Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 645 del 7 giugno 1984 - Resoconto

OGGETTO N. 645/VIII - INIZIATIVE VOLTE A DISCIPLINARE E COORDINARE GLI ASPETTI ORGANIZZATIVI DELLA FIERA DI SANT'ORSO AL FINE DI VALORIZZARE LE CARATTERISTICHE E LA PECULIARITA' - REIEZIONE DI MOZIONE.

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Torrione, Pascale e Breuvé:

MOZIONE

La Fiera di Sant'Orso, proprio per la sua tradizione millenaria, ha assunto una rilevanza così notevole da imporre una riflessione globale sui suoi elementi connotativi più caratterizzanti e più salienti.

Ecco il motivo per cui l'intera fase organizzativa non può più essere legata ad una sorta di estemporaneità che può essere anche affascinante sotto il profilo della "genuinità" della manifestazione ma che mal si concilia ormai con l'esigenza di dare alla stessa un assetto definitivo, funzionale e più consono alle esigenze dei nostri tempi, pur nella tipicità della sua caratterizzazione ormai consolidata. Altri elementi su cui è opportuno accentrare l'attenzione sono legati all'esigenza di garantire una produzione altamente qualificata, una presentazione più accettabile sul piano del decoro e del prestigio delle opere esposte nonché l'introduzione eventuale di un marchio atto a contraddistinguere il prodotto presentato nel corso della fiera.

Ultimi ma non secondari aspetti da considerare sono la questione logistica per l'occupazione delle aree espositive, la organizzazione di eventuali iniziative collaterali, la definizione dei premi da assegnare ai partecipanti e infine il delicato ma importantissimo problema legato all'immagine pubblicitaria della fiera che non può essere più limitata alla semplice pubblicizzazione di un manifesto che vede la luce, tra l'altro, quindici giorni prima dello svolgimento della manifestazione.

Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali del Gruppo socialista propongono che il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

DELIBERI

1) di impegnare la Giunta regionale a sottoporre in tempi relativamente brevi al Consiglio regionale, previa consultazione della competente Commissione consiliare, un apposito provvedimento atto a disciplinare, coordinare, puntualizzare, esaltandone nel contempo le caratteristiche e le peculiarità tradizionali, tutti gli aspetti della millenaria fiera di Sant'Orso in modo da conferire in termini più concreti la qualità, la creatività e l'unicità dell'artigianato tipico valdostano.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Mi auguro che questa mozione non faccia la fine delle altre, ma non c'è due senza tre...

C'era un collega della maggioranza che mi diceva che le idee sono buone ma è sbagliato il marchio; d'ora in avanti passeremo le mozioni ad un altro marchio, per vedere se avranno miglior fortuna.

Sono deluso dall'andamento di questa discussione perchè le cose che abbiamo detto qui sono la ripetizione esatta di quanto è stato detto in sede di Convegno. Allora se le cose vanno bene là, vanno bene anche qua, oppure non vanno bene sia quando c'è la platea sia quando siamo in Consiglio regionale; oppure si dica che l'opposizione ha un atteggiamento estremamente critico e non può accettarle.

Non si può comunque venire a dire ad un Consigliere che quanto dice è giusto, e allo stesso tempo che si voterà contro. Questo non è un modo corretto di comportarsi.

La Fiera di Sant'Orso è una Fiera millenaria, quindi un po' consumata; l'Assessore Pollicini, di cui conosciamo l'attivismo, avrà sicuramente pensato a qualcosa di nuovo, non avrà bisogno dei nostri suggerimenti!

Riteniamo comunque che sia un problema grosso, anche per i riflessi che ha non solo sul settore dell'artigianato, per il quale abbiamo votato adesso un intervento, ma anche per dei riflessi di carattere turistico che può avere sulla Regione, e vediamo poi in che modo i problemi sono connessi. E' una fiera che ha assunto, in questi ultimi anni, una dimensione di tutto rilievo; è forse una delle manifestazioni tipiche - se non l'unica - che ha trovato una risonanza anche all'estero, che va adeguata alle esigenze di una fiera più moderna, pur mantenendo quella caratteristica di genuinità che è una sua connotazione particolare. Abbiamo saputo che anche nel corso dell'ultima fiera si sono verificati degli inconvenienti dovuti alla sistemazione dei banchi; si era tentata una regolamentazione fatta magari in maniera affrettata, che ha creato dei problemi.

