Oggetto del Consiglio n. 501 del 11 giugno 2026 - Resoconto
OGGETTO N. 501/XVII - D.L. n. 15: "Disposizioni in materia di attività turistico-ricettive e commerciali. Modificazioni di leggi regionali".
Aggravi (Presidente) - Colleghi, riprendiamo i lavori. Punto 15.01 all'ordine del giorno. La parole au rapporteur, le conseiller Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Le tourisme est un des domaines les plus importants de notre Région, de la Vallée d'Aoste, un domaine qui dans ces années a eu des résultats et dans les décennies, mais surtout dans le récent passé, des résultats très importants. C'est un domaine, un secteur qui a besoin de soutien et dans ce sillon ce projet de loi se présente dans le panorama des soutiens et de la législation que la Région veut mettre dans ce secteur.
J'ai donc l'honneur de présenter aux collègues et au Conseil de la Vallée ce rapport sur un projet de loi, le n° 15, qui a été présenté par le Gouvernement régional le 27 avril 2026. Il s'agit d'une mesure d'une grande importance pour le secteur touristique et hôtelier, du commerce et de l'économie de notre Région. C'est un projet de loi qui vise en effet l'objectif stratégique de mettre à jour, de manière organisée et précise, la réglementation qui régit les secteurs touristique-hôtelier et commercial de la Vallée d'Aoste. L'intervention normative répond à une double nécessité: d'un côté, la nécessité de prendre en compte les dynamiques évolutives des marchés en valorisant l'offre d'excellence et en simplifiant la gestion administrative et, d'autre part, l'exigence de protéger le tissu social et économique local, en garantissant la qualité de la vie et la présence des services essentiels sur l'ensemble du territoire régional avec une référence particulière aux petites localités de montagne de notre Vallée d'Aoste.
Il provvedimento si compone di dieci articoli, strutturati per incidere capillarmente su diverse leggi regionali che si sono stratificate nel tempo. La filosofia di fondo del testo poggia su tre pilastri cardine: la semplificazione amministrativa, l'introduzione di nuove opportunità turistiche o ricettive, lo snellimento delle procedure urbanistiche per permettere investimenti di riqualificazione alberghiera e lo stanziamento di misure definitive che sono volte a rivitalizzare i piccoli esercizi commerciali e i centri polifunzionali.
Per quanto riguarda il settore turistico, si parla di flessibilità, digitalizzazione e alta gamma. Il comparto turistico costituisce, come dicevo in premessa, il motore economico pulsante della Valle d'Aosta. Per mantenere alta la competitività, il disegno di legge interviene sia sul segmento alberghiero, sia su quello extra alberghiero, correggendo vincoli obsoleti e introducendo nuove opportunità di mercato.
Per quel che riguarda l'adeguamento dei flussi statistici e la diffida amministrativa, l'articolo 1 modifica la legge regionale 33/1984 in materia di aziende alberghiere. Il primo intervento mira alla modernizzazione della trasmissione dei dati sui flussi turistici e viene stabilito che i gestori debbano comunicare i dati su arrivi e presenze esclusivamente per via telematica tramite la piattaforma online della Regione entro il giorno 5 di ciascun mese. Ciò elimina adempimenti cartacei che erano desueti e uniforma le rilevazioni regionali agli attuali standard Istat. La vera novità strutturale è però contenuta nel comma 2, che recepisce l'istituto della diffida amministrativa, in perfetta analogia con il decreto legislativo statale 103/2024. Per le violazioni sanabili che prevedono una sanzione pecuniaria non superiore a 5 mila euro, qualora commesse per la prima volta in un quinquennio, l'organo di controllo non applicherà immediatamente la sanzione, ma diffiderà l'operatore a regolarizzare la propria posizione entro un congruo termine, estinguendo l'illecito senza oneri finanziari in caso di adempimento.
L'articolo 2 introduce gli chalets di lusso, chalets haut de gamme. Viene istituita una nuova esclusiva tipologia ricettiva extralberghiera: gli chalets haut de gamme. Si tratta di strutture ricettive dotate di arredi, corredi, finiture e materiali di pregio, che devono essere commercializzate obbligatoriamente nella loro totalità (formula di affitto esclusivo dell'intera struttura) per una capacità compresa tra i 6 e i 16 posti letto. Sono strutture che dovranno garantire i servizi premium inclusi (pulizia, cambio biancheria, transfer con conducente, chef privato, ristorazione interna, massaggi). Questa è un'innovazione che colma un vuoto rispetto a modelli già affermatisi con successo in Francia e in Svizzera, così da permettere anche alla Valle d'Aosta di intercettare stabilmente un segmento di mercato internazionale di alta capacità di spesa, garantendo al contempo massima riservatezza.
Sempre all'interno dell'articolo 2 si parla di rilancio degli ostelli della gioventù. La disciplina delle strutture extralberghiere, che è la legge regionale 11/1996, viene ammodernata nei commi dal 3 al 7 dell'articolo 2, accogliendo le richieste di numerosi Comuni valdostani. Molte Amministrazioni locali, infatti, che sono proprietarie di immobili adibiti a ostelli, incontravano difficoltà nel trovare gestori a causa anche dei vincoli gestionali troppo rigidi. Con le nuove disposizioni la gestione degli ostelli viene aperta anche alle imprese commerciali (e non solo agli enti no profit), subordinando tale opzione alla stipula di una convenzione con il Comune, previo parere della struttura regionale competente, questo per assicurare il mantenimento del target prevalentemente giovanile. Viene inoltre concessa la possibilità di aprire al pubblico l'attività di somministrazione di alimenti e bevande interne all'ostello, garantendo un polmone di sostenibilità economica fondamentale per l'equilibrio di gestione della struttura.
L'articolo 3 parla di incentivi urbanistici e di riqualificazione delle strutture e qui, in stretta connessione con le novità ricettive, l'articolo 3 introduce modifiche di carattere urbanistico alla legge 11/1998: da un lato, equipara gli chalets di lusso alla disciplina urbanistica degli affittacamere, permettendone l'insediamento nelle medesime zone dei piani regolatori generali comunali, con il vincolo di non poterne mutare la destinazione d'uso per vent'anni dall'agibilità; dall'altro, l'articolo compie un'operazione di forte stimolo agli investimenti alberghieri: i benefici di ampliamento volumetrico in deroga (cosiddetto "Piano Casa" nato nel 2009) vengono estesi anche alle strutture edificate ex novo nel periodo compreso tra il 2010 e il 2019, fornendo una leva per l'ammodernamento delle aziende alberghiere di recente costruzione.
Settore commerciale: la legge si occupa di una parte del settore commerciale, concorrenza, adeguamento e tutela del territorio, quindi la seconda macroarea del disegno di legge riguarda il comparto commerciale, un settore che ha visto una profonda evoluzione sia nei principi costituzionali, che nelle dinamiche di concorrenza.
L'articolo 4 interviene in particolare sulla legge regionale del commercio 12/1999 per risolvere un delicato nodo di legittimità costituzionale. A seguito della nota sentenza della Corte costituzionale 104/2014, che aveva cassato alcune norme regionali introdotte nel 2013, con quest'intervento legislativo si adegua il testo richiamando espressamente l'articolo 117, IV comma della Costituzione, come modificato dalla legge n. 3/2001, che riserva la competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, mentre assegna alle Regioni "la potestà legislativa in riferimento a ogni materia non espressamente riservata a quella dello Stato". Viene introdotto un nuovo articolo che è inerente alla libertà di stabilimento degli esercizi commerciali, recependo il principio della libertà di apertura senza limiti quantitativi o vincoli territoriali, ma il testo prevede una fondamentale clausola di salvaguardia, con la possibilità di introdurre, in via eccezionale, limitazioni all'insediamento di specifiche attività commerciali in determinate aree o adottare misure volte alla tutela e/o alla valorizzazione di particolari tipologie di botteghe artigiane o di esercizi di vicinato.
L'articolo 5 invece recepisce le novità introdotte dall'articolo 11 della legge 214/2023 in materia di commercio al dettaglio su aree pubbliche. Si stabilisce che le concessioni debbano avere una durata di 10 anni e debbano essere assegnate mediante procedure selettive trasparenti e imparziali, conformi alle linee guida del Ministero delle imprese e del made in Italy ormai di prossima approvazione. A livello locale l'articolo introduce una misura di flessibilità attesa e sollecitata dagli operatori e dai piccoli Comuni: viene innalzato da tre a quattro il numero massimo di mostre mercato (quali antiquariato, collezionismo, oggettistica) che sono organizzabili annualmente da hobbisti in ogni comune, stimolando così i flussi turistici e il commercio.
La parte di semplificazione e interventi regionali di sostegno finanziario è una parte importante di questo disegno di legge. L'efficacia di una legge - qualcun altro l'ha ricordato in altri interventi in questi giorni - si misura anche dalla rapidità della sua applicazione e dalla certezza delle risorse messe a disposizione dei cittadini e delle imprese.
L'articolo n. 6 parla di snellimento amministrativo per quanto riguarda il sostegno. L'articolo 6 modifica la legge regionale 19/2001 attuando una netta separazione tra la funzione di indirizzo politico e la gestione amministrativa. Per accelerare l'erogazione dei mutui e diminuire i tempi d'attesa per le imprese, la concessione, la revoca o il rigetto di finanziamenti, così come le autorizzazioni ai mutamenti di destinazione d'uso, non passeranno più attraverso una delibera di Giunta regionale ma saranno disposti direttamente con provvedimento dirigenziale dei soggetti responsabili delle strutture competenti. Viene anche eliminata la previa illustrazione alle Commissioni consiliari per i criteri attuativi trattandosi di testi consolidati, così da velocizzare notevolmente l'iter burocratico.
L'articolo 7 è un articolo importante nella misura in cui sostiene la montagna, il cuore sociale del disegno di legge, è una norma che rende strutturali e definitive - e questa è una sollecitazione che arrivava da più parti, anche all'interno di questo Consiglio - le misure di sostegno economico a favore degli esercizi di vicinato che vendono generi alimentari e di prima necessità nei piccoli comuni e nelle aree dove il mantenimento di un punto vendita al dettaglio è fondamentale per la vivibilità e l'accessibilità ai servizi da parte della popolazione. Sono misure che sono nate in via sperimentale con la legge di stabilità regionale del 2020 e stanno a significare che i piccoli negozi di montagna non sono semplici attività economiche, ma sono veri e propri presidi territoriali sociali che sono insostituibili e la cui scomparsa è elemento che contribuirebbe al rischio di spopolamento dei nostri piccoli comuni di montagna.
I contributi a fondo perduto e in regime di de minimis prevedono: un incentivo una tantum, fino a un massimo di 15 mila euro per l'apertura di nuovi esercizi di vicinato; un contributo annuale di funzionamento fino a 6 mila euro per il mantenimento dei negozi esistenti che presentano un volume di affari inferiore ai 120 mila euro, garantendo loro ossigeno nei momenti di bassa stagione, ma elemento sostanziale del provvedimento consiste nell'estensione di questa misura ai centri polifunzionali di servizio, che sono stati introdotti nel lontano 1999 e che non hanno mai avuto lo sviluppo sperato proprio per la fragilità del loro equilibrio economico. L'articolo 7 di questa legge stanzia per questi centri un contributo a fondo perduto strutturale fino a 24 mila euro annui per la nuova apertura e il mantenimento. Questa importante dotazione finanziaria mira a promuovere la riapertura di spazi integrati nei piccoli comuni, dove i cittadini possono trovare, sotto lo stesso tetto, generi alimentari, servizi postali, sportelli informativi e prima assistenza, dando o, meglio, restituendo dignità e servizi alle comunità più isolate.
In conclusione, per quanto riguarda gli ultimi articoli, la copertura finanziaria, gli articoli finali 8, 9 e 10 regolano la fase transitoria, le necessarie abrogazioni tecniche per la copertura economica delle misure, l'onere complessivo che deriva dal sostegno commerciale all'articolo 7 è quantificato in 1 milione di euro annui a decorrere dal 2026 e questa spesa trova piena copertura nel bilancio regionale sul triennio 2026-2028 tramite i fondi speciali di Missione 20, per poi essere stabilizzata a partire dal 2029 nella spesa corrente Missione 14.
En conclusion nous sommes face à un texte qui est équilibré, concret et visionnaire avec l'objectif d'être innovants et dans la tentative de soutenir notre montagne afin de ne laisser personne de côté. Avec cette mesure des outils de croissance compétitive pour le tourisme haut de gamme sont offerts et, en même temps, un filet de protection solide et définitif est étendu pour les micro-commerces de nos villages alpins et montagnards. Simplifier les règles, numériser les flux, protéger la concurrence et investir des ressources sûres sur le territoire sont les réponses concrètes que nos opérateurs économiques attendent. C'est pour ces raisons que je voudrais remercier pour le travail accompli l'Assesseur qui a su interpréter les sollicitations de ce Conseil, mais aussi et surtout du territoire, des Collectivités locales, des opérateurs économiques qui travaillent quotidiennement sur notre territoire pour augmenter la qualité de nos services pour maintenir la montagne vivante et surtout pour avoir la possibilité de donner un accueil de qualité aux touristes qui viennent en Vallée d'Aoste.
À travers les remerciements à l'Assesseur et, disons, à tout son staff, aux structures, on se souhaite que ce dessin de loi ait le plus ample partage à l'intérieur de cette salle.
Président - Le rapport à été présenté, le débat général est ouvert. Y a-t-il quelqu'un qui veut prendre la parole? La parole au conseiller Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Anche se non vedo la fila degli interventi, mi piacerebbe che l'Assessore continuasse la buona abitudine di cui abbiamo apprezzato la novità questa mattina e magari potesse intervenire in discussione generale rappresentando un po' anche il suo punto di vista, ciò che ha ispirato questi provvedimenti, eccetera, concedendoci magari non solo i cinque minuti di replica ma la possibilità eventuale - poi non è che la vogliamo tirare lunga - di un dibattito, magari anche un po' dialogico e non ridotto magari al solo momento delle repliche. In ogni caso noi anticipiamo, così come peraltro è stato fatto in Commissione con il nostro voto favorevole al testo, anche su questo disegno di legge il nostro gruppo, il gruppo Partito Democratico, Federalisti Progressisti, esprimerà voto favorevole. Lo faremo con convinzione devo dire, ma anche con alcune riflessioni che andrò a fare e che credo meritino di essere svolte e affrontate perché questo provvedimento, pur avendo un contenuto apparentemente tecnico, manutentivo, integrativo, ci parla in realtà di quale Valle d'Aosta abbiamo in mente per il futuro, motivo per cui aderiamo e voteremo questo testo è perché condividiamo anche proprio la vision che sta alla base di questa norma e devo dire che, leggendo questo testo, ho avuto la stessa impressione che avevo già espresso intervenendo sul disegno di legge n. 17, quello che abbiamo discusso questa mattina sui trasporti. Ancora una volta ci pare di trovarci di fronte a un provvedimento che è il risultato, come dicevo già stamattina, per il testo, per il DDL 17, di un lavoro lungo, costruito nel tempo, che attraversa le maggioranze e anche le legislature e lo considero e lo consideriamo un elemento positivo, come credo abbiate capito anche dagli interventi che spesso facciamo in quest'aula.
Permettetemi anche di ribadire un concetto che abbiamo già avuto modo di ribadire, ma non è mai abbastanza credo quando si parli fondamentalmente anche di temi più politici. Troppo spesso in politica si tende ad attribuire ogni merito - non è il caso devo dire necessariamente di questo Consiglio regionale, ma mi capita alle volte di seguire anche i lavori di altri Consigli - esclusivamente alla maggioranza del momento, all'amministratore del momento, a chi si trova temporaneamente a esercitare una delega. In realtà, le buone idee hanno una caratteristica diversa, e lo sappiamo, sopravvivono ai cambiamenti politici e continuano il loro percorso indipendentemente da chi governa e gli esercizi di vicinato - io affronterò alcuni argomenti di questa norma per il momento, non tutti - ne sono probabilmente uno degli esempi più evidenti. Si tratta di una riflessione che parte da lontano, che ha attraversato Amministrazioni diverse e sensibilità politiche differenti…
Presidente - Colleghi, per favore.
