Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 298 del 9 maggio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 298/VII - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE IN VIA D'URGENZA.

Oggetto n. 887 in data 11 febbraio 1983: Opere idrauliche nel fiume Dora Baltea alla confluenza del torrente Lys - Approvazione del progetto - Approvazione ed impegno di spesa.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino.

TONINO - (P.C.I.): Immagino che si tratti della nuova confluenza del torrente Lys nella Dora Baltea. ...Interruzione... No?

Ecco, questo era il primo chiarimento che volevo; riguardava anche il problema della frazione di Pramotton che è danneggiata dal rigonfiamento quando ci sono le alluvioni.

Rispetto alla delibera di oggi, volevo avere qualche chiarimento in più, invece, in merito a quello che qui viene definito un accordo sul metodo della concessione, previsto da questo Regio Decreto del 1904.

ANDRIONE - (U.V.): La spesa di 330 milioni è la nostra quota per l'esecuzione delle opere idrauliche alla confluenza del torrente Lys nella Dora Baltea su un totale complessivo di un miliardo e cento milioni, i restanti 770 milioni sono a carico del Magistrato del Po, noi stazione appaltante.

TONINO - (P.C.I.): Ecco, allora volevo chiedere chiarimenti in merito a questo problema della concessione: come funziona? L'altra domanda che vorrei rivolgere all'Assessore ai Lavori Pubblici riguarda il fatto che in quella zona è prevista una concessione per lo scavo di materiali inerti; che rapporto esiste tra questa concessione di recupero di materiale esistente e il costo di 1 miliardo e 100 milioni di quest'opera? Vorrei capire in che rapporto stanno i due problemi.

Probabilmente realizzare l'opera comporta il movimento di materiale; vorrei sapere come è possibile che poi questo recupero del materiale inerte sia affidato ad altra ditta e se i ricavi di questa concessione sono stati considerati nel costo di 1 miliardo e 100 milioni.

Siccome noi, con questa ratifica, approviamo anche il progetto, che non ho avuto modo divedere, chiedo all'Assessore Borbey se ci può illustrare sinteticamente di che progetto distratta e qual è la soluzione adottata.

PRESIDENTE: Altri chiedono la parola? Consigliere Carlassare, prego.

CARLASSARE - (D.P.N.S.): Ma, francamente io, come per tante altre cose, di questa delibera ci ho capito abbastanza poco.

Capisco però che si fa riferimento ad un progetto affidato all'Ing. Vallacqua; capisco che si tratta di un argine che in qualche modo ha a che fare con quello che è stato demolito dalla piena del Lys, del 27.9.1981.

Ora, io vorrei ricordare come, in quell'occasione, noi ci siamo sì trovati di fronte ad una piena devastante per la portata dell'acqua, ma che ha avuto la possibilità di fare enormi danni anche perché l'operato complessivo, senza andare a cercare precise responsabilità, dell'Amministrazione regionale, è stato perlomeno poco previdente. Ci eravamo trovati di fronte ad un argine costruito a metà, mancavano i fondi, per cui si è resa possibile l'infiltrazione di acqua dietro l'argine stesso che è stato così demolito. Perciò si è dovuto intervenire per ricostruire questa parte d'argine portata via dall'acqua e per costruirne un altro tratto, con deliberazioni d'urgenza e via discorrendo.

Mi preme sottolineare due aspetti. Primo: che adesso ci troviamo di fronte, se non ho capito male - poi l'Assessore mi deluciderà meglio - ad un progetto che dovrebbe garantire un intervento complessivo per quanto riguarda l'ultimo tratto del corso del Lys, e l'immissione dello stesso nella Dora. Ritengo che questo progetto, in ogni caso, si sarebbe dovuto predisporre prima di fare degli interventi parziali, anche se immediatamente a monte, proprio per evitare situazioni come quella che si è verificata con la piena e per evitare che ci siano progetti fatti a metà, progetti fatti dal Comune, progetti fatti dalla Regione e appalti gestiti dalla regione, approvazione del Magistrato del Po, ecc. Quindi, si tratta di avere uno studio complessivo, per cui se si fanno anche degli interventi questi poi rientreranno in una unica progettazione, con tutti gli studi necessari.

