Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 425 del 22 marzo 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 425/IX - RITIRO DELLA MOZIONE CONCERNENTE: "INIZIATIVA PER IL RISPETTO DEGLI IMPEGNI ASSUNTI DALLA CONNER PERIPHERAL EUROPE PER IL NUOVO STABILIMENTO DI PONT-SAINT-MARTIN"

PRESIDENTE:Do lettura del testo della mozione presentata dai Consiglieri Mafrica, Chenuil, Tonino e Riccarand:

EVIDENZIATI atti e decisioni che contraddicono in modo sostanziale gli originari impegni assunti dalla C.P.E. (Conner Peripheral Europe) nei confronti delle Organizzazioni sindacali e della stessa Regione Autonoma Valle d'Aosta (drastica riduzione del numero degli occupati, riduzione dei volumi produttivi, accantonamento del progetto dell'Hard Disk da 40 Mega bytes, ridimensionamento dello stabilimento di Pont-Saint-Martin);

VALUTATO il rischio che lo stabilimento di Pont-Saint-Martin si configuri sempre più come una semplice "filiale" della Conner statunitense;

CONVINTO dell'opportunità di indirizzare le risorse pubbliche regionali verso progetti che favoriscano l'integrazione tecnologica tra il Canavese e la Valle d'Aosta, evitando situazioni che generino nel complesso, impoverimenti produttivi o conflitti tra le due aree;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

IMPEGNA

La Giunta regionale a intraprendere, in sintonia con la Regione Piemonte, le Organizzazioni Sindacali e gli Enti locali interessati, una immediata iniziativa nei confronti della Olivetti e della C.P.E., al fine di:

a) chiarire i tipi di produzione che si intendono realizzare e sviluppare a Pont-Saint-Martin, a cominciare dall'Hard Disk da 400 Mb a cinque dischi;

b) definire volumi minimi concordati di produzione per il triennio.

c) garantire ai lavoratori il rientro nel gruppo Olivetti, qualora si vengano a creare situazioni che compromettano il rapporto di lavoro.

PRESIDENTE:Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI): Con questa mozione vogliamo impegnare la Giunta ad esaminare alcune perplessità e alcuni problemi che ci sono stati sottoposti rispetto alla Conner di Pont-Saint-Martin.

Come i Consiglieri sanno, il Consiglio ha approvato una convenzione con la quale la Conner Peripheral si impegna ad insediare uno stabilimento a Pont-Saint-Martin in cambio di agevolazioni finanziarie e occupando 160 valdostani, di cui 150 operai.

Siamo stati chiamati, come Gruppo comunista e come Sinistra valdostana, ad un dibattito che si è svolto all'interno della Lexicon, in cui ci sono stati evidenziati dei dati che ci hanno preoccupato.

La Conner è una industria americana che produce gli hard disk; questi sono i dischi fissi che contengono una quantità di informazioni molto elevata e che hanno sostituito molto rapidamente nei computers i floppy disk o i computers con due soli drives.

La Lexicon era già presente a S. Bernardino, aveva 512 operai e produceva 150 mila hard disk. L'Olivetti, al Consiglio di fabbrica della Lexicon, presentando l'accordo con la Regione Valle d'Aosta, aveva parlato di un'azienda che avrebbe mantenuto, ammodernandosi dopo questo accordo con la Conner, 300 operai di S. Bernardo e 160 della Valle d'Aosta, quindi una azienda di una certa dimensione produttiva.

Dopo qualche mese, senza che nulla fosse cambiato, è stata informata la fabbrica che gli addetti della Lexicon sarebbero scesi a 160. Oggi alla Lexicon gli addetti alla produzione di questi hard disk sono 120. Il dato che ci preoccupa è il seguente: mentre prima si facevano 150 mila hard disk, adesso la produzione annua è sui ventimila ed è già insufficiente a coprire le spese degli addetti della Lexicon.

L'Olivetti per conto suo vende attualmente circa 350 mila personal computers, che potrebbero utilizzare questi hard disk, quindi avrebbe al proprio interno il mercato per assumere tutta la produzione che faceva la Lexicon, più un'altra eventuale.

