Oggetto del Consiglio n. 471 del 5 aprile 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 471/VIII - NECESSITA' DI RIFINANZIAMENTO DELL'INTERVENTO REGIONALE RELATIVO ALLA COSTITUZIONE DI FONDI DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
INTERPELLANZA
CONSTATATO come la crisi industriale abbia portato alla ricerca di nuove attività lavorative;
VISTO che i più intraprendenti in questi tempi si sono inseriti nelle attività turistico-commerciali incrementando il numero delle imprese commerciali operanti in Valle d'Aosta puntando non solamente sulla quantità ma soprattutto sulla qualità dei propri esercizi;
il sottoscritto Consigliere
INTERPELLA
l'Assessore regionale all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere se non ritiene urgente ed improrogabile il rifinanziamento della legge 101 del 30.12.1982 relativa alla costituzione di fondi di rotazione per il commercio (unica fonte creditizia agevolata per il commercio) e l'immediata accettazione delle domande che tuttora vengono respinte per mancanza di fondi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. vald.): Più o meno artigiani e commercianti viaggiano parallelamente e quindi il problema penso che qui sia ancora più grave di quello del settore artigianale, perché se una volta esauriti i fondi della legge 101 per l'artigianato l'Assessore ha avuto modo di indirizzare i vari richiedenti agli Istituti di Credito per attingere all'Artigiancassa che è il fondo nazionale, nel settore commerciale questo purtroppo non esiste. Ho atteso che l'Assessore portasse il rifinanziamento di questa legge e purtroppo sono passati alcuni mesi, poi gli uffici preposti hanno avuto ordine di non ritirare più le pratiche.
Vorrei dire che soprattutto in questo momento nel settore commerciale c'è una lievitazione, c'è un certo movimento anche perché, collegandomi alla questione di crisi industriale, i più intraprendenti, mettendo un po' le mani avanti, vedendo come va la Cogne nel settore siderurgico, prevedono un avvenire negativo e, se capita l'occasione di intraprendere una certa attività commerciale, tentano a proprio rischio.
Vorrei ricordare che nel 1983 c'è stato un incremento di 200 aziende commerciali rispetto all'anno precedente, e questo è un dato significativo di cui va tenuto conto.
Ho notato che il settore commerciale in questi ultimi anni, si sta qualificando con un maggior aggiornamento dei locali e per portare un certo tipo di professionalità nel settore commerciale.
Quindi questo è un altro aspetto, direi positivo, che l'Assessore dovrebbe tenere presente, facendo un ulteriore sforzo per rifinanziare quanto prima a legge, per riprendere le domande dei richiedenti che se le vedono in questo momento respinte e per dare avvio a tutta la parte formale di esame delle domande.
C'è un altro particolare che va aggiunto per la legge del commercio, che è stato anche ribadito in una recente assemblea alla quale erano presenti il sottoscritto e l'Assessore Pollicini, e cioè che c'è una certa disparità nel dare questi soldi.
Anziché il 100% come negli altri settori, per il settore commerciale si finanzia un 70% dell'acquisto, non so come mai ci sia questa differenza rispetto agli altri interventi finanziari, e che si voglia al commerciante soltanto concedere un 70% degli acquisti, scorte ecc. Comunque l'Assessore deve sapere che il commerciante non ha altre fonti di credito a tasso agevolato se non quella dei fondi di rotazione; perlomeno quando c'era la legge 59 sul commercio, prima dell'entrata in vigore dei fondi di rotazione, quella legge era più snella ed elastica nel concedere il credito.
Ora il discorso è collegato con quello degli artigiani verso la Finaosta dove - dice bene l'Assessore Pollicini - c'è una Commissione preposta e composta dalle categorie produttive che, di conseguenza, valuta in una certa maniera l'erogazione o meno del contributo. Però questo contributo viene poi rifiutato dal Consiglio di Amministrazione della Finaosta, il quale "taglia" le pratiche (posso portare degli elenchi della Commissione che delibera di concedere alla azienda, sia artigiana che commerciante che cooperativa).
D'altronde, si è visto lo scorso anno, per la Cooperativa con 10-12 soci ha dovuto intervenire la Regione con una fideiussione di 100 milioni; a 10 soci, in una cooperativa, la Finaosta non ha ritenuto di erogare 100 milioni.
Quindi, nonostante l'Assessore dica che la Commissione dà delle indicazioni e delibera, però in maniera non vincolante, nel Consiglio di Amministrazione della Finaosta molte pratiche vengono tagliate, forse perché vi sono i Direttoti di banca (non so se è perché la Regione ha voluto dare questo sgambetto portando via del denaro dalle banche con la costituzione della Finaosta o per altri motivi).
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.
POLLICINI - (Féd. DP-UVP): Apprezzo la poliedrica attività del Consigliere Berti, perché quando dice che artigiani e commercianti viaggiano parallelamente, non ha detto tutto, è modesto, perché io all'Assemblea della Confidi Industriali ho trovato presente il Consigliere Berti, quindi devo dargli atto di questa visione a 360° del mondo dell'economia regionale.