L'altra cosa che vorrei sottolineare, e che avevo già fatto notare a suo tempo, è che dovrebbe essere evitata quella famosa formuletta "per quanto possibile" adottata per l'argine portato via dalla piena: negli appalti regionali la voce era "massi squadrati"; nella gara d'appalto specifica era poi diventata "massi squadrati per quanto possibile".

"Massi squadrati per quanto possibile" ha significato in pratica che l'acqua infilandosi dietro il muro, ha trovato una aderenza tra i vari massi inferiori a quanto previsto dal progetto, per cui se li è portati via.

Questo perché? Perché indubbiamente la possibilità di raccogliere massi che sono a portata di mano nel greto del torrente abbatte i costi, però si corrono questi grossi rischi perché le massicciate, gli argini a secco con massi squadrati sono forse la forma più antica di costruzione è quella che regge di più, purché, appunto, si disponga di massi squadrati, invece che di pietroni tondeggianti. Ritengo che questo nel progetto debba essere precisato con molta attenzione e che, quando si eseguono delle opere, rispondano ai canoni della buona tecnica, onde evitare inconvenienti spiacevoli che possono intervenire, magari in seguito a fatti eccezionali, come le alluvioni.

PRESIDENTE: Altri che vogliono prendere la parola? La parola all'Assessore ai lavori pubblici Borbey.

BORBEY - (D.C.): Il lavoro riguarda l'ultimo tratto sotto l'attraversamento della ferrovia e dell'autostrada e la confluenza del Lys nella Dora Baltea. Per il progetto era stato dato incarico all'Ing. Vallacqua. Questo progetto ha avuto un iter lunghissimo perché non ci si poteva fidare soltanto di una progettazione sulla carta; è stato quindi dato incarico all'ENEL, con una convenzione, di costruire un modello idraulico, che è stato predisposto a Milano ed è stato provato diverse volte.

Quindi, siamo arrivati, a detta dei progettisti e dei tecnici, ad un alto grado di sicurezza per l'abitato di Pramotton, perché si costruiscono queste opere non perché siano crollati argini esistenti ma perché, con la piena del-1'81, in quel tratto si è ammassato un enorme quantitativo di materiale che ha fatto traboccare l'acqua del Lys e quella della Dora Baltea e ha inondato tutta la zona di Pramotton e zone circostanti.

Quindi la progettazione è stato eseguita dai migliori tecnici disponibili in questo campo: nella zona di Niguarda, a Milano è ubicata la centrale degli Studi dell'ENEL.

Per quanto riguarda l'appalto, abbiamo stralciato, dietro consiglio del progettista, il quantitativo di materiale inerte. Debbo dire di più: l'impresa che vincerà questo appalto (se non andrà deserto) dovrà asportare tutto il materiale gratuitamente. Mi spiego: non è conteggiato lo sgombro di tutto il materiale e l'impresa, se farà un ribasso, lo farà sulle opere murarie e non sullo scavo, perché non è previsto nessuno scavo, salvo quello di fondazione dell'arginatura.

Esisteva una grossa preoccupazione da parte del magistrato per il Po, da parte nostra, da parte dei progettisti e dell'Ing. Majone del Genio Civile, per cui abbiamo fatto in incontro a Parma, presente anche il Presidente della Giunta, in seguito al quale si è fatto un tentativo di dare la trattativa privata all'impresa che ha appaltato per conto dell'ENEL i lavori appena sottostanti: infatti i due lavori si intersecano, per cui se non c'è un accordo fra le due imprese che operano, potrebbe l'impresa a monte portare grave danno all'impresa operante a valle.

Per questa ragione abbiamo fatto un tentativo di trattativa privata, ma l'impresa che aveva preso l'appalto per conto dell'ENEL non ha accettato i prezzi, non li ha ritenuti remunerativi e, quindi, abbiamo proceduto all'appalto. Per legge, la Regione, quando eroga un contributo può chiedere al Magistrato per il Po, di avere la concessione; questo documento di concessione è stato consegnato ultimamente al Presidente della Giunta, quindi ora procederemo nell'appalto.

L'elenco delle ditte verrà sottoposto anche al Magistrato per il Po. La gara è fatta di comune accordo fra l'Assessorato Lavori Pubblici e l'Ufficio del Genio Civile, che opera per conto del Magistrato.

