Oggetto del Consiglio n. 470 del 5 aprile 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 470/VIII - INTERVENTI REGIONALI A FAVORE DEL CONSORZIO GARANZIA FIDI FRA GLI ARTIGIANI DELLA VALLE D'AOSTA. (Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Berti:
INTERPELLANZA
CONSIDERATA l'ormai esigua partecipazione della Regione nel Consorzio garanzia fidi fra gli artigiani della Valle d'Aosta;
CONSTATATO come questo Consorzio gestito dagli artigiani abbia dato notevole impulso in materia di credito agevolato senza insolvenza da parte dei soci;
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere se non ritiene opportuno rifinanziare la legge n. 23 del 16.6.1978 ed elevare la concessione delle affidabilità alle ditte consorziate fino a 30 milioni. Questo aggiornamento si renderebbe necessario stante la continua fluttuazione
del denaro dal 1978 ad oggi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. vald.): Farò una breve illustrazione, perché questa è una materia di cui penso l'Assessore sia già a conoscenza, in quanto ho visto che ha partecipato a questi consorzi del settore terziario, dando un certo contributo, un indirizzo ed anche delle speranze (o forse delle illusioni, non lo so).
Ho voluto presentare un'interpellanza in tal senso, anche perché, essendo all'inizio del 1984, l'Assessore abbia il tempo materiale di valutare e di vagliare questo tipo di intervento.
Vorrei fare una puntualizzazione in questa materia, in particolare per quanto riguarda il credito del settore artigianale, dal momento che abbiamo quelle due famose leggi, nazionale e regionale, che purtroppo vengono gestite dalle banche: la Finaosta, con la gestione ordinaria, non si discosta di un millimetro dai criteri con cui assegnano e concedono i soldi gli Istituti di Credito, perché è chiaro che essendo rappresentati gli Istituti di Credito nelle banche, danno una valutazione identica per coloro che vanno a fare una richiesta direttamente all'Istituto di Credito per attingere ai fondi dell'Artigiancassa.
E' vero anche quello che l'Assessore suggerisce, cioè, di indirizzare i richiedenti all'Artigiancassa, e questo può anche essere un fatto valido per poter attingere ai fondi statali e cercare di salvaguardare il nostro bilancio regionale.
E' altresì vero che sia in uno che nell'altro degli Istituti, Artigiancassa e Finaosta, i soldi li danno limitatamente e solamente a chi ha un rapporto di copertura a titolo di garanzia talmente elevato da stravolgere lo spirito con cui erano stati istituiti i fondi di rotazione per l'Artigianato.
In Consiglio regionale, quando abbiamo approvato i fondi di rotazione, all'unanimità abbiamo deciso non di dare finanziamenti all'ultimo arrivato che si presenta senza neppure le garanzie morali per avere 5-10 milioni, ma di incentivare e premiare coloro che davano, come finalità, una certa garanzia sia dal punto di vista occupazionale, che da quello qualificante della produttività.
Purtroppo, dopo il primo periodo e cioè fino all'erogazione dei primi 3 miliardi, c'è stata una inversione di tendenza voluta dalla Regione, in particolare dall'Assessore all'Industria, Commercio ed Artigianato; non so se sia stata una tendenza contraria vista la quantità di domande che venivano presentate, per cui in poco tempo sono stati esauriti i fondi.
L'Artigiancassa, su 3500 aziende operanti in Valle, nonostante ci sia stato anche un calo di 70-80 aziende rispetto all'anno precedente, dovuto in parte a fattori di crisi e di trascuratezza del settore che non si sente appoggiato e sostenuto in maniera adeguata da parte dell'organo pubblico, e visti gli aspetti negativi dei due interventi, ha trovato un risvolto attraverso un'altra forma di intervento che è quella del Consorzio, gestito dalle banche che hanno voluto aderire e convenzionarsi, ma gestito praticamente dagli artigiani e dai privati, nonostante ci sia un intervento annuo dell'Amministrazione regionale.
Il criterio di erogazione è a mio avviso - e penso che i dati mi diano ragione, come ha potuto verificare domenica all'Assemblea l'Assessore Pollicini - uno dei dati abbastanza rilevanti in cui c'è stato un aumento sensibile e di soci e di erogazioni. Questo perché tale strumento è più valido degli altri due interventi a cui accennavo poc'anzi.
Con questo intervento si dà la possibilità di accedere, nel limite massimo di tempo di 30 giorni, al credito e di avere una maggiore elasticità per ottenere i soldi. Quindi il rapporto copertura fideiussione e avallo è meno limitato di quello che è il credito normale attraverso gli Istituti di Credito.
Questo perché nel Consiglio di Amministrazione di questi Consorzi, oltre ai direttori di banca, ci sono 5 o 6 artigiani che conoscono più a fondo la materia in quanto sono degli artigiani dislocati nei vari territori regionali, per cui l'uno o l'altro conosce la parte del richiedente, quale garanzia può dare dal punto di vista e morale e professionale e di produzione del lavoro.
Se mi è consentito di dirlo ai Colleghi di Consiglio, non è che questo abbia avuto dei buchi o delle falle oche ci siano state delle perdite, perché in cinque anni di questa Amministrazione si sono verificate perdite zero. Quindi dobbiamo anche tenere presente questo fattore rischi, che non è mai stato attinto dal fondo e che il fondo ha già assunto una certa consistenza; c'è un fondo di 259 milioni in deposito, oltre alla parte delle fideiussioni prestate dai vari soci, che sono 665.
Il problema è se l'Assessore vuol prendere in esame seriamente la situazione, portando, con un modesto contributo, questo plafond a 30 milioni, perché oggi come oggi il plafond massimo è di 15 milioni.