Guichardaz (PD-FP) - …penso al lavoro svolto negli anni passati, ma penso anche all'intuizione - e questo credo che glielo si debba riconoscere - di Emily Rini, che all'epoca, mi sembra nel 2020, fece la proposta forse in una prima variazione nel periodo Covid, nel periodo in cui si strutturavano comunque gli aiuti Covid a favore delle imprese. Spero quindi che a questo giro non mi faccia un video contro, che apprezzi comunque questa rievocazione del suo ruolo, quell'intuizione che portò la Regione a riconoscere all'epoca il valore di queste attività. Era un momento particolare, si sostenevano pesantemente le attività economiche penalizzate dalla pandemia. Poi penso anche al lavoro che abbiamo portato avanti, ereditando anche questa intuizione, il lavoro della legislatura, mi sembra che fosse la XV, nella scorsa legislatura per consolidarne il sostegno finanziario, per renderlo strutturale, modificando anche e aggiustando questa norma. Lo stesso vale per altre questioni affrontate in questo testo, penso, ad esempio, alle riflessioni sugli alloggi per i lavoratori del comparto turistico, penso al tema dell'evoluzione dell'offerta ricettiva, penso anche alla necessità di aggiornare strumenti normativi, che non sempre, come ha accennato nella sua relazione il collega Laurent Viérin, erano più adeguati ai cambiamenti del mercato.
Per questo motivo mi si permetta di tornare… e non posso fare a meno di osservare con un sorriso e senza alcuna polemica che forse quella sciolina lenta - lasciatemelo dire, mi ha un po' colpito questa cosa - che veniva attribuita alla scorsa maggioranza non era poi così frenante, perché, se continuiamo a votare provvedimenti che derivano e che furono in qualche modo già perfezionati allora e in Consiglio, questi rappresentano la naturale prosecuzione di percorsi avviati proprio in quella fase politica. Naturalmente non tutto è uguale e non tutto è in continuità, questo assolutamente bisogna riconoscerlo, ogni legislatura ha i suoi elementi di novità e di originalità. Infatti un elemento che mi pare emerga in questa legislatura con maggiore evidenza rispetto al passato riguarda il rapporto tra il Consiglio regionale, e lo dico ai colleghi Consiglieri, e la Giunta.
Nelle riforme che abbiamo avuto modo di seguire - io parlo della scorsa legislatura e di quella prima, della famosa legislatura prematura -, penso, per esempio, a dei testi sui quali abbiamo lavorato, ho lavorato personalmente, alla disciplina sulla somministrazione, alla legge sugli accompagnatori di media montagna, sull'imposta di soggiorno sulle locazioni turistiche per restare ad alcune di queste norme, avevamo cercato però - e lì c'era proprio uno sforzo consapevole e cosciente - di costruire un equilibrio tra la necessaria flessibilità amministrativa, che spetta giustamente alla Giunta e il ruolo di indirizzo e di controllo del Consiglio regionale e, anche quando si demandavano alla Giunta aspetti tecnici o regolamentari, si cercava di mantenere un rapporto costante con l'Aula attraverso verifiche, passaggi successivi e momenti di confronto.
Credo che il collega Baccega si ricorderà, ho citato la legge sugli esercizi di somministrazione di cui lei ci ha talmente molestato che alla fine praticamente l'ho dovuta scrivere da solo, ma devo riconoscerle il merito di averla sollecitata, però, se lei si ricorda, su quella legge noi avevamo indicato che il Consiglio - poi cosa che mi risulta non sia stata fatta - avrebbe dovuto riunirsi periodicamente per cercare di capire se quella legge rispondeva alle esigenze del settore amministrativo, se doveva essere aggiustata o se doveva essere in parte modificata, però io mi ricordo che il Consiglio richiese all'amministratore di riferimento, come direbbe il collega Marzi, di fare in modo che il Consiglio potesse intervenire proprio nei momenti di verifica successiva.
In questo disegno di legge, così come in altri che ho avuto modo di analizzare, pur apprezzandone i contenuti, invece che cosa colgo? Colgo una tendenza più marcata a rinviare molte scelte alla fase attuativa, ma lo dico anche per gli amministratori, perché - lo dico spesso anche da ex amministratore - più si socializzano i problemi - e credo che l'esperienza sia esperienza corrente e costante - e maggiore è la capacità poi magari di risolvere le criticità e tali criticità non necessariamente poi devono essere sempre scaricate sull'amministratore di riferimento. Non è - lo ripeto - necessariamente un errore, comprendo la volontà di garantire flessibilità e capacità di adattamento, certo che, quando interviene la Giunta, si è molto più veloci. Nessuno chiede di far intervenire anche nelle fasi successive il Consiglio, ma, come dicevo prima, prevedere dei momenti di verifiche e prevedere un ruolo un po' più partecipe anche del Consiglio. Tuttavia credo che sarà importante che il Consiglio continui a esercitare pienamente il proprio ruolo di indirizzo e di monitoraggio perché sarà proprio nella fase attuativa che molte delle scelte contenute in questa legge - al momento parlo di questa, ma vale in termini generali - assumeranno poi una concreta fisionomia.
Entrando nel merito del provvedimento, credo che il tema più interessante non siano tanto gli chalets di lusso o gli ostelli della gioventù presi singolarmente - adesso mi occupo di queste due tipologie di ricettività e comunque di offerta, che sono contemplate nella legge e regolamentate, gli ostelli un po' meglio e gli chalets di lusso così regolamentati ex novo -, il tema vero io credo sia il modello di turismo che vogliamo e che volete e che si vuole, che la comunità vuole per la Valle d'Aosta. Personalmente io l'ho detto, lo dicevo quando ero dall'altra parte, non condivido e non condividiamo come gruppo una visione che contrapponga il turismo popolare, il turismo basso spendente, quello che volgarmente si definisce basso spendente, al turismo di alta gamma, cioè quello che qualcuno definisce alto spendente. Penso che una Regione alpina moderna debba essere capace di scegliere entrambi, comprese le varie sfumature intermedie. Deve essere cioè in grado di accogliere il giovane che arriva con lo zaino e sceglie magari un ostello della gioventù o di mettere la propria tendina in un campeggio e magari si porta dietro anche il fornellino con gli spaghetti o con la bustina di riso già precotto e poi deve essere in grado di accogliere, quando parlavo delle fasi intermedie, una famiglia che magari soggiorna in campeggio o in una casa per ferie, deve essere in grado di accogliere gli escursionisti che percorrono i nostri sentieri e le nostre alte vie, ma deve essere giustamente in grado anche di accogliere chi cerca servizi esclusivi, strutture di alta qualità, cioè una forma di ospitalità più sofisticata. Questo per dire che credo che il nostro territorio, la nostra Regione, anche per il tipo di comunità che siamo, deve essere assolutamente in grado di aprirsi a tutte le forme di turismo. Questo lo dico perché, quando noi accogliamo magari lo scout o il ragazzino che arriva con lo zaino e che decide di venire sul nostro territorio, non è detto che poi quel ragazzino un domani da giovane adulto non possa diventare una persona che frequenta la nostra regione magari su target più elevati di frequentazione; è, diciamo così, una forma di investimento per il futuro.
La forza della Valle d'Aosta quindi - e lo dico anche avendo avuto una piccola esperienza in quel settore - non è mai stata l'esclusività e non penso che l'introduzione comunque di questa tipologia vada in quella direzione. La forza della Valle d'Aosta…
Presidente - Colleghi, per favore…
Guichardaz (PD-FP) - …come abbiamo avuto modo di dire questa mattina parlando di trasporti, è sempre stata l'accessibilità, che vale anche per questo tema e, quando parliamo di accessibilità, non ci riferiamo quindi solo ai trasporti, tema che abbiamo affrontato appunto con il DDL 17, ci riferiamo, come ho avuto modo di dire stamattina parlando dei trasporti, a una Regione aperta, inclusiva e accogliente verso pubblici diversi, come dicevo prima. Per questo considero e consideriamo comunque positiva l'introduzione degli chalets di lusso, anche perché, come ha detto il collega Laurent Viérin nella sua relazione, non stiamo inventando nulla di rivoluzionario, stiamo osservando ciò che accade in altre realtà alpine e stiamo cercando anche di dotarci di strumenti adeguati per competere in un segmento di mercato che esiste e che non possiamo ignorare. Dico che non dobbiamo aver neanche paura di confrontarci con le migliori esperienze europee e assolutamente non dobbiamo nemmeno vergognarci - ma penso che non sia il caso dei Valdostani, su quello siamo dei piccoli giapponesi, cioè cerchiamo di prendere anche le migliori esperienze e le migliori pratiche - di osservare ciò che funziona e adattarlo però alla nostra realtà, perché non tutto è adattabile. Ciò che succede nelle altre regioni poi va giustamente riformulato e adattato, come peraltro viene fatto anche con i procedimenti amministrativi e con le liberalizzazioni. Ho apprezzato anche nella relazione il richiamo proprio alla giusta flessibilità e a considerare il nostro territorio anche laddove esistono delle disposizioni però di liberalizzazione che potrebbero in qualche modo penalizzare delle realtà.
Tuttavia credo che sarebbe un errore immaginare che il futuro del turismo valdostano possa essere esclusivamente costruito intorno all'alta gamma; perché lo dico? Perché in passato mi colpirono e mi hanno colpito proprio le dichiarazioni di qualcuno proprio all'interno di quest'aula che caldeggiava proprio questo, cioè il fatto di trasformare la Valle d'Aosta non dico in una sorta di Sultanato del Bahrein, ma caldeggiava l'idea di elevare sempre di più la tipologia di turismo della nostra Regione, andando a esclusione rispetto a quel turismo di bassa lega, che, secondo qualcuno, portava poco, portava nulla e che io invece sono convinto che cresca e che faccia crescere il nostro modello di turismo, perché? Perché poi ogni scelta sappiamo che produce delle conseguenze e sappiamo bene che in molte località turistiche europee - e questa è una cosa che metto lì, poi non so quanto sia stata valutata rispetto al ragionamento sugli chalets di lusso - la crescita incontrollata - ho avuto occasione di dirlo anche durante i lavori di Commissione - dei valori immobiliari, alimentata proprio dalla pressione turistica, dagli investimenti interni e magari anche da una crescita proprio di target e di offerta, ha finito per rendere più difficile la vita delle comunità residenti. Io credo che di questo vada tenuto conto, perché ogni cosa determina poi degli squilibri, quindi ogni ambizione anche in termini di offerta poi sì, costruisce magari reputazione, ma non è detto che poi questa reputazione non costruisca, anche attraverso magari servizi di alta gamma, una struttura sociale e territoriale che poi esclude automaticamente i residenti, i giovani, le coppie, i lavoratori, gli insegnanti, gli operatori sanitari e gli stessi addetti del comparto turistico.
Voi avete affrontato e si affronta questo tema, che è un tema che però non bisogna mai dimenticare, cioè va bene una Regione turistica, ma attenzione all'equilibrio tra servizi resi ai nostri ospiti e l'esigenza comunque di salvaguardare i nostri abitanti e i Valdostani, infatti noi abbiamo una responsabilità che viene prima di tutte le altre, che è garantire che la Valle d'Aosta continui appunto a essere una Regione nella quale i Valdostani possano vivere, costruire una famiglia e immaginare il proprio futuro; questo perché? Perché una comunità non può condannarsi a essere semplicemente una destinazione turistica, ma deve giustamente continuare a essere una comunità viva, ma quest'argomento l'abbiamo affrontato io mi ricordo, era un tema che ricorreva molto anche all'interno delle discussioni sia in Giunta che maggioranza, io spero davvero che rimanga abbastanza un faro su questo.
In questa prospettiva assumono un valore particolare anche gli esercizi di vicinato di cui si è parlato prima e i centri polifunzionali di servizio, perché un negozio in un piccolo Comune di montagna, come è stato detto dal collega Viérin, non è semplicemente un'attività economica, è un luogo di relazioni, è un presidio sociale e anche - perché no? - un punto di riferimento per gli anziani, per le famiglie, è un elemento che contribuisce a tenere viva una comunità, una comunità solidale. Quando chiude un negozio, così come quando chiude una scuola, un presidio sanitario, non perdiamo soltanto un'attività commerciale o un luogo di istruzione o un luogo in cui si corrispondono dei servizi sanitari, perdiamo proprio un pezzo di socialità, ma perdiamo anche un pezzo di sicurezza, quando si parla di sicurezza, anche il presidio del territorio è sicurezza, perché, quando si abbandona un territorio, viene meno anche questo aspetto e spesso, lo voglio dire, perché so che quest'Aula è particolarmente sensibile, anche un pezzo di identità collettiva. Persi i servizi, si spopolano i luoghi, si spopolano i piccoli Comuni e purtroppo il fenomeno poi dell'emigrazione verso il Fondovalle, se non addirittura fuori dalla Valle, è un fenomeno che non è indifferente anche per la nostra Regione. Per questo noi consideriamo importante che la Regione continui a investire in questi strumenti, allo stesso modo consideriamo importante non perdere di vista la funzione propria degli ostelli della gioventù. Comprendiamo le ragioni, c'eravamo, che hanno portato ad aggiornare la normativa, mi ricordo le grandi discussioni con i delegati ADAVA, con i gestori degli ostelli, che hanno portato ad aggiornare la normativa e a introdurre una maggiore flessibilità gestionale, la possibilità anche di poter ampliare la propria offerta, l'attività di somministrazione anche verso terzi. Lo sappiamo perché molti Comuni hanno incontrato difficoltà concrete in questo e credo che non le si possa ignorare. Tuttavia gli ostelli della gioventù non sono una semplice categoria ricettiva, vorrei che questo fosse chiaro, sono luoghi di incontro, di crescita, di scoperta e di socializzazione. Lo dico perché, avendo delle figlie giovani e che hanno utilizzato tanto anche nella loro mobilità - che oggi credo sia qualcosa di estremamente importante per i giovani - gli ostelli diventano proprio l'unica possibilità e l'unico luogo in cui i giovani possono soggiornare, possono fermarsi, possono socializzare, diversamente non potrebbero fare quella mobilità di cui spesso parliamo, ma che alle volte magari tendiamo a dimenticarne le difficoltà e anche gli oneri economici. Sono spesso gli ostelli, dicevo prima, il primo modo in cui un giovane, tra l'altro, oltre che a socializzare, eccetera, conosce il territorio e oggi quei giovani, che magari cominciano proprio dagli ostelli, cominciano con i campi scout, con le vacanze parrocchiali, diventano poi anche - e questa è una cosa che spesso non si pensa ma è così - degli straordinari ambasciatori delle destinazioni che visitano attraverso degli strumenti di comunicazione che spesso raggiungono un pubblico - è paradossale questa cosa ma è così - a costo zero, i nostri giovani spesso riescono a raggiungere in maniera virale, attraverso i social media, Tik Tok, Instagram, eccetera, milioni di visualizzazioni, quindi facendo una pubblicità a un pubblico alle volte molto più vasto e a costo zero ed efficace di qualsiasi campagna promozionale istituzionale. Questo non dobbiamo dimenticarlo quando parliamo di turismo e di quel turismo apparentemente di basso livello e di bassa gamma, ma che è un turismo che effettivamente ha una capacità di veicolazione e di viralità anche delle immagini e della bellezza del nostro territorio che, io lo dico, noi non siamo mai riusciti probabilmente a raggiungere con le nostre campagne mirate sui media, sulle televisioni, sui giornali specializzati, eccetera. Per questo ritengo che la loro identità, l'identità di questi ostelli per la gioventù, vada preservata con attenzione e lo dico anche perché preannuncio che voteremo favorevolmente all'emendamento anche dei colleghi di AVS che in questo particolare e specifico tema hanno fatto un approfondimento.
