Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 90 del 14 febbraio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 90/VII - DISEGNO DI LEGGE CONCERNENTE: "CONTRIBUTI AI COMUNI NELLE SPESE DI ISTITUZIONE E DI GESTIONE DEI SERVIZI E DELLE FUNZIONI DI LORO COMPETENZA".

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): Alcuni anni or sono, di fronte alle gravi inadempienze derivanti da una serie di leggi in materia di finanza comunale - leggi che hanno bloccato il gettito a favore dei Comuni - la Regione aveva ritenuto suo stretto dovere di intervenire a favore di quelle spese di funzionamento generale non rinunciabili da parte dei Comuni, per cui già otto-nove anni fa era stato presentato un primo disegno di legge di finanziamento a favore dei Comuni. Con l'evoluzione dei tempi, quelle che prima dovevano essere delle spese rigidamente individuate sono state con legge regionale ampliate come competenze; è dello scorso anno la legge che prevede un trasferimento specifico per lavoro di pubblico interesse da un lato, ed un aumento della somma assegnata con la legge di cui si parlava prima, tenendo conto dei vari parametri, al fine di una ripartizione della somma globale messa a disposizione dei Comuni. La ripartizione deve essere la meno ingiusta possibile e deve cioè tenere conto del più grande numero di fattori, con una distribuzione lineare che evidentemente non può essere perfetta anche per la difficoltà e la varietà dei differenti aspetti comunali, però risponde all'obiettivo che la Giunta regionale si è posta, di responsabilizzare i Comuni per quanto riguarda la normale amministrazione ed i piccoli lavori, dando loro la corrispondente capacità di decidere finanziariamente.

E' chiaro che le cifre attuali ed anche quelle dell'altra legge di trasferimento di fondi ai Comuni per lavori pubblici non copriranno tutte le esigenze dei Comuni, le cui situazioni finanziarie sono estremamente differenti e non rispondono ad uno schema uguale anche perchè bloccato al '72 in forza di parametri validi allora e non più validi oggi. Per cui la Giunta regionale tiene fermo questo progetto di legge non perchè lo ritenga particolarmente valido, ma perchè ci sembra che essendo anche questo tipo di ripartizione stato distribuito ed approvato dall'Associazione dei Sindaci, molti Comuni contano già su queste somme nei propri bilanci e pertanto delle variazioni potrebbero dar luogo a pericolose ripercussioni a livello contabile.

La Giunta regionale nel proporre questo disegno di legge, dichiara di non essere d'accordo con un Ordine del giorno del Consiglio comunale di Aosta che vorrebbe che le frazioni di Aosta fossero considerate come Comuni autonomi; dichiara di non essere d'accordo in distribuzioni di favore perchè ne seguirebbe che il Comune di Verrès proporrebbe di considerare Comune una propria frazione e così di seguito. Non è difficile in Valle d'Aosta trovare dei motivi per separare e moltiplicare le entrate. Questo disegno di legge - che è solo una distribuzione di soldi - può essere modificato; le nostre prove matematiche hanno portato a questi risultati su 5 parametri differenti. Adesso, questo risultato approvato dal l'Associazione dei Sindaci, almeno per questo anno dovrebbe essere approvato. Se ci sono delle critiche che vengano fuori, ne discuteremo insieme.

