Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 65 del 5 ottobre 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 65/VIII - PROBLEMI CONCERNENTI LE STRUTTURE PUBBLICHE DELL'AUTOPORTO DELLA VALLE D'AOSTA.- (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Pascale.

INTERPELLANZA

Il nuovo riparto fiscale, approvato dal Parlamento nel 1981, ha assegnato, tra l'altro, alla Regione Valle d'Aosta anche i 9/10 di tutto il gettito doganale riscosso in Valle, che nel 1982 è stato di 221 miliardi, il che equivale ad una entrata per il bilancio regionale di circa 200 miliardi. Ne deriva che il bilancio regionale è fortemente condizionato dal gettito doganale e che vi è un interesse diretto e prioritario della Regione a che esso non si riduca ed anzi si incrementi.

Tale gettito è certamente soggetto a flessioni per le riduzioni del traffico commerciale internazionale nei periodi di crisi economica, come quello attuale, ma se si tiene conto che solo il 20% dell'attuale transito commerciale effettua lo sdoganamento delle merci in Valle d'Aosta, pagando i relativi tributi, è facile rilevare che tale gettito ha soprattutto una stretta correlazione con il tipo di servizi, pubblici e privati, che le strutture valdostane sono in grado di offrire.

Acquista rilievo in tale contesto l'insieme delle strutture operanti presso l'Autoporto di Pollein, dove viene riscosso il 95% del gettito doganale complessivo.

Per quanto riguarda le strutture pubbliche, le carenze dovute alla cronica mancanza di personale, a condizioni di lavoro disagiate e remunerate in misura inadeguata, a mezzi di controllo insufficienti, sono state spesso oggetto di agitazioni sindacali da parte del personale doganale, mentre vengono sopportate per disciplina da parte dei militari della Guardia di Finanza; per quanto esse siano di competenza di organismi nazionali, non sempre c'è stata da parte dell'Amministrazione regionale la sensibilità di approfondire la conoscenza di tali carenze e di farsene carico, vuoi esercitando le dovute pressioni a livello nazionale per la soluzione dei vari problemi, vuoi sopperendo con proprie iniziative nei limiti del possibile.

Per quanto riguarda le strutture private, va precisato che il volume degli sdoganamenti dipende dalle richieste degli operatori economici, rappresentanti dei privati (cioè degli spedizionieri doganali), alle strutture pubbliche e non viceversa, dal che consegue che la capacità di tali operatori di acquisire e mantenere la loro clientela è pregiudiziale al mantenimento ed incremento del gettito doganale. In tale ottica si poneva l'intervento fideiussorio recentemente deliberato dalla Regione a favore della società Autoporto per far fronte alla cessazione di una ditta di spedizionieri che avrebbe comportato la perdita di una parte del traffico commerciale.

Ma le difficoltà degli operatori economici, che sono soprattutto difficoltà di natura creditizia, perdurano ed hanno già portato, un mese fa, alla chiusura di un'altra ditta, la filiale Gondrand, con risvolti occupazionali non ancora del tutto risolti, mentre la congiuntura sfavorevole del commercio internazionale comincia a pesare anche su ditte più solide, per cui non sono da escludere in futuro altre richieste di interventi fideiussori, sull'uso dei quali, peraltro, la Regione non ha mai avuto un controllo diretto. Appare anzi strano come l'Amministrazione regionale, così prodiga di partecipazioni azionarie, non abbia mai preso in considerazione l'esigenza di una partecipazione azionaria nella Società Autoporto, che gestisce l'intero complesso, per poter controllare direttamente quella che costituisce la sua più rilevante fonte di entrate.

Alla luce di tali considerazioni, che mirano a promuovere una più attenta politica delle entrate, il sottoscritto

INTERPELLA

il Presidente della Giunta regionale al fine di conoscere:

1) quali iniziative ha assunto o intende assumere per favorire, direttamente o indirettamente, la soluzione dei problemi riguardanti le strutture pubbliche dell'Autoporto;

2) quali iniziative ha assunto o intende assumere per garantire il posto di lavoro ai dipendenti della Gondrand che non hanno ancora trovato collocazione presso altri operatori economici dell'Autoporto;