Ripeto, per quanto richiesto dal Consigliere Carlassare, che la dicitura del capitolato speciale delle opere pubbliche per l'arginatura è: "con massi spaccati", cioè occorre spaccarli il più possibile. Non viene accettato quello che era stato scritto da parte dell'Ingegnere Luboz, progettista, cioè "massi squadrati", perché di massi squadrati non se ne trovano neanche più in commercio, e inoltre, l'arginatura invece di 28.000 al mq verrebbe a costare 100/150.000 al mq.

La dizione "possibilmente squadrati e spaccati" è un'altra voce di capitolato.

Il fatto che un tratto di arginatura sia stata portata via dall'acqua non è per niente derivato dalla cattiva esecuzione dell'opera ma era derivato (e qui do ragione a Carlassare) da un'errata impostazione programmatica. Non dovevamo -iniziare i lavori. Abbiamo iniziato un lotto senza avere a monte altri fondi per completarlo, quindi era rimasto un tratto di muro incompleto e l'acqua vi è penetrata scalzandolo.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Tonino.

TONINO - (P.C.I.): Noi votiamo a favore del provvedimento, e, se possibile, sollecitiamo la Giunta ad accelerare i tempi. Una delle cose giuste dette nella delibera di Giunta e, probabilmente ripresa dal progetto, è che quei detriti che si sono depositati sotto i ponti della ferrovia e dell'autostrada, sono effettivamente pericolosi. A seguito di un'altra piena del torrente Lys potrebbero verificarsi nuovi gravi danni.

C'è il rischio che l'appalto vada deserto e questo è un problema importante, secondo la mia opinione. Certo è che il fatto di non conteggiare quel materiale che deve essere scavato in quella zona, può essere, da questo punto di vista un handicap. Non ho capito perché non era possibile interruzione ... Come? Ah, ho capito!

Comunque credo che sia importante fare in modo, se possibile, che questa opera sia appaltata. Rispetto all'ultima affermazione dell'Assessore Borbey, riguardo a quel tratto di arginatura d cui parlava prima il Consigliere Carlassare, io riconosco l'onestà con cu l'Assessore Borbey ammette "abbiamo sbagliato la programmazione degli interventi". Il dato di fatto è che in que caso c'è stato un errore, non so se imputabile alla Giunta Regionale o ai tecnici: sta di fatto che, in quella programmazione di interventi, lo sbagli c'è stato e l'abbiamo pagato caro.

PRESIDENTE: Per dichiarazione di voto chiede la parola il Consigliere Carlassare; ne ha facoltà.

CARLASSARE - (D.P.N.S.): Indubbiamente anch'io sono favorevole a questa de libera. Mi pare che, al di là dei tempi molto lunghi richiesti da interventi d questo genere, si debba progettare sulla base di ricerche molto approfondite che gli esperimenti fatti dall'ENEL nel.la Centrale di Niguarda siano effettivamente un buon metodo per riuscire a realizzare delle opere realmente utili E' inutile e dannoso, invece, operar con degli spezzoni di opere fatte a casaccio, sulla base di una progettazione magari valida per quel preciso tratto d argine, ma che non tiene conto di tutte le varianti che possono derivare da. corso nella sua completezza.

Per correggere delle storture a monte, si determinano situazioni di pericolo a valle, o addirittura maggiori costi derivati dall'intervento che è stato fatto.

Suggerirei, perciò, una particolare attenzione nell'appaltare le opere per quanto riguarda la situazione complessiva di tutti i corsi dei torrenti, onde evitare questi inconvenienti.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la ratifica della deliberazione 887:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

OGGETTO N. 1561 IN DATA 11 MARZO 1983: Liquidazione di spesa alla SITAV S.p.A., di St. Vincent, per la realizzazione di lavori di sistemazione e manutenzione di immobili di proprietà regionale - Approvazione e finanziamento di spesa.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Questa delibera pone una serie di problemi, tutti abbastanza rilevanti. Il primo è quello dell'annullamento di delibere regionali da parte della Commissione di Coordinamento.

Il Presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni, riferisce, oltre che di leggi, anche di delibere non vistate da parte della Commissione di Coordinamento. Io ero convinto (ma non è mai tardi per imparare) che quando esistevano delle delibere annullate da parte della Commissione di Coordinamento, il Consiglio ne venisse sempre informato.

