Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 648 del 27 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 648/VIII - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

PRESIDENTE: Do notizia che dal 7 giugno in poi i disegni di legge presentati sono stati i seguenti:

D.L. n. 74 presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Sottoscrizione di capitale azionario della "Centrale Laitière d'Aoste" (I e III Commissione).

D.L. n. 75, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Revisione della legge regionale 3.12.1982, n. 85: "Norme per la difesa dei boschi dagli incendi" (I e III Commissione).

D.L. n. 76, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Sistema tangenziale di Aosta - Tronco Aosta Est - Aosta Ovest" (ritirato dalla Giunta in data 26 giugno 1984).

D.L. n. 77, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Raccordo autostradale tra il sistema tangenziale di Aosta ed il traforo del Monte Bianco" (I e III Commissione).

D.L. n. 78, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 1983" (I Commissione).

D.L. n. 79, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Assestamento del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1984, ai sensi dell'art. 43 della legge regionale 7 dicembre 1979, n. 68" (I Commissione).

D.L. n. 80, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Disciplina della vendita di giornali e riviste e indirizzi di programmazione per la formazione dei piani comunali" (III Commissione).

D.L. n. 81, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Modificazione della legge regionale 29 novembre 1983, n. 70: "Intervento finanziario in capo alla gestione speciale della Società Finanziaria regionale Valle d'Aosta a favore della Società funivie di Champoluc S.p.A." (I e III Commissione).

D.L. n. 82, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Finanziamenti regionali per la copertura di maggiori oneri nel settore dell'edilizia residenziale pubblica agevolata-convenzionata" (I e II Commissione).

D.L. n. 83, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Integrazione di finanziamenti per interventi nel settore delle opere pubbliche per l'esercizio 1984" (I e II Commissione).

D.L. n. 84, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984 concernente: "Interpretazione autentica della legge regionale 5 maggio 1983, n. 31, concernente: "Norme per la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di privati nel settore dell'edilizia residenziale" (II Commissione).

D.L. n. 85, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giungo 1984 concernente: "Modificazione della legge regionale 17 luglio 1981, n. 44, riguardante nuove norme per la concessione dell'assistenza integrativa regionale (assegno di accompagnamento) ai non vedenti ed ai minorati della vista (IV Commissione).

D.L. n. 86, presentato dalla Giunta regionale in data 19 giugno 1984, concernente: "Proroga al 31 dicembre 1984 dell'applicazione della legge regionale 16 maggio 1977, n. 36: Concessione di contributi per la costruzione e sistemazione di piste sciistiche" (I e III Commissione).

D.L. n. 87, presentato dalla Giunta regionale in data 26 giugno 1984, concernente: "Modificazione ed integrazione della legge regionale 24 gennaio 1983, n. 1 recante interventi a favore dell'agriturismo" (III Commissione).

D.L. n. 88, presentato dalla Giunta regionale in data 26 giugno 1984, concernente: "Norme in materia di esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale da parte di imprese artigiane" (II e III Commissione).

D.L. n. 89, presentato dalla Giunta regionale in data 26 giugno 1984, concernente: "Contributi a favore di associazioni di categorie e di volontariato operanti in Valle d'Aosta"

D.L. n. 90, presentato dalla Giunta regionale in data 26 giugno 1984, concernente: "Inserimento del Centro studi e cultura walser della Valle d'Aosta fra le associazioni valdostane di cui alle leggi regionali 9 dicembre 1981, n. 79 e 15 luglio 1982, n. 31".

I disegni di legge vistati sono stati i seguenti:

D.L. n. 54 concernente: "Modifiche dell'art. 1 della legge regionale 25 agosto 1980, n. 40 sulla disciplina del funzionamento della Commissione regionale di controllo sugli atti degli enti locali".

D.L. n. 55, concernente: "Aumento, limitatamente all'anno 1984, della spesa per l'applicazione della legge regionale 25 ottobre 1982, n. 67, per la concessione di contributi straordinari integrativi per il miglioramento delle infrastrutture finanziate ai sensi del Regolamento CEE n. 1760/78 del Consiglio del 25 luglio 1978".