PRESIDENTE: E' aperta la discussione generale. Faccio presente ai Consiglieri che fra i documenti allegati c'è la tabella relativa alla ripartizione dei 74 Comuni oltre al parere favorevole dell'Assessorato alle Finanze ed al parere espresso in data 28 gennaio dalla I Commissione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.) - Il testo di legge presentato dalla Giunta - già approvato negli anni precedenti - presenta una novità a cui non ha fatto cenno il Presidente della Giunta; si tratta di una modifica dell'art. 1 in cui si dice che i contributi nelle spese vengono in via prioritaria destinati alla gestione dei servizi ed alle funzioni di competenza dei Comuni. La dizione "in via prioritaria" allarga il campo, probabilmente le esigenze dei Comuni sono così ampie che una formulazione di questo tipo può andare bene, bisognerà poi vedere come effettivamente andranno le cose, come verranno impiegati questi fondi che sono per spese istituzionali e di gestione dei servizi. La legge è articolata su due quote, di cui una relativa alla manutenzione delle strade; a tale proposito vorremmo sapere se il computo chilometrico è sempre lo stesso o se è stato aggiornato. La seconda questione che vogliamo sollevare è quella a cui faceva cenno il Presidente della Giunta, quando si è riferito all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Aosta. Quest'ordine del giorno in realtà è costituito da due parti: una relativa alla legge 10 in cui si chiede che i fondi per le opere pubbliche tengano conto dell'esistenza delle frazioni, un'altra relativa alla legge n. 11 in cui si chiede di non considerare Aosta con 4 quote, ma di modificare in pratica le percentuali dando un peso più rilevante alla popolazione residente nei Comuni. La cosa credo abbia qualche fondamento se si pensa che la città di Aosta avrà in base all'allegato A, 736 milioni, cioè l'11,3% di questi 6,5 miliardi, avendo il 33% della popolazione. Anche per altri due Comuni che hanno un numero di abitanti assai elevato, Pont-Saint-Martin e Verrès, le quote attribuite con questa legge sono in percentuale ben distanti dalla popolazione servita, e siccome questa legge fa riferimento ai servizi ci sembra che si dovrebbe trovare una distribuzione fra i Comuni che tenga maggiormente conto delle esigenze di tutti i Comuni, compresi quelli con più abitanti. Crediamo che la cosa possa e debba essere fatta; la legge n. 10 prevede che nel 1983 si vada ad una revisione della stessa. E' previsto - lo avevamo proposto noi nel testo della legge n. 10 - che dopo due anni questa legge sia rivista, crediamo che in quell'occasione convenga fare una discussione approfondita, mettere insieme tutti i Comuni e cercare una formulazione nuova di questi parametri che soddisfi le esigenze dei Comuni più piccoli che hanno un'estensione territoriale molto più ampia in proporzione, ma che non penalizzi neanche i Comuni con un maggior numero di abitanti.

Queste sono le principali osservazioni, che facciamo su questo disegno di legge.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.

NEBBIA (P.S.I.): Già in occasione della discussione delle leggi 10 e 11 dello scorso anno, avevamo rilevato come i parametri allora individuati non fossero di nostra completa soddisfazione e auspicavamo una modifica di tali parametri a seguito dell'esperienza nel frattempo intervenuta. Il nuovo disegno di legge, che modifica la legge n. 11 del 1982, in parte raccoglie i suggerimenti che avevamo dato. Avevamo cioè rilevato fondamentalmente due aspetti; il primo come non si tenesse conto complessivamente dei servizi differenziati a seconda della categoria dei Comuni, dei servizi che i Comuni danno ai loro cittadini e non solo, ma anche a quelli del comprensorio; il secondo che i Comuni di tipo turistico hanno degli oneri supplementari per la gestione dei servizi, pur avendo anche dei vantaggi di ordine economico per la propria popolazione. In questo disegno di legge, dando un maggior peso al territorio, in parte si viene incontro alla seconda delle osservazioni, perché c'è una certa analogia fra dimensione territoriale e caratteristica turistica dei Comuni. Prendiamo i casi di Cogne o di Courmayeur o di Gressoney o di Valtournenche: sono tutti Comuni turistici ma nello stesso tempo hanno anche un grande territorio. Difatti la differenza in più che in base alla nuova ripartizione questi Comuni avrebbero è chiaramente marcata; ad esempio Cogne attuando la vecchia ripartizione dovrebbe avere 106 milioni, secondo la nuova ne ha 115; Courmayeur ne doveva avere 85, secondo la nuova 101; così per altri Comuni dello stesso tipo come Valtournenche o Gressoney, anche se la crescita è in misura minore. Mentre invece sull'altro aspetto - quello della gestione dei servizi - mi pare che non sia stato fatto un passo avanti. Cioè noi non colleghiamo direttamente il tipo di servizio prestato alla dimensione demografica del Comune, ma è evidente che in Valle d'Aosta ci sono Comuni di nodo, specialmente quelli al fondo delle valli, che hanno dei servizi che sono a carattere comprensoriale, per cui sopportano degli oneri supplementari. Caso tipico è quello di Aosta che ha già visto riconosciuto questo suo ruolo di centro di servizi per la Regione anche in anni passati, quando erano stati finanziati dei mutui a favore del Comune proprio con queste motivazioni. Però questo ruolo diverso che i Comuni svolgono nell'ambito della Regione, con oneri e spese effettive che devono sopportare, non è stato riconosciuto dal disegno di legge, anche se si deve dire che le differenze che potrebbero derivare non sarebbero di grande entità, perchè analizzando i finanziamenti previsti vediamo che in molti casi ci sono delle diminuzioni. Prendiamo ad esempio il caso di Allein che rimane praticamente al livello dello stanziamento della legge precedente seppure la nuova legge preveda un 14% in più: erano L. 60.168.000, stavolta sono L. 60.209.000. Ci sono altri Comuni che addirittura hanno un arretramento. Quindi in parte è vero che c'è stata una perequazione, però ci sembra che questa dovrebbe essere maggiormente verificata ed analizzata; accogliamo l'invito del Presidente della Giunta sul fatto che questo disegno di legge è urgente in quanto molti Comuni hanno già previsto uno stanziamento nel loro bilancio, però riteniamo - e lo abbiamo già detto lo scorso anno - che i due disegni di legge debbano essere rivisti ed i para metri migliorati per rispondere alle effettive esigenze dei Comuni, cioè non finanziare eccessivamente i Comuni che poi non hanno spese da sostenere ed invece far mancare un po' di ossigeno a quelli che si trovano già in difficoltà per sostenere i servizi che attualmente hanno istituito. Con questo invito a ripensare una nuova struttura di finanziamento ai Comuni, riteniamo che questa struttura debba trovare certa mente luogo nei prossimi disegni di legge e con queste critiche valutiamo il disegno di legge in esame.