Vengono invece riferiti al Consiglio soltanto gli annullamenti relativi a delibere approvate dal Consiglio e quindi sottoposte, in genere, alla ratifica del Consiglio per urgenza. Quando si tratta di delibere di cui ha competenza esclusivamente la Giunta, il Consiglio non è informato dell'iter delle delibere stesse.

Approfitto dell'occasione per chiedere al Presidente della Giunta se sono numerose le delibere non vistate o se si tratta di un numero limitato, se non sia possibile prevedere, per la prossima legislatura, anche una informazione in tal senso al Consiglio, che ha il compito di controllare, credo, complessivamente l'attività della Giunta, in merito a questi atti che finora sono a livello interno, tra Commissione di Coordinamento e Esecutivo.

La seconda questione è relativa al merito delle delibere. La Commissione di Coordinamento ha annullato le due delibere precedenti concernenti la "liquidazione di spesa alla SITAV per lavori di sistemazione e manutenzione di immobili di proprietà regionale" ritenendo che per i costi sostenuti avrebbe dovuto esserci una ripartizione delle spese tra SITAV e regione. La Giunta sostiene nella delibera che si tratta di spese che competono all'Amministrazione Regionale perché riguardano la manutenzione e la sistemazione degli immobili. L'elenco delle opere, però è così lungo che lascia delle perplessità. Alcune cose, indubbiamente, almeno facendo un'analogia con i condomini, appaiono come a carico del proprietario, altre è discutibile che non debbano essere anche a carico del concessionario.

Per esempio, l'impianto della cucina del salone delle feste: se un inquilino vuole mettersi a posto la cucina, non credo che la spesa sia a carico del proprietario, per quello che riguarda perlomeno i condomini o le abitazioni private! Così dicasi per il rifacimento degli uffici, della sala da giochi. Quindi, vorrei avere dal Presidente della Giunta maggiori chiarimenti in merito.

La terza questione è più complessa, e prendo lo spunto da questa delibera perché il Presidente non ne ha fatto cenno nelle sue comunicazioni. E' una questione rilevante, è una questione che ha impegnato le Commissioni I e III e non se ne è più avuto notizia. In Commissione il nostro gruppo aveva richiesto più volte che si seguisse una certa procedura, ma non ci sembra che sia stato seguito quel metodo da noi proposto. Mi riferisco alla questione della revisione della ripartizione degli introiti tra Regione, SITAV e SAISET. La convenzione stipulata il 4 agosto '81 prevedeva al 2° comma del punto 8), che l'amministrazione regionale potesse rivedere le percentuali, trascorso il primo anno solare, entro il semestre successivo. Il semestre finisce a fine giugno di quest'anno. Il Consiglio Regionale nel febbraio di quest'anno aveva votato una mozione con cui impegnava la Giunta a predisporre una proposta di revisione, nel senso più favorevole alla Regione.

La Giunta, con lettera del suo Presidente in data 15 marzo '83, incaricava le Commissioni Consiliari I e III di predisporre concrete proposte di riparto dei proventi derivanti dai giochi americani. Le Commissioni avevano sollecitato incontri con gli Amministratori della SITAV e della SAISET ottenendo l'impegno per una proroga della scadenza del termine entro cui è possibile rivedere la concessione, portandolo a giugno 1984. Le Commissioni ritenevano che la cosa dovesse essere fatta attraverso una modifica della convenzione in sede di Consiglio regionale e in questo senso, inviavano una lettera al Presidente della Giunta, invitandolo a predisporre gli atti perché il Consiglio modificasse il termine e lo prorogasse fino al 30 giugno 1984.

Il Presidente della Giunta, in un incontro avuto con le Commissioni, era invece dell'avviso che bastasse una sua semplice lettera con cui prendeva atto dei pareri delle deliberazioni dei Consigli d'Amministrazione della SAISET e della SITAV per spostare automaticamente la data entro cui è possibile rivedere la convenzione.

Noi abbiamo molti dubbi su questa interpretazione, e per questo abbiamo consultato un legale che si occupa di questioni amministrative, il quale ritiene che, essendo stata la convenzione e quindi la scadenza del termine entro cui rivedere la stessa, deliberata dal Consiglio, soltanto il Consiglio può avere questo mandato; per altri adempimenti, ma previsti dalla Commissione stessa e da questa demandati al Presidente della Giunta, è il Presidente della Giunta la persona che può eseguire e dare pratica attuazione.