In conclusione voteremo, come ho detto, a favore di questo disegno di legge, lo faremo riconoscendo il lavoro che lo ha reso possibile, riconoscendo gli elementi di positività, di continuità con i percorsi avviati nelle legislature precedenti, ma anche condividendo molte delle scelte che questo contiene, ma lo faremo, come abbiamo sempre fatto, ribadendo la nostra idea di sviluppo e abbiamo rappresentato anche alcuni dei nostri dubbi relativamente a questo ed è questo equilibrio, a nostro avviso, che dovrà guidare l'attuazione concreta di questa legge nei prossimi anni. Come dicevo, voteremo a favore.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Torrione.
Torrione (AVS) - Intanto ringrazio sicuramente il collega Viérin per la relazione e per la spiegazione di tutti gli articoli di questo disegno di legge. Ringrazio molto anche il collega Guichardaz con il quale ci troviamo d'accordo su moltissimi punti rispetto ai quali peraltro non entrerò così nel dettaglio visto che l'ha fatto, tra l'altro, in maniera assolutamente egregia e sicuramente anche meglio di come l'avrei fatto io. L'unica differenza sostanziale è che le sue considerazioni, le criticità che ha portato non sono sufficienti a portarlo verso un voto di astensione rispetto a questo disegno, cosa che invece accade nel nostro caso. Questa è una proposta di legge che sicuramente contiene elementi estremamente condivisibili ed estremamente positivi e li enuncio immediatamente: sicuramente la tutela del commercio di prossimità e l'articolo sui centri polifunzionali di servizio sono due punti assolutamente condivisibili e estremamente importanti per la nostra Regione. I contributi che vengono erogati per queste due importanti misure di vicinanza ai territori più remoti, diciamo così, sono estremamente importanti. Mi permetto di citare un esempio anche a titolo personale: nel mio precedente lavoro come cooperativa abbiamo gestito l'ostello di Saint-Barthélemy per molti anni e, grazie a una collaborazione con il Comune di Nus, siamo riusciti a riaprire, all'interno dell'ostello, uno di quei vecchi negozietti di prossimità in cui si trova dal detersivo al pane, per intenderci, e stiamo parlando di Saint-Barthélemy, poche anime che vivono lì tutto l'anno. Noi abbiamo garantito un'apertura due giorni alla settimana nelle stagioni meno turistiche, meno di presenza e tutti i giorni durante la stagione estiva.
Per la comunità di Saint-Barthélemy è stato un punto importante, poi noi facevamo magari anche della piccola ristorazione appoggiandoci all'ostello, quindi fornivamo anche dei pasti preconfezionati per gli abitanti del posto ed è stata una cosa estremamente valida. È accaduto grazie alla collaborazione del Comune di Nus e alla disponibilità di noi come gestori a farlo ed è un'esperienza assolutamente valida, quindi il fatto che vengano avvantaggiate, vengano previsti dei contributi per queste iniziative è assolutamente un punto valido perché, come ha detto anche il collega Guichardaz, queste attività non svolgono soltanto una funzione economica, ma rappresentano veramente un presidio sociale e territoriale importante, soprattutto per le persone anziane anche che abitano questi Paesi più remoti, come ho detto prima. Gli elementi positivi sono sicuramente questi e sono anche molto positivi.
C'è un elemento positivo e uno negativo rispetto alla questione degli ostelli, nel senso che riconosciamo la necessità di questa nuova direzione verso una flessibilità maggiore nella gestione degli ostelli, perché effettivamente non solo per i Comuni o chi ha bisogno di mettere a bando la gestione dell'ostello, ma per i gestori stessi effettivamente le misure che sono previste da questo disegno di legge sono estremamente utili. Mi riferisco in particolare al vincolo che noi abbiamo avuto per vent'anni e che abbiamo ancora in questo momento del poter fornire ristorazione soltanto agli alloggiati, è un vincolo importante e noi l'abbiamo risolto dovendo prendere una licenza come ristorante, quindi abbiamo aperto un ristorante contiguo all'ostello, però non dappertutto è possibile, quindi accogliamo in maniera assolutamente positiva questo punto. L'altro elemento positivo è… ma nello stesso tempo bisogna ragionarci bene, e qui faccio il ponte fra gli aspetti positivi e quelli negativi, il fatto che si possa permettere anche a società profit di gestire gli ostelli sicuramente agevola nell'assegnazione di queste strutture. La preoccupazione nasce dal fatto - e qui mi collego all'aspetto, se vogliamo, che ci preoccupa di più sul punto relativo agli ostelli, come ha anche detto il collega Guichardaz - di riuscire a mantenere l'identità vera degli ostelli. Forse è un giudizio magari di parte il mio, però effettivamente l'assegnazione a organizzazioni no profit permette di andare verso quel turismo più popolare, e qui continuerò, anche in questo caso, a citare considerazioni fatte dal collega che mi ha preceduto, che effettivamente gli ostelli hanno. Un aspetto critico quindi sulla questione degli ostelli è proprio che questa legge non riesce a chiarire bene, ed è un problema, qual è la vera natura degli ostelli, che, secondo noi, ha determinate caratteristiche e che questa legge non siamo così sicuri che riesca a garantirne il rispetto. Le caratteristiche le ha ben elencate il collega Guichardaz, è chiaro che stiamo parlando… intanto si chiamano ostelli per la gioventù e qualcosa vuol dire, poi che non accada sempre che siano occupati soltanto da giovani è chiaro, però fondamentalmente, ostello della gioventù, i giovani per definizione arrivano a 29 anni teoricamente… se il collega Bertschy vuole dire qualcosa sugli ostelli, io sono molto contento…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…non rubatemi tempo, è vero che ne ho tanto e non ne userò di sicuro… È chiaro che la caratteristica degli ostelli è quella di essere ostelli per la gioventù, io ricordo una misura che va ancora abbastanza per i giovani, che è il famoso "Interrail", eccetera. Gli ostelli danno la possibilità a molti giovani di spostarsi, sono posti in cui ci si ferma magari anche solo un giorno, due giorni e poi si fa un viaggio da giovani chi se lo può permettere anche magari più lungo nel tempo, eccetera, però questa è la vera natura. Costi ridotti, anche la disponibilità a dormire in camere magari insieme a sconosciuti, che è una caratteristica, l'abbiamo visto in questi anni, molto poco italiana e molto di più degli stranieri e soprattutto dei Paesi del Nord, cioè per un Italiano l'idea di dormire con uno sconosciuto è veramente preoccupante, per gli stranieri molto meno. È un dato di fatto, però ognuno la può vedere… Io personalmente sono anche stato un grande utilizzatore degli ostelli in giro…
Presidente - Colleghi per favore…
Torrione (AVS) -…e quindi parlo anche per conoscenza personale. Semplicemente, per concludere la parte sugli ostelli, la possibilità di gestione da parte di imprese è importante, può essere corretta, l'importante è che vengano mantenute le caratteristiche. In questo senso la proposta di legge dice che è la Giunta che definisce i criteri e le caratteristiche e anche qui bisogna poi vedere che cosa ogni singola Giunta decide.
Il secondo punto critico che noi rileviamo è il tema della liberalizzazione rispetto all'apertura di esercizi commerciali, quindi rispetto alla disciplina commerciale. Sappiamo benissimo che esiste un quadro normativo nazionale che tutela la libertà di apertura degli esercizi commerciali, sappiamo anche bene che le Regioni non possono introdurre dei limiti motivati semplicemente dalla volontà di proteggere economicamente attività già esistenti, questo è chiaro, però sappiamo anche che diverse Regioni, il Trentino in particolare, hanno trovato, scusatemi il termine, un piccolo escamotage per riuscire a ottenere lo stesso risultato di riduzione della proliferazione di grandi esercizi commerciali utilizzando la normativa e cioè la tutela dei centri storici, del paesaggio, dell'equilibrio urbanistico, il contenimento del suolo pubblico, la sostenibilità della mobilità e il commercio di prossimità. Non lo diciamo noi, ma lo dice la normativa stessa, quindi poter utilizzare questo elemento ci permetterebbe, a mio modesto avviso… ci avrebbe potuto permettere magari di ridurre questa proliferazione di grandi esercizi commerciali a cui abbiamo assistito in questi anni. Purtroppo nel disegno di legge il principio della liberalizzazione viene definito in modo esplicito, mentre le eventuali misure di tutela vengono rinviate a successive deliberazioni della Giunta regionale. Il nostro emendamento, infatti, su questo punto prova semplicemente a precisare meglio alcuni criteri, che, a nostro avviso, sarebbe utile richiamare già nella legge, cioè, come dicevo prima, la tutela dei centri storici, del commercio di prossimità, il contenimento di suolo pubblico, la sostenibilità della mobilità e la salvaguardia del paesaggio. Non stiamo parlando di divieti automatici o di impostazioni protezionistiche, si tratta semplicemente di chiarire un quadro di riferimento che ci permette di portarci a casa, se è nostro interesse, un risultato a favore del commercio di prossimità.
Terzo elemento critico dal nostro punto di vista è l'introduzione degli chalets di lusso, delle strutture pensate espressamente per una clientela alto spendente, come si suol dire, alla ricerca di esclusività, privacy e servizi personalizzati. La stessa relazione illustrativa sottolinea che si tratta di una tipologia destinata a un target di mercato molto alto e che l'obiettivo è rafforzare la presenza della Valle d'Aosta in questo segmento di offerta turistica. Dal nostro punto di vista, non c'è nulla di male che esistano gli chalets di lusso, come non c'è nulla di male che esistano le persone che hanno la possibilità di spendere, di essere alto spendenti. Il turismo di lusso esiste e può rappresentare anche una componente importante della nostra economia e non siamo noi a mettere in discussione questo aspetto. Quello che ci preoccupa è un'altra cosa e cioè che non sia una scelta politica di tendenza, cioè che sia una scelta oculata, mirata per favorire questo tipo di turismo, ma che la scelta più generale vada verso un turismo più attinente a quello che noi pensiamo sia la Regione Valle d'Aosta fondamentalmente; tra l'altro, su questo aspetto abbiamo qualche dubbio e pongo qualche domanda, cioè è un beneficio collettivo? Introduce beneficio collettivo? Crea dell'occupazione stabile? Aumenta l'accessibilità della montagna oppure la segmenta? Rischia di accentuare la pressione immobiliare nelle località turistiche? È un dubbio ovviamente, non abbiamo una certezza in tal senso. Chiaramente anche il nostro partito a livello nazionale insiste molto sull'equilibrio fra sviluppo turistico, sostenibilità territoriale e accessibilità sociale del turismo stesso.
Ultimo punto sul quale abbiamo qualche perplessità è l'articolo 3 e cioè l'estensione di una deroga urbanistica straordinaria, l'ampliamento del 40% anche in centro storico, se ho capito bene leggendo il testo, della possibilità di ampliamenti volumetrici fino al 40%. Era un beneficio eccezionale, una misura straordinaria, che adesso sarebbe posta in maniera strutturale. Su quest'aspetto, dal mio punto di vista, mancano dei dati sull'impatto, quindi non si capisce molto quanti alberghi potranno beneficiare di questa modifica, né su quale incremento complessivo di volumetria potrà derivarne.
Altri dubbi più grossi sono sui possibili effetti sul territorio e sul paesaggio su una regione alpina, sappiamo benissimo che ogni aumento di volumetria, è nella cronaca di questi ultimi anni, di grattacieli o di strutture a pluripiano in posti dove sarebbe meglio non vederli… abbiamo assistito a questi - dal mio punto di vista - scempi del territorio. I dubbi sul paesaggio e sul territorio sono questi. Il provvedimento punta a un'espansione fisica delle strutture ricettive, dal nostro punto di vista - e chiudo -, sarebbe utile capire se le principali esigenze del turismo valdostano riguardino veramente nuovi volumi oppure la qualità del servizio offerto.
Come ho detto in apertura, il nostro voto, pur riconoscendo gli aspetti assolutamente positivi che abbiamo detto, sarà di astensione.
Presidente - Altri intendono intervenire? La parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Visti gli aspetti favorevoli sottolineati dal collega Guichardaz, raccolgo volentieri il suo invito di intervenire in discussione generale per dare poi la possibilità di replica.
Intanto parto anch'io dai ringraziamenti, cercherò di rispondere, o comunque in qualche modo di integrare le valutazioni che sono state fatte dai due colleghi che sono intervenuti.
Voglio ringraziare le strutture dell'Assessorato e la Struttura urbanistica, che ha lavorato per confezionare questo disegno di legge, che, come il collega Guichardaz sa, era già stato scaricato prima delle elezioni a fine legislatura dell'anno scorso e non aveva potuto completare il suo percorso. Nel frattempo sono intervenute delle nuove modifiche di legge che hanno dovuto far operare un restyling.
Intanto grazie al relatore perché credo che mi abbia tolto tanto lavoro, perché ha centrato tutti i punti, lui li ha definiti pilastri, i tre pilastri che compongono questo disegno di legge, quindi davvero una relazione puntuale ed esaustiva che credo abbia fotografato molto bene il cuore e soprattutto l'obiettivo di questa legge, che, voglio ricordare, è una legge di novellazione, quindi non è un nuovo disegno di legge, ma è un disegno di legge che va a modificare e va a intervenire su delle leggi che disciplinano già le attività turistico-ricettive, alberghiere, extra alberghiere e ovviamente la disciplina del commercio.
Ringrazio anch'io, lo faccio volentieri, perché lei ha ricordato l'approvazione del bilancio 2020 che, per una serie di situazioni, io non ero presente ma le ho vissute dall'esterno… fu approvato nel gennaio 2020, quindi prima della pandemia, quindi fu innovativo questo articolo che andava a sostenere, quindi anticipava quelle che sarebbero state poi le misure a sostegno delle piccole attività…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…sì, perché il bilancio 2020 venne approvato, lei si ricorderà collega…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…diciamo che la chiusura Covid è stata tra il 7 e l'8 marzo 2020, sto ricercando nella memoria, quindi questo è successo a gennaio e devo dire che l'articolo fu elaborato dai colleghi di allora Rini e Barocco, quindi si deve a loro due questo dispositivo di legge che poi, nel tempo, è sempre stato reiterato, ha dato buoni risultati, direi ottimi risultati nei piccoli Comuni e con questa norma l'articolo 7 viene reso strutturale e accompagnato anche dal finanziamento dei centri polifunzionali, che anche loro rinvengono alla legge 12/1999 sul commercio, ma che, purtroppo, forse per la strutturazione che era stata prevista, non hanno avuto i risultati sperati, ma che oggi anche dalla relazione, dalla presentazione che abbiamo fatto al CPEL hanno destato parecchio interesse e già i primi contatti da parte dei Sindaci che sentono questa esigenza.
I ringraziamenti ovviamente, oltre che alle due Commissioni, la II e la IV, che hanno esaminato e licenziato il disegno di legge, va anche alle associazioni di categoria, l'ADAVA e la Confcommercio, con le quali abbiamo lavorato gomito a gomito per confezionare questo disegno, che è una risposta importante alle esigenze del territorio e dell'offerta turistica, un'offerta turistica che, come ha sottolineato bene il collega Guichardaz, è a 360 gradi, quindi abbiamo voluto lavorare sugli chalets haut de gamme perché c'è una richiesta di un turismo di qualità, che, oltre alla qualità, cerca anche una riservatezza che probabilmente non trova nelle strutture a 5 stelle della nostra Regione, quindi hanno una caratteristica e una conformazione completamente diverse, ne abbiamo già alcuni sul territorio, ma crediamo che anche questa nicchia di mercato sia una nicchia che non deve essere assolutamente ignorata, anzi, è per le nostre convinzioni una nicchia di clientela che non sta chiusa in queste strutture, pur avendo la possibilità di ricevere all'interno tutti i servizi, ma che dà una ricaduta importante in termini di indotto sul territorio.
