Oggetto del Consiglio n. 130 del 27 ottobre 1983 - Resoconto
OGGETTO N. 130/VIII - RATIFICA DELLA DELIBERAZIONE N. 5839 IN DATA 30.9.1983, ADOTTATA DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.
Oggetto n. 5839 in data 30 settembre 1983: Concessione in comodato e locazione di uno stabilimento industriale e finanziamento di attività produttiva in Comune di Arnad. - Approvazione dello schema di convenzione.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Il nostro voto sulla delibera in oggetto è legato alla risposta che ci darà il Presidente della Giunta o l'Assessore. Noi siamo d'accordo che in questa situazione di crisi si cerchino tutte le iniziative possibili per mantenere l'occupazione ed evidentemente questa ratifica va in tale direzione, però vorremmo sapere alcune cose. Oggi ratifichiamo una delibera in cui si fa una convenzione con l'impresa La-Dema di De Maio; sono a conoscenza di altre due delibere di Giunta dove La Dema si trasforma - ed era previsto nella Convenzione - di modo che viene ad avere la sede in Valle d'Aosta, quindi vorrei sapere di questa Carteferplast, società a responsabilità limitata, quanti sono i soci, qual'è il capitale sociale, e se è opportuno che in questa bozza di convenzione rimanga questo punto 3, dove fra le varie cose si dice che l'impresa si impegna ad assorbire esclusivamente la mano d'opera locale, con precedenza per i residenti nel Comune di Arnad e Comuni limitrofi, con la sola eccezione di personale tecnico specializzato non reperibile nella Regione. Dal momento che questa è una di quelle clausole che permettono alle varie aziende di girarci intorno, direi che questo è proprio uno di quei nodi insormontabili da sciogliere per firmare, perché oggi è un po' difficile che un'azienda assuma solo mano d'opera non specializzata, con tutto il rispetto per chi fa le pulizie; quindi, se fosse possibile, direi di studiare un'altra dizione che permetta alla ditta di superare questo ostacolo e di assumere mano d'opera.
Altra questione; fra i vari punti su cui la Regione s'impegna c'è quello di dare in locazione uno stabilimento.
Ora, io capisco l'urgenza ma noi dobbiamo ratificare una bozza di convenzione in cui si dice che si dà questo previo acquisto, e l'acquisto viene al punto successivo. Praticamente ci troviamo a dover ratificare quando non abbiamo ancora deciso di acquistare, quindi a me pare che si dovrebbe in futuro rispettare i tempi ed evitare di trovarsi a ratificare una bozza di convenzione in cui si prevede una cosa di cui la Regione non è ancora proprietaria.
Ed ancora: la Giunta, con due provvedimenti, ha deliberato, fra le varie cose, l'erogazione di 400 milioni da ammortizzare in 9 anni; devo precisare che si danno per 5 anni in comodato e dal sesto in avanti si dà un affitto del 6% del costo dello stabile, per cui questa azienda viene ad essere agevolata per il non affitto nei primi cinque anni - tenendo conto di quello che si dice nel punto successivo - per un importo di circa 100 milioni. Quindi vorrei sapere se, rispetto all'impegno di assumere 7 operai alla firma della convenzione ed eventualmente 12 successivamente - purtroppo sappiamo che in Valle d'Aosta i secondi impegni non vengono mai rispettati - si ritiene questa agevolazione adeguata.
Infine, in una prima delibera che porta la data del 7 ottobre, si diceva che i 400 milioni da ammortizzare in 9 anni si davano all'atto della documentazione di spesa, a garanzia, al 13% e questo ci sta bene. il 21 ottobre si fa un'altra delibera (e ne chiedo il motivo) e qui si dice che si danno 200 milioni alla firma della convenzione ma non si chiede documentazione di spesa. Noi vorremmo chiedere se vengono date veramente queste garanzie perché una delle cose che è stata più discussa è proprio la difficoltà di trovare gente che si impegni con capitali propri.
Mi pare che l'inizio non sia buono: quando una ditta comincia a chiedere subito delle deroghe, dei cambiamenti che poi alla fine vanno solo a suo favore e prestiti di 200 milioni senza documentazioni, vuol dire che anticipiamo dei soldi che, sebbene svalutati, non è che siano pochi.
Restiamo in attesa delle risposte e condizioneremo il nostro voto a queste.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Credo che sarebbe opportuno discutere questa deliberazione di Giunta congiuntamente al punto n. 37 perché se ho ben capito, si tratta di due provvedimenti strettamente connessi fra di loro.