Per lo spostamento di una data prevista in convenzione ci sembra, invece, che debba agire il Consiglio.

Quindi, noi siamo dell'idea che in questo consiglio debba essere portato, come oggetto straordinario iscritto con procedura d'urgenza all'ordine del giorno, il testo che la Commissione Affari Generali e la Commissione Sviluppo Economico avevano predisposto e inviato al Presidente del Consiglio.

Vorremmo sapere l'opinione del Presidente della Giunta in proposito. Sappiamo che è una questione delicata, ma noi riteniamo che sarebbe tutelato l'interesse dell'Amministrazione procedendo in questo modo e, comunque, come Gruppo insistiamo per questa procedura perché ci sembra quella, dal punto di vista formale, più corretta e quindi da non mettere più in discussione in futuro. Quindi, le domande al Presidente della Giunta sono tre: la prima relativa alla procedura seguita dalla Commissione di Coordinamento nell'annullare le delibere di Giunta; la seconda riguarda il merito della deliberazione in oggetto; la terza concerne questa più complessa vicenda della revisione degli introiti derivanti dai giochi americani.

PRESIDENTE: Ci sono altri che chiedono la parola? Prego, Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE (D.P.N.S.): Mi ricordo che nel corso di una visita che avevamo effettuato al costruendo nuovo Casinò, il Prof. Masi aveva tenuto a sottolineare l'estrema capacità ed efficienza dell'Ufficio tecnico e dei progettisti che avevano lavorato su questa opera colossale ed estremamente funzionale. Faccio riferimento a questo aspetto, perché mi sembra quanto meno strano che dei tecnici così capaci di progettare e di costruire rapidamente e bene una struttura di quel genere, si siano lasciati sfuggire opere e aggiornamenti di questa portata, circa 3 miliardi, quando anche tecnici meno capaci possono tranquillamente prevedere che, ampliando enormemente la superficie di un salone delle feste, la relativa cucina, sia insufficiente, trattandosi oltretutto di una struttura vecchiotta. Che l'impianto di riscaldamento non sia più sufficiente, con gli inneschi che ci sono tra il vecchio fabbricato ed il nuovo, mi pare anche abbastanza ovvio, e così anche il rifacimento del locale Music Hall. Queste sono cose che si fanno all'atto di una progettazione che prevede una ristrutturazione complessiva di tutto l'edificio.

Quindi, il dubbio che mi sorge, come avevo già fatto presente la prima volta che abbiamo discusso questa delibera, è che ci troviamo di fronte ad una operazione studiata a tavolino per cui si è ben pensato che gran parte del rifacimento dovesse essere pagato, insieme all'allargamento del Casinò, dalla SITAV, però addebitando alcuni miliardi alla Regione. Si è ben pensato, quindi, di trovare questo espediente per cui si è detto: "In corso di esecuzione dell'opera si è constatato che queste strutture vanno rifatte", scaricando questi 3 miliardi alla Regione.

Non è credibile che un ufficio tecnico così capace non abbia provveduto per tempo, diciamo in atto di progetto complessivo per questi lavori erano da fare.

Mi associo anch'io alle richieste fatte dal compagno Mafrica per quanto riguarda la situazione convenzione SAISET. Anch'io sono convinto che senza una delibera del Consiglio, noi corriamo effettivamente il grosso rischio di vedere questa modifica considerata come non valida, per cui ci ritroveremo in braghe di tela nel senso che, se verrà impugnata da qualsiasi parte, noi ci ritroveremo nell'impossibilità di modificare queste percentuali, in quanto il tempo ultimo previsto dalla convenzione è il 30 giugno e, se non si opera molto attentamente sul piano anche giuridico, si corre il rischio di fare gli interessi di quelle persone che vogliono mantenere queste percentuali e non discuterle più.

PRESIDENTE: Altri chiedono la parola? La parola al Presidente della Giunta.

