Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 89 del 14 febbraio 1983 - Resoconto

OGGETTO N. 89/VII - PROBLEMI CONCERNENTI I CONTROLLI REGIONALI SUGLI INTROITI DERI VANTI DALLA GESTIONE DEI GIOCHI PRESSO LA CASA DA GIOCO DI SAINT-VINCENT. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Dò lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Mafrica, Carlassare e Tonino:

INTERPELLANZA

AVENDO, sia pure sotto forma di lettera anonima, ricevuto informazioni preoccupanti su alcuni aspetti della gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent, informazioni che sarebbero provenienti dall'ambiente dei controllori regionali;

i sottoscritti Consiglieri regionali

INTERPELLANO

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) le modalità con cui la Regione entra in possesso delle proprie spettanze nel gioco del punto-banco;

2) i meccanismi di conteggio dei biglietti cambiati ai tavoli da gioco e

RICHIEDONO

per la discussione dei punti sopraindicati la seduta segreta.

PRESIDENTE: Colleghi Consiglieri, prima di dare inizio alla trattazione dell'interpellanza, devo far presente che i presentatori hanno richiesto la discussione in seduta segreta.

Faccio presente al Consiglio che il Commissario regionale presso la SITAV, Manganone ha, con lettera indirizzata al Presidente del Consiglio e per conoscenza, al Presidente della Giunta regionale, fatto sapere che i controllori regionali in servizio presso la Casa da Gioco chiedono che il punto concernente l'interpellanza riguardante il Casinò, sia discusso in seduta pubblica. Motivano la loro richiesta dicendo che, essendo dipendenti regionali, si sentono indignati dal fatto che il Consiglio discuta a porte chiuse, senza che gli interessati possano conoscere tutti i termini della discussione, sulla base di una lettera anonima. Il documento che l'Assemblea dei controllori ha a suo tempo immediatamente trasmesso al Presidente della Giunta e la lettera di rettifica trasmessa al giornale la Gazzetta del Popolo ed alla RAI di Aosta testimoniano questo stato d'animo. Quindi il Commissario, a nome dei colleghi, esprime tali sentimenti e chiede che il Consiglio discuta l'interpellanza in seduta pubblica.

Ricordo ai Consiglieri che l'art. 42 del nostro regolamento dice chiaramente che le sedute del Consiglio sono pubbliche, ma che il Consiglio tuttavia ha facoltà di deliberare in seduta segreta; questa facoltà non è più tale ma diventa obbligo quando il Consiglio tratta di questioni concernenti persone. Pertanto mi rivolgo agli interpellanti per sapere se intendono coinvolgere nella discussione, persone o giudizi su persone se l'intenzione è tale la seduta segreta è automaticamente imposta.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): La richiesta di seduta segreta deriva non tanto dai fatti a cui si fa riferimento, ma proprio perchè in alcuni elementi che devono essere discussi si fa riferimento a persone e crediamo sia opportuno rispettare il regolamento.

PRESIDENTE: Allora non vi è altra soluzione, si tratta di applicare l'articolo 42 del Regolamento. Lo faremo presente all'ex-collega Manganone: il Consiglio si riunisce pertanto in seduta segreta.

Si dà atto che dalle ore 12,18 a11e ore 12,59 il Consiglio procede alla discussione segreta, su richiesta del Consigliere Mafrica, ai sensi del 3° comma dell'art. 42 del Regolamento in terno del Consiglio, trattandosi di questioni concernenti persone.

L'interpellanza è svolta.

La seduta termina alle ore 13.