiglio regionale: non vedo la difficoltà da parte della maggioranza per questo rinvio, visto che c'è la dimostrazione che venerdì si può discutere sia il bilancio e sia la questione del Casinò, anche perché riteniamo (siccome noi socialdemocratici chiederemo le dimissioni della Giunta) essenziale la presenza del Presidente della Giunta.
PRESIDENTE: Voglio soltanto chiedere al Consigliere Mafrica se ha modificato la sua proposta.
Rinvio sic et simpliciter a venerdì?
Quindi proposta identica a quella del Consigliere Riccarand.
Pongo in votazione la proposta di rinvio del Consiglio a venerdì mattina.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 33
Votanti: 33
Favorevoli: 13
Contrari: 20
Il Consiglio non approva
PRESIDENTE: Data l'ora il Consiglio è rinviato al pomeriggio alle ore 16.00.
La seduta termina alle ore 12,57.