Quello che non si riesce a capire è quale quantità di hard disk verrà prodotta in Valle d'Aosta e che tipo di hard disk. Inizialmente i primi personal computers utilizzavano hard disk con 10 milioni di informazioni, 10 Mb, si è poi passati ai 20 Mb, attualmente si vende molto il personal computer con 40 Mb. Nei programmi iniziali - queste sono tutte notizie che riferisco perché dette dal Consiglio di fabbrica della Lexicon - si prevedeva che alla Conner di Pont-Saint-Martin si producessero hard disk da 40 Mb e da 100 Mb, quindi essendo più avanti rispetto alla fase attuale di vendita dei personal computers. Ovviamente, più il disco fisso contiene informazioni, più il valore aggiunto nella produzione di quel disco fisso è elevata.

Sembra che attualmente sia stata eliminata dai programmi la produzione degli hard disk da 40 Mb e che ci si dedichi soltanto alla produzione dei 100 Mb.

Quali sono le preoccupazioni che abbiamo? Siccome la Conner ha delle sue aziende negli Stati Uniti e a Singapore, siccome sembra che la Conner, che attualmente dovrebbe essere ancora a Pont-Saint-Martin al 49% di capitale, debba passare al 51% delle azioni, abbiamo la preoccupazione che l'Olivetti abbia fatto un accordo con la Conner per comprare, sì, gli hard disk della Conner, ma il vantaggio della Conner sarebbe quello di avere una azienda in Europa, il marchio Europa-Italia-Valle d'Aosta, per inserirsi nel mercato europeo, però utilizzando non la produzione della Valle d'Aosta, ma quella che molto probabilmente sarà a costi minori di Singapore, o degli Stati Uniti. non sappiamo.

Quindi, la nostra preoccupazione è che questo sia un buon accordo per la Conner perché inserisce in Europa una testa di ponte attraverso la quale far passare le sue produzioni; è un buon accordo per l'Olivetti, perché si libera di una azienda che non era più concorrenziale, con oltre 500 addetti che non riuscivano a star dietro alla Conner. Si tratta di vedere se riusciamo a fare in modo che sia un buon accordo anche per la Valle d'Aosta.

Ora, noi poniamo dei problemi concreti che crediamo la Giunta dovrebbe verificare. Con l'Olivetti in Valle d'Aosta abbiamo rapporti multipli: abbiamo un accordo con l'IN.VA. su cui sarebbe anche utile avere prima o poi qualche notizia, cioè l'Olivetti assieme alla Regione (40% l'Olivetti, 40% la Regione) è entrata in una società che dovrebbe garantire lo sviluppo informatico della nostra Regione. Abbiamo con l'Olivetti tre aziende: la Tecdis di Châtillon per la produzione di cristalli liquidi, che è indubbiamente una produzione nuova rispetto alle produzioni Olivetti ed è anche una produzione nuova dal punto di vista tecnologico; la Balteadisk di Arnad che produce floppy disk da 360 mila o 720 mila unità di informazione, ed è per quello che ne sappiamo una produzione aggiuntiva rispetto ad altre produzioni Olivetti; l'azienda di Pont-Saint-Martin dove dovrebbe esserci una produzione sostitutiva di una già dell'Olivetti.

Crediamo che si dovrebbero far valere i rapporti multipli che si hanno con l'Olivetti per avere qui una impostazione che sia nel tempo sufficientemente garantita. Dovremmo avere chiari i volumi produttivi e i tipi di produzione.

La garanzia sui volumi prodotti dovrebbe essere riferita ad un certo periodo, almeno un triennio, perché per i primi tempi comunque i vantaggi dell'intervento regionale sono evidenti, vogliamo che l'operazione abbia garanzie che vadano oltre i tempi in cui realizzerà questo intervento di avvio della Regione.

Chiedo anche che, qualunque sia la percentuale reciproca fra Conner e Olivetti, ai lavoratori valdostani sia garantita l'appartenenza al gruppo Olivetti per tutte le eventualità, perché il gruppo Olivetti nel suo complesso è un grande gruppo e farne parte dà garanzie migliori.

