Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 295 del 9 maggio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 295/VII - SITUAZIONE DI CRISI DELLA MORGEX CARBO S.p.A. - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Bajocco e Carlassare.

INTERPELLANZA

Nell'incontro del 20 aprile la direzione della Morgex-Carbo S.p.A. ha preannunciato alle organizzazioni sindacali la possibilità di licenziare 18 lavoratori, in relazione alla crisi di mercato degli elettrodi.

Poichè la Morgex-Carbo è l'unica industria presente nella Valdigne ed ogni posto di lavoro perduto in quella zona sarebbe molto difficile da recuperare,

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

se la Giunta regionale abbia avuto incontri con la Morgex-Carbo, azienda presente da oltre 20 anni sul territorio regionale;

quali proposte abbia formulato l'esecutivo regionale per difendere i posti di lavoro alla Morgex-Carbo;

se le notizie in possesso della Giunta rispetto al collegamento tra Morgex-Carbo ed Elettrocarbonium (gruppo di cui l'azienda fa parte) non rendano opportuno un rapporto diretto tra la Regione e l'Elettrocarbonium, al fine di affrontare i problemi dell'azienda ad un livello più globale.

PRESIDENTE: Illustra l'interpellanza il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Fino a qualche tempo fa, si diceva che c'erano tre aziende in Valle non colpite dalla crisi: due alimentari, la Feletti e la S.I.B. e una, particolare, la Morgex-Carbo. Purtroppo, negli ultimi mesi anche la Morgex-Carbo ha cominciato a presentare gravi difficoltà e, proprio nell'ultimo periodo, la situazione è precipitata. Si fa sentire sulla Morgex-Carbo, ovviamente, la crisi della siderurgia; la Morgex-Carbo produce elettrodi per i forni per cui, con il ridimensionamento nazionale ed internazionale della siderurgia, ci sono delle cadute di ordini che interessano anche questa azienda.

Noi abbiamo presentato questa interpellanza perché siamo preoccupati per alcuni fattori particolari della situazione della Morgex-Carbo, che vanno oltre la crisi della siderurgia e oltre la situazione generale del settore. La Morgex-Carbo aveva, nel mese di ottobre, richiesto un periodo di cassa integrazione fino a maggio: 42 giornate lavorative. Adesso è arrivata a chiedere 18 licenziamenti, quindi con una percentuale elevata rispetto ai 125 addetti.

Quello che ci preoccupa è soprattutto il rapporto tra la Morgex-Carbo ed il gruppo Elettrocarbonium, di cui la Morgex-Carbo fa parte. In Italia esistono due grandi gruppi produttori di elettrodi: sono l'Elettrocarbonium, che ha una capacità produttiva di 40.000 tonnellate, e che attualmente ne produce 32.000 per la nota situazione di crisi e un gruppo italo-tedesco, la Union Car-bide americana, che ha una capacità produttiva di 32.000 tonnellate. Il gruppo Elettrocarbonium - mentre la Union Car-bide regge bene sul mercato - accusa difficoltà maggiori e si tratta di verificare quali delle difficoltà della Morgex Carbo sono autonome e quali, invece, sono collegate, o indotte, dalla crisi generale del gruppo.

La Morgex-Carbo fino al '79, anno in cui è confluita nell'Elettrocarbonium, aveva una situazione positiva, vale a dire, non aveva, per esempio, oneri finanziari. Il fatturato degli ultimi anni della Morgex-Carbo ha avuto uno sviluppo di questo tipo: era di 9 miliardi circa nel '79, è passato a 14 miliardi nell'80 è passato a 18 miliardi nell'81; poi c'è stata una fermata in queste crescite, per cui l'attuale fatturato è intorno ai 19 miliardi nell'82.

Particolarmente significativo, però, è il punto della situazione degli oneri finanziari, come dicevo; fino al '79 la Morgex-Carbo non aveva oneri finanziari, nell'80 gli oneri ammontavano a 200 milioni, nell'81 a 500, nell'82 a 1 miliardo. Si può verificare un dato che è interessante, rispetto al gruppo di cui la Morgex-Carbo fa parte. L'Elettrocarbonium ha 1900 dipendenti; aveva nell'81 un fatturato di 180 miliardi, aveva debiti per 93 miliardi e oneri finanziari per 16. Vale a dire l'Elettrocarbonium aveva oneri finanziari molto elevati rispetto al suo fatturato ed aveva una situazione debitoria di circa metà del fatturato, mentre la Morgex-Carbo, sempre nell'81, aveva oneri per 500 milioni su un fatturato di 18 miliardi.

Quello che cerco di mettere in evidenza è come ci sia una situazione che lascia intravedere possibili scambi non controllabili degli oneri e degli attivi tra la Morgex-Carbo e il gruppo di cui fa parte. Teniamo presente che la Morgex-carbo opera soltanto in tre delle fasi della lavorazione, menu-e la cottura del materiale viene fatta dall'Elettrocarbonium nei suoi stabilimenti di Narni e di Ascoli. Alla Morgex-carbo vengono fatte le tre fasi successive della cottura, della grafitazione, delle finiture. I prodotti vengono poi venduti dalla rete commerciale dell' Elettrocarbonium.

Ovviamente, una situazione di questo tipo, in cui la Morgex-Carbo preleva ulteriormente e poi lo fa vendere attraverso l'Elettrocarbonium, lascia molto perplessi sulle possibilità di un'effettiva gestione autonoma da parte dell'azienda valdostana.