Ma questo è un aspetto del tutto marginale, quello dell'assetto della fiera lungo Via S. Anselmo, anche perchè nessuno si sogna di trasferire la fiera da quello che è il suo ambito naturale; va rivista in termini diversi, proprio perchè ci rendiamo conto che, così com'è, è limitativa rispetto all'affluenza stessa dei visitatori e rispetto anche a certe particolarità del prodotto. La fiera tende a diventare un momento di espressione non solo più artigianale, ha fatto un salto di qualità, assume un aspetto artistico che va evidenziato, tanto che ci sono degli artigiani - non so se chiamarli ancora tali - che non fanno più gli artigiani ma sono persone che dedicano la loro attività, in via continuativa, alla produzione di oggetti d'arte (io li qualifico tali anche perchè la definizione non è mia, è di persone che nel settore dell'arte hanno ben altra competenza).

C'è un modo di organizzarla che è ancora affidato alla estemporaneità: l'istituzione di una commissione, che ha cercato di dividere in questi ultimi anni la fiera del legno dalla fiera delle brutte cose, per non dire altro, è un discorso che mal concilia l'aspetto sempre più artistico che assume la fiera rispetto a quella caratteristica di vendita spicciola, dalla piadina ad una serie di altre cose, che stona un po'.

Non suggeriamo niente, ma diciamo che l'Assessore faccia delle proposte; è chiaro che tutta la materia va regolamentata, compreso il discorso della pubblicità che si dà alla fiera. Il concetto di pubblicare il manifesto della fiera, per esempio, 15 giorni prima della fiera stessa è un discorso molto limitativo, perchè il turista che viene ad Aosta durante l'estate può venire a conoscenza attraverso una immagine grafica che il 30 e 31 ci sarà la fiera di Sant'Orso, per cui anche il manifesto in sé assume la testimonianza di una ricorrenza piuttosto che un aspetto più propriamente promozionale. Ci sono anche altre considerazioni che si potrebbero fare; riteniamo invece che questa manifestazione, proprio per la crisi che ha investito anche il settore dell'artigianato, proprio perchè si è trasformata, pur mantenendo alcune sue caratteristiche che vanno perpetuate nel tempo, va riconsiderata, forse - se mi si consente, il termine - va ridisegnata un po', tenendo conto che, per esempio, per l'esposizione dei pezzi più pregiati della fiera, anziché ammassarli nel salone regionale, potrebbe essere indetta una manifestazione collaterale alla fiera, in modo che i pezzi che sono stati selezionati dalla Giuria potrebbero essere visti durante la fiera ed anche nei giorni successivi.

Forse è una grossa occasione che abbiamo a portata di mano per incentivare non solo il settore dell'artigianato, ma anche l'aspetto turistico, visto che ormai i visitatori della fiera assommano a centinaia di migliaia.

Si dà atto che dalle ore 18,16 assume la Presidenza il Vice Presidente Franco De Grandis.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti Pollicini, ne ha facoltà.

POLLICINI - (Féd. DP-UVP): Non so se si deve seguire la regola del "non c'è due senza tre", certamente non darò ragione al Consigliere Torrione e così sarò abilitato a dire che la maggioranza si astiene nei confronti della mozione, ma dimostrerò anche il perchè.

Anzitutto ritengo un dovere della Giunta regionale operare in maniera tale che tutte le sue attività migliorino continuamente e quindi anche l'organizzazione della Fiera di Sant'Orso. Però vorrei anche ricordare alcuni aspetti che dimostrano che non possiamo votare questa mozione.

Respingo una frase che è riportata nella mozione e cioè "la estemporaneità alla base dell'operato nell'organizzazione della fiera". Ritengo che invece vi sia stato un atteggiamento rigoroso ed anche studiato, certamente con le imperfezioni che sempre ci saranno, perchè fanno parte del modo di comportarsi e di agire, a meno che non sia una macchina perfetta, il che non è.