Vogliamo con questa mozione (e sto dicendo le stesse cose che ho detto nell'assemblea della fabbrica in cui ho contrastato le posizioni di un Consigliere regionale socialista, un certo signor Tapparo, che diceva che la Valle d'Aosta sta rapinando lavoro e produzioni al Piemonte) avere un atteggiamento positivo verso un problema che crediamo non si possa nascondere; cioè vogliamo vederci chiaro perché il problema venga risolto. Non vogliamo fare delle critiche generiche o criticare l'operazione; vogliamo, visto i dati che abbiamo citato, che si sappia bene quello che si va a fare e perché. Vogliamo anche evitare che si abbia una contrapposizione fra le due. E' nostra idea che la Valle d'Aosta, per le sue ridotte dimensioni geografiche, assieme all'area del Canavese, possa costituire una sorta di polo unico per ciò che riguarda lo sviluppo informatico e la produzione di questo materiale. Quindi si tratta di trovare delle collaborazioni e delle integrazioni e non delle contrapposizioni.

PRESIDENTE:E' aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (NS):Ad integrazione della illustrazione che ha fatto il Consigliere Mafrica, volevo segnalare altri due elementi - su cui sarebbe opportuna una risposta da parte della Giunta e di conseguenza anche una scelta da parte del Consiglio - che riguardano il dimensionamento dello stabilimento Conner che si deve realizzare nell'area dell'ex-Ilssa Viola.

A conferma delle preoccupazioni che già ha espresso il Consigliere Mafrica nel suo intervento, sta il dato di una progressiva riduzione delle dimensioni dello stabilimento man mano che si va avanti nella progettazione. Nel protocollo d'intesa iniziale, approvato il 18 marzo 1988 dalla Giunta, quindi un anno fa, si prevedeva di mettere a disposizione della Conner un'area coperta di 10mila mq. Successivamente, con l'approvazione della convenzione vera e propria alcuni mesi fa, nel giugno 1988, questa area coperta dello stabilimento si è ridotta a 8.000 mq. Adesso, nell'ultimo Consiglio, rispondendo alla interpellanza che avevo presentato per chiedere come mai si era deciso di rivedere il progetto, l'Assessore ha dichiarato che il progetto prevede una ulteriore restituzione a 6.000 mq dell'area coperta che verrà realizzata e che sarà assegnata alla Conner.

Sono andato a vedere il progetto, le planimetrie, le sezioni ecc., e mi sono reso conto che si tratta di una riduzione degli spazi e del numero delle camere bianche, cioè non è cambiato niente nella struttura e nella tecnologia produttiva, ma si tratta di una contrazione che sta ad indicare una previsione di produzione e forse anche di occupazione inferiore a quella che stava alla base del primitivo progetto. Quindi anche questo si ricollega alla domanda che noi facciamo con questa mozione sui volumi produttivi che si vogliono realizzare, sulle realtà occupazionali ecc..

L'altro elemento di chiarimento che vorremmo intervenisse nel dibattito riguarda l'utilizzazione dei cassa integrati Ilssa. Dalle notizie che si sono diffuse, anche se informalmente, in questi giorni sembra che, su circa 120 cassa integrati dell'Ilssa che sono stati sottoposti ad un esame di idoneità da parte della Conner, soltanto sette sarebbero stati individuati come idonei a svolgere una attività all'interno della azienda. Vorremmo sapere se anche questo risponde al vero e, in questo caso, che tipo di intervento si vuole fare per garantire questi 150 posti di lavoro ai residenti in Valle d'Aosta, come erano previsti nella convenzione iniziale.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Agnesod, ne ha facoltà.

AGNESOD (UV):A propos de la question ex Ilssa Viola et de la nouvelle installation de la société Conner, je veux vous porter mon opinion.

Maintenant nous avons encore dans l'usine de Pont-Saint-Martin 250 travailleurs en chômage technique; travailleurs qui ont un âge moyen de 42-43 ans, c'est-à-dire un âge auquel on trouve beaucoup de difficultés à se replacer dans le monde du travail. Les difficultés sont surtout dues à l'évolution continuelle de la technologie industrielle et au fait qu'on doit changer de tout point ce qu'on avait appris et se forcer pour suivre de nouveaux cours d'apprentissage.

Il y a quand même de la part des travailleurs la pleine disponibilité pour toutes solutions qui soient raisonnables et réelles.

La société Conner a fait des tests d'aptitudes sur 120 travailleurs dont seulement sept ont été qualifiés valables en relation au travail particulier de cette nouvelle entreprise.

