Oggetto del Consiglio n. 802 del 8 novembre 1989 - Resoconto
OGGETTO N. 802/IX - SEGNALAZIONI DI RITARDI NELL'EROGAZIONE DEI MUTUI PER LA PRIMA CASA. (Interpellanza)
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza presentata dai Consiglieri Tonino e Mafrica ed iscritta al punto n. 11 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
Negli ultimi tempi sono pervenute al Gruppo comunista segnalazioni di ritardi nell’erogazione dei mutui per la prima casa.
Sembra che ci siano difficoltà non solo per soddisfare le richieste pervenute nel 1° semestre 1989, ma addirittura per parte di quelle del 2° semestre 1988
Poiché nell'agosto scorso l'Assessore Fosson aveva prospettato la volontà di elevare da 80 a 90 milioni l'importo massimo dei mutui per la prima casa,
i sottoscritti Consiglieri regionali
del Gruppo Comunista
INTERPELLANO
la Giunta regionale per conoscere:
1) quante sono le domande di mutuo in attesa di finanziamento, suddivise per periodo, e per quale importo;
2) per quale motivo non si è provveduto ad integrare in modo adeguato gli stanziamenti con i recenti provvedimenti di assestamento e variazione di bilancio;
3) se è sempre intenzione della Giunta elevare l'importo massimo dei mutui per la prima casa.
Si dà atto che alle ore 11,09 assume la Presidenza il Vicepresidente Beneforti.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.
TONINO (PCI):Vorrei dire due parole per illustrare il senso dell'interpellanza che, per la verità, si ripete con una certa periodicità in quest'aula, nel senso che, come abbiamo già detto in altre occasioni, nella pratica è stato ampiamente disatteso lo spirito con il quale la legge che concede i mutui per l'accesso alla prima casa era stata approvata da questo Consiglio. Ci eravamo solennemente impegnati in quest'aula a rispettare alcuni tempi, che però sono stati rispettati solo nel primissimo periodo di applicazione della legge, mentre oggi abbiamo raggiunto dei ritardi molto gravi, che comportano a loro volta gravissimi disagi nei confronti di coloro che hanno assunto l'impegno di rispettare alcune scadenze e che vedono, invece, la Regione sostanzialmente ferma nell'erogazione dei mutui.
Dall'esterno si ricava la sensazione che la situazione sia ad un punto di vera e propria paralisi. Siamo ormai alla fine del 1989 e non solo non sono ancora state perfezionate le pratiche di mutuo relative alle domande presentate nel 1988, ma le 609 domande presentate ed ammesse nel primo semestre del 1989, come risulta dai dati che ho qui con me, non hanno ancora ricevuto la lettera con la quale si comunica che sono state ammesse a mutuo.
Colgo l'occasione per ricordare i tempi che ci eravamo fissati: 30 giorni per la Commissione al fine di verificare l'ammissibilità o meno al finanziamento e subito dopo la lettera di comunicazione che richiede la trasmissione dei documenti per perfezionare l'atto di mutuo. Ora, siamo nel mese di novembre, ma non è ancora pervenuta addirittura la lettera di comunicazione.
Noi riteniamo che questa cosa sia sbagliata ed intollerabile, anche perché lo stato d'animo di tutte queste famiglie è comprensibilmente agitato.
Qual è poi la strada che viene seguita nella pratica di tutti i giorni? E' quella di informarsi, secondo le proprie possibilità, se la domanda è stata ammessa o meno, o di chiedere che posto si occupa in graduatoria, costringendo così queste famiglie a defatiganti telefonate o a cercare appoggi da una parte all'altra. La situazione, tuttavia, continua a rimanere in una incertezza che deve essere superata, perché non si può assolutamente continuare in questo modo.
Si aggiunga poi la questione delle modifiche del Regolamento e quindi delle condizioni con cui andremo ad applicare la legge in questo secondo semestre del 1989.
