Oggetto del Consiglio n. 510 del 24 giugno 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 510/XVII - Reiezione di Mozione: "Crisi energetica: aumentiamo i valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico (DMV/DE) per far fronte ai maggiori costi".
Aggravi (Président) - Point n° 7 à l'ordre du jour. Pour l'illustration, la parole au collègue Carrel.
Carrel (ADC) - Torniamo a parlare di guerra in Medio Oriente, ma la trattiamo in modo un pelo diverso rispetto ad alcune mozioni che ci hanno impegnato per intere giornate in questo Consiglio regionale.
Parliamo di guerra in Medio Oriente andando a capire cosa possiamo fare come Regione Autonoma Valle d'Aosta nel nostro piccolo territorio con le nostre importanti risorse, e tra queste importanti risorse non possiamo non citare l'acqua, e non citeremo i casi CVA che abbiamo già affrontato e che torneremo ad affrontare, ma qui parliamo di centraline idroelettriche, di permessi e di concessioni, quindi di quanta acqua possano usare le centraline idroelettriche dei privati.
Ne parliamo perché per cercare di trovare pragmaticamente delle soluzioni abbiamo scelto di capire quali risorse possiamo utilizzare meglio come Regione.
I colleghi della Lega hanno proposto un abbassamento delle aliquote sulla benzina e in qualche modo è stato anche corretto ribadire il no, politicamente posso anche comprenderlo, da parte del Governo, anche perché sono sostanze inquinanti, anche perché non andiamo nella direzione del fossil fuel free, non andiamo nella direzione del rispetto del Piano aria che ci vedrà sicuramente confrontarci nel futuro.
Oggi invece vi parliamo di una risorsa estremamente rinnovabile come l'acqua che in Valle d'Aosta abbiamo ancora in buone quantità. Abbiamo costruito e investito negli anni, anche con incentivi regionali, una serie di centraline che servono a tutelare il territorio, servono a produrre energia pulita e, in un momento in cui la crisi energetica si fa sentire, chiediamo appunto con questa mozione di impegnare la Giunta regionale affinché ponga in essere tutti gli atti amministrativi necessari per prevedere che nei prossimi due anni il DMV/DE rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche venga allineato a quello approvato per gli impianti di CVA, nel rispetto dei risultati della sperimentazione che hanno dimostrato essere compatibili con la tutela ambientale dei corsi d'acqua d'interesse.
Per chi ci ascolta, soprattutto, credo che sia anche corretto individuare un attimo la situazione dal punto di vista amministrativo e giuridico. Il PTA del 2006 aveva aggiunto un criterio per il calcolo DMV definito sperimentale che, pur senza che fosse indicato in modo esplicito, in pratica si applicava solo agli impianti di CVA, quindi avevamo un DMV generale base e agli impianti di CVA permettevamo di sperimentalmente incrementare questo DMV, per produrre più energia correttamente e andavamo a verificare che questo non creasse dei danni ambientali.
Fatto questo ovviamente abbiamo ottenuto dei livelli di DMV più alti rispetto a quelli di partenza. Le concessioni, per quanto riguarda i privati, invece sono rimaste ferme a quelle che erano state le concessioni madre.
Cosa stiamo chiedendo in questa mozione? Adottare un sistema per tutelare l'ambiente in primis, tutelare la risorsa idrica senza ombra di dubbio, ma cercare di dare la possibilità a tutti coloro che hanno delle centraline di produrre più energia.
E questo lo chiediamo perché? Perché nel mondo vi sono delle questioni che non dipendono da noi, perché purtroppo non dipendono da noi, su cui non possiamo intervenire direttamente, per quanto possiamo esprimerci in un modo piuttosto che nell'altro, ma invece sulla gestione delle nostre acque per ora possiamo ancora dire la nostra e quindi chiediamo al Governo d'impegnarsi in questa direzione.