Accanto a questo abbiamo però voluto dare un nuovo impulso agli ostelli della gioventù, che, mi permetto di dire, collega Torrione, hanno avuto la necessità di vedere modificata la loro possibilità di azione perché questa richiesta viene proprio dagli Enti locali perché questi ultimi, che sono in buona parte proprietari di queste strutture, hanno enormi difficoltà a trovare dei gestori proprio per quello che lei ha evidenziato, cioè la non possibilità di fare profitto e di dare gli stessi servizi anche a persone esterne rispetto agli ospiti. Si mantiene comunque, come lei avrà potuto vedere, il tetto da non superare del 50% di ospitalità per coloro che hanno più di 29 anni, quindi non vengono snaturate le caratteristiche degli ostelli della gioventù, ma si dà la possibilità e questo, ripeto, è una richiesta che arriva proprio dal territorio, soprattutto dagli Enti locali.
Tornando alle considerazioni del collega Guichardaz, facciamo tutto questo, quindi partiamo dalla creazione di questa nuova destinazione d'uso che assimiliamo agli affittacamere, perché altrimenti, se non l'avessimo associata a una categoria, una destinazione d'uso già esistente, avremmo dovuto crearne una e andare a modificare la legge 11/1998, ma soprattutto andare a incidere su tutti i piani regolatori della nostra Regione, cosa che avrebbe di fatto reso molto più difficoltoso, ma soprattutto molto più macchinosa e temporalmente molto più lunga l'applicazione di questa nuova categoria. A fianco degli chalets andiamo a dare un nuovo impulso, come dicevo, agli ostelli della gioventù, quindi una Valle d'Aosta che vuole ospitare un turismo a 360 gradi, quindi di tutte le capacità di spesa e ovviamente un turismo che deve trovare sul territorio tutto quello che serve per avere un soggiorno il più rispondente alle proprie esigenze.
Sulla legge di protezione civile abbiamo già lavorato insieme ai nostri parlamentari, sia la senatrice Spelgatti che l'onorevole Manes, per far inserire all'interno della legge sulla montagna il concetto di autoresponsabilità per consentire anche uno sgravio di responsabilità per chi è proprietario o gestisce le nostre strade interpoderali per consentire una maggiore fruibilità per tutte le attività sportive, quindi credo che anche questo sia un risultato che abbiamo portato a casa in un lavoro sinergico, un lavoro che ha caratterizzato la nostra Regione, perché probabilmente da altre parti quest'esigenza non era così sentita, ma c'è stata grande disponibilità, quindi la legge sulla montagna ha recepito quello che la Valle d'Aosta ha chiesto. Credo che anche questo contribuisca a fare turismo e ad allargare le possibilità di utilizzare questo nostro splendido territorio.
Abbiamo lavorato poi sull'inclusività e sull'accessibilità, ne abbiamo parlato in più occasioni perché crediamo di essere virtuosi anche sotto questo profilo, c'è tanto ancora da lavorare, ma sicuramente quello che abbiamo fatto è molto incoraggiante ed è stato riconosciuto anche a livello ministeriale, credo quindi che questo ci dia lo stimolo per continuare a lavorare.
Collega Torrione, lei era partito facendomi solo complimenti, io temevo che davvero lei fosse completamente allineato su questo disegno di legge e poi mi ha riportato alla realtà; temevo perché, se lei fosse stato completamente allineato, probabilmente mi sarei chiesto dove avevo sbagliato nell'elaborare questo testo, invece poi lei mi ha riportato alla realtà e quindi, dopo i primi complimenti, siamo tornati in questo… mi permetta la battuta ovviamente, perché è una sana contrapposizione, lei vede quelle che sono per noi delle iniziative importanti per dare nuovi slanci a queste attività, come delle limitazioni, noi invece abbiamo un'altra visione perché crediamo che queste strutture debbano davvero essere fruibili a un pubblico il più largo possibile e con questa norma crediamo quanto meno di esserci magari non riusciti in pieno, ma certamente aver dato la possibilità di una maggiore attività.
Sul "no" agli chalets di alta gamma credo di averle già risposto dicendo che noi non vogliamo privilegiare nessun tipo di turismo, vogliamo che tutti coloro che vogliono venire in Valle d'Aosta abbiano la possibilità di farlo senza distinzioni di reddito e senza alcun tipo di paletto. È dell'altro ieri, io avuto la possibilità di salire a portare i saluti al convegno di Confindustria Alberghi che c'è stato a Courmayeur e i risultati di questi convegni sono che la Valle d'Aosta diventa sempre più attraente, quindi luogo sul quale investire in attività turistico-ricettive, quindi non stiamo parlando di residenziale, non stiamo parlando di seconde case: stiamo parlando di un interesse degli operatori del settore a venire a investire nella nostra Regione, creando nuove o riqualificando strutture turistico-ricettive esistenti, ovviamente di qualità, ma la qualità la stiamo monitorando di giorno in giorno perché la statistica ci dice che in Valle d'Aosta sulle strutture esistenti stanno diminuendo gli hotel a tre stelle a beneficio degli hotel a quattro stelle. Questo che cosa significa? Che c'è una richiesta da parte del mercato di una sempre maggiore qualità, quindi le nostre strutture turistico-ricettive, sulla base delle regole che insieme ci siamo dati e che la Giunta regionale ha approvato due anni fa, ha elevato la qualità delle proprie strutture proprio per andare incontro alla clientela. Direi quindi che, da questo punto di vista, non misuriamo tutto solo in arrivi e presenze, il collega Lattanzi mi dice che io sono un Assessore fortunato perché anche da seduto faccio aumentare le presenze e gli arrivi, ovviamente non è colpa mia, ma è merito di un lavoro sinergico perché alle spalle ci sono i grandi investimenti che sono fatti sugli impianti a fune, sui quali ovviamente non tutta l'Aula concorda, ci sono investimenti in viabilità, ci sono investimenti nel settore idrogeologico a protezione delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi c'è un grande lavoro che è un lavoro sinergico e che completa l'offerta turistica.
Direi che è una Regione che cresce ma cresce perché le Amministrazioni che si sono susseguite - io parlo della precedente e di questa perché ho avuto e ho l'onore di farne parte - hanno investito e stanno continuando a investire moltissimo nel settore turistico attraverso tutte le sue declinazioni, quindi credo che questo dia alla Regione la possibilità di essere sempre più performante sul mercato. Non lo diciamo noi, lo dicono le analisi di settore che ogni euro che viene investito sul settore degli impianti a fune ha un indotto, calcolato in maniera prudenziale, di 4 euro, direi che quindi sono investimenti che sono assolutamente premianti e che ci danno anche gli stimoli per continuare a lavorare.
Chiudo dicendo che la modifica dell'articolo 90bis non è un liberi tutti rispetto agli aumenti volumetrici degli alberghi, la norma era stata scritta nel 2010 e andava a dare la possibilità alle strutture turistico-ricettive di poter aumentare il 40% del loro volume per aumentare la capacità ricettiva, la norma era ferma al 31 di marzo 2010, con questo disegno di legge abbiamo voluto dare la possibilità a coloro che hanno investito e hanno aperto delle strutture dal 1° aprile 2010 al 31 dicembre 2019 di poter beneficiare delle stesse opportunità. L'interesse c'è, la categoria degli albergatori lo ha richiesto e quindi non si tratta di nuove costruzioni ma si tratta di ampliamenti di strutture esistenti. Direi che sugli esercizi di vicinato e sui centri polifunzionali il relatore Laurent Viérin e anche il collega Guichardaz hanno in modo molto esaustivo e puntuale illustrato quali sono i benefici di questa norma, quindi direi che per il momento mi fermerei qui.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Bellora.
Bellora (LEGA VDA) - Sarà un intervento molto breve il mio, anche perché non avevo alcuna intenzione di intervenire su questa tematica, ma credo che una piccola puntualizzazione vada fatta. Assessore Grosjacques, lei diceva che era preoccupato per il fatto di essere d'accordo con il consigliere Torrione fino a quando non si è parlato di chalets di lusso, la conforto perché è stato il mio stesso pensiero. Ora, io non sono un economista, sicuramente l'amico Aggravi sarebbe molto più bravo e preciso di me su questa tematica, però io sinceramente, quando sento determinati discorsi come quello che ho sentito poco fa, rimango abbastanza sorpreso. Noi siamo una Regione turistica, ho sentito dire poco fa dal consigliere Torrione, ma non voglio personalizzarlo il concetto che non condivido, lei ha detto, l'ho appuntato anche qui per essere preciso: "Non è un male che ci siano persone ricche che si possono permettere gli chalets di lusso, ma il target della Valle d'Aosta deve essere altro, deve essere un turismo più generalista". Questa, secondo me, è proprio l'antitesi di quello che deve augurarsi una Regione turistica. Ripeto: io non sono un esperto di economia, ma esiste una domanda ed esiste un'offerta. Se noi abbiamo la fortuna - e in questo mi riallaccio a quello che diceva l'assessore Grosjacques che condivido e sottoscrivo dalla A alla Z - di attirare, di attrarre, di proporre interesse - la fortuna e il merito, tutto quello che vogliamo -, di attrarre soggetti che hanno un'elevata capacità di spesa, io credo che noi dobbiamo esserne strafelici e dobbiamo metterci nelle condizioni di accoglierli nel migliore dei modi e di permettere loro di spendere il denaro che ritengono di spendere, anche perché poi cosa succede? Succede che si crea un circolo virtuoso, succede che magari colui che mette in piedi lo chalet di lusso, ma anche l'albergatore che ha un albergo a 5 stelle o comunque chiunque sia in grado di creare una struttura per persone ad alto reddito evidentemente avrà un determinato tipo di incassi, creerà un determinato tipo di indotto, creerà occupazione, avrà dei dipendenti che pagherà in maniera adeguata perché avrà bisogno dei dipendenti di una certa professionalità e a sua volta, guadagnando determinate somme di denaro, avrà la possibilità di contribuire fiscalmente, come è dovere di chiunque abbia un alto reddito e quindi di generare a sua volta ricchezza che magari servirà anche ad aiutare coloro che di fortuna ne hanno avuta di meno. È quello che voglio dire. Non so, mi sembra un po'… abbiamo parlato e parleremo ancora parecchio di Casinò e mi sembra un po' come se il gestore di un Casinò mandasse via la gente che vuole venire a giocare. Se ci sono delle persone che hanno delle disponibilità economiche, se abbiamo la possibilità di attrarre delle persone che possono spendere molto denaro, che possono occupare degli chalets di lusso, che possono occupare degli alberghi a 5 stelle, ma perché dobbiamo scandalizzarci per questo e perché dobbiamo dire: "Il target della Valle d'Aosta non deve essere questo"? Il target della Valle d'Aosta deve essere quello che permette a chi lavora nell'industria del turismo di realizzare il miglior profitto possibile, perché evidentemente questo poi potrà tradursi in una ricaduta positiva su tutti gli altri. Io non credo che se noi andiamo a chiedere, ma non dico solo all'albergatore, ma al ristoratore, al negoziante, a qualunque soggetto dell'indotto del turismo: "Preferiresti avere una persona che può spendere mille euro al giorno o una persona che può spenderne dieci?"… io credo che la risposta sarebbe semplice. Allora ben vengano gli chalets di lusso. Io vedo che scrivete, perché sicuramente per la Sinistra questi discorsi sono dei discorsi sacrileghi, dei discorsi che sicuramente vanno a toccare una religione che ha dei dogmi che non possono essere minimamente messi in discussione, ma in realtà io credo che, quando si parla di turismo, si debba parlare di attrazione di persone che hanno un determinato tipo di possibilità economica. Poi è chiaro che siamo molto contenti di accogliere chiunque e che ci saranno le strutture di tutte le varie categorie, ma da qui a dire che non ci piacciono o che sì, li tolleriamo quelli ricchi ma non deve essere questo il nostro target, secondo me, una Regione turistica che ragiona così ha perso in partenza.
Presidente - Ci sono altri interventi? La parola alla collega Minelli.
Minelli (AVS) - Sarò molto breve perché è stato articolato l'intervento del collega Torrione, quindi non credo che ci sia molto da aggiungere. Devo però una precisazione al collega Bellora, perché ha detto delle cose totalmente inesatte. Non c'è nessuno qui che in qualche modo demonizza un turismo di un certo tipo, le parlo da persona che da cinque generazioni vive in una famiglia che si occupa di turismo, quindi assolutamente sarebbe qualche cosa in controtendenza con quello che è stato il lavoro di chi mi ha permesso magari anche di avere una certa situazione, lei però confonde le cose. Noi non abbiamo detto che non va fatto questo, abbiamo espresso una preoccupazione, che non è una critica aprioristica alla scelta di aprire agli chalets di haut de gamme o altre strutture di un certo livello. Abbiamo espresso una perplessità sul fatto che da un po' di tempo a questa parte, e succede piuttosto spesso, noi sentiamo utilizzare a più livelli l'espressione "turismo alto spendente" e vediamo che ci si concentra in maniera abbastanza anche significativa in questo senso, ora lo si fa con un punto di questo disegno di legge, che è soltanto uno dei punti, e lo si è fatto anche in passato.
C'è tutto un discorso anche legato ad altri tipi di investimenti che riguarderanno altri settori e che nelle intenzioni sono proprio quelli che hanno come finalità di portare un certo tipo di turismo ma che esiste, che c'è, però la nostra preoccupazione è che non ci si deve orientare molto su quello, a scapito magari anche di investimenti che invece interesserebbero forse non tanto quelle località che già per la loro stessa natura turistica sono in grado di andare in quella direzione. C'è tutto un turismo di prossimità, un turismo che non è alto spendente e che merita una grande attenzione, forse più di quella che in questo momento si sta dando, perché noi vediamo che anche a livello di organizzazioni di categoria si punta tanto in quella direzione; non è sbagliato, ma noi chiediamo che ci sia altrettanta attenzione - e ci pare che in questo momento venga un pochino meno - per un altro tipo di turismo, che è un turismo forse meno ricco, perché poi la situazione è questa, ma è anche quel turismo che per decenni, per non dire di più, ha permesso all'economia di questa Regione di andare avanti ed è un turismo che è sicuramente più resiliente.
Collega Bellora, prima di sparare giudizi a casaccio, ascolti bene le cose che sono state dette e non lanci accuse che non hanno nessun fondamento. Abbia pazienza, lei è probabilmente rappresentante di una certa fetta di popolazione di categoria che invece pensa che bisogna andare in quella direzione. Noi crediamo che la diversificazione debba essere a tutto tondo e non debba assolutamente dimenticare… dimenticare non si dimentica nessuno, perché sappiamo che ci sono degli investimenti in vario senso, ma ci preoccupa che il baricentro si stia spostando in un'altra direzione, questo per noi non va bene.
Presidente - Qualcun altro intende intervenire? La parola al collega Guichardaz.
Guichardaz (PD-FP) - Non entro nelle polemiche, ma volevo solo da una parte esplicitare l'apprezzamento per il fatto che l'Assessore abbia accolto il nostro invito a intervenire in discussione generale, non è una banalità, forse per chi è fuori di qui non è tanto comprensibile questa dinamica minoranza-maggioranza, ma è qualcosa che permette, per esempio, adesso di intervenire, non prenderò i 15 minuti e neanche più la dichiarazione di voto, ma di portare poi eventualmente dei contributi che rimangono a verbale, che possano poi servire, secondo me, anche a sollecitare delle riflessioni e lo apprezzo perché, anche se non considerate in alcun modo le nostre proposte, non ne prendete atto, quanto meno formalmente, nel senso che non approvate un tubo di quello che proponiamo noi, non approvate emendamenti, non approvate ordini del giorno, nulla di nulla, quanto meno però siamo riusciti a scalfire questa vostra granitica rigidità e un piccolo risultato lo abbiamo ottenuto. Speriamo che sia l'inizio di un dialogo che poi si esprima, non so quando, magari anche attraverso non dico un'intesa affettiva, ma quanto meno politica. Alle volte anche noi della minoranza, non dell'opposizione, qualcosa di intelligente magari riusciamo anche a proporlo, non solo voi.
