Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 801 del 8 novembre 1989 - Resoconto

OGGETTO N. 801/IX - NOTIZIE STAMPA SUGLI AVVISI DI GARANZIA A MEDICI ED AMMINISTRATORI DELL'USL. (Interpellanza)

PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Aloisi ed iscritta al punto 10 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

APPRESO da organi di stampa dell'invio di trenta avvisi di garanzia (ex comunicazioni giudiziarie), a ventidue medici dell'Ospedale e a Roberto Vicquéry, Presidente dell'USL della Valle d'Aosta, in cui si prospetta un peculato per avere gli uni ricevuto e l'altro concesso emolumenti per l'attività svolta in regime di compartecipazioni-incentivazioni, e per aver prospettato, come svolto in plus orario anche l'attività svolta in orario d'obbligo;

RICORDATO CHE, l'MSI-DN aveva presentato una interpellanza parlamentare nella quale denunciava gli stessi abusi oggi oggetto d'inchiesta;

CONSIDERATO CHE, il problema della verifica di rispondenza al vero delle accuse è facilmente risolvibile con il controllo della corrispondenza fra le dichiarazioni rese dai sanitari e gli atti in possesso dell'Amministrazione, fra i quali sicuramente esistono anche quelli comprovanti le attività svolte a favore dei cittadini assistiti in orario d'obbligo e quindi non fatturate;

CONSIDERATO INOLTRE CHE, potrebbero risultare coinvolti anche alcuni funzionari dell'Amministrazione regionale (Assessorato alla Sanità) oltre che l'intero collegio dei Revisori dei Conti;

il sottoscritto Consigliere regionale dell'MSI-DN

INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per sapere se non ritenga di promuovere un'inchiesta amministrativa su questa vicenda e se non ritiene sia il caso di rettificare quelle risposte date ai Dicasteri interessati dall'interpellanza parlamentare di cui sopra.

PRESIDENTE:Do la parola al Consigliere Aloisi, raccomanandogli di non riferirsi a persone fisiche, a destinatari, sempreché sia garantito l'anonimato, altrimenti dovrei fare sgombrare le tribune; la parola al Consigliere Aloisi.

ALOISI (MSI):Come già sapete, nei giorni scorsi il giudice istruttore, Giovanni Franciolini, ha inviato una trentina di comunicazioni di garanzia (si chiamano così adesso le comunicazioni giudiziarie) ad altrettanti medici dell'Ospedale di Aosta ed al suo Presidente, il Presidente dell'USL della Valle d'Aosta Roberto Vicquéry, nell'ambito di un'inchiesta sulle incentivazioni percepite dai sanitari ospedalieri.

Il magistrato, che ha già iniziato gli interrogatori, vuol fare chiarezza sull'istituto delle incentivazioni previsto dal contratto di lavoro della Sanità e legato al cosiddetto plus-orario previsto per i medici.

I 30 sanitari sono accusati di percepire le incentivazioni per attività svolte in orario normale.

Su tutta questa vicenda era già stata presentata dai deputati del Movimento Sociale Italiano una interrogazione parlamentare a cui sono state date delle risposte non rispondenti al vero; ecco anche il motivo di questa interrogazione su cui poi torneremo, vi sono state anche delle dichiarazioni da parte del Coordinatore amministrativo dell'USL, nonché responsabile del Servizio Economico Finanziario, Dott. Alberto Morelli, personaggio di cui avevamo già sufficientemente parlato in quest'aula, secondo le quali l'applicazione dell'istituto delle compartecipazioni e delle incentivazioni sarebbe corretto.

Queste dichiarazioni mi risultano essere del tutto infondate.