Ovviamente anche in questo caso ci tengo a evidenziare che l'iniziativa era datata, però è corretto evidenziarlo semplicemente perché è un'iniziativa che è partita dall'ascolto attento di una lunga giornata in cui abbiamo discusso su chi avesse ragione a livello internazionale, ma purtroppo non è questa una delle competenze che reputiamo avere il Consiglio regionale e quindi abbiamo cercato in qualche modo di dire la nostra su un tema così importante e cercare di renderlo più attuabile e più vicino ai Valdostani.
Presidente - La mozione è stata presentata. Per la replica del Governo la parola all'assessore Sapinet.
Sapinet (UV) - Occorre innanzitutto evidenziare che l'aumento del prezzo del gas combustibile, causato dall'attuale situazione di crisi internazionale, genera tra i propri effetti il contestuale aumento del prezzo al consumo dell'energia elettrica, ma tuttavia quest'ultimo, essendo direttamente vincolato all'andamento del prezzo del gas non è influenzato dalla modalità di generazione di tale energia.
Detto ciò, come ha detto il collega, un'iniziativa che arriva in Aula dopo qualche mese, quindi di una risposta per la quale ho dovuto fare una sintesi, le fornirò la risposta completa scritta in modo che possa avere una risposta nella sua totalità.
È un momento molto complicato, non era così a marzo-aprile quando ha presentato l'iniziativa. Il 29 di giugno, con la collega Girod, sarà convocato l'Osservatorio per la crisi idrica proprio in virtù della situazione che ci troviamo ad affrontare.
A beneficio di chi ci segue ricordo che il deflusso minimo vitale, noto come DMV, e il deflusso ecologico sono rilasci che devono essere garantiti a valle delle derivazioni ai fini della salvaguardia ambientale dei corsi d'acqua.
Venendo ai deflussi ecologici adottati per i principali impianti della società CVA, occorre evidenziare che storicamente tali impianti - in relazione alla loro epoca di costruzione, spesso risalente ai primi decenni dello scorso secolo - non erano assoggettati a disposizioni volte a garantire obblighi di rilascio a valle delle opere di presa.
Solo a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni del Piano regionale di tutela delle acque, noto come PTA, del 2006, anche per tali impianti è scattato l'obbligo di garantire a valle delle loro derivazioni dei rilasci a titolo di deflusso minimo vitale.
In base al PTA 2006, erano previste tre modalità di determinazione del deflusso minimo vitale: due modalità prevedevano l'applicazione di formule idrologiche derivanti da disposizioni adottate a livello dell'intero bacino padano dell'autorità di bacino del fiume Po, i cosiddetti criteri 1 e criteri 2, mentre la terza modalità era individuata nel cosiddetto criterio 3 sperimentale.
All'epoca la società CVA S.p.A. si avvalse della possibilità di utilizzare il criterio 3 e furono imposti inizialmente, in una prima fase della sperimentazione, degli obblighi di rilascio inferiore rispetto a quelli determinabili con il criterio 2 del PTA 2006.
La sperimentazione coinvolse tutti gli impianti della società CVA S.p.A., a eccezione di quelli alimentati dalle grandi dighe regionali, ovvero la Place Moulin, Beauregard, il Goillet, Cignana e il Gabiet, poiché sempre in base alle disposizioni del PTA 2006, in relazione alla loro particolare tipologia, tali impianti erano esonerati dall'obbligo del rilascio di deflusso minimo vitale. Parallelamente all'adozione dei suddetti rilasci fu avviata una seconda fase della sperimentazione.
Nel frattempo l'Amministrazione regionale aveva messo a punto la metodologia per effettuare l'attività di sperimentazione prevista dal criterio 3 del PTA 2006.
Nel 2018 si è conclusa la prima di tali attività di sperimentazione riguardante un impianto idroelettrico di proprietà di un operatore privato, che ha permesso di affinare la suddetta metodologia e di replicarla sugli altri impianti presenti sul territorio valdostano.
Da quel momento la metodologia è stata applicata a tutti quegli impianti idroelettrici per i quali i rispettivi concessionari hanno presentato alla Regione formale richiesta di avvalersi del criterio 3 del PTA 2006 per le determinazioni del deflusso minimo vitale.