ANDRIONE - (U.V.): Per quanto riguarda le delibere non vistate e per le delibere di Giunta, osservo che essendo la Giunta, in quanto tale, un organo con rilevanza esterna, gli atti della Giunta sono pubblici, sia che la delibera sia vistata sia che non venga vistata. Evidentemente, io sono disponibilissimo a riferire la risposta della Commissione di Coordinamento. Molto sovente, si tratta di questioni di personale, di non comprensione o di errata interpretazione da parte della Commissione di Coordinamento di certe nostre questioni. Altre volte, quando si tratta, per esempio, di questioni concernenti concorsi in lingua francese o cose di questo genere, si tratta poi da parte nostra di impugnative regolari che abbiamo sempre fatto, come per il ripetitore di La Thuile; direi però che, in linea di massima, i rapporti tra Commissione di Coordinamento e la Giunta regionale sono buoni, i conflitti sono minimi e, comunque, in caso il Consigliere Mafrica, verrà da me e gli potrò far vedere i casi più clamorosi.

Per quanto riguarda la ripartizione delle spese con la SITAV, noi abbiamo pagato 6 miliardi e mezzo. La maggior parte di queste spese è dovuta alla sorpresa di trovare l'edificio costruito nel 1956 in uno stato meno buono di quanto ci aspettassimo e di quanto non fosse stato dato per acquisito anche dai progettisti. Gli impianti di riscaldamento hanno dovuto essere rifatti, perché erano completamente marci; abbiamo dovuto, per esempio, rifare i serramenti, e anche questo lavoro non era stato previsto in un primo tempo. Abbiamo dovuto costruire una Pensilina per ragioni di pubblica sicurezza, che non era stata prevista. I lavori sono stati debitamente autorizzati e vi sono stati a nostro avviso, e d'altra parte sono visibili, dei miglioramenti.

Anche la copertura del torrente Zerbion, che adesso serve come parcheggio, è stata una scelta che abbiamo fatto in quanto ci sembrava opportuno e utile. Questi lavori sono stati fatti da quelle imprese, che sono numerose e che in quel momento ci consentivano, evidentemente, di spuntare dei prezzi migliori.

L'impianto cucina del salone delle feste: noi non volevamo dipendere, come siamo dipesi da molto tempo, dalle cucine del Billia. Vi sono stati inoltre, in certi casi, dal momento in cui erano stati presi gli accordi a quello di installazione di alcuni impianti, degli aumenti di prezzo veramente molto notevoli. Vi è facoltà per ogni Consigliere di controllare la corrispondenza delle spese; credo che per la loro opportunità basti andare a verificare: i lavori sono lì!

La delibera invece non è stata vistata, e qui, siamo in feroce conflitto, con la Commissione di Coordinamento per una questione di principio: noi affermiamo che queste sono opere fuori convenzione, in quanto la convenzione riguarda quelle opere, quel progetto, quel tipo di impostazione. La Commissione di Coordinamento, (ultimamente ci ha chiesto altre spiegazioni che daremo, e speriamo di chiudere questa vicenda) sostiene invece che sono delle opere di convenzione. Il problema è questo. Abbiamo pregato alcuni tecnici di fornire alla Commissione tutte le delucidazioni necessarie e stiamo verificando tutte le differenti questioni.

Per quanto riguarda l'ultima argomentazione sollevata dal Consigliere Mafrica, mi permetto di ripetere che gli organi della Regione sono tre: il Consiglio, la Giunta e il suo Presidente. Una comunicazione fatta al Presidente della Giunta è vincolante. Non c'è diritto civile che possa cambiare una questione di questo genere, per il semplice fatto che il Presidente della Giunta è organo di rilevanza esterna, secondo il dettato dello Statuto Speciale, legge costituzionale 26.2.1948, n. 4.

Quindi, non vedo, e lo ripeto, nessuna necessità di modificare unilateralmente una convenzione, solo perchè la comunicazione non è stata fatta al Consiglio. Sostengo che il fatto che la comunicazione sia stata fatta a me è più che sufficiente e garantisce assolutamente la Regione. E' una responsabilità che prendo e credo che la maggioranza e anche gli avvocati in questione, sono io a parlare, possono benissimo concordare. Anche noi abbiamo degli esperti di Diritto Amministrativo, oppure di Diritto Costituzionale!

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Noi voteremo contro la deliberazione in oggetto perché riteniamo che, nonostante le spiegazioni fornite, i dubbi della Commissione di Coordinamento siano ancora oggetto di perplessità; insomma non riteniamo che sia stato tutto chiarito.