E' questo il motivo per cui vorrei sapere dall'Assessore che cosa ne pensa ed eventualmente quali sono i provvedimenti che bisogna prendere. Ma soprattutto voglio chiarire, proprio per dare il mio contributo personale a questa vicenda, anche perché, in qualità di pubblico ufficiale, è giusto che, chi sia a conoscenza di certi fatti, deve renderli di pubblica opinione onde fare chiarezza anche perché su questa vicenda è anche - diciamo - responsabile, perlomeno sul piano politico, la Giunta regionale, nella persona del, uso Assessore competente, proprio perché vi è un contratto regionale dei medici che coinvolge anche l'Assessore in tutta questa vicenda.

Quindi, per meglio comprendere il fatto, bisogna premettere che, fino al giugno 1983, vigeva (l'applicazione del plus orario) il regime delle compartecipazioni; dal giugno 1983 al dicembre del 1985, il regime delle incentivazioni, e qui bisogna chiarire bene questo concetto, in forza proprio del contratto ANUL del 1980, il contratto dei medici ospedalieri.

Quindi regime di compartecipazioni. I compensi liquidati ai sanitari fino al giugno 1983, in regime di compartecipazione, hanno rimunerato tutta l'attività ambulatoriale per esterni, compresa quella svolta in orario d'obbligo, che invece era esclusa per contratto oltre che per principio, perché, come si può ben comprendere, non si può pagare due volte la stessa attività.

Tutto ciò è dimostrato dalle seguenti circostanze di fatto che non possono essere smentite.

Vediamo le unità operative con posti letto. L'attività ambulatoriale di tali unità operative veniva svolta quasi sempre all'interno dell'orario d'obbligo; l'orario di ambulatorio non era articolato e distinto in orario d'obbligo e plus orario. Anche solo per questo è venuta meno la possibilità di una distinzione fra i due tipi di prestazione.

Non esiste e non è mai esistita alcuna registrazione differenziata per prestazioni rese in orario d'obbligo e in plus orario, né l'Amministrazione ha mai imposto tale distinzione. Conseguentemente l'Amministrazione si è autoprivata dell'unico adeguato strumento di controllo (solo nel 1985 - come sarà detto più avanti - tale condotta veniva modificata con il nuovo regime delle incentivazioni - senza peraltro aderire allo spirito ed alla norma del contratto).

Tutte le prestazioni ambulatoriali sono state conteggiate ai fini delle compartecipazioni e come tali liquidate; l'abbattimento, previsto dal contratto, del 10% del fatturato aveva il solo significato di retribuire altri operatori non direttamente interessati alla resa delle prestazioni, fruendo di una quota del fatturato relativo al plus orario.

Unità operative senza posti letto. Tutte le prestazioni effettuate agli esterni da tali unità operative, ivi comprese quelle fatte in orario d'obbligo, sono state conteggiate e valutate ai fini delle compartecipazioni come se fossero state rese in plus orario, in contrasto con le norme precise dell'ANUL 1980, che, come il precedente contratto, limitava il diritto alla compartecipazione alle sole prestazioni rese in plus orario (punto confermato dal TAR della Lombardia), con il previsto abbattimento del 10% del fatturato relativo all'attività svolta in plus orario.

L'avvenuta irregolarità del riconoscimento di compensi in compartecipazione anche per prestazioni rese in orario d'obbligo è stata a suo tempo oggetto di esplicito rilievo da parte della CORECO e successivamente da parte dei Revisori dei Conti; questi ultimi hanno subordinato l'effettiva erogazione dei compensi all'acquisizione di una dichiarazione fatta a posteriori da parte dei sanitari attestante che l'attività conteggiata era stata espletata al di fuori del normale orario di lavoro. Ho quasi terminato, mi dispiace, purtroppo è una questione tecnica ed è molto importante che venga messa agli atti, io chiedo scusa se non è sufficientemente comprensibile.

Dichiarazione che è stata rilasciata in contrasto con la situazione di fatto e priva di ogni riscontro oggettivo e di quello documentale, richiesto inutilmente dalla CORECO stessa.