Devo dire che condivido una serie di interrogativi che ha posto il Consigliere Millet, perché questa delibera di Giunta è, così com'è impostata, estremamente strana e chiunque abbia sfogliato le delibere di Giunta di quest'ultimo mese avrà notato che nell'arco di un mese circa la Giunta ha assunto cinque deliberazioni che riguardano questo argomento, dalle perizie alle fideiussioni, alle convenzioni, oltre alla deliberazione di Consiglio che discuteremo al punto n. 37. Forse sarebbe stata opportuna, prima ancora di iniziare l'esame delle deliberazioni, una esposizione d'insieme della questione da parte della Giunta regionale così da farci capire in quale tassello vadano collocate queste diverse deliberazioni di Giunta che sono state approvate a pioggia e che il Consiglio si troverà a dover affrontare in scadenze successive.
Per quanto riguarda più specificatamente questa deliberazione, balza agli occhi che si tratta di una deliberazione con cui la Regione si impegna a concedere in uso gratuito e poi in affitto, ad una società che ancora deve essere costituita perché non c'è, un fabbricato di cui la Regione non è ancora proprietaria. E' una deliberazione di cui non ci sono neppure gli estremi certi. La Convenzione al punto n. 11 dice infatti che l'impresa La-Dema si impegna a costituire una società a responsabilità limitata e quindi sarà opportuno sapere chi c'è concretamente in questa società. Al punto 2/l si dice poi che la Regione metterebbe a disposizione della La-Dema un fabbricato che però deve essere ancora acquistato e che se ne parlerà nel punto successivo. Al punto 2/3 si impegna invece a concedere un mutuo, di cui parlava il Consigliere Millet, di 400 milioni.
Una delle domande che ci si può porre è la seguente: se questa azienda già lavorava all'interno di questi fabbricati in Comune di Arnad, perché non continua a farlo come prima, cioè mantenendo un rapporto di locazione come probabilmente avrà avuto con la ditta Giovannetto? Per quale motivo è necessario questo intervento di acquisto da parte della Regione, la quale poi a sua volta cede in locazione questo stabilimento alla nuova società che viene costituita? A meno che non siano sorti dei problemi, dei contrasti fra la società La Dema e la ditta Giovannetto: in questo caso allora perché la Regione non mette a disposizione di questa società un altro dei tanti stabilimenti, capannoni industriali che ha acquistato e che attualmente sono inutilizzati? Infine vorrei sapere quali sono le garanzie che questa società è in grado di dare.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
ANDRIONE - (U.V.): In primo luogo, la La-Dema lavorava con l'Ilssa-Viola e mi stupisce che questo fatto non sia conosciuto da chi sa tutto sull'Ilssa-Viola.
Se poi c'è scritto nella deliberazione allora a maggior ragione doveva essere detto adesso. Visto che l'Ilssa Viola fa certe questioni, tutti i dipendenti dovevano essere licenziati. La La-Dema lavorando in questo capannone, può essere recuperata con un intervento regionale per delle lavorazioni affini ed anche differenti, che comunque si estendono su un arco più lungo e che interessano anche la Finsider con i trasporti ecc.; cioè è un'azienda che lavora sugli scarti dell'industria siderurgica e che può continuare a lavorare a condizione che non debba dipendere più soltanto dall'azienda Ilssa-Viola, aumentando anche personale ed utilizzando completamente il capannone in questione, che prima utilizzava solo in parte, e arrivando a sedici dipendenti, così come risulta anche da quanto è stato letto. Secondo, è una delle facoltà previste dal Codice Civile che un privato possa fare una promessa di vendita, che secondo l'articolo 1351 del Codice Civile è obbligatoria per lui, di conseguenza anche se noi non abbiamo approvato la delibera successiva, in forza di quella promessa e fino a quando il Consiglio regionale non abbia deciso in maniera contraria siamo proprietari per il fatto che quel capannone può essere venduto solo alla Regione, per cui parliamo con pieno diritto di causa, perché se qualcuno volesse non fare questo è ottenibile una sentenza del Tribunale che obbliga la persona o la società che ha firmato la promessa di vendita, a cederlo. Questo vale come contratto notarile inseribile alle ipoteche.
Per quanto riguarda la ditta La-Dema, che poi tradotto in parole correnti si chiama De Maio, trasforma una lavorazione esistente con un numero molto basso di persone, aumenta il numero di queste persone garantendo l'occupazione di gente che altrimenti sarebbe licenziata a causa della crisi dell'Ilssa-Viola.
Vorrei adesso spiegare la cascata di deliberazioni in questione. Senza volere fare alcuna critica a nessuno, devo dire che qualche volta i termini puramente giuridici non sono sempre facilmente recepiti da coloro che chiedono provvidenza regionale. La ditta in questione acquista per 200 milioni di macchinario e questi possono essere finanziabili in funzione delle fatture relative. Non c'è nessuno che può dare di più di quello che rappresentano in fattura, però può essere consentito un mutuo che poi vuol dire garantire all'azienda un minimo di liquidità, garantito da una villa che il suddetto De Maio possiede e che probabilmente il Consigliere Millet ha visto - io no - sulla quale è iscrivibile ipoteca di primo grado, per cui il mutuo è largamente garantito.