PRESIDENTE: E' chiusa la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.): Prendo la parola per alcune brevi osservazioni. E' vero che abbiamo voluto che questa legge, a differenza dell'altra, andasse prioritariamente a favore delle spese di carattere generale: il che, quale che sia il tipo di parametro scelto, impedisce di andare al di sotto di un certo plafond, perchè l'applicata, il messo, costano una certa somma e il blocco della finanza locale fa in maniera che vi siano Comuni relativamente ricchi. Parentesi: è stato un grosso errore quello di fare dei mutui in favore del Comune di Aosta, perchè chi ha fatto mutui liberi si è trovato ampiamente ripagato; chi invece si è preoccupato di mantenersi con un bilancio in pareggio, è stato punito. Regola abbastanza nota che non vorremmo che dovesse verificarsi ancora una volta. Chiusa la parentesi.

Quindi c'è un minimo di vitalità per i Comuni, che non possono poi trovarsi in difficoltà per pagare l'applicata, il segretario - o la parte di segretario che li compete se è un Consorzio - il messo e cose di questo genere. Bisogna anche che il Comune sia in grado di rispondere responsabilmente ad un minimo di problemi relativi al suo territorio. Si nota che i Comuni relativamente più ricchi sono anche i più attivi, mentre prevale un certo sconforto ed un certo pessimismo nei Comuni troppo poveri che rinunciano ad affrontare certi problemi lasciando poi che ci pensi la Regione. E qui mi permetto di dire con un po' di polemica che siamo favorevoli e non trasferire i soldi ai Comuni che non spendono, che investono i soldi in buoni del Tesoro o che non realizzano, perchè la modificazione di questa legge n. 10 è stata fatta per permettere ai Comuni che hanno iniziative - questo prima che esistesse quella sui lavori pubblici - di spendere i soldi in qualsiasi maniera. Su questo punto siamo in polemica con l'Associazione dei Sindaci ed abbiamo preteso che il bilancio delle spese fosse presentato; se mi ricordo bene abbiamo avuto a proposito della legge sui lavori pubblici una lunga spiegazione ed abbiamo stabilito che se per caso un lavoro veniva rinviato senza colpa il finanziamento sarebbe stato mantenuto, ma se quei soldi non erano spesi per qualsiasi altra ragione, ritornavano nel calderone e sarebbero stati aumentati i fondi ai Comuni relativamente alla capacità di spesa. Questo mi sembra sia uno dei criteri fondamentali di correzione di una legge che è di per sè fatta per sopperire alle mancanze dello Stato in questo momento, altrimenti i nostri Comuni, come tutti gli altri, sarebbero in larghissimo deficit o non potrebbero funzionare. In questo momento è in corso una riunione dei Sindaci con un qualificato esponente dell'ANCI e della I Commissione Affari Generali della Camera; se la I Commissione vuole incominciare i lavori da domani, siamo disponibili, con questi criteri:

responsabilizzazione delle Amministrazioni comunali;

investimento globale di tutte le somme messe a disposizione questo per un'economia generale perchè sennò si possono fare dei ragionamenti differenti;

ricercare, nei limiti di quello che è possibile, il più esatto adeguamento fra somme messe a disposizione dalla Regione ed effettivi finanziamenti del Comune.