Anche in questo caso mi riferisco alla "querelle" tra il Consigliere Dolchi e l'Assessore alle Finanze sui comunicati fatti dalla Giunta prima dell'approvazione dei provvedimenti. Nel mese di agosto la Giunta ha emesso un comunicato con il quale annunciava di aver aumentato l'importo del mutuo dagli 80 ai 90 milioni. Si è trattato di uno di quei comunicati che sono stati ripresi dalla stampa e che, ovviamente, non è passato sotto silenzio, perché l'attenzione delle persone interessate era effettivamente rilevante.
Adesso mi risulta che in realtà i moduli per la presentazione delle domande devono essere ancora distribuiti, perché si è in attesa di alcuni aggiustamenti; però la gente è convinta che i mutui saranno elevati a 90 milioni, così come è stato ampliamente pubblicato e pubblicizzato dalla stampa regionale. Mi auguro che questo impegno sia solennemente rispettato e che si approvino in tempo utile queste modifiche e queste variazioni.
Questo è il senso dell'interpellanza, all'interno della quale chiediamo poi anche alcune notizie concrete in merito.
Faccio un'ultima annotazione, che riguarda la questione dei finanziamenti, rispetto alla quale noi vogliamo delle risposte certe, perché una delle ragioni che viene portata avanti per giustificare questa difficoltà o questo ritardo è relativa alla copertura finanziaria.
E' abbastanza strano (e mi rivolgo agli Assessori alle Finanze ed ai Lavori Pubblici) che si facciano assestamenti e variazioni di bilancio, ma non si vada a rimpinguare adeguatamente quel capitolo.
Mi è stato detto che oggi verrà presentata la richiesta di finanziare ulteriormente quel capitolo di 30 miliardi. Ora, poiché si sente dire che, in realtà, per coprire tutte le richieste ci vorrebbero 80 miliardi, chiediamo che cosa si va effettivamente a soddisfare con questi 30 miliardi ed in ogni caso, anche rispetto alle previsioni del prossimo bilancio, come intende muoversi la Giunta regionale.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola l’Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (DC):In effetti, non è la prima volta che in questo Consiglio regionale parliamo dell'erogazione dei mutui per la prima casa. Questo sta a significare che si tratta di un tema estremamente importante e sentito. E' giusto quindi che se ne parli e che ci siano anche delle valutazioni differenti.
Direi che la legge n. 76 del 1984 ha avuto una sua importante funzione, sia per dare la possibilità di acquistare la prima casa alle famiglie che ne erano sprovviste, sia per attivare, di conseguenza, il mercato edilizio, l'attività edilizia e quella imprenditoriale in genere. Tra le conseguenze c'è stata anche una lievitazione dei prezzi. Questo dato non è certamente positivo, ma è abbastanza fatale che, quando si immettono dei finanziamenti sul mercato, quest'ultimo risulti drogato.
Io direi che l'attenzione della Giunta regionale nei confronti di questo problema esiste e che c'è la volontà di mantenere fede alle lettere che sono state scritte e di dare risposte positive alle domande di mutuo che ci sono pervenute.
Il Consigliere Tonino accennava alla preoccupazione delle famiglie, che lui avrà sicuramente sentito palpabile, nel senso che avrà ricevuto telefonate. Non creda, però, che il sottoscritto o amici a me vicini non ne abbiano ricevute, perché io ne ricevo continuamente a casa, al mattino presto ed alla sera tardi.
(...Interruzione...)
... Può anche darsi, ma questo è per dire che anch'io sento questa preoccupazione. E' anche giusto del resto che la gente si preoccupi su un tema così importante.
Comunque, voglio dire ed assicurare che a tutte le domande presentate sino al 30 giugno 1989, quindi anche a quelle che non hanno ancora ricevuto la lettera di conferma, verrà data risposta positiva, nel senso che tutti quelli che hanno diritto al finanziamento lo otterranno.
Il problema è chiaramente quello dei tempi, anche per un altro motivo, perché noi avevamo previsto che, esauriti i primi semestri ed i primi anni di funzionamento della legge, la richiesta sarebbe diminuita. In fondo, a fronte di una richiesta di alloggi rimasta inevasa per un certo numero di anni, proprio perché non c'era lo strumento finanziario, cioè la legge regionale che permetteva di coprire il fabbisogno, prevedevamo un picco nella richiesta di mutui.