Sul territorio regionale sono stati quindi avviati 62 diversi programmi sperimentali che hanno coinvolto 104 impianti idroelettrici caratterizzati da dimensioni molto variabili, da pochi kilowatt di potenza a decine di megawatt.
Tutti i programmi sperimentali, sia quelli già conclusi che quelli ancora in corso, hanno visto l'applicazione della medesima metodologia, quindi con procedure del tutto identiche a quelle utilizzate nella sperimentazione della società CVA.
Da quest'ultima sperimentazione, conclusasi con l'adozione della deliberazione della Giunta regionale, la n. 266 del 17 marzo 2025, sono state espunte le derivazioni della CVA poste sul torrente Saint-Barthélemy e sul torrente Chalamy, in ragione della complessità dovuta al consistente numero di prelievi presenti sulle aste torrentizie e della loro intrinseca interazione; in questa fase non c'è il tempo per illustrare dettagliatamente ma, come detto, le forniremo anche la risposta più completa scritta.
Al fine di dare una corretta dimensione delle attività svolte, si fa presente che gli impianti idroelettrici con opera di presa ubicata sul territorio regionale, caratterizzati da una potenza nominale di concessione superiore ai 100 kW, sono circa 160 e, come evidenziato in precedenza, in ben 104 di questi sono stati attivati i procedimenti sperimentali per la determinazione del deflusso minimo vitale, pari quindi al 65% del totale.
È ancora da evidenziare che nel corso delle attività sperimentali spesso si giunge a individuare una soluzione di prelievi e rilasci che consenta il raggiungimento di indici di qualità ambientale allineati con gli obiettivi di tutela adottati a livello regionale di distretto padano, quindi il piano di gestione del distretto idrografico ed euro-comunitario.
Si evidenzia che le sperimentazioni effettuate e quelle in corso hanno generalmente portato a un aumento dei valori di rilascio per gli impianti storici della società CVA e a una riduzione per gli impianti più recenti degli altri concessionari, allineando di fatto i differenti obblighi di rilascio.
Nelle aste torrentizie dove sono presenti sia le derivazioni a servizio degli impianti della società CVA sia quelle di altri concessionari, i valori di rilascio imposti derivanti dall'applicazione della medesima metodologia sono del tutto simili.
Si fa presente, infine, che il recente aggiornamento del PTA 2006 - traguardandolo all'orizzonte temporale del PTA del 2030, quindi noto come il PTA 2030 - ha sancito l'obbligo dell'utilizzo di tale metodica sperimentale già nella fase di rilascio della concessione e vi sono già alcuni casi d'impianti idroelettrici recentemente assentiti caratterizzati da obblighi di rilascio del deflusso ecologico, determinati mediante l'applicazione della suddetta metodica.
In sintesi, quindi, si rileva che non risulta necessario in questa fase impegnare il Governo regionale a porre in essere degli appositi atti affinché il deflusso minimo vitale o il deflusso ecologico da garantire a valle delle derivazioni idroelettriche venga allineato a quello imposto agli impianti di CVA, in quanto questo sta già avvenendo a partire, come dicevo, dal 2018.
Generalmente non risulta possibile trasporre con una semplice azione matematica i valori dei rilasci adottati per la CVA ad altri impianti, in quanto questi non dipendono da una forma di tipo idrologico, ma derivano da una complessa attività sperimentale che prende in considerazione diversi comparti di valutazione, quindi una valutazione ambientale, paesaggistica, energetica ed economica, per citarne alcune.
Per quanto riguarda i nuovi impianti idroelettrici, è il vigente Piano tutela delle acque 2030 che impone l'utilizzo di tale metodologia nel procedimento istruttorio volto al rilascio della concessione.
Di fatto, quindi, l'Amministrazione regionale ha superato le disposizioni adottate dall'autorità di bacino distrettuale del fiume Po, volte alla determinazione del deflusso minimo vitale e del deflusso ecologico con formule matematiche e considerazioni di tipo idrologico, utilizzando invece una metodica ben più raffinata e riconosciuta a livello nazionale con atti adottati dal Ministero dell'ambiente e tutela del territorio del mare (ora Ministero ambiente e sicurezza energetica) e poi dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, noto come ISPRA.
