Resoconto integrale del dibattito dell'aula. I documenti allegati sono reperibili nel link "iter atto".

Oggetto del Consiglio n. 375 del 26 marzo 2026 - Resoconto

OGGETTO N. 375/XVII - Interpellanza: "Misure di sostegno per i giovani valdostani qualificati che scelgono di rimanere a lavorare in Valle d'Aosta".

Lattanzi (Presidente) - Possiamo saltare all'ordine del giorno n. 30, all'interpellanza n. 30. Collega Carrel, a lei la parola.

Carrel (ADC) - Questa interpellanza nasce da alcune politiche, che in qualche modo sosteniamo anche, attuate dal governo. Era l'assessore Bertschy, se non erro, il referente che ha avuto anche spazio sui vari giornali, sulle testate locali.

Avete messo in piedi una serie di misure, o meglio, state studiando di mettere in piedi una serie di misure, finalizzate ad attrarre dei lavoratori qualificati e ricercatori provenienti da fuori Valle d'Aosta, anche attraverso dei contributi economici.

Bene attrarre risorse dall'esterno, bene permettere a tutti i giovani che sono andati all'estero o fuori Regione di ritornare in Valle d'Aosta, quello che ci chiediamo è cosa facciamo invece per i giovani valdostani laureati che hanno scelto di rimanere in Valle d'Aosta, perché esistono anche loro e a loro vogliamo rivolgerci in primis.

Dobbiamo creare il contesto, e ovviamente spetta alla politica, per attrarre risorse dall'esterno, ma bisogna permettere anche ai giovani di crescere e di vedere la Valle d'Aosta come una possibilità di sviluppo economico, sociale, culturale, senza dover per forza uscire.

Con questo non sto dicendo che non bisogna uscire, anzi, bene uscire, ma non dobbiamo mettere in campo delle risorse economiche per riattrare dei giovani, o attrarre dei giovani laureati, quando di fatto magari abbiamo delle risorse importanti - e posso garantirglielo, Assessore, ce le abbiamo - e dobbiamo capire come possiamo valorizzare al meglio questi giovani.

Questa interpellanza mira proprio a chiedere dei dati, a chiedere a che punto è lo studio su cosa vogliamo fare dei nostri giovani, dei giovani valdostani che hanno deciso di studiare e di investire in Valle d'Aosta e sulla Valle d'Aosta.

Presidente - La risposta all'Assessore competente, Lotto.

Lotto (CA) - Grazie, consigliere Carrel, per questa interpellanza che ci permette di tornare a parlare di giovani e di precisare quale sia l'approccio che la Giunta regionale, e in particolare l'Assessorato alle Politiche giovanili, intendono portare sul tema.

Ci tengo anche a ringraziare particolarmente l'Assessorato allo Sviluppo economico, formazione, lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, e in particolare l'Assessore Bertschy, per il lavoro svolto e le informazioni che mi hanno fornito, visto che poi nella sostanza il profilo affrontato rientra principalmente nelle loro deleghe. Rispondo volentieri io, essendo stato espressamente individuato quale destinatario dell'interpellanza, e anche un po' quale Assessore che cerca di unire un po' e di mettere a sistema tutto quello che è stato fatto e verrà fatto sul tema dei giovani.

In via preliminare, ci tengo solo a fare due precisazioni. Innanzitutto, l'ottica in cui vogliamo lavorare non è - e forse qua c'è una piccola differenza rispetto all'impostazione che lei legittimamente usa nell'interpellanza, e che l'interpellanza sembrerebbe suggerire - in contrapposizione tra giovani valdostani e giovani provenienti da fuori Valle. Quello che noi vogliamo fare è creare una complementarietà e una creazione di valore nella nostra regione, per la nostra regione, e un'attrattività nel senso ampio del termine.

Inoltre, in questa prospettiva di crescita valutiamo molto positivamente che anche i giovani valdostani, come lei ha giustamente ricordato nell'introduzione, siano protagonisti di percorsi di studio, formazione e lavoro fuori dalla regione, all'estero, e che quindi anche i nostri giovani valdostani, al pari di quelli di origine e provenienza diversa, ritrovino nel sistema Valle d'Aosta una destinazione in cui restare o tornare, arricchiti dalle esperienze maturate oltre i confini delle nostre montagne.