Di fatto non è stato così: i primi anni hanno avuto un ritmo di 600 domande a semestre, dopodiché c'è stato un piccolo calo, ma ultimamente siamo arrivati a superare abbondantemente le 600, sfiorando le 700 domande. Questo vuol dire che la richiesta è addirittura in aumento e ciò ha creato un certo disagio rispetto alle risorse finanziarie da reperire.
Come già diceva il Consigliere Tonino, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze ha già provveduto ad approvare un disegno di legge ed a proporlo al Consiglio regionale per reperire 30 miliardi. A questi se ne aggiungeranno 5, già previsti nell'assestamento, ed altri 20 che saranno previsti nel bilancio dell'anno prossimo, così avremo un totale di 55 miliardi, cui dovranno essere aggiunti i rientri alla Finaosta, che sono ancora ridotti, anche se ormai sono dell'ordine dei 7 od 8 miliardi all'anno e che sono destinati ad aumentare. Questa dotazione ci dovrebbe permettere di coprire tutte le richieste presentate entro il 30 giugno 1989.
Vedo ora di fornire dei dati abbastanza esatti. In particolare, in riferimento alla prima domanda dell'interpellanza ("quante sono le domande di mutuo in attesa di finanziamento, suddivise per periodo, e per quale importo"), da un prospetto che io ho, più che il totale dei mutui, ricaverei il totale dell'importo dei mutui richiesti ed in particolare:
- alla Finaosta sono giacenti domande per 17 miliardi. Si tratta di domande il cui iter presso l'Assessorato ai Lavori Pubblici è ormai completo, nel senso che è già stato fatto il sopralluogo, è già stata data l'ammissibilità e che sono quindi già state trasferite alla Finaosta;
- sono giacenti presso l'Assessorato ai Lavori Pubblici e non ancora trasmesse alla Finaosta 289 domande inerenti il secondo semestre del 1988, per una cifra di 23 miliardi 120 milioni;
- sono ancora in giacenza presso l'Assessorato ai Lavori Pubblici, in attesa di definizione, 110 pratiche, per 8 miliardi 800 milioni.
Dalla somma di questi importi otteniamo una certa cifra, dalla quale vanno dedotte sei pratiche del secondo semestre
1988, perché gli intestatari hanno rinunciato, per cui otteniamo un totale di 48 miliardi 440 milioni.
Per il primo semestre 1989 sono ammesse in graduatoria provvisoria 569 domande. Se ne deduce che il dato del Consigliere Tonino era probabilmente riferito al totale delle domande, mentre nel mio caso sono prese in considerazione quelle ammesse nelle graduatoria provvisoria. Torno a ripetere, comunque, che con questa norma finanziaria, con la legge presentata dalla Giunta e con gli intendimenti per il bilancio dell'anno prossimo, intendiamo coprire appieno tutte le domande fino al 30 giugno 1989.
Ecco, adesso vorrei aprire il discorso relativo alle variazioni del regolamento, che è già stato ampiamente affrontato in sede di Commissione per l’esame delle domande. Al regolamento abbiamo apportato alcune variazioni di carattere tecnico, relative ai requisiti delle abitazioni, nel senso che abbiamo stabilito alcuni parametri in più per diminuire i motivi di discussione e di incomprensione, come, ad esempio, il computo dei metri quadrati e la definizione degli spazi non abitabili, specie nelle case di nuova costruzione. Questi, comunque, sono fatti tecnici.
Dei due fatti veramente interessanti ed innovativi, invece, uno è quello cui si è riferito il Consigliere Tonino, quando ha detto che nell'agosto scorso il sottoscritto aveva prospettato l'intento di elevare da 80 a 90 milioni l'importo massimo. Pur non trattandosi di un comunicato, ma di un'intervista nel corso della quale ho effettivamente detto che c'era la volontà di elevare da 80 a 90 milioni l'importo massimo, proprio perché sia nel regolamento sia nella legge è previsto che con cadenza biennale vengano rivisti da una parte i limiti di reddito e dall'altra gli importi del mutuo. Pertanto, non nego di averlo detto, anzi lo riconfermo.