A fronte di quanto sopra e del fatto che l'Amministrazione regionale sta già operando nel senso prospettato dal collega, si invita al ritiro della mozione, in alternativa ci si asterrà; ricordo poi che verrà fornita la risposta completa.
Presidente - Ha chiesto la parola la collega Minelli.
Minelli (AVS) - Anche alla luce di considerazioni che noi abbiamo espresso più volte in passato, in ultimo il 26 novembre scorso, quando abbiamo presentato un'interpellanza per avere contezza delle notizie, degli intendimenti circa l'applicazione delle misure del Piano di tutela delle acque in materia di concessioni idroelettriche, annunciamo che voteremo contrariamente a questa mozione, che riteniamo inopportuna e per certi aspetti anche fuorviante, perché induce a pensare, e lo abbiamo anche capito dalle premesse illustrate dal collega Carrel, che la soluzione alla crisi energetica possa passare da un allentamento delle regole di tutela ambientale, mentre così, secondo noi, non è.
Spiego soprattutto i punti che ci vedono contrari rispetto alla mozione.
Ha illustrato anche l'Assessore il fatto che in Valle d'Aosta si adotti un sistema diverso, questo metodo MesoHABSIM, che abbiamo già contestato anche in fase di discussione del Piano di tutela delle acque.
In ogni caso chiedere di allineare il DMV e il DE, il deflusso ecologico di tutti gli impianti idroelettrici, ai valori che sono applicati per CVA, a nostro avviso è un errore, perché significa assumere come modello generale una situazione particolare legata alle specifiche sperimentazioni che sono state concesse dalla Regione a CVA, tra l'altro sperimentazioni che durano da molti anni - e già per questo, a nostro avviso, non è neanche più corretto chiamarle sperimentazioni - e quello che si chiede è di trasformare comunque questa cosa in una regola per tutti.
Così facendo, a nostro avviso, si rischia di creare confusione e soprattutto di legittimare un sistema in cui ciascun operatore poi finisce per rivendicare delle condizioni a lui più favorevoli in deroga a criteri che, invece, dovrebbero essere chiari, comuni e condivisi.
Regole che esistono per tutelare un interesse generale che è quello della qualità dei nostri corsi d'acqua e quindi più in generale dell'ambiente.
Secondo punto: questa mozione sembra un po' in linea - e questo è un elemento che ci preoccupa ulteriormente - con le posizioni che sono state sostenute nel ricorso presentato da Assoidroelettrica al Tribunale superiore delle acque pubbliche l'anno scorso, un ricorso che doveva essere discusso a ottobre, poi rinviato, e di cui non abbiamo più avuto informazioni precise.
Un ricorso che, come avevamo evidenziato proprio in aula a novembre, rischia di mettere in discussione l'impianto stesso delle misure di tutela previste dal nostro PTA. Quindi, prima di assumere degli indirizzi politici che vanno in quella stessa direzione, noi riterremmo quantomeno necessario chiarire gli esiti e le implicazioni di quel contenzioso.
Terza questione: non condividiamo l'idea che sia necessario incrementare ulteriormente la produzione idroelettrica. La nostra regione produce già una quantità molto significativa di energia da fonte idrica e una parte rilevante, circa i due terzi, viene esportata fuori regione.
I nostri torrenti e il fiume, la Dora Baltea, che attraversa tutta la Valle, sono in grandissima parte già derivati e quindi la nostra posizione - ma non è una novità, l'abbiamo detto più volte - è quella di preservare i tratti che non sono ancora sfruttati.
Non siamo poi nemmeno in presenza di una carenza produttiva tale da giustificare un abbassamento dei livelli di tutela ambientale.
Anche il richiamo al gas come alternativa va ridimensionato. Il gas ha avuto un ruolo nella fase di transizione energetica, ma da qui in avanti bisogna andare ad un progressivo suo abbandono e non è neanche, secondo noi, corretto impostare il tema come una semplice alternativa tra "più idroelettrico" o "più gas".
Infine, e questo però è probabilmente il punto per noi più importante, la strada che crediamo sia da percorrere è un'altra, quella che abbiamo indicato anche a suo tempo in maniera precisa nelle osservazioni formulate al PEAR 2030.