D.L. n. 60, concernente: "Modificazioni alle vigenti norme sull'ordinamento dei servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione approvato con legge regionale 28 luglio 1956, n. 3 e successive modificazioni e integrazioni".

D.L. n. 66, concernente: "Modificazioni alla legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 concernente la costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta".

D.L. n. 62, concernente: "Rifinanziamento delle leggi regionali 16 giugno 1978, nn. 23, 24 e 25 concernenti l'adesione della Regione ai Consorzi di garanzia fidi tra gli artigiani, gli industriali e i commercianti della Valle d'Aosta".

D.L. n. 63, concernente: "Rifinanziamento per l'anno 1984, e integrazione della legge regionale 30 gennaio 1981, n. 6 concernente interventi a favorire lo sviluppo delle cooperative di produzione e lavoro, di trasporto, miste e loro Consorzi".

D.L. n. 52, concernente: "Aumento limitatamente all'anno 1984, della spesa per l'applicazione della legge regionale 28 giugno 1962, n. 13, modificata con legge regionale 31 maggio 1979, n. 31, recante norme per il risanamento del bestiame in Valle d'Aosta nei riguardi delle brucellosi, tubercolosi e mastiti".

D.L. n. 58, concernente: "Aumento dello stanziamento annuo previsto per l'applicazione della legge regionale 21 dicembre 1977, n. 72, concernente: "Ordinamento della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta".

Si comunica che il disegno di legge n. 40 approvato dal Consiglio regionale in data 31 maggio 1984, con provvedimento n. 616/VIII recante: "Riapprovazione ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 31 dello Statuto della legge regionale concernente: "Modificazioni della pianta organica dei posti e del personale dell'Assessorato regionale della Sanità ed Assistenza Sociale" è divenuto esecutivo ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 31 dello Statuto.

I disegni di legge non vistati sono stati i seguenti:

D.L. n. 56, concernente: "Modificazione, integrazione e rifinanziamento per l'anno 1984, della legge regionale 30 dicembre 1982, n. 101, concernente la costituzione di fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione, e rifinanziamento della legge regionale 8 ottobre 1973, n. 33, concernente la costituzione di fondi di rotazione regionali per la promozione di iniziative economiche nel territorio della Valle d'Aosta".

Le deliberazioni vistate sono state 18.

Sono state vistate dal Presidente della Commissione di Coordinamento le seguenti deliberazioni consiliari, per le quali erano stati richiesti e trasmessi chiarimenti:

n. 563/VIII concernente: "Approvazione del testo della convenzione da stipulare con la Finanziaria regionale Valle d'Aosta - Finaosta S.p.A. - per la gestione dei fondi di cui all'art. 5 della legge regionale 28 giugno 1982, N. 16".

n. 607/VIII concernente: "Acquisto di un'area di terreno sita in località Variney nel Comune di Gignod, di proprietà dei Signori Coquillard Vanda e Riccardo. - Approvazione, impegno di spesa. - Delega alla Giunta.

Le deliberazioni non vistate sono state le seguenti:

n. 610/VIII concernente: "Acquisto di immobili siti in Comune di Pont-Saint-Martin, da destinare ad uffici vari dell'Amministrazione regionale. Approvazione, impegno di spesa. Delega alla Giunta.

Le riunioni delle Commissioni sono state le seguenti:

Conferenza dei Capigruppo ed Ufficio di Presidenza: 1

Ufficio di Presidenza: 1

I Commissione: 1

II Commissione: 1

III Commissione: 1

I e V Commissione in riunione congiunta: 2

Gruppo di lavoro della III Commissione (per premi fedeltà al lavoro e progresso economico) 1 I Commissione e Capigruppo per i problemi della gestione della Casa da Gioco: 2

Commissione speciale per l'industria e l'occupazione: 1

Mi corre l'obbligo, in apertura di questa seduta, di ricordare brevemente le figure di due esponenti politici di primo piano scomparsi in questi ultimi giorni e cioè il Segretario generale del Partito Comunista, Enrico Berlinguer, deceduto lunedì 11 giugno a seguito di un grave malore che l'aveva colpito al termine di un comizio a Padova ed il Senatore Antonio Bisaglia, Presidente del Gruppo Parlamentare Democristiano al Senato, perito tragicamente domenica 24 giugno.