Incentivazione, questa è la seconda fase che va dal giugno 1983 al dicembre 1985. I compensi per incentivazioni (dal giugno 1983 in avanti), interessanti ai fini dell'inchiesta giudiziaria che si occupa di ciò che è accaduto prima del 1985, hanno riguardato solo formalmente l'attività svolta in plus orario da tali unità operative.

L'orario di aperture degli ambulatori continuava infatti ad essere inserito nell'orario istituzionale per gran parte delle unità operative. Tuttavia una quota dell'attività espletata non veniva più ritenuta utile ai fini delle incentivazioni. Nonostante l'apparenza, è però evidente l'assoluta arbitrarietà di tale impostazione, come è dimostrato da due diverse, successive e contrastanti deliberazioni dell'USL, prese dopo lunghi patteggiamenti, stabilendo alla fine, a posteriori, ciò che avrebbe dovuto essere accaduto dal giugno 1983 in poi, con deliberazione n. 578 del 1985 e con gruppo di deliberazioni che vanno dal 1149 al 1164 del 1985 e che invece non è mai accaduto: vale a dire un'attività ambulatoriale in prolungamento dell'orario d'obbligo.

E allora il motivo di questa mia illustrazione tecnica è molto semplice: da quello che ho testé letto emerge che vi sono state delle inadempienze, soprattutto nel controllo, da parte del Presidente dell'USL, Roberto Vicquéry, perché successivamente ha dichiarato che il tutto era fatto in base alle leggi contrattuali. Io invece ho dimostrato e appunto invito anche l'Assessore a svolgere una indagine di carattere amministrativo su questa vicenda per dimostrare il contrario eventualmente di ciò che io ho dichiarato.

Chiedo quindi una Commissione d'indagine amministrativa per verificare le procedure non effettuate e le eventuali omissioni di atti d'ufficio da parte del Presidente dell'USL Roberto Vicquéry.

Chiedo inoltre che venga anche rettificata la risposta data ad una interrogazione parlamentare che, in merito appunto ai chiarimenti richiesti dai vari Ministeri, dichiara che "solo l'attività resa in plus orario dava diritto a compartecipazioni e che solo tale attività doveva essere fatturata". Mentre invece, come io ho illustrato e dichiarato in base alle risposte che avrebbero dovuto essere date nel novembre dell'88 su una interrogazione parlamentare, corrisponde esattamente il contrario; quindi, a mio avviso, sono state fatte dichiarazioni non veritiere. Chiedo anche un'indagine da parte dell'Assessorato per verificare ed eventualmente rettificare queste risposte. Grazie.

PRESIDENTE:Prima di dar la parola all'Assessore Lanièce, vorrei far rilevare al Consigliere Aloisi che le dichiarazioni rese mi sembra abbiano spessore di rilevanza penale; quindi saremo costretti di conseguenza a trasmettere gli atti in altra sede, in sede giudiziaria, se questo corrisponde al vero, non può essere la Presidenza del Consiglio indenne da questa obbligatorietà.

La parola al Consigliere Aloisi.

ALOISI (MSI):Io ringrazio il Presidente e ritengo che il motivo del mio intervento era proprio questo, cioè rendere pubblico un fatto specifico di cui in questi giorni se ne parla molto sugli organi di stampa e quindi, essendone a conoscenza come pubblico ufficiale di questi fatti che risultano essere in contraddizione alle dichiarazioni ufficiali da parte dei maggiori responsabili, io concordo con il Presidente e lo invito a trasmettere il tutto alla Magistratura, anche perché vi è una indagine in corso.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, Lanièce; ne ha facoltà.

LANIECE (DC):Premetto che anche il sottoscritto, come l'interpellante, ha appreso dagli organi di stampa degli invii di avviso di garanzia a diversi medici dell'ospedale e al Presidente dell'Unità Sanitaria Locale, in conseguenza dell'applicazione dell'istituto dell'incentivazione.