Grazie per aver avermi fatto ripercorrere la questione Rini; ha ragione, è nel gennaio del 2020 che fece questa proposta, mi pare all'epoca non tanto come "Front Valdôtain"… non mi ricordo neanche più come si chiamava quel partito…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…"Front Valdôtain", però credo era già in nuce la fondazione di… comunque all'epoca rappresentava, se ben ricordo, perché seguivo da fuori, ero un po' interdetto, con un po' di preoccupazione gli eventi del Consiglio regionale e mi ricordo appunto quella proposta, che fu una proposta innovativa che mi colpì anche e che poi, nel momento in cui io presi poi la delega al commercio, tra l'altro, in periodo infame, se ve lo ricordate benissimo, perché noi ci trovammo sì nel pieno delle chiusure, noi ci insediammo, se ricordano bene, il collega Grosjacques, il collega Testolin, Bertschy e altri, nel periodo più infame, tant'è che qualcuno di noi, io me lo ricordo bene, cominciò a lavorare da casa perché eravamo in… come si chiamava… non mi ricordo neanche più quell'interdizione per cui non potevamo uscire…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…quel manicomio… no, noi non potevamo uscire di casa… in quarantena, quella roba… Voglio dirlo perché effettivamente fu un'intuizione che non fu sollecitata da fatti contingenti, ma probabilmente da una sensibilità personale che poi però trovò accoglimento successivamente proprio nell'ottica di salvaguardare questi presidi proprio territoriali che sono assolutamente oggi necessari.
Lei ha ribadito che negli ostelli si manterrà il 50% di quota. Io quella parte me la sono "bevuta", nel senso che non mi risultava, non ho visto dove fosse, se così è, è apprezzabile. Diciamo che la formula dell'ostello della gioventù è una formula unanimemente… sì, si parla di Maison de la Jeunesse, di ostelli della gioventù, eccetera, non necessariamente oggi in giro per il mondo, in Europa e in Italia si prevede una quota di giovani all'interno di queste strutture. Lo devo dire proprio perché prima citavo le mie figlie, hanno fatto diciamo abbastanza del turismo anche di tipo sociale in giro per il mondo. Vi riporto solo un caso che può essere simpatico: mia figlia era in Australia ed erano in 18 in camera: in 18 in una camera che era un manicomio senza divisione di genere, quindi maschi, femmine, di tutte le età, eccetera, ma devo dire che il tipo di esperienza che lei mi riporta è comunque di un'esperienza estremamente positiva, al di là della difficoltà di addormentarsi, perché poi, oltre una certa età, si comincia a russare, quindi per chi è particolarmente sensibile… però effettivamente questo tipo di turismo è un turismo sociale, che tende anche ad agevolare magari i lavoratori che non trovano altre collocazioni e che magari hanno bisogno di posti dove dormire prima di trovare una collocazione diversa. Esistono anche delle formule interessanti, come formule, per esempio, di collaborazione lavorativa, per cui l'ospite lavora, mette a disposizione magari delle ore per ammortizzare in parte o del tutto il costo dell'ospitalità, eccetera, anche quest'aspetto non è indifferente ed è anche educativo. Nel confermare, per quanto ci riguarda, l'apprezzamento per questa norma, noi, come ho detto prima, non ci opponiamo pregiudizialmente al tipo di turismo di alta gamma, io sono dell'idea che la Valle d'Aosta debba essere aperta a tutti i turismi e a tutti i pubblici.
Mi capita spesso di ricordarmi nel 2014 quando organizzò un viaggio a Bolzano l'allora assessore Marguerettaz, secondo me forse il viaggio più istruttivo che io abbia avuto occasione di fare da Consigliere regionale, andammo a Bolzano e incontrammo… all'epoca c'era la Südtirol Marketing e c'era già il presidente Kompatscher, che in quel periodo era abbastanza indaffarato nel promuovere un referendum per il mantenimento dell'aeroporto a Bolzano, non so se si ricorda il collega Marguerettaz. Lui era sicuro di vincerlo quel referendum e poi lo perse, ma se ne fregò sostanzialmente, per cui l'aeroporto credo andò avanti, però l'idea che trasmise, che mi convinse abbastanza, fu proprio quella che io ho cercato di riportare nel primo intervento. Lui disse: "L'aeroporto, non con i voli charter, ma gli aerotaxi, i voli di un certo tipo", anche quelli appunto dell'Emiro del Bahrain, piuttosto che di qualche riccone che arriva con il suo jet privato, è vero che possono dare la sensazione di un luogo che accoglie gli straricchi, però lui diceva proprio questo: "noi siamo in grado di accogliere qualunque pubblico, però siamo in grado anche di essere attrattivi per questo pubblico, cioè per queste persone che, in qualche modo, completano a 360 gradi un quadro di offerta turistica che per noi è fondamentale perché ci racconta e ci racconta come comunità che è in grado di soddisfare tutte le esigenze, dal pubblico meno esigente a quello più esigente". Tra l'altro, non sarebbe neanche male, lo dico all'Assessore, ripetere magari quell'esperienza, perché, quando si va nei luoghi e si sente dalla viva voce di chi, peraltro, è stato abbastanza un innovatore in Trentino, nella Provincia autonoma di Bolzano, di un certo tipo anche di promozione turistica e di capacità anche di organizzazione della rete dei servizi turistici… anche lì, come dicevo prima, possiamo anche essere dei piccoli Giapponesi, adesso il posto è stato occupato dai Cinesi, fra un po', secondo me, neanche più da loro, probabilmente diventeremo noi Europei gli imitatori in primis.
Presidente - Qualcun altro intende intervenire? La parola al collega Viérin Laurent.
Viérin L. (UV) - Semplicemente nel ringraziare gli intervenuti per il dibattito alcune considerazioni sulla tematica in generale visto che è stata abbozzata al di là di questo disegno di legge e nel trovarmi d'accordo su una parte dell'ultimo intervento del collega Guichardaz nel dire che la Valle d'Aosta, che ha una vocazione turistica che non è innata, nel senso che il turismo è stato "inventato" nei decenni… basti pensare alla storia di Will (incomprensibile) per capire che da una parte, cioè di là, c'era già il turismo, mentre qui gli alpeggi erano visti ancora come un fattore di sussistenza e uno sfruttamento in termini (incomprensibile) del territorio diverso rispetto ad altre località. Come se pensiamo al Südtirol, a Sissi e al turismo che iniziò nell'Ottocento, in epoche antecedenti a quella nostra, dobbiamo dire che il lavoro fatto dal dopoguerra a oggi è stato un enorme lavoro di costruzione di un turismo che poi va rapportato alle epoche di riferimento. Ogni epoca, se pensiamo alle stazioni sciistiche modello francese, che poi "purtroppo" anche in Valle d'Aosta hanno visto qualche replica poi giustamente corretta negli anni… se pensiamo a Val d'Isère dove la stazione francese, che ha circa 1.800.000 notti vendute in inverno… con un progetto "Pierres et bois" hanno riqualificato la stazione che su quel modello ha saputo rigenerarsi. Questo per dire che il turismo di cui parliamo è quello di oggi, è quello di oggi che è un'evoluzione della costruzione negli anni: ecco perché ho voluto citare sì i successi dei decenni, ma il prezioso lavoro che è stato fatto e che viene fatto in questo periodo perché bisogna sapere adattarsi ai cambiamenti e che l'ostello e lo chalet di lusso sono stati inclusi nel medesimo disegno di legge proprio per dire che una cosa non esclude l'altra e non per dire: "Noi siamo classisti, voi siete popolari" in una storia che anche qui dobbiamo parlare di Destra e Sinistra? Nel turismo? Ma voglio dire, il turismo è il turismo, punto, il turismo è patrimonio della nostra comunità. Se vogliamo sottrarre, tra l'altro, le giovani generazioni e non solo, alla Pubblica Amministrazione in termini di competenze e di possibilità di avere sbocchi professionali, con tutte le difficoltà che il periodo post Covid fa percepire ancora oggi in coda, beh, dobbiamo pensare che ogni azione legislativa che crea ricadute anche economiche sul territorio dà la possibilità alle famiglie di vivere di un indotto e di mantenere la montagna, di mantenere il territorio: questo è il concetto!
Io non ho deciso di fare il relatore di un disegno di legge semplicemente per fare il relatore di un disegno di legge, ma perché sposo appieno la filosofia, c'è stato un dibattito non solo con l'Assessore, ma con tutta una serie di istanze che lui a monte aveva avuto di interlocuzioni chiaramente con le categorie che vanno ad aggiungere il pezzo che i colleghi ricordavano, gli appartamenti per il personale, ricordo la questione che è stata citata degli affitti brevi. Piano piano questo turismo, che poi non è sempre facile far percepire in certe località, ha avuto un enorme successo che va poi rapportato al nostro territorio, quindi condivido il concetto che il consumo del suolo, il rispetto dell'ambiente, ma questi sono temi che sono valdostani, non è che sono degli uni o degli altri. Noi siamo nati e cresciuti ai tempi del notaio Bastrenta, le sou soun de papì, la téra l'è d'or [traduzione letterale dal patois: i soldi sono di carta, la terra è oro] e quelli non sono concetti che sono di una parte politica, noi siamo i primi consumatori del nostro territorio, siamo i primi consumatori dei nostri prodotti e quindi siamo molto rispettosi del nostro territorio, molto rispettosi dei nostri prodotti intesi in senso lato come filiera agroalimentare.
Questo disegno di legge, che contempla l'apertura che ci vuole, cioè l'essere oggi veramente locale e globale nel dire: "Benissimo, noi vogliamo accogliere in uno chalet di lusso chi ha la possibilità e deve trovare, non solo rapportato alla capacità di spesa, un luogo adeguato, ma avere i servizi adeguati e un'accoglienza turistica adeguata a una parametrazione anche economica di ciò che uno spende", fino ad arrivare all'ostello, che ha un target completamente diverso ma che viene legato a investimenti del passato, penso al Cammino Balteo, alla Bassa Via o alla questione del turismo di montagna con questi nostri rifugi che oggi sono diventati nell'evoluzione degli alberghi in senso buono, nel senso che, quando eravamo ragazzi, andavamo a dormire in un rifugio, oggi chi va in un rifugio vede che veramente abbiamo dei rifugi di altissima qualità, proporzionata all'evoluzione.
Quello che voglio dire è che bisogna… adesso sinceramente, non è sempre per rientrare nella questione di… cioè di evitare la retorica, perché bisogna essere anche concreti e pragmatici, questo provvedimento va a semplificare, lo diciamo sempre, la burocrazia… beh, ci sono veramente dei tentativi, che poi sono concreti in questo disegno di legge, che vanno a dire: "Bene, perché non semplifichiamo questa cosa?" che però, quando si dice: "semplificare", ahi ahi ahi, "chissà che cosa si rischia, se si semplifica, magari qualcuno non controlla". No, è stata una semplificazione rapportata a una dinamica anche amministrativa che non va a creare nessun rischio di anarchia o di deregulation.
Io parto da un concetto per la Valle d'Aosta ma vale, credo, per qualsiasi località, che non esiste una località non turistica e non esiste un periodo non turistico, dipende cosa si offre, perché, se si pensa al turismo culturale di Siena, che trent'anni fa non vedeva o vedeva pochissime persone, magari nel periodo di ottobre, novembre, e adesso hanno addirittura l'over turismo, quello che oggi viene chiamato così, pensiamo che sia stato fatto un lavoro per far capire che non esiste solo il periodo così di massima affluenza perché la gente è in vacanza, ma che esistono dei periodi… Quando si parla di destagionalizzazione, significa far capire, , se si pensa a Venezia, vorrei capire qual è la bassa stagione, non esiste, senza andare poi appunto la problematica dell'over turismo, però riuscire a capire che la Valle d'Aosta in un soi-disant "piano regolatore" del turismo regionale deve capire chi fa che cosa, dalla più piccola delle località. Vengo da un comune dove non c'era nessun turismo e ce lo siamo inventati negli anni Duemila con altre persone e oggi abbiamo una quindicina di strutture ricettive, da piccole camere fino ad arrivare a qualche offerta un po' più strutturata, ma, come questo Comune, anche altri posti hanno avuto delle evoluzioni che magari trent'anni fa erano impossibili. Come è cambiato anche il turismo, una volta si passava magari un mese in una località di villeggiatura, anche in Valle avevamo dei villeggianti che stavano un mese…
(intervento di un Consigliere fuori microfono)
…e si chiamavano "villeggianti", stavano un mese a Pompiod di Jovençan, venivano dal Belgio e stavano un mese lì ed era proporzionato e diverso rispetto a chi magari andava a Courmayeur e si faceva già la vacanza di "lusso".
Il fatto quindi di avere un'offerta che si completa e i provvedimenti legislativi vanno a tassello, nel senso che le disposizioni urbanistiche, che sono un po' la perplessità, parte della perplessità che ho letto nell'intervento del collega Torrione, vanno a dare la possibilità ai centri storici che vengono citati di non crollare, perché magari in un rudere uno decide di fare due camere, tre camere degli appartamenti, delle case-appartamenti vacanze e il nostro territorio, piuttosto che vedere il famoso villaggio in autostrada quando si passa tutti dicono: "Eh, questo villaggio andrebbe in qualche modo valorizzato"… bisogna mettere in campo delle azioni che vanno anche ad aiutare e a sostenere chi decide di fare investimenti. È per quello che io ho voluto dire che questo è un provvedimento equilibrato e lungimirante, perché non l'ho voluto scrivere a caso. È equilibrato e lungimirante, i passi sono stati fatti proporzionati a una discussione fino ad arrivare alla questione da più parti sollevata, quindi turistico-commerciale della montagna, perché, se andiamo a vedere solo le edicole - e noi in IV Commissione abbiamo iniziato a chiedere di poter svolgere un lavoro su questo e alcune tabelle sono già arrivate -, per dire "edicole", o i piccoli commerci che chiudono nella nostra montagna è chiaro che ogni volta - lo diceva il collega Guichardaz - che si chiude un'attività o che si diminuisce un servizio nella media e alta montagna o comunque nei piccoli centri, è un pezzo di comunità che se ne va e, di conseguenza, se non c'è la comunità, non c'è turismo e l'ho detto in un altro intervento in questi giorni. La Valle d'Aosta, quando non ha avuto turismo, veramente è stata una comunità molto povera e legata al turismo c'è l'agricoltura, quindi un territorio mantenuto in modo adeguato dà la possibilità di avere un turismo di eccellenza.
Poi è chiaro che la parola "lusso"… ecco perché è importante citare chalets haut de gamme, perché ha un'altra valenza, come dicono i nostri amici di Zermatt: "Il faut faire du tourisme pas arrogant mais de haute gamme", ma arrogant et de haute gamme magari è solo una parola, però è quella. Questi chalets haut de gamme già esistono in altre località, è stato replicato un modello adattandolo alle nostre esigenze e credo sia buono. L'ostello quindi, chalet haut de gamme, la burocrazia, la semplificazione… e questo tema sollecitato io lo sentivo fuori da quest'aula anche nella scorsa legislatura: "La media montagna muore, i negozi chiudono, non c'è incentivo, non c'è sostegno", compatibilmente con la concorrenza e con tutte le normative, oggi si dà la possibilità in modo strutturale di trasformare da sperimentale a definitivo un qualcosa che si è visto poter essere utile.