La scomparsa del leader del più forte Partito Comunista dell'occidente è una perdita che tocca tutti: compagni di lotta, avversari storici, amici e nemici. E' una perdita che vulnera l'intero sistema politico nazionale, sottraendo un riferimento prezioso, un punto di equilibrio, un meccanismo reattivo sul quale commisurare una molteplicità di atteggiamenti.

La scomparsa del Senatore Antonio Bisaglia priva la Democrazia italiana di uno dei suoi protagonisti più validi, di un Parlamentare coraggioso che si è sempre battuto per rafforzare le istituzioni democratiche e repubblicane. Le sue qualità, l'Onorevole Bisaglia le ha messe in luce in una storia politica densa di responsabilità nel Partito della Democrazia Cristiana, nel Governo, nelle istituzioni. La sua improvvisa scomparsa priva la politica italiana di un protagonista di primo piano.

Pensando di interpretare i sentimenti di questa assemblea, intendo rinnovare ai familiari degli illustri scomparsi, al Partito Comunista Italiano ed alla Democrazia Cristiana, la nostra sincera partecipazione al grave lutto che li ha colpiti in un momento così delicato della vita politica.

In data 25 giugno si è riunito ad Aosta il Comitato di Coordinamento dei Presidenti dei Consigli regionali delle Regioni a Statuto Speciale ed Ordinario.

Nel corso dell'incontro, il primo del genere che si svolge in Valle d'Aosta, sono state dibattute in modo approfondito le tematiche relative ai problemi delle autonomie locali e del regionalismo.

Sempre nella riunione in questione è stato deciso di promuovere, per i giorni 23 e 24 ottobre, a Saint-Vincent, un Convegno nazionale sul tema: "REGIONI ED INFORMAZIONE". Con questa iniziativa i Consigli regionali intendono richiamare l'attenzione degli organi di informazione sulle problematiche regionali e sulle esigenze che hanno le Regioni di fare conoscere la loro attività e di raggiungere il cittadino sia attraverso i mass-media, sia attraverso il potenziamento delle proprie iniziative.

L'organizzazione del Convegno, che vedrà la partecipazione di esponenti politici e del mondo dell'informazione, sarà curata da questa Presidenza in collegamento con le Presidenze della Basilicata, del Veneto, dell'Emilia Romagna, dell'Umbria e del Piemonte.

Nella riunione in questione si è deciso ancora di concordare, a livello di Consigli regionali, proposte operative che le Regioni sottoporranno all'attenzione della Commissione per le riforme istituzionali presieduta dall'Onorevole Aldo Bozzi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

TONINO (P.C.I.): Vorremmo innanzitutto esprimere alla Democrazia Cristiana il cordoglio del nostro gruppo per la scomparsa del Senatore Antonio Bisaglia, Presidente dei Senatori Democristiani. In tale senso ci associamo alle parole testé pronunciate dal Presidente del Consiglio.

Ringrazio inoltre il Presidente del Consiglio per le parole di cordoglio che ha pronunciato nel ricordare la tragica morte del compagno Enrico Berlinguer segretario generale del Partito Comunista Italiano. Volevo anche ringraziare la moltitudine di persone che in Valle d'Aosta, così come in Italia, in Europa e nel mondo ci hanno espresso la propria commozione e solidarietà.

A nome dei comunisti valdostani ringrazio, in particolare il Presidente della Giunta regionale, gli Assessori, i colleghi Consiglieri e tutte le forze politiche, i segretari dei partiti e dei movimenti nella nostra Regione. Ringrazio anche i semplici cittadini, gli operai, le forze sindacali dei lavoratori e degli imprenditori, che ci hanno fatto pervenire espressioni sincere di commossa partecipazione. Io credo sia giusto ammettere che siamo stati in parte sorpresi da questo straordinario tributo di affetto e di riconoscenza e ci siamo chiesti come mai, anche in Valle d'Aosta, tanti avversari che non la pensano come noi, hanno sentito ed hanno parlato in questo modo. Anche nelle chiese si è ricordato e pregato per la morte del compagno Berlinguer.