Ovviamente l'Elettrocarbonium, che pratica alla Morgex-Carbo i prezzi di vendita della materia prima, è quella che fissa i prezzi di acquisto del prodotto finito.

Ci stupisce fino ad un certo punto, perciò, che si chieda, in un momento in cui l'Elettrocarbonium presenta difficoltà, per la Morgex-Carbo la stessa percentuale di possibili licenziamenti.

Noi, quindi, siamo di questa idea, e cioè che la Giunta dovrebbe prendere delle iniziative sia verso la Morge-Carbo sia verso l'Elettrocarbonium. Noi temiamo che, nella situazione di crisi del gruppo italo-tedesco, si possa far passare i costi a una filiale che è in Valle d'Aosta, una filiale che per vent'anni aveva avuto dei buoni risultati, che ancora adesso, se si va ad esaminare la situazione strutturale finanziaria, non sembrerebbe in condizioni cattive e che, invece, si trova a dover essere sottoposta a richieste continue di cassa integrazione e di crisi non completamente giustificate dalla situazione del mercato.

Noi crediamo che la Giunta regionale dovrebbe intervenire e, vorremmo sapere quali sono i propositi della Giunta stessa per questa situazione.

PRESIDENTE: Risponde l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Chabod; ne ha facoltà.

CHABOD - (D.C.): La Morgex-Carbo produce elettrodi al carbonio per l'industria siderurgica. A causa della crisi che coinvolge questo settore ormai da tempo, l'azienda di Morgex ha visto calare notevolmente le proprie commesse. Questa situazione comporta la necessità di ridurre l'occupazione, e l'azienda ha prospettato, dopo gli incontri sindacali tenutisi negli ultimi giorni, due soluzioni per raggiungere questo scopo: il licenziamento di 18 lavoratori, pari a circa il 16% della forza lavoro (i dipendenti sono circa 110) 0 la cassa integrazione guadagni a zero ore per 18 lavoratori per la durata di 24 mesi.

Le organizzazioni sindacali hanno respinto questa proposta in quanto il ricorso alla cassa integrazione guadagni, per 24 mesi a zero ore, equivarrebbe al licenziamento per 18 dipendenti interessati al provvedimento. Secondo le organizzazioni sindacali, esistono possibilità alternative, come la rotazione della cassa integrazione e l'utilizzo del part-time e i pre-pensionamenti. E' stato provocato, comunque un nuovo incontro tra le parti, per il giorno 15 maggio, a cui parteciperemo anche noi come Assessorato, allo scopo di trovare un accordo. La Giunta regionale segue attentamente la situazione e si propone di intervenire, nell'ambito delle proprie possibilità, con lo scopo di poter dare un contributo alla soluzione del problema.

PRESIDENTE: Il Consigliere Mafrica intende replicare? Ne ha facoltà.

MAFRICA - (P.C.I.): Io trovo molto insoddisfacente la risposta dell'Assessore. Non ha risposto alla domanda principale che avevo fatto, cioè sulle intenzioni della Giunta di prendere contatti con il gruppo di cui la Morgex-Carbo è parte, l'Elettrocarbonium. L'Assessore da una parte ha presentato quelle che sono le richieste dell'azienda, dall'altra ha illustrato quali sono le controproposte del sindacato, senza entrare nel merito dei problemi reali e della gravità della situazione esistente. Il fatto che si chiedano 300 licenziamenti all'Elettrocarbonium, pari al 16%, e che si chieda la medesima percentuale alla Morgex-Carbo, stabilisce una analogia piuttosto pericolosa tra il comportamento del grande gruppo e il comportamento dell'azienda.

Noi crediamo che la Giunta Regionale, dovrebbe, rispetto ad una situazione come questa, mirare un po' più in alto, cioè, non limitarsi a fare da spettatrice, in attesa che l'azienda e i sindacati in qualche modo trovino una soluzione per i 18 lavoratori di cui si richiede il licenziamento. Noi crediamo che la Regione Valle d'Aosta abbia la possibilità di intervenire prendendo collegamenti diretti con l'Elettrocarbonium e andando a verificare con lo stesso gruppo qual'è la situazione e avanzando anche delle proposte.

Teniamo presente che su un fatturato di 19 miliardi c'è una spesa di circa 3 miliardi all'anno per la sola energia elettrica. L'Elettrocarbonium, ed anche la Morgex-Carbo, fanno un uso molto grande di energia elettrica; potrebbero esserci delle proposte della Regione nei programmi di sviluppo della situazione energetica che coinvolgano anche la Morgex-Carbo e che, quindi, possano favorire il futuro e una diminuzione dei costi di produzione di questa azienda.

Un'altra possibilità è quella di avere, condizionando il tutto a piani di ristrutturazione, e al mantenimento dei livelli occupazionali, qualche intervento regionale per ciò che riguarda gli oneri finanziari. La situazione della Morgex-Carbo è molto meno pesante di quella dell'Elettrocarbonium, ma soprattutto deriva dagli oneri finanziari degli investimenti fatti nei quattro anni precedenti per 6 miliardi complessivi; su questo aspetto la Regione non è intervenuta in alcun modo. Questa azienda non ha mai avuto rapporti con la Regione.

Credo, forse, che sarebbe il caso di avere un contatto per esaminare la situazione e per vedere che cosa è possibile fare per garantire l'occupazione in quella che è l'unica industria presente in tutta l'Alta Valle. E' un problema di grande importanza e non si risolverà probabilmente in poco tempo; credo che la Giunta, nei mesi a venire, dovrebbe seguire questa situazione.