Qui il Consigliere Mafrica ha citato alcuni Comuni, io potrei citarne altri che si trovano alla periferia di Aosta e che in quanto tali hanno un territorio relativamente esiguo; pertanto, benchè siano in piena espansione ed abbiano dei grossi problemi, hanno un finanziamento che è inferiore. D'altra parte, nei Comuni a forte popolazione, la Regione per altro verso interviene: ad esempio, non c'è un Comune che abbia costruito una scuola media, che abbia fatto certe opere di interesse comunale senza che esse siano state messe a carico della Regione. Quindi teniamo conto anche degli altri fattori di compensazione, l'intervento diretto regionale può essere giusto in una realtà come quella della Valle d'Aosta e quindi questa legge, con i suoi limiti, con le modificazioni possibili, per adesso, per quanto ne possiamo sapere, è abbastanza adeguata alle esigenze della Regione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Bordon, ne ha facoltà.

BORDON (D.C.): Invece che per dichiarazione di voto volevo fare una brevissima aggiunta perchè il Presidente della Giunta non ci ha lasciato molto spazio, ha detto tutto lui, quindi questo mio intervento, è un di più. Vorrei solo giustificare una posizione: dal verbale che è stato redatto in seguito alla riunione della I Commissione, vedete che ci sono stati altri due colleghi che come me hanno approvato questo testo, altri Consiglieri hanno fatto giuste osservazioni, quindi non è che voglia dire, avevamo ragione noi, o hanno ragione loro, perchè tutte le idee sono opinabili, ognuno ha detto la sua. Perchè mi sono permesso di esprimere un parere favorevole? Come ho detto prima, il Presidente Andrione ha spaziato enormemente in tutti i settori, ha toccato un po' tutto, però la mia preoccupazione era questa: arrivati ad un certo momento, se facevamo ritardare questo provvedimento con ulteriori studi che possono anche essere necessari ed indispensabili - penso che non avremmo fatto l'interesse delle Amministrazioni comunali. Quindi, tanto per cominciare, sono anch'io d'accordo con determinati Consiglieri che hanno fatto presente come certi Comuni dovrebbero essere puniti in base a questo riparto, perchè hanno un grosso numero di abitanti, hanno una situazione particolarmente favorevole in campo turistico. Si capisce che nessuno di noi si è messo in testa che questa legge non sia suscettibile di perfezionamenti oppure che si riesca a trovare una ripartizione che accontenti tutti i Comuni, indubbiamente confortata da un parere di maggioranza dell'Associazione dei Comuni, tenuto conto che con questo riparto, anche se ci possono essere delle sperequazioni, si viene ad aiutare quei Comuni che molte volte non hanno nessuna iniziativa perchè manca loro l'ossigeno. Ad esempio, la città di Aosta ha sempre avuto una situazione particolare e difficile; non dimentichiamo infatti che conta 35 mila abitanti, circa un terzo di tutta la popolazione valdostana, e che quindi deve far fronte alle necessità di centro urbano con tutti i servizi che ne conseguono.

Sono convinto e sono contento di aver votato a favore di questa legge, con la quale indubbiamente facciamo l'interesse dei piccoli Comuni, aiutando quelli in situazioni più difficili.

Naturalmente l'aggiunta era questa: esaminiamo i casi particolari di Pont-Saint-Martin, Verrès, Aosta, per verificare se hanno bisogno di un aiuto a latere; però, se noi possiamo prosegui re il discorso del Presidente della Giunta, la Commissione Affari Generali inizi pure a lavorare, chieda ancora il parere dei Comuni per cercare di perfezionare l'attuale riparto, ma la legge deve andare avanti, perchè altrimenti ci sarebbe un ritardo che non dobbiamo consentire.