Credo che si debba veramente riconoscere il lavoro svolto e oggi anche e soprattutto è stato detto dall'Assessore perché ci sono dei settori più trainanti, altri che si completano attorno a questi settori, gli investimenti vengono fatti per zona, si pondera anche il fatto che comunque alcune zone magari erano state un po' tralasciate negli investimenti dei decenni, quindi vengono recuperate in questo momento, abbiamo delle leggi di settore sugli impianti a fune che autoalimentano il settore che poi va a vedere la crescita. Questo è un modello che è stato costruito nei decenni e che oggi vede delle eccellenze nelle persone che lo stanno (incomprensibile). Questo bisogna riconoscerlo e credo soprattutto che, senza voler viaggiare e vivere con gli specchietti retrovisori, bisogna guardare avanti e che l'attualizzazione della nostra società significa continuare a vivere in montagna, sennò torniamo a viaggiare come cinquant'anni fa e che bello, l'ho letto anche in questi giorni, alcune teorie turistiche che poi con l'Assessore ci siamo anche confrontati su questo e non solo con l'Assessore, bisogna essere, secondo me, attuali nel custodire gelosamente ciò che i nostri avi ci hanno lasciato, avere autenticità, tipicità e unicità di un prodotto e soprattutto non aver paura nel dire che la nostra Valle d'Aosta ha delle opportunità, dalla più piccola alla più grande, diverse per ogni località che le propone e che in questo senso il sostegno dell'Amministrazione regionale significa che questa Regione crede nel turismo.
Presidente - La parola al collega Lattanzi.
Lattanzi (FdI) - Volevo intervenire solo in dichiarazione di voto perché non volevo togliere del tempo ai colleghi perché potete immaginare che il nostro gruppo, avendo messo questo argomento nel proprio programma, non possa che essere a favore.
Credo che ci abbia molto aiutato, collega Viérin, lei a convincerci ancora di più che siamo sulla strada giusta e voglio anche dire al collega Grosjacques: sicuramente lei è più fortunato del collega Guichardaz, quando ha preso lui il commercio e il turismo, siamo andati in pandemia e lei ha potuto beneficiare del post pandemico, degli investimenti e delle risorse. Scherzo, perché sa che io considero la fortuna un insieme di cose fatte e la sfortuna un insieme di cose non fatte. In questo senso oggi abbiamo la fortuna di avere il DL 15 che arriva in aula, con un po' di ritardo, ce lo possiamo anche dire, era un po' l'unica osservazione che ci sentivamo di fare, perché oggettivamente ascoltare… e apprezzo la frase: "Il turismo è dei Valdostani e di tutti, non è di Destra, non è di Sinistra", perché, quando dobbiamo parlare di come vogliamo mangiare su questa terra, come vogliamo riportare le imprese a lavorare in questo territorio, come vogliamo recuperare competenze e professionalità dei nostri giovani in questo territorio, sì, è vero, siamo qui a rappresentare sfumature e società diverse, ma su certi temi bisognerebbe avere anche l'onestà intellettuale di dire: "Sì, si può essere d'accordo", a meno che non si vogliano travisare ragionamenti e idee che ho sentito anche qui, perché, quando sentivo il collega Torrione dire: "Noi siamo meno favorevoli allo chalet di lusso" o di alta gamma, c'è anche in italiano… ma il tema è che in questo disegno di legge, ha detto bene il collega Viérin, c'è l'ostello che così non stava più in piedi. A 15-20 euro a notte i Comuni vedevano svuotate le attività, quindi si dà un'occasione agli ostelli di tornare.
Certo, è curioso che nel 2026 si considerino giovani solo gli under 29, perché anche qui si potrebbe dire che, se uno ha 33 anni, non può essere considerato vecchio, però è il 50%, quindi c'è lo spazio per tutti per andare negli ostelli, ma è indiscutibile che serviva una norma per dare ai Comuni la possibilità di recuperare un turismo giovanile, che sono d'accordo con il collega Guichardaz è potentissimo sotto l'aspetto della comunicazione e della pubblicità e non solo in termini prospettici di adulti che tornano con le famiglie, anche quello, ma soprattutto sul marketing gratuito che certamente la gioventù può portare.
Altrettanto è … utilizzare il termine… non fastidioso, ma veramente lo dico con serenità al collega Torrione, non si può rimanere ancorati al concetto che non si possa prendere un mega trend di turismo anche qualificato, uso questo termine, alto spendente… non mi piace la parola, qualificato, come ha detto il collega Bellora, che si possa anche definire dei trend di qualità del turismo che noi vogliamo, ma, giusto per dirci dei numeri, abbiamo fatto i complimenti alla Giunta, in particolare all'Assessore, perché nel 2025 abbiamo avuto il record dei 4 milioni di presenze, con un'estate da oltre 2 milioni di presenze. Bene, quelle presenze hanno generato 12 mila tonnellate di rifiuti, quindi, se da Legambiente arriva l'allerta: "Attenzione al consumo del territorio, alla gestione dei rifiuti", qualche scelta dovremmo farla, perché noi abbiamo dei weekend in cui mediamente turistici nella terza stagione delle due, purtroppo in questo momento stiamo aggiungendo una terza stagione turistica, ma siamo a due e mezzo, per chi fa turismo - e sono contento che il relatore sia un operatore turistico - riconosce che abbiamo presenze tra i 30 e i 50 mila per weekend, ma sforiamo le 100 mila presenze nei weekend di alta intensità, a febbraio, agosto piuttosto che dicembre e sono tonnellate di rifiuti, passiamo da 50 mila tonnellate di rifiuti a 250 mila tonnellate di rifiuti. Voi quindi che siete ambientalisti, come lo siamo noi, dovreste essere sensibili a questo ragionamento, a questa riflessione che giustamente in Trentino è stata fatta, non hanno escluso nessuno, sono d'accordo con l'Assessore, ma un trend lo si deve prendere, perché il ragazzino a 25 euro che porta tonnellate di rifiuti, disordine ambientale e consumo del territorio ambientale non ci fa vivere. Gli ostelli chiudono, quindi gli ostelli devono essere qualificati, gli ostelli hanno bisogno di sostegno, il commercio di prossimità ha bisogno di sostegno e sono contento che finalmente si dia una risposta con questo DL alle implorazioni della Confcommercio, che già anche nelle ultime Commissioni aveva chiesto degli interventi e sono contento che l'Assessore abbia potuto mettere all'interno di questo anche quella risposta, che non so se è risolutiva, ma è certamente un aiuto, nulla è risolutivo, ma sono tutti aiuti anche per il commercio.
Per quanto riguarda gli chalets di alta gamma, qui vicino in Francia a 20 chilometri li vendono a 50 mila euro a notte. Ora io non dico che dobbiamo adesso andare verso quella direzione, tanto non abbiamo l'aeroporto per i jet privati, quindi è inutile che ci agitiamo, non abbiamo una ferrovia, abbiamo un'autostrada che è mezza chiusa, quindi siamo anche fortunati che vengono nonostante tutto. Qualifichiamo l'offerta senza discriminare nessuno, magari ragionando sul turismo che vogliamo non oggi, perché oggi a noi 4 milioni di turisti ci servono, però forse fra dieci anni, se legiferiamo in una certa direzione, magari saranno quattro, magari diventeranno tre o diventeranno sei, saremo capaci di gestirli, ma magari avremo meno impatto ambientale che inciderà sul nostro fragilissimo territorio che noi adoriamo, che amiamo, sul quale abbiamo le nostre iniziative commerciali e attività delle quali tutti viviamo, tutti, insieme poi a tanti altri settori che ci danno una mano, ma certamente il turismo che fa i due terzi del PIL non può che essere il nostro fiore all'occhiello.
Io ringrazio quindi la Giunta, l'Assessore, il relatore, la Commissione e tutti quelli che hanno lavorato a questo DL e, anzi, avanti a macchina avanti tutta. Siamo in ritardo, abbiamo tanti esempi qui vicino a noi, in Svizzera, in Francia che ci indicano la strada, sono concorrenti, a volte anche sleali, anche sotto l'aspetto della fiscalità, quindi è meglio che ci diamo una grande mossa e grazie per questo DL 15 che noi voteremo con convinzione.
Presidente - Ha chiesto la parola per il secondo intervento il collega Torrione.
Torrione (AVS) - Non avevo intenzione di intervenire, però effettivamente sono uscite diverse considerazioni.
Io chiedo soltanto - poi magari uno si può esprimere più o meno correttamente in italiano - di ascoltare gli interventi e non interpretarli con l'etichetta che magari si pensa che quella persona che appartiene a quel partito ha, perché io vi ho ascoltato parlare e vi ho sentito dire delle cose attribuendole a me che io non ho detto e cerco brevissimamente di replicare, quindi magari c'è stata una cattiva interpretazione a monte per la famosa etichetta di cui si parla in ambito educativo.
Il giudizio sul disegno di legge complessivo è un giudizio che sicuramente ha degli aspetti positivi e noi non abbiamo fatto una critica andando giù a gamba tesa pesantemente, abbiamo sollevato alcuni dubbi e alcune perplessità, quindi non siamo stati… non so come dire… estremisti nella valutazione, abbiamo detto: "Ci sono delle criticità che non ci permettono, malgrado gli aspetti positivi, di votare positivamente l'intervento", questo per fare un quadro di carattere generale.
Rispetto agli chalets di lusso di alta gamma, tanto è italiano anche quello, io leggo solo quello che ho detto: "Non c'è nulla di male nell'avere anche un'offerta turistica di alto livello, il turismo di lusso esiste, può rappresentare una componente importante - fisso il collega Bellora - dell'economia regionale e non siamo certo noi a metterlo in discussione", è quello che ho detto. Il ragionamento quindi è semplicemente dire: "Benissimo, è un turismo, abbiamo a questo mondo gente che si può permettere di spendere certi soldi e quindi è giusto che questa Valle d'Aosta, dal punto di vista turistico, offra tutto quello che è possibile per agevolare questo tipo di turismo". Corretto. Io faccio un ragionamento semplicemente e il mio ragionamento è quantitativo numerico, banale? Allora è chiaro che le persone alto spendenti rappresentano una porzione della nostra popolazione ridotta rispetto a tutto il resto. Siccome, tra l'altro, in questa legge si parla di ostelli della gioventù, si parla di giovani, che sono una componente importante e anche maggioritaria rispetto alle persone alto spendenti, semplicemente il ragionamento che abbiamo fatto noi è: benissimo, curiamo questo settore. Io ho espresso una preoccupazione: non vorrei che fosse una tendenza politica che si indirizza prevalentemente verso quello dimenticandosi del resto, perché dimenticandosi del resto ci dimentichiamo dei giovani, che è un punto degli ostelli, ci dimentichiamo della maggioranza della popolazione e ci dimentichiamo anche che il turismo di un certo tipo… il target di cui parlavo… semplicemente ho detto che la Valle d'Aosta deve aprirsi a un target che è il maggioritario in questa nostra Nazione, banalissimo il mio ragionamento, era un dato numerico.
Piccolo appunto sul discorso degli ostelli, perché questo mi fa capire ulteriormente che c'è della confusione lì sopra. Noi dobbiamo fare attenzione a non fare una cosa, e chiedo scusa al collega Lattanzi, dobbiamo pensare agli ostelli e io ho detto che bisogna riuscire a mantenere la stessa natura degli ostelli, che ha una componente sociale importante. Io ho detto chiarissimamente che le misure fatte, che sono previste da questa legge sono condivisibili, cioè il fatto che venga aperto alle società profit e il fatto che si possa offrire ristorazione interna, l'ho detto. Agganciandomi all'apertura alle profit, ho solo detto: "Facciamo attenzione a non snaturare la natura degli ostelli", questo ho detto. Io non ho capito tanto il ragionamento quando lei diceva: "Non si può offrire a 15-20 euro", però la natura degli ostelli è offrire a persone che non hanno disponibilità economiche alte un'ospitalità che sicuramente sarà diversa e qui chiedo scusa e apro una parentesi, perché mi è dispiaciuto che l'Assessore e poi l'ho sentito forse anche dal collega Lattanzi… che si sia parlato di turismo di qualità parlando degli chalets di lusso o di alta gamma. Il turismo di qualità deve essere per tutto, anche gli ostelli offrono turismo di qualità, perché sennò attribuiamo soltanto agli chalets la qualità. Lì c'è una questione di prestazioni, di offerta indubbiamente che ovviamente uno paga, ha più prestazioni, eccetera, ma un ostello di qualità offre il turismo di qualità, uno chalet di qualità offre il turismo di qualità, è semplice il ragionamento.
Una battuta all'Assessore, nel senso che dispiace sentirsi dire che è dispiaciuto dal fatto che non c'era l'accordo completo, perché invece penso che sarebbe carino che ci si trovasse tutti quanti d'accordo sulla stessa cosa, perché deve essere dispiaciuto di aver avuto per un attimo la sensazione di essere d'accordo con noi? Non è stato tanto carino.
Ultimo punto: io non ho avuto risposta, credo, sulla questione della liberalizzazione dei grandi esercizi commerciali, perché effettivamente non l'ho sentita…
(intervento dell'assessore Grosjacques fuori microfono)
…okay, perfetto, grazie, la ringrazio perché in effetti era un punto che non…
Ultima considerazione, che, tra l'altro, ne parlavamo con la collega Minelli: noi non è che ci scandalizziamo perché ho sentito usare questo termine, non ci scandalizziamo, come ho detto prima, è una porzione giusta e corretta di turismo che dobbiamo sviluppare, ma è una porzione. Il grosso non è lì e, se vogliamo pensare ai giovani, di sicuro non dobbiamo pensare a quello.
Tra l'altro, c'è anche un turismo che ha una sorta di fedeltà territoriale, come mi ha suggerito come termine la collega Minelli, è vero, in Valle d'Aosta c'è tanto turismo che ha fedeltà territoriale, che poi magari ha comprato la seconda casa qui in Valle e che viene in Valle d'Aosta da trent'anni. Tra l'altro - poi apro un probabile futuro argomento qui -, è la questione anche di che cosa vogliamo dai nostri territori. Se pensiamo alla futura questione Cogne e collegamento Pila/Cogne, è chiaro che lì, all'interno anche dello stesso Paese, ci sono posizioni diverse rispetto alla natura e alla tipologia di turismo che si vuole avere in quel Paese. È un bell'argomento, sarà un bell'argomento di conversazione.
Al collega Bellora ha già risposto la mia collega Minelli, le chiedo soltanto di essere preciso quando fa le citazioni e di non fuorviare le parole dette da altri.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Carrel.
Carrel (ADC) - Grazie Presidente e grazie anche all'Assessore per aver permesso di continuare con la discussione generale, quindi avendo di fatto già presentato un po' la posizione del Governo in discussione generale, credo che questo sia utile e interessante proprio per andare a sviluppare alcuni ragionamenti.
Credo che le parole del relatore Viérin siano state delle parole molto importanti, forse troppo spesso anche in quest'aula ci concentriamo sulla situazione della Plaine e poco guardiamo l'intero complesso della situazione in Valle d'Aosta: lo dico perché, parlando di questo disegno di legge, non possiamo non parlare della crisi di natalità, non possiamo non parlare delle crisi delle aziende che ci sono sul territorio, non possiamo non parlare della centralità che assume sempre di più Aosta nell'offrire dei servizi che impediscono, spesso e volentieri, ai giovani di mantenere determinate posizioni e in vallate laterali in Valle d'Aosta, non possiamo non parlare di turismo in quest'ottica, perché il turismo per determinate vallate è ormai diventato l'ancora di salvezza per poter continuare a mantenere determinate aree del nostro territorio. Da lì poi discendono ovviamente tutte le altre attività. Se una volta si stava nelle vallate perché si aveva l'attività agricola, oggi si sta nelle vallate perché c'è il turismo che ci permette di avere l'attività agricola, la quale è necessaria e fondamentale per avere il turismo, quindi il ragionamento ovviamente torna a 360 gradi, ma oggi più che mai non possiamo non dire che il turismo è fondamentale per mantenere il nostro territorio; in caso contrario avremmo ancora più popolazioni all'interno della Plaine e sempre meno popolazioni nelle varie vallate.