Moi j'ai des doutes, personnellement je suis de l'avis que de la part soit des organisations syndicales des travailleurs soit de notre part il faudrait essayer de mieux connaître ce qui a été fait et envisager s'il y a des marges à oeuvrer pour donner la possibilité de travail à un plus grand nombre possible de travailleurs ex-Ilssa Viola.

Il faut également faire attention à ce que la Caisse ne soit pas dans des cas particuliers la justification légale pour un travail annuel.

Je suis aussi convaincu qu'entamer de nouvelles activités industrielles dans cette période ce n'est pas une chose très facile, mais mon petit conseil c'est qu'on doit envisager d'encourager le maximum possible nos entrepreneurs, nos artisans, ceux qui déjà travaillent dans nos régions et qui ont de la bonne volonté, du courage et une juste ambition. A ce propos je veux vous porter un exemple d'initiative qui s'est produite en France, en particulier à Oriac et qui a été objet d'un article paru sur "Le Monde" de samedi dernier. C'est en 1979 qu'un ancien menuisier découvre sa vocation industrielle et qui parvient à développer une industrie qui, en plein coeur du Massif central, emporte des meubles de cuisine pour toute l'Europe.

Pour conclure je veux dire ceci: l'effort de nous tous, Région, Syndicats entrepreneurs, artisans, doit être celui de permettre à toute la Basse Vallée de retrouver son tissu industriel pour sauvegarder une partie importante de l'économie valdôtaine, qui dans l'ensemble peut être une économie seine seulement avec la pleine réalisation de toutes ses composantes.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Lanivi, ne ha facoltà.

LANIVI (ADP):Non so se al termine di quello che dirò potrò convincere i Consiglieri proponenti a ritirare la mozione. In caso contrario, il nostro voto sulla mozione sarà negativo.

Vorrei fare alcune considerazioni che ho già fatto, quindi mi ripeto in questo Consiglio, e le ripeto anche perché essendoci Consiglieri nuovi, è giusto che conoscano le linee che l'Amministrazione regionale ha seguito rispetto ad un tema che è diventato, e lo sarà ancora per alcuni anni, centrale rispetto al futuro della Valle d'Aosta, e riguarda la scelta, o meno, dell'industria, che tipo di industria, ecc..

Mi pare che ci sia una data abbastanza importante, quella del giugno 1985, data in cui abbiamo sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali, un protocollo d'intesa che, anche se non sufficientemente enfatizzato, ha rappresentato e può rappresentare un dato significativo non solo per la nostra Regione, ma anche al di fuori di essa, perché si trattava di armonizzare forze sociali e rappresentative del mondo del lavoro e organi istituzionali di Governo che, nel rispetto delle proprie funzioni, compiti, competenze e prerogative, svolgessero in maniera armonica una azione rispetto a linee di sviluppo complessivo della Regione concordate.

Al centro di questo accordo c'era questa considerazione: la Valle d'Aosta, per il mantenimento del suo equilibrio economico e sociale, non poteva fare a meno di una significativa presenza industriale. La Regione ha dovuto affrontare questo impegno in una fase traumatica molto pesante, perché i 4-5 pilastri della struttura tradizionale della Valle d'Aosta sono nel giro di un decennio venuti a cessare o si sono fortemente ridimensionati, in un momento in cui questo non è un fenomeno particolare della regione. Diciamo che la regione è stata più pesantemente punita perché quelle attività industriali erano attività di base per cui è rimasta senza prospettiva e con degli indotti o delle conseguenze sul piano sociale e culturale della regione difficilmente ricuperabili. La situazione che ha sottolineato il Consigliere Agnesod è emblematica. Abbiamo mano d'opera espulsa da processi produttivi siderurgici - e mi pare che la siderurgia non sia il settore a cui guardare al futuro - e dai settori tradizionali tessili o chimici di base, queste erano le caratteristiche della grande impresa industriale in Valle d'Aosta, che è difficile da collocare sul mercato del lavoro, perché queste imprese da decenni erano in fase di stallo, senza turn-over di mano d'opera e quindi con attualmente mano d'opera espulsa in età avanzata, difficilmente riconvertibile. Questo è un tipo di problema che ha più sottolineatura sotto l'aspetto sociale.