E' stata una sorpresa anche per me trovarlo lì, prestigioso esponente della categoria imprenditoriale valdostana: di questo ne prendiamo atto e gliene siamo riconoscenti, specialmente in un momento di crisi come questo.
Per quanto riguarda la domanda specifica dell'interpellanza, che era molto limitata rispetto all'illustrazione del Consigliere Berti, debbo dire che la proposta di legge di rifinanziamento della 101 è già stata presentata in Giunta, la quale l'ha già mandata avanti ed arriverà.
Altre osservazioni però non mi hanno convinto. Prima di tutto non c'è nessun ordine di non ritirare le pratiche della legge 101 per il settore del commercio. In secondo luogo, il rapporto fra quello che viene deliberato dalla Commissione che esamina le pratiche e l'adesione finale della Finaosta è solo in direzione delle garanzie del denaro pubblico. Noi non spendiamo denaro nostro per cui è chiaramente necessario che la Finaosta, che viene tutto sommato alla fine responsabilizzata di amministrare denaro pubblico, quello regionale, deve valutare la possibilità quasi certa di ottenere il rimborso del denaro prestato. Questo è un parametro che una sana Amministrazione non può mai dimenticare che deve seguire. Quindi i tagli, se ci sono, sono in virtù di mancate garanzie di copertura, che non sono certamente le garanzie di copertura richieste dalle banche; è un diverso modo di operare, anche perché alla Finaosta accettano tutta una serie di elementi non accettati dalle banche.
Tornando al discorso dell'Artigiancassa, dove continuiamo a lasciar languire miliardi che non usufruiamo e per cui sono richieste le stesse garanzie che sono richieste in sostanza per la Finaosta,l'ammontare del contributo è identico, il tasso pure - 12% l'uno e l'altro - riteniamo che sia una politica saggia utilizzare denaro esterno prima del nostro, mentre invece il Consigliere Berti spinge perché la gente si indirizzi esclusivamente verso la Finaosta. Non è vero che occorrono 5-6 mesi dall'inizio della pratica al ricevimento del denaro; io dico che non trascorrono più di 3 mesi alla Finaosta dal momento dell'inizio della pratica a quello della consegna del denaro.
Infine un discorso che non posso accettare è quello che c'è una trascuratezza del settore artigianale e commerciale da parte della Regione: questa è una forma di pubblicità politica che il Consigliere Berti si può fare, ma che il Consigliere Berti per primo non è in grado di poter sostenere. Non mi pare serio utilizzare elementi di carattere propagandistico quando si devono rigorosamente esaminare dati e fatti precisi.
Non è neanche vero che la legge 101 sia l'unica fonte di finanziamento del commercio, perché c'è anche la legge 517 per la quale c'è una disponibilità di contributo pari a 6 miliardi, che possono essere utilizzati dal settore commerciale. Riteniamo opportuno utilizzare prima questo denaro e poi quello regionale.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. vald.): Mi posso dichiarare soddisfatto per la prima parte della risposta dell'Assessore quando dice che ha già portato all'attenzione della Giunta l'approvazione e rifinanziamento del settore commerciale, inviterei però l'Assessore a dare disposizione agli uffici di ritirare le pratiche, perché fino al momento in cui ho presentato questa interpellanza le domande non venivano ritirare.
Voglio rispondere all'Assessore che si vuole ostinare a fare rientrare i finanziamenti con le leggi statali. Abbiamo visto l'agonia di quelle ditte (che sono state 430-440), che hanno avuto dei contributi statali e poi si sono viste raddoppiare il tasso di interesse: per far passare una legge in Consiglio siamo andati avanti più di un anno! A tutt'oggi non hanno ancora avuto i soldi e quindi, soprattutto in questo momento, strumentalizzare incoraggiando questo intervento anziché quest'altro, quando le imprese sono rimaste già scottate una volta, è ben difficile, anche dal punto di vista psicologico.
Lo stesso si può dire per quello che riguarda la legge statale per il commercio, che è peggio ancora.
Comunque se questa questione va avanti, e si dà la disponibilità di ritirare le pratiche al commercio, mi ritengo soddisfatto per quanto riguarda questa materia.
In un successivo incontro con le categorie produttive solleciterei l'Assessore per un invito al settore terziario, lasciando perdere l'industriale; dalla campagna di stampa e da dichiarazioni dell'Assessore, parlando come sta facendo del settore industriale, si viene sempre a penalizzare almeno moralmente il settore terziario.
Il piccolo imprenditore che non chiede niente a nessuno, nè alla Regione nè allo Stato e rischia sulla propria pelle, sente poi che la Regione è propensa di intervenire a miliardi a pioggia purché qualcuno assuma 20-30 persone. Ma se qui facciamo una politica seria delle aziende, che sono 7-8000 in tutta la Regione, facciamo un Convegno e diciamo che la Regione è disposta ad intervenire purché ci sia una garanzia occupazionale, sono convinto che 3-4-500 posti sempre spezzettati nelle varie industrie li possiamo raccimolare, ma ci vuole una politica diversa.
Concludo, penso di essermi spiegato e di avere dato la mia idea alla Giunta ed al Presidente della Giunta che ho visto seguiva il problema attentamente. Mi auguro che quanto prima si arrivi a migliorare questa questione.