PRESIDENTE: Passiamo all'esame dell'articolato. Do lettura dell'art. 1:

(Finanziamento servizi e funzioni)

La Giunta regionale, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, eroga ai Comuni della Valle d'Aosta, per l'anno 1983, la somma indicata nell'allegato A alla presente legge, a titolo di contributi nelle spese, in via prioritaria, d'istituzione e di gestione dei servizi e delle funzioni di loro competenza.

PRESIDENTE: Sull'art. 1 ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Per dichiarazione di voto, perchè siamo d'accordo sulla necessità di approvare rapidamente questo disegno di legge; in questo senso crediamo sia positivo il fatto che si approvi una volta tanto questo disegno di legge all'inizio dell'anno. Siamo d'accordo soprattutto perchè ha lo scopo di affrontare una mancanza dello Stato nei confronti dei Comuni in un momento particolarmente difficile, che vede ulteriori tagli alla finanza locale e che vede soprattutto una sperequazione di trattamento nell'ambito dei Comuni; da qui la necessità impellente di una riforma della finanza locale di cui si parla, ma si parla soltanto, da troppi anni.

Rispetto al provvedimento di oggi, siamo dell'avviso che occorra ricercare un nuovo equilibrio, in quanto questo tipo di ripartizione non ci soddisfa. Così come per la legge n. 10 si era parlato di un biennio di sperimentazione per ricercare eventualmente nuovi parametri, anche in questo caso crediamo di poter dire che l'applicazione della legge n. 11 in questi anni ha portato alla necessità di rivedere i parametri; intanto siamo d'accordo sul la necessità di mantenere un plafond minimo, così come ha detto il Presidente della Giunta, però allo stesso tempo è necessario rivedere la situazione di alcuni Comuni che hanno problemi particolari per il fatto di avere subito una crescita demografica con un indice più alto rispetto ad altri, oppure perchè si tratta di Comuni - come ha ricordato il Consigliere Bordon - che svolgono dei servizi che interessano un hinterland più ampio. Questa legge dovrebbe preoccuparsi soprattutto dei servizi - se non abbiamo capito male - per cui il caso di alcuni Comuni come Aosta, Pont-Saint-Martin ed altri, secondo la nostra opinione deve essere rivisto in quella ottica. Pensiamo che questo tipo di lavoro debba essere svolto con l'accordo anche dei Comuni e non ci sembra che la Giunta si sia impegnata molto in questo senso: da parte nostra, accogliamo l'invito di far fare questo studio alla I Commissione, nel senso che ci sembra opportuno che, per il prossimo anno, la I Commissione affronti questa tematica e poi si confronti in Consiglio con la Giunta, e prima ancora con l'Associazione dei Sindaci.

Ho voluto dire queste cose perchè sia chiara la nostra posizione, votiamo a favore del provvedimento, in quanto indispensabile, nello stesso tempo manifestiamo questa insoddisfazione sul meccanismo di riparto.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Vice Presidente Faval, ne ha facoltà.

FAVAL (U.V.): Per dichiarazione di voto. Se è vero quanto dice il Consigliere Tonino, che cioè dal punto di vista del loro partito non sono soddisfatti circa i criteri di ripartizione dei fondi previsti dalla presente legge, mi pare non si possa non sottolineare come sarà molto difficile riuscire a trovare un parametro valido per tutti i 74 Comuni, che hanno realtà ben diverse gli uni dagli altri sul piano dei vari settori nei quali un Comune deve agire, che possa soddisfare tutti i gruppi politici presenti in quest'aula, ciascuno dei quali pone o cerca di porre all'attenzione degli altri elementi ai quali ritiene di essere più sensibile. Su questa legge però vanno dette alcune cose: la prima è che questa legge, assieme all'altra che è stata citata, costituisce una forma di intervento che consente in termini concreti il decentramento, e che lo realizza. Questo lo dico perchè troppo spesso leggiamo sui giornali o sentiamo parlare in TV della prepotenza dell'Union Valdôtaine. Ma questa è prepotenza? No, questo è il modo vero di fare politica. In termini concreti, ci siamo posti un tempo per una verifica e mi pare altrettanto concreto e pragmatico verificare qual è la capacità di spesa, perchè in fondo gli obiettivi sono quelli di riuscire ad ottenere, soprattutto in momenti come questi, in cui il tasso di inflazione supera il 20% annuo, da parte degli Enti locali l'intervento sul territorio anche attraverso i servizi, per quanto riguarda questa legge. Questo è il modo giusto per fare politica ed amministrazione.