La riduzione dei consumi energetici, lo sviluppo delle comunità di energia rinnovabile e del fotovoltaico, l'adeguamento e la modernizzazione della rete elettrica (su cui bisognerebbe aprire un grande capitolo, perché sappiamo che su questo abbiamo dei problemi enormi in questo momento, e ci sembra che non si stia intervenendo, ma questa è ancora un'altra questione) e l'accompagnamento di un passaggio graduale, ma deciso, dal fossile all'elettrico, in particolare nei settori della mobilità e del riscaldamento.
Per quello che ci riguarda, per quello che è la nostra posizione, è su questi assi che si costituisce una politica energetica seria e sostenibile e non di certo sull'abbassamento dei deflussi minimi vitali.
In conclusione quindi i motivi che noi abbiamo per non essere favorevoli a questa mozione sono tanti e sono anche dei motivi solidi di tipo ambientale, di tipo tecnico, ma anche di coerenza con gli strumenti di pianificazione che questa Regione si è data, in primis il PTA.
Per queste ragioni quindi confermiamo il nostro voto contrario.
Presidente - Altri interventi? Il collega Carrel.
Carrel (ADC) - Per quanto riguarda la risposta dell'Assessore, la ringrazio se ce ne farà avere copia, è una risposta sicuramente tecnica, mi perdoni, ed è entrato giustamente negli aspetti più tecnici, la mozione invece è un atto più politico, ed è un invito a ragionare, in quanto maggioranza, in quanto Governo regionale, sulla possibilità di agire in maniera diversa per quanto riguarda le concessioni dei privati.
Dalle sue parole ci aspettavamo un'apertura maggiore che non abbiamo ricevuto, soprattutto perché vi sono delle aste torrentizie dove ci sono delle centraline - alcune private, alcune di CVA - e le concessioni sono diverse, e questo ovviamente ci pone degli interrogativi e su questo credo che sia la politica che debba interrogarsi e deve dare le risposte.
Ci tengo a evidenziarlo, l'obiettivo non è diminuire il DMV di CVA, perché non vorrei essere frainteso, ma è dare a tutti la stessa possibilità e soprattutto è dare della possibilità di produzione in più per quanto riguarda la nostra regione.
Sulle parole della collega Minelli, non mi aspettavo sicuramente di trovare il vostro assenso correttamente in questa mozione, d'altro canto mi permetto di definirmi anche io ambientalista in maniera un po' diversa, ma anche io ho cercato di tenere anche nell'esposizione di quest'iniziativa la questione ambientale come centrale, cioè abbiamo effettuato delle sperimentazioni negli anni che ci permettono di poter dire chiaramente che tuteliamo comunque il nostro ambiente, tuteliamo comunque il nostro paesaggio, tuteliamo assolutamente le necessità primarie, e lo dico da ex Assessore all'agricoltura anche, perché poi il grande litigio, spesso e volentieri anche strumentalizzato, tra uso irriguo e concessioni idroelettriche esiste, quindi lo dico riconoscendo che l'acqua ha delle priorità e deve essere utilizzata con delle priorità, in primis quello irriguo, dopo tutto il resto, ma è ovvio che nel dopo ci deve essere anche la possibilità per tutti di utilizzare questa risorsa per dare delle risposte concrete.
Dopodiché, se la vendiamo oppure no, è comunque energia pulita che va all'interno del sistema Italia-Europa e credo che sia un ragionamento che va anche accolto dal punto di vista ambientale con favore rispetto a tante altre produzioni di energia che non sono sicuramente rispettose dell'ambiente come lo è quello delle centraline idroelettriche.
Presidente - Altri interventi? Pongo allora in votazione la mozione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 34
Votanti: 12
Favorevoli: 9
Contrari: 3
Astenuti: 22 (Aggravi, Baccega, Bertschy, Borre, Centoz, Forcellati, Girod, Grosjacques, Guichardaz, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Testolin, Trione, Viérin Laurent, Viérin Marco).
La mozione non è approvata.