L'altro discorso era quello di ridotare la Regione di una struttura industriale, adatta alla nuova Valle d'Aosta.

Le linee scelte sono state nel senso di avere industrie di piccole e medie dimensioni, di avere industrie tecnologicamente all'altezza, che potessero guardare con un minimo di visibilità verso il futuro, che fossero aziende diversificate perché la crisi di un settore non travolgesse interamente l'economia regionale, che fossero industrie capaci di assorbire la mano d'opera valdostana, una mano d'opera che, grazie agli sforzi di 40 anni di autonomia, ha teso ad elevare i tassi di scolarità.

Ricordo che anche dai banchi della opposizione, all'inizio di questa fase, veniva dato come auspicabile l'aggancio con una delle maggiori aziende del settore, l'area Olivetti, e si pensava a qualcosa di miracolistico se l'Olivetti avesse impiantato qualcosa in Valle d'Aosta.

Ritengo il ruolo attuale dell'ente pubblico regionale un ruolo che non è da auspicare come dato permanente per il futuro; diciamo un ruolo di emergenza e straordinario anche come coinvolgimento dell'ente pubblico, che progressivamente dovrà differenziarsi da quello attuale. Con queste modalità l'ente pubblico è coinvolto direttamente in vicende industriali, e questo coinvolgimento è ricco di frizioni, di incomprensioni, di difficoltà.

Si può stare fermi e non sbagliare mai, ci si può muovere e rischiare: queste attività sono tutte a rischio. Oggi non c'è nessuna impresa al mondo che ne sia esente, basterebbe guardare alla Fiat alla fine degli anni '70, quando veniva data per spacciata, mentre oggi è un impero. E mi ha fatto piacere che, in qualche misura, gli ultimi provvedimenti governativi cerchino anche di non creare questa condizione del posto di lavoro assolutamente sicuro, per cui se qualcuno ha la fortuna di vincere un concorso, quello arriva alla pensione, mentre se qualche disgraziato non segue questa via, si trova in un mare con incertezze maggiori. Oggi nessuna impresa al mondo può dire: fra venti anni ci sarò ancora, dalla IBM in poi. Sappiamo di affrontare dei rischi, cerchiamo di fare quelle scelte che presentano rischi minori. Quindi l'aggancio con l'Olivetti ha soprattutto questo riferimento.

Vorrei dire ai Consiglieri che hanno presentato la mozione che non si sono fermate lì le forme di collaborazione con l'Olivetti, perché l'ultima approvata dalla Giunta è con la Eleprint, ed è questa non più una presenza Olivetti in Valle d'Aosta, ma la presenza di una azienda già operante in Valle d'Aosta, la Lys Fusion, che opera con la Olivetti; questa volta non è più né la Seiko né la Conner, è una azienda valdostana e c'è oggi un tessuto industriale in Valle d'Aosta che andrebbe considerato con attenzione e con apprezzamento.

Tornando alla vicenda Conner, credo che questo tentativo o di sminuire o di svilire l'operazione derivi anche da giuste reazioni, provenienti da aree dove questo tipo di attività, che sarebbe destinata a finire come Olivetti, viene ripresa e potenziata con l'aiuto della Regione. E qui torno a sottolineare; la Regione Valle d'Aosta non dà di più di quello che altre Regioni danno, bisogna cancellare l'idea che la Valle d'Aosta sia fra le Regioni d'Italia la più generosa; questo non è vero, e non mi riferisco soltanto a ciò che viene concesso nelle Regioni del Sud; mi riferisco a Regioni e Province del nord che, rispetto ad agevolazioni di tipo industriale, non hanno niente ad invidiare a quanto la Regione Valle d'Aosta mette a disposizione per gli imprenditori. Quindi, può anche essere giusta la reazione a certi atteggiamenti. Non accetto sicuramente né quanto ha detto quel Consigliere regionale, a cui ho cercato di dare una risposta, né altri Consiglieri sempre della stessa Regione, durante gli incontri a Roma sul problema siderurgico: l'unica cosa che un rappresentante di quella Regione ha saputo dire è stata che la Regione Valle d'Aosta rapina attività industriali da altre Regioni vicine. Anche questa è una affermazione tanto più sciocca se si pensi alle ridottissime dimensioni della Regione, alle ridottissime esigenze che ha in questo settore, perché non stiamo parlando di centinaia di aziende, ma di alcune attività industriali che la Regione sostiene e ne favorisce l'ingresso perché la Valle d'Aosta ne ha bisogno.