Nel corso di un esame successivo, effettuato anche dalla Giunta regionale, sulla base delle richieste pervenute e soprattutto del possibile rischio di drogare ulteriormente il mercato, si è ritenuto di dover mantenere ad 80 milioni il tetto del mutuo, proprio per evitare di drogare ulteriormente il mercato. E' abbastanza fatale, infatti, che tutte le volte che l'Amministrazione regionale aumenta in ogni settore i suoi contributi o l'importo dei suoi mutui, si riscontri un successivo aumento dei prezzi. Mi riferisco, ad esempio, anche alla legge sulle lose o ad altre provvidenze dell’Amministrazione regionale. La motivazione per cui nella proposta di Regolamento, che è già stata approvata dalla Giunta e che verrà in questo Consiglio, l'importo del mutuo è stato mantenuto ad 80 milioni è appunto di questo tipo.
Anticipando quanto il Consiglio sarà chiamato ad approvare in una prossima seduta, voglio ancora aggiungere che, per quanto riguarda le variazioni del regolamento, abbiamo introdotto la possibilità di accedere al mutuo anche per i ragazzi od i giovani che seguono dei corsi di formazione professionale, nel senso che lo stipendio dovuto alla formazione professionale viene considerato equiparato a quello di un lavoratore dipendente. Poiché nella legge si dice che bisogna essere titolari di reddito, ecco che il reddito da formazione professionale viene equiparato a quello del lavoratore dipendente.
Abbiamo introdotto la norma di un minimo di 12 milioni di reddito imponibile (non quindi di quello già dedotto del 40%), che grossomodo corrisponde allo stipendio di un operaio, proprio per evitare che ci siano dei cittadini, che non sono e non saranno mai lavoratori dipendenti e neanche operai, perché appartengono ad altre categorie, che presentino una denuncia dei redditi di 2, 5 o 6 milioni, che è chiaramente discutibile, ma sulla quale non abbiamo altri elementi per intervenire. Si può ovviare, così all'inconveniente che cittadini, con il reddito artatamente abbassato, vengano a beneficiare di provvidenze che poi fatalmente vanno a scapito di altri, che ne hanno il diritto.
Un'altra variazione che abbiamo introdotto nel Regolamento è quella di fissare un tetto al finanziamento. Finora si pagava a piè di lista: 100 domande da soddisfare, 100 domande soddisfatte. Oggi, invece, diciamo che le domande saranno soddisfatte nel limite delle disponibilità di bilancio, proprio per evitare di trovarci di fronte ad una situazione che, tutto sommato, rischia di diventare incontrollabile. Ci sarà quindi la probabilità che vengano ammessi soltanto i primi in graduatoria o perlomeno una parte della graduatoria e non tutta.
Questo però si verificherà a partire dal secondo semestre del 1989, cioè con l'entrata in vigore del nuovo regolamento; mentre a tutti coloro che hanno presentato la domanda entro il 30 giugno 1989 verrà applicato il regolamento che era in vigore prima delle modifiche. Ad essi, infatti, non possiamo dire: "Non vi diamo più i soldi, perché non ne abbiamo". Pertanto, tutti coloro che hanno presentato la domanda di finanziamento entro il 30 giugno 1989 e che ne hanno diritto, saranno finanziati.
Penso di aver risposto a tutte e tre le questioni poste dal Consigliere Tonino.
PRESIDENTE:Consigliere Tonino, la pregherei di non entrare negli argomenti del regolamento citato dall'Assessore Fosson, ma di attenersi all'interpellanza; a lei la parola.
TONINO (PCI):Dopo la risposta dell'Assessore Fosson, si debbono esprimere alcuni motivi di insoddisfazione.
Il primo è questo: i ritardi, in realtà, altro non sono che il prodotto dell'incapacità della Giunta di programmare la spesa. Mi spiego meglio: se ho ben capito, gli stanziamenti che andiamo a modificare, dopo l'aggiustamento di bilancio che è stato fatto nel mese di luglio, che era piuttosto modesto perché si trattava di un aumento di soli 5 miliardi, con la legge che dobbiamo ancora discutere, che parla di un maggiore stanziamento nel capitolo per 30 miliardi, si riferiscono al finanziamento delle pratiche del 1988, vale a dire ad un quadro del quale eravamo già a conoscenza diversi mesi fa.