3) se non ritiene opportuno assicurare controlli più diretti della Regione, eventualmente anche attraverso una partecipazione azionaria, su una struttura di così vitale importanza per il bilancio regionale e con la triplice finalità di:

a) controllare direttamente un complesso che allo stato attuale costituisce la fonte della metà delle entrate regionali;

b) vigilare sull'uso delle fideiussioni erogate o da erogare;

c) approfondire e contribuire a risolvere quei problemi che impediscono una migliore operatività dei servizi, per mantenere e possibilmente incrementare il gettito doganale e quindi quello regionale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE - (P.S.I.): Ho voluto introdurre con questa interpellanza un argomento nuovo, probabilmente interessante, perchè riguarda il cespite più importante di quello che è il riparto fiscale, cioè quello che attiene al gettito doganale che l'anno scorso ha portato nelle casse regionali ben 150 miliardi. L'interpellanza è lunga e minuziosa, perchè ho cercato di spiegare i meccanismi che condizionano questo gettito e che sono in parte dovuti a fattori esterni, come la crisi del commercio internazionale o la concorrenza, per esempio, del Frejus e su questi certo a Regione può influire poco. In gran parte esso è dovuto e condizionato da fattori interni, che attengono alla ricettività di quelle che sono le strutture valdostane operanti presso l'autoporto.

I punti che vorrei sottolineare e porre all'attenzione del Consiglio sono essenzialmente due: il primo, esiste una correlazione diretta fra volume degli sdoganamenti e quindi gettito doganale, e le entrate regionali. Aumentando il volume degli sdoganamenti presso l'autoporto, aumenta automaticamente, anche in base alla misura dei 7/10, il gettito delle entrate regionali. Il secondo punto è che in base alle statistiche solo il 20% di questa massa di traffico commerciale che transita attraverso la Valle d'Aosta con punte anche di 2000 autotreni al giorno, si ferma materialmente presso l'autoporto, effettua lo sdoganamento delle merci e paga i diritti doganali i quali rappresentano il gettito doganale e di conseguenza il gettito fiscale per la Regione. C'è quindi ipoteticamente tutto un 80% sul quale si potrebbe lavorare per incrementare questo gettito doganale e quindi l'entrata regionale.

Cos'è che ne impedisce a realizzazione? Lo stato delle strutture pubbliche e private che esistono presso l'autoporto, che in fondo è a struttura che dà il 95% di questo gettito doganale. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, siamo in presenza di una competenza che è degli organismi ministeriali, però ci sono molti piccoli problemi, che sarebbe lungo elencare in questa sede, per i quali è possibile un intervento diretto della Regione. Devo dare atto che negli ultimi tempi il Presidente della Giunta ha dato ampia disponibilità per risolvere questi problemi. Ve ne sono altri, e sono quelli più importanti, che attengono alle strutture private, le quali richiedono ai servizi pubblici lo sdoganamento delle merci; quindi non è la dogana che limita il volume degli sdoganamenti, tutto dipende dalle richieste degli operatori privati. Questi operatori privati, che operano un po' come dei mediatori e che per questa loro funzione devono attingere in modo rilevante al credito, versano in condizioni di difficoltà creditizie, e questo è uno dei motivi per cui la Regione, tempo fa, è intervenuta con una fideiussione a favore di questa società. Ma la crisi economica si ripercuote anche sul commercio internazionale ed ha quindi delle influenze anche su questi operatori economici, per cui è da prevedere facilmente che ci saranno in futuro altre richieste di fideiussioni, sulle quali peraltro la Regione, in quanto non ha una presenza diretta all'interno di queste aziende, non può vigilare sull'uso che ne viene fatto.

Alla luce di queste considerazioni, penso che la Giunta regionale debba approfondire la conoscenza dei problemi che attengono a queste strutture, per la rilevanza che esse hanno per le entrate del bilancio regionale, ed in questo ambito valutare l'opportunità o meno di un controllo diretto, anche delle entrate regionali, attraverso queste società autoportuali.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE - (U.V.): Sono in corso - credo che il Consigliere Pascale lo sappia - delle trattative per l'acquisto di una parte del pacchetto azionario tramite la Finaosta di due gruppi che sono interessati e l'Amministratore delegato dell'Autoporto ha preso contatti con l'Assessore alle Finanze. Noi non abbiamo interesse ad una grossissima partecipazione, l'importante è di essere presenti all'interno per vedere le cose che possono essere fatte. Faremo quindi una valutazione di questo genere e speriamo di concludere abbastanza rapidamente.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.

PASCALE - (P.S.I.): La risposta mi soddisfa.