In questo caso specifico, l'intervento della Regione salva posti di lavoro anche per gente di fuori Valle, quindi non è certamente una azione di guerra che la Valle d'Aosta ha intentato contro altre Regioni.

Per venire allo specifico, i dati che ho detto non li dico adesso, ma sono dei dati letti dai rappresentanti dell'azienda ai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali e del comitato di lotta dei cassaintegrati Ilssa Viola non più di dieci giorni fa. Dico che questi dati sono i dati dell'azienda, che sono già stati comunicati ai rappresentanti di cui ho parlato.

E' vero, la Conner punterà su tre stabilimenti: uno nel Colorado in California, uno a Singapore per il mercato orientale, uno a Pont-Saint-Martin per il mercato europeo. Non si tratterà di filiale, tant'è che il Consigliere Mafrica ha parlato di hard disk da 40 e da 100 MB e ad Ivrea in questo momento è in fase di progettazione un hard disk da 400 MB, che si presume possa essere ultimato entro i primi mesi del prossimo anno. Questa progettazione avviene nel nostro paese in collaborazione con Conner, quindi non si tratta di un trasferimento, ma è un prodotto più Olivetti che non Conner.

Per quanto riguarda gli altri prodotti, è già in produzione l'hard disk da 100 MB fin dal mese di agosto 1988, mentre dal prossimo mese di aprile sarà commercializzato l'hard disk da 40 MB. Per quanto riguarda i volumi di produzione - e questo è un altro dato di interesse, perché è vero che la joint venture Olivetti-Conner è un dato rafforzativo per le aziende in Valle d'Aosta perché, non trattandosi di azienda targata Olivetti, cliente della Conner non sarà solo l'Olivetti e diremo anche in che percentuale - il volume di produzione programmato per il 1989 è di circa 100 mila pezzi, suddivisi fra gli attuali hard disk da 40 e da 100 MB. Tale produzione è venduta al 50% a Olivetti e per la quota restante a clienti anche di grande prestigio, che si chiamano per esempio IBM.

La previsione per gli anni successivi - e qui diventerà determinante l'entrata in funzione del nuovo stabilimento - è di superare quelli programmati prudenzialmente per il 1989, cioè decisamente superiore ai 100 mila pezzi e comunque il dato più importante sarà il successo dell'hard disk da 400 MB.

Vorrei fare alcune considerazioni che si riferiscono di più a quanto affermato dal Consigliere Riccarand in merito allo stabilimento. Il progetto esecutivo è terminato e si stanno avviando le procedure di appalto, credo che nella riunione di Giunta di questo venerdì ci sarà l'approvazione da parte della Giunta del progetto e della gara di appalto, a cui seguiranno gli avvisi sulla Gazzetta CEE, perché l'appalto ha pubblicità europea. Si prevede l'inizio dei lavori al termine del luglio di questo anno e l'ultimazione dello stabilimento per la fine di ottobre 1990.

Per quanto riguarda il discorso della dimensione dello stabilimento farei una distinzione fra la dimensione della area, cioè dell'impronta dello stabilimento sul terreno, e la superficie utilizzata. E' vero, vi è stata una restrizione delle dimensioni dello stabilimento, c'è stato un ridimensionamento suggerito anche dalle variazioni sul mercato di questi prodotti; è altrettanto vero che l'attuale dimensione dello stabilimento come occupazione di spazio occupato, rispetto alla riserva totale di spazio nell'area ex Ilssa Viola e stato fatto per consentire l'espansione. In effetti, la Conner realizzerà il suo stabilimento su un'area totale impegnata di circa 25 mila mq. E, stante il rapporto coperto-scoperto pari a 0,48, stabilito dal piano regolatore di Pont Saint Martin, vuol dire che si realizza questo stabilimento, ma se vi saranno prospettive di sviluppo, avremo lo spazio occorrente per realizzare lo sviluppo e tendere a dimensioni superiori.