Va sottolineato un altro aspetto che è stato appena accennato, e cioè quello della carenza assoluta da parte dello Stato nei confronti dei Comuni che si sono comportati correttamente. Nel 1976 facevo parte della Giunta comunale di Aosta, presieduta dall'allora Sindaco Bongiovanni, e sono stato fra coloro che hanno insistito perchè per la prima volta il Consiglio comunale di Aosta portasse il bilancio in deficit, facendo un semplice ragionamento. Fino ad allora il deficit del Comune di Aosta era sempre stato coperto dai fondi della Regione: questo significava sottrarre alla Regione tutte quelle somme che, presentando un bilancio deficitario avremmo ricevuto da parte dello Stato. Quindi è stata una valutazione politica di un certo tipo che mi rallegro di aver favorito in quell'epoca, perchè è inutile continuare a ripetere che le leggi del Parlamento italiano vanno bene da Aosta a Palermo, quando sappia mo bene che fra questi due centri esistono immense differenze che non è il caso di menzionare qui. Si deve fare una scelta, sappiamo tutti qual è la situazione dei Comuni dell'Italia meridionale. C'è una cosa che nessuno ha detto, e mi fa piacere, perchè è la constatazione di come in effetti si cerchi, da parte di questa maggioranza, di essere concreti. Nessuno si è permesso di dire che questo intervento era a carattere elettoralistico. Come ha detto il Consigliere Tonino, è all'inizio dell'anno che si debbono fare queste scelte per consentire a tutti di opera re correttamente; quello che si chiede in questa occasione così come in altre, è che ciascuno sia responsabile rispetto a quanto gli compete. Quindi voglia mo verificare la capacità dei Comuni di spendere, qualcuno diceva che non voleva usare il verbo premiare, ma credo che invece lo si debba fare.

Per quanto riguarda poi quei Comuni che in base alla loro situazione particolare sono costretti a fornire dei servizi al di là dello stretto confine comunale, starei molto attento nel ritenere che il Comune da solo possa correttamente valutare quali sono gli impegni che vanno al di fuori dei propri confini. Con ciò voglio dire che, in una realtà come la nostra, cioè una Regione con 74 Comuni ed un Consiglio regionale con potestà legislativa primaria, dobbiamo tener conto di questa realtà. Il decentramento passa anche attraverso la capacità che noi abbiamo, come Consiglio regionale, di legiferare rispetto a determinate materie; certamente un coordinamento a livello regionale è molto più efficace rispetto a certi problemi di quanto non possa esserlo una visione comunque campanilistica di un qualsiasi Comune, sia esso il Comune capoluogo di Regione o un Comune più piccolo. Quindi votiamo a favore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Carlassare, ne ha facoltà.

CARLASSARE (DEM.PROL.-N.S.) - Per dichiarazione di voto. Tutto il discorso sul decentramento ha avuto un grosso incremento, rispetto all'elargizione di fondi, con le leggi di iniziativa popolare. Come primo rilievo devo dire che c'è un elemento che va considerato quando si stabiliscono le cifre da decentrare ai Comuni ed è la legge di riparto fiscale. L'aver ottenuto dallo Stato, per il momento solo sulla carta, i 9/10 delle entrate fiscali che vengono rese alla Valle d'Aosta dovrebbe essere il criterio cui devono ancorarsi queste leggi. Sarebbe molto più corretto e sarebbe un effettivo decentramento se questa cifra fosse definitiva sulla base di una percentuale che si rifà al bilancio regionale, piuttosto che stabilire una cifra ad hoc.

Per un secondo rilievo ritengo di rifarmi a quanto già detto. Mi pare che questa ripartizione sia punitiva per quei Comuni che in effetti svolgono indipendentemente dalla loro volontà tutta una serie di servizi che vanno a beneficio degli altri Comuni anche più piccoli. Questo in particolare è riferito ad Aosta ed anche ad una serie di Comuni del fondo Valle. Ritengo che sia necessario trovare dei meccanismi per cui questa condizione particolare di questi Comuni venga considerata nel conteggio dei fondi che gli spettano.