Siccome personalmente una certa esperienza in fatto di mostre l'avevo acquisita e poichè, anche se l'Assessore cambia Assessorato non è che cambi metodo, dico che è stata messa una attenzione rigorosa nell'organizzare questa mostra millenaria che è la Fiera di Sant'Orso.

Non è stato tralasciato nessun settore, questo lo contesto, tantomeno quello delle manifestazioni, anche perchè ci rendiamo perfettamente conto che la Fiera di Sant'Orso è uno dei migliori veicoli di immagine di questa Regione.

Forse c'è stata poca attenzione su come è stata organizzata la Fiera di Sant'Orso, se questi sono i giudizi che vengono fuori dalla mozione in oggetto.

Occorre essere attenti osservatori e critici, però possibilmente anche obiettivi. Non dimentichiamo che esistono delle grosse difficoltà, proprio perchè è una Fiera millenaria e c'è una tradizione ancorata, che è difficile modificare rapidamente. Non va dimenticato inoltre che chi vuole innovare qualcosa, specie quando c'è una grossa tradizione, non è che trovi molta facile considerazione. Questo non toglie che non si persegua questo obiettivo.

Vorrei solo ricordare che sono state studiate notevoli iniziative per dare un senso a questa Fiera, ogni anno sempre migliore; chiaramente si evolvono anche i gusti, la gente, gli stessi artisti ed artigiani, le presenze degli espositori; tutti problemi che ogni anno pongono impegni maggiori rispetto all'anno precedente.

Abbiamo anche esposto, in attesa che venga finalmente applicato, il marchio che è allo studio da parte dell'EVART per l'artigianato tipico, il cartello "Fatto a mano" oppure "Lavorazione meccanica con finitura manuale".

Certo, ci poteva anche essere chi metteva il cartello senza avere la garanzia che quell'oggetto fosse fatto a mano, d'altra parte era un ulteriore tentativo per creare le condizioni perchè questo marchio, il giorno che verrà fuori, possa dare la tutela all'acquirente e nel contempo valorizzare chi fa a mano queste sculture.

Non è vero, Consigliere Torrione, che c'era confusione; abbiamo invece cercato di localizzare in zone molto ben delimitate le varie produzioni e quindi abbiamo dislocato sotto i portici del Municipio i mobili tipici e i pizzi; in piazza Chanoux abbiamo messo le macchine industriali ed agricole; nelle vie principali, cioè Via Porta Pretoria e Via S. Anselmo, l'artigianato tipico: nella prima le scuole, nella seconda l'artigiano vero e proprio. Non dimentichiamo che abbiamo collocato quelle produzioni non propriamente tipiche in zone separate: nel piazzale delle scuole del Ponte di Pietra abbiamo messo la produzione non tipicamente valdostana, ma prodotta da residenti in questa Regione; nei giardini pubblici vicino alla stazione quella prodotta da persone che risiedono fuori Valle. Quindi abbiamo fatto uno sforzo di organizzazione e precisione in modo che anche il visitatore fosse ben guidato.

Abbiamo assegnato un numero progressivo per ogni stand; certo alcuni hanno spostato il numero, ma questo può essere imputato al fatto che molta gente si è iscritta all'ultimo momento ed il numero degli espositori è aumentato nello spazio, che è rimasto lo stesso, a disposizione.

Abbiamo inoltre messo un telefono alle Porte Pretoriane, il pronto soccorso (Croce rossa) che è stato utile; abbiamo fatto sei mostre collaterali alla fiera di Sant'Orso ed abbiamo rispettato la tradizione di consegnare un premio. Alcuni artisti avevano chiesto l'abolizione dei premi e la graduatoria fatta dalle Commissioni. Noi abbiamo inviato, come Assessorato, un questionario a tutti gli artigiani tipici, per sapere come intendono impostare la fiera dal punto di vista premiazione si oppure no, se fare un numero di ex equo.

Sulle domande, l'85% delle risposte sono state favorevoli alla proposta fatta dall'Assessorato; la gente in effetti ha esposto, però alcuni artisti non hanno inteso mettersi in concorrenza fra loro.