Questo Assessorato non è stato infatti direttamente ed ufficialmente interessato della questione. Quanto all'interpellanza parlamentare a suo tempo presentata dal Movimento Sociale - Destra Nazionale, do lettura di quanto a suo tempo ho comunicato in proposito al Ministro della Sanità e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

"Si trascrivono qui di seguito gli elementi formativi all'atto parlamentare citato.

Il pagamento al personale dipendente degli incentivi della produttività è stato sempre effettuato in applicazione degli accordi regionali approvati con delibera della Giunta regionale regolarmente vistata dall'organo di controllo, e con riferimento esclusivamente all'attività ambulatoriale effettivamente effettuata in plus orario.

Questa USL, su suggerimento del collegio dei revisori dei conti, limitatamente all'anno 1982, per eccesso di scrupoli, si è fatta anche rilasciare specifica dichiarazione dai singoli sanitari circa l'effettivo espletamento dell'attività a compartecipazioni al di fuori del normale orario di lavoro e tali dichiarazioni fino a dimostrata prova contraria sono da considerarsi veritiere e corrispondono alla realtà dei fatti.

In merito all'indagine effettuata dalla guardia di finanza, nulla risulta a tutt'oggi contestato in merito, per cui è da presumere che nessuna illegittimità sia stata riscontrata".

Questa è la risposta data al Ministero della Sanità e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito al contenuto dell'interpellanza del Movimento Sociale - Destra Nazionale. Ciò premesso, nell'evidenziare che l'invio di avviso di garanzia costituisce atto preliminare per l'apertura delle indagini, non anche l'accertamento di reato, si ritiene che al momento, per quanto a conoscenza di questo Assessorato, non sussistono nuovi e probanti elementi per una diversa valutazione dell'interpellanza parlamentare, cioè noi non possiamo modificare quanto è stato trasmesso in quanto non siamo a conoscenza di nuovi elementi, quindi noi, fino a prova contraria, non possiamo modificare quello che ci è stato trasmesso dall'USL che noi a nostra volta abbiamo trasmesso al Ministero competente e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quanto infine alle considerazioni che potrebbero essere coinvolti anche funzionari dell'Assessorato alla Sanità, oltre che l'intero Collegio dei revisori, si ritiene che trattasi di una affermazione attualmente non supportata da alcun elemento; quindi noi si questo abbiamo dei dubbi che si debba essere informati, come abbiamo dei dubbi su tutto il complesso, fino a prova contraria. Quindi noi non abbiamo nulla da aggiungere, né possiamo modificare quanto a suo tempo abbiamo trasmesso.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (MSI):Brevemente per prendere atto delle risposte date dall'Assessore, risposte che però si basano esclusivamente su delle dichiarazioni false rese dal Presidente dell'USL, questo è il concetto di base.

Dichiarazioni false perché sono in grado di dimostrare che, per esempio, quello che è stato...

(...lnterruzione...)

... no no, io sono responsabile di quello che dico e stai tranquillo caro Beneforti che me ne assumo ogni responsabilità, non ti preoccupare - per esempio quello che è stato citato dall'Assessore, cioè che c'è stata una dichiarazione da parte dei sanitari sulla questione del plus orario è una dichiarazione che è stata fatta a posteriori, cioè nel'85, riferendosi all'83, per sanare una situazione illegale.

Quindi io prendo atto delle dichiarazioni dell'Assessore che, di fronte a documenti provenienti dall'USL che dichiarano certe cose, prende atto e riporta le notizie riferite, però ciò non vuol dire che quelle notizie siano esatte, io con il mio intervento voglio far sì che si faccia un'indagine, venga modificata e fatta chiarezza su tutta questa vicenda. Non ho altro da aggiungere, salvo invitare il Presidente ad inviare il tutto alla Magistratura, proprio per fare chiarezza su tutta questa vicenda, come ha dichiarato il Presidente del Consiglio. Grazie.