Per queste motivazioni ritengo di astenermi dall'esprimere un giudizio su questa legge; va riconosciuto che i Comuni hanno bisogno di questi soldi subito, per cui non ritengo opportuno votare contro, perchè significherebbe non volerli dare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

NEBBIA (P.S.I.) - Pur con i limiti e le valutazioni fatte in precedenza, votiamo a favore di questo provvedimento, in particolar modo perchè è urgente e secondariamente perchè è una legge successiva e sostitutiva della N. 11, e non può quindi ancora tenere conto dei rendiconti presentati dai Comuni alla Regione, in quanto la n. 11 parlava di una scadenza al 31.3.1983. Per questi motivi e con la richiesta che questi rendiconti vengano consegnati e sottoposti all'esame delle forze politiche, le quali potranno successivamente tenerne conto per i provvedimenti successivi, votiamo a favore.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.) - Per una brevissima osservazione che però può avere la sua importanza, ed è un po' una polemica con il Consigliere Carlassare, che io reputo onesto quando fa certe affermazioni. Non siamo d'accordo, ma non parlo di ideologia, sulle questioni delle percentuali, ma quando passa un intero anno senza che il Governo onori le sue fatture e noi facciamo nei confronti dei Comuni il nostro dovere, con che tipo di rapporto lo facciamo? Noi lo scorso anno abbiamo pagato andando in rosso e pagando degli interessi passivi, adesso cosa facciamo? Li recuperiamo? Ad un certo momento bisogna tenere conto che il nostro rapporto con i Comuni non è un rapporto mediato, ma diretto. Ed è questo Consiglio regionale che decide quel rapporto. E non c'entra niente quello che poi, da un altro punto di vista, certe volte dobbiamo subire nei confronti del Governo, perchè la nostra - mi sia permesso un attimo di fare della ideologia - non è una delega, non siamo delegati dal Governo. L'anno scorso abbiamo pagato 35 miliardi.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 1:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti: 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:

(obbligo del rendiconto)

I Comuni della Regione dovranno, entro il 31 marzo 1984, presentare all'Amministrazione regionale - Ufficio Controllo Comuni - un rendiconto delle spese fronteggiate con le somme erogate.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 2:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 3:

(Norme finanziarie)

L'onere complessivo di L. 6.500.000 derivante dall'applicazione della presente legge graverà sul cap. 22700 della parte spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1983 "Contributi ai Comuni ed altri Enti locali nelle spese di gestione di servizi di loro competenza".

Alla copertura dell'onere di cui al comma precedente si provvede, per l'anno 1983, nel modo seguente:

- L. 6.200.000.000 mediante riduzione di pari importo del capitolo 50000 "Fondo globale per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti)" allegato n. 8 - Interventi a carattere generale - del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1983.

- L. 300.000.000 mediante riduzione di pari importo del capitolo 50000 "Fondo globale per l'adempimento di funzioni normali (spese correnti)" Allegato n. 8 - Spese di funziona mento istituzionale - Revisione biennale del contratto dipendenti regionali del bilancio di previsione del la Regione per l'anno 1983.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 3:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 4:

(Variazioni di bilancio)

Al bilancio di previsione della Regione per l'esercizio 1983 sono apportate le seguenti variazioni:

PARTE SPESA

a) variazioni in diminuzione

Capitolo 50000 - Fondo globale per il finanziamento di spese per l'adempimento di funzioni normali

lire 6.500.000.000

b) variazioni in aumento

Capitolo 22700 - Contributi ai Comuni ed altri Enti Locali nelle spese di gestione dei servizi di loro competenza.

lire 6.500.000.000

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 4:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Do lettura dell'articolo 5:

(Dichiarazione d'urgenza)

La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Val le d'Aosta.

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'articolo 5:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Metto in approvazione l'allegato A:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti 28

Votanti e favorevoli 27

Astenuti 1 (Carlassare)

Il Consiglio approva

PRESIDENTE: Il Consiglio è chiamato a votare per votazione segreta sul complesso della legge:

VOTATION A SCRUTIN SECRET

RESULTAT DU VOTE

Présents 29

Votants 28

Avis favorables 28

Abstentions1 (Carlassare)

Le Conseil approuve