Proprio in quest'ottica, appunto, l'intenzione è favorire la creazione di un ecosistema di qualità che attragga dall'esterno e sia, allo stesso tempo, aperto ma capace di favorire il rientro, e che sia quindi all'altezza di chi vuole rimanere e sia in grado di assicurare, sia a chi arriva, sia a chi è già qui, prospettive certe per le costruzioni di percorsi di vita di qualità e duraturi, sotto tutti i profili, dal lavoro ai servizi, dalla salute al welfare; questo lo si può fare però solo approcciando il tema partendo da un'attenta lettura del territorio: da qui, ad esempio, la misura richiamata nell'interpellanza e denominata "House and Work", attivata dall'Assessorato competente in materia di Sviluppo economico a partire dal 2020, e progressivamente perfezionata negli anni successivi. Una misura sì destinata all'attrattività dall'esterno, ma in risposta a una specifica esigenza manifestata proprio dagli operatori economici attivi nei settori della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico in Valle d'Aosta, viste le difficoltà nel reperire e attrarre risorse umane altamente qualificate, da impiegare in attività di ricerca e sviluppo.

Sempre sulla base delle sollecitazioni provenienti dal territorio, ricordo che sono poi previste diverse misure a sostegno dell'occupazione e quindi dell'occupabilità dei giovani, in particolare quelli qualificati. Pensiamo agli incentivi destinati alla ricerca e all'innovazione, che includono tra le spese ammissibili anche il costo del personale interno; o ancora il bando relativo alla zona franca per la ricerca e sviluppo, che prevede, tra l'altro, l'erogazione di voucher a fronte dell'assunzione di laureati e a titolo di ristoro degli oneri fiscali, nonché l'esenzione dell'IRAP per i soggetti beneficiari.

È inoltre allo studio dell'amministrazione, nell'ambito del programma FSE Plus, una nuova misura volta al finanziamento di borse di ricerca per giovani ricercatori e un sistema di voucher per il sostegno familiare di anziani e bambini.

Se guardiamo poi nello specifico alle misure per favorire lo sviluppo dell'imprenditoria, e quindi la retention di capitale umano, la Regione ha inteso promuovere le nuove iniziative imprenditoriali - avviate, tra gli altri, proprio dai giovani di età compresa tra 18 e 35 anni, oltre che donne e disoccupati di lunga durata - attraverso la concessione di un contributo una tantum a fondo perduto per la creazione e lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese industriali e artigiane, che abbiano sede operativa nel territorio della regione e che non siano iscritte al registro delle imprese da più di due anni.

Nella stessa direzione va anche la misura diretta all'insediamento di giovani imprenditori agricoli nell'avvio delle proprie attività.

Sotto questo profilo c'è anche poi da ricordare, visto l'andamento del mercato del lavoro (che nella nostra regione fortunatamente evidenzia andamenti favorevoli, con disoccupazione pressoché frizionale) che un'ulteriore componente da considerare è quella che riguarda i contratti di lavoro applicati non solo sotto il profilo economico ma anche in termini di flessibilità, in un'ottica di migliore conciliazione tra lavoro e famiglia e di qualità delle condizioni offerte.

Proprio in questa direzione, ricordo che l'Assessorato allo Sviluppo economico ha redatto nel 2023 il documento "Alleanza per il lavoro di qualità in Valle d'Aosta", sottoscritto da tutte le parti sociali, che mira a orientare in modo organico e condiviso le politiche regionali del lavoro, verso la creazione e il rafforzamento di un'occupazione stabile, qualificata e sostenibile. Strumento concreto in questo senso, redatto in collaborazione con tutte le strutture regionali, gli enti locali e le società partecipate, e aggiornato periodicamente, è il "Vademecum per l'attrattività del lavoro in Valle d'Aosta", reperibile sul canale tematico "Lavoro" del sito istituzionale della Regione.

Garantire condizioni lavorative dignitose, reali opportunità di crescita professionale, stabilità occupazionale e un adeguato equilibrio tra vita lavorativa e vita privata rappresenta infatti un elemento essenziale per attrarre, ma soprattutto trattenere, le risorse, contrastare l'esodo demografico e sostenere il radicamento delle comunità locali. Pur non disponendo al momento di dati riguardanti la mobilità universitaria verso l'estero da parte dei Valdostani, possiamo constatare, sulla base dei dati riguardanti la scelta delle sedi universitarie in Italia all'ultimo aggiornamento disponibile, cioè all'anno accademico 2023-2024, che la maggior parte dei ragazzi valdostani, circa due terzi, sceglie di frequentare un'università fuori Valle, con una prevalenza per le sedi universitarie piemontesi.