Non è che i 30 milioni verranno dati a tutti coloro che ne fanno richiesta: ci sarà un'attenta valutazione per stabilire chi necessita e chi rientra, come prescrive lo statuto di questo Consorzio.
Quindi si tratterebbe di portare 400450 milioni in questo Consorzio per poter permettere e mantenere l'abbattimento dei 6 punti, che è il massimo per il quale l'Ente pubblico può intervenire, e di arrivare a quel plafond di 30 milioni. Mi pare che non ci siano grossi problemi se c'è la volontà politica di arrivare a questo.
Ho voluto fare una premessa del perché c'è questa richiesta e del perché c'è una espansione attraverso questo tipo di credito rispetto agli altri due, che sono un po' più legati rispetto a questo che è più snello.
I fondi di rotazione dell'artigianato, dal momento che uno ne fa richiesta a quello che li ha in mano, passano dei tempi troppo lunghi, che vanno dai 5 ai 6 mesi se tutto va bene, che non succeda come ad esempio dieci anni fa, di uno che ha avuto un protesto, un dubbio, ed abbiamo visto richieste di 5 milioni che chiedevano un avallo a colui che aveva già proprietà di 70-80 milioni.
Questo lo posso anche confermare portando dei dati all'Assessore, per cui succede che colui che ha già una proprietà di 70-80 milioni, che ha una piccola attività con un paio di dipendenti, si vede negare 5 milioni di finanziamento su acquisti ed attrezzatura.
Mi pare che a questo punto e la Finaosta e le banche stiano esagerando, ma penso che ci sia anche la mano (dell'Assessore che abbia dato indicazioni più drastiche nell'erogazione del credito.
Mi auguro di sbagliare, vorrei che l'Assessore mi rispondesse in merito.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.
POLLICINI - (Féd. DP-UVP): Mi pare che come al solito vi siano alcuni elementi di imprecisione nell'intervento fatto per gli esterni da parte del Consigliere Berti.
Da quanto affermato in coda al suo intervento, nel Consigliere Berti si vede il rappresentante degli Artigiani come lista politica e non come raggruppamento di associazione di categoria, specialmente quando dice forse è stato l'Assessore a dare indicazioni più drastiche alle banche perché non diano il denaro agli artigiani.
Prima di tutto ritengo che vi siano degli organismi molto definiti, vuoi alla Confidi, vuoi quando si esaminano le domande per la Finaosta a fronte della legge 101, dove sono rappresentati gli artigiani, e se il Consigliere Berti è in buona fede, deve dire che non vi è stata mai nessuna pressione in questo senso, anzi la discussione delle singole domande è fatta tenendo presente che gli interlocutori più validi ed ascoltati sono proprio i rappresentanti della categoria artigianale. Questo mi pare sia sufficiente per chiudere qualunque polemica.
Se poi andiamo al contenuto dell'interpellanza, devo proprio dire che se la Giunta non ha ancora presentato al Consiglio la legge di rifinanziamento delle Confidi, è dovuto proprio al fatto che la Confidi Artigiani solo la settimana scorsa ha presentato il consuntivo ed a causa di ciò le altre Confidi hanno dovuto attendere la presentazione della legge di rifinanziamento. Non mi pare che sia serio e tantomeno responsabile portare qui in Consiglio una proposta di rifinanziamento delle Confidi, se non si sa quale è stato l'andamento dell'anno precedente, se i soci, se gli affidamenti, sono aumentati o diminuiti.
Ci pare serio attendere questi dati di riferimento, almeno noi usiamo agire così.
Posso dire che adesso è arrivata finalmente l'ora di varare in Consiglio la legge di rifinanziamento delle Confidi.
Per quanto riguarda la possibilità di aumentare il limite di affidabilità da 15 a 30 milioni, quello che posso dire è che in base al consuntivo che ci ha mandato la Confidi Artigiani, in base agli elementi che sono emersi dal documento contabile ed amministrativo, valuteremo la situazione, tenendo presente che i soci sono passati da 530 a 565, che gli affidamenti sono passati da 5,5 miliardi a 7,8 e di tutta una serie di dati di riferimento, nonché della situazione complessiva della categoria.
Quello che è certo è che noi valuteremo con grosso senso di responsabilità i dati emersi da questi elementi, dopo di che la Giunta assumerà le sue determinazioni e le proporrà al Consiglio.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Berti, ne ha facoltà.
BERTI - (Art. e Comm. vald.): Prendo atto delle risposte non troppo precise dell'Assessore; mi aspettavo una certa puntualizzazione su quello che era un maggior contributo per permettere di aumentare quel plafond.
Se l'Assessore si riserverà di esaminare questo problema in sede di Giunta, lo faccia con celerità, che si possa poi arrivare a questa determinazione,
perché, come giustamente ha ricordato, ha visto i vari aumenti di soci, di plafond e del contributo che non è stato sufficiente per l'abbattimento dei 6 punti come gli anni precedenti, per cui è andato a scapito del fondo rischi per mantenere quel 4% di abbattimento del costo del denaro ai richiedenti.
Ripeto, costo del denaro che è del 16-16,5%, il che rappresenta già una certa cifra. Non dimentichiamo che all'Artigiancassa, con i fondi di rotazione, è del 12%. Purtroppo il 16% viene ancora ad incidere su quello che è l'utile dell'imprenditore.
Mi auguro che l'Assessore dia una prova di sensibilità verso questa categoria, anche verso il raggruppamento delle aree delle altre Confidi del settore terziario, perché anche loro sono alla stessa stregua degli Artigiani.