In questo io vedo una macroscopica inefficienza della Giunta, perché, se la volontà è quella di finanziare tutte le domande presentate entro il 1988, allora non si capisce perché, con tutte le occasioni che abbiamo avuto quest'anno di modificare ed adeguare il bilancio, vi si provveda adesso, cioè in ritardo, lasciando le pratiche ferme per mesi e la gente che protesta, non sapendo che pesci pigliare. Questa è la prima questione.
Veniamo ora alla seconda questione. Rispetto alle pratiche relative al primo semestre 1989, che richiedono un investimento importante, mi auguro che il rapporto tra l'Assessore ai Lavori Pubblici e quello alle Finanze sia tale da consentire una programmazione delle risorse collegata con i tempi di erogazione. Per queste pratiche, già in partenza stiamo accumulando cinque o sei mesi di ritardo, ma se poi dobbiamo assistere anche per queste al problema dei finanziamenti, il ritardo raggiungerà la bellezza di un anno.
Io insisto su questo aspetto, perché è necessario dire all'opinione pubblica quello che si può fare e rispettare gli impegni sui tempi di erogazione che avevamo assunto.
Da un lato, quindi, si tratta di una questione di scelta rispetto a quanti finanziare e dall'altro si tratta anche di una questione di programmazione delle risorse regionali. Questo è il primo elemento di insoddisfazione.
Il secondo elemento di insoddisfazione, senza entrare nel merito della questione del regolamento, deriva dai passi in dietro che la Giunta fa. L'ipotesi di portare il mutuo da 80 a 90 milioni è ormai di dominio pubblico. Non so se vi rendete conto di cosa ciò possa significare.
L'Assessore dice: "Sono io che incautamente ho detto una cosa, ma poi la Giunta mi ha fatto cambiare idea". Non è così, perché il primo regolamento o la prima proposta di modifica del regolamento, che mi pare fosse stata prodotta dalla Giunta, portava la cifra di 90 milioni; quindi non è solo l'Assessore Fosson che ha cambiato idea...
(...Interruzione dell'Assessore Fosson...)
... E lo so, ma è stata prodotta ed è arrivata alla discussione dei Consiglieri. In questa scelta io vedo un primo passo indietro.
La seconda questione delicata è quella di dire: "Fissiamo il tetto e finanziamo solo una parte delle domande". Io sono un sostenitore della necessità di valutare bene come vanno utilizzati questi finanziamenti. Ad esempio, ho fatto un rapido conto, ma siamo ancora sotto il 15% nel finanziamento degli interventi di recupero rispetto al resto, quindi siamo ad un limite molto grosso, nel senso che tutti ci eravamo augurati di poter intervenire con questa legge anche per favorire decisamente il recupero, rispetto al nuovo.
Ne discuteremo sicuramente in modo più approfondito in occasione dell'approvazione del regolamento, ma è chiaro che se da adesso in avanti la prassi diventa quella di non finanziare più tutti, diventano molto importanti i criteri, ma soprattutto diventano straordinariamente importanti i tempi. Io sono decisamente a favore dell'assunzione di regole che consentano ad uno di sapere subito se ha diritto o meno al finanziamento, in modo che non ci sia chi, presentando la domanda di mutuo, venga a sapere solo dopo un anno se ne ha diritto; oppure, rifacendomi in questo all'inizio dell'applicazione di questa legge, che ci sia almeno la speranza di un ulteriore aumento del finanziamento, magari attraverso una variazione di bilancio.
Io sono preoccupato del fatto che si possa creare una situazione per cui, in realtà, chi fa la domanda di mutuo non ha la certezza né in un senso, né nell'altro.
Accetto pertanto l'invito del Presidente del Consiglio, nel senso che ne discuteremo ancora al momento della presentazione del nuovo Regolamento, tuttavia qui vedo due pericolosi passi indietro rispetto alla funzione di una legge che - in questo concordo con l’Assessore - ha avuto un impatto ed un rilievo notevoli sul territorio della nostra Regione.