La Commissione giudicatrice era della massima fiducia perché presieduta da un critico d'arte come Angelo Dragone, e offriva garanzie di competenza e serietà.

Quest'anno abbiamo fatto una fiera sperimentale perchè occorre evolversi secondo le esigenze che sorgono di volta in volta, però va ricordato che non si è mai voluto snaturare il concetto di fondo della Fiera.

Se poi andiamo a verificare alcuni aspetti che riguardano la pubblicità, non è vero che i manifesti sono stati affissi 15 giorni prima; i manifesti sono stati pubblicati 2 mesi prima e inviati in tutte le stazioni dell'Italia del Nord, e nelle agenzie turistiche sino a Roma, in quelle francesi e svizzere, sono stati messi in tutte le librerie più importanti del Piemonte, della Lombardia e della Liguria, dando così tempestiva informazione.

Abbiamo fatto addirittura una sfilata di modelli confezionati con il tipico drap di Valgrisenche, abbiamo pubblicizzato i merletti di Cogne attraverso una dimostrazione di lavorazione in un albergo di Aosta, sempre in coincidenza con la fiera; per cui credo che si sia fatto uno sforzo notevole, magari perfettibile; ma di fronte a chi parla di una organizzazione basata sulla estemporaneità, devo dire che non è assolutamente vero.

Per questi motivi ci asteniamo nel votare questa mozione, che riteniamo in ritardo secondo gli obiettivi che la Giunta si è posta nei riguardi della valorizzazione della Fiera di Sant'Orso.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Torrione, ne ha facoltà.

TORRIONE - (P.S.I.): Per dichiarazione di voto. Voteremo a favore della mozione.

Questa mozione conteneva alcune considerazioni su cui l'Assessore Pollicini ha voluto puntualizzare addirittura sul piano lessicale. Se guardiamo il deliberato, si trattava di un provvedimento che la Giunta adottava per conto suo e che poi sottoponeva al Consiglio; non avevamo alcuna pretesa di voler imporre una soluzione piuttosto che un'altra!

Ci sembrava, vista l'importanza della Fiera, di poter fornire in sede di Commissione alcuni suggerimenti. Mi sembra di aver colto dall'Assessore che tutto sommato c'è un impegno della Giunta, ma non tutto poi è codificato in modo tale da far sì che la Fiera abbia quella rispondenza che ormai dovrebbe avere per le sue tradizioni. C'è ancora qualcosa da rimettere in sesto.

Questo discorso andava fatto proprio per dare un assetto definitivo alla fiera, ma sono idee personali che non ho la pretesa di far prevalere.

Prendiamo atto della volontà della Giunta e speriamo che si attui nonostante l'astensione rispetto a questa mozione.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Aloisi, ne ha facoltà.

ALOISI - (M.S.I.): Per dichiarazione di voto. Non riesco a capire l'atteggiamento di questa maggioranza in merito a questa mozione, anche perchè il Consigliere Torrione nel deliberato della mozione dice di disciplinare, coordinare, puntualizzare, quindi cercare di migliorare la millenaria fiera di Sant'Orso, e questo se ben ricordo alcuni mesi or sono, in un incontro avuto con la III^ Commissione e con l'Assessore Pollicini era l'impegno che egli si era preso per migliorare questa fiera.

Con questa mozione il Consigliere Torrione va incontro a quelle che erano le aspettative dell'Assessore. Non riesco a capire la motivazione dell'astensione della maggioranza.

Consigliere Torrione, la prossima volta penso sia il caso, quando si hanno delle idee valide, non di presentarle come Consigliere Torrione o Pascale, ma di passarle sottobanco alla maggioranza perchè le presenti lei. A mio parere questo della maggioranza non è un atteggiamento corretto.

Voterò a favore della mozione in oggetto.

PRESIDENTE: Metto in approvazione la mozione in oggetto:

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 12

Favorevoli: 12

Astenuti: 18 (Beneforti, Bondaz, Borbey, Chabod, De Grandis, Faval, Fosson, Lanivi, Marcoz, Martin, Perrin, Pollicini, Ricco, Rolando, Rollandin, Stévenin, Tamone e Voyat)

Il Consiglio non approva