Parallelamente, possiamo rilevare che l'Università della Valle d'Aosta, che nel medesimo anno accademico conta 957 iscritti, registra una percentuale di iscritti residenti in Valle d'Aosta di circa il 60%, quindi con un buon grado di attrattività dall'esterno, circa il 40%. Dati, anche questi, che ci confermano l'opportunità di guardare ai temi dell'attrattività e del rientro dei giovani valdostani in Valle in una maniera unitaria, come due facce della stessa medaglia, senza distinzioni di principio tra chi arriva e chi rimane, ma con l'intento comune di far sì che l'arrivo, la permanenza o il rientro in Valle siano frutto di una scelta consapevole e fortemente voluta e, soprattutto, che questa scelta si riveli nel lungo periodo una scommessa vincente per i giovani che la compiono.

Presidente - Si è iscritto per la replica il collega Carrel. Prego, ha la parola.

Carrel (ADC) - Grazie, Assessore, per il quadro generale che ci ha fatto.

Girando un po' di più la Valle d'Aosta - perché c'è più tempo libero, dai banchi dei Consiglieri - si narra che lei faccia un po' l'Assessore ombra, commissariato dall'assessore Bertschy. Oggi lo smentisco in toto: lei è un non-Presidente, perché raccorda, come ha fatto oggi, tutti gli elementi di tutti gli Assessori, ma alla fine quello che lei è chiamato a fare è dover dare un indirizzo.

Ed è difficile, mi metto nella sua posizione, sicuramente non è un compito facile, perché mi ha parlato dei giovani agricoltori, che dipendono dalla collega Girod; mi ha parlato delle politiche di attrazione e di sviluppo, o di possibilità di studio, che dipendono ovviamente dal suo collega Lavevaz; mi ha parlato dell'attrazione dei giovani dal punto di vista del lavoro, quindi sicuramente dall'assessore Bertschy; ma lei poco può fare, perché quelle che ci ha elencato sono tutte delle misure che dipendono, appunto, da altri Assessorati.

È quindi importante che lei dal punto di vista politico faccia uno studio sui giovani in Valle d'Aosta, e sia lei a impartire agli altri Assessori la direzione che vuole realmente dare a questo Consiglio e a questa legislatura, a questa operazione di maggioranza in merito alle politiche giovanili. In caso contrario, rimane un dipartimento pieno di parole ma senza risorse e senza la possibilità politica di dare una direzione. Capisce bene che pochi saranno i risultati.

Lei è sicuramente l'Assessore più giovane di questa Giunta rispetto a questo compito e deve farlo ora, perché ora che mettiamo in piedi uno studio, mettiamo in piedi un programma politico, prima di poterlo far passare e soprattutto di poterlo condividere con tutti, sarà lunga, io glielo dico.

Ma non guardiamo esclusivamente alle misure che lei giustamente ci ha elencato, molto probabilmente chiunque di noi fosse seduto al suo posto avrebbe dato la stessa risposta, ma non possiamo elencare meramente tutto quello che stiamo facendo.

Quello che vogliamo capire è che cosa possiamo ancora fare. Abbiamo visto che possiamo ancora fare qualcosa per attrarre dei giovani, bene, nessuno è contro questa misura, ma è altrettanto importante, dare un ordine alle misure che diamo per i giovani valdostani. In caso contrario passa il messaggio, anche all'esterno, che conviene andare via per poi tornare.

Perché spesso e volentieri si fanno delle esperienze all'estero, se poi si hanno delle agevolazioni per tornare, ancora di più. No, noi vogliamo dare a tutti la possibilità di realizzarsi in Valle d'Aosta, perché la Valle d'Aosta ha bisogno dei Valdostani in primis e delle risorse che ci sono sul nostro territorio, e ha bisogno delle loro competenze.

Dopodiché ha anche bisogno di tutti coloro che arrivano dall'esterno per poter inserirsi in questo tessuto sociale ed economico di cui appunto stiamo parlando.

Un'ultima considerazione: viva l'inglese, ma avevamo un governo autonomista e una volta la francofonia sarebbe stata citata nella sua risposta e avrebbe avuto un valore aggiunto. Anche le politiche con i Paesi francofoni, quindi, potevano essere citate, ma prendo atto nuovamente che questo governo autonomista di autonomista forse ha ben poco.