La risposta è venuta dagli stessi commenti che hanno accompagnato questi giorni tristi: egli è stato l'immagine di un rigore morale, di una adesione alla politica come dedizione totale al bisogno della gente che soffre, che lavora, che produce e che vive inconsciamente la propria esistenza. E' stato detto che Berlinguer, la sua politica, la sua lotta ed il suo partito, abbiano rappresentato in qualche modo in Italia una grande garanzia, una tutela della vita civile e democratica anche per chi comunista non era. "E' ingiusto"! ha detto il Presidente Pertini e la reazione positiva che c'è stata alle parole del Presidente della Repubblica ci è di conforto.

Ma allora questo vuole dire che nel nostro Paese, per la nostra gente, c'è bisogno di uomini giusti, molto di più di quanto si dica. Vuole dire che c'è sete di uomini di pace e la gente sentiva che Berlinguer era un leader di statura internazionale. La gente capiva il grande sforzo che Berlinguer stava compiendo nell'affrontare le grandi innovazioni del mondo del lavoro. La pace ed il lavoro: per Berlinguer era impossibile parlare di politica senza preciso riferimento a questi due importantissimi temi. Per quelli della mia generazione Berlinguer è stato prima di tutto un compagno dal quale abbiamo appreso che cos'è il partito come strumento di liberazione e di democrazia, un partito capace di una salda unità che è sempre il risultato di una discussione libera e aperta. A noi piace ricordarlo come un compagno sempre attento e sensibile, che, dietro al suo sguardo un po' triste timido, nascondeva in realtà un grande coraggio e una ostinazione nel difendere le posizioni del nostro partito.

Con lo stesso coraggio e con la stessa determinazione ha anche indicato a tutti noi l'esigenza di un cambiamento. Un commentatore ha scritto in questi giorni che occorre più forza morale per fare cambiare posizione ai compagni amici che per affrontare un avversario. Io credo sia vero! Questa forza morale di Berlinguer è stata utile al Partito Comunista, com'è utile all'intera democrazia nazionale.

Noi Comunisti valdostani lo ricordiamo come Segretario generale sensibile e attento ai problemi della nostra gente e ai problemi dell'autonomia valdostana. La sua sensibilità verso i nostri problemi derivava dalla sua disponibilità ad ascoltare e comprendere le posizioni e le scelte dei Comunisti valdostani, dalla sua apertura verso il nuovo, verso tutto ciò che scaturiva dai popoli più diversi, dalla sua disponibilità alle nuove esperienze. Il parallelismo tra la sua realtà, la Sardegna e la nostra Regione, è nettamente presente nei suoi discorsi. Nel 1973, intervenendo sulla piazza Chanoux, Berlinguer disse: "A questi motivi di interesse politico generale vorrei aggiungere, se mi consentite, un altro motivo di interesse interregionale, l'interesse che io porto ai problemi della vostra Regione in quanto nato in un'altra regione, la Sardegna, quindi figlio di una terra e di un popolo che ha una ben precisa fisionomia e personalità e proprie rivendicazioni di giustizia nei confronti dello Stato centrale. Ebbene proprio in questa qualità io credo di comprendere bene l'attaccamento che voi avete per la vostra autonomia regionale e la vostra volontà di farne uno strumento non solo di giusta esaltazione dei valori etnici e culturali che appartengono alla vostra tradizione ma soprattutto uno strumento per risolvere i problemi dell'oggi che sono problemi di sviluppo economico, progresso civile e sociale, nonché di allargamento della partecipazione democratica. Per questa Regione, come per la mia, il vero problema è quello di non ridurre l'autonomia ad un fatto esteriore di pura facciata ma di garantire quei contenuti e quella direzione politica che le consentano di realizzarsi nel suo vero significato, di realizzarsi cioè come autogoverno delle masse popolari".