È ovvio che poi dovremo discutere di quale turismo vogliamo, su questo convengo abbastanza con il collega Torrione, ma non è questo l'oggetto di questo disegno di legge. Questo provvedimento permette di effettuare determinati investimenti, permette di effettuare determinati piani di sviluppo nelle varie situazioni delle varie comunità e credo sia da cogliere pienamente dal punto di vista politico, quindi con pieno favore. È ovvio che non possiamo fermarci a un turismo di solo sci, mi trova pienamente convinto e sono assolutamente allineato con lei quando parla che non dobbiamo avere un turismo solamente di sci. Arrivo da Valtournenche che credo, se nulla cambia, sarà l'ultima stazione sciistica a chiudere, perché ovviamente abbiamo gli impianti di risalita più alti e abbiamo la fortuna di avere ancora un ghiacciaio, ma questo non ci impedisce di dire che dobbiamo sviluppare il turismo e svilupparlo con un'ottica che guarda ovviamente a tutta una serie di target, perché suddividere i turisti che vengono in Valle d'Aosta in target non credo sia carino, ma non credo sia neanche conveniente.
Condivido abbastanza quanto ha detto l'assessore Grosjacques: la cosa importante è che vengano in Valle d'Aosta, dobbiamo cercare di offrire loro il più possibile per farli permanere il più possibile, ma questo è ovvio, in base alle loro capacità economiche e in base alla nostra capacità di valorizzare al meglio quello che già abbiamo e soprattutto di valorizzare al meglio la nostra storia, la nostra cultura, i nostri prodotti tipici e le nostre peculiarità, perché spesso e volentieri i primi che non conoscono le nostre peculiarità siamo noi come Valdostani e, quando ce ne dimentichiamo, ovviamente facciamo un danno in primis al settore turistico, oltre che al nostro aspetto culturale, che non è secondario. Vi posso garantire che, quando ho avuto modo di accogliere i turisti, la cosa più bella che possono fare insieme a me è un giro di un ru [traduzione letterale dal patois: ruscello] che passa sopra Valtournenche, loro fanno il giro di questo ru e gli racconto quattro cose sui ru e penso che abbiano ottenuto un viaggio per loro già indimenticabile, facendo di fatto nulla. È ovvio che bisogna conoscere la storia e bisogna che ce la tramandiamo e soprattutto che sappiamo anche ascoltarla e raccontarla, questo è un aspetto che credo non sia secondario.
Dall'altra parte vi è la necessità di capire quale turismo vogliamo. È vero, questa legge è stata lunga, è passata da due legislature, l'abbiamo condivisa e la condividiamo perché non è cambiato esattamente nulla; su quale turismo vogliamo dobbiamo cercare di ampliare l'offerta. Questa è una legge che mira appunto a destagionalizzare, anche perché dà delle possibilità di investimento che ci permetteranno di destagionalizzare.
Io, Assessore, approfitto di questo spazio per ricordarle il Convention Bureau, che forse potrebbe essere anche lì un piano su cui continuare a investire o, meglio, tornare a investire, guardo anche il consigliere Marguerettaz, se non erro, era lui Assessore quando vi era quest'ufficio importante che permetteva, soprattutto nelle basse stagioni, di portare determinati tipi di clienti mirati in determinate strutture mirate, ovviamente però, oltre alle strutture mirate, dobbiamo poi avere anche una comunità e dei Paesi che sono vivi e vivibili, perché, se portiamo una convention di 100 commercialisti in una località dove, oltre all'hotel, non vi è nulla di aperto il mese di novembre, abbiamo un problema e rischiamo non solo di fare una brutta figura, ma di farci anche una pessima pubblicità, proprio per collegarmi appunto a quanto detto della pubblicità a costo zero dal collega Guichardaz.
L'altra parte della legge ovviamente riguarda gli interventi o, meglio, rende strutturali gli interventi di vicinato, che va di fatto nella stessa direzione. Al collega Guichardaz ricordo che, oltre alla collega Rini, come ha ben ricordato l'Assessore, vi era anche il consigliere Jean Barocco e, visto che è un nuovo membro del Direttivo di Pour l'Autonomie, credo sia anche corretto ribadire che quella fu un'idea politica di un certo tipo che oggi andiamo a rendere strutturale perché funzionava, perché ha funzionato. È ovvio che nei momenti di difficoltà talvolta si cercano delle soluzioni, che poi, quando funzionano, cerchiamo di renderle strutturali perché ci accorgiamo che possono essere utili, ovviamente migliorandole nel tempo, allo sviluppo delle intere comunità.
Ricordiamoci solo - e credo che questo disegno di legge lo faccia - che la Valle d'Aosta è veramente piccola, come diceva ieri l'assessore Lotto, ma è veramente tanto diversa da una vallata all'altra e anche all'interno delle stesse vallate le esigenze, i turismi; le comunità sono diverse e hanno bisogno di tutta la nostra attenzione per poter dare le risposte. Questo disegno di legge propone flessibilità, propone sburocratizzazione e quindi va nella direzione corretta. Ovviamente i risultati li vedremo quando verranno applicate e quindi quando avremo le delibere attuative e quando avremo la possibilità di valutare i risultati, ma credo che vada assolutamente nella direzione corretta e per questo motivo lo voteremo.
Presidente - Ha chiesto la parola il collega Marguerettaz.
Marguerettaz (UV) - Anche se non sono abituato a fare piaggerie o a fare complimenti senza una ragione, io credo che vada veramente fatto un plauso all'assessore Grosjacques e a tutto il Governo perché lo sforzo - e lo ha detto l'Assessore - è uno sforzo corale.
Noi oggi abbiamo uno strumento che cerca di dare delle risposte e cerca di dare delle soluzioni a dei bisogni, a dei problemi e questo è il ruolo della Regione. Non voglio né sminuire, né complimentarmi con i numeri di per sé, perché, per certi versi, i numeri, le statistiche e le presenze sono in parte figlie delle attività del Governo regionale, dell'Assessore, perché, se noi abbiamo un inverno poco nevoso, le cifre precipitano, ma possiamo dire che abbiamo un cattivo Assessore perché ci sono dei numeri contenuti? Noi dobbiamo slegarci da quest'aspetto, i numeri, i milioni hanno un significato, ma quello che noi dobbiamo fare è: abbiamo fatto tutto il possibile per dare delle risposte? È lì che dobbiamo guardare e io spezzo una lancia rispetto a cosa? Alla nostra autonomia, al fatto che siamo una Regione a Statuto speciale, perché il fatto di essere una Regione a Statuto speciale fa la differenza. Allora parliamo di turismo… in realtà dobbiamo parlare di turismi, al plurale. Anche nell'ambito del turismo invernale tutti abbiamo visto il fenomeno dell'Interski. L'Interski, rispetto alla domanda invernale, che è una domanda alto spendente, ha questa nicchia, che poi fa dei numeri importanti... Il fatto di essere una Regione a Statuto speciale ha permesso e permette al legislatore regionale di intervenire per dare delle risposte, perché, se a quei ragazzini che arrivano dall'Inghilterra, noi obblighiamo ad avere i maestri di sci, che ovviamente hanno un costo orario che loro non riescono a sostenere, quella clientela la perdiamo. Nel contempo non possiamo neanche abbassare la qualità, allora che cosa accade? Accade che con il collegio dei maestri di sci valdostani si trova un accordo con i maestri di sci che vengono ad accompagnare con il cosiddetto "tutoraggio", cioè ogni "X" di maestri di sci che vengono ad accompagnare abbiamo dei maestri di sci valdostani e abbiamo dato una soluzione che è una soluzione che, da questo punto di vista, permette di avere una proposta che è interessante. Io sono d'accordo, perché quei giovani inglesi che vengono qua quando sono studenti può darsi che in prospettiva, facendo carriera, poi potranno venire in Valle d'Aosta quando avranno una posizione professionale personale che gli consentirà di andare negli alberghi a 4-5 stelle.
Noi quindi siamo in grado di dare delle risposte, ecco la funzione dell'Amministrazione regionale, ecco cosa permette la nostra autonomia: di dare delle risposte. Lì noi dobbiamo concentrarci, metterci nella condizione di dare delle risposte e fare tutto quello che è possibile. Dopodiché io vi ho detto: parliamo di turismi, è abbastanza evidente, ci sono dei ragionamenti. Già immaginate l'estate e l'inverno, che sono due stagioni completamente diverse con delle clientele che sono abbastanza diverse. Ci saranno delle sovrapposizioni, ma in realtà sono due mondi diversi, quindi, già parlando degli chalets de haute gamme, sicuramente avremo una clientela che è propensa a spendere delle cifre importanti per dei soggiorni in inverno, un po' meno d'estate, tant'è che anche nelle nostre località, se voi andate a vedere ormai anche le politiche nell'ambito turistico, sono diverse, nel senso che i prezzi degli alberghi non sono distinti nella vecchia logica alta e bassa stagione, non è mica così, i prezzi cambiano quasi settimanalmente, ma esattamente come prima per gli aerei. Le politiche di pricing sono delle politiche che hanno cambiato il mondo. Noi dobbiamo metterci nella condizione di offrire il massimo.
Qualcuno l'ha accennato sull'over tourisme. Noi siamo una Regione piccola, che non può permettersi delle politiche come una località come Rimini che è in grado di ospitare milioni. Noi abbiamo delle capacità contenute e fa bene il collega Lattanzi a fare questi ragionamenti, perché la sostenibilità nostra non è infinita e il ragionamento che ha fatto molto bene il relatore Laurent Viérin sull'autenticità, sull'originalità e sulla qualità non sono indifferenti. Noi purtroppo abbiamo visto qualche settimana fa la scomparsa di Carlo Petrini con lo Slow Food, ma vi ricordate uno dei suoi ragionamenti? Non possiamo portare sempre verso il basso la qualità dei prodotti alimentari, perché noi dobbiamo riconoscere ai prodotti alimentari la qualità. Allora capite bene che con la logica dire: "Dobbiamo offrire tutto a tutti", se io devo remunerare correttamente il lavoro dei nostri agricoltori e immaginare che la fontina non venga venduta a dei prezzi non remunerativi, io devo riuscire a far capire qual è la qualità. Devo riuscire a spiegare che dietro la fontina c'è un lavoro "eroico", ma poi il prezzo della fontina non può essere svilito, quindi io devo venderla a 20-25 euro al chilo, devo fare una cosa di qualità, allora è chiaro che la mia bottiglia di vino, il vino Doc, se noi ragioniamo in termini di ore, lavoro e ore uomo, non è che posso venderlo, devo essere capace a narrarlo, devo spiegarlo. Collega Torrione, non è che noi possiamo immaginare che il giovanotto possa permettersi di pagare delle cifre esagerate, quindi io devo riuscire a far capire che, se vogliono fare del turismo di qualità, devono remunerare correttamente gli operatori del luogo, perché, se noi abbassiamo il discorso, è chiaro che un bicchiere di Tavernello è sicuramente più economico. Se noi dobbiamo fare questi ragionamenti, il turismo di qualità non è fatto per i grandi numeri, questo non vuol dire che io non devo dare le cose.
Quando io ho parlato dei turismi, ci sono delle situazioni... e, tra l'altro, attenzione, questi turismi a volte sono incompatibili, un turismo rischia di scacciare l'altro. Ci sono delle situazioni e noi abbiamo una fortuna straordinaria come Valle d'Aosta, perché abbiamo tutta una serie di località che tra di loro sono complementari. Se io voglio il silenzio, voglio la meditazione, posso andare in determinate valli, se io ho un turismo dove faccio certe attività, ne ho altre, quindi il ragionamento che lei ha fatto quando ha detto: "Ma forse avete interpretato male" io non lo so, saranno tutti stupidi in quest'aula, ma tutti hanno capito quello che lei ha detto, cioè ha parlato per tre quarti degli ostelli e poi ha detto: "C'è anche questo, lo tolleriamo però non è esattamente la direzione giusta". Non è mica così. Guardi, dal punto di vista numerico, lei ha parlato per tre quarti degli ostelli e poi ha detto: "Ma poi c'è anche questo, noi non siamo contrari però…". Non è così, le cose sono tra di loro complementari e dice bene il consigliere Carrel, nel senso che anche colui che sta nello chalet di lusso, se si fa la passeggiata nel ruscello, nella località, ha un arricchimento, ma ci sono queste cose che sono complementari.
Noi dobbiamo fare un ragionamento e quindi il discorso di fondo di questa legge è creare i presupposti e dare gli strumenti per dare delle risposte ai nostri operatori perché noi siamo dei facilitatori, noi dobbiamo dare delle risposte, non siamo noi gli operatori, dobbiamo creare le condizioni. Dobbiamo andare a casa dicendo che abbiamo fatto il possibile per agevolare i nostri imprenditori e, se è possibile, c'è tutto l'aspetto che fa parte anche di questo, della formazione, perché anche lì abbiamo un discorso che è molto interessante. Tutte le norme che già in passato abbiamo approvato che riguardano i maestri di sci, che riguardano le guide, le guide di mezza montagna, tutto questo insieme, tutte le attività che facciamo nel mondo della sanità, cioè tutta una serie di soggetti, scelgono la destinazione sulla base delle garanzie che noi gli diamo qualora abbiano dei problemi, quindi i nostri centri traumatologici e via discorrendo. Vedete cosa vuol dire? Dobbiamo però non avere un approccio ideologico, siccome sono stato là per anni, il distretto del Garda fa più di 30 milioni da solo di presenze, però poi, oltre alla mondanità, oltre ai grandi numeri, ci sono le valli vicino che hanno una presenza molto più contenuta, dove la gente può andare in bicicletta, dove può andare a passeggiare. Noi non dobbiamo avere un approccio ideologico, come vedo in qualcuno, dobbiamo avere la possibilità e, tanto per entrare probabilmente con i piedi nel piatto, una situazione dove noi abbiamo il ghiacciaio, bene, dobbiamo creare questo collegamento che è quello delle Cime Bianche per creare il comprensorio più grande d'Europa e, da questo punto di vista, lì abbiamo la possibilità di essere l'eccellenza delle eccellenze e ci saranno delle valli che sono delle valli tranquillamente fruibili anche a coloro che amano la natura. Dire quindi che le Cime Bianche sono l'ultimo baluardo della natura è una narrazione completamente fuorviante.
Presidente - Ci sono altri interventi? Chiudo la discussione generale. Ci sono repliche? La parola all'assessore Grosjacques.
Grosjacques (UV) - Intanto voglio ringraziare tutti quelli che sono intervenuti perché è stato un dibattito ricco e un dibattito che ha messo in luce sotto tutti gli aspetti qual è l'importanza del turismo nella nostra regione e sono intervenuti tre ex Assessori, non vecchi, ex Assessori al turismo… già Assessori, è più bello, già Assessori, fu Assessori…
(ilarità di alcuni Consiglieri in aula)
…perché è la traduzione un po' letterale di quello che probabilmente pensa lei dei nostri colleghi, quindi volevo agevolarle il pensiero… Dicevo il contributo di tre già Assessori perché, tempo per tempo, il loro lavoro, di tutti, ha contribuito a creare le condizioni che oggi ci vedono in una posizione di privilegio, cioè la possibilità di poter vantare dei risultati, risultati che non nascono per caso, risultati che sono il frutto di lavoro di anni, che si è consolidato e che ha riguardato, come ho detto nel primo intervento, tutta una serie di attività. Ho parlato degli impianti a fune, ma potrei parlare dell'enogastronomia, del circuito dei beni culturali, perché oggi abbiamo dei beni culturali che sono stati restituiti alla fruizione con grandi investimenti e che certamente sono tra i fiori all'occhiello della nostra offerta turistica. Abbiamo l'enogastronomia, abbiamo un artigianato di tradizione che credo cresca di anno in anno nell'apprezzamento di chi viene a trovarci per turismo, ma abbiamo tutta una serie di altre attività.