Volevo fare le ultime considerazioni sui cassaintegrati. Le assunzioni alla Conner inizieranno nel corso di questo mese; sulle prime venti assunzioni i cassaintegrati utilizzati saranno sette. Non saranno questi i soli cassaintegrati utilizzati ne saranno utilizzati di più, magari non in maniera consistente, ma sicuramente parecchio di più di questo numero sette.

La percentuale ridotta nella prima fase deriva dal fatto che i selezionati sono direttamente coinvolti in processi produttivi che richiedono certe particolari abilità o condizioni o propensioni verso questo tipo di lavoro. Potrà essere espanso a stabilimento ultimato o anche prima, per altri tipi di attività quando lo stabilimento di Pont-Saint-Martin sarà ultimato.

Una precisazione al Consigliere Agnesod. Rispetto agli attuali circa 250 cassaintegrati, in cui sono compresi anche cassaintegrati non residenti in Valle d'Aosta in numero di circa 20, alcune decisioni non dipenderanno da noi, e cioè questo numero potrà essere decisamente ridotto se il decreto decaduto verrà ripresentato e se per quanto riguarda gli interventi a favore delle aree di crisi siderurgica in questo decreto viene, come pare - d'accordo le Commissioni parlamentari competenti compresa non solo la siderurgia pubblica, ma anche certa siderurgia privata come l'Ilssa Viola. In questo caso, nel triennio il numero dei cassaintegrati che potrebbero utilizzare il prepensionamento sarebbe di 55.

L'Amministrazione regionale ritiene che si debba intervenire, soprattutto rispetto a quelle persone in certe fasce di età di difficilissima collocazione, con interventi particolari che sono già allo studio non del mio Assessorato , ma dell'Assessorato all'Agricoltura; nuovi insediamenti industriali, soprattutto utilizzando quegli strumenti che già abbiamo a sostegno dell'avvio di attività imprenditoriali attraverso forme di intervento nel campo della formazione che possano al massimo ridurre il numero dei cassaintegrati in quell'area.

Tutte le cose che ho detto oggi al Consiglio sono state già presentate non solo alle Organizzazioni Sindacali, ma anche ai rappresentanti dei cassaintegrati dell'Ilssa Viola.

PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (PCI):Siccome per oggi ci avete già bocciato troppe cose, ritiriamo questa mozione perché non ci piace vedere un no completo su tutte le nostre proposte.

La consideriamo una discussione utile e un impegno preso dalla Giunta ad approfondire le questioni che oggi sono state poste.

L'Assessore ha riportato la produzione di 100 mila pezzi come programma per il 1989; fino ad oggi i livelli sono più bassi, quindi si dovrà vedere nei prossimi mesi una impennata nella produzione, altrimenti da 20 mila a 100 mila c'è una differenza sostanziale.

Vogliamo verificare ed auspichiamo che effettivamente si vada in questa direzione.

Vogliamo fare una raccomandazione alla Giunta: siccome per nostra sfortuna e per un insieme di cause non abbiamo finora nella nostra regione personale qualificato, progettisti, analisti, tecnici, ricercatori di questa materia di alto livello, e siccome nell'ambiente Conner di Ivrea c'è una certa sfiducia rispetto al futuro dell'azienda, si tratta di avere dei rapporti per non farsi sfuggire, almeno per la prima fase, quei tecnici e quei progettisti di cui parlava l'Assessore, che sono capaci di progettare un hard disk da 400 MB.

Se, in un clima di sfiducia verso il futuro della Conner, tutti i tecnici all'interno del gruppo Olivetti scelgono il trasferimento perché hanno anche opportunità e facilità, rischiamo di avere qui un corpo con una testa molto piccola.

Vogliamo sottolineare ancora questo aspetto come raccomandazione alla Giunta e attendiamo di verificare nei prossimi mesi se la produzione aumenta, cosa che auspichiamo. Crediamo che la discussione sia utile al Consiglio, altrimenti non si capisce di che cosa debba discutere il Consiglio se non discute anche di problemi concreti di questa importanza, e ci auguriamo che nel giro di qualche mese anche le perplessità e i dubbi che ci sono possono essere chiariti.

PRESIDENTE:La mozione in oggetto viene ritirata.

Il Consiglio prende atto