Per queste ragioni non manca mai l'impegno del Partito per tutti i momenti importanti della nostra autonomia, dalla battaglia personale alle norme di attuazione dello Statuto, al riparto fiscale e alla recente azione per modificare la legge elettorale europea. Del tragico comizio di Padova ci resta la lezione umana e morale di Enrico Berlinguer che rimarrà vivo nel Partito Comunista e sarà anche un riferimento e una pagina importante per la storia di tutto il nostro paese.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

FOSSON (D.C.): Per un Partito come la Democrazia Cristiana che storicamente è sempre stato, in questo dopoguerra, alternativo al Partito Comunista, il ricordo di Enrico Berlinguer, avversario leale e preparato, non può essere che il ricordo di un comunista italiano, immerso nella realtà italiana, sensibile al problema di un'etica da ricostruire, sensibile all'esigenza di una riforma morale e culturale nella quale Berlinguer ha immesso tutta la sua passione di uomo e tutta la sua tensione morale. Dal suo punto di vista c'è soltanto il ruolo egemone delle forze comuniste come chiave di soluzione dei problemi. Su questo le nostre strade si sono divise e si sono divise anche profondamente.

Noi riteniamo, al contrario, che la soluzione dei problemi morali sia da riporre in altre radici ed in altra etica. A volte i commentatori hanno accomunato la Democrazia Cristiana al Partito Comunista sotto l'etichetta di integralismo, dando all'integralismo un significato di chiusura mentale, dogmatica o conventicola. Noi riteniamo, e in questo è l'insegnamento morale di Berlinguer, che se integralismo vuole dire impegnarsi senza riserve per ciò che si riconosce per vero, allora è un giudizio che noi non dobbiamo temere.

La scomparsa del Senatore Antonio Bisaglia, tragica e crudele, ci tocca profondamente e tocca profondamente tutta la comunità italiana e in particolare modo la Democrazia Cristiana. Antonio Bisaglia, nato nel 1929 a Rovigo, iscritto alla Democrazia Cristiana dalla Liberazione, membro dell'Azione Cattolica e della Federazione degli Universitari Cattolici Italiani, segretario della Coltivatori diretti, Consigliere provinciale della Democrazia Cristiana dal 1956, Deputato nel 1963 e successivamente Sottosegretario, Ministro dell'agricoltura, dell'industria e delle partecipazioni statali ed infine Presidente dei Senatori democristiani.

Antonio Bisaglia, esponente di quella regione che a volte si chiama la Vandea Bianca, esponente di quel Veneto generoso e ricco di ideali, è stato un uomo senza slanci esteriori improvvisi. Egli ha sempre espresso la sua potenzialità, la sua capacità e la sua azione quasi con pudore. E' stato una personalità sensibile nel captare gli umori della gente, nell'essere presente in mezzo alla gente, nell'ascoltare le sue esigenze e nel portarle avanti negli organismi istituzionali. Non sempre e non soltanto ha avuto onori, ha avuto amarezze ed incomprensioni, ha avuto anche dei momenti difficili. Vorrei ricordare le sue dimissioni da Ministro dell'Industria sotto il peso di un dibattito che riteneva incompatibile la sua posizione di assicuratore, nella vita privata, con quella di Ministro dell'Industria. Ebbene Antonio Bisaglia si dimise prima ancora che ci fosse una qualsiasi decisione ufficiale. Non è da tutti sapere scegliere una strada, anche se questa è la più difficile. Uomo della terza generazione democristiana, sostanzialmente unita negli anni della creazione di una D.C. intesa come partito democratico di massa modernamente organizzato, scelse una via sua, caratterizzata dall'attenzione principale alle componenti della struttura sociale: il mondo rurale, il settore artigianale e quello impiegatizio, la buona gente cattolica che restavano l'ossatura di un partito in continua evoluzione. Qualcuno ha detto che era un conservatore, ma noi riteniamo che il non disperdere ciò che la tradizione ci ha dato ed l'intendere quest'ultima non come un peso ma come una forza che ci da una direzione non sia un difetto ma un pregio.

In questo senso noi lo ricordiamo con le parole del nostro segretario nazionale Ciriaco De Mita quando dice: "La sua scomparsa priva la D.C., il Senato e la politica italiana di un uomo non facilmente sostituibile e che aggrava le nostre difficoltà".