Oggetto del Consiglio n. 468 del 5 aprile 1984 - Resoconto
OGGETTO N. 468/VIII - INTERVENTI A FAVORE DELLA SEZIONE VALDOSTANA DELL'ENTE NAZIONALESORDOMUTI.(Interpellanza).
PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Pascale:
INTERPELLANZA
La sezione valdostana dell'Ente Nazionale Sordomuti ha più volte prospettato le esigenze della categoria, che in altre Regioni hanno già trovato una pronta ed adeguata risposta da parte dell'Ente pubblico.
L'Associazione dispone attualmente solo di un esiguo contributo nazionale che viene utilizzato per una sede sociale già di per se troppo angusta per tutta la categoria (circa 150 sordomuti in Valle). Mancano le strutture che possano agevolare la comunicazione fra gli aderenti e tra questi ed il mondo degli udenti; mancano i mezzi finanziari che possano consentire di assumere iniziative culturali o sportive, tali da far uscire questa categoria dalla sua emarginazione.
Vi e poi il delicato problema dell'assoluta impossibilità di queste persone di comunicare con gli udenti se non attraverso un interprete che li accompagni a seconda dei loro bisogni; l'associazione non può permettersi la spesa di un collaboratore fisso e in altre regioni il problema e stato risolto attraverso il distacco di un dipendente dell'Ente pubblico in grado di assicurare questa indispensabile funzione.
Tenuto conto della particolarità di questa categoria e dei problemi connessi e della sensibilità doverosa da parte dell'Ente pubblico, sensibilità già altre volte dimostrata nei confronti di ogni sorta di emarginazione, il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale al fine di conoscere se e quali iniziative intende assumere per venire
incontro alle esigenze di questa categoria.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
PASCALE - (P.S.I.): Questa interpellanza vuole essere un primo approccio ai problemi di una categoria speciale, quella dei silenziosi - come amano chiamarsi - che è piuttosto cospicua, (ci sono circa 150 sordomuti in Valle).
Questi sordomuti, per quanto possano essere già inseriti nel mondo del lavoro, costituiscono pur sempre un mondo a sè per la difficoltà che hanno di comunicare con gli altri, o meglio per la loro assoluta impossibilità di farlo; proprio per questo, forse, hanno maggior necessità di trovarsi fra di loro, di assumere delle iniziative sportive o culturali che li facciano sentire utili alla società.
Per fare questo c'è bisogno di strutture, di mezzi finanziari che consentano di assumere tali iniziative. Mi pare però che il problema più delicato sia proprio quello dell'interprete, perché queste persone per tutte le loro necessità, anche di tipo burocratico quando devono recarsi presso un Ente pubblico, presso un ufficio, hanno bisogno di qualcuno che li accompagni e faccia da interprete. L'Associazione, che in gran parte li rappresenta, non ha la possibilità di avere un collaboratore fisso per seguirli in queste necessità.
Mi pare che l'Associazione abbia già fatto un elenco ben preciso di richieste alla Giunta, all'Assessore, riguardo a questi problemi; volevo sapere dall'Assessore competente se ha già assunto iniziative, o se intende assumerne, per venire incontro a questi problemi.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Marcoz, ne ha facoltà.
MARCOZ - (U.V.): Conosco molto bene questi problemi, in primo luogo perché ho già avuto diversi incontri con i responsabili dell'Ente nazionale sordomuti locale, ed in più ho amici di infanzia che hanno questo gravissimo handicap, quindi li stiamo seguendo molto da vicino.
Mi è difficile, anche in veste di Assessore, scindere e fare una diversa valutazione fra tutti i vari casi che si prospettano in questo momento, cioè se privilegiare i sordomuti, oppure i ciechi, oppure i paraplegici, oppure gli handicappati psichici.
Credo che questo sia un discorso da farsi considerando globalmente il difficile problema delle categorie che hanno delle menomazioni; in più, in base anche alla legge nazionale n. 616, queste categorie che prima avevano una veste giuridica adesso non l'hanno più, perché è stata loro tolta, tanto che attualmente non hanno neanche una veste privata ed anche il loro statuto è stato modificato.
Compete alla Regione, all'U.S.L. di venire incontro alle loro esigenze; la prima cosa che abbiamo fatto, come Giunta, è venire loro incontro dal lato finanziario, in modo da poter soddisfare le esigenze minime di queste varie categorie.
Come Assessorato, dopo aver esaminato altre leggi, ad esempio quella del Trentino e della Lombardia, le leggi della Sardegna e della Sicilia (che ormai erano superate perché nel contempo sono state apportate diverse modifiche anche per l'applicazione del piano sanitario) abbiamo quasi ultimato la predisposizione di un disegno di legge che porterò probabilmente in Giunta verso la metà di questo mese, in modo che sia vagliato, quindi passerà all'esame della Commissione consiliare competente.
Si tratta di una legge globale che prevede l'intervento completo (quindi non settoriale) per tutte le categorie, e penso che a fine mese si discuterà in Consiglio di questo disegno di legge che viene in aiuto alle varie categorie di handicappati.
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Pascale, ne ha facoltà.
PASCALE - (P.S.I.): Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore, visto che ci sarà quanto prima un disegno di legge in materia.