È stato citato dal collega Marguerettaz il lavoro che è stato fatto per professionalizzare sempre di più le professioni della montagna e oggi le professioni della montagna possiamo dire, nelle loro varie declinazioni, che sono i nostri primi ambasciatori, i primi venditori, anche se il termine forse non è corretto, del nostro turismo, perché lo propongono, conoscendolo per la loro formazione, ai loro clienti e quindi ai turisti che frequentano la nostra regione. Come ha detto bene il collega Laurent Viérin, è un turismo che cresce e che tiene vive le nostre comunità e le tiene vive perché vogliamo continuare a vendere sempre di più una Valle d'Aosta come destinazione unica, una destinazione che ha tutte le sue declinazioni. In ognuno dei nostri Comuni possiamo trovare delle particolarità che sono specifiche di quel territorio e che ci aiutano a lavorare sempre di più per la destagionalizzazione, perché la destagionalizzazione significa, come abbiamo detto, tenere le famiglie nei luoghi dove sono nate e dove continuano a vivere, quindi dobbiamo creare le condizioni affinché non vengano meno i servizi essenziali e credo che l'intervento sui piccoli esercizi e sui centri polifunzionali vada in particolare, oltre che al sostegno diretto, a mantenere questi centri di aggregazione, che sono veramente dei luoghi nei quali la gente si ritrova, oltre che per fare la spesa, anche per scambiare le idee e comunque socializzare.
Ho alcune risposte da dare, intanto questo è un disegno di legge che, come è stato detto molto bene nella relazione, sburocratizza, quindi realmente divide la competenza amministrativa dalla competenza politica, cioè, tanto per dirla con termini semplici, ci siamo spogliati di alcuni dei nostri poteri per darli ai funzionari, quindi abbiamo voluto sulla legge 19/2001, che è quella che regolamenta l'attribuzione dei mutui alle strutture turistico-ricettive commerciali e a coloro che effettueranno investimenti per la riqualificazione di edifici per gli alloggi per i dipendenti… abbiamo voluto sburocratizzare, quindi tutta una serie di attività non passeranno più in Giunta, ma saranno di competenza delle strutture. Credo che questo sia un passo deciso per abbreviare i tempi e quindi dare risposte in tempi più celeri a coloro che vogliono investire nella nostra regione, un passaggio che forse non è stato così evidenziato, ma che crediamo sia non il primo, perché ce ne sono altri in altri settori ma certamente…
Presidente - Colleghi, per favore…
Grosjacques (UV) - …ma certamente uno dei passaggi che dimostra anche la volontà di andare incontro agli imprenditori con delle misure reali.
Per quel che riguarda lo spostamento del baricentro, collega Minelli, io non credo che si stia spostando il baricentro verso un turismo di alta qualità, lo facciamo, è stato detto in tutti gli interventi in parallelo con il sostegno degli ostelli della gioventù. A proposito, collega Guichardaz, abbiamo modificato il comma 6bis dell'articolo 28 della legge regionale 11/1996 per andare a specificare le sanzioni che riguardano il superamento del 50% dell'ospitalità per coloro che hanno più di 29 anni, quindi è rimasta questa caratteristica. Dicevo questo, in risposta alla collega Minelli, perché stiamo lavorando sulla legge di modifica per le strutture all'aperto, quindi i campeggi che stanno confermando di anno in anno dei numeri sempre in crescita, quindi dei numeri record; significa che quel target non solo è presente in Valle d'Aosta, ma cresce perché anche in quelle strutture ricettive si sta ampliando molto il livello di qualità, che è ovviamente rapportato a quello che chiede quel segmento di clientela. Direi quindi che anche da questo punto di vista si sta lavorando affinché quel tipo di clientela abbia tutte le risposte che cerca nelle nostre strutture all'aperto.
È vero che dobbiamo fare tesoro delle esperienze di quelli che hanno già messo in campo delle attività nel settore turistico che funzionano, io però, pur essendo assolutamente favorevole a confrontarmi con quelli che sono più bravi, perché lì c'è da imparare, credo che non ci siano modelli tout court replicabili su tutti i territori. Noi abbiamo una particolarità che ci distingue dagli altri, particolarità della quale andiamo fieri, quindi possiamo verificare e confrontarci con coloro che hanno fatto altre cose in altri territori, senza pensare che quello che è stato fatto da altre parti sia immediatamente collocabile e replicabile sul nostro territorio. Lavoriamo per un modello nostro, un modello che oggi è venuto fuori e che risponde a 360 gradi alle esigenze di chi decide di venire in Valle d'Aosta per turismo e crediamo che la strada sia quella giusta, ma certamente andare a valutare e a copiare quello che fanno da altre parti, se riteniamo che questo sia produttivo per la nostra economia, senz'altro non può che farci del bene.
Collega Torrione, io non credo che ci sia stata in questo articolo una liberalizzazione del commercio, io credo che l'introduzione dell'articolo 1ter della legge 12/1999 attraverso l'articolo 4, comma 3, di questo disegno di legge credo che vada nella direzione opposta, cioè che sia un articolo coraggioso, un articolo che, fino all'approvazione della legge 214/2023, quindi la legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2022, non avrebbe potuto essere scritto perché il relatore ha già fatto la cronistoria di quello che è successo con l'articolo 1bis inserito nel 2013, con la legge 5/2013, perché quell'articolo, che limitava gli insediamenti, è stato cassato, bocciato dalla Corte costituzionale perché limitava la libertà di movimento delle imprese, però, fino al 31 dicembre 2023, la Regione Valle d'Aosta non ha potuto adottare - non è che non ha voluto - alcun intervento normativo restrittivo dei principi di liberalizzazione che ho delineato e che il relatore ha puntualmente declinato, perché, se l'avessimo fatto, con grandissima probabilità avremmo trovato l'opposizione della Corte costituzionale. Lei quindi ha giustamente utilizzato il termine, se ricordo bene, escamotage, per giustificare o per presentare quello che in altre Regioni è stato fatto, attività sulle quali si potrebbe aprire un dibattito che ovviamente non è di oggi. Con l'articolo 12 della legge 30 dicembre 2023 n. 214 invece lo Stato italiano ha finalmente introdotto alcune semplificazioni in materia di attività commerciali, che vengono recepite con l'articolo 4 del disegno di legge 15. In particolare il comma 2 dell'articolo 4 introduce, dopo l'articolo 1bis della legge 12/1999, che è quello che è stato cassato, il nuovo articolo 1ter, rubricato "Libertà di stabilimento di esercizi commerciali". Tale articolo riprende e riformula, alla luce delle nuove disposizioni recate dall'articolo 12 della legge 214, i contenuti precedentemente collocati nel comma 1bis dell'articolo 1 della legge 12/1999, abrogato da questo disegno di legge. Sono inoltre disciplinate le condizioni e le motivazioni in presenza delle quali è possibile, in via eccezionale, introdurre limitazioni all'insediamento di specifiche attività commerciali in determinate aree o adottare misure volte alla tutela e alla valorizzazione di particolari tipologie di esercizi di vicinato e di botteghe artigiane, tenendo conto delle modifiche apportate in materia dalla citata legge 214/2023. È previsto, infine, che i principi, i criteri e le modalità di applicazione di tali limitazioni e misure di tutela e valorizzazione siano individuati con deliberazione della Giunta regionale. Ci è stato detto: "Fate troppo ricorso alle deliberazioni della Giunta regionale"; in realtà, è uno strumento che consente flessibilità nel momento in cui si dovranno modificare eventualmente le norme, anche perché non abbiamo voluto scrivere un testo unico su questo tema, ma abbiamo voluto novellare le leggi esistenti e andare a normarle con le delibere.
Direi che abbiamo tutti evidenziato quale sia l'importanza del turismo in Valle d'Aosta, un turismo che cresce, un turismo che cresce anche in qualità, quando io ho parlato nel mio primo intervento di qualità, l'ho riferito alle strutture turistico-ricettive, che, sulla base delle regole che insieme ci siamo dati, crescono in qualità per rispondere sempre di più e sempre meglio alle richieste della clientela che frequenta la nostra regione.
Chiudo facendo due considerazioni sugli emendamenti che non saranno accettati dalla maggioranza, il primo modifica l'articolo 2… le modificazioni alla legge regionale 29 maggio 1996, n. 11, dove si chiede di puntualizzare ancora in modo maggiore le convenzioni che vengono fatte dai gestori per poter esercitare attività commerciale non no profit, quindi a scopo di lucro, tanto per intenderci. Voi chiedete di puntualizzare e di implementare le attività previste da questa convenzione. Noi riteniamo che l'integrazione che avete proposto aggravi gli oneri di gestione in capo al gestore e i compiti di vigilanza e controllo in capo al Comune, quindi appare in direzione opposta rispetto ai principi di semplificazione e potrebbe limitare le possibilità di reperire un operatore disposto ad assumersi l'onere della gestione, soprattutto nelle località a bassa valenza turistica in cui generalmente gli ostelli sono ubicati. La vostra proposta andrebbe nella direzione opposta rispetto ai contenuti e agli obiettivi di questo disegno di legge, che sono quelli di sburocratizzare, per cui l'emendamento n. 1 non verrà accettato.
Non verrà accettato l'emendamento n. 2 all'articolo 4 perché questa proposta di emendamento appare inopportuna soprattutto perché la disposizione che si vuole integrare è strettamente correlata a quanto stabilito dallo Stato centrale con la disposizione di cui all'articolo 12, comma 3, della legge 214/2023, rispetto alla quale potrebbe essere pericoloso, sotto il profilo della conformità costituzionale, apportare integrazioni attraverso previsioni che potrebbero risultare in conflitto con la competenza esclusiva statale in materia di tutela della concorrenza, come postulato dai proponenti. Sotto un altro profilo, ancora più rischioso appare l'inserimento di casistiche di limitazione aggiuntiva nella deliberazione della Giunta regionale. Tale approccio era già stato sanzionato dalla Corte costituzionale con la sentenza 104/2014 di cui abbiamo ampiamente parlato, quindi si rileva come le precisazioni proposte siano da ritenere prevalentemente sovrapponibili con le tematiche già esplicitate nel disegno di legge 15 e che quindi la loro approvazione comporterebbe un elevamento importante del rischio di incostituzionalità della norma.
Non interverrò più ma con queste considerazioni non accetteremo i due emendamenti che sono stati proposti dal vostro gruppo consiliare.
Presidente - Grazie Assessore. Passerei all'articolato. Sono stati depositati un emendamento dalla IV Commissione e ci sono due emendamenti del gruppo AVS. Apro la votazione sull'articolo n. 1. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
L'articolo n. 1 è approvato.
All'articolo n. 2 vi è l'emendamento n. 1 di AVS. La parola al collega Torrione.
Torrione (AVS) - Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 11/1996, inserito al comma 4 dell'articolo 2 del disegno di legge è sostituito dal seguente 1bis: "Gli ostelli per la gioventù possono essere gestiti anche da imprese a condizione che sia stipulata una convenzione con il Comune che disciplini le condizioni di esercizio in relazione all'offerta turistico-ricettiva esistente sul territorio comunale, nonché le modalità attraverso cui è garantita e verificata la prevalente destinazione dell'attività al turismo giovanile e sociale e previo parere della struttura regionale competente in materia di strutture ricettive".
L'Assessore ha detto, a commento di quest'emendamento, che aumenterebbe i costi per il gestore, lo dico da ex gestore, non ravvedo questo rischio, semplicemente l'emendamento vuole precisare meglio gli elementi caratterizzanti proprio degli ostelli e la funzione propria appunto degli ostelli della gioventù. La nostra proposta specifica che "La convenzione, stipulata tra il gestore e il Comune, come è previsto, debba individuare anche le modalità concrete attraverso cui garantire e verificare il mantenimento della prevalente destinazione dell'attività al turismo giovanile e sociale". Questo impedisce che ci sia una sorta di assimilazione degli ostelli alle strutture alberghiere tout court semplicemente, è proprio garantire una più chiara differenziazione fra una tipologia e l'altra. "Rafforza la coerenza della disciplina rispetto alle finalità sociali e culturali proprie degli ostelli, garantisce maggior chiarezza rispetto agli elementi distintivi della tipologia ricettiva, valorizza il ruolo della convenzione come strumento di tutela della funzione sociale". Ci sono esperienze nel mondo di ostelli che costano più di alberghi a quattro stelle, per dire, noi semplicemente diciamo che gli ostelli sono ostelli e gli alberghi sono alberghi. Chiaramente un giovane che è disposto ad andare in una camerata ha la disponibilità economica per poterselo permettere, altrimenti in uno chalet di lusso non ci andrebbe, quindi semplicemente è garantire entrambe le due cose.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo AVS. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 12
Favorevoli: 5
Contrari: 7
Astenuti: 21 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bertschy, Borre, Carrel, Girod, Grosjacques, Jordan, Lavevaz, Lotto, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Viérin Laurent)
L'emendamento n. 1 non è approvato.
Pongo in votazione l'articolo n. 2 nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
L'articolo n. 2 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo 3? Stesso risultato. All'articolo n. 4 vi è l'emendamento n. 2 del gruppo AVS. Prego, collega Torrione, ha la parola.
Torrione (AVS) - "Dopo il comma 3 dell'articolo 1ter della legge regionale 12/1999, inserito al comma 2 dell'articolo 4 del disegno di legge, è aggiunto il seguente 3bis:
"3bis. Nell'ambito della deliberazione della Giunta regionale di cui al comma n. 3 sono individuati criteri e misure finalizzati alla tutela dei centri storici, del commercio di prossimità nei comuni montani, al contenimento del consumo di suolo pubblico, alla sostenibilità della mobilità e alla salvaguardia del paesaggio"".
L'Assessore ci ha detto che "questo emendamento non è votabile per il rischio di incostituzionalità e della sua pericolosità", cito le parole esatte; in realtà, la frase che noi vogliamo inserire è talmente generica che, dal nostro punto di vista, non corre questo rischio, anche perché è mutuata dall'esperienza anche del Trentino, che semplicemente permette di muoversi secondo le regole che lei ha ben chiarito e la ringrazio anche della risposta che è stata molto dettagliata e molto precisa. Dal nostro punto di vista, l'emendamento avrebbe comunque permesso una limitazione maggiore, pur restando nella costituzionalità e nel rispetto della normativa.
Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo AVS. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 5
Favorevoli: 5
Astenuti: 28 (Aggravi, Baccega, Baccini, Bellora, Bertschy, Borre, Carrel, Domanico, Girod, Grosjacques, Jordan, Lattanzi, Lavevaz, Lotto, Manfrin, Marguerettaz, Marquis, Martinet, Marzi, Perron, Petey, Sapinet, Sorbara, Testolin, Trione, Tuccari, Viérin Laurent, Zucchi)
L'emendamento n. 2 non è approvato.
Pongo ora in votazione l'articolo n. 4 nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
L'articolo n. 4 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 5? No. Apro la votazione sull'articolo n. 5. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
L'articolo n. 5 è approvato all'unanimità.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 6? No. Pongo in votazione l'articolo n. 6. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
L'articolo n. 6 è approvato.
A questo punto vi è l'emendamento n. 1 della IV Commissione, che introduce l'articolo n. 6bis, lo mettiamo in votazione. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti, votanti e favorevoli: 33
L'articolo n. 6bis è introdotto con unanimità dei voti.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 7? Stesso risultato. Per l'articolo n. 8? No. Pongo in votazione l'articolo n. 8. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
L'articolo n. 8 è approvato.
Posso dare lo stesso risultato per l'articolo n. 9? Stesso risultato. Articolo 10. Stesso risultato. C'è qualche dichiarazione di voto? No. Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso. La votazione è aperta. La votazione è chiusa.
Presenti: 33
Votanti: 30
Favorevoli: 30
Astenuti: 3 (Campotaro, Minelli, Torrione)
Il disegno di legge è approvato.