Per quello che riguarda invece la SAISET, siamo d'accordo che il Presidente della Giunta è un organo di rilevanza esterna che può, quindi, inviare comunicazioni e riceverne in merito all'applicazione di un contratto ma, quando le sue decisioni vanno a modificare in qualche modo quanto previsto da una convenzione votata dal Consiglio, secondo il nostro giudizio, si travalica il potere delegato da quel documento al Presidente della Giunta.

Se il Presidente della Giunta con sua decisione stabilisce, per esempio, di aumentare o diminuire le percentuali, senza passare in Consiglio, soltanto perché gli sono state delegate determinate funzioni, secondo noi commetterebbe un abuso di potere rispetto a quelli che sono i poteri del Consiglio.

In questo caso, siccome è il Consiglio che ha stabilito la data di scadenza del termine entro cui rivedere la convenzione, noi riteniamo che debba essere competente il Consiglio in materia. Quindi, su questo esprimiamo il nostro completo dissenso e facciamo carico di ogni responsabilità al Presidente della Giunta, il quale l'ha pure adesso esplicitamente assunta. Noi siamo dell'idea che per evitare che in futuro qualcuno dica: "potevate deliberare in Consiglio, non avete deliberato, quindi noi non sappiamo niente", è necessario che si deliberi in Consiglio. Se la maggioranza non è di quest'opinione la responsabilità è della maggioranza e del Presidente della Giunta.

PRESIDENTE: La parola al Consigliere Carlassare.

CARLASSARE - (Dem.Prol.N.S.): Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, è buona norma considerare impianti aventi una trentina di anni di vita come impianti che vanno controllati molto attentamente prima di innescarli con impianti nuovi. Io penso che affermare queste cose non significa scoprire l'America, ma semplicemente operare come qualsiasi ufficio tecnico.

Io non penso che questi impianti non fossero sotto controllo e che si sia scoperto solo dopo che sono obsoleti e non in grado di reggere le nuove esigenze e i nuovi carichi derivanti dall'innesco...interruzione...Come? Lo so, lo so, però si può capire che un impianto di riscaldamento è obsoleto da diecimila cose, anche senza sfondare i muri, perché si premura che un impianto di riscaldamento di una trentina d'anni possa essere, con ogni probabilità, obsoleto e in molti casi da rifare, anche in un normale condominio, che non è soggetto alle sollecitazioni a cui sono soggette strutture come quelle del Casinò. Quindi io esprimo la mia perplessità per quanto riguarda il fatto che si sia scoperto dopo che questi impianti erano da rifare. Indubbiamente ci saranno anche opere, come la pensilina, che può essere sfuggita, opere di miglioria, come la copertura del torrente Zerbion, però per quanto riguarda una serie di altri lavori, non ritengo accettabile la giustificazione, per cui voto contro.

Per quanto riguarda il problema della SAISET, credo che sia un grosso rischio quello che si assume il Presidente della Giunta, perché in effetti noi ci troviamo di fronte ad una convenzione firmata sì, a suo tempo, dal Presidente della Giunta, ma mi pare su preciso incarico e mandato del Consiglio, che ha votato quella convenzione e non un'altra modificata, anche se di poco, in alcuni termini essenziali come la scadenza e la possibilità di revisione delle percentuali.

Quindi, ritengo che solo un voto, non verificato in questo caso, del Consiglio, dia l'autorità al Presidente della Giunta per poter operare questa modifica come organismo, di per sé, autonomo, però con il beneplacito del Consiglio, espresso con regolare votazione che modifica una precedente votazione di questo Consiglio stesso. Io non penso che il Presidente della Giunta, singolarmente, come figura giuridica autonoma, possa modificare una volontà espressa con votazione dal Consiglio.

PRESIDENTE: Nessun altro chiede la parola? Metto in approvazione, per alzata di mano, la ratifica della deliberazione n° 1561:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 27

Votanti 27

Favorevoli 20

Contrari 7

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, rinnovo l'invito già formulato anche per iscritto dal Presidente della la Commissione, affinché i Commissari siano presenti alle ore 15.30 per l'esame di quel provvedimento di legge urgente. I lavori riprenderanno alle ore 16.

La seduta è tolta.

La seduta termina alle ore 13.00