La delibera è stata rifatta tra l'8 ed il 21 ottobre perché noi, avendo capito male quello che era stato detto, pensavamo che le fatture corrispondessero ai 400 milioni e non avevamo alcuna difficoltà a pagare per questa cifra, mentre invece le fatture per l'acquisto di macchinario corrispondono a 200 milioni e 200 milioni sono scorte di attrezzature, ecc., che non sono fattura-bili in quel modo. Di conseguenza sarà oggetto di un mutuo garantito dalle proprietà reali immobiliari del signore in questione. Quindi non credo che ci sia assolutamente niente di eccezionale.
Per quanto riguarda il problema generale quest'attività può salvare una piccola fetta di occupazione, però facendo un tipo di attività che è originale e differente, che non è direttamente assoggettabile, perché può capitare di tutto, a nuove crisi. Noi abbiamo creduto che fosse opportuno appoggiare un'iniziativa di questo genere (i 200 milioni sono rimborsabili) perché è un'operazione corretta nel suo insieme. Posso dire che il De Maio pagava al mese 2 milioni di lire di affitto per questo capannone; togliendogli questo, da solo può valere per aumentare l'occupazione. Dovrebbe occupare sedici persone rispetto a quei cinque-sei che aveva prima e per quella zona, anche per le implicazioni rispetto all'Ilssa-Viola, siamo convinti che sia un'operazione valida.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Millet, ne ha facoltà.
MILLET - (P.C.I.): Io avevo posto delle domande e non tutto è stato chiarito, soprattutto. sull'occupazione che, da quello che risulta, dovrebbe essere di 19 persone (cioè 7 più 12). Io posso parlare solo di fronte ad atti, non ho l'onore di conoscere il De Maio e tanto meno sono andato a visitare la sua villa. Se ho capito bene quindi, 200 milioni sono a garanzia e 200 in base alle leggi.
Qui non si dice che c'è già stato un impegno fra il Presidente Andrione o la Giunta ed il Sig. Giovannetto, per cui come faccio io a saperlo? L'unica occasione per esserne informato è questa, quindi ne prendo atto.
L'invito per il futuro è quello di avere la possibilità di essere più documentato, in modo da non porre delle questioni che non servono perché possono essere chiarite a priori, e di avere anche tutti quegli elementi per valutare se l'operazione rispetta tutti i crismi, dal momento che abbiamo visto nel passato che su certe operazioni ci sono da dire parecchie cose, soprattutto per il fatto che molte imprese, dopo un anno o due, hanno chiuso i battenti e se ne sono andate, lasciando i capannoni vuoti alla Regione.
Prendiamo atto delle risposte avute e ci asterremo su questa delibera.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND - (N.S.): Dalle affermazioni del Presidente della Giunta mi pare di aver capito che in pratica questa nuova società, che nasce dalla vecchia impresa La-Dema, avrà una produzione di tipo totalmente diverso e nuovo con nuovi macchinari; a parte il fatto che il problema è di mantenimento occupazionale, perché questa ditta già occupava 15 persone come risulta dalla relazione della delibera di Giunta, e si impegna ad arrivare a 19. Spesso sappiamo che questi impegni non vengono mantenuti, quindi l'obiettivo in sostanza è quello di mantenere un livello occupazionale ed in questo senso si può condividere il fatto che si vada incontro alle esigenze di questa azienda con un mutuo agevolato.
Quello su cui invece non ho ancora sentito una risposta è il perché si è scelto di dare all'azienda questi capannoni attraverso un acquisto, dal momento che la Regione è proprietaria di altri fabbricati, di altre aree attrezzate a livello industriale. Non era possibile cioè usare un'altra di queste aree, visto che cambiava anche sostanzialmente il tipo di produzione e di macchinario, evitando di sobbarcarsi anche l'onere dell'acquisto di questi fabbricati?
Mi si dice che sono tutte occupate, ma sono convinto che attraverso una ricerca c'era la possibilità di trovare altre aree attrezzate senza fare un nuovo acquisto.
PRESIDENTE: Metto in approvazione la ratifica della deliberazione in oggetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 27
Votanti: 16
Astenuti: 11 (Bajocco, Baldassarre, Breuvé, Cout, Dolchi, Mafrica, Millet, Pascale, Riccarand, Tonino, Torrione)
Favorevoli: 10
Il